Tu m’hai provocato e io me te magno

Ricapitolando:

  • la carne rossa è cancerogena
  • la carne bianca è gonfiata dagli ormoni
  • il formaggio ingrassa
  • la nutella contiene l’olio di palma
  • anche i biscotti son fatti col l’olio di palma
  • il latte fa venire i tumori
  • nella pasta c’è il glutine
  • anche nel pane c’è il glutine
  • la cocacola non è salutare
  • il caffè fa crescere l’ansia
  • le merendine son piene di conservanti
  • il burro causa colesterolo
  • la birra gonfia lo stomaco
  • il vino contiene solfiti
  • il pesce ha il mercurio
  • nel riso c’è l’arsenico
  • la frutta è coltivata con pesticidi
  • nella verdura ci stanno concimi chimici
  • l’acqua nelle bottiglie di plastica no perchè è tossica
  • l’acqua nelle bottiglie di vetro no perchè non sono sterilizzate
  • l’acqua del rubinetto no perchè puzza di cloro
  • e l’acqua direttamente alla sorgente? Ma siamo matti? Non è stata esaminata!
  • marmellate e succhi di frutta son fatti con gli scarti
  • i liquori fanno male al fegato
  • gli insaccati fanno male al pancreas
  • il fritto fa male alla cistifellea

.

Pertanto siamo nella merda. Che poi neanche la coprofagia potrebbe salvarci perchè a rigor di logica neppure la merda se la passa troppo bene, in quanto sottoprodotto degli alimenti avvelenati di cui sopra.

Potrei diventare respiriano, ma ‘sta cosa di mangiare una volta ogni 20 giorni mi resta un po’ difficile: dipendesse da me mangerei ogni 20 minuti. E poi, ad essere sinceri neppure l’aria mi ispira una gran fiducia: smog, fumo passivo, scarichi industriali, peti del vicino…

Tempo fa ho conosciuto addirittura un tizio pistacchiariano: mangiava solo pistacchi. Colazione, pranzo, cena: sempre pistacchi. Sono buoni, mi piacciono anche, ma l’idea di fare una cacca tutta di pistacchi mi ha spaventato: ho il sospetto che sarebbe una seduta particolarmente dolorosa…

Non c’è scampo, non c’è salvezza, non c’è via d’uscita. Siamo tutti condannati a morire avvelenati. O a morire soffocati. O a morire di fame. O a morire di cacca. In pratica siamo tutti condannati a morte.

Ma i condannati a morte sapete a cosa hanno diritto? A un ultimo pasto: se lo possono perfino scegliere!

Allora sapete cosa vi dico? Se proprio devo morire, voglio morire a pancia piena!

 

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41 pensieri su “Tu m’hai provocato e io me te magno

    1. non conosco bene il tizio, quindi non so dirti le sue disponibilità.
      comunque la sua dieta pistacchiariana è una cosa conclamata, eravamo a cena da amici comuni che avevano apparecchiato il suo posto solo con la ciotolina dei pistacchi. All’inizio pensavo fosse il posto per un cane… poi ho visto lui.
      Mi sa che sarebbe stato meglio il cane 😀

  1. Io ho risolto con la dieta vegana: un vegano a pranzo e uno a cena, alla griglia. Restano un po’ pesanti, ma se a metà pomeriggio ci butti sopra un frullato di fruttariano, che favorisce la regolarità intestinale, non avrai problemi…

    1. Posso confermare che sono adattissimi ad una dieta salutare, magari sono un poco insipidi, forse un pistacchiariano sarà più saporito?

  2. No, ‘spetta…la birra gonfia lo stomaco? Tutto qua?
    Ma ragazzi abbiamo risolto il problema! Diventiamo tutti birraiani!!!
    E via che passa la paura una pinta dopo l’altra 😀

    1. Considerami fin da subito adepto fondamentalista del birraionesimo.
      Non vedo l’ora di iniziare questo nuovo regime alimentare, sono sicuro che dopo starò meglio e mi sentirò più felice. Posso cominciare fin da subito?

  3. Ognuno di noi ha bisogno di un amico vero. Quell’amico che non si fa problemi a criticarti quando si accorge che hai preso una brutta strada o una cattiva decisione, e non ha paura di prendersi i tuoi insulti e il tuo odio per questo. Io ce l’ho un amico così: quando si è accorto che stavo sbagliando mi ha portato nella sua macelleria, mi ci ha chiuso dentro e mi ha fatto uno dei rimproveri più aspri che abbia mai ricevuto. Non lo ringrazierò mai abbastanza.
    Per me quella macelleria è un luogo dell’anima. Ho perso il conto delle serate in cui sono arrivato da lui a 5 minuti dalla chiusura, per poi passare l’ora successiva ad aggiornarci sulle rispettive vicende mentre lui rimetteva a posto la carne e preparava il banco per la mattina successiva.
    Di conseguenza, io non mi faccio alcun problema a mangiare la carne, perché ho la certezza assoluta che, se è passata dalle sue mani, non potrà farmi alcun male.
    Degli altri alimenti che hai elencato, ce ne sono anche altri che non potrei mai eliminare dalla mia dieta. Il formaggio ad esempio: compro solo ed esclusivamente il pecorino semistagionato, perché grattato sulle paste è una vera delizia.
    Lo stesso vale per il fritto: sono arrivato a friggere perfino le fette di cotechino, perché adoro troppo questo metodo di cottura e il sapore unico che dona ai cibi.
    La cioccolata invece vorrei mangiarla ma non posso, perché mi scioglie l’intestino in un modo davvero micidiale. Ogni tanto mi concedo una stecca di Lindt Cookies & Cream (il mio cioccolato preferito), ma succede davvero una volta ogni morte di papa.
    Ma l’argomento del tuo post è un altro, ovvero il salutismo eccessivo che ci impedisce di mangiarci anche un semplice piatto di pasta senza lasciarci andare alle paranoie e ai sensi di colpa. Sto usando il “noi”, ma ovviamente mi sono sempre tenuto alla larga da certi fanatismi: sono dell’idea che, come hai detto anche tu, se si entra in questo vortice finiamo per non fidarci più neanche dell’aria che respiriamo, quindi tanto vale tralasciare la questione e dedicarsi a cose più serie.
    Inevitabile commentare anche la notizia di ieri, ovvero l’esonero di Montella. A mio giudizio il pareggio col Torino è stato soltanto un pretesto: la società sapeva che dopo quel match sarebbe partito un filotto di partite facili che avrebbe potuto rilanciare Vincenzino, e di conseguenza i cinesi hanno preferito esonerarlo prima, per timore di dover confermare ancora a lungo un allenatore di cui non erano convinti. Successe la stessa cosa anche con Mihajlovic: fu esonerato per paura che vincesse la Coppa Italia, e questo avrebbe costretto Berlusconi a ciucciarselo un altro anno.
    Detto questo, ritengo l’esonero di Montella profondamente meritato. Non tanto per i risultati (comunque pessimi: mai avremmo immaginato un Milan da 250 milioni fuori da tutto già a Novembre), quanto piuttosto per il modo in cui li commentava. Quando la squadra è entrata in crisi, anziché ammettere la cosa l’Aeroplanino ha sempre preferito negare l’evidenza, e addirittura ribaltare la realtà, ripetendo come un mantra quello “Stiamo migliorando” che diventava sempre più ridicolo partita dopo partita.
    Il motivo era ovvio: la tattica di Vincenzino era quella di “profumare la merda”, di coprire con dichiarazioni incoraggianti l’assenza di risultati, al solo fine di salvare la propria panchina. Lo faceva anche Inzaghi: non funzionò allora, non ha funzionato neanche adesso. Al contrario, ha peggiorato la situazione: per risolvere un problema il primo passo è ammetterlo, e quindi Montella, negando ostinatamente l’evidenza, ha condannato la sua squadra a non poter mai fare questo primo passo.
    Gattuso invece è uno che dice pane al pane e vino al vino: di conseguenza, con lui si potrà quantomeno affrontare i problemi direttamente e con decisione, senza nascondersi dietro a un dito come ha fatto Montella per mesi. La sostituzione di Vincenzino con Ringhio è stata un progresso già solo per questo.

    1. Nella mia regione (specie nelle province meridionali delle Marche) il fritto è una istituzione.
      Oltre alla rinomatissime “Olive all’ascolana” che immagino tu abbia già assaggiato, c’è pure la CREMA FRITTA: cubetti di crema (la stessa che si usa per i dolci, anche se con una consistenza più solida) panati e poi fritti. Una vera leccornia.
      Peccato che io non possa più mangiarla: purtroppo da qualche tempo faccio fatica a digerire il fritto e le cucine troppo grasse in generale…

      Ma passo allo snodo più rilevante del tuo commento: l’esonero di Montella.

      Purtroppo si è reso inevitabile: non solo per i risultati mediocri della squadra ma anche (soprattutto) per il suo atteggiamento che denotava incapacità di realizzare lo sprofondo cui stavamo cadendo e porvi rimedio.

      Ovviamente non tutte le colpe sono di Montella:
      1) la dirigenza ha preso la coraggiosa (per taluni scellerata mentre per altri, tra i quali io, inevitabile) scelta di azzerare la rosa e costruire ex novo la squadra mantenendo solo una manciata dei giocatori dell’anno scorso. Questo ha determinato scarsa coesione tra i giocatori e amplificato le difficoltà di ambientamento dei nuovi. Inoltre alcuni ruoli sono rimasti scoperti a causa di infortuni (l’assenza di Conti pesa molto) e di emergenti mediocrità (il giocatore che doveva dare fantasia e verticalità al centrocampo, Calhanoglu, è l’unico ad aver non solo deluso su tutta la linea ma addirittura dato l’impressione di essere proprio un brocco).

      2) il rendimento scandaloso dei 3 giocatori di esperienza presi: BONUCCI è entrato in un vortice assurdo dal quale sta uscendo a fatica solo ora, BIGLIA complice l’infortunio ha reso quanto un Montolivo qualsiasi, KALINIC senza una squadra organizzata alle proprie spalle ha mostrato tutti i propri limiti tecnici.

      Detto questo, le responsabilità di Montella sono enormi:
      1) aver esagerato col turnover: una squadra con così tanti nuovi giocatori necessitava di trovare subito amalgama, quindi avrebbe dovuto insistere su un 11 titolare finchè tutti i meccanismi non fossero oliati. Ha preferito usare un turnover massiccio che forse avrà preservato le energie dei giocatori ma ha inevitabilmente impedito alla squadra di avere una propria identità di gioco.
      2) aver schierato troppi giocatori fuori ruolo: Borini terzino, Rodriguez centrale, Suso o troppo largo o troppo avanti, Bonaventura fluidificante.
      3) aver dimostrato incapacità a reggere le pressioni derivanti dall’allenare una squadra costruita per i primi posti
      4) non avere la mentalità da grande squadra: se perdi con Roma o Juve giocando bene non puoi dire “però abbiamo giocato bene” come se questa fosse una scusante. Perdere gli scontri diretti dovrebbe farti incazzare a priori e maggior ragione se hai giocato bene perchè significa che il “tuo bene” non è stato abbastanza

      Detto questo, penso che con Gattuso le cose cambieranno poco perchè, per quanto gli voglia bene, Ringhio non ha dimostrato di poter allenare una grande squadra, ha poca esperienza e scarsa abilità. Dalla sua c’è la mentalità, la grinta, la determinazione, ma queste qualità possono andar bene al Pisa o a Creta, di sicuro però non bastano al Milan.
      La stagione ormai è andata: sarebbe stato più saggio scegliere con più ponderazione l’allenatore in estate perchè, a conti fatti, aver affidato una fuoriserie a Montella si è rivelata una scelta scellerata.
      Gli unici obiettivi restanti, a mio modo di vedere sono:
      a) preservare il patrimonio di giovani giocatori in rosa impedendo che questa annata grigia li bruci definitivamente
      b) che la società sappia imparare dagli errori commessi quest’anno per migliorare l’anno prossimo!!!

      1. I limiti tecnici di Kalinic, e anche la sua scarsa propensione al gol, erano difetti stranoti ai più (tifosi milanisti compresi) fin dai tempi della Fiorentina. E’ stato comprato soltanto perché serviva un centravanti, e tra tutti i nomi sul mercato lui era quello economicamente più abbordabile.
        Alla luce di questo, non mi spiego l’accanimento dei tifosi milanisti nei suoi confronti: si aspettavano forse che l’anatroccolo si trasformasse in cigno soltanto perché adesso gioca in una grande squadra? Casomai accade più facilmente il contrario: spesso i giocatori fanno faville nelle piccole, ma stentano quando passano in una grande. Faville Kalinic non le ha mai fatte neanche quando giocava in provincia, figuriamoci adesso.
        Riguardo a Montella, onestamente non mi sento di dare la colpa al Milan per non averlo esonerato quest’Estate: fino a Settembre lui era l’allenatore che aveva ridato un gioco e una dignità al Milan, quello che aveva riportato il Milan in Europa, quello che era riuscito a farvi vincere un trofeo dopo anni di nulla. E tutto questo con una squadra pietosa. Era quindi quasi certo che, con una rosa di gran lunga migliore, avrebbe fatto ancora meglio.
        Così non è stato, ma ripeto, non era possibile prevederlo. Casomai al Milan va rimproverato il fatto di non averlo esonerato dopo la sconfitta con la Sampdoria, perché fu quella partita (che io vidi in diretta) a rivelare in modo molto chiaro che il Milan non era una squadra: era un gruppo di 11 giocatori messi in campo a caso, come ai tempi di Inzaghi. E’ in casi come questi che l’esonero diventa inevitabile.
        Riguardo a Gattuso, nella sua prima conferenza stampa un giornalista gli ha detto tra le righe la stessa cosa che hai scritto tu: “Sei tutto grinta e poco altro.” Lui ha capito benissimo il messaggio, e ha respinto con forza quest’accusa, dicendo che è andato a Coverciano apposta per imparare a far giocar bene le sue squadre. Vedremo cos’ha imparato…

        1. Si, era dififcile prevedere le topiche che Montella avrebbe preso in successione, tuttavia la seconda parte della scorsa stagione fece suonare non pochi campanelli d’allarme, all’epoca sopiti dalla qualificazione UEFA acciuffata con il pareggio al 97* del derby.
          Nel girone di ritorno il Milan aveva avuto una involuzione di gioco e risultati preoccupante (ci fu addirittura un filotto di 5 sconfitte consecutive, record assoluto nell’era Berlusconi) che, sbagliando, credemmo figlia della rosa mediocre.
          Col senno di poi credo che la vittoria in Supercoppa abbia tolto umiltà e spirito di abnegazione a Montella vanificando il buon lavoro fatto fino ad allora e inducendolo poi ad un atteggiamento supponente in questa nuova annata.
          In questo articolo vengono messe a nudo tutti i suoi errori:
          http://www.ultimouomo.com/anche-montella-ha-le-sue-colpe/

          Su Gattuso allenatore faccio fatica a fare previsioni: non ha possiblità di essere confermato (salvo cose clamorose), mi aspetto almeno di vedere una squadra più compatta e determinata. Magari qualche scelta coraggiosa in più sul modulo, anche se questo comportasse l’esclusione di qualcuno. Dobbiamo trovare una identità, è questo il compito di Rino.

          1. Ho appena finito di leggere quell’articolo: ti ringrazio di avermelo segnalato, perché mi ha insegnato tante cose sulla stagione milanista. Ad esempio, mi ero perso l’esperimento tattico di Locatelli trequartista: questa è la prova definitiva della bocciatura di Calhanoglu, ed effettivamente è meglio puntare su un giovane italiano che su un brocco conclamato (anche se mi piange il cuore a definirlo così, dato che l’ho visto giocare divinamente nel Bayer Leverkusen).
            Riguardo a Gattuso, hai perfettamente ragione: l’unica cosa positiva che può fare in questi pochi mesi rossoneri è quella di porre delle buone basi per il suo successore, individuando un 11 che funzioni e un modo per farlo rendere al meglio. Non so se è una questione di modulo, di schemi d’attacco o di altre diavolerie tattiche: a differenza sua, a Coverciano non ci ho mai messo piede. In bocca al lupo a lui e a tutti voi milanisti! 🙂

  4. sintetizzo : sono d’accordo! Ciao
    In riferimento a Gattuso, non credo riuscirà nell’intento, anche se glielo auguro con tutto il cuore, non fosse altro perchè siamo corregionali 😉

    1. Ricordo una scena simile in un Don Camillo con Fernandel.
      Il sacerdote aveva itnrapreso lo sciopero della fame per non so più quale motivo. Una sera, divorato dall’inedia, si era mangiato questo mondo e quell’altro per poi andare a dormire. Subito dopo, senza sapere che il prete avesse interrotto lo sciopero della fame, si intrufola in canonica Peppone con i suoi sodali del PCI e costringono il prete a mangiare ficcandogli un enorme imbuto in bocca.

      La scena è divertentissima!!!!

  5. Questo che sto commentando dovrebbe teoricamente essere uno dei tuoi tipici post interlocutori, uno di quelli che in genere non richiederebbe da parte del lettore nemmeno un certo “contegno” o sentimento critico, sia cinematografico che letterario o musicale, giacché  il suo vero scopo è lo stesso di un coro femminile gorgheggiante durante un assolo di chitarra, in un arrangiamento molto equilibrato, di una ballata rock più impegnativa: in poche parole, per restare in ambito sonoro, questo tuo post è funzionale ad una equalizzazione del suono prodotto dal tuo blog.

    Detto questo, potevo, tuttavia, fermarmi qui?

    No, ovviamente, perché in me, oltre al pervicace spirito piratesco degli ermenàuti, c’è quello un po’ del malsano dei guastatori (termine invero militaresco, ma foneticamente simile a guascone), specie quando parlo con te o scrivo sul tuo sito… Come quelle persone che si presentano a casa di amici e quando gli viene loro detto “Ehi, sei il benvenuto! Fai come se fossi a casa tua!” aprono il frigo e tra lo stupore dei presenti prendono un cartoccio di mortadella avanzata e si preparano un panino… Come vedi, anche tergiversando, al cibo ci arrivo…

    Così faccio io (che mangio la mortadella a casa d’altri? Anche!), che vivo i rapporti personali (solo quelli in salsa di amicizia, sia chiaro) con lo stesso impeto incosciente che avevano i guidatori dei motoscafi veneziani MAS, prodotti per la Regia Marina Italiana durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale (con quell’affascinante acronimo, che indicherebbe tecnicamente un Motoscafo Armato Silurante e che il Vate Gabriele D’Annunzio, in un impeto di retorica ardimentosa, aveva esplicitato come Memento Audere Semper, in onore del coraggio dei suoi piloti), perché siamo tutti viaggiatori, in questa portentosa astronave Terra, lanciata verso l’infinito, in un viaggio che è per definizione generazionale, giacché nessuno di noi ne vedrà mai la conclusione…

    E lo Spazio, questa Ultima Frontiera (citazione startrekkiana), ci racconta degli equilibri alimentari degli astronauti e per questo il cinema s’inventa il più grande botanico di Marte nel bellissimo film del vecchio Ridley Scott The Martian, in cui la messa in scena (garbatissima) si genuflette comunque al cospetto di una straordinaria sceneggiatura di quel genialoide di Drew Goddard (l’uomo a cui si deve sia la fiction Daredevil di Netflix, sia quel filmone meta-horror di The Cabin in the Woods), dove il tempo e la sua circolarità (alieni / cerchio / motivo ricorrente) duettano con il miracolo del cibo e della coltivazione (i giorni che passano e che sono contati con la rotazione di Marte diversa da quella della Terra tanto che sullo schermo li vediamo indicati come sol, poi la rotta ad ellisse della Ares 3 che torna a riprendere il naufrago e poi la circolarità delle comunicazioni trasmesse in una giostra alfabetica con la rotazione della cinepresa del vecchio Mars Pathfinder ed ancora il viaggio nel passato muovendosi nello spazio del presente con il tour al cratere Schiapparelli, etc.), infine le feci dell’equipaggio che fanno da concime…

    Le feci… Il concime naturale… Si, perché alla fine (ritorniamo a bomba sul cibo) il vero discorso è quello sul rapporto tra natura e chimica, intese entrambe come opportunità e non come sfruttamento e tradimento: da sempre i mezzi di comunicazione di massa cercano il conflitto nelle notizie da vendere (le news sono sempre più un business e Mark Zuckerberg lo sa bene), creando o forzando l’idea di una lotta tra distinte barricate… Maschio vs femmina, Juventus vs Milan, Pro-Vac vs No-Vac, Cinema d’Autore vs Cinema Commerciale, Cibo Bio vs Cibo Ogm, Carnivori vs Vegani, ma è falso, è tutto falso, perché non è la notizia ad essere falsa ma la presunta contraddizione, inventata appunto dall’ipocrita mondo delle comunicazione social, che ha esacerbato la tendenza alla partigianeria di cui parlavamo sopra, colorandola di divertimento e di sarcasmo, svilendo la verità e la sua ricerca (prima forse solo una bellissima utopia, ma adesso intesa persino come una vergogna)!

    Siamo infatti tutti esseri umani, semplicemente, indipendentemente dal gender, dalla razza e dalla religione, messi l’uno contro l’altro da sovrastrutture che spesso nemmeno comprendiamo e così la vera guerra nell’alimentazione è tra il cibo spazzatura e quello buono (sia esso regionale, di alta cucina, ricercato o popolare, fedele alla tradizione o destrurrato): se una pizzeria, per risparmiare sui suoi costi usa mozzarella scadente o farine economiche, con tempo di levitazione previsto di sole 6 ore, come la PZ1 venduta alle pizzerie d’asporto, invece che la PZ3 o la PZ4, che prevedono 24 o 48 ore di levitazione, abbiamo una pizza di merda che non si digerisce nemmeno a cazzotti, semplice.

    Lo stesso discorso tra il cinema di Merda (fatto male, scopiazzato, senza sentimento, telefonato) e quello fatto da bravi autori (siano essi degli esteti solipsitici che non vogliono parlare a tanti oppure al contrario dei grandi affabulatori, che intendono rivolgersi al pubblico più ampio ed ancora la scelta del vero sportivo dovrebbe essere tra squadre di farabutti che pagano gli arbitri e club che invece perseguono solo il miglior risultato sportivo, infine, lasciando marcire nella loro pochezza tutti gli estremisti (il cui parossismo è assurto a ragione di esistenza), l’unica differenza possibile è tra chi vuole mangiare cibo sincero (sia esso grondante grasso o al contrario sanissimo) e chi invece si accontenta di un cibo falso, in cui i sapori sono sostituiti dai saporanti, il gusto dai profumanti chimici che rendono appetitosa anche una ciabatta e per il quale un eccesso di zucchero innesca una finta fame, nascondendo la naturale sazietà e dove infine i grassi non solo sono saturi ma trans e non perché più gustosi, ma solo perché più economici, come gli impasti butirrici o le margarine vegetali a pasta cremosa.

    Insomma, non c’è discussione: se mi dai della porchetta, calda e fumante, con la cotica che scrocchia sotto i denti mentre il grasso mi riempie la bocca, io sono felice, ma se mi dai dei wurstel del piffero, fatti con CSM (ovvero Carne Spremuta Meccanicamente, in cui delle presse strizzano letteralmente le ossa di un avicunicolo per ottenere una pasta rosata e cremosa simile al dentifricio), zeppi di minerali e prodotti di sintesi, io ti mando a farti fottere e non perché sono un salutista ma perché non voglio farmi prendere per il culo! Non è un caso che esista un protocollare in Germania (sia chiaro, non creato da igienisti o salutisti, ma da buongustai), risalente all’impero asburgico, in base al quale sia i Wurstel che la Birra venduti in Germania devono essere prodotti tassativamente con sistemi tradizionali, altrimenti non possono chiamarsi tali…

    Come si è capito, mi piace mangiare e bere ed anche se ultimamente sono sovrappeso, non do la colpa al cibo (il cibo è mio amico e gli voglio bene), né al bere (il vino è mio fratello e la birra è mia sorella, altro che i francescani Sole e Luna!), ma alla poca attività  fisica… E’ la triste verità del mio lavoro, così come la pancetta è il commercialista della mia pigrizia…

    Eh si, che basterebbe davvero poco per muoversi! Non c’è assolutamente bisogno di quei coglioni dei personal trainer, con le loro carnitine e pilloline, con le cuffiette alle orecchie ed il sorriso finto come la plastica dei loro pantaloni ginnici attillati… Ahhh! Che si fottano tutti, nelle loro palestre puzzolenti di sudore e bagni piastrellati di funghi dei piedi, pieni di persone vuote e culone che fanno scorregge soffocate dalla musica disco assordante, pedalando in due dita d’acqua o rotolando come otarie sopra palloni gonfi! Basta camminare o trotterellare un pochettino, tutti i giorni, niente di più, correre, passeggiare, respirare, fare flessioni… Senza menarsela troppo (“Io ho partecipato alla maratona di New York!” mi ha detto l’altro giorno un rappresentante di elettrodomestici a pranzo… E chi se ne frega, ho pensato, il mio bisnonno è morto a più di novantanni, fumava, beveva e cacava in giardino, in mezzo alle piante di frutta su uno degli appezzamenti di terra sul Carso che visitava ogni giorno, camminando… beato lui! Fottiti maratoneta!).

    Sono sovrappeso e dovrei tornare al mio peso forma, ci tengo, ma non do ugualmente la colpa al cibo, dicevo, almeno non del tutto, perché forse un po’ di responsabilità ce l’ha la sua peggiore qualità, quello si, perché onestamente tutti viviamo nell’epoca dell’incertezza 2.0, quella in cui non solo le verità consolidate sono state sgretolate (“Dio è morto, Marx pure, e anche io non mi sento molto bene” diceva il grande Eugène Ionesco, in una citazione che gli ignoranti spesso attribuiscono a Woody Allen), ma le bugie ci vengono spacciate come rivelazioni sacre: io stesso, che mi considero di cultura media e non bassa, ho sempre considerato esagerato chi mi parlava male delle bibite con edulcoranti (come la Coca Zero o la totalità dei prodotti spacciati come dietetici), perché preferivo pensare che togliere il più possibile lo zucchero (leggasi glucosio) dalla mia dieta potesse aiutarmi sia nel mantenimento della linea sia nell’accantonare il rischio di diabete o la semplice resistenza insulinica, quindi, a fronte di una certezza da un lato (lo zucchero ingrassa e predispone a rischi glicemici) e dall’altro ad un semplice rischio non dimostrato (aspartame e compagnucci forse sono cancerogeni sul lungo periodo), non avevo mai avuto dubbi… poi la rivelazione shoccante…

    Avresti dovuto vedere la mia faccia, amico, quando la primaria di Endocrinologia dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, una marchigiana doc come la professoressa Valentina Vicennati, leggendo con me il risultato comunque discreto delle mie analisi del sangue con tanto di curva glicemica, mi fa “Non male per uno che mangia e beve come te (sic!)… l’importante è che non mi prendi quelle zozzerie dei prodotti con edulcoranti…
    Al che io le chiedo “Le chiami zozzerie perché sono cancerogeni?
    Come? Figurati, no, il problema è che fanno venire il diabete… chi fa uso quotidiano di edulcoranti non solo tende all’obesità ma ha il 66% di probabilità in più di contrarre il diabete…
    Cosa? Pensavo fosse l’opposto!” Chiedo io.
    Beh, nessuno te lo dirà mai perché le pressioni economiche delle aziende sono enormi, ma non troverai nemmeno un dottore che lo neghi… è solo questione di come porre le domande… Mentire è anche non dire… Tacere…

    Tacere, confondere, depistare, mistificare, creare dei prestigi… applicare ai media la Mossa Kansas City… così funziona il mercato.

    Quindi, alla fine, cosa ci resta? Tutto e nulla, perché dipende dal nostro approccio al cibo, mescolando etica, qualità e gusto in modo equilibrato e consapevole…

    Per la carne, non c’è bisogno di essere vegani ortodossi per essere sani e giusti, basta capire che la carne, da sempre, in tutte le diete del mondo, non può essere consumata tutti i giorni, ma assolutamente con meno frequenza dei cereali e delle verdure; consumando meno carne, la si può mangiare con gli stessi soldi di migliore qualità, scegliendo così prodotti che provengano da allevamenti dove gli animali vengono ugualmente uccisi (se li vogliamo mangiare è inevitabile, eh!), ma con una dignità della loro vita che non è quella inesistente delle bestie ammassate e costrette in spazi angusti, che mangiano i loro simili e che impazziscono o di polli ingrassati a forza e macellati quando sono solo pulcini obesi, facendo pascolare il più tempo possibile le vacche e facendo razzolare il pollame e restituendo infine ad antichi mestieri (come l’allevatore ed il norcino) la qualità dei tempi e del lavoro fatto con amore e coscienza e non trasformando tutto solo in una catena di montaggio, perché l’equazione è la stessa del vino ovvero che con la stessa spesa di chi beve Tavernello a pranzo e cena ogni giorno, puoi pasteggiare due o tre volte alla settimana con vini eccellenti.

    Stesso discorso per i dolci: è davvero necessario mangiare dolci ogni giorno e ad ogni occasione? No, basta farlo meno ma farlo per bene, comprandoli in pasticcerie artigianali o farseli in casa, usando i burri più pregiati (abbiamo eccellenze in Italia che gli stranieri ci invidiano), uova biologiche, latte ricco di panna o persino senza lattosio in caso di allergia (prodotto con il sistema che scinde il lattosio in galattasio e glucosio) o con burro fatto con latte di capra (provate a fare la pastafrolla con quel burro là e vi si aprirà un mondo di gusto profondissimo, da lasciarvi sbalorditi!), bacche di vaniglia (altro che quella merda di vanillina sintetica!) ed infine soprattutto evitiamo di mangiare tutti quei prodotti che pur non essendo dolci contengono zucchero (come la totalità delle salsiccie industriali, guardate gli ingredienti se non credete!), così in questo modo potremo controllare il quantitativo totale di zuccheri senza rinunciare al piacere di cose sublimi come la Torta Sacher, la Tarte Tatin, la Pavlova, la Crema di Mascarpone, lo Strudel, le creme al burro, la pasta sablè, etc.

    Se mangiassi solo per restare in vita, ma senza il piacere di coltivare i miei gusti ed il mio palato, mi sentirei un robot o una cavia da laboratorio: non rinuncerò mai ai piaceri della tavola, ma finché mi sarà possibile non mi farò prendere per il culo e quando avrò voglia di sporcarmi faccia ed animo con la cioccolata spalmabile, lascerò la Nutella ai poveri ciechi, preferendo la Novi o la Lindt e se avrò voglio di un hamburger non frequenterò i fast food come Mc Donald o Burger King, ma cercherò tutti quei posti (c’è solo l’imbarazzo della scelta) che fanno panini con carne di scottona e formaggio vero e se vorrò bere, ho una lista infinita di vini e birre, lunga quanto la mia sete…

    Bon Appétit, mon ami!

    1. Mentre ti rispondo, sulla TV davanti a me scorrono i tristi fotogrammi di un film che definire pessimo sarebbe lodevole, First Kill ( http://www.imdb.com/title/tt5884234/?ref_=nv_sr_1 ) ennesima triste prova di un Bruce Willis disperato alla ricerca di dollari tristi e facili per pagare gli alimenti di Demi Moore.

      Il tuo post, però, ha portato sano movimento e intensità alla mia soporifera mattutina, non solo perchè mi ha dato la scusa di distogliere le ultime particelle di attenzione rivolte al film, ma anche e soprattutto per tutti gli spunti interessanti per conversare o dilettarsi in cucina.

      Per altro, devo confessare che alcuni tuoi passaggi mi hanno lasciato di sasso: se non sapessi che è impossibie, potrei credere che tu abbia letto un mio post di prossima pubblicazione (probabilmente il prossimo febbraio) che ha per tema i concetti di accettazione e diversità, perchè li affronti non solo da una prospettiva molto simile alla mia ma addirittura usando le stesse identiche parole.
      Potenza dell’ermenautica!!!!!

      Mentre ti scrivo, mia figlia sta facendo colazione con una torta pere e cioccolato preparata insieme ieri sera. Indulge sulle gocce di cioccolato prestando poca attenzione a tutto il resto, però sembra gradire. Io ovviamente non la mangio: come sai aborro il cioccolato. HO mangiato un paio d’ore fa: orzo e cereali, come tutte le mattine da ormai non so quanto tempo. Da bambino ridevo di nonno perchè a colazione mangiava sempre orzo e fette biscottate mentre io mi baloccavo coi biscotti: alla fine mi sono ridotto come lui 😀

      Vabbè, è ora di prepararsi per iniziare la giornata. Ma prima non posso non ringraziarti per questo splendido commento (che a ragion veduta sarebbe praticamente un post) che hai regalato a me e al mio blog.
      PS: Ora però tieniti forte, perchè esattamente tra 1h30m pubblicherò un post che probabilmente non avresti mai pensato….

      1. Ora mi hai messo addosso una curiosità disumana! 🙂 E quel che mi rode di più è che oggi ho una giornata strapiena a lavoro, quindi dovrò aspettare fino al pomeriggio per leggerlo! 🙂

        1. oh, nulla di epocale amico mio
          solo un post con un registro che non usavo da tempo e su un tipo di film che raramente ho commentato per timore reverenziale 😀

    1. Ciao ELisabetta e benvenuta enl mio blog!!

      Non l’avevo mai vista da questa prospettiva ma effettivamente: ci suicidiamo mangiando 😀
      Se non altro è più piacevole che impiccarsi o buttarsi sotto un treno 😀

  6. Si muore comunque per l’inquinamento per una pallottola (per due) vacante per un in(ac)cidente dunque sopratutto considerando questi giorni seriamente difficili da superare allora che si imbandiscano le mense… morir dobbiamo!
    Auguri affettuosi e un vai deu abbracci

    sherabientotvoltatol’anno

    ps. ti suggerisco Seven sisters

    1. Ricambio gli auguri e appunto il film: siete già in due a caldeggiarlo (l’altro è wayne) e siccome i vostri consigli non mi hanno mai lasciato con l’amaro in bocca, recupererò il film appena uscirà in home video!!!
      (intanto stamattina mi sono sparato un film in pienissimo clima natalizio: IT :D)

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