Neve

Un paesaggio innevato è come un foglio bianco che chiede di scrivere la poesia più bella del mondo. E mentre rimiro candide sfumature accavallarsi come onde che si spengono delicate sul bagnasciuga di sentimenti dimenticati, mi ripeto che nessuna parola potrà mai rendere giustizia all’esponenziale bellezza di un singolo fiocco di neve che si fonde in un’unica meraviglia di dolce bellezza.

Guardo un panorama abbacinante che rischia di accecare di meraviglia se guardato troppo a lungo e mi chiedo cosa abbia fatto io per meritare questa bellezza che mi nutre di grazia materna, come un florido seno traboccante vita che irrora di energia ogni pensiero. Uno sgradevole senso di colpa mi circuisce, lasciandomi la fastidiosa sensazione che ogni mio sguardo e perfino ogni mio ricordo stiano rubando un briciolo di bellezza al mondo.

Osservo mia figlia giocare, rotolare, plasmare la neve con le sue manine e mi chiedo se anche lei, per un infinitesimale secondo, abbia pensato che tutta questa bellezza sia esagerata che ammirarla troppo a lungo potrebbe perfino sciuparla. Ma quando la vedo tuffarsi come un tonno su un mucchio di neve accumulata dal vento e riemergere esultante brandendo sulla punta del naso una pallina di neve come fosse un tesoro, mi rendo conto di non aver compreso nulla perchè sono troppo grande. Sono troppo vecchio.

La neve è come una bambina e solo guardandola con gli occhi di un bambino potremo coglierne l’essenza, quella bellezza sfumata che ridefinisce se stessa senza pausa: ogni fiocco che cade trasforma la realtà e noi con loro, perchè siamo parte di questa sbalorditiva meraviglia e la neve ci ammonisce affinchè non lo dimentichiamo.

Mi incammino lungo una strada immacolata immaginando di essere un esploratore con l’arduo (ma gratificante) compito di trovare un senso alla bellezza, una spiegazione concettuale della meraviglia. Mi volgo indietro e scorgo una linea di orme parallele alle mie ma più piccole: sono quelle di Chiara che, furtiva, ha mosso passi felpati accanto a me. Mi giro verso di lei ma è già andata oltre: c’è un mondo intero da scoprire, un passo dopo l’altro. Ed è allora che capisco il senso ultimo della bellezza: mandarci avanti, spingerci un passo più in là perchè la vera bellezza non è quello che abbiamo davanti agli occhi, ma quello che ci sforziamo di scoprire oltre l’orizzonte.

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21 pensieri su “Neve

  1. Sono un tipo molto freddoloso. E quel molto, ti assicuro, non basta affatto a rendere l’idea: a me basta una ventata d’aria gelida per sentirmi intirizzito come un uomo nudo al Polo Sud.
    Anche la mia pelle risente molto del freddo, in particolare quella delle labbra: se non le copro con una sciarpa ultra – spessa, bastano pochi minuti di esposizione al gelo invernale e subito si riempiono di spacchi profondissimi, che nessun burro di cacao potrà mai rimarginare. Di norma si chiudono da soli, ma soltanto dopo una settimana – dieci giorni.
    Per questi motivi, è da quando ero bambino che non vado sulla neve. A quei tempi non mi importava un fico secco di spaccarmi le labbra, e mi divertivo così tanto che al freddo neanche ci facevo caso.
    Ricordo che mi piaceva in particolare andare sullo slittino. Era facilissimo da gestire: bastava mettersi su una pendenza, e poi lasciarsi andare. Per svoltare a sinistra si alzava una leva a sinistra, per svoltare a destra una leva a destra, e per fermarsi bastava alzare entrambe le leve contemporaneamente. Io mi divertivo ad alternare le 2 leve in continuazione: in questo modo lo slittino faceva un percorso a zig zag, e io ridevo come un matto nel rendermi conto che cambiavo direzione ogni 3 secondi.
    I miei genitori invece morivano dalla paura, soprattutto le prime volte: non solo perché guidavo lo slittino in modo spericolato, ma anche perché sceglievo apposta le pendenze più ripide possibili. Poi si sono resi conto che avevo una padronanza perfetta del mezzo, e mi hanno lasciato fare. Allora non potevano immagine che il loro pargoletto, piccolo fenomeno dello slittino, da grande non sarebbe stato capace di guidare neanche le macchine più semplici. 🙂
    Della neve mi piaceva molto anche il sapore: me la mettevo in bocca a manciate, beandomi di quella sensazione di freschezza che provavo nel sentirla sciogliersi sulla mia lingua.
    Tutto questo per dirti che capisco benissimo la gioia infantile che ha invaso tua figlia al momento di andare sulla neve, e che ha contagiato in pieno anche te: sono convinto che, come me, anche lei se lo porterà dentro come un piccolo momento di felicità perfetta, e quindi come uno dei suoi ricordi più cari in assoluto.
    Nota che sembra off topic e invece non lo è: qualche giorno fa ho visto un film molto bello, Lo straniero della valle oscura. E’ un western atipico, nel senso che rispetta alla perfezione tutte le regole del genere, ma è ambientato sulle montagne austriache. Proprio la location contribuisce molto al fascino del film: i paesaggi innevati riempiono gli occhi dello spettatore fin dalle prime scene, e creano un’atmosfera davvero incantevole.
    Di quel film ho apprezzato molto anche il ritmo: la tensione non cala neanche per un secondo, non c’è una sola scena inutile, anzi tutto il film è organizzato con la precisione tipica dei popoli teutonici.
    Rimanendo in tema di film “innevati”, a breve faranno una serie tv basata su Snowpiercer (fonte: http://www.imdb.com/news/ni61937328?pf_rd_m=A2FGELUUNOQJNL&pf_rd_p=73ff69c3-cf0f-4468-ab90-5a2ea2639a0b&pf_rd_r=08Y78AXY6NDZJD51G42H&pf_rd_s=center-6&pf_rd_t=15061&pf_rd_i=homepage&ref_=hm_nw_tp1).
    Come ti ho detto in un precedente post, ritengo che Snowpiercer e Seven Sisters siano i migliori film sci – fi almeno degli ultimi 10 anni, quindi ovviamente ho accolto la notizia con grande giubilo. Tuttavia, dubito fortemente che la serie tv sarà all’altezza del film: il carisma di Chris Evans e soprattutto di Ed Harris non è replicabile. Soltanto loro potevano interpretare 2 personaggi così grandiosi, e quindi chiunque prenda il loro posto probabilmente farà peggio. Chiaramente mi auguro di venire smentito.
    Mentre aspetto la serie di Snowpiercer, allungo la lista dei film visti soltanto perché mi tirava un’attrice del cast: ho da poco registrato su SKY “Gigolò per caso”, dopo aver saputo che la mia amata Sofia Vergara vi recita una particina. Ovviamente scostumata: del resto, prendere la Vergarona per farla recitare a collo alto è come ingaggiare Cristiano Ronaldo per fargli fare l’allenatore dei portieri. 🙂

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    1. Come sai anche io odio il freddo in maniera totale (tempo fa ci scrissi un memorabile post), tuttavia l’unica occasione in cui tollero le temperature gelide è quando nevica: qui da me è una cosa fuori dall’ordinario e le nevicate memorabili (quelle dove neve e gelo ammantano tutto paralizzando di fatto la vita abitudinaria e regalando alcuni giorni meravigliosamente fuori dall’ordinario) si contano sulle dita delle mani. Questa volta poi è stata ancora più eccezionale perchè da quando è nata Chiara mai c’era stata una nevicata così. Sono certo anche io che ricorderà queste giornate con dolce piacere e il sentimento è reciproco: non mi divertivo così tanto da quando avevo la sua età.

      Passiamo al cinema, però, che è sempre d’attualità.

      SNOWPIERCER è senz’altro un film coraggioso e ben riuscito dove – e qui hai colto nel segno – la differnza la fanno interpreti di levatura altissima. Scorrendo il cast – http://www.imdb.com/title/tt6156584/ – della serie non vedo attori altrettanto carismatici (a parte solo la Connelly, che tra le altre cose paga ancora da bere a tante ragazze che potrebbero essere sue figlie). Però è anche vero che le serie tv spesso funzionano anche senza attori rinomati (la quasi totalit delle serie Netflix, ad esempio, vanta attori pressochè sconosciuti).

      Sono invece sempre in attesa che esca in DVD “Seven Sisters” di cui ricordo benissimo le tue lodi (ci scrissi anche un bel post) e quindi è in cima alla mia watchlist.

      La chiusa se la merità ovviamente la procacissima Vergarona nostra. Sono rimasto di sasso nello scoprire che è del 1972: 46 anni portati in maniera sbalorditiva!!!!

      1. In effetti entrambe le stratopassere che hai nominato (Sofia Vergara e Jennifer Connelly) sono delle MILF da paura. Lo stesso vale per Heather Graham (che sta per debuttare alla regia) e Salma Hayek (di cui abbiamo già discusso in altre sedi). Peraltro, a parte un pochino quest’ultima, le 4 bellezze in questione sembrano aver superato brillantemente quota 40 senza neanche l’aiuto del chirurgo. Il che conferma una mia vecchia teoria: i ritocchi spesso deturpano anziché migliorare, e quindi è meglio lasciare che la genetica faccia il suo corso.
        Colgo l’occasione per farti i miei più sinceri complimenti calcistici: ho letto ieri al bar che Gattuso ha recuperato all’Inter 11 punti in 12 partite, avvicinandosi così a quel posto Champions’ che a Novembre sembrava ridicolmente lontano, e che oggi serve come il pane alle esauste casse rossonere.
        E al di là dei numeri, è proprio lo spirito che è cambiato: l’apatia e le decisioni senza senso degli ultimi mesi di Montella hanno lasciato il posto ad un Milan quadrato, grintoso e tremendamente efficace. Anche i giocatori se ne sono accorti: Bonucci e Kessié hanno gettato fango addosso a Vincenzino senza reticenze, dicendo che con Gattuso è tutta un’altra musica e si lavora mille volte meglio. Questo mi fa pensare che Montella non avesse più in mano la squadra anche dal punto di vista umano, non solo calcistico. Detto questo, almeno Bonucci poteva mordersi la lingua per riconoscenza, dato che il suo ex allenatore l’ha gratificato con la fascia da capitano prima ancora che mettesse piede a Milanello.
        Nonostante quest’ottimo impatto di Ringhio, a mio giudizio sarebbe un grave errore rinnovargli il contratto adesso. Ricordiamoci di cosa è successo all’Inter l’anno scorso: Pioli ha preso una squadra massacrata da De Boer, le ha fatto vincere una serie incredibile di partite, ma poi ha cominciato a fare delle cazzate ancor più grosse dell’olandese a cui è subentrato, e quindi non ha neanche finito la stagione. Non sto dicendo che a Gattuso succederà la stessa cosa: voglio dire semplicemente che il cavallo buono si vede al traguardo, i conti si fanno alla fine, e quindi per il momento è meglio tenere il contratto di Ringhio nel cassetto.

        1. A proposito di milfone ancora in formissima, ieri ho visto un film (pietoso) dal titolo QUANDO ARRIVA L’AMORE dove lei è la protagonista. Ebbene, alla soglia dei 60 è ancora tremendamente bella e non è senz’altro ricorsa a vistosi aiuti chirurgici (non escluso però qualche piccolo ritocchino).

          Passando al Milan e Gattuso: la resurrezione dei rossoneri è quanto miracolosa quanto sbalorditiva.
          Se dopo la sconfitta interna con l’Atalanta (pochi giorni prima di natale) qualcuno mi avrebbe detto che da lì a 2 mesi avremmo infilato una vittoria dietro l’altra, offerto prestazioni sempre più convincenti e addirittura tornati in corso per il 4 posto, non ci avrei creduto nemmeno dopo 3 pinte di Tennent’s.
          Epperò questo è accaduto.

          Senz’altro c’è stato un rimbalzo prestazionale dovuto allo scazzo di molti giocatori che ormai mal sopportavano Montella, tuttavia l’inesperienza di Gattuso e la giovane età di molti giocatori lasciano presagire una deriva più che una risalita.
          Ringhio ha senz’altro meriti enormi: ha lavorato su gambe e menti dei giocatori in maniera eccellente riuscendo almeno a recuperare quasi tutti i nuovi acquisti (ad oggi solo Kalinic e Andre Silva ancora faticano).
          Gli obiettivi sono onestamente molto lontani, però:
          – CAMPIONATO: nonotante il filotto importante, siamo ancora a 7 punti dal quarto posto e, anche vincendo domenica il derby, saremmo ancora molto indietro. Considerando che tenere questo ritmo fino a maggio sarà impossibile (non siamo certo il Barcellona…) arrivare tra i primi 4 è pressochè impossibile.
          – COPPA ITALIA: quand’anche battessimo la Lazio stasera resterebbe poi la finale con la Juve che è squadra troppo forte per noi. Con la loro esperienza, nella partita secca ci farebbero a fettine
          – CoPPA UEFA: il sorteggio è stato malevolo, anche se forse è meglio incotnrare ora l’Arsenal, chè siamo in forma smagliante. Se passassimo il turno, resterebbero però delle squadre troppo forti per noi (Atletico Madrid e Borussia su tutte) per poter solo fantasticare su una vittoria finale

          Comunque sia, io sono fiducioso. Il lavoro di Rino, come dicevo, ha recuperato quasi tutti i giocatori che ora sono a tutti gli effetti una squadra.
          L’anno prossimo, con la sicura cessione di Donnarumma, avremo i fondi per acquistare le ultime due pedine che ci mancano (una mezzala forte e un goleador) per poter lottare serenamente per un posto utile alla qualificazione in Champions League.
          Come te, anche io credo che riconfermare Gattuso sarebbe pericoloso perchè sarebbe preferibile puntare su un allenatore più navigato per compiere il definitivo salto di qualità. Tuttavia, se fosse impossibile ingaggiare un tecnico di questa levatura (mi riferisco a calibri da 90 come Conte o Ancelotti o, come ultima spiaggia, Sarri), allora tanto varrebbe proseguire con Rino, piuttosto che prendere un allenatore emergente che però non conosce la nostra piazza (Giampaolo, SImone Inzaghi oppure Oddo che con l’Udinese sta facendo benissimo).

          1. L’ingaggio di Giampaolo sarebbe una sciagura, per vari motivi:

            – Azzecca una stagione sì e 2 no;
            – E’ presuntuoso come non mai;
            – Basta guardarlo in faccia per capire che non è da grande squadra.

            Simone Inzaghi e Oddo invece hanno la vittoria nel DNA, sanno cosa vuol dire lottare per traguardi importanti, e quindi andrebbero benissimo.
            Riguardo a Kalinic e André Silva, sono 2 casi disperati. Il primo semplicemente non è da Milan; il secondo forse lo sarebbe anche, se non dovesse giocare ogni partita con il peso psicologico dei 38 milioni spesi per acquistarlo.
            Peraltro, con quei 38 milioni + i 25 di Kalinic avreste potuto sborsare precisa precisa la cifra che ha speso l’Arsenal per comprarsi Aubameyang (63 milioni).
            Tuttavia, non dovete avere rimpianti: è proprio grazie alla mediocrità di Kalinic e André Silva che Cutrone è riuscito a esplodere, e se ci fosse stato Aubameyang forse lui giocherebbe ancora nei campacci della Primavera.
            Sono totalmente d’accordo sull’assoluta necessità di dare un calcio in culo a Donnarumma. La sua vicenda mi ricorda molto quella di Mutu alla Fiorentina: in campo faceva faville, ma fuori dal campo ogni poco ne combinava una. La sua irrequietezza finì per esasperare tutto l’ambiente, e quindi dovette andarsene in fretta e furia. Il guaio è che aspettammo troppo a cederlo, ormai si era sparsa la voce che era un piantagrane, e quindi dovemmo addirittura REGALARLO al Cesena. Non commettete il nostro stesso errore, e cacciate Donnarumma il prima possibile: i giocatori come lui sono destinati ad una sicura e vertiginosa svalutazione.

          2. Parto dai fatti recenti: la conquista della finale di COppa Italia.
            Nonostante il clamoroso errore di Kalinic all’ultimo secondo (si è divorato un gol già fatto) passiamo il turno con merito. Anche la Lazio avrebbe meritato ma, ai punti, ieri abbiamo giocato meglio noi.
            Speriamo di beccare una Juve appagata a maggio… perchè altrimenti ci suoneranno come una tromba.

            Hai ragione su Kalinic: è un attaccante “tattico”, aiuta molto la squadra, gioca sempre bene purtroppo però segna poco e se sei il centravanti del Milan questo è un peccato che non perdonerà mai nessuno, dalla stampa più sofisticata all’ultimo degli ultrà.
            Cutrone ha colmato il vuoto di gol lasciato dal croato, tuttavia (benchè straveda per questo ragazzo) bisogna andarci coi piedi di piombo: ha 20 anni tanta grinta ma tecnicamente è molto scarso. Faccio sincera fatica a capire se sta segnando a raffica perchè è, molto banalmente, il suo momento, oppure perchè abbia un istinto killer alla inzaghi o alla Trezeguet. Ci vorrà il tempo per stabilirlo e nel frattempo bisognerà farlo crescere senza caricarlo di eccessive responsabilità.
            L’esatto contrario di quanto, invece, famiglia e procuratore hanno fatto con Donnarumma: è stato messo in una condizione assurda per la sua età e infatti quest’anno sta rendendo molto meno dell’anno scorso.
            Se decidesse di cambiare agente, potrei anche accettare la sua permanenza, ma dato che questa ipotesi è molto remota, meglio monetizzare subito le sue qualità e investire i proventi dove è più necessario. D’altronde se Dida e Giovanni Galli (due portieri abbastanza mediocri) ci hanno fatto vincere 2 Coppe Campioni a testa mentre un campione come Buffon non l’ha mai vinta, forse significa che per raggiungere i grandi traguardi sia meglio avere un difensore o un centrocampista forte, piuttosto che un portiere insuperabile.
            Si parla di Reina o Perin come sostituti: entrambi sarebbero di mio gradimento.

          3. Ho visto la partita di ieri sera, e ti assicuro che non credevo ai miei occhi. Sapevo che Kalinic non era un fulmine di guerra, ma non l’avevo mai visto giocare così male. Ad esempio, sul gol fallito non ha sbagliato solo il tiro, ma anche il controllo di palla: quando un giocatore disimpara anche i fondamentali del calcio, allora hai la certezza assoluta che è entrato in crisi profondissima.
            Ritengo che tale crisi non dipenda dal fatto che segni poco (a quello ci è abituato), ma proprio al motivo che dicevi tu: a Firenze il suo scarso fiuto del gol veniva tollerato, a Milano è un peccato mortale.
            Riguardo alla finale di Coppa Italia, come hai intuito anche tu è legata a doppio filo alla lotta per il primato. Se la Juve arriverà a quella gara già scudettata, voi potreste farle uno scherzetto; se invece per i bianconeri la Coppa Italia diventasse l’ultima spiaggia per non chiudere l’anno con “zeru tituli”, a quel punto sarebbe una gara da non quotare neanche nelle ricevitorie.
            Onestamente mi auguro che si concretizzi quest’ultima ipotesi: ho tanti colleghi napoletani, e quindi posso dirti per esperienza personale che il popolo di Napoli, molto migliore di come si vuol far credere, merita profondamente questa soddisfazione. E a mio giudizio, se Sarri non insistesse cocciutamente nel suo rifiuto assoluto di fare turn – over, questo traguardo sarebbe già a portata di mano. Ma Sarri è questo, prendere o lasciare. E finché i risultati gli danno ragione, i napoletani fanno benissimo a prendere! 🙂

          4. si, ormai Kalinic è bruciato. Gattuso si è speso per difenderlo a fine partita, ma ormai è andato.
            Speriamo solo di riuscire a venderlo a giugno senza rimetterci troppo.
            Il problema vero è che da qui a fine campionato dovremo sperare che Cutrone continui con queste medie perchè – considerando anche l’abulia di Andre Silva che ha buone qualità ma mentalità troppo leggera e inadatta al nostro calcio – siamo praticamente spuntati.

            Il duello Napoli\Juve è molto bello. Anche io parteggio per il Napoli ma le mie ragioni sono molto più prosaiche. Odio visceralmente la Juventus (come sono solito dire, in un match “Juve Vs Impero del Male” io tiferei quest’ultimo senza indugio alcuno) quindi non sopporterei un altro (il settimo di fila) scudetto.
            Sarri è bravo ma integralista e gli allenatori integralisti raggiungono sempre meno risultati di quanto potrebbero se fossere un po’ più di larghe vedute. La piazza napoletana poi non aiuta: sempre incline al melodramma si esalta con poco e con ancor meno si deprime. Non so immaginare cosa succederebbe se venissero scavalcati di un punto di in classifica.
            Comunque è un bel duello e se ne sentiva la mancanza: è dallo scudetto che la Juve ci rubò col famoso gol di Muntari che i bianconeri vincono sempre senza un avversario all’altezza.

          5. Sono totalmente d’accordo: i napoletani sono un popolo molto passionale, mentre invece per raggiungere traguardi importanti ci vogliono freddezza e lucidità.
            Sono totalmente diversi invece i beneventani: anche loro sono molto socievoli e solari, per carità, ma in loro c’è una maggiore sobrietà nei comportamenti e nel modo di trattare gli altri.
            Un mio collega napoletano mi ha spiegato che dietro a questo ci sono motivazioni storiche: a Benevento c’è stata la dominazione normanna, e quindi un po’ della freddezza tipica dei popoli nordici è rimasta nel loro sangue e nella loro cultura.
            Riguardo a Muntari, ho consultato la sua pagina Wikipedia, curioso di vedere che fine avesse fatto. Ho scoperto che non solo ha trovato un altro fesso disposto a offrirgli un contratto, ma che è stato anche “pubblicamente ringraziato dall’Alto Commissario dell’ONU per i diritti umani, che lo definisce esempio e fonte di ispirazione nella lotta al razzismo.” Se Muntari fosse vissuto negli anni 90, probabilmente sarebbe stato fonte di ispirazione soltanto per gli sketch di Mai dire Gol. 🙂

          6. Muntari è il classico esempio di giocatore di ottime qualità atletiche e tecniche cui però non si abbina intelligenza calcistica, ovvero quella capacità di capire cosa chiede l’allenatore e tradurlo poi in campo con movimenti corretti.
            AL giorno d’oggi, infatti, l’intelligenza è conditio sine qua non per un giocatore di alto livello.
            Prendi Bonaventura: non è un fuoriclasse, tuttavia ha un cervello raffinato che gli permette di adattarsi a più ruoli e a più allenatori senza battere ciglio.
            Povero Muntari… ricordato solo per le schifezze che faceva in campo e per il non gol contro la juve….

          7. La tua descrizione di Muntari si adatta perfettamente anche a un altro giocatore africano, l’ex viola Papa Waigo: aveva un fisico da centometrista e faceva magie con il pallone, ma era di un’incapacità incredibile dal punto di vista tattico. Quando la squadra imbastiva un’azione lui non riusciva a seguirla, non intuiva mai in che punto dovesse mettersi per ricevere il pallone. Per questo motivo diventò presto un pesce fuor d’acqua, e finì addirittura in serie B.
            Tuttavia, qua a Firenze è ancora ricordato come un eroe, grazie ad un partitone che lo fece entrare nella leggenda: Juventus – Fiorentina 2 – 3, del 2 Marzo 2008. In quel match lui fece prima un gol, e poi un assist al 93′: da quel momento in poi, raggiunse delle vette di popolarità che non si vedevano dai tempi di Batistuta. Neanche Luca Toni era mai stato circondato da tanto affetto.
            Tutt’oggi nel bar Marisa (fuori dallo stadio Artemio Franchi) campeggia una sua foto. L’hanno messa accanto a quella di Bergoglio: a sinistra il Papa vero, a destra il Papa nero. 🙂

          8. L’aneddoto su Papa Waigo e il Bar Marisa è meravigliosa: profuma di un’Italia antica, che non c’è più ed è bello anche per questo.

            In verità ogni squadra ha dei giocatori così, ossia delle pippe che per qualche motivo sono rimasti però nel cuore dei tifosi.
            Nel Milan, ad esempio, il caso più eclatante fu quello di COMANDINI. La sua breve esperienza in rossonero ebbe più ombre che luci, tuttavia firmò i primi due gol del leggendario derby vinto 6-0 e da lì si è garantito imperitura gloria nell’empireo milanista.
            QUalcosa di analogo toccò anche a Guglielminpietro tornante argentino che non brillava nè per tecnica, nè per velocità nè per altro. Un giocatore mediocre a tutti gli effetti che però si ritrovò titolare nell’anno dello scudetto di Zaccheroni. E non solo, segnò 5 gol tutti decisivi, tra cui quello dell’ultima partita contro il Perugia, quando vincemmo per 2-1 e conquistammo il titolo.
            Ah, che belle queste storie di calciatori dimenticati!!!

          9. Quanto hai ragione! Ora torno al film con la Vergarona, “Gigolò per caso”: l’ho interrotto causa pranzo dopo mezz’ora, ma per ora è un film soft – core coi fiocchi. Ti farò sapere! A presto! 🙂

  2. Hallo!
    La tua bimba è dolcissima!!! 😍
    La cosa più bella che ti insegnano i bimbi (figli, nipoti, alunni) quando ci passi del tempo insieme è il tornare a vedere il mondo attraverso i loro occhi. Fa tesoro di questi momenti. Ma tanto lo so che lo farai perché sei un papà sensibile. Ed un poeta, davvero molto bello il post 😊
    Mchan

    1. oh mchan, tu non sai quanto hai ragione: vivere vicino a un bambino regala tante meraviglie e, tra le più luccicanti, c’è proprio la fortuna di imparare di nuovo a guardare il mondo con i loro occhi sempre stupiti, sempre affascinati, sempre grati.
      Se solo sapessimo conservare sempre questa virtù… anche quando cresciamo…

  3. Che bello il tuo post, amico mio… Avevo quasi paura di sporcarlo scrivendoci sotto, un po’ come il timore reverenziale di calpestare un manto innevato ancora intonso ed immacolato, perché la grande bellezza della TUA neve è quella della felicità negli occhi e e nelle mosse della TUA bambina, entrambe dolcissime ed auliche e così poco urbane, quasi ferme nel tempo, cristallizate eppure fioccanti: una poesia in prosa, con tempi splendidi ed un ritmo che mi ha legato affettuosamente, come una sciarpa calda a proteggermi da altre intemperie.

    Qui a Bologna la mia neve è sporcata dalle pesanti ruote dei mezzi pubblici, che meraviglisamente (quasi strizzando l’occhio al futurismo di Marinetti ed al suo impero della tecnologia modernista) squalgliano la neve depositatasi durante la notte, portando tutti al lavoro sempre in tempo (sarebbe davvero ingiusto lamentarsi, infatti, nella città che mi ospita dei servizi pubblici, da sempre impeccabili), ma uesta frenesia aiuta poi il vivere quotidiano, perché a pochio è dato il lusso di fermarsi (e tu lo sai bene) e le piccole pause diventano metfaore della stessa fanciulezza, che non a acaso hai suato come speculare alla neve stessa nel tuo pezzo.

    Potrei spocare, come dicevo, il tuo articolo con citazioni filmiche sulla neve (ma l’ho già fatto via Instagram, con Fargo), perché non c’è alcun dubbio che gli esempi pregni di significanza sarebbero molteplici, ma non lo farò, perché non è luogo né momento.

    Voglio invece consigliarti, quello si, la lettura di un romanzo (perché il tuo post è pura letteratura), che considero tra i più belli mai scritti e che ho posto nel mio pantheon da anni, un romanzo dalla sottotrama gialla e drammatica, con però una enorme parentesi intimista che ti stribnge il cuore proprio mentre, come lettore, sei immerso nel silenzio e nell’immensità di una nevicata pazzesca: sto parlando di In the Heart of the Heart of the Country di William H. Gass (meravigliosamente tradotto ed editato in Italia da Einaudi, con il titolo Nel cuore del cuore del paese; dubito che ti riesca a trovarlo in vendita come nuovo ma molti lo hanno come usato ad ottimo prezzo; raramente do consigli di acquisto, ma se ti conosco un poco, questo libro, sconfitto un apparentemente ostico approccio, ti conquisterà.

    Un carissimo saluto.

    1. Parto dal fondo e dalla costernazione che mi ha colto scoprendo che uno dei tuoi romanzi preferiti in assoluto non solo mi manca, ma neppure sapevo esistesse (nè il romanzo nè l’autore, in verità).
      E’ proprio vero che non si smette mai di imparare e quando un amico dall’intelligenza brillante consiglia un libro o un film in maniera esplicita (in realtà ogni qual volta parli di cinema o letteratura invogli chi ti ascolta a vedere\leggere\scorprire quelle opere, ma mai in maniera diretta, bensì solo attraverso l’entusiasmo che ti anima e la impareggiabile capacità divulgativa di cui sei campione), allora fare proprio questo consiglio e recuperare il romanzo di Gass diventa per me un punto d’onore!!!!

      Dopo un giorno di pausa, qui nevica di nuovo in maniera copiosa.
      Adoro questo tempo. Cioè, il freddo lo aborrisco (cit.) e lo sai, ma quando nevica sembra che tutto il mondo sia spostato di qualche grado, messo a fuoco ma in maniera lievemente diversa dal solito, come quando entri in una stanza di casa e trovi una lampada leggermente inclinata o un cassetto non perfettamente chiuso. E la eccezionalità della cosa, il suo costringerci ad uscire dalla routine che ci inghiotte ogni giorno, è un regalo che non si può sciupare.
      Quando le persone camminano e sotto la neve, si salutano tutte, anche quelle che non si conoscono: probabilmente hanno il bisogno di condividere la meraviglia.
      Sarebbe bello fosse così tutti i giorni, anche quando c’è il sole o la nebbia. Ma forse poi anche la bellezza diventerebba abitudinaria… chissà.
      Non ho mai saputo capire se ci si possa abituare alla bellezza. Ma ti confesso che mi piacerebbe essere nella condizione di poterlo sperimentare 🙂

      Un caro saluto anche a te!!!

      1. La tua ripsosta, apparentemente semplice e semplicmente cortese, mi ha lasciato senza fiato: come per i turbamenti sinestetici creati dalla visione di un’opera d’arte (quella che è comunemente chiamata sindrome di Stendhal), ho avuto la pelle d’oca nel leggere i tuoi ultimi capoversi, talmente intensi da sembrare citazioni romanzesche… E forse lo erano, ma di una di quelle novelle lunghe che tu non hai mai scritto e che riposano in qualche cassetto sperduto del grande palazzo della tua memoria e del tuo ingegno.
        Si, perché scrivere osservazioni acute eppure musicali come “Quando le persone camminano sotto la neve, si salutano tutte, anche quelle che non si conoscono: probabilmente hanno il bisogno di condividere la meraviglia” o ancora prima (la mia preferita!) “quando nevica sembra che tutto il mondo sia spostato di qualche grado, messo a fuoco ma in maniera lievemente diversa dal solito, come quando entri in una stanza di casa e trovi una lampada leggermente inclinata o un cassetto non perfettamente chiuso” mi fa gridare al capolavoro! Non so se tu abbia la minima idea di quanto il mio respiro sia stato vicino al tuo quando hai scritto quelle parole… Le ho sentite così mie che forse in un’altra dimensione me le avevi rubate e tu sai che questo, malgrado incomprensibile, è un complimento.

        Ora ti saluto e sappi che non ti risponderò più, non qui: lascia stare la neve, la TUA neve, di cui tornerai a scrivere, perché è davvero troppo bella.
        Oggi mi hai commosso, mitico…

        P.S. Forse non te ne sei avveduto, ma le tue foto e la tua descrizione del paesaggio innevato hanno il sapore della meraviglia delle più belle inquadrature di Terence Malick ed anche questo, sappilo bene, è un complimento immenso ma non stupidamente generoso.

        1. Non posso che rallegrarmi per questo breve istante di empatia che ci ha coinvolto, questa capacità propria solo degli animi affini, di trovare comunione nel sentimento e nell’emozione facendo si che quell’emozione e quel sentimento si ravvivino nel vicendevole e arricchente scambio.
          Grazie, quindi, caro Kasa per le tue belle parole e per avere permesso ai nostri spiriti questo fascinoso empatizzare!

  4. Ritorno dopo mesi, che dico mesi, secoli! di assenza da questo blog che ho trascurato (ma sei in buona compagnia) e mi rendo conto di essermi perso un bel po’ di roba da leggere, un bel sacco di roba. E allora ricomincio da qui, dalla freschezza della neve, che adoro, che mi rende euforico! 🙂

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