Annihilation

Nihil.

Niente.

La negazione dell’esistenza in ogni sua forma, in ogni sua manifestazione, in ogni suo pensiero e in ogni sua rappresentazione è un concetto di difficile assimilazione perchè implica, necessariamente, la negazione di se stessi in quanto essere senzienti. Ma se cogito-ergo-sum non vale più, cosa ci resta?

Niente, appunto.

Neppure il vuoto, perchè anche il vuoto presuppone l’esistenza di qualcosa che sia pieno. Neanche la miseria, perchè si contrappone all’abbondanza, alla ricchezza. Invece il niente si pone un gradino sotto, dove tutto è negato e solo il nulla trova insostenibile sostanza.

Niente.

Neppure un uomo, neppure un albero, neppure una goccia d’acqua. Niente di niente. Manco le stelle, il sole, il vento e la pioggia. Niente. E in questa approssimazione sempre più particolare delle negazione che culmina nella destrutturazione dell’esistenza in ogni sua sfumatura, restiamo inevitabilmente soli e impotenti. Perchè se noi siamo niente e il niente ci circonda, allora niente potremo opporre alla slavina di desolazione che si abbatte inesorabile sulle nostre speranze disilluse che le forme prendano vita, che i colori brillino al buio, che la morte sia solo un passaggio.

Anche la speranza, dunque, è fagocitata dal nulla e persa nel buco nero della negazione anch’essa è soltanto niente.

E mentre l’esistenza si ridefinisce nell’annichilimento erodendo pian piano tutte le certezze consolidate dall’esperienza, prende corpo il terrore alimentato dalla spiacevole sensazione che la consapevolezza del nulla può annientarci. A ben vedere, se il tutto si riduce nel nulla, allora neppure la paura avrebbe ragion d’essere, se però il timore di essere niente e di niente essere circondati ci stringe il petto, allora qualcosa c’è e da qualche parte nel grande nulla un pensiero o un’emozione pulsano esistenza. Dunque, in qualche modo, sono. SONO.

E se io sono, allora posso anche pensare e se io in quanto essere senziente posso formulare pensieri e dar loro forma, allora posso concludere che il niente non esiste, o meglio è solo una manifestazione del pensiero che nega se stesso e nel farlo nega tutto il resto.

E’ negando che mi definisco, è negando che recupero la mia dimensione sostanziale, è negando che rendo giustizia alla mia esistenza.

Nego ergo sum, è questa la formula magica

E se vi è chiara, allora potete vedere Annihilation senza correre il rischio di essere risucchiati in un buco nero di assenza.

Voto: 8

40 pensieri su “Annihilation

    1. E perché mai una brutta persona? Al contrario, per apprezzare pienamente un film del genere occorre avere fegato e cervello in quantità non comuni😉

  1. Finalmente ho visto un film qui recensito – quindi questa volta ho anche io qualcosa da dire, perché questa recensione è buona, ma ci sarebbe qualcosina in più… 😉
    (a breve spero di buttare giù anche io una piccola recensione di Annihilation)

    Intanto siamo d’accordo sul voto

    1. Caro Andrea sei doppiamente generoso perchè se da un lato definire “buoni” i miei vaneggiamenti è senz’altro lusinghiero da parte tua, d’altro canto considerarli una “recensione” è assolutamente esagerato.
      Come ripeto sempre, io guardo i film con la pancia e li racconto con i piedi, il che sta a significare che ogniqualvolta parlo di cinema lo faccio sempre in maniera volgare, partendo da un’emozione che magari c’entra poco o niente con la struttura portante dell’opera.
      Nel caso in questione mi sono lasciato sedurre dalla venatura nichilista che traspare dal titolo e da alcuni passaggi del film, ma che resta sicuramente un tema sussidiario rispetto ai tanti altri (tutti “alti”, spesso perfino filosofici e teologici) che innvervano l’opera di Garland come e più che nel precedente EX MACHINA.
      Sarò quindi lietissimo di leggere il tuo commento e le tue opinioni sul film quando ne scriverai!!!!

  2. Di questo film abbiamo già ampiamente parlato in altre sedi, quindi mi limito ad aggiungere alcuni dettagli.
    Prima di tutto, come hai rilevato anche tu nel rispondere ad Andrea Taglio, Alex Garland ha un pregio sopra tutti: quello di riuscire a parlare di concetti profondissimi, spesso sfioranti la più alta filosofia, rimanendo comunque perfettamente comprensibile e mainstream. Nei suoi film non senti mai puzza di intellettualismo o di cinema autorale, e anzi lui cerca di fare proprio l’opposto: scrive storie intelligenti che però arrivano a tutti, provando che non bisogna per forza scadere nel demenziale per farsi apprezzare dal pubblico. In questo mi ricorda il primo Nolan: poi purtroppo anche lui ha cominciato a fare film d’autore con la puzza sotto al naso, girando quell’escremento in confezione extralusso che è Dunkirk. Speriamo che Garland non commetta mai lo stesso errore.
    In secondo luogo, sono d’accordo sul fatto che la sua ultima fatica sia superiore ad Ex machina. Magari quest’ultimo film ha un ritmo più costante: Annientamento decolla dopo mezz’ora, Ex machina invece “prende” quasi subito. Tuttavia, considerando le opere nel loro complesso, devo dire che Garland si è migliorato rispetto al film che l’ha fatto conoscere. Ad esempio, in Annientamento c’è una scena da pelle d’oca, quella in cui il mostro entra nella stanza in cui è legata Natalie Portman e comincia a parlare con la voce disperata della sua compagna morta: è una parte potentissima e girata meravigliosamente, e in Ex machina, per quanto bello fosse, non c’era nessuna scena che potesse reggere il confronto.
    Colgo l’occasione per commentare altri 2 film che ho visto nell’ultimo periodo.
    Innanzitutto, sono finalmente tornato al cinema, ed è stato un ritorno in grande stile: Hostiles – Ostili è davvero un ottimo film, con una superba interpretazione di Christian Bale. Il regista si è sicuramente accorto che era lui il punto di forza del film, perché gli ha riservato moltissimi primi piani, uno più intenso dell’altro. Tra l’altro ho apprezzato molto il fatto che fosse un western classico, senza quei modernismi e quegli ammiccamenti al cinema contemporaneo tipici dei western recenti. E poi sul finale c’è un esplicito omaggio a Giulio Cesare che io, da classicista fin nel midollo, ho trovato semplicemente strepitoso.
    Un altro film che ho molto gradito nell’ultimo periodo è “Dichiarazioni d’amore.” Sembra il titolo di un melenso film rosa, e invece parla di tutt’altro: ritrae in maniera incantevole un’Italia che non c’è più, dove i rapporti tra le persone erano di una genuinità e di un calore umano che a vederli oggi generano grandissima commozione. “Dichiarazioni d’amore” non sarà raffinato quanto Annientamento e Hostiles – Ostili, ma resta nel cuore più degli altri 2 messi insieme.

    1. Come sempre hai colto nel segno: realizzare un film in salsa sci-fi\horror che tratta (nemmeno troppo velatamente) temi filosofici è impresa titanica, ai limiti dell’assurdo, che Garland ha vinto perchè ha tenuto sempre bene in mente quale potesse essere l’occhio dello spettatore, ovvero sia non necessariamente un erudito o un filologo o un cinefilo sopraffino, ma magari un semplice spettatore in cerca di intrattenimento. Ne è venuto quindi fuori un film che usa registri diversi e parla a pubblici diversi, resstando però sempre misurato ed equilibrato.
      Un esercizio di stile veramente incredibile e sono certo che Garland continuerà a deliziarci.

      Riguardo ai due film da te invece citati, HOSTILES era ovviamente in watchlist (adoro troppo Bale per perdermi un suo film, mi son sorbito pure Malick per gustarmelo recitare) pur essendo un western, filone cinematografico nel quale effettuo sporadiche sortite. Non conoscevo invece affatto DICHIARAZIONI D’AMORE la qual cosa è stranissima perchè un titolo del genere attirerebbe la mia attenzione come il miele con le api. Probabilmente il fatto che sia data (leggo ora essere del 94) e di produzione italiana (di solito non guardo film italiani) ha generato il vuoto che però cercherò di colmare.

      A proposito di vuoti da colmare, proprio stamane ho visto il da te lodatissimo SEVEN SISTERS.
      Le tue lodi erano state scritte a ragion veduta, perchè il film è veramente ben costruito attraverso una narrazione brillante e personaggi intriganti. I riferimenti a cinema di genere sono tantissimi (da Matrix a 1984) tuttavia usati con gusto. Persino Noomi Rapace mi è piaciuta. L’unico difetto è che si vede benissimo che si tratta di una produzione europea e non hollywoodiana, perchè manca quel tocco di epicità che sanno oltreoceano sanno instillare nei film.

      PS: a proposito di prossime uscite, non so se già sai che il prossimo 22 aprile inizierà la seconda stagione di WESTWORLD. Sono già in fibrillazione!!!!

      1. E il bello è che Westworld verrà trasmesso qui praticamente in contemporanea con l’America: SKY Atlantic ha programmato la prima puntata già per il 23 Aprile. Probabilmente sarà sottotitolata e non doppiata, ma sono in fibrillazione anch’io, e quindi sono disposto a vedermela anche con i sottotitoli pur di non dover aspettare ancora.
        A questo punto, credo proprio che approfitterò di questo mese che mi separa dal 23 Aprile per guardarmi la seconda stagione di Shades of Blue, e se ci riesco anche quella di The Punisher: sono delle questioni in sospeso che devo risolvere PRIMA di Westworld, perché è una serie troppo complessa per seguirla “in parallelo” con altre.
        Riguardo a Seven Sisters, la mancanza di epicità si nota soprattutto all’ultimo: la parte in cui si scopre che una sorella creduta per morta è ancora viva, oppure lo scontro finale tra la sorella principale e la dittatrice, in mano ad un regista americano sarebbero state caricate di un pathos maggiore. Detto questo, ad avercene di filmoni come quello.
        Riguardo a Bale, fai benissimo a seguirlo con questa tenacia. Non tanto per l’attore in sé, quanto piuttosto per la sua abilità nello scegliersi i copioni: non è uno che “si svende” in dei filmacci come Anthony Hopkins, Morgan Freeman, Al Pacino, Robert De Niro eccetera, lui è uno che preferisce conservarsi per i film che ne valgono veramente la pena.
        L’unica eccezione sono proprio i film di Malick, ai quali probabilmente partecipa soltanto perché è una delle tante persone misteriosamente convinte che quel regista sia un genio. E per un bel pezzo lo è stato davvero, ma poi ha cominciato a fare dei film in cui il niente si mischia col nulla, la noia con l’assurdità, le stronzate parafilosofiche con le inquadrature sghembe, fino a creare dei guazzabugli inguardabili che, se non ci fosse scritto sopra “Directed by Terrence Malick”, verrebbero proiettati soltanto nel salottino di casa sua. Ecco, io a cenare a casa di Malick non ci andrei mai: metti che mi propone di vedere un suo film, come farei a dirgli che piuttosto mi sorbirei una compilation delle migliori scuregge dei cinepanettoni? 🙂

        1. E’ meglio che io non tocchi il tasto delle serie tv: ho talmente tanti arretrati da vedere che dovrei prendere almeno due mesi di aspettativa dal lavoro e dalla famiglia per rimettermi in pari…
          Per ragioni che anche tu capirai facilmente, Westworld schizzerà in testa alla mia watchlist non appena sarà trasmessa tuttavia, a differenza della prima stagione, sto meditando di salvare tutti gli episodi e poi effettuare un binge watching finale.
          Il motivo della scelta ha due radici: da un lato ormai da anni fruisco le serie tv in questo modo, d’altro canto invece Westworld è una serie tv talmente articolata e complessa che aspetttare una settimana tra un episodio e l’altro rischia di raffreddare le emozioni e annebbiare alcuni dettagli.

          Riguardo Seven Sisters, mi permetto di sottolineare anche l’inconsistenza e la sciatteria dei due attori “decani” che avrebbero dovuto dare spessore alla pellicola: WILLE DAFOE c’è poco e in quel poco fa nulla, GLENN CLOSE come villain della situazione è credibile come Boldi in un film neorealista. Comunque, stiamo sempre parlando di dettagli: il film è notevolissimo.

    2. E’ incredibile, ma io non ho sms nel mio profilo tariffario! Li ricevo ma non ne ho per rispondere!! Certamente potrei modificare, ma preferisco tenermi per ora la straordinarietà di una combo che ho creato usando scorciatoie Vodafone che danno minuti e giga quasi illimitati…

      Tutto questo per dirti che ricevetti il tuo gentilissimo messaggio relativamente all’ottimo Western Hostiles, su cui avrei da dire tantissimo, ma sul quale per ora (chissà che tu non ne scriva, prima o poi…) mi limiterò a dire che l’ho visto e che l’ho apprezzato moltissimo! Rispettare la tradizione filmica del miglior western americano ed assieme rendere giustizia alle vittime del genocidio istituzionalizzato dal governo federale statunitense nei confronti delle popolazioni indiane non era facile, ma se poi ci aggiungiamo ottimo ritmo, ottime interpretazioni ed una fotografia di uno splendore pazzesco, si ottiene un grandissimo film!
      Grazie ancora del messaggio e mi congratulo con il destino per avermi regalato la possibilità di risponderti dentro il post di un comune amico: non è meravigliso tutto ciò?

      1. Oh yes! 🙂 Comunque non mi stupisce che ti abbiano disabilitato gli sms: ormai non li manda più nessuno. Tra i pochissimi che ancora li usano ci sono proprio io, perché Whatsapp non lo installerei neanche se mi pagassero.
        Il motivo è molto semplice: tutti quelli che ce l’hanno si sono condannati ad avere un cellulare impazzito, che squilla per mille notifiche cretine anche più di una volta al minuto. E io in una situazione come quella non mi ci metterei mai: non solo perché le continue notifiche mi snerverebbero, ma anche perché sono geloso del mio tempo, e quindi mi scoccerebbe troppo scialacquarlo continuamente in cose inutili come Whatsapp, Facebook, Instagram eccetera.
        Ti dirò che sono più geloso del mio tempo che del mio denaro: i soldi li rifai, il tempo invece una volta che l’hai perso non te lo restituisce nessuno. Ed è per questo che cerco sempre di usarlo nel modo migliore possibile. 2 ore per un film di Malick, ad esempio, non le sprecherò mai più in vita mia! 🙂
        Per Hostiles – Ostili invece le ho impiegate volentieri, ed è stato un ottimo investimento. Onestamente ritengo che in quel film il genocidio delle popolazioni indiane sia un tema assolutamente marginale: lì a dominare è soprattutto il personaggio di Christian Bale, che ha tanti lati positivi e tanti negativi. Proprio per questa sua complessità, risulta molto difficile da comprendere e da prevedere nelle sue azioni.
        Un altro tema importante di Hostiles è senza dubbio quello del viaggio, che come in tutti i western è un viaggio avventuroso e denso di insidie.
        Anzi, proprio tutti no: in The Hateful Eight non c’è nessun viaggio, e anzi abbiamo un caso rarissimo di western “claustrofobico”, girato quasi tutto nell’emporio di Minnie. E’ stato un esperimento rischiosissimo, in puro stile Tarantino: del resto, stiamo parlando di un artista così spericolato da aver messo in cantiere un film sulla Manson Family…

        1. Anche io sono molto riottoso all’uso di WhattsApp.
          Per lungo tempo non l’ho istallato ma da un paio d’anni ho ceduto, seppure a modo mio.

          In sostanza ho silenziato la quasi totalità delle discussioni per cui il telefono squilla solo se scrivono i miei cari o i miei amici più stretti.
          Per altro, essendo tutti consapevoli della mia ritrosia per lo strumento, si guardano bene tutti da mandarmi stupide catene di santantonio o quei messaggi virali che girano sempre.

          1. Io invece non credo che cederò mai, anche perché credo che peggiorerebbe la mia vita sociale. Se non ho Whatsapp, quando i miei amici vogliono parlarmi sono obbligati a incontrarmi faccia a faccia, o almeno a telefonarmi; se invece installassi Whatsapp, a quel punto si limiterebbero a mandarmi un messaggino una volta ogni tanto, e con quello crederebbero di aver dato quel minimo sindacale che serve per mantenere in vita un’amicizia. Ebbene, per me il minimo sindacale è decisamente più alto: non me ne faccio niente del messaggino, io voglio l’uscita o quantomeno la telefonata. Chi ci sta lo tengo molto volentieri nella mia vita, chi invece pensa di cavarsela con un messaggino una volta ogni tanto ha decisamente sbagliato persona. E così, per riprendere il discorso di prima, sono certo di dedicare il mio tempo solo a chi se lo merita davvero.

  3. Da tempo mi stavo domandando che strano oggetto fosse divenuto il tuo blog, creatura da te curata con fare paterno e quindi con tutto l’amore possibile, ma anche con l’audacia del genitore che vuole vedere crescere la propria prole in modo indipendente, cercando di non soffocare mai la voglia di individualità ma cercando anche nei limiti del possibile di preservarla dai dolori maggiori e soprattutto troppo pericolosi.

    Hai permesso, infatti, al tuo sito svolte narrative importanti, coraggiose in termini di audience ed hai di contro coccolato il tuo pubblico di pancia senza davvero ingannarlo mai fingendoti un ebete decerebrato, usando una guida che ti ha fatto da potente nocchiero in tutte le tue tempeste ossia la frase che fa da mission stessa del tuo blog su Word Press quando si parla di cinema e Tv: “io guardo i film con la pancia e li racconto con i piedi”.

    Ci sono state delle volte in cui, conoscendo la tua cultura classica (che trasuda studi filosofici, latini e greci) e la tua esperienza di lettore (oggi sono davvero poche le persone che leggono davvero e tu, malgrado il lavoro e la famiglia, continui ugualmente a cercare disperatamente di tenerti in pari), in cui ho disprezzato realmente la tua frase, perché la ritenevo erroneamente falsa: come potevi dire quello? Come potevi davvero sperare che una persona senziente ti credesse quando affermavi di essere incolto ed approssimativo?

    Pensai persino (stupidamente) che tu fossi falsamente modesto o che paludassi ignoranza cinematografica per avvicinarti ad un pubblico certo più basso di te…

    Ma quanto sono stato stupido e cieco ed arrogante nel non aver visto subito ciò che invece si è mostrato da settimane come una vera epifania!! La tua frase è vera e mendace assieme perché è vero che guardi i film con la pancia, ma non è vero che li giudichi con i piedi, ma cobn il cuore!

    Tu non hai mai affermato di “non conoscere il cinema”, ma hai posto solo limiti alla tua conoscenza delle tecniche e dei tecnicismi! Non solo, hai anche affermato, con un coraggio ed un’onestà che mi fa arrossire, che non vuoi per scelta affrontare la recensione di un film partendo dallo stile che normalmente adotta sia chi di cinema ne capisce davvero (a livello di studio e preparazione), sia anche chi invece dovrebbe tacere e basta e che fa della propria ignoranza persino un vanto!

    Insomma, tu hai modulato nel tempo il tuo spazio giornalistico su Word Press creando un blog che fosse espressione delle tue emozioni (dolori, gioie, ricordi, biografia minima, valutazioni etiche, istinti goliardici, etc.), creando qualcosa di meravigliosamente nuovo ed occupando uno spazio lasciato libero, una terra obliqua (non di mezzo, perché ciò l’avrebbe resa stabile) dove non albergano i pontificatori eruditi (come me), gli sparacazzate (la lista è interminabile), i presuntuosi non veramente talentuosi come recensori (forse sempre io, ma mi assolvo), i fedeli della Chiesa dell’Ultimo Secondo (che parlano solo dei film in cui sono inciampati sui canali generalisti dopo secoli che tutti ne hanno già parlato) e gli Speedy Gonzales (che hanno come scopo nella vita dire a tutti che hanno già visto per primi qualcosa, compresa una sottospecie dei medesimi, composta da quei blogger che si preoccupano di recensire un episodio alla volta le serie che stanno seguendo in lingua originale, non solo spoilerando tutto, ma anche avvisando che la loro recensione contiene spoiler… ma morite male, cazzo!).

    Ora mi è chiaro che il tuo blog, da me letto con avidità ogni volta, è davvero ua sorta di Neverland felice, un’Isola di Peter Pan pubblicistica, dove ti si può incontrare con le sembianze di una divinità mutaforma, mentre volteggi sulle fontane della tua immaginazione, controllando l’ampiezza degli spruzzi, tu che, se potessi, creeresti persino ampie gallerie video e fotografiche delle bellezze femminili più stimolanti (idea da te ogni volta abortita, per via di quella sorta di super-io coniugale e sociale che ti rende uomo adulto e marito e giornalista serio), che orchestra espressioni calcistiche e musicali in contraltare ad eccessi di nichilismo e cupezza.

    Io amo ciò che faccio sul mio blog, sul serio, ma ti dico anche che se fossi costretto da una commisione esaminiatrice (una specie di Tribunale del Web composto da esseri inesististenti ed eccelsi) a sceglie se buttare già dalla torre Lapinsu o Kasabake, anche se con un groppo al cuore, salverei Lapinsu.

    Non ho parlato nemmeno una volta del film Netflix Annihilation (che ho apprezzato motlissimo), né di Alex Garland (che stimo moltissimo), né della grandiosa ed essenziale trilogia di romanzi Southern Reach di Jeff VanderMeer (creatore del cosiddetto genere letterario sci-fi new weird) che Garland ha preso e smontato in modo audace ma anche azzeccato (cambiando molto ma con risultati lodevolissimi)… Ma daltronde non lo hai fatto davvero nemmeno tu: hai scritto altro e così anch’io.

    Un abbraccio.

    1. Ci sono due tipi di commenti ai deliri che pubblico su WP: quelli che entrano nel merito di quanto ho scritto analizzando, criticando, confrontando, etc.
      Poi ci sono quelli che rispondono perchè ravvedono nelle insenature digitali di WordPress la luce di un’amicizia che può arricchire se stessi ma anche l’altro. Di questo secondo gruppo tu fai senz’altro parte e ne sei il presidente (per ovvie ragioni anagrafiche 😀 ), mentre il comune e sodale amico fiorentino che ha scritto poco sopra può vantare la tessera di “Primo iscritto al club” (fu infatti wayne il primo folle che si presentò nel mio blog per commentare e lasciarsi trasportare nei deliri cinefili e non solo).

      Il primo genere di commenti mi arricchisce mentre questo secondo mi gratifica perchè sapere che delle persona gradiscono leggermi e poi chiosare con me per il semplice gusto di farlo, volteggiando tra argomenti eterogenei (un volteggio che solo i più stolti potrebbero confondere con voli pindarici ma noi, da bravi ermenauti, sappiamo trattarsi d’altro) e dispiegando nel modo più onesto possibile idee, pensieri, opinioni con la convinta speranza di trovare grazie agli altrui contributi la giusta sintesi alla propria visione del mondo, la Weltanschauung (giusto per fare un po’ gli snob intellettuali che si ricordano 3 parolone del liceo, quando erano costretti a studiare Kant…)

      D’altronde mi capita sovente che, mentre vedo un film o una serie tv, mi trovo a pensare “Mi piacerebbe leggere un post di Kasabake al riguardo”. Mi è capitato, recentemente, con DETROIT (che ho adorato) e con THE SHAPE OF WATER (che invece mi ha lasciato con un po’ d’amaro in bocca, forse a causa dell’eccessiva aspettativa).

      Tu salveresti il mio blog ma faresti un errore perchè è e rimarrà sempre il prodotto di un dilettante. Se fossi un professionista darei un taglio più netto e una linea editoria meno articolata: scriverei tanti post “intellettuali” come questo per farmi leggere da 5 sfigati oppure farei tanti post caciaroni come quello su Baywatch facendomi leggere da tante più persone e conquistando chissà quanti like (e magari pure qualche sgheo…). Invece mi crogiolo nella mia ignoranza, anzi me ne pascio, come il maiale che si rotola nel fango.

      Solo una postilla, infine: ma tu i romanzi di VanderMeer te li sei letti? Perchè in tutta onestà non son riuscito a capire se sono roba seria oppure prodotti semiteologici che si inseriscono nella scia tracciata a suo tempo da L. Ron Hubbard e il suo Dianetics….

      1. Certo che li ho letti! Li ho comprati tutti e tre in edizione cartacea (tra l’altro adoro le copertine del’Einuadi!), ma rigorosamente nella traduzione italiana e sono titte e tre diversissimi come stile ma compatti nella linearità, nella logica delel conclusioni, nella scientificità del nichilismo e della decadenza: una meravigliosa mescolanza di stili, intraducibile in film (ecco perché le modifiche operate da Garland al testo sono geniali), ma incredibilmente originale. Una lettura non facilissima ma nemmeno cervellotica e mai stancante, mai noiosa, anche quando il ritmo dell’action rallenta nel secondo e terzo libro. Sono romanzi coesi, pieni zeppi di echi, rimandi, specularità, che rendono la trilogia variegata ma mai caotica e soprattutto mai, MAI, fine a se stessa. Ultra consigliata!

        1. mannaggia a te amico mio…
          già la libreria del mio CALIBRE conta quasi 2 migliaia di libri di cui devo leggerne ancora il 95%… il che significa che anche leggendo ininterrottamente da qui alla mia morte senza più dormire, mangiare, bere, lavorare o fare altro, difficilmente riuscirei a finire anche se campassi più di 100 anni
          E ora tu mi straconsigli una nuova trilogia…
          evviva!!!!

          anelerò all’immortalità, ma solo per la necessità di terminare la lettura di tutti i testi che mi aspettano

          E sarà colpa (merito????) tuo 😀

          1. Temo sarà impossibile. Alla mia morte sarò spedito in qualche girone infernale, condannato a vedere repliche de “La casa nella Prateria” o “General Hospital” per l’eternità

          2. Non credo proprio amico mio, sono certo che il Palazzo Celeste indicato da Virgilio si aprirà per te ed anzi, solo grazie alla tua intrecessione ci accederò anch’io, che sono ben più peccatore di te e se vorrai anch’io mi farò versare nettare dal personale in turno nelle tue stanze…

          3. L’essere peccatori talvolta è una virtù, o almeno così piace consolarmi 😊

            Pensaci bene però prima di sperare nelle mie ambasciate, potrebbe rivelarsi controproducente.

            Nella peggiore delle ipotesi finiremmo in qualche antro oscuro con libri i film a farci compagnia: sarebbe un bel modo per passare l’eternità

  4. Garland è un buon regista e Annientamento è un bel film, grazie soprattutto alla fotografia di Rob Hardy ( lo stesso di Ex machina). Il problema è che il film è quasi tutto qui: la trama, a mio avviso, è assurda: si passa da una luce aliena che si schianta in un faro ad animali geneticamente modificati che diventano mostri (ma vogliamo parlare del coccodrillo che appena si nota fa sbellicare dalle risate, in barba ai mostri della Asylum !!!! ahahahah!!! ) che vagano in una giungla che è una sinfonia di colori floreali e poi……… il finale !! Un finale che per il sottoscritto è deludente e pure un poco scontato. Mah !
    Ho letto da più parti che il romanzo di Jeff VanderMeer è invece da leggere (ma sembra soltanto il primo della trilogia, degli altri due i pareri sono molto contrastanti) in quanto ha poco a che fare col film che abbiamo visto ( perchè difficilmente adattabile ).
    Allora, forse mi rifarò leggendo il libro (che non parla di Alieni …….). Hola, Amigo !

    1. Ciao Massimo
      in tutta onestà non mi trovo molto d’accordo con la tua spietata analisi della trama del film: è senz’altro sussidiaria al veicolamento di messaggi articolati e complessi (e questo è di per sè penalizzante) tuttavia ha molti spunti interessanti ed alcune scene sono veramente notevoli.
      Che gli effetti speciali abbiano delle mancanze è palese (credo sia mancato uno sforzo produttivo significativo in questa direzione), tuttavia ciò non toglie vigore alla forza del film,
      ovviamente è un’opinione personale.
      Il film usa più registri e cerca di rivolgersi a un pubblico eterogeneo, cercando di fare un film d’autore che al contempo sappia anche intrattenere. E’ un filone che apprezzo molto e nel quale Garland si sta distinguendo: le vette di Villeneuve e soprattutto Nolan sono lontane, ma il ragazzo mi sembra dotato 😉

      1. Ci mancherebbe! Lungi da me dal pensare, anche solo lontanamente di farti cambiare idea sul tuo positivo parere, che si evince anche dalla votazione che hai assegnato al film nel tuo post. Ma per contro non cambio di certo il mio anche se ho aperto la discussione proprio affermando di apprezzare Garland come regista ma il film, parere sempre personalissimo, lo ribadisco ha una trama mediocre e debole e girare un film di fanta-horror senza effetti speciali adeguati è come partire per le ferie con l’ auto in riserva e senza soldi….. non vai da nessuna parte !!! ahahahah

          1. Oh Massimo, non pensare manco per un minuto che il tuo commento mi abbia infastidito!!!!

            Se tutti i commenti ai miei post fossero: “la penso come te”, “hai proprio ragione”, et similia, sai che due palle!!!
            E’ molto più bello invece confrontarsi con la chi la pensa diversamente per farsi un’idea più completa e dettagliata di quanto si sta dicendo, il che ovviamente non implica il cambiare opinione, ma molto semplicemente l’aprirsi anche a chi ha idee diverse.
            La dialettica è molto bella, io la adoro, e mi piace quando posso svilupparla con persone come te, che dicono la propria argomentando e spiegando. E’ un esercizio intellettuale e umano gradevolissimo che tutti quanti dovremmo imparare a fare più spesso.

            E’ per questo ti ringrazio del commento e ti ringrazio di nuovo per non aver cambiato idea sul film!!!!!!

            PS: tanti auguri di buona Pasqua a te e famiglia!!!!!

          2. Lo so benissimo, la mia era più che altro una battuta per mascherare una realtà evidente ovvero che sono molto restio a parlare di film.Se penso che da inizio anno ho visto almeno una trentina di film ma ne ho parlato di uno soltanto questo spiega molto bene la situazione ..ancora auguri a te e famiglia!

  5. In questo periodo non ho le energie mentali e spirituali sufficienti per affrontare un film che pone uno dei più terrificanti quesiti escatologici.
    Ma quello che posso dire di fronte al tuo coraggio e lucidità è:
    capheau!!! 😉

    1. Ciao Ale,
      mi fa piacere che abbia apprezzato il mio post.
      Ti voglio anche confortare: questo film di Garland (come per altro anche il precedente) è strutturato su più livelli, in modo tale da essere apprezzato su più fronti, sia quello filosofico ma anche quello horror-scifi, quell’d’azione, quello psicologico.
      Il linguaggio di Garland è complesso, ma anche fluido, quindi puoi fruirlo sia concentratissimo ma anche con un’impostazione più distratta (in questo secondo caso, ovviamente, perderesti qualche dettaglio, è inevitabile).
      Quando lo vedrai, fammi sapere che impressione ti farà!!!

  6. Che articolo stupendo! Devo ancora vederlo e non so perchè ancora non l’abbia visto. Lo recupererò assolutamente.

  7. Visto ma… Purtroppo il mio giudizio è … Orribile ! Realizzato con quattro soldi e assolutamente noioso e senza senso… Ripeto, come ho scritto in altri commenti, il cinema è la settima arte e deve essere sempre e comunque rispettata. Certe produzioni non dovrebbero uscire nemmeno dalla stanza di montaggio…
    Mi dispiace.. Voto: 2

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