Justice League

C’era una volta Batman che soleva pestare i malfattori e salvare il mondo nel frattempo.

Mentre il povero Alfred si ciecava nella BatCaverna raccogliendo indizi da comparare con il codice di Hammurabi, l’Uomo Pipistrello ebbe l’illuminazione: una potente forza di origine misteriosa e forse aliena stava per abbattersi sulla Terra. Se ci fosse stato Superman la battaglia sarebbe stata una passeggiata di salute ma Superman non c’era più e sul volto contrito di Batman comparve un pizzico di rimorso per averlo gambizzato prima di farlo ammazzare.

Consapevole che il suo unico superpotere era la ricchezza (cit.) ma che le mazzette di banconote nulla avrebbero potuto contro il supercattivo venuto da chissà dove, Batman si arrese alla necessità di creare una squadra di eroi per fronteggiare la misteriosa minaccia e siccome aveva tanti difetti ma di sicuro non era un fesso, per prima cosa ingaggiò una fotomodella stangona che faceva più vittime con lo stacco di coscia che con i superpoteri amazzoni.

Sensibile al fascino della supermodella stratopasserificante e desideroso di spupazzarla in qualche modo, Batman studiò attentamente le schede dei candidati a far parte della squadra allo scopo di individuare solo quelli che non avrebbero in alcun modo potuto insidiare le sue mire sulla bella modella.

Dato che la BatMobile era ancora dal carrozziere ma che per preparare al meglio lo scontro col nemico era preferibile spostarsi di continuo, si rese necessario trovare qualcuno in grado di muoversi rapidamente. La scelta cadde subito su Speedy Gonzales, un innocuo topolino che parlava tanto ma concludeva poco con le topoline, figuriamoci con le passere.

Ma Batman non poteva fermarsi qui: ogni gruppo che si rispetti ha bisogno di un espertone di informatica, magari un po’ nerd, che sappia togliere le castagne dal fuoco quando i bellimbusti hanno finito le cartucce delle pistole. Dopo aver scartato Jeff Bezos e Marck Zuckerberg perchè più ricchi di lui, il prescelto fu Robocop: lo scaltro Bruce Wayne era certo che mai e poi mai la stangona paralizzante avrebbe giaciuto con l’uomo di latta.

 

Dopo aver portato tutti i nuovi sodali nella BatCaverna, Batman cominciò a studiarli sotto l’occhio vigile di Alfred (che nel frattempo avevo decifrato il codice di Hammurabi lasciando 4 diottrie sui crittogrammi analizzati). Fu subito lampante che mancava un elemento dalla forza bruta e dirompente, lo spaccone che spacca. Timoroso che la pruriginante modella potesse perdere la testa per i muscoli poderosi di un marcantonio, Batman scelse quello più truzzo che trovò: Barabba, confidando che i capelli unti e la puzza di sudore avrebbero tenuto la stramodella lontano da lui.

Giunse quindi l’ora di andare a fare il culo al cattivo di turno, che nel frattempo si era scoperto essere Capricorn, cavaliere d’oro nonchè custode della decima casa dello Zodiaco: in principio era buono, ma una brutta dermatite sul viso aveva tirato fuori la bestia celata in lui.

Ben presto il super cattivo si dimostrò più super e più cattivo di quanto ipotizzato e il coraggioso manipolo di eroi  guidato da Batman le prese di santa ragione. Fu subito chiaro che mancava qualcosa, ma cosa? La supermodella propose di ingaggiare il tizio di 50 sfumature di grigio ma Batman si oppose strenuamente, allora Speedy Gonzales caldeggiò il nome di Zorro mentre Barabba insisteva per Ponzio Pilato. Alla fine, però, dovettero accontentarsi di Tom Selleck.

Tuttavia la scelta si rivelò azzeccata: Selleck distrasse Capricorn promettendogli un giro sulla Ferrari di Magnum PI e così gli altri eroi ebbero l’occasione di prendere il cattivo a calci nel culo.

E vissero tutti felici e contenti. Tranne Batman, perchè alla fine la fantamodella non gliel’aveva data.

(avrei potuto discettare lungamente sul fatto che Justice League va bene ma non benissimo; che la prospettiva adulta – a tratti addirittura fosca – delineata nei primi film del DCEU è andata a farsi benedire concludendo rapidamente il percorso già avviato da Wonder Woman; che ad ogni battutina di Flash che cerca di scimmiottare Spiderman mi veniva da piangere; che da quando Joss Whedon è entrato nel team il processo di marvelizzazione sembra inarrestabile; che la resurrezione di Superman è… vabbè dai è ‘na schifezza; che Gal Gadot recita da cani ma, madrededios, che femminone. Però alla fine mi sono divertito perchè quando vedo un film così in una sala piena di bambini torno bambino anche io e già questo da solo vale tutto il resto. E allora sapete cosa vi dico? wooooowwwwwwwww)

Voto: 7

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46 pensieri su “Justice League

      1. No, non l’ho visto, ancora – vivo in un universo in differita, vedo i film con ritardi dai quattro mesi ai due anni, rispetto al cinema. Traduzione: non vado quasi mai al cinema, aspetto il passaggio in tv, in chiaro, oppure i cestoni delle offerte 😛

        1. anche io sto sulla stessa barca: vado al cinema meno di 10 volte l’anno e poi recupero tutto in home video.
          La cosa assurda è che abito a 500mt dal cinema… ci vado a piedi….

  1. Haha recensione cattivella ma giusta XD
    Il film ha avuto i suoi problemi sia sullo schermo che dietro le quinte [soprattutto dietro le quinte] e può piacere come non può piacere, ma credo che riderci, come hai fatto tu, su sia l’unica soluzione possibile per tutti [o almeno dovrebbe esserlo] 😀

    A tal proposito ti consiglio la recensione del sommo Leo Ortolani [fumettista nostrano, pilastro del fumetto italiano nonché cintura nera della presa in giro supereroistica/cinematografica], fresca di pubblicazione e spassosa come poche XD

    https://leortola.wordpress.com/2017/12/03/cinemah-presenta-non-ce-piu-justice-la-recensione-gentile-di-justice-league/

    1. A me ‘sta cosa che anche il DCEU si sta marvelizzando proprio non va giù e gran parte della mia delusione (seppur modesta: al film ho dato comunque un bel 7) è proprio figlia di questo.
      Non so se sia colpa di Wheddon o dei capocci della Warner. però a me la virata del registro e delle prospettive non piace affatto: la strada impervia e rischiosa imtrapresa con Man of Steel e BvS (ma anche in Suicide Squad) a me garbava, perchè si sforzava di trovare un’altra via nello stilema del cinecomic scolpito nella pietra da ormai una ventina di pellicole uscite in casa Marvel\Disney. Ora la marcia indietro.
      Peccato.

      Ora vado a leggere Ortolani, grazie per la segnalazione 😉

  2. Post divertentissimo! 🙂 Forse lo è anche il film, ma credo proprio che mi terrò il dubbio: i cinecomics mi hanno stufato da un pezzo, e soltanto in rarissimi casi vado a vederne uno. Qualche giorno fa ho dato una chance a X – Men: Apocalisse su SKY, ma l’ho mollato dopo un quarto d’ora: nemmeno una generosa scollatura di Jennifer Lawrence in una delle scene iniziali è servita a destarmi un minimo di interesse, e questa è la prova definitiva di quanto mi sia venuto a noia questo genere.
    A proposito, non so se l’hai saputo, ma Jennifer ha deciso di ritirarsi per 2 anni. Ha detto che, dopo aver fatto 3 film ogni anno dal 2010 in poi, le è venuto a noia il cinema in generale, e quindi vuole chiudersi in una fattoria a mungere qualche capretta.
    Conoscendo il carattere ironico dell’attrice, può darsi benissimo che fosse una battuta (anche il discorso della fattoria lo fa pensare), ma gli americani l’hanno presa sul serio, e quando ci hanno scritto sopra fiumi di inchiostro lei non è intervenuta per precisare che stava solo scherzando.
    Se diceva sul serio, ritengo che stia commettendo l’errore più grande della sua vita: 2 anni sono un’era geologica a Hollywood, e in tutto quel tempo possono nascerne anche 10 di nuove stelline pronte a soffiarle la fascia di fidanzatina d’America. Ad ogni modo, ti lascio il link dell’articolo da cui ho appreso la notizia: https://www.glamour.com/story/jennifer-lawrence-acting-break.
    Tornando alla tua recensione, non ci crederai, ma Jason Momoa incarna perfettamente una tipologia di uomo che piace molto alle donne. Ci sono un sacco di uomini che come lui sono sciatti al massimo, eppure hanno un’aria vissuta e maledetta che fa girare la testa a un’ampia fetta del pubblico femminile. Qualche anno fa c’era un giocatore della Fiorentina che corrispondeva anche lui a quest’identikit (Osvaldo), e infatti in quegli anni ci fu un boom di presenze femminili allo stadio che non avevo mai visto né prima né dopo.
    Il tuo post mi ha fatto scoprire con mia grande sorpresa che la DC (cioè la Warner Bros) ha iniziato a copiare la Marvel (cioè la Disney) anche per quanto riguarda il tono leggero e le pennellate di comicità tra una scazzottata e l’altra. Artisticamente la ritengo una scelta sbagliata, perché ritengo che ogni casa produttrice debba avere la sua identità, senza diventare la brutta copia di qualcosa che c’è già; economicamente invece la scelta si è rivelata vincente, perché Justice League è costato 300 milioni (fonte imdb) e ne ha incassati 567 (fonte boxofficemojo). Inizialmente sembrava destinato al flop (nel primo week – end è rimasto sotto i 100 milioni), invece con il tempo si è ripreso. Evidentemente non sei l’unico a cui è piaciuto, e si è innescato un passaparola positivo.
    Colgo l’occasione per dirti che anch’io ho pubblicato un nuovo post… spero che ti piaccia! 🙂

    1. Parto dal fondo.
      Mi è arrivata la notifica del tuo post tuttavia tu hai la pessima (per me) abitudine di pubblicare i tuoi nuovi articoli durante il w-end, il che mi impedisce spesso di leggerli subito perchè solitamente accendo poco il pc e i post dei miei blogger preferiti non riesco proprio a leggerli dallo smartphone…
      Questo per dirti che spero di recuperare quanto prima il tuo post: spero già stasera al più domattina.

      Passiamo ora a JL e approfondisco il ragionamento che ho solo abbozato (volutamente) nel finale del post.
      La Worner Bros è arrivata sul mondo dei cinecomic con colpevole ritardo rispetto alla Marvel\Disney e i primi 2 film (Man of steel e BvS) tracciavano una linea di demarcazione netta rispetto ai film Marvel: prendendo spunto dalla trilogia del Cavaliere Oscuro di Nolan (non a caso produttore di entrambi), il mondo tratteggiato da Snyder era un mondo fosco, cupo e con supereroi combattuti: perfino lo smagliantissimo Superman era dilaniato da dubbi e rimorsi, come un Bruce Wayne qualunque.
      Questa terza via (lontanissima dalla patinata tinta dei film Marvel\Disney ma neppure troppo vicina alla Gotham di Nolan) fece storcere il naso a molti tuttavia bisogna riconoscerle che, pur non essendo priva di difetti, aveva caratteri originali e interessanti da sviluppare.
      E infatti il terzo film del DCEU (il da te aumatissimo Suicide Squad) si innestava perfettamente nel filone di un cinecomic più adulti, difficilmente apprezzabili da un ragazzino.
      La bontà del progetto è testimoniata, secondo me, anche dal fatto che alcuni film della Marvel hanno preso quella piega: su tutti il Capitan America e il Soldato d’Inverno.
      Poi però con Wonder Woman c’è stata una netta inversione di tendenza: un cinecomic dalla struttura classica e dal lessico semplice, senza i virtusismi di Snyder. Tuttavia lì c’era la Jenkins in cabina di regia e speravo che fosse solo una sua prospettiva diversa sul mondo supereroistico.
      Con JL, invece, il cerchio si chiude: il film è lontano anni luce dallo stile narrativo di BvS e credo c’entri non poco l’ingresso di Whedon in cabina di ragia in luogo di Snyder che ha dovuto abbandonare alla fine a causa della scomparsa prematura del figlio, morto suicida.

      Il risultato è che il film non convince pienamente da nessuna prospettiva lo si guardi: resta un prodotto carino e godibile, ma privo di spessore.

      Faccio un esempio: non ho mai rivisto nè ho il desiderio di rivedere uno dei film Marvel. mai. Invece mi sono rivisto con sommo piacere e più volte sia Man Of Steel che BvS perchè sono opere più profonde che ad ogni nuova visione hanno qualcosa in più da dire e non smettono mai di stupire.
      Purtroppo Justice League non ha questo dono.

      Chiudo con la Lawrence.
      E’ indubbiamente una patata assurda (nel bruttino Passengers toglie il fiato per quanto è bella) tuttavia non l’ho mai apprezzata molto come attrice, nonostante tutti ne lodino le qualità. Sono curioso di vedere se darà seguito a questo annuncio !

      1. A mio giudizio non lo farà, per 2 motivi:

        1) Di attrici che partono da un teatrino di periferia e arrivano a Hollywood ce n’è una su un milione. Quell’unica che ce l’ha fatta, prima di arrivare lì ha dovuto farsi un mazzo così e una gavetta lunga anni, senza nessuna certezza che quei sacrifici sarebbero valsi a qualcosa. Di conseguenza, una volta arrivata al successo, è mooolto raro che un’attrice si stufi. A maggior ragione se recita da pochi anni ed è ancora nel fiore dell’età.
        2) Gli attori sono notoriamente degli egocentrici. Di conseguenza, una volta assaporati i red carpet, i flash dei fotografi, le copertine, le interviste, gli autografi e tutto il resto, per loro tornare a vivere da persone normali è un destino forse peggiore della morte.

        Riguardo ai film Marvel, sono totalmente d’accordo con te. Quei film sono come lo zucchero filato dei bambini al luna park: è delizioso quando lo mangi, ma appena butti lo stecco nella spazzatura ti sei già scordato che sapore avesse.
        Curiosamente, l’unico film Marvel che ho rivisto con piacere è stato uno dei più stroncati in assoluto: Daredevil. Ma quest’eccezione non fa testo, anche qui per 2 motivi:

        1) E’ il mio supereroe preferito da quand’ero bambino;
        2) Come si vede benissimo anche dalla serie tv, questo personaggio è in pratica la versione Marvelliana di Batman: di conseguenza, non c’entra niente con l’universo Marvel e il suo tono leggero e sbarazzino.

        A proposito di serie tv Marvel, so che è uscita la serie del Punisher (altro personaggio che adoro): in questo momento avrei anche il tempo di vederla, ma preferisco aspettare le vacanze di Natale, quando avrò staccato del tutto dal lavoro e potrò bermi i suoi episodi tutti d’un fiato.
        Riguardo al mio blog, la Domenica è sempre il giorno in cui faccio più visualizzazioni, ed è per questo che pubblico sempre i miei post in fondo alla settimana. Tra l’altro per le visualizzazioni questo è stato l’anno migliore di sempre per il mio blog: ho battuto il mio record annuale di clic con oltre un mese di anticipo, addirittura il 26 Novembre.
        Se ho raggiunto questo risultato, è stato perché ho scoperto che Facebook può essere una micidiale macchina fabbrica – clic. Se metto il link di un mio articolo in un commento su WordPress, su quel link ci cliccheranno al massimo 2 o 3 persone; se invece lo inserisco in un commento ad un post popolare su Facebook, di visualizzazioni ne posso ottenere anche 100 in 2 giorni. Tuttavia, ho utilizzato raramente questo trucchetto: i clic mi interessano relativamente, perché il mio obiettivo principale quando pubblico un nuovo post è riuscire ad avviare delle chiacchierate interessanti con gli altri bloggers.
        Per fortuna è stato un anno positivo per il mio blog anche per quanto riguarda l’ispirazione: soltanto a Giugno e ad Agosto sono arrivato agli ultimi giorni del mese senza ancora uno straccio di idea su cosa scrivere nel mio post mensile. E in entrambi i casi a salvarmi è stata una visita casuale in libreria, grazie alla quale ho scoperto 2 libri davvero fenomenali: “L’ultima sera di Hattie Hoffman” a Giugno, “Amore mio, uccidi Garibaldi” ad Agosto”. Se non li hai letti te li consiglio caldamente, soprattutto il secondo! 🙂

        1. Ricordo benissimo i due libri che hai citato in chiusura di commento: il primo è già in coda sul mio Kindle, l’altro invece l’ho passato perchè se non ricordo male è un romanzo epistolare, genere che non amo affatto.

          Mi fa piacere sapere che quest’anno il tuo blog stia riscuotendo successo: scrivi bene e hai il coraggio di trattare film-libri che di solito non segue nessuno, quindi meno attraenti. Bene così, bravo wayne!!!

          Anche io sto per iniziare the Punisher: prima voglio recuperare alcuni film di quest’anno che ancora non ho visto per poter compilare le mie canoniche classifiche di inizio anno sui film più belli\brutti dell’anno prima, poi mi dedicherò a The Punisher, di cui in rete ho letto molto bene.

          PS: nell’attesa del prossimo film della Lawrence, consoliamoci con una sua fotina 😀

          1. Oh Dio santo che roba… questa qui non può finire a mungere le caprette, e se lo fa vado in pellegrinaggio alla sua fattoria per convincerla a cambiare idea! 🙂
            Riguardo alle tue classifiche, le aspetto entrambe a gloria: la prima per capire cosa mi sono perso di bello, la seconda per farmi 2 risate.
            Ti svelo già adesso qual è il mio film più bello dell’anno: A United Kingdom. E infatti è stato anche il film che ho visto con più spettatori in sala: erano liberi soltanto i posti della prima fila e metà della seconda. Neanche Blade Runner 2049 ha venduto così tanti biglietti, perché lì erano libere le prime 4 file.
            Tra l’altro, quest’anno può essere da record anche per quanto riguarda i film visti: sono a quota 88, e il mio record assoluto è di 96 (risalente addirittura al 2009).
            Intanto ho già strasuperato il record di film visti al cinema in un solo anno: 26. I film in questione sono stati:

            La La Land
            Split
            A United Kingdom 
            Sleepless – Il giustiziere 
            Autobahn – Fuori controllo
            Trainspotting 2
            La legge della notte
            Loving
            Life – Non oltrepassare il limite
            L’eccezione alla regola
            Alien: Covenant
            La principessa e l’aquila
            Spider – Man: Homecoming
            Cane mangia cane
            Atomica Bionda
            Baby Driver – Il genio della fuga 
            Madre!
            Jukai – La foresta dei suicidi
            Blade Runner 2049
            L’uomo di neve
            IT
            Saw – Legacy
            Borg McEnroe
            La ragazza nella nebbia
            La signora dello zoo di Varsavia
            Seven Sisters

            Quali hai visto?

          2. Credo di essere già a quota 150 film… un’esagerazione. Conta poi che negli ultimi 2 mesi ne ho visti pochissimi perchè avevo un sacco di serie tv da recuperare, altrimenti avrei sfondato il muro dei 200.
            Ancora non ho idea di come saranno le classifiche (ora sono impegnato a redigere quella dei film più attesi per il prossimo anno), tuttavia ad oggi, se dovessi scegliere il film più bello dell’anno in senso assoluto, la mia scelta cadrebbe su uno tra Arrival e Logan (quest’ultimo è senza dubbio il miglior cinecomic mai fatto dai tempi del Cavaliere Oscuro di Nolan).

            Dei film da te citati ne ho visti molti.Ti confesso che il da te amatissimio A United Kingdom a me ha fatto venire il latte alle ginocchia e ho stentato non poco ad arrivare alla fine. Non è la prima volta che ci capita: di solito i nostri gusti coincidono ma le rare volte che non è così ciò chio adoro a te schifa e viceversa.

            Della tua lista ho molto apprezzato Split, Alien Covenang, Baby driver. Anche Autobahn è tosto. La legge della notte, ancorchè bello, mi ha un po’ deluso: ormai quando Affleck sta dietro la cinepresa ho sempre aspettative altissime.

            PS: tiè, beccati pure questa 😀

        1. oh, io faccio solo copiaincolla da google immagini 😀

          PS. già che stiamo sbracando, ti segnalo una giovane modella che ormai è diventata la mia preferita su Instagram sopravanzando nientepopodimeno che sua maestà Eemily Ratajkowski (come da te suggerito tempo fa, per scrivere correttamente il nome sono andato su google, ho cercato “fregna” e il nome è venuto fuori da solo). Sto parlando di Barbara Palvin: riesce ad essere lolita e al contempo femme fatale. Una vera epifania.

          1. Pure io ultimamente sono diventato un cacciatore di bellezze su Instagram. Anche lì mi piace cercare dei tesori nascosti, delle ragazze sconosciute epperò notevolissime. Notmads ad esempio:

            Abbastanza carina anche kasaicosplay:

            Tra le italiane invece la mia preferita è senza dubbio meccy2303:

            View this post on Instagram

            #ognivenerdì

            A post shared by Erica Meucci (@meccy2303) on

          2. Ricordo bene questa ragazza. Diventò famosa per una combo di situazioni favorevoli senza precedenti: nello stesso periodo in cui faceva furore alle Olimpiadi, pubblicò su Instagram una serie di foto con le minne di fuori che fece esplodere il numero dei suoi followers.
            In questa foto la trovo un po’ dimagrita, il che ovviamente ha nuociuto all’esplosività del suo seno. Ad ogni modo, con un viso così dolce farebbe strage di cuori anche con una prima! 🙂

  3. Secondo me la Dc ha utilizzato furbescamente Joss Wedhon come capro espiatorio nel momento in cui si sono resi conto che il film nn stava avendo successo. La Dc è un’industria, in cui mi sembra difficile che un’unica persona, peraltro subentrata a riprese già iniziate, possa avere il potere di influenzare in modo così profondo un film. La responsabilità dei difetti di JL stanno secondo me in tutta quella catena di persone che hanno approvato il soggetto e la sceneggiatura, che hanno messo insieme la troupe e il cast e indirizzato il film in una certa direzione. Secondo me sapevano che puntando il dito contro Wedhon, proveniente dalla Marvel, si sarebbero ripuliti dalle responsabilità di fronte si fan della Dc, campanilisticamente contrari alla Marvel.
    A me JL nn è piaciuto. L’ho trovato banale e con una sceneggiatura ridicola. L’universo cinematografico Dc è, secondo me, uno dei più grandi clusterfuck degli ultimi anni.

    1. La tua ipotesi non è affatto campata per aria: certo, si tratterebbe di un capro espiatorio pagato fior di quattrini, però ci può stare.
      Che la Warner stesse cercando di “marvelizzarsi” credo sia evidente comunque e la presenza di Whedon, nel migliore dei casi, non ha fatto che accelerare un processo già avviato.
      Credo che l’ago della bilancia sarà il prossimo film, Aquaman: il personaggio è tamarro abbastanza da prestare il fianco a prospettive diverse e contrastanti, son proprio curioso di vedere come gestiranno la cosa.

  4. Caro amico, assieme a quella a fumetti realizzata dal sommo Ortolani (già indicatati dal nostro comune amico, nonché guru dei cinecomics PizzaDog), la tua è decisamente la recensione più divertente sul filmone (non nel senso qualitativo, ma nel senso di cicciotto!) del momento!

    Ti dirò, che non mi ha poi stupito più di tanto che tu abbia deciso di parlare di Justice League: già questa Estate facesti un’altra incursione su questo genere ad alta popolarità, con il tuo pezzo su Spiderman Homecoming… La qual cosa, poi, è doppiamente divertente perché entrambi questi film di genere supereroistico erano stati da te cassati quando facesti la classifica dei film da non perdere quest’anno… Ma cambiare è essenziale e vitale, io lo dico sempre!

    Ciò che invece mi ha colpito è il tono sarcastiche hai usato in questo post, quasi satirico, cosa che in genere trovo più spesso nelle pagine di alcuni nostri colleghi che non nelle tue, tono che hai saputo gestire in modo encomiabile, perché hai costruito vere e proprie gag, calzanti e spassose, su tutte chiaramente la scelta iperbolica e metaforica di sostituire ogni supereroe con figure iconiche dell’intrattenimento, sputtanando qualsiasi presunzione di serietà dei personaggi originali del film… grande lavoro con Robocop, ma Barabba è da urlo!

    Sul film ci sarebbe tanto da dire, ma è già stato fatto praticamente da tutti: direi che il giudizio complessivo è il medesimo un po’ ovunque, per lo meno nei blog della nostra cerchia, ovvero un mix tra “bene, ma non benissimo” e “male, ma non malissimo“… Si, perché, al netto dei baffi cancellati digitalmente e di una gestione produttiva di tutto il DCU che rasenta il delirio, a questo Justice League non si può non voler bene! Perché sia Snyder che Whedon sono comunque due mostri di bravura (l’epicità di Snyder ed il suo potere visionario emergono anche in mezzo al caos e Whedon resta a tutti gli effetti il papà di questo genere filmico o meglio colui che lo ha portato fuori dalle secche in cui si era arenato dopo i primi film Marvel ancora non targati MCU) ed alla fine, in mezzo a banalità di sceneggiatura e di soggetto da scuola primaria, il film tutto sommato funziona.

    Se mai riuscirò a trasformare le bozze in articoli completi, finalmente sul mio blog potrà vedere la luce il mio ciclo di post sui cinemcomics, iniziati a suo tempo con un prologo dedicato a Cap Civil War), dove chiacchiererò della genesi e del declino di questa intera categoria di film ed in essi potremmo tutti assieme discutere di ciò che effettivamente ha costituito questa enorme creatura transgenica, voluta cocciutamente da Hollywood, adattata poi ai gusti del pubblico (in modo abbastanza nebuloso) ed infine condotta da esperti di marketing che hanno fatto fare ai produttori (sia Marvel, che Warner, che Sony) delle scelte stranamente pressapochiste!

    Eccezione fatta per la trilogia del Dark Knight di Nolan, per il Fantastic Four di Trank, per il primo Deadpool di Tim Miller e solo in parte per il Logan di James Mangold, tutti i film supereoistici (bellissimi, belli e brutti) si sono in qualche modo appiattiti su una sorta di tema unico, con piccole varianti e scossoni minimi e questo, si sa, accade effettivamente ogni volta che nel mondo del cinema il “genere” ha il sopravvento sull’individualità del film: incredibilmente (ma non tanto) è la tecnica del cinema di propaganda, quella che fu creata da Ministro del Terzo Reich Goebbels e che poi fu portata avanti negli USA poco prima della Seconda Guerra Mondiale e successivamente durante la Guerra Fredda con l’URSS.

    Preciso subito che non sto facendo un discorso politico, assolutamente, ma solo di tecnica narrativa, laddove la creazione di un pensiero comune rende più semplice per una casa produttrice (di film, di fiction, di automobili, di bibite o di merendine) creare un prodotto di successo: i film che prima ho elencato, non sono (sia chiaro) i migliori del loro genere, ma quelli che, con risultati decisamente differenti, hanno comunque avuto forti personalità creative a scontrarsi contro la standardizzazione, alcuni riuscendo a creare persino dei nuovi cliché (come per Nolan e la sua meravigliosa sintesi di eroe tenebroso, frutto del lavoro appassionato di ermeneutica del personaggio fumettistico originale e del moderno sentire del pubblico), altri creando degli unicum clamorosi ed infine uno (quello di Trank) deludendo ogni aspettativa dei fan con un film decisamente sbagliato, ma coraggioso.

    Justice League non è brutto, non può esserlo, perché brutti sono i primi due Fantastic Four di Tim Story, brutto è lo Spider-Man 3 di Sam Raimi, brutto è The Amazing Spider-Man 2 di Marc Webb e prima ancora il Daredevil di  Mark Steven Johnson o lo Spawn di Mark A.Z. Dippé… ecco, quelli sono brutti, ma un film di Snyder non può esserlo per codice genetico, perché anche martoriato, anche con i cambi di sceneggiatura, anche tagliato e riscritto e rimontato continua ad avere degli sprazzi di luminosità così potenti da accecare…

    Ogni banalità, luogo comune trito e ritrito, ogni errore di scrittura da te preso il culo è assolutamente tale, senza giustificazione, così come ogni presa per i fondelli che il film si è meritato, ma io mi limito a sedermi vicino alla pacifica serenità del tuo voto finale, sorridendo lieto.

    1. Mi capita non di rado di scrivere male di un film e poi dargli un voto altro. JL rientra in questa casistica perchè, come hai giustamente detto tu, è godibile nonostante i mille difetti.
      Come già spiegavo sopra a wayne, ciò che più mi ha infastidito del film non sono le lacune di sceneggiatura o di gestione di personaggi (a ben vedere, ci sono errori più marchiani in BvS, film che invece ho adorato e difesa a spada tratta in netta minoranza) bensì la prospettiva da cui è stato inquadrato, la quale ad ogni fotogramma si allontanava di più dalla visionaria e coraggiosa scelta dei primi due film di Snyder per avvicinarsi fino a lambire i luoghi comuni (narrativi, stilistici e perfino cromatici) del MCU.
      Avevo apprezzato e lodato a dismisura la (e mi ripeto perchè ci tengo) scelta coraggiosa di Snyder, che aveva cercato di sviluppare la teoria del supereroe oscuro creata da Nolan adattandola anche a personaggi – come Superman – solitamente lontani da queste tinte. Avevo infinitamente apprezzato la ricerca di uno stilema “diverso”, non per questo migliore, ma comunque alternativo alla imperante logica Marveliana, canonizzata in ormai un totale di quasi 20 film. Avevo plaudito alla ricerca di un target più esigente, meno infantile e quindi più severo: Man of steel non è un film per bambini, esattamente come Spierman Hocoming può essere apprezzato da un adulto solo se torna bambino per tutto il tempo della visione.
      Tutto questo lavoro è stato mandato a puttane con Justice League ed è uno spreco che mi fa incazzare, lo dico con sincerità.
      Non mi sarei mai permesso di prendere per i fondelli uno dei primi due film del DCEU, ma ormai abbiamo cambiato emisfero quindi mi son preso la licenza poetica 😀

      Al netto di tutto ciò, resta comunque un film piacevole,dal buon ritmo, con buone scene d’azione e soprattutto quella potenza visiva tipica di Snyder che giustamente tu hai sottolineato.

      Concludo la mia riflessione prendendo invece spunto da un tuo passaggio:
      tutti i film supereoistici (bellissimi, belli e brutti) si sono in qualche modo appiattiti su una sorta di tema unico, con piccole varianti e scossoni minimi e questo, si sa, accade effettivamente ogni volta che nel mondo del cinema il “genere” ha il sopravvento sull’individualità del film: incredibilmente (ma non tanto) è la tecnica del cinema di propaganda, quella che fu creata da Ministro del Terzo Reich Goebbels e che poi fu portata avanti negli USA poco prima della Seconda Guerra Mondiale e successivamente durante la Guerra Fredda con l’URSS

      Sono troppo smaliziato per credere sia solo una coincidenza che il rifiorire del genere supereroistico sia iniziato dopo l’11 settembre. Ricordo addirittura che il primo Spiderman di Raimi fu pesantemente rimaneggiato dopo l’attentato.
      Ho sempre psnato che dopo l’attentato alle Torri Genelle gli USA avessero bisogno di crearsi un proprio OLIMPO, di alimentare i miti dei propri Dei e dei propri Eroi. E cosa di meglio che rispolverare le storie dei propri eroi a fumetti? D’altronde la genesi di questi racconti hanno non poche affinità con i miti degli antichi Dei Greci e dei loro Eroi. La mitologia greca rappresenta gli stilemi e i topoi di una cultura e ha sempre giocato un ruolo esorcizzante – quasi catartico – per la gente comune. Ecco, credo che qualcosa di simile sia avvenuto negli usa con l’esplosione del genere cinecomic negli ultimi 15 anni e immaginare che il fenomneno sia stato in qualche modo eterodiretto non mi stupisce (nè scandalizza) affatto.
      Ti confesso che tempo fa avevo anche accarezzato l’idea di approfondire l’argomento per trarne un articolo antologico sul bloc o addirittura un brevissimo saggio, ma poi ho lasciato morire il progetto spaventato dalla sua vastità: tocchere prima ristudiarsi tutti i miti antichi, le leggende, la loro genesi, la loro simbologia, poi fare la stessa cosa con il cinema moderno di genere… magari in un’altra vita 😀

      1. Nel caso non si fosse capito dal mio commento (spesso scrivo in modo così tortuoso che appaio come uno di quei prigionieri che vogliono comunicare un messaggio in codice all’esterno della lor cella nascondendolo il più in profondità possibile in comunicazioni apparentemente differenti), ribadisco che trovo la tua disamina sulla deriva del cinema Warner e sulla perdita di quell’identità che Snyder voleva dargli (in parziale eredità da Nolan) assolutamente impeccabili! Sono daccordissimo con quanto dici di negativo anche concettualmente del filmone concordo sul fatto che tale deriva sia il vero motivo di disagio nella visione: è un peccato, un peccato molto più grosso del film stesso, perché non è solo una battaglia persa ma l’inizio di una resa di tutto l’esercito DC!

        Oramai a fare la differenza resta solo la Fox, con film come Deadpool e Logan, fiction come Legion e speriamo l’imminente New Mutants (hanno affidato la regia e la sceneggiatura a due scavezzacollo divenuti famosi per Jackass, non so se mi spiego…).

        Sulla tua osservazione, poi riguardo un bisogno di ricostruzione di un Olimpo, nell’America post 9/11 è a dir poco geniale e la sottoscrivo seduta stante! Per altro, anch’io stavo maturando delle convinzioni simili… gli USA stanno trovando nella finzione una sorta di cura per una versione sociale della Post-Traumatic Stress Disorder…  E’ anche per questo (ma qui mi sto di nuovo avvitando in concetti ermetici ed ermenàutici) che la serie The Punisher di Netflix è una figata…

        P.S. Il domani è già ora e così l’Altra Vita, ti aspetto.

        P.P.S. Ti ricordo che l’autore di Legion è lo stesso di Fargo, perché repetita iuvant

        P.P.P.S. Su Sky On Demand è disponibile da qualche giorno la riproposizione di una vecchia gradevolissima commedia familiare di genere supereroistico, quel Sky High che vedeva tra gli attori la sempre gradevole Danielle Panabaker (più nota per la partecipazione al serial The Flash) e la sempre bella e conturbante Mary Elizabeth Winstead, che è poi la protagonista della bellissima terza stagione di Fargo (te ne ho parlato?)

        1. Caro amico, si era capito tutto, ma siccome laddove tu sei tortuoso io sono cervellotico, evidentemente non avevo fatto capire che ti avevo capito, ragion per cui tu ti sei dovuto accertare che tu avessi capito che io avevo capito quel che avevi capito tu.
          insomma, ci siamo capiti, no?

          Mi parli di The Punisher e la serie è in pole position sul mio hdd. Tuttavia ho premura di recuperima prima del 31-12 una serie di film del 2017 che ancora non potuto vedere (negli ultimi mesi mi sono dedicato soprattutto a serie tv: ho recuperato tutta Better Call Saul e poi mi sono sparato la prima stagione di Mindhunter, un assoluto gioiello [grazie David Fincher…]). Figurati che ancora devo vedere le ultime due puntate di Coliandro… ma quelle me lo sto centellinando perchè quando avrò finito la sesta serie sarò un po’ più triste…
          Tuttavia, non appena mi sarò messo in pari, the Punisher è il primo show che vedrò.

          E poi mi parli di FARGo.
          Ebbene, marrano che non sei altro, sappi che proprio pochi giorni fa ho ultimato il download di tutte le prime 3 serie. La cosa buffa è che solo dopo mi sono accorto essere disponibile anche Box Set di SKY…
          Ora, sia chiaro e chiarissimo: il fatto che abbia recuperato Fargo non significa che la vedrò… cioè si la vedrò… ormai mi hai convinto… angelo tentatore che non sei altro… ma non subitissimo

          Mi citi infine la bella patatina della Danielle Panabaker: carina, bravina, senza infamia e senza lode. SKY HIGH l’ho visto a spezzoni nel corso degli anni, invece ti consiglio TIME LAPSE dove la nostra Danielle è protagonista. Intendiamoci, se avessi scritto un post sul film probabilmente sarebbe finito nella categoria delle cagate però A)ha degli spunti narrativi ottimi B)va visto proprio perchè brutto.

          PS: sono io infine a chiederti se hai seguito (o conti di farlo) l’ultima fatica di Kiefer Sutherland che essendo invecchiato ha smesso la pistola da Jack Bauer e ha indossato il completo elegante di Designated Survivo. Restando nel genere “procedural-leggero” mi sta piacendo non poco.

          1. La tua prefazione con la spiegazione dell’essere tortuoso e dell’essere cervellotico mi ha fatto morire!!

            Allora, andando in ordine sparso… La Panabaker ha uno spessore recitativo simile a quello di mio figlio quando faceva le recite scolastiche… all’asilo!
            Tuttavia è così graziosa che potrebbe tagliarmi la strada con la macchina ogni mattina ed io la perdonerei lo stesso! Scherzi a parte, davvero troppa pochezza ed anche Time Lapse, che per altro non mi dispiacque proprio per una trama che faceva del paradosso temporale l’intera sua ragion d’essere, risente di tale pochezza: soggetto affascinante, messa in scena e recitazione inutilmente patinata e buonista. Peccato.
            Mindhunter è meravigliosa, imperiale, sontuosa… ti ricordi che ne parlammo già tempo fa, anche se fugacemente? Lieto che alla fine ti abbia conquistato (eri scettico all’inizio)…
            Designated Survivor la sto seguendo in serenità, visto che è nel catalogo Netflix e si, piace anche me, nel senso che mi diverto e mi rilasso nel guardarla: dopo un inizio folgorante, si è adagiata su uno standard pacifico, con una sfiga a puntata che il buon presidente disinnesca alla fine di ogni episodio, salvo un po’ di problemi da trama orizzontale… insomma, non ne perdo una puntata e quando Netflix rende disponibile quella settimanale nuova, la guardo subito, ma, ehi, non è Mindhunter (o Fargo…)!

            Fargo me la sono tenuta per ultimo perché ora che l’hai, posso dirti una cosa: le stagioni sono in crescendo, esattamente all’opposto di quello che dicono gli idioti conservatori e sai perché? Perché nella prima, malgrado abbia una sceneggiatura poderosa ed impeccabile, dal punto di vista stilistico è ancora troppo legata al mood del film dei fratelli Coen e questo, per me, è un male: io li stimo e considero Fargo il film un vero capolavoro, ma la fiction diventa un gioiello quando se ne allontana, cosa che accade nella seconda in modo netto (ci sono gli alieni!).
            Buona notte!

          2. Mindhunter mi ha stregato.
            La seguivo, come ti dissi, con un certo disappunto: tutti ne parlavano bene ma a me non diceva niente di che.
            Poi mi imbattei in una scena (credo sia nell’episodio 4): i due agenti protagonisti interrogano un sospettato nel cortile della sua casa, lo mettono alle strette, alternano pacche sulle spalle e tremendi fendenti, giocando insieme un minuetto di eleganza sconfinata finchè il miserabile non crolla e senza neppure accorgersene, confessa.
            Ho visto e rivisto quei fotogrammi palpitando d’ammirazione, una messa in scena pazzesca.
            Da lì in avanti non sono più riuscito a staccare gli occhi da questo superbo prodotto seriale, uno dei più interessanti nel panorama di quest’anno (forse IL più interessante).

            A proposito di bellezze del Berlanti Universe, ti volevo chiedere se ti è capitato di vedere il film 400 Days, con la splendida Caity Lotz.
            E’ un film strano, intrigante, meno raffazzonato di Time Laps tuttavia non privo di difetti, comunque interessante, a tratti anche intelligente.

          3. Perdona, anzitutto, lo spaventoso delay time tra la tua risposta e la mia attuale… Sorry, è un periodo così!

            Si parlava di tanto, specie di fiction e film… glisso su 400 Days, film che ho visto su Sky Cinema poco prima dell’Estate, pieno di buone speranze (era indipendente, aveva alla regia uno scrittore specializzato in fantascienza), ma purtroppo mi ha lasciato un pessimo ricordo… Tieni conto, amico, che io sono appassionato di sci-fi dai tempi delle Scuole Medie, quindi è difficile sorprendermi con una storia di questo tipo, dove oltretutto ci si mescola anche la visione post-apocalittica…
            Ma andiamo a bomba su Mindhunters, un gioiello che mi ha catturato già dalla sigla, che urlava Fincher con tutto il fiato che si può avere in gola e che mi ha tenuto incollato, grazie alla sovrana regia di Fincher, per tutti i primi due episodi, poi sono restato in attesa, quasi in stand-by, per vederecome si evolveva: seguivo l’idea meravigliosa di creare una sorta di storiografia del concetto stesso di profiling (premetto che non ho letto e non ho nemmeno intenzione di leggerlo il libro di Joe Penhall, sceneggiatore prinicipale della fiction tratta dal suo saggio romanzesco), poi arriva nel cast Anna Torv (idolo, la amo dai tempi di Fringe!!) e la cosa comnincia a salire ancora più di livello ed infine arriva l’episodio 4, quello in cui il regista Asif Kapadia ci regala negli ultimi secondi della puntata una delle sequenze più belle della televisione americana del dopoguerra, quando il trio costituito dagli agenti Holden Ford e Bill Tench (interpretati dai due Jonathan Groff e Holt McCallany, oggettivamente niente più che degli onesti caratteristi), assieme alla divina professoressa Wendy Carr, prendono l’ascensore, dopo essere stati congedati dal capo sezione Shepard (altro figurante mono-espressivo ma perfetto per il suo ruolo) e qui, nel chiuso della cabina, mentre la melodia e le parole della azzeccatissima “Calling Occupants Of Interplanetary Craft” dei Klaatu (un classico degli anni ’70, ma non molto suonato al cinema ed in Tv) da musica di sottofondo sale a diventare colonna portante, l’inquadratura si blocca, in un perfetto piano americano, con la Torv al centro ed i buoni Groff e McCallany ai lati, come i due ladroni ed il Cristo sulla croce, come una Santissima Trinità che ha il gusto di una scena familiare di tanto cinema di qualità, specie in salsa tarantiniana e la scena prosegue statica, cone le espressioni sui volti dei tre sodali che quasi lentamente ma inesorabilmente si aprono ciascuna all’unisono (senza guardarsi in viso, tra l’altro, altra piccola chicca recitativa) in un sorriso di compiacimento… applauso, applauso, applauso!!! Non so nemmeno quante volte ho rivisto questa piccolissima scena ed avevo bisogno di condividerla con te, amico mio, ora che la tua visione completata me lo permetteva!!

            P.S. Ho ricevuto una mail da Daniel Theron, il quale mi ha fatto osservare che in un commento successivo tu hai usato la seguente frase “anche Charlize Theron faceva cagare nei primi film poi ha vinto l’oscar”… No, è proibito fare simili affermazioni… La CNUSAE (Commissione Non Ufficiale sulle Censure delle Affermazioni Estemporanee) impedisce la prosecuzione e la divulgazione di tali eresie…

            Scherzi a parte, il film con cui mi conquistò per sempre fu The Astronaut’s Wife

            Questo, a imperitura memoria…

          4. L’amore acceca (e io ne so qualcosa) perchè voler anche solo cercare un qualche spessore artistico nella prova recitativa della divina Charlizein film come “2 days in the valley” sarebbe sforzo più che vano.
            Per altro, proprio stamano l’ho ammirata in una prova maiuscola ancorchè offerta in un film di genere poco adatto ai palati fini: “Atomica Bionda”, nel quale mette al servizio dell’azione e dell’intrigo tutto il suo charme, qui declinato in salsa action. Il lunghissimo piano sequenza nel quale mette KO 6 cattivi prima di fuggire col “traditore” marsan è una delle sequenze cinematografiche più belle che abbia visto quest’anno e, con le dovute proporzioni, mi ha ricordato alcune scene del primo True Detective ad altre del primo Daredevil (ad oggi gioiello ancora insuperato di Netflix).
            Tu però hai la memoria più corta della mia, caro Kasa, perchè io fui conquistato dalla bella Charlize molti anni prima, al tempo della pubblicità del Martini.

          5. Ah, marrano!
            La ricordo benissimo quella pubblicità ed anche quel chiodo della sedia, che fu galeotto… e quella visione del posteriore che appariva una riga di tessuto sfilacciato alle volta…
            Io però mi riferivo al momento della sua carriera, in cui la Charlize da semplice bellezza divenne ai miei occhi una diva e quello avvenne nel film che ti ho citato…

            Poi, sappi che la traduzione per il cinema, che il bravissimo David Leitch ha fatto del meno noto fumetto, è tutt’altro che un film banale ed è stato apprezzato da tutti coloro che amano il cinema bello, me compreso! Ti dirò, anzi, che io ho apprezzato Atomic Blonde anche più di John Wick (co-diretto insieme all’altro grande stunt-man passato dietro la cinepresa, quel Chad Stahelski che ha poi superato se stesso con John Wick: Chapter 2, per me più bello del primo).

          6. John Witc e Atomic Blond sono due film strettamente imparentati, è indubbio.

            Ho però l’impressione, che magari tu confuterai, che il Atomic sappia trasudare molta più qualità di John Witch (sicuramente del 1, ma credo anche del 2), complice senz’altro il cast di maggior spessore (McAvoy giganteggia e Goodman sa essere determinante anche con una parte assimilabile al cammeo, per non parlare di Toby Jones e Marsan….) ma anche una costruzione più strutturata, una trama più articolata (da una parte “m’avete ammazzato il cane a allora io vi faccio fuori tutti”, dall’altra “sono una spia, spacco il culo a tutti però non capirete mai da che parte sto nell’intrigo internazionale…).
            Insomma, due ottimi prodotti che, per un appasionato degli action movie come me, non possono che essere manna dal cielo. Per altro devo riconoscere che negli ultimi anni questo genere – quello dell’action-movie – ha ripreso vitalità, superando i paletti del cinema di genere in cui era stato circoscritto negli ultimi tempi. E di questo non posso che ringraziare George Miller e il suo Mad Max, ad oggi ancora uno dei migliori film in assoluto di questa decade.

  5. gal gadot non recita da cani, e sì è una bellissima donna così come l’attore che fa superman è un bellissimo uomo: i super-eroi e le super-eroine hanno un bel fisico. E allora?

    1. Gal Gadot ha tantissime virtù ma di sicuro, ad oggi, la recitazione non è tra queste. Sopperisce, oltre che con la bellezza, anche con la presenza scenica e un portamento carismatico ma deve senz’altro migliorare moltissimo.
      Ciò non toglie che abbia stoffa da vendere e un roseo futuro: anche Charlize Theron faceva cagare nei primi film poi ha vinto l’oscar.

      Cavill sarà pure bello, ma ha già messo in mostra un discreto talento. Con il costume da superman no di certo, ma se hai visto Operazione UNCLE capisci che intendo.

      Ciao Paolo, e grazie per il tuo contributo!

  6. Dì la verità, hai scritto questa recensione solo perché tu e Wwayne aveste la scusa per scambiarvi foto artistiche 😉
    A parte ciò, concordo sul fatto che Gal Gadot sia tanta roba, e di tutto il resto in fondo importi poco. Non ho (ancora) visto il film, ma leggendo qua e là e come se l’avessi fatto. Il tuo post “sottilmente” ironico mi ha fatto venire in mente ciò che ne ha scritto Leo Ortolani, e siccome con lui ormai ho un filo diretto (senti come me la tiro solo perché ha messo un like su un mio tweet che lo citava :-D), casomai la sua opinione non l’avessi ancora letta, te la giro per uno spassoso confronto: https://leortola.wordpress.com/2017/12/03/cinemah-presenta-non-ce-piu-justice-la-recensione-gentile-di-justice-league/

    1. Grazie Dario, non seguo mai Ortolani ma avevo letto le sue vignette su JL perchè l’amico Pizza, leggendo il mio post, aveva avuto la tua stessa reminescenza e mi aveva linkato il suo articolo.

      Effettivamente JL delude.
      Intendiamoci: resta un buon blockbuster che sa intrattenere e divertire (Snyder non riuscirebbe a fare una schifezza nemmeno se volesse…) tuttavia si appiattisce e perde per strada quel lavoro di “cinecomic alternativi” che, seppur con alti e bassi, i primi due film su Superman e Batman, avevano cercato di alimentare.
      Avvicinandosi a uno stile e a un lessico molto marvelliani, il film mi ha fatto storcere il naso, pur al netto dei suoi innegabili pregi.

      Resta solo da sperare (ma ci credo poco) che il prossimo film sul buzzurrissimo Aquaman sappia riannodare il filo interrotto con BvS…

      1. Caspita, alla prima occhiata non l’avevo visto, il link di pizzaDog, e pensare che era già lì bello rosso a fare ciao. Vorrei cavarmela con un repetita juvant, ma è una formula che non uso mai perché mi ricorda troppo il nome di acerrimi nemici barcoddizzati. Acquaman interpretato da Khal Drogo mi sembra una forzatura che nemmeno avessero scelto Attilaflaggelloddiddio. Lo dico pur senza averlo ancora visto.

  7. Ho visto da poco JL (prima per evitare spoiler mi tenevo alla larga da qualsiasi possibile recensione. Col senno del poi, vista la “trama”, è stata tutta fatica sprecata) e non posso che concordare con te.
    Avrei voluto che fosse un bel film, alla faccia delle premesse quantomeno incerte (cambio di regia, reshoots, baffi asportati, Whedon che arriva e cambia il tono del film) ma non lo è stato. Rimane a mezza altezza, senza sprofondare né ascendere nell’olimpo dei cinecomics.
    Sopratutto questa è la pietra tombale su quel percorso che, volente o nolente, Snyder aveva iniziato con Man Of Steel. D’altra parte il botteghino e gli incassi hanno dato una risposta chiara: il modello Marvel vince, il resto no. E la critica non è stata più lusinghiera. Batman v Superman come “morte del cinema” per molti. Alla fine, penso che saremo in quattro gatti (più Snyder ovviamente) ad aver apprezzato lo sforzo di dire qualcosa di diverso ed in modo diverso. Poi, per carità, sempre di tizi in costume che volano e menano parliamo ma per una volta si presentava un prodotto con una precisa identità diversa dal solito. Alla Warner hanno deciso di chiudere tutto e Whedon si sente in questo film, c’è poco da fare. Il peccato più grande, per me, è stato l’uomo pipistrello (un pipistrello ben pasciuto). Passi il Superman solare che tutti volevano, passi Wonder Woman (che tanto qualsiasi cosa faccia la Gadot va bene, anzi benissimo), passi Barabba-Aquaman (con questo paragone mi hai steso) e passino Cyborg e Flash ma Batman che fa da autista ai superamici no. Io sono cresciuto guardando i cartoni di Batman e ho letto qualche fumetto, non sarò il più fine conoscitore del cavaliere oscuro ma qualcosina mi pareva di avere intuito sul suo ruolo. Almeno lo spirito di questo eroe potevano azzeccarlo o perlomeno cercare di collegarsi a come l’avevano presentato in Batman v Superman. Invece è tutto separato, come se i due precedenti film non fossero mai esistiti. Guarda ebetito gli altri (e non solo Diana, anche perché quello sarebbe comprensibile) alla faccia del fine stratega. No comment su Steppenwolf che arriva e ruba di soppiatto le scatole mentre gli altri sono distratti e non parliamo della famiglia russa che pare imparentata con i vicini di casa del Peter Parker di Raimi.
    Non credo nemmeno che in casa DC possano aggiustare facilmente il tiro e ho la sensazione che Infinity War possa essere davvero il canto del cigno per un genere che sembra aver finito le idee (perlomeno stando al solito format): dopo aver messo una ventina di eroi insieme cosa si può fare di più? Questo DCEU una via (con tutti i suoi difetti) l’aveva tracciata, ora è tornato indietro con l’evidente paragone – impietoso – con la casa delle idee.
    Aggiungo anche che i magnifici tagli e aggiustamenti hanno pure rimosso il buon Willem Dafoe (che Joker sarebbe stato, tra parentesi). Questo per dire come in casa WB abbiano le idee chiare su come fare un film (Irons, Adams, Simmon sprecati a dir poco).

    1. Quando scrivi
      il botteghino e gli incassi hanno dato una risposta chiara: il modello Marvel vince, il resto no. E la critica non è stata più lusinghiera
      hai colto perfettamente il segno .
      La ricerca di una diversa via per realizzare cinecomic è morta con questo film e il rischio che ciò possa inaridire un filone che fa fatica a trovare nuove forme espressive sia a livello narrativo che a livello emotivo è forte.

      Del tuo commento mi ha molto colpito anche la riflessione su Batman. L’appiattimento e la banalità dell’uomo pipistrello in questo film è inconcepibile, addirittura intollerabile se si considera lo sforzo di produzione fatto in BvS nel quale invece era stato costruito un personaggio rotondo, un batman duro e cinico, quasi disilluso, la giusta evoluzione del cavaliere oscuro tratteggiato da Nolan.

      Chiosa finale sul Joker di Willem DaFoe: fammi capire bene, ci sono scene girate con DaFoe nel ruolo del Joker che poi sono state tagliate? OK, allora siamo alla pura follia.

      1. No no, la considerazione su un possibile Joker di Dafoe è solo mia. Quello che è certo è che le scene girate con Dafoe (mica un attore qualunque) sono state tagliate di netto dal film. Ora, credo che ciò faccia capire bene il caos che regna in casa Warner: se chiami un attore di quel calibro e poi cassi le scene con lui, vuol dire che qualcuno ha le idee poco chiare. A quanto sembra, avrebbe interpretato tale Vulko, un atlantideo (nella idea Sneyderiana la parte d Aquaman-Barabba sarebbe stata molto più ampia di quella che poi abbiamo visto in sala). Personalmente avrei fatto follie per fargli fare il Joker (altro che Leto che è in Suicide Squad non mi ha fatto impazzire).

        1. A questo punto son curioso di vedere se col dvd uscirà anche una versione extended che colmi queste lacune da te segnalate.
          Con BvS, ad esempio, la versione estesa (con circa 30 minuti in più) secondo me rende il film più completo e coerente.
          Resta comunque il fatto che il taglio diverso dato al film, ahinoi lontano da quello di BvS, ormai è andato. Peccato.

  8. HA ha ha ha, ho capito perfettamente il tuo stato d’animo nel commentare una simile schifezza perché anch’io devo ammettere che mi son fatto le risate più belle guardando certi film! 😀
    A proposito ti consiglio “La Battaglia degli Imperi – DRAGON BLADE”, da vedere in compagnia di un amico con un buo senso dell’umorismo come ho fatto io, vero Tino? HA ha ha 😀

    1. Ma sai, alla fine JL non è un pessimo film: si fa guardare con piacere disincantato, un po’ come quando vedo i cartoni con mia figlia.
      Il problema è che la DC, fino a ieri, aveva fatto film più quadrati, magari con dei difetti, ma lontani anni luce dai giocattolini della Disney-Marvel. Qui invece si vede una pericolosa deriva che appiattisce il film su stilemi già battuti da altri, senza più la volontà di provare cose nuove, a costo di sbagliare.
      Ed è un peccato, perchè a me il filone “più adulto” di MoS e BvS (ma anche di Wonder Woman) non era spiaciuto affatto.
      Il prossimo a venire (Aquaman) chiarirà un po’ di dubbi secondo me.

        1. Mi fa piacere che tu abbia deciso di vedere questo film, speriamo sia meritevole.
          Se non altro, quand’anche fosse brutto, avremmo di che lustrarci gli occhi con la bella Amber Heard!!

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