Oscar 2018: tutti i vincitori

Nella notte i giurati hanno scelto i vincitori della 90° edizione degli Academy Awards.

Di seguito l’elenco completo dei vincitori.

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Miglior Attore protagonista

Luigi Di Maio ha messo d’accordo la critica ma soprattutto il pubblico con una performance d’altri tempi. L’espressione intensa dell’immagine ne è la riprova.


Miglior Attrice protagonista

A sorpresa è stata Laura Boldrini ad aggiudicarsi il titolo come miglior attrice. La sorpresa è stata talmente grande che nemmeno lei se lo aspettava e non ha presenziato alla ceremonia. Casualmente era in sala sua sorella Jessica che ha ritirato il premio al posto suo.


Miglior Attore di Supporto

Matteo Renzi ha sempre avuto ambizioni da protagonista senza però averne la stoffa. Finalmente se ne è reso conto e si è ritagliato lo spazio che gli compete. Sotto al 20%.


Miglior Attrice di Supporto

Il lungo sodalizio artistico con Matteo Renzi ha infine fruttato l’ambita statuetta anche alla bella Maria Elena Boschi. Confinata nell’eremo di Bolzano, ha sorpreso tutti con un’interpretazione di altissimo spessore, giocata tutta su sguardi sensuali e lunghissimi (ma sospirati) silenzi.


Miglior Regista

Figlio d’arte, Davide Casaleggio ha tessuto come un abile ragno la sua tela nell’ombra sbaragliando l’agguerritissima concorrenza.


Miglior Sceneggiatura Originale

Silvio Berlusconi si aggiudica l’ambito premio con una trama dal canovaccio affatto innovativo ma sempre avvincente: meno tasse, niente imu, più gnocca, etc. Nell’immagine qui sopra lo vedete mentre autografa il copione a un fan in visibilio.


Miglior Sceneggiatura Non Originale

Nessuno credeva fosse possibile scopiazzare le voci di Wikipedia per trarne un programma di governo, ma il Movimento 5 Stelle ha sorpreso tutti ancora una volta. Premio inevitabile.


Miglior Fotografia

Inneggiare all’italianità inserendo però attori slovacchi (leggi dettaglio), ecco l’inatteso capolavoro di Salvini che con un’abile preterizione inneggia all’integrazione e alla multiculturalità. Bravo Matteo!


Miglior Corto

Intensissima prova di Giorgia Meloni che, insieme al direttore del Museo Egizio di Torino, dà vita a uno dei corti più belli della storia del cinema contemporaneo. Standing Ovation.


Miglior Trucco e Parrucco

 

Ancora lei, Giorgia Meloni, si aggiudica l’ambito premio. Qui sopra la vedete immortalata mentre attende trepidante che venga nominato il vincitore.


Miglior Canzone Originale

Intensissimo brano, Meno male che Silvio c’è non ha avuto rivali nell’aggiudicarsi il premio. Nel video qui sopra si legge chiaramente l’emozione e il trasporto che coinvolgono il pubblico durante l’esibizione.


Miglior Film – Scappa (Get Out)

La triste storia dei neri presi a pistolettate in una sperduta provincia italiana ha commosso i giurati dell’Academy. Premio meritatissimo. Nell’immagine qui sopra l’attore che ha impersonato il killer del film.

 

Post Scriptum:
Per chi fosse interessato ai premi VERI, li trovate a questo link

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48 pensieri su “Oscar 2018: tutti i vincitori

    1. eheheheh, mi ci sono svegliato alle 5 per leggere i risultati elettorali e trovar su qualche cazzata per imbastirlo.
      Mi fa piacere qualcuno abbia gradito lo sforzo 🙂

  1. Per la primissima volta da anni non so come commentare pienamente un tuo post o meglio non so come evitare di entrare a gamba tesa in un agone politico-partitico-ideologico che mi assorbirebbe il resto della giornata se non addirittura i giorni prossimi, cosa che non voglio: io infatti sono un animale politico, nel senso che amo discettare di politica, proprio intesa come discorso sulla cosa pubblica, così come amo parlare di filosofia e sociologia e cerco persino di avere ogni volta su ogni questione una visione la più possibile esaustiva e generale, cercando anche di cogliere un disegno dentro ogni caos…

    Perciò rifuggirò ora dal commento partigiano (inevitabile se entrassi nel merito) e resto su quello esteriore: un pezzo meraviglioso, anzi M-E-R-A-V-I-G-L-I-O-S-O!!!

    Ti dirò di più, la conicidenza della “notte elettorale” e “della notte degli oscar” (due maratone dal gusto molto Sky) aveva stimolato anche me nel produrre un post in cui sovrapponevo le due veglie di attesa per i vincitori, ma poi ho declinato: non avevo tempo e soprattutto sto ancora limando uno dei post più lunghi e problematici che io abbia mai scritto (che sono certo creerà un nugolo di malintesi e fraintendimenti in chi lo leggerà, come è d’abitudine, in fretta, almeno per sovravvivere alla mia logorrea), di natura squisitamente cinematografica.

    Già nel pomeriggio avevo letto su FaceBook una delle solite perle di Zack (con cui da tempo ha preso a stigmatizzare le sue visioni filmiche, con un linguaggio velocissimo e colto e azzeccando i miei gusti al 99%) in cui aveva ironizzato sulla prevedibilità degli Oscar di imminente assegnazione; sempre nel pomeriggio, poi, il sito di Spinoza.it mi aveva anticipato con una serie di battute al fulmicotone sui maggiori partiti italiani, perciò ho abbandonato l’idea di scrivere un pezzo politico-ironico…

    Fortunatamente sei arrivato tu a colmare la lacuna, creando uno splendido elzeviro che la fa in barba a tanti pseudo commentatori marchettari (come Luca Bottura, Travaglio, Michele Serra etc.) che alla fine, con la scusa dell’ironia e del sarcasmo, portano sempre acqua al mulino dei loro finanziatori (siano essi un partito, un uomo politico o semplicemente la tiratura): hai imbastito un articolo assolutamente per tutti (non bisogna essere esperti di cinema per capire i tuoi accostamenti) e soprattutto riuscitissimo!!!

    Ancora complimenti, perché il tuo non dormire crea gioielli!

    1. Caro amico, non sai quanto mi piacerebbe discutere di politica con te perchè già so che sarebbe un’esperienza intellettuale piacevolissima quand’anche non fossimo d’accordo su alcune tematiche (il che quanto di parla di politica è praticamente inevitabile) e anzi a maggior ragione per questo.

      Detto questo ti confesso candidamente che da quando ho scoperto la concomitanza dei due eventi (elezioni e oscar) ho deciso di produrre una cosa del genere. Ho provato anche a scrivere qualcosa “in anticipo” (alcuni premi erano prevedibili anche senza conoscere l’esito delle urne) tuttavia ho preso una decisione molto insolita per me, ovvero sia aspettare la mattina del 5 marzo per poter scrivere sulla scorta dei risultati sia delle elezioni che degli oscar.
      Se conosci un po’ la cura maniacale che dedico ad ogni articolo, capirai perfettamente lo sforzo sovrumano che ho dovuto compiere: io che di solito pubblico un post almeno 5 mesi dopo averlo scritto, nella stessa mattinata ne ho composti due ex novo… Una violenza inaudita che però almeno mi fa piacere sia stata apprezzata.

      Se hai rilevato equidistanza nell’ironia del post, sappi che non è stata affatto voluta. Anche io (come tutti) ho le mie opinioni e so perfettamente che è impossibile essere imparziali. Tuttavia il fatto che io abbia alcune idee su come debba funzionare la cosa pubblica non mi impedisce di criticare chi quelle idee dovrebbe rappresentarle. Ti dirò di più, in origine questo post sarebbe dovuto essere seguente alla mia recensione di “Free State of Jones”, un film modesto in verità che però tratta il tema dell’integrazione in maniera schietta e interessante. Leggere oggi queste righe avrebbe senz’altro avuto un sapore diverso (credo più amaro), però è venuta la neve a scompigliare i miei piani e questo è quanto.
      Permettimi comunque di dire che l’esito del voto mi lascia non poco preoccupato. L’analfabetismo funzionale genera mostri, che ne nostro caso specifico sono le percentuali di due partiti che, se sommate, fanno giusto il 50%: sarà un caso chela percentuale di analfabeti funzionali del nostro paese oscilli proprio intorno al 50%?
      Sarebbe però ipocrita assumere un atteggiamento snob verso queste persone, al contrario bisognerebbe chiedersi come sia stata possibile una deriva del genere nella quale ignoranza, razzismo e faciloneria si mescolano pericolosamente. Studiare come risolvere questa anomalia sarebbe il primo dovere di una forza politica seria ma, ahiimè, in Italia non ce ne sono più da anni.

      Allora ridiamoci su….

      Resta da assegnare un premio, in effetti, che alla luce dei risultati assume anche una rilevanza simbolica non indifferente:
      MIGLIOR FILM STRANIERO
      Lascio a te l’onere-onore della nomination!!!!!

      1. Ah, ah! Tu mi chiedi una categoria ed io rilancio con 6 Oscar…

        Miglior Film Straniero – Casa Pound

        Sono arrivati da fuori: non sono fascisti, non sono leghisti, sono esterofili, leggono Mein Kampf ed hanno bandiere di nazionalità estera in camera non solo naziste… Vengono da fuori perché “sono fuori”…

        Miglior documentario – Le Fake News sulle Fake News

        Come costruire un finto problema con finte notizie su finte notizie: geniale!

        Miglior cortometraggio d’animazione – Berlusconi e le tette della Femen

        Una piccola perla: Silvio che da la spalle alle tette di una rgazza reserà negli annali di storia del costume.

        Migliori effetti speciali – Flat Tax

        La Flat Tax è uno dei più creativi esempi di effetti speciali applicati al cinema della politica mai visti: non spiego nemmeno perché.

        Migliori costumi – Liberi & Uguali

        Cavoli, non sembrano nemmeno del PD, che bravi! Dalema, Grasso, Bersani… Indossano costumi impeccabili…

        Migliore scenografia – Rimborsi a 5 stelle

        Fare un bonifico, ritirarlo dopo essersi vantato della propria onestà, rifarlo appena pizzicati… davvero una ricostruzione d’ambiente perfetta…

        1. Tu hai fatto il simpatico e mi hai divertito oltre che sorpreso con le tue “statuette”. Mi permetto di commentare questi premi, che per altro mi sento di condividere.

          Miglior Film Straniero – Casa Pound
          Scusami ma qui non riesco a fare battute. Ieri, spiegando la cartella elettorale nel chiuso della cabina (chissà se Dio stava osservando proprio me in quel momento?) sono rimasto di sasso vedendo la tartaruga di CasaPound tra i simobli sbarrabili. Ti giuro che ero certo certissimo che non potessero candidarsi, che le loro azioni fossero tacciabili di apologia del fascismo (proibita per legge e dalla costituzione). E invece me li son ritrovati sulla scheda. Il tizio in foto ieri sera si è lamentato pure con Mentana… come fosse un soggetto politico normale un partito del genere, che fa alleanze con le cosche nei litorali laziali (Ostia docet), che mena e manganella a destra e a manca (i poliziotti di MC ne sanno qualcosa…). Vabbè, stupido io a pensare che in Italia ci fossero istituzioni forti che fanno rispettare le leggi…

          Miglior documentario – Le Fake News sulle Fake News
          Questa è una cosa stupenda. Siamo nell’empireo della logica, neppure quella Hegeliana ha saputo essere così sottile e straniante.

          Miglior cortometraggio d’animazione – Berlusconi e le tette della Femen
          Nel 2013 furono in 3 a fare la stessa scentta davanti al povero Silvio, e già dal minor numero di Femen il Cavaliere (ma lo è ancora poi? o gli hanno ritirato pure questo titolo?) avrebbe dovuto intuire che non sarebbe andata troppo bene a questo giro.
          Per altro poi, debbo dire che mostrare a Berlusconi le tette come forma di protesta non è una gran genialata. Sarebbe un po’ come se a me dessero una fornitura illimitata di Tennent’s o invitare Dracula alla banca del sangue…

          Migliori costumi – Liberi & Uguali
          Il livore e l’invidia sono tra le qualità meno nobili nelle persone. Fondare un proprio partito solo per far dispetto a qualcun altro è di una tristezza infinita.
          Taluni invecchiando si rabboniscono, ma talaltri ( e tra questi talaltri ci vedo in tanti di questo partito) diventano rancorosi e non aspettano che l’occasione per pungere e disturbare.
          Che poi c’è anche il rischio che stiano precipitando nella demenza senile: il povero Bersani si è fatto annullare la scheda perchè l’ha inserita nell’urna prima che togiessero il tagliandino di sicurezza… Che povero rincoglionito.

          Migliore scenografia – Rimborsi a 5 stelle
          ‘sta cosa di fare il rimborso e poi stornare il bonifico è un colpo di prestigio che sembra uscito dalla penna di Jonathan Nolan.
          E comunque nemmeno il talentuoso sceneggiatore sarebbe riuscito ad immainare il coup de teatre definitivo, ovvero il deputato che accusa l’ex fidanzata di avergli rubato le credenziali dell’homebanking e di aver annullato il bonifico in vece sua.
          Una meraviglia! Fossi nel direttore di RaiUno, acquisterei subito i diritti per farci una bella fiction con Rosario Fiorello nei panni del povero malcapitato deputato.

          1. Liueto che ti siano paiciute le mie “statuette” aggiuntive, ma qui mi fermo: già il farle è stata una deroga alla regola che mi ero dato questa mattina… Ho la testa piena di cose che sto per scrivere ma mi freno…

          2. oh, non ti frenare, spara, amico mio.
            tanto qui ti leggo solo io… immagina che siamo seduti nel tavolino di un pub un po’ malfamato, nell’angolo in fondo alla sala, senza illuminazione diretta, con un cimitero di pinte vuote davanti ma gli occhi ancora brillanti di chi ha sempre qualcosa da dire e da dirsi. C’è qualche incauto avventore che si è acceso pure una cicca in barba alla legge Sirchia sul fumo, ma nessuno se la prende: a certe ore tutto è permesso.
            Vai, ho creato l’atmosfera: ora puoi andare a ruota libera!

          3. Purtroppo è il tempo, come ti disse questa mattina a limitarmi e non la paura di sproloquiare sull’accolita di demnti che ci ha ammnistrato e che temo ci amministrerà…

  2. Grandioso. Immaginifico. Una tornata elettorale che tutti da angolature diverse sapevamo tra le peggiori Eppure, qui viene il bello, ne siamo usciti tutti stupiti o stupidi.
    Sherabientot grazie

    1. Grazie cara amica
      perchè noi qua ridiamo e scherziamo però c’è un italiano su 2 che ha spento il cervello e votato di panza.
      Non voglio fare lo snob o il sofisticato, però mi chiedo perchè in Italia non ci sia (mai) stata una classe politica che non abbia saputo evitare di far leva sugli istinti più bassi e rozzi, nobilitando il dibattito e fornendo risposte concrete, attuabili e futuribili che vadano oltre l’assistenzialismo esasperato o il “mandiamoli tutti a casa”.
      Boh, forse fa comodo così, un popolo di pecore che si accalora per 4 puttanate discusse in campagna elettorale ma che poi, nella vita di ogni giorno, contano 0 o poco più.

      1. Senza dire la solita banalità Io credo che abbiamo i politici che sono espressione della società in cui viviamo (pentastellati e Lega in primis) e Questi dicono quello che i più
        vogliono sentirsi dire omettendo che tra il dire e il fare ci sono altre elezioni …per disfare.
        Shetahpoverashetamentrefuoripiove

        1. Le cose banali, spesso, sono quelle più vere e la tua affermazione rientra nel novero.
          Il problema vero è che così facendo si innesca un circolo vizioso che non potrà mai avere fine…

        1. Però è anche vero che Silvione si era già pappato due statuette ambitissime:
          – Miglior sceneggiatura originale
          – Miglior canzone
          Cribbio, bisogna lasciare qualcosa anche agli altri 😀

          1. perché lui ha la mentalità da leader, copre più settori, è un tuttofare. non hai ancora capito? miglior allenatore da divano non c’è solo perché ha venduto il Milan

          2. a proposito di allenatori, guarda che si è inventato quest’anno?
            Ti assicuro che è un volantino vero, non un meme fatto per prenderlo in giro.
            C’è poco da fare, Silvio è un fuoriclasse in campagna elettorale tira fuori il meglio (il peggio…) che ha: fosse per me gli farei fare una campagna elettorale infinita…. così magari tira fuori altre chicche come questa o come la battuta alla coldiretti (sono uno di voi perchè quand’ero bambino ho fatto anche il contadino!)

  3. aggiungo che il video della signora che canta MENO MALE CHE SILVIO C’E’ era la prima volta che lo vedevo (no, non l’ho mai cercato ho pensato che in ogni caso prima o poi mi sarebbe finito sotto il naso) e devo ammettere che è tipo un incidente d’auto, non riesci a smettere di guardare talmente è brutto

    1. io mi cappotto dalle risate ogni volta che lo vedo… Credo sia datato (la signora è a maniche corte) però è sempre attuale.
      Che spettacolo…
      Sarebbe il top remixato con l’audio di una canzone Heavy Metal…. 😀

  4. Leggere la tua conversazione con Blackgrrrrl è stato un piacevolissimo tuffo nel passato: anch’io ricordo benissimo l’ossessione di Silvio per le 2 punte. Il discorso saltò fuori quando esplose Kakà: la logica conseguenza della sua ascesa era panchinare Rui Costa, ma ad Ancelotti dispiaceva troppo retrocedere a riserva un giocatore di quella classe. Così si inventò l’albero di Natale: 2 mezze punte a sostegno dell’unico centravanti (di solito Sheva, perché Inzaghi in quegli anni era spesso infortunato).
    I risultati davano ragione a Carletto, ma a Berlusconi questa soluzione tattica non andava giù: così delegittimò pubblicamente il suo allenatore, dicendo che esigeva un ritorno alle 2 punte. Io mi sarei dimesso, Ancelotti invece (yes man come quasi tutti gli allenatori dell’era Berlusconi) eseguì prontamente l’ordine.
    Rimanendo in tema di calcio, sono ovviamente dispiaciutissimo per la morte del mio capitano. Era un giocatore molto particolare: lo spogliatoio lo considerava un punto di riferimento non perché avesse una grinta alla Gattuso, ma perché era un bravissimo ragazzo, e quindi i suoi compagni lo seguivano più per ammirazione che per il suo carisma. Era insomma il classico “leader silenzioso”: poco appariscente in campo e fuori, ma anche tremendamente prezioso.
    La piazza viola avrà i suoi difetti (le ambizioni esagerate su tutti), ma ha anche un grande pregio: si affeziona profondamente ai suoi giocatori. A maggior ragione quelli che si fanno voler bene così tanto come lui. Di conseguenza, puoi immaginare il dispiacere che si respira in città in questi giorni.
    Quel dispiacere l’avrei potuto toccare con mano andando allo stadio, e lasciando anch’io un pensierino per Astori; tuttavia ho preferito non farlo, perché per me lo stadio è sempre stato un luogo di gioia, amicizia e risate, e quindi andarci in un’atmosfera carica di lutto mi farebbe pesare ancora di più quel che è accaduto.
    Mi dispiace ancora di più che sia morto a Udine: un posto stupendo, dove ho passato una delle vacanze più belle della mia vita. E’ l’ultimo posto dove andresti a pensare che potrebbe succedere una cosa del genere, e invece è successa proprio lì.
    Riguardo alle elezioni, si tratta di un risultato prevedibile. Negli ultimi mesi del governo Gentiloni, PD e Forza Italia si accordarono su una legge elettorale che era fatta apposta per far fuori Grillo, e preparare il terreno ad un secondo governo di larghe intese tra loro 2. Tuttavia, entrambi i partiti non hanno tenuto conto di un fattore molto importante: gli elettori non sopportano di giocare con un mazzo truccato. Di conseguenza hanno volutamente evitato di dare voti a PD e Forza Italia, e così i seggi ottenuti dai 2 partiti non bastano per fare la maggioranza.
    Altrettanto nefasto è stato il ricatto dell’Unione Europea, che ha minacciato a più riprese delle conseguenze nefaste sui mercati in caso di voto euroscettico: gli italiani erano già abbastanza incazzati con Bruxelles, non c’era proprio bisogno di fomentarli ulteriormente mettendogli una pistola alla tempia. Il popolo italiano preferisce essere povero ma libero, piuttosto che meno povero ma servo.
    Anche se me lo aspettavo, non sono contento di questo risultato. Oggi la vera contrapposizione non è tra destra e sinistra, ma tra vecchi partiti e antipolitica: io sono sul primo fronte, quindi non posso vedere di buon occhio l’ascesa dei grillini. Mi consolo pensando che almeno ha avuto l’effetto positivo di portare ad un nuovo declino di Renzi: non lo sopporto più da tempo, quindi è una delle poche persone al mondo che mi porta a gioire per le disgrazie altrui.
    Riguardo al tuo post, è davvero strepitoso: sulla miglior sceneggiatura originale in particolare mi hai fatto spanciare dalle risate! 🙂
    Ma passiamo a parlare della notte degli Oscar. Come quasi ogni anno, ci sono state delle notizie positive e negative. Le prime sono state:

    – L’ennesima musata di Paul Thomas Anderson. Come abbia fatto un impiastro come lui ad ottenere OTTO nomination all’Oscar per me rimarrà sempre un mistero.
    – L’Oscar a James Ivory. Non tanto per il film (che immagino sia l’ennesima ruffianata nei confronti della lobby gay), quanto per il fatto che questo regista ci ha regalato tanti film indimenticabili. E’ paradossale che abbia vinto l’Oscar in una categoria non sua, ma del resto è successo anche a Kubrick.
    – Il premio a Scappa – Get Out. L’Oscar alla sceneggiatura è meritatissimo ma non era scontato, perché in quella categoria se l’è dovuta vedere con 2 colossi come La forma dell’acqua e il film dei Tre manifesti.

    Le seconde sono state:
    – La scarsa qualità media dei film. Di tutti i film candidati, soltanto 2 mi sono piaciuti: Scappa – Get Out e Baby Driver. Un po’ più indietro The Post, che non è figo quanto loro 2 ma è comunque discreto. Tutti gli altri film o mi hanno fatto schifo, o non ho alcuna voglia di vederli. Annata moscia insomma. Ma come ho detto nel mio post, è stata proprio l’assenza di titoli di grido che ha permesso ad un film italiano (peraltro indipendente) di arrivare fino alla notte degli Oscar.
    – La decisione di premiare film brutti (Dunkirk) o bruttini (Blade Runner 2049), e lasciare a bocca asciutta dei titoli infinitamente migliori come The Post e soprattutto Baby Driver. Lo so benissimo che paradossi come questo si creano tutti gli anni, ma questa volta è stata particolarmente clamorosa.

    Ad ogni modo, che ce frega: abbiamo nuovamente trionfato agli Oscar, e questo ci deve riempire di orgoglio! 🙂

    1. Ricordo ancora con diletto una delirante intervista di Silvietto nel dopo partita di un derby vinto in clamorosa rimonta (da 0-2 a 3-2) quando Ancelotti abbandonò l’amato albero di Natale buttando nella mischia Tomasson al posto di un centrocampista.
      ogni tecnico del Milan, da lunedì in avanti, dovrà obbligatoriamente schierare in campo due punte
      E’ più forte di lui, non può resistere…
      Tra l’altro, sul Berlusconi tattico ti consiglio questo interessante (e a tratti anche spassoso) articolo:
      http://www.ultimouomo.com/berlusconi-il-tattico/
      (e comunque tutto il blog ULTIMO UOMO merita moltissimo: tra le cose più intelligenti di calcio che abbia mai letto in rete).

      Passando invece alla tragica morte di Astori, permettimi di uscire un po’ dal coro biasimare l’eccessiva eco mediatica data al cordoglio (che temo non sia sempre sincero e profondo) dei tanti addetti ai lavori (calciatori, giornalisti, dirigenti). Capisco chi ha giocato con lui, chi gli era amico, ma onestamente le voci sono state troppe. Mi è parso di vedere il classico gioco al rialzo nella roulette del bigottismo nel quale ahinoi l’italico mondo pallonaro è abilissimo. Tutti pronti a versare qualche lacrima di coccodrillo per dimostrare che il mondo del calcio è sano è bello è pulito.
      Ti dirò di più, il fatto che sia morto un calciatore è del tutto irrilevante.
      Ciò che conta è che ha perso la vita un ragazzo di appena 30 anni con ancora tutta la vita davanti, che una bambina di 2 anni sarà costretta a crescere senza il suo papà, che due genitori saranno obbligati a seppellire il proprio amato figlio, che una moglie porterà il lutto di questa perdita finchè vivrà.
      E’ morto un uomo, non un calciatore.
      Peccato se ne accorgano in pochi.

      Chiudo con una breve disamina sulle elezioni.
      Il risultato era senz’altro nell’aria anche se forse non con queste dimensioni. Il fatto che 1 italiano su 2 abbia votato per soggetti politici chiaramente populisti e mistificatori deve in egual misura preoccupare e far riflettere.
      Preoccupare, perchè questa schiacciante vittoria dimostra come la politica abbia ormai abdicato al ruolo di educatore e traduttore delle pulsioni e delle necessità dei cittadini affinchè possano alimentare la dialettica democratica e l’individuazione di soluzioni concrete ai problemi socio-economici. Tutti i valori, gli ideali, l’etica e i principi che hanno animato 60 anni di democrazia sono stati bruciati in questi ultimi anni a vantaggio solo dell’antipolitica dove soggetti politici (non partiti) hanno trovato terreno fertile nel fomentare le piazze e strumentalizzando a proprio vantaggio il malumore diffuso, senza però suggerire mai risposte concrete e fattibili ai problemi denunciati.
      D’altro canto, l’ascesa di Lega e 5Stelle deve far riflettere perchè non ci si può limitare a dire che chi vota questi partiti è ignorante, stupido o analfabeta funzionale. Sarà anche vero, ma se non si interviene in qualche modo, ignoranza stupidità e analfabetismo funzionale sono mali incurabili. In altre parole, se le istituzioni (nelle loro molteplici forme e strutture, dalla scuola al consociativismo politico per intenderci) non affrontano il problema per porvi rimedio, questa escalation dei partiti che parlano alla pancia dell’elettorato fomentando rabbia e malcontento, continuerà senza sosta. E se oggi ancora sono rappreentati in parlamento alcuni partiti tradizionali, c’è il serio rischio che al prossimo giro scompaiano del tutto, lasciando campo libero ai Salvini o ai Grillo di domani.

      Ti confesso che non sono molto fiducioso. Perchè purtroppo questi “vecchi partiti” ormai hanno perso il contatto con la realtà, non si rendono conto che non esistono più le vecchie classificazioni (destra\sinistra, cattolico\laico, lavoratore\libero professionista) bensì istanza trasversali che vengono intercettate senza una logica precisa.
      Ieri sera mentre sentivo Eugenio Scalfari sentenziare che “Di Maio può diventare il leader di un partito di sinistra” e poi proseguire dicendo “Il PD dovrebbe cercare di fare un governo coi 5 Stelle”, mi sanguinavano le orecchie. Chiunque abbia preso l’autobus almeno una volta nell’ultimo anno o sia andato al bar per un caffè, sa benissimo che entrambe queste affermazioni sono una sciocchezza:
      1. Di Maio non sarà mai leader di un partito di sinistra perchè nè Di Maio nè il 5 Stelle sono di sinistra (per il motivo di cui sopra).
      2. Se il PD sposasse un governo 5 Stelle, verrebbe di nuovo accusato di trasformismo e attaccamento alla poltrona e i pochi voti gli che restano si sparpaglierebbero tra Lega e LEU.

      Staremo a vedere, caro amico.
      Certo è che il panorama innanzi a noi è molto fosco: nel migliore dei casi (si fa per dire) ci sarà ingovernabilità e proseguirà Gentiloni cercando di trovare la maggioranza (magari diversa per ogni legge). Nel peggiore, invece, si formerebbe un nuovo governo con 5 Stelle e Lega, il che equivarrebbe a un ritorno immediato all’età della pietra.

      PS: degli oscar vengo a parlare nel tuo post 😉

  5. Pretendo che tu abbia un premio per questo articolo. Sei un eroe (anche se le elezioni politiche sono state una vera disgrazia).

    1. Il tuo apprezzamento è un premio più che sufficiente a gratificarmi, dico sul serio!!!!
      Sul resto stendiamo un velo pietoso… Nel migliore dei casi torniamo a votare tra 6 mesi, nel peggiore torniamo direttamente al Medio Evo.
      Che figata 😀

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