Baywatch

Mentre Prassitele scolpiva la Venere di Milo non immaginava di dare vita ad un archetipo di bellezza ed eleganza senza tempo che a millenni di distanza avrebbe continuato a influenzare l’estetica occidentale. Allo stesso modo, quando la signora Daddario, distesa in sala travaglio, sbuffava e urlava per dare alla luce la sua figlia primogenita Alexandra, non immaginava che da lì a vent’anni gli ormoni maschili dell’intero pianeta sarebbero stati corrotti e compromessi per l’eternità.

Analogamente, quando Ingmar Bergman realizzò Il Settimo Sigillo non avrebbe potuto credere che sarebbero stati necessari addirittura 60 anni perchè un film potesse raggiungere e superare gli estremi di bellezza che il suo capolavoro aveva lambito nel reiterato tentativo di elevare la Settima Arte nell’empireo della perfezione tradotta in immagine. Perchè laddove Bergman si era limitato a trovare l’etica e la poetica insite nel senso della vita, Baywatch ha saputo perfezionare il messaggio dando forma sostanza e tridimensionalità alla poesia e consegnando ai posteri la più raffinata meraviglia mai vista.

Inutile girarci intorno: Baywatch è il film più bello mai realizzato, campione di perfezione e paradigma assoluto di tutta la cinematografia planetaria.

Ci sono due coglioni, tante tette e tanti culi eppure non è un film porno. Già questo da solo basterebbe ad elevarlo nell’empireo. Poi c’è spazio pure per il trash, per la risata, per la rivincita dello sfigato, per un po’ d’azione e d’amarcord. Ma il minimo comun denominatore è sempre e solo uno, la stratopassera: stratopassere le protagoniste, stratopassere le comparse, stratopasseroso il paesaggio oceanico e stratopassera pure la cattiva di turno. E che turno.

Un doppio turno…

Insomma, in questa sagra ornitologica tenutasi in riva all’oceano c’è spazio sufficiente per stuzzicare e soddisfare tutti i sensi conosciuti: scendendo nel precipizio della voluttà l’estasi trova così appagamento e si scioglie in un torrente di avvolgente complicità che eleva tutti i sensi nella proverbiale ricerca di sintesi tra lo yin e lo yang. Perchè con la sua dotta esegesi della dicomotettologia, meglio nota come teoria dicotomica della tettonica, Baywatch affronta tematiche complesse nelle quali la filosofia si intreccia con la metafisica fino a trovare naturale sfogo nella biologia molecolare dei tessuti adiposi e ghiandolari.

In poche parole, Baywatch è la traduzione cinematografica, nonchè sublimazione immaginifica, della teoria hegeliana della

TETTE, ANTITETTE e SINTETTE

Ad onore della verità e della scienza filosofica, bisogna ammettere che qui si va addirittura oltre, perchè, nella sua accezione sincretica, neppure Hegel aveva mai saputo descrivere la completa sinergia tra gli elementi antitetici e la loro relativa soluzione sintetica come invece ha saputo fare Baywatch, che ha fuso le TETTE con i CULI andando oltre e oltrepassando l’infinito.

Come un film possa bilanciare la trama erotica con quella filosofica, innervandola con sintagmi della cultura popolare che si fondono con i pilastri della narrativa occidentale, è un mistero cui nessuno potrà mai trovare una spiegazione nei secoli a venire. Ma di questa profondità intellettuale, ovviamente, non si curano i critici, gli esperti, quelli che ne capiscono e perfino lo spettatore comune: tutti hanno demolito Baywatch, condannandolo all’insuccesso di pubblico e botteghino.

Non hanno capito un cazzo, signori miei.

Baywatch è una dissertazione filosofica sulla meraviglia della vita umana e con raffinata eleganza disvela l’inintellegibilità dell’ontologia gnoseologica declinata attraverso i principi diegetici della palingenesi cognitiva nella metafisica aristotelica mediata dalla struttura epicurea della conoscienza.

Onestamente, non si poteva chiedere di più.

Non c’è più cieco di chi non vuol vedere: cercate l’ago nel pagliaio, ma non vedete l’elefante.

VIVA L’ELEFANTE E CHE DIO LA BENEDICA.

67 pensieri su “Baywatch

  1. Ottima recensione! Ha la stessa valenza culturare di quella di Tersite (che ha recensito Baywatch in maniera egregia come te), io mi sono limitato a constatare il banale (c’è topa, il resto mi sembrava inutile ripeterlo eheh).
    Comunque Baywatch film dell’anno senza se e senza ma.

    1. Ovviamente siamo in zona CAZZATONA divertente, un film con poche pretese che, dopo la selva di critiche negative lette in giro, ho visto con aspettative bassissime, la qual cosa sicuramente ha favorito il giudizio positivo.
      Non so cosa si aspettassero un po’ tutti… io non chiedevo di più che qualche topa in bichini e qualche gag divertente. Entrambi i fattori ci sono in abbondanza, quindi plaudo!!!

      PS. mi passeresti i link della recensione di tersite? mi sa che me la sono persa…

          1. Esatto! Sono queste le scene, come quando Zac Efron si guarda beato le tette della D. e lei lo richiama.

          2. vero vero
            pure la scena nell’obitorio non è male.
            Poi il cameo finale della Pamelona mi ha quasi strappato una lacrimuccia 😦

          3. Sì, ma anche il cameo di Mitch non ti lascia in pace (lo stomaco ne risente per un po’)

          4. David ormai in faccia ha più collagene di Berlusconi, mi ha fatto tenerezza. I tempi di supercar (quando faceva il figo del villaggio) sono lontanissimissimi

          5. Eh, quando faceva Supercar con il ricciolo ribelle sono la preistoria. Il buon David si è montato la testa nel 1989 quando ha creduto che la sua canzone, in quel tempo in classifica, fosse la responsabile del crollo del muro di Berlino.
            Momenti epici con ego smisurati.

          6. sta cosa della sua canzone e del muro di Berlino mi è del tutto nuovo
            ahahhahahaha
            mamma mia che cazzone
            ahahahahahah
            Che fine ingloriosa, mamma mia.
            L’altro giorno ho visto la locandina di un film “Killing Hasselhoff”, praticamente la storia di un tizio che credo di risolvere tutti i suoi problemi esisenziali uccidendo il Nostro Eroe che, nel film, interpreta se stesso.
            https://it.wikipedia.org/wiki/Killing_Hasselhoff

            Sono quasi tentato di vederlo: ha tutti i titoli per diventare il film più brutto di ogni epoca.

          7. Alla luce di tutto ciò:

            David Hasselhoff > Solidarnosc
            David Hasselhoff > Gorbaciov
            David Hasselhoff > Papa Wojtila

            Altro che Baywatch, dovevano farlo Segretario Generale delle Nazioni Unite!!!!!

          8. Capisci perché qua c’è dell’idolatria. Perché Baywatch, il nuovo con il suo cameo, non può essere un “semplice” film.
            C’è “la grande mente” dietro il crollo del muro. Qua parliamo di uno che ha fatto la storia 😀

  2. Ma davvero si aspettavano un film diverso? Magari anche possibile candidatura all’Oscar… Si chiama Baywatch, è ispirato alla serie omonima, cosa pensavano? Mah…
    Mchan

    1. ciao mchan
      non ci crederai, ma ho sentito tantissime persone criticarlo adducendo i più strampalati motivi: alcuni lamentavano le troppe inquadrature sulle ragazze in bichini ma altrettanti si lamentavano per l’esatto opposto perchè avrebbero voluto più tette-e-culi. Poi ci sono quelli che lo volevano più action, quelli che lo volevano più comico, quelli che lo volevano più simile all’originale.
      Valli un po’ tu a capire.

      A me è stato benissimo così: due ore di disimpegno che ogni tanto servono davvero.

      PS: e io l’oscar glielo darei per davvero 😀

  3. H ah ah ah 😀
    No comment sul film, ma grande recensione filosofica!
    Proporrei un manualetto per registi e sceneggiatori sulla “Regolamentazione delle metodologie di scelta delle tope vere”.
    Grande Lap! 😉

  4. Per Baywatch ho fatto la stessa trafila che avrei fatto qualche mese dopo anche per Dunkirk: inizialmente lo aspettavo a gloria, poi le prime anticipazioni mi hanno fatto scemare un po’ l’entusiasmo, e infine mi sono trovato a leggere delle recensioni che mi hanno fatto passare del tutto la voglia di vederlo.
    Come ricorderai, nel caso di Baywatch a farmi desistere fu una recensione di Mymovies, che lodava il film perché mostrava poche tette: peccato che io volessi andare a vederlo solo per quelle, e quindi quello che il critico interpretava come un pregio per me era in realtà un gigantesco difetto. A leggere la tua recensione mi pare di capire che quel critico ha visto un altro film, e a questo punto Baywatch rientra prepotentemente nella mia watchlist.
    Tra l’altro mi sto disaffezionando a Mymovies, perché nonostante il suo slogan (“Dalla parte del pubblico”) è diventato in realtà un sito molto “da critici.” Non a caso tende ad incensare i film d’autore, e valutare al ribasso tutti gli altri film.
    Penso ad esempio a Madre!: un film orrendo, indifendibile, così osceno da scadere più volte nel ridicolo involontario. Quando l’ho visto al cinema mi sono messo le mani in faccia 10 volte, vergognandomi io per il regista. Ma è un film d’autore, e quindi Mymovies l’ha dipinto come un mezzo capolavoro.
    Tornando a Baywatch, mi aspetto che oltre a stimolarmi l’ormone mi strappi anche qualche risata, perché Zac Efron in questo senso è una garanzia: è autoironico, ha dei tempi comici perfetti, ed è semplicemente nato per il genere demenziale. Mi è piaciuto molto anche in We are your friends, altro film con una stratopassera da leggenda (vedere sotto per credere).

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    Ma torniamo ancora una volta a Baywatch. La tua recensione è davvero molto divertente: in particolare la battuta su Hegel e le didascalie alle foto mi hanno fatto piegare in due! 🙂
    Ovviamente è azzeccatissima anche la parte sulla Daddario, che è davvero una bellezza da infarto. Non solo per il corpo, ma anche per il viso: lineamenti perfetti, pelle di porcellana, occhi abbaglianti. Ma è quasi sprecato un viso così, dato che la tettonica subito sotto gli ruba totalmente la scena! 🙂

    1. Chi ha criticato Baywatch perchè il ruolo di tette e culi era sussidiario a tutto il resto probabilmene non ha mai visto la serie originale ma ne ha sentito solo racconti leggendari.
      Anche nel telefilm, infatti, avevano un ruolo fondamentale le indagini del tenente Mitch Buchanon tant’è che, a rigor di logica televisiva, Baywatch era inquadrabile nel genere procedural.
      Poi, ovviamente, c’era una quantità di stratopassera allucinante e quindi, volente o nolente, questa bucava lo schermo più di tutto il resto che però, il resto per l’appunto, restava la parte teoricamente predominante.

      Nel remake cinematografico, a mio avviso, è stato sostanzialmente rispettato il plot originale inserendo in aggiunto l’aspetto comico e demenziale (che nel telefilm effettiamente mancavano).
      Per altro, praticamente tutti i remake cinematografici dei telefilm anni 80 hanno avuto un taglio demenziale: Charlie’s ANgels, A-Team, i Chips (visto poco tempo fa), ora Baywatch. Non so perchè ci sia questa tendenza: forse perchè visti con gli occhi di adesso quei telefilm hanno un sapore demenziale, boh.

      Comunque, ti assicuro che il film è godibile e divertente: ci sono siparietti comici e pure quelli sexy, non manca niente.

      Nota di merito a The Rock, che per me sta diventando un mezzo idolo: non avrei mai creduto che si disimpegnasse bene in una commedia e invece supera la prova alla grande.

      In quanto alle stratopassere, citi giustamente la Daddario che ruba la scena a tutte va da sè. Tuttavia, il parco gnocche è di tutto rispetto: la villain è interpretata dall’indiana Priyanka Chopram, poi c’è Ilfenesh Hadera che sarebbe la bagnina mulatta e infine c’è un’assoluta scoperta per me, ovvero Kelly Rorhbach. Pensavo fosse una modella imprestata al cinema, invece ha fatto il percorso inverso: prima attrice, poi modella, ora di nuovo attrice. Tuttavia, ogni parola è superflua: per quel che mi riguarda può fare quello che vuole, pure l’astrofisica nucleare:

      https://thechive.files.wordpress.com/2016/03/kelly-rohrback-is-baywatchs-new-pamela-anderson-28-photos-26.jpg?quality=85&strip=info&w=600

      1. Molte vip, quando si fanno fare le foto osé, assumono un’aria smorfiosa e scocciata, come a dire “Vabbè, esco le tette ma giusto per i soldi, godetevi lo spettacolo e poi vergognatevi.”
        Poi ci sono le vip come Kelly Rorhbach: le loro foto osé sono le migliori, perché dalla loro espressione si capisce che sono sinceramente divertite e compiaciute dell’effetto seduttivo che hanno sugli uomini. Di conseguenza, non posso che ringraziarti per avermi fatto scoprire questa stellina del soft – core.
        Riguardo al genere demenziale, sembra assurdo, ma sono tra i film più difficili in assoluto da girare: infatti si muovono sulla sottile linea che separa il trash divertente da quello irritante e disgustoso, e basta veramente poco per inciampare e cadere dalla parte sbagliata. Dal trailer mi sembrava che il film dei Chips facesse parte dei demenziali malriusciti: confermi o smentisci?

        1. Confermo i tuoi timori: il film CHIPS è un demenziale mal riuscito che evita di sprofondare solo perchè c’è un asso come Michael Peña a tenere in piedi la baracca.
          Da un telefilm iconico come i CHIPS onestamente mi aspettavo molto molto di più: doveva essere qualcosa molto action, una roba tipo SPEED (il film) e invece hanno caricaturizzato i 2 protagonisti e ne è venuta fuori una schifezza. Non c’è nemmeno una belloccia in grado di salvare il salvabile…

          Tornando alla Rorhbach, oltre ad avere tutti i requisiti per diventare una nostra pupilla, ti faccio notare che probabilmente non è neppure tanto scarsa come attrice (noi ovviamente non riusciamo a valutarla obbiettivamente perchè siamo obnubilati dalle sue forme), infatti è tra le protagoniste del prossimo film di Woody Allen:
          http://www.imdb.com/title/tt7139936
          che ovviamente finisce dritto dritto nella mia watchlist!!!!

          1. Anche se fa film d’autore, Woody Allen è uno sporcaccione con molto occhio per le stratopassere (è stato il primo a mettere Scarlett Johansson in dei ruoli sexy), quindi non mi stupisce che una strafiga come la Rorhbach abbia fatto uscire gli occhi fuori dalle orbite anche a lui.
            Tra l’altro noto che l’aveva chiamata anche per Café Society: un film particolare, dove l’atmosfera conta più della trama, che nonostante la sua storia esile mi ha fatto passare 2 ore davvero piacevoli. Non sono certo che piacerebbe anche a te, ma un’occhiata potresti dargliela.

          2. Cafè Society l’ho visto.
            Il film è piacevole esattamente per il motivo che, da grandissimo cinefilo quale sei, hai enucleato in quattro e quattr’otto: l’atmosfera che è resa in maniera deliziosa e raffinata da Allen, rendendo la trama un ammennicolo, quasi un inutile orpello.

            Tra l’altro, questo è il terzo film in cui mi è capitato di vedere lavorare insieme ed entrambi come protagonisti Jesse Eisenberg e Kristen Stewart.
            Nessuno dei due è un attorone, però insieme sprigionano un’alchimia particolare e frizzante.
            Gli altri due film sono il malinconico “Adventureland ” e il brillantissimo “American ultra” che l’anno scorso inserii nella mia classifica dei migliori film del 2016.

            Te li consiglio entrambi”

          3. Ho googlato la trama di Adventureland: mi ricorda molto quella di Joyland (un ottimo libro di Stephen King), quindi non posso perderlo. Tuttavia, American Ultra mi sembra di gran lunga il più figo dei 2, quindi credo proprio che lo vedrò per primo.
            Colgo l’occasione per consigliarti caldamente un film molto simile a Café Society, perché è ambientato nella stessa epoca e perché ne ricrea la piacevole atmosfera con la stessa deliziosa precisione: L’eccezione alla regola. Lo trovi su tantifilm, e sono convinto che lo adorerai! 🙂

          4. L’eccezione alla regola l’avevo scaricato con scarsa convinzione, pensavo fosse una mezza ciofeca.
            Però, se tu l’hai promosso, non posso perderlo.
            Ora sto facendo il recuperone di una serie TV (Better Call Saul) ma non appena avrò finito sarà il turno di questo film e ti farò sapere.

  5. Recensione ottima, da applausi.
    Sulla Daddario che dire? Dopo la tua spettacolare dissertazione con richiami alla cultura ellenica capisco finalmente che le sue passate avventure contro gli Dei dell’Olimpo a fianco di Percy Jackson non erano casuali (anche se in quel caso era figlia di Atena e non di Venere, come invece parrebbe).

    1. Che la Daddario abbia origini divine e forse olimpiche credo sia assodato.
      Resta da capire come sia raggiungibile per noi comuni mortali, ma tanto è un problema che non potremo purtroppo risolvere nè io nè te.
      Ti confesso una cosa: lo sai che quando vidi il primo Percy jackson la Daddario nemmeno mi fece tutta quest’impressione? Chissà che m’ero bevuto per non accorgermi di una stratopassera così…
      shame on me….

        1. Ecco, i libri me li sono risparmiati.
          L’avessero chiamato col nome giusto (Perseo) avrei anche potuto fare uno strappo, ma Percy proprio non si può sentire. Pare il nome di un maggiordomo…

          PS: mi sa che hai colto nel segno… l’eccessivo abbigliamento della signorina Daddario ha ottenebrato i miei ricordi. Sperò mi perdonerà 😀

          1. Nei libri, Percy è diminutivo di Perseus: se fossi un ragazzino a New York, non credo che ti faresti chiamare Perseus solo perché ti hanno registrato così all’anagrafe 😛 semidio o meno, non supereresti le elementari XD

          2. Se parliamo di Matrix, Morpheus viveva in una comune di pancabestia cavernicoli dedita ai rave, avrebbe avuto problemi solo chiamandosi Luisella 😛

  6. Ricorda-tic-tic-tic-tic… Un rumore, un’onomatopea, lo scorrere del tempo, con un richiamo non casuale al grandioso Dunkirk, film monumentale di Nolan, del quale io stesso scrissi di non considerare assolutamente il capolavoro di Nolan, ma che sono convinto tra qualche anno ancora sarà studiato tra gli appassionati, perché la sua struttura è quella dell’opera d’arte..

    Tic-tic-tic-tic-tic… come l’incalzare dell’assordante musica studiata da Zimmer per il film bellico di Nolan, che è poi il soggetto del precedente tuo post… si quello immediatamente precedente a questa lode sperticata (vedremo dopo, perché in realtà snob…) per un’opera filmica che è significativo quanto lo spazio tra due bellissime tette, un nulla funzionale come il fiocchetto cucito sopra la giuntura tra le due coppe del reggiseno, push-up o semplice…

    Tic-tic-tic-tic-tic…

    Per altro, dopo il tuo meravigliosamente eccessivo e strabordantemente barocco panegirico sulla scultura greca classica, inziare un commento ad una recensione su Baywatch con una citazione di Dunkirk era per me così squisitamente ed ermenàuticamente irriverente che non potevo esimermi! Che è poi lo stesso sentimento da bastardo giocoliere che ha spinto te nel mettere sulla stessa pagina web una cazzata di dimensioni cosmiche come il film di Seth Gordon con una summa artistica assoluta qual’è il Det sjunde inseglet di Bergman (che lasciamo con il titolo in originale svedese, così, tanto per farci del male e per aumentare ancora di più l’antipatia che già normalmente gli omuncoli pseudo-fantozziani provano per il cinema d’autore).

    Si, gli omuncoli, quegli esseri fieri della loro ignoranza, orgogliosi di essere dei minus sapiens, incapaci di vedere aldilà dei paraocchi prestatigli dagli altri, maschere tragicomiche di una commedia umana dove il loro ruolo è sempre e solo quello dei tubi digerenti ambulanti, delle sacche piene d’acqua senza costrutto, dei pedoni sacrificabili, delle nullità perse nel conteggio universale dei quanti di energia e materia…
    Gli stessi omuncoli che tu, come Tarantino e come Checco Zalone prendete per il culo proprio quando fingete di essere come loro! Si, perché il calembour, il gioco di prestigio di questa particolare tipologia dei tuoi articoli (così come l’ultra-violenza che Tarantino finge di celebrare o il razzismo e la vigliaccheria che Zalone finge di ostentare) è proprio nel fingere di elevare ad arte ciò che viene più avanti palesemente rivelato da te stesso come semplice divertissement e sublimazione dell’estetica satura di zuccheri e grassi saturi della figura femminile.

    Per questo (e qui il discorso si fa più complesso, tanto che ci perderemo per strada anche gli ultimi omuncoli che avessero provato a seguirci, senza capirci, anche solo per sfida) questa tuo articolo in cui decanti l’indecantabile ed apprezzi l’inapprezzabile è terribilmente, inguaribilmente, colpevolmente e splendidamente snob! Oh, si, amico mio, sei davvero uno snob pazzesco… perché sai di essere colto (anzi, coltissimo) e lo fai trasparire da ogni riga della tua impeccabile prosa (che scrivi da dio te lo stanno dicendo tutti da tempo, anche i passanti per strada, anche quelli che chiedono l’elemosina sui marciapiedi, anche le zingare con lo sguardo torvo e miserando che allungano una mano fuori dei supermercati o delle chiese), lo riveli nelle tue perfette citazioni, lo evidenzi senza alterigia nei commenti ricchi e misurati ed infine lo sbandieri in modo criminoso proprio laddove il tuo lettore è più debole, ossia nel cuore del tuo testo, dove ci si ritrova oramai avvinti ad un piacere della lettura che non si vuole smettere di provare ed allora tu spari la bordata che altrove non ti sarebbe concessa ed osi l’inosabile, con il gusto dello scandalo di chi si presenta in mutande ad una festa, sapendo che tutti i presenti lo conoscono come persona per bene ma giocherellone…

    Eh, si, perché Baywatch è decisamente un film mal riuscito, che ha osato poco sul versante dell’esposizione sia dell’action che della gnocca, come una sorta di film nato per essere pecoreccio, ma che poi ha dovuto passare il vaglio di una Giuria delle Mogli e delle Fidanzate (quindi taglia qui, taglia là, copri di più…) ovvero un’occasione mancata!

    Chiaramente Shannon e Swift, i due scrittori, non avevano nemmeno provato a fare un bel film, non era proprio nelle loro intenzioni, ma almeno avevano sperato in un successo da botteghino cinepanettonico ed invece, ciccia! Un po’ come quando i dueduesi disgraziati si erano accinti a distruggere due icone dell’horror, scrivendo quell’infamia di Freddy vs. Jason, dove hanno sputtanato lo script originale di Wes Craven, ma tant’è… non si può chiedere ad un maiale di volare… Come il CHiPs da te citato nei commenti (che si sappia, nei tuoi articoli i commenti valgono sempre la lettura, perché se i tuoi follower non hanno la stessa tua capacità oratoria, le tue risposte sono sempre un concentrato di potenza ermenàutica irresistibile!), altra cazzatona di dimensioni immisurabili, dove la masturbazione nostalgica degli appassionati degli anni ’80 (oramai spinti da una furia cieca nel salvare qualsiasi merda risalga al periodo della loro giovinezza) non è bastata per trasformare una fiction originale imbecille (è chiaro che dico questo nella consapevolezza che ci sarà il solito omuncolo incapace di evolversi che dirà ora “ma come? Imbecille il telefilm con Jon Baker e Frank Poncherello?” Si, imbecille perché le trame erano imbecilli e la recitazione ad un livello più basso di quella di Don Matteo) in un bel film… Perché avvenisse, ci sarebbe voluto un genio della settima arte ed anche con l’anima venduta al demonio (o a Weinstein, giusto per sporcarsi le mani con il gossip hollywoodiano)!!

    Ecco quindi la vera forza della tua recensione: l’essere un passaporto per transitare indenni dalle critiche femminili attraverso una rassegna di gnocche da infarto, un lasciapassare per esibire i propri bassi istinti senza alcun timore di vedere scalfita sia la propria onorabilità di coniuge sia quella di vero amante del buon cinema (quale tu sei, anche quando lo neghi e le tue negazioni hanno il candore del bambino che sa di essere stato scoperto ma nega per non essere semplicemente messo in castigo): perciò hai la mia stima e la mia gratitudine, oltre che il supporto critico ed estetico, perché io feci la stessa cosa ai tempi dell’università quando decantai le lodi di una pellicola assolutamente infame come L’Affittacamere, scritto da Bruno Corbucci e diretto da Mariano Laurenti nel 1976, ennesimo canovaccio per una incredibile commedia degli equivoci (dove si fingeva persino la satira politica ma ai livelli da basso ventre del Bagaglino romano), realizzata solo come scusa per mostrare le grazie dell’allora bellissima Gloria Guida.

    Se a suo tempo, frequentandomi, mi avessi ascoltato parlare del film o avessi letto ciò che ci scrissi sopra, avresti potuto pensare che tutto sommato io trovassi in fondo quel film niente male, una sorta di B movie pieno di significanze nascoste ad arte dietro le scene di sesso… ed invece ero solo perdutamente soggiogato dall’eccitazione sessuale per la morbosa nudità candida e procace della Guida!

    Venendo dunque all’unica parte interessante del film (perché gli attori maschili semplicemente non esistono, giacché, Zac Efron, pur trovandolo odioso, non ho bisogno di augurargli alcun male possibile, visto che il mondo si dimenticherà di lui con la stessa rapidità di tanti altri campioni di Nullismo e discorso simile per l’invece simpaticissimo Dwayne Johnson, che sono sempre lieto di vedere sullo schermo, ma che, pur provenendo dallo stesso mondo è rimasto al palo, artisticamente parlando, in confronto ad un titano quale Dave Bautista) ovvero la Daddario…

    Al contrario di te io l’apprezzai moltissimo proprio nel franchise adolescenziale di Percy Jackson (dove, tra l’altro, a livello maschile, si distingueva anche un ottimo Logan Lerman, l’alter-ego bravo di Zac Efron nel mondo dei belli): era una ragazza di 24 anni nel primo film, la cui sensualità stava per esplodere, come si vede bene già nel secondo film, ma il suo sex-appeal era tatticamente tarpato dal suo ruolo di amica e non di fidanzata, come una clone di Hermione per Harry Potter…

    Poi la rivelazione scandalosa in True Detective! Che botta, ragazzi! Non credevo ai miei occhi, vedendo la sodale compagna d’avventura di Percy farsi trombare in modo così realistico e crudo dal laidissimo personaggio del poliziotto fedigrafo interpretato da uno stellare e decadente Woody Harrelson…

    Un saluto ed un abbraccio ed ancora grazie per il divertimento intelligente che mi hai procurato con la tua recensione di questo (ah!ah!ah!) film!

    1. Per darti la misura del piacere che sempre i tuoi commenti (come i tuoi post) mi regalano e della trepidazione con cui accingo a leggerli, devi sapere che la prima lettura di questo commento è avvenuta durante l’intervallo di Chievo-Milan, ovvero l’arco temporale da sempre deputato allo svuotamento della vescica e al riempimento di un nuovo bicchiere di birra. Ma la cosa non si ferma qui, perchè la RI-lettura è seguita subito dopo finendo addirittura quando la partita era arriva al 4 minuto del secondo tempo.
      Non essendo tifoso di calcio credo tu non potrai capire appieno la portata di questa cosa, ma sono certo che saprai intuirla.

      Detto questo, passiamo al resto.
      Il tuo citare DUNKIRK nel mio commento lo trovo delizioso, esattamente come ho trovato irresistibile l’idea balenatami tempo fa e concretizzatasi l’altro ieri, di far seguire la recensione di Baywatch a quella di Dunkirk: immaginare la faccia del malcapitato che capiti nell’homepage del mio blog e si trovi schiaffate in cima due recensioni con oggetti così distanti è stato un richiamo irreisistibile.
      E’ per questo che il tuo commento sembra quindi la chiusura di un cerchio o, perchè no, la chiusura di un chiasmo narrativo raffinatissimo.

      Ti confessoa anche una cosa, caro amico: mi hai riservato l’onore di appellarmi con un aggettivo (per di più superlativo) che da sempre solletica il mio orgoglio più di qualunque altra cosa. Sono onorato che tu mi consideri “coltissimo” e sono lieto di aver dato quest’impressione (perchè d’impressione si tratta, le persone colte sono altre) perchè significa che un po’ – almeno un po’ – nella direzione della cultura ho saputo muovermi. Bisogna fare di più, sempre, possibilmente anche meglio. Quindi prendo il complimento e lo trasformo in propellente, perchè la strada è lunga assai…

      Stavo anche pensando di disquisire un po’ sul film con te, cercando di arricchire le già notevolissime riflessioni che hai portato nella discussione, ma credo sia un esercizio vuoto quanto inutile, sia perchè il film non si presta a troppi approfondimenti sia perchè hai già detto tutto tu senza lasciare margine per estendee l’esegesi.

      Focalizzo quindi i miei pensieri sulla ragione unica e insindacabile che renderà questo film memorabile neisecolideisecoliamen:

      La trasformazione in bomba sexy è ora completa e qui comincia il bello: ogni suo nuovo film sarà quindi imperdibile!!!!!

      Faccio anche una piccola chiosa su The Rock: ti confesso che la sua evoluzione artistica non è spiaciuta. Pur non avendo saputo toccare i vertici sfiorati da Batista prima in Spectre e poi in Blade Runneer, il buon Dwayne ne ha fatta di strada dai tempi del Re Scorpione e, pur continuando a cazzeggiare in film caciaroni e commedie poco esilaranti, si è anche espresso in pellicole un po’ più impegnate e drammatiche dove ha fornito interpretazioni di tutto rispetto (ovviamente partendo da dove è partito lui: se vedessi Edward Norton recitare così tirerei la tv fuori dalla finestra). Mi riferisco a PAIN AND GAIN, FASTER e SNITCH: nel remoto caso in cui ti siano scappati, te ne consiglio la visione! Ah,ci sarebbe anche BALLERS, la serie tv, che in parte rientra nei film stupidi di cui sopra, però a ben guardarla tanto stupida non è.

      1. Oh, amico mio gentilissimo, pur non essendo appassionato di calcio, comprendo benissimo il valore di quello che hai fatto… una partita di calcio, come ogni altro incontro sportivo, vive assolutamente ed indissolubilmente del presente vissuto istante per istante, dell’azione vista nel preciso istante in cui accade e quindi rinunciare anche solo a pochi minuti è un gesto di tale sacrificale importanza da acquisire nel tuo caso una valenza quasi cerimoniale!

        Perciò, grazie, dal profondo del cuore!

        Su Dwayne “The Rock” Johnson fammi invece una precisazione, perché non vorrei essere frainteso…

        The Rock è per me da molto tempo una garanzia di qualità per un certo genere di film, quello particolare di action comedy e provo sempre un grande piacere nel vederlo, anche se ogni volta mi accorgo della sua indubbia bidimensionalità: è bravo ma limitato, perfetto nei ruoli comunque di maniera che gli cuciono addosso, ma senza mai in realtà uscire dallo stesso ruolo, anche se presentato con costumi e nomi diversi.

        Sin dai tempi della commedia avventurosa targata Disney “Race to Witch Mountain”, ho sempre visto quasi ogni suo film, tra i quali ho apprezzato persino filmini esili come “Tooth Fairy”, con ruoli che ricordano le incursioni di Vin Diesel nella comnedia, ma penso il meglio lo abbia dato nei capitoli della saga di “Fast & Furious”.

        Ho ovviamente visto “Pain & Gain”, così come l’ancor più gradevole “Empire State”, ma è proprio in queste due pellicole che il confronto con dei veri attori lo rende ancor più macchietta (Mark Wahlberg nel primo e Michael Angarano nel secondo).

        Insomma, un caratterista e non un attore a tutto tondo, una presenza amichevole senza la profondità degli attori di supporto di cui sono pieni gli schermi e come dicevi tu senza le qualità di un Bautista, che è stato in grado di saltare la barricata…

        A presto, amico!

        1. Di Dave Bautista sono orgoglioso di aver visto, in assoluto, il suo debutto come attore. Si trattava di un episodio della sesta stagione di Smallville:
          http://www.imdb.com/title/tt0892673/?ref_=nm_flmg_act_43

          (tra tutti i miei più colpevoli dirty pleasure, quello di Smallville è certamente uno dei più antichi e dei più vergognosi).

          A ripensarlo allora, sembra impossibile che si tratti dello stesso attore, eppure è così.

          PS: ti informo fin d’ora che qualora la tua eventuale risposta a questo commento dovesse arrivare tra le 18 e le 20 di stasera, non v’è speranza alcuna che possa essere non solo letta ma addirittura presa in considerazione.

          Perchè forse sarà arrivata a un ignavo del calcio come te la notizia che nel tardo pomeriggio di oggi si gioca Milan-Juventus. Al di là dell’importanza per la classifica dell’attuale campionato (ahimè per il Milan ancora alquanto deficitaria) questa partita ha un sapore speciale perchè la rivalità con i bianconeri è la più accesa e l’odio (sportivo, s’intende) nei loro confronti, lo è ancora di più.
          Ti basti sapere che sono spesso solito ricordare che, in un eventuale partita Juventus Vs Impero del Male io tiferei per quest’ultimo giacchè la sua vittoria porterebbe sicuramente meno sciagure e malignità di una vittoria bianconera.

          Neppure la potenza onnisciente dell’ermenautica potrà quindi distrarmi dalla visione del match!!!
          Buon week-end, illustrissimo amico.

          1. La partita Juventus vs Impero del Male è un capolavoro assoluto… anche perché sarebbe una gara a chi pagherebbe di più l’arbitro…

          2. Tengo a precisare che Juve-ImperoDelMale sarebbe anche e soprattutto un derby tra due squadre che abitano la stessa città che, ad occhio a croce, dovrebbe essere una via di mezzo tra Mordor, Derry (attualissima Derry…) e Sodoma.
            Si, anche Sodoma, perchè agli juventini piace anche prenderl…
            No, mi fermo! Il mio IO tifoso sta prendendo il sopravvento e ormai sono incapace di esprimermi se non a sfottò e cori da stadio!!

            (ollelllèolllallàfaccel…….)

            aiutooooo

          3. Aggiungo una piccola nota… da utente Sky mi capita di ri-vedere film che ho visto al cinema con grande piacere, ma anche di vedere film che mi ero perso, magari per necessità di selezionare e scremare, infine ci sono visioni che io e mia moglie facciamo in massima rilassatezza, magari mentre mangiamo o in momenti di relax (prediligendo quindi film tendenzialmente stupidi o dallo stotytelling semplice).
            Capita, quindi, che vi siano gradevoli sorprese, spiacevoli delusioni e conferme della bontà della scelta di non aver speso a suo tempo soldi e tempo…

            Nel primo gruppo annovero, per l’appunto, film come quelli di Dwayne Johnson, nel secondo invece debbo ascrivere ciofecehe inguardabili (come “Bastille Day” con Elba) o film assolutamente inutili anche se non brutti (come “Blood” con Stephen Graham),

            C’è poi un quarto gruppo, di film altamente inutili, stupidi e vuoti, ma che si lasciano guardare solo per godersi le interpretazioni di qualche attorone: è questo il caso di un film che mi sono visto ieri, “Go with Me”, dove una trama davvero esile (ma soprattutto trattata da cani, per via di una sceneggiatura che ha ucciso tutti i significati del film) serviva solo da ribalta per una grande Julia Stiles (che avevo già apprezzato moltissimo nella fiction “Riviera”) ed un ottimo Anthony Hopkins (un mostro di bravura, non ci sono cazzi!).

            Questo è tutto, bye!!

          4. Bastille day, in effetti, è ancora ad oggi l’unico film veramente brutto che abbia visto fare a Elba.

            Per quanto riguarda BLOOD, invece, debbo dirti che lo vidi anni fa e, per qualche insondabile motivo, mi piacque, tanto da trarne una delle recensioni più ermetiche che abbia mai scritto:
            https://lapinsu.wordpress.com/2014/05/16/blood-ovvero-il-fosco-prisma-del-dolore/

            Per quanto riguarda GO WITH ME ce l’ho in Watchlist non solo perchè Hopkins è Hopkins e perchè la Stiles è discretamente gnocca, ma soprattutto perchè nel cast figura Liotta, mio pupillo dai tempi non solo di GODFELLAS ma anche (soprattutto) del sottovalutatissimo COPLAND.
            Tuttavia ancora non sono riuscito a trovarlo: il fatto che tu l’abbia recuperato su SKY mi fa supporre che non sia uscito in sala ma direttamente in home-video, quindi non l’ho intercettato tramite i miei canali alternativi (non ho sky-cinema da anni: i film che davano lì nel migliore dei casi li avevo già visti 1 anno prima e in più non ho mai tollerato l’idea di dover pagare un surplus per vedere le antemprime di PRIMAFILA).

            QUindi vado subito a cercarlo perchè se già lo volevo vedere, il tuo giudizio positivo lo fa balzare ai vertici della mia nutritissima watchlist.

            PS: ora come ora sono immerso nel recuperone di BETTER CALL SAUL e ho pure iniziato (ma con scarsa convinzione) la visione di MINDHUNTER

          5. Ancora una volta tengo a fare delle precisazioni: mentre “Bastille day” è semplicemente brutto e trito e telefonato e stupido, “BLOOD” è bello e recitato benissimo e con un’atmosfera pazzesca ed uan sceenggiatura che pur tuttavia non riesce e cavare il sangue dalle rape, nel senso che il soggetto di base è da telefilm britannico (quindi superiore alla maggioranza dei telefilm americani) ovvero striminzito…

            Per “Go with me” siamo nella stessa zona… lo trovi da ieri su Sky on Demand Scelti per Voi…

            “Better Call Saul” è molto bella ma anche troppo ghettizzata al mondo “Breaking Bad”, mentre “Mindhunter”, come tutte le cose di Fincher mostra il suo vero valore sulla lunghezza… diciamo che è la risposta intelligente alla mania dei procedural come “Criminal Minds” o all’inutilità elevata a delirio estetizzante e gossipparo di “American Crime Story”…

            Nessuna di queste, in ogni caso, può nemmeno allacciare le scarpe a “Fargo Seconda e Terza Stagione” (in un crescendo di bellezza, tra l’altro!)…

          6. Signor Kasabake, la invito gentilmente a non indurmi MAI PIU’ in tentazione con FARGO.
            Perchè lei oltre che dotto e affabulatore, è anche subdolo: da un paio d’anni prova a persuadermi alla visione di questa serie, da me sempre evitata un po’ perchè i Cohen non mi entusiasmano un po’ perchè,boh, non lo so, forse mi fa snob non vederla che ti devo dire.

            Però lei, imperterrito, continua con magheggi e sotterfuti a infilare nei discorsi questa serie consapevole che tanto, prima o poi, io cederò, come sempre in passato ho ceduto ai suoi suggerimenti travestiti da lusinghe (l’elenco sarebbe lungo, passando da CONTINUUM e terminando con SUPERGIRL).

            Quindi la invito a soprassedere. Anche se so con certezza che questo mio monito avrà l’esito diametralmente opposto di renderlo ancora più sottile ed efficacie nelle sue dissertazioni… finchè non sarò capitolato..

          7. La tua previsione è esatta!!!
            Anche perché non capisco come sia possibile resistere al fascino della messa in scena di un genio come Noah Hawley e ad attoroni come Ewan McGregor, David Thewlis e soprattutto lei, Mary Elizabeth Winstead (indimenticabile protagonista di “10 Cloverfield Lane”)… dai guarda qui che roba…

            http://cdn-static.denofgeek.com/sites/denofgeek/files/styles/gallery_adv/public/2017/03/fargo-season-3-images-david-thewlis-goran-bogdan-andy-yu-600×400.jpg?itok=eQkFiF1o

            o qui

            https://ewedit.files.wordpress.com/2017/04/fargo-season-3-promo.jpg?w=2236&h=1296

            Adesso smetto

          8. sii tu maledetto…
            con i tuoi strali… le tue sottigliezze… le tue foto
            (madonnasantaquantègnoccalawinsteadinquellafoto)
            tu mi raggiri

            SEI LA WANNA MARCHI dei blogger

            Sappilo!!!

            😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀

  7. Get over it è uno dei film più belli che abbia visto negli ultimi anni. In quel film il protagonista perdeva la testa per una bella – ma – stronza, e non si rendeva conto che sarebbe stato molto meglio sfancularla per passare a Kirsten Dunst, che era altrettanto bella (se non di più) e a differenza dell’altra non se la tirava affatto. Al contrario, era molto simpatica e alla mano, la classica ragazza “dolce e carina” che fa impazzire i tuoi genitori.
    Stamani, quando ho visto Baywatch, mi sono trovato nella stessa identica situazione: l’ho guardato per ammirare le tette della Daddario, ma mi sono presto accorto che lei aveva deciso di comportarsi da smorfiosetta, uscendole il minimo indispensabile “perché io la donna oggetto non la faccio per nessuno, eh!”.
    In compenso, a soddisfare gli ormoni di chi era entrato in sala soltanto per il “fattore tette” (ovvero il 90% del pubblico) ci ha pensato Kelly Rohrbach. Peraltro, a rendermela molto più simpatica della Daddario c’era anche l’atteggiamento carino e gentile del suo personaggio: quando una ragazza potrebbe tirarsela come non mai e invece sceglie di restare umile e alla mano, allora mi fa venire gli occhi a cuoricino più di qualsiasi coniglietta di Playboy.
    Peraltro, in questo film c’è anche tanto altro rispetto alle tette della Rohrbach: l’alchimia tra Dwayne Johnson e Zac Efron, le gag riuscitissime, la trama ben costruita e che scorre meravigliosamente, i colpi di scena finali che chiudono il film come meglio non si potrebbe.
    Di tutti questi fattori mi è piaciuto in particolare il primo, perché il rapporto tra i 2 protagonisti rispetta in pieno la struttura del buddy movie: prima non si sopportano, poi sviluppano un certo feeling e alla fine diventano dei grandi amici.
    Ieri sera ho visto un altro film degno di nota, l’ennesimo titolo che ho guardato solo perché gli avevi dato un buon voto su imdb: Bleed – Più forte del destino. Sapevo che mi sarebbe piaciuto, perché quello tra il cinema e il pugilato è davvero il matrimonio perfetto; tuttavia, mai avrei immaginato di trovarmi davanti una simile perla.
    A rendere Bleed così piacevole non è soltanto il cazzutissimo protagonista (che da solo sarebbe bastato e avanzato per fare un grande film), ma anche i personaggi di contorno, che sono uno più interessante dell’altro. Su tutti spiccano i 2 genitori di Vinny: il padre in particolare ha un carisma unico, e infatti per tutto il film sono stato convinto al 100% che ad interpretarlo fosse il grande Al Pacino. Soltanto oggi ho scoperto che invece è uno sconosciutissimo attore irlandese, che però aveva già lavorato con dei grandi come Spielberg e Scorsese. E visto il suo talento, questo non mi stupisce affatto.
    Colgo l’occasione per segnalarti che il prossimo mese escono almeno 2 film da non perdere:
    – Un film con Gerard Butler (icona degli action di serie A) e 50 Cent (icona degli action di serie Z). Il film in questione è Nella tana dei lupi, e io lo aspetto con una foga immensa.
    – Un film con Rosamund Pike, peraltro ambientato in un periodo storico che, come il pugilato, si sposa perfettamente con il cinema (la seconda guerra mondiale). Il film è L’uomo dal cuore di ferro, e lo aspetto con una foga perfino maggiore.

    1. Mi consigliasti GET OVER IT tanto tempo fa e, essendo a)un tuo consiglio + b) un genere di film per cui vado in brodo di giuggiole, ho cercato in tutti i modi di recuperarlo.
      Ogni tentativo si è però dimostrato vano e a oggi ancora devo colmare la lacuna. Ormai spero solo in qualche passaggio televisivo…

      Mi fa invece un enorme piacere che anche tu abbia saputo cogliere la bellezza intrinseca in Baywatch che probabilmente è lontano dal tipo di film che tutti noi avevamo sperato, purtuttavia la virata aciont e comedy ha giovato e la presenza di un attore carismatico come The Rock ha fatto il resto.
      Poi ci sono le bellezze, va da sè, e anche (come te) sono rimasto folgorato dalla Rorhbach: non solo è uno schianto ma interpreta un personaggio solarissimo con il quale si stabilisce un’immediata empatia. La ragazza dei sogni è anche una tettona ultragnocca: è troppo bello per essere vero.

      Bleed – Più forte del destino, pur essendo un buon film, non ha entusiasmato tantissimo, forse il fatto che fosse una “storia vera” ha un po’ smorzato i miei entusiasmi. Però è senz’altro godibile e Miles Teller sfoggia ancora una volta un’interpretazione coi fiocchi.

      L’attore che hai scambiato con Al Pacio è Ciaràn Hinds, che io scoprii tanti anni fa guardando la serie TV “Roma” dove lui interpreta Giulio Cesare. Tra le alte cose ti consiglio caldamente quella serie TV perchè, al netto di qualche libertà, presenta la Roma Antica con grandissima fedeltà e racconta la storia con precisione. A mio parere è il miglior prodotto visivo mai realizzato sul periodo.
      Ciaran Hinds, invece, è un attore altelenante: proviene dal teatro e pur partecipando a molti film mainsteam tende sempre a farlo con la puzza sotto il naso. Però in un film (Il Debito, del 2011) è veramente bravissimo e ti consiglio anche questo senza remora.

      Ovviamente appunto anche gli ultimi due film che hai citato: entrambi mi sembrano meritevoli di finire nella mia watchlist

      PS: di Butler ho visto l’ultimissimo GEOSTORM. Una cagata pazzesca. Se puoi, evita 😉

      1. Gerard Butler deve cambiare agente, perché di cagate pazzesche ne ha fatte davvero tante negli ultimi anni. In particolare non capisco perché un attore con il suo carisma lo spreca facendo il piacione in delle commedie romantiche: uno come lui deve interpretare solo personaggi cazzuti. Poteva diventare il nuovo Arnold, e invece ha preferito accettare le parti che faceva McConaughey prima di diventare un attore impegnato.
        Riguardo a Get over it, lo trovi in vhs su ebay, ma non so se hai ancora un lettore vhs. Io il mio lo conservo gelosamente, e quando possibile compro sempre i film in quel formato: i dvd si smagnetizzano, le videocassette no.
        Riguardo a Roma, purtroppo me l’hai consigliata in un periodo in cui ho già 3 serie tv in rampa di lancio: Shades of Blue (già iniziata, è ottima anche nella seconda stagione), The Punisher e Westworld. Quando avrò “esaurito” queste 3, probabilmente mi fionderò su Roma! 🙂

        1. Oddio, alcune commedie romantiche di Butler funzionano (La dura verità, ad esempio). Altre invece sono cagate pazzesche (tipo il film che fece con Muccino e che recensii anni fa)

          Di Butler, se non li hai visti, ti consiglio i seguenti film:
          Rock’n’rolla (di Guy Ritchie)
          Giustizia Privata
          Attacco al potere (non ricordo se il terzo sia già uscito)

          Purtroppo non ho più il vhs e ormai anche il lettore dvd lo utilizzo pochissimo: mi vergogno un po’ nell’ammettere di non possere neppure il DVD di un film, perchè li ho tutti in formato digitale.
          Quindi dovrò riuscire a beccare Get over it in qualche altro modo 😉

          1. Ogni tanto passa su SKY: magari prima o poi qualcuno lo registrerà e lo metterà in rete. Nel frattempo, buona Pasqua! 🙂

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