The Layover – Un uragano all’improvviso

PUBBLICA ACCUSA:
Vostro Onore, chiamo sul banco dei testimoni Alexandra Daddario

GIUDICE:
Signorina Daddario, giura di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità?

ALEXANDRA DADDARIO:
Lo giuro!

PUBBLICA ACCUSA:
Signorina Daddario, lei ha fatto parte del cast del film The Layover, distribuito in Italia col titolo “Un uragano all’improvviso”?

ALEXANDRA DADDARIO:
Si.

PUBBLICA ACCUSA:
Ed il suo ruolo era quello di protagonista?

ALEXANDRA DADDARIO:
Si.

PUBBLICA ACCUSA:
Immagino che sia stato gratificante partecipare a questo film. Non capita spesso che attrici giovani come lei abbiano ruoli così importanti.

ALEXANDRA DADDARIO:
In realtà è stata un’esperienza abbastanza spiacevole.

PUBBLICA ACCUSA:
Come? Ha detto spiacevole? Ho capito bene?

ALEXANDRA DADDARIO:
Si, ho detto spiacevole.

PUBBLICA ACCUSA:
E posso chiederle come mai?

ALEXANDRA DADDARIO:
Beh, è molto semplice da spiegare. Mi guardi un attimo, mi guardi bene.

 

(doverosa pausa di riflessione sulla bontà di Alexandra Daddario)

ALEXANDRA DADDARIO:
Ecco, ha visto come son fatta. Con un corpo così sono condannata ad interpretare ruoli sexy e provocanti. E mi sta bene, sia chiaro: bisogna pur guadagnarsi il pane in qualche modo.

PUBBLICA ACCUSA:
Mi perdoni signorina Daddario, ma non riesco a cogliere il nesso. Potrebbe spiegarsi meglio?

ALEXANDRA DADDARIO:
Io ho accettato di partecipare a questo film, The Layover, perchè pensavo potesse alimentare la mia immagine di bomba sexy, perchè speravo che qualche scena provocante diventasse un cult del softcore. E invece…

PUBBLICA ACCUSA:
E invece?

ALEXANDRA DADDARIO:
E invece niente. Niente di niente. Il regista del film sembrava uscito da un convento di mormoni fondamentalisti: mi faceva togliere i vestiti scollati, mi proibiva di indossare minigonne, addirittura mi tirava le orecchie se esageravo con il trucco. Un vero supplizio.

PUBBLICA ACCUSA:
E saprebbe indicare se questo regista è in aula oggi?

ALEXANDRA DADDARIO:
Si, è lui, è quello là sul tavolo degli imputati.

PUBBLICA ACCUSA:
Vostro onore sia messo agli atti che la testimone ha riconosciuto l’imputato, William H. Macy.
Non ho altre domande, Vostro Onore.

GIUDICE:
Avvocato della difesa, vuole controinterrogare il teste?

AVVOCATO DELLA DIFESA:
No, Vostro Onore, non ho nessuna domanda.

GIUDICE:
Bene. Signorina Daddario, ora può andare. E mi raccomando, che non le venga in mente di abbandonare i ruoli sexy!

ALEXANDRA DADDARIO:
Non mancherò, Vostro Onore, stia tranquillo!

PUBBLICA ACCUSA:
Vostro Onore, chiamo a testimoniare la signorina Kate Upton.

GIUDICE:
Signorina Upton, giura di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità?

KATE UTPON:
Lo giuro!

PUBBLICA ACCUSA:
Signorina Upton, lei è una modella, giusto?

KATE UTPON:
Si, sono una modella

PUBBLICA ACCUSA:
Quindi il suo lavoro è fare sfilate, servizi fotografici e robe del genere? giusto?

KATE UTPON:
Esatto.

PUBBLICA ACCUSA:
Ha mai studiato recitazione?

KATE UTPON:
Assolutamente no!

PUBBLICA ACCUSA:
E sa comunque recitare?

KATE UTPON:
Certo che no!

PUBBLICA ACCUSA:
Ma quindi per quale motivo è stata scelta come coprotagonista del film The Layover?

KATE UTPON:
Perchè sono una stratopassera!

(doverosa pausa di riflessione sulla bontà di Kate Upton)

PUBBLICA ACCUSA:
Sia messo agli atti che la signorina Kate Upton è una stratopassera.

AVVOCATO DELLA DIFESA:
Obiezione, Vostro Onore. L’accusa cerca di condizionare i giurati sfruttando la bellezza della teste.

GIUDICE:
Obiezione respinta!

PUBBLICA ACCUSA:
Dunque se lei ha partecipato al film The Layover solo in virtù del suo aspetto fisico, immagino che non le sia stato chiesto di recitare, ma solo di indossare abiti succinti ed ancheggiare davanti la cinepresa.

KATE UTPON:
Invece si sbaglia: il regista insisteva perchè io interpretassi il personaggio, mostrassi espressioni del viso diverse, addirittura ho dovuto memorizzare alcune battute, si rende conto? Guardi, è stata una vera tortura. Io che mi ero illusa di cavarmela con qualche moina e qualche scosciata, e invece mi son trovata costretta a recitare sul serio. Una vergogna.

PUBBLICA ACCUSA:
Si signorina, non posso che essere d’accordo con lei. Per caso il suo aguzzino è qui in aula? Saprebbe indicarlo?

KATE UTPON:
Eccolo là, è lui il bastardo!

PUBBLICA ACCUSA:
Vostro onore sia messo agli atti che la testimone ha riconosciuto l’imputato, William H. Macy.
Non ho altre domande, Vostro Onore.

GIUDICE:
Avvocato della difesa, vuole controinterrogare il teste?

AVVOCATO DELLA DIFESA:
Si, Vostro Onore. Ho una domanda per la signorina Upton.
Stasera sono libero, le piacerebbe uscire a cena con me?

PUBBLICA ACCUSA:
Obiezione, Vostro Onore. La difesa cerca d circuire il teste!

GIUDICE:
Obiezione accolta!
Avvocato, non si permetta mai più di importunare una teste nella mia aula! Anche perchè la signorina ha già accettato un invito a cena con me questa sera!
Può andare Kate, ci vediamo più tardi.

KATE UTPON:
A dopo, giudice!
(fa l’occhiolino)

 

GIUDICE:
La pubblica accusa vuole sentire un altro teste?

PUBBLICA ACCUSA:
Si, Vostro onore. Chiamo sul banco dei testimoni l’imputato: il signor William H. Macy.

GIUDICE:
Signor William H. Macy, giura di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità?

WILLIAM H. MACY
Lo giuro.

PUBBLICA ACCUSA:
Signor Macy, è lei il regista del film The Layover?

WILLIAM H. MACY
Si, sono io.

PUBBLICA ACCUSA:
E’ stato lei a scritturare la signorina Daddario e la signorina Upton come protagoniste?

WILLIAM H. MACY
Ovviamente.

PUBBLICA ACCUSA:
Ed è consapevole della loro incredibile bellezza?

WILLIAM H. MACY
Anche un cieco lo sarebbe!

PUBBLICA ACCUSA:
E allora, Signor Macy, mi spiega perchè le ha fatte recitare sempre intabarrate come contadine polacche durante la primavera di Praga?

WILLIAM H. MACY
Perchè volevo fare un film comico con venature intellettuali.

PUBBLICA ACCUSA:
Ho capito bene? Ha detto “venature intellettuali”?
Cioè, lei si ritrova tra le mani due attrici così e decide di girare un film intellettuale?

WILLIAM H. MACY
Si…

PUBBLICA ACCUSA:
Vostro onore, sia messo agli atti che il qui presente William H. Macy rappresenta il classico esempio di chi ha il pane ma non i denti.

AVVOCATO DELLA DIFESA:
Obiezione!

GIUDICE:
Obiezione respinta: si tratta della verità nuda e cruda. Può proseguire, avvocato.

PUBBLICA ACCUSA:
Grazie, Vostro Onore.
Signor Macy, in qualità di regista del film, è lei che si preoccupa delle condizioni di lavoro degli attori?

WILLIAM H. MACY
Certamente! Pretendo sempre che i miei attori siano trattati al meglio.

PUBBLICA ACCUSA:
Allora, signor Macy, come spiega questa immagine che ritrae la signorina Daddario e la signorina Upton legate e barbaramente costrette sul ciglio della strada?

WILLIAM H. MACY
Ehm…. Non saprei… Non ricordo quel particolare momento delle riprese…

PUBBLICA ACCUSA:
Signor Macy, le ricordo che è sotto giuramento!
Guardi bene la foto e mi risponda: è vero che durante le riprese del film lei ha obbligato le due attrici a coprire sempre le loro grazie? E’ vero che proibiva tassativamente le pose sexy? E’ vero che costringeva le due protagoniste ad atteggiarsi come suore orsoline?

WILLIAM H. MACY
Si, è tutto vero.

PUBBLICA ACCUSA:
E si rende minimamente conto di quale delitto si è macchiato innanzi all’umanità tutta? Il produttore le mette tra le mani due gnocche che più gnocche non si può e lei realizza un film che fa piangere anzichè arrapare?

WILLIAM H. MACY
(singhiozza, incapace di rispondere)

PUBBLICA ACCUSA:
Non ho altre domande, Vostro onore.

GIUDICE:
La difesa vuole interrogare il teste?

AVVOCATO DELLA DIFESA:
No, Vostro Onore, mi pare chiaro che questa sia una causa persa.

GIUDICE:
Perfetto, dato che non ci sono ulteriori testimoni, ora la giuria può ritirarsi per deliberare.

GIURIA:
Non è necessario, Vostro Onore. Abbiamo già raggiunto il verdetto.

GIUDICE:
Ottimo! Così l’udienza finisce presto e posso uscire prima con la signorina Upton!
Il verdetto è stato raggiunto all’unanimità?

GIURIA:
Si, il verdetto è unanime.
La giuria, alla luce delle testimonianze ascoltate e delle stesse ammissioni dell’imputato, ritiene William H. Macy colpevole dei reati ascritti e lo ritiene quindi responsabile di crimini contro l’umanità. Alla luce di ciò lo condanna a 20 anni di visione consecutiva di tutti i film di Edwige Fenech e Gloria Guida.

GIUDICE:
Grazie, signori giurati, ora potete andare.
E per quanto riguarda lei, signor Macy, si ritenga fortunato. Se fosse dipeso da me la pena sarebbe stata molto più severa e avrei esteso la visione anche a tutti i film di Barbara Bouchet, Florinda Bolkan, Nadia Cassini e Laura Gemser (la mia preferita). Ora vada a scontare i suoi peccati e non si faccia più vedere in quest’aula.


Voto ad Alexandra Daddario: 10

Voto a Kate Upton: 10

Voto al film: 4*
* = il voto reale del film è 0, ma la valutazione cresce di 1 punto per ciascuno dei 2 solidi argomenti delle protagoniste (2+2) 

 

 

 

 

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40 pensieri su “The Layover – Un uragano all’improvviso

  1. Che tristezza.
    Sapere che il regista (fra l’altro un grandissimo in Shameless) mi fa recitare le due sopra… che tristezza. Mi dispiace per te, Lapinsu. Mi dispiace per te.
    Forse lo guarderò, ma dovrò essere di ottimo umore.

    1. no no zeus, resisti non lo guardare…
      è uno scempio,un insulto, uno spreco di materiale umano senza precedenti

      A Macy lo voglio ricordare per Fargo, per la candidatura all’oscar, non per questo crimine contro l’umanità 😦

  2. Uno dei film potenzialmente più popposi della storia si rivela una commediaccia senza mordente… onestamente lo avevo sospettato dal trailer, l’umanità non è ancora pronta per cotanta grazia.

    Russ Meyer si starà rivoltando nella tomba…

    1. L’umanità non sarà stata ancora pronta, ma io ero pronto, cazzo, anzi lo sono tuttora!!!
      Questo film doveva essere la pietra miliare di questo nuovo secolo cinematografico ed invece sarà solo un tristissimo rimpianto per l’occasione persa. Una vera sciagura 😦

      1. IN effetti da un paio d’anni non ho più fatto la classifica dei giocatori.
        E dire che finalmente quest’anno ci sarebbero state cose interessanti da dire, visto che abbiamo ripreso ad essere una squadra normale, scarsa ancora ma almeno normale (più o meno) dopo anni di berlusconite e gallianite.

        Tuttavia credo fosse una scelta “editoriale” inevitabile… rispetto a un paio d’anni fa il mio blog è molto cambiato come stile e contenuti (probabilemente in peggio, visto il calo di visite ehehhehe) però parlare di Milan adesso sarebbe fuori sintonia col resto degli articoli.
        Ohi, non pensare però che io sia presuntuoso… ovviamente quando parlo di linea editoriale sto esagerando, era solo per spiegare bene la ragione del silenzio sul Milan 😀

      2. No, no, figurati, ognuno in casa propria a quello che vuole 🙂

        Peccato, li ho sempre trovati molto spassosi e proprio perché un po’ estemporanei rispetto al resto del blog davano quel tocco in più all’ambiente, come il tappetto del drugo Lebowski 😀

      3. ahahhaha, effettivamente c’hai ragione.
        Abbi fiducia: quando saremo falliti (temo tra breve) mi toccherà per forza tornare a parlare di Milan 😀

  3. Durante la sua carriera, Sir Pelham Grenville Wodehouse scrisse più di novanta libri, tra raccolte di racconti, romanzi e persino un musical ed è da tutti conosciuto come uno dei maestri dell’umorismo inglese, gazie soprattutto alle due sue creature più famose ovvero l’ozioso e vanesio Bertie Wooster ed il suo maggiordomo Jeeves, che regolarmente tira fuori dai guai il suo padrone.

    Trattatsi di opere in cui il meccanismo che porta il lettore a sorridere è manifesto e perisno quindi prevedibile eppure, malgrado la mole incredibile di ooere che si basano su di esso, in più di 70 anni di onorata carriera, nessuna delle opere di Wodehouse è mai venuta a noia: perché?

    Semplicemente perché Wodehouse era bravo e credeva in quello che scriveva  ed ogni volta lo faceva sembrare come la cosa più semlice del momndo e questo rendeva il maggiordomo ed il suo inutile datore di lavoro delle creature vive, così come il tuo alter-ego, il Lapinsu narrante, che viaggia nelle lande senza morale di Instagram, che conosce donne fatali e semplici vicine di casa, che presenzia a processi scanditi da arringhe della difesa e dell’accusa come il più provetto degli scenggiatori di sit-com, anzi come un autore di parodie cinematogtrafiche, laddove la battuta perfetta ed i suoi tempi sono il segnale di una culutra pop vissuta con divertimento ma anche con attenzione ai dettagli.

    Si, perché quando fai dei post di questo tipo, dove davvero della recensione non c’è nemmeno più il ricordo (un po’ come le favole dei farmaci omeopatici, in cui la memoria dell’acqua dovrebbe curarci con principi attivi inestistenti, sulla base delle convinzioni di qualcuno la cui conoscenza scientifica è paragonabile a quella di uno sciamano morto di sete), io mi leggo i tuoi pezzi con il sorriso che avevo quando leggevo Wodehouse, sapendo già cosa troverò e tuttavia non essendo mai deluso, nemmeno una volta, mai.

    Fingendo di entrare nel cuore del discorso (perché non c’è in realtà), sappiamo tutti e due che la Daddario, se non si darà una mossa, non compirà mai un percorso professionale come quello di una Charlize Theron (ex-stratopassera ed oggi affascinante e sensuale attrice drammatica a tutto tondo, in film iconici come Mad Max: Fury Road o Atomic Blonde) o di una Margot Robbie (la cui propomepente sensualità, giocata in ruoli da vamp, come quelli in Wolf of Wall Street o Focus) viene ora piegata a ruoli in cui la palese bellezza accompagna anche una perizia recitativa impeccabile (come in I, Tonya).

    Tutti ci siamo invaghiti della Daddario quando recitava nella pur asessuata (perché disneyana ed infantile per scelta) saga di Percy Jackson ed abbiamo anche tutti saltato sulla sedia nel vedere il suo nudo integrale e disinibito nella prima stagione di True Detective, così come tutti abbiamo osservato con lo sguardo pecoreccio e malizioso il suo concedersi a filmacci terrificanti come Baywatch, dove, parliamoci chiaro, la pruderie del momento deve lasciare poi il passo alla considerazione oggettiva che simili pellicole rischiano di essere seriamente una tomba per qualsiasi attrice che voglia spingersi aldilà del proprio reggipetto, per lo stesso motivo per il quale noi maschietti potremmo anche guardare con cupidigia e libidine una modella di biancheria intima, ma il nostro sarà sempre lo sguardo di un single idealizzato, perché la sola idea di costruire un progetto di vita con una donna che fa dell’immagine del suo corpo puro mercimonio viene scacciata dal nostro cervello e questo potrà sembrare sessista, ma è solo ammissione sincera forse di egoismo becero, ma non tenerne conto sarebbe ipocrita.

    Io penso che il film The Layover da te non-recensito sia un’emerita cazzatona e certamente le velleità pseudo-intellettuali del regista non aiuteranno la Daddario a fare carriera (per la Kate Upton non c’è più alcuna speranza, sia chiaro, perché il suo ruolo da super-modella le si è cucito addosso come un’armatura saldata a fuoco, che si aprirà solo non appena la vecchiaia si farà strada in modo impietoso) e questo forse è la cosa più triste… Per citare l’amico Wwayne, le scelte di copione per un’attrice sono essenziali ed essere una buona stratega della propria carriera aiuta moltissimo!

    Prima citava delle bellezze da Olimpo degli Dei (come la Theron e la Robbie), ma vorrei aggiungere al gruppo un’altra attrice la cui sensualità è semplicemente mostruosa eppure questo non le ha impedito di recitare in ruoli di grande drammaticità senza sembrare ridicola, anzi, con risultati sorprendenti: January Jones.

    Insomma, ti sto spingendo a fare una nuova graduatoria con attrici dalla bellezza quasi santificata ed iperuranica non assimilabili a tendenze pecorrecce (tipo Jessica Chastain o Gal Gadot) , un’altra con attrici dalla sensualità prorompente che però sono poco credibili come attrici drammatiche, anche se ogni tanto ci provano (come Amber Heard) ed una terza infine con le super-modelle senza speranza di carriera recitativa, se non per sbaglio.

    Penso che tutto questo sarebbe più vicino alla morale di un Weinstein che non di un critico, ma ci metto la faccia anch’io, se hai bisogno!

    1. CAro amico, glisso sui sempre tuoi generosi complimenti perchè oltre che ritenerli largamente immeritati, mi lasciano anche senza parole, quindi mi concentor sul cuore del tuo ricco e prezioso commento.

      La cifra artistica della Daddario, ahinoi, inizia e finisce nel generoso giropetto che madrenatura le ha regalato.
      Nonostante, con protervia, abbia ammirato le sue grazie in numerose pellicole, mai – neppure per un fotogramma – sono stato sfiorato dall’idea che fosse anche brava oltre che generosamente bella.
      I due esempi stratosferici da te citati (Theron e Robbie) ci racconto di due attrici esageramente stratopassere che però si sono sapute smarcare quasi subito dall’etichetta sexy, investendo in pellicole che hanno dato più piena e drammatica espressione al loro talento.

      La Theron, già sul finire del secolo scorso fu protagonista di due ottime intpretazioni drammatiche (seppur non da protagonista): The Astronaut’s Wife e Le regole della casa del sidro , che diederò al là alla maturazione artistica che pochi anni dopo le avrebbe regalato oscar e consacrazione con Monster.
      La robbie, dopo la schifezza di Z for Zachariah, ci ha riprovato (facendo centro) con Tonya.

      La Daddario, ahimè, non ha speranza di “svoltare”, il che rende ancora più drammatica la scelta registica di questo film: tanto valeva sfruttare più pienamente il suo sex appeal.

      Citi altre attrici belle e brave (che poi, in tutta sincerità, di attrici brutte e brave io comunque non ho particolare memoria…) come January Jones, scoperta per il suo piccolo ruolo in “I love radio rock” e poi ammirata in Mad Men, dove sfogga una bravura incredibile, per non parlare della Chastain, altro pezzo da 90.
      Ma in un gruppo di questo tipo come non mettere la fantastica Amy Adams, o la dolcissima Rachel McAdams? Ohi, è diciamola tutta e affermiamolo forte, la Jenniferw Lawrence è una bellezza incredibile però è ancora più incredibile che sia più brava che bella (ho visto Red Sparrow, film non sensazionale per altro, che lei regge praticamente da sola col suo carisma e la sua presenza scenica).

      Vabbè,potrei proseguire all’infinito e forse dovrei prendere veramente sul serio la tua proposta di una nuova classifica…

      1. Anzitutto, grazie per aver strappato dall’oblio del web il mio commento e per aver ridato vita alle foto di cui lo avevo infarcito e sappi che mi sono trattenuto!

        Sul fatto che scrivi davvero bene, glisso anch’io perché se insito sembra che ti debba chiedere qualcosa in camio, ma tanto lo sai già…

        Sul binomio bella e brava ci sarebbe da aprire un lungo discorso, ma questo ottunderebbe la solarità del tuo post… Tuttavia, a costo di essere guastafeste, devo dire che in realtà è tipico solo della Hollywood delle majors quello di avere preteso sin dagli albori attrici che fossero appariscenti e che reggessero anche i dictat dei registi o sapessero ballare, cantare e reggere un copione drammatico… Insomma, le star dovevano essere degli esemplari perfetti della Fabbrica delle Stelle!

        Poi però il vento è cambiato e tante attrici solo di supporto (brave ma non bellissime) sono arrivate sulla ribalta come protagoniste e l’aumento di copioni realistici ha messo sul palcoscenico attrici in cui anche la bruttezza (o se vogliamo la non perfetta bellezza) diventava una virtù…

        Pensa alla carriera di interpreti sopraffine come Frances McDormand, che più invecchiava e meno si preoccupava di farsi la plastica al viso, facendo delle sue rughe di espressione un valore aggiunto nella recitazione oppure come la mingherlina ed ossuat Sally Hawkins, struggente interprete non solo del blasonato The Shape of water, ma di una tonnellata di film e fiction britanniche.

        Sempre dalla vecchia Albione, come non citare un colosso come Olivia Colman, interprete quasi onnipresente nei serial televisivi britannici e scelta ogni volta sia possobile dai direttori di scena inglesi anche nei film prodotti per il mercato internazionale, come fece Kenneth Branagh per il suo remake Murder on the Orient Express.

        Dalla Francia, poi, arrivano attrici il cui volto è persino ostico da vedersi, ma questo le rende persino idonee per certi ruoli: penso alla Emmanuelle Devos chiamata ad interpretare la scrittrice Leduc, nel film biografico Violette di Martin Provost, del 2013, storia dolorosa di una donna il cui desiderio di indipendenza artistica la spinse ad amori fugaci e venati di follia, conscia della sua bruttezza ma orgogliosa della sua libertà.

        Insomma, non voglio fare un classifica opposta, ma è vero che l’arte trascende a volte la bellezza o meglio ne crea una diversa e meno ovvia, in cui la presenza scenica diventa qualcosa di impalpabile e meno misurabile con il centimetro come quella fisica e di certo, per il carisma e l’immortalità, conta di più quel quid ineffabile che porta una incartapecorita botulinizzata come la sessantenne Michelle Pfeiffer a bruciare ancora lo schermo, quando guarda in macchina con tutto il disprezzo possibile, in un film pazzo e sconclusionato come Mother! di Aronofsky.

        Un abbraccio, amico mio.

      2. Quando dici che Hollywood è una fabbrica di stelle perfette dici la sacrosanta verità. Ed è proprio quello cui mi riferivo io: le attrici vengono scelte perchè belle poi se sono anche brave bene altrimenti fa lo stesso.
        Prendendo come esempio, non esaustivo ma comunque chiarificatore, il palmerse dell’oscar come miglior attrice, l’unica vincitrice che non fosse bella al momento del riconoscimento o che almeno non lo fosse stata in gioventù, è proprio la McDormand da te nominata.
        Probabilmente ci sarebbero anche attrici bravissime il cui poco fascino impedisce di uscire dall’anonimato e i casi da te nominati, purtroppo, sono più che altro eccezioni alla regola.

        Poi però penso a Meryl Streep, a quanto fosse bella da giovane e quanto sia brava adesso (l’ho ammirata pochi giorni fa in THE POST e sono rimasto al solito ammaliato) e allora ritrovo comunque un po’ di serenità.

      3. Amen, fratello. La Streep è sovraumana… certe volte, quando la vedo recitare, anche in parti stupide, non mi sembra di questo mondo, davvero…

      4. Di interpretazioni divine ne ricordo tante, ma la mia preferita è Julie & Julia: lì per me ha toccato una vetta inarrivabile.

      5. Io non saprei scegliere, davvero! Se dovessi arrivare ad una classifica in semi-finale ci sarebbero The Deer Hunter, The Hours, Doubt e Julie & Julia… Ma cavoli, è brava sempre, sempre! L’unica che le si avvicina oggi della nuova generazione ma sempre adulta, forse, è Amy Adams, sia per barvura che per versatilità

  4. Quando un regista gira un film, possono succedere 3 cose:

    – Il regista soddisferà le aspettative degli spettatori: se il film appartiene ad un dato genere e presenta nel cast determinati attori, il pubblico pagherà il prezzo del biglietto per vedere determinate cose: basta che il regista gliele dia, e saremo tutti contenti.
    Un ottimo esempio è Nella tana dei lupi: si è presentato come un film golden – truzzo (copyright by Lapinsù) ed era esattamente quello, niente di più e niente di meno.

    – Il regista andrà oltre le aspettative degli spettatori: talvolta infatti il regista è così bravo da regalare al pubblico un film perfino migliore di quello che si poteva pensare.
    Un caso emblematico è Tutto può cambiare: era facilmente intuibile che fosse un film sulla musica con una vena di romanticismo, ma poi finisce per diventare molto, molto più di questo.

    – Il regista delude le aspettative degli spettatori: infatti il suo film SEMBRA appartenere ad un dato genere, e fa PRESUPPORRE che gli attori del cast facciano determinate cose, ma poi il regista ti rifila un bidone in cui non succede assolutamente nulla di quello che speravi. Come ha fatto William H. Macy.

    Ricordo che ho guardato “Un uragano all’improvviso” al ritorno da una riunione fiume, della quale non avevo ascoltato una singola parola: tutti i neuroni del mio cervello erano concentrati sul film che avrei visto una volta tornato a casa, e mentre i miei colleghi parlavano di questo e di quello io riuscivo a pensare soltanto “Si spoglierà di più Kate Upton o la Daddario?”.
    Puoi immaginare il mio disappunto quando ho scoperto che in realtà le 2 gnocche in questione facevano a gara a chi si spogliava DI MENO. E non solo: il film era talmente stupido da risultare insopportabile al di là del mancato striptease delle 2 protagoniste. E infatti l’ho mollato molto presto, disgustato dall’ennesima scena troppo cretina per essere vera (quella della mongolfiera).
    Il tuo post invece è riuscitissimo. La parte con protagonista Kate Upton in particolare mi ha fatto spanciare! 🙂 Le sue foto poi sono da infarto: non che la Daddario sia venuta male, per carità, ma quelle di Kate Upton evidenziano un seno dalla bellezza assolutamente inarrivabile. Forse può rivaleggiare con lei soltanto la Sabrina Salerno dei tempi d’oro: non a caso il suo Jolly Blu, da tutti considerato un cesso, a me piacque da morire anche per l’insistenza con cui inquadrava le sue divine rotondità. Ecco, per The Layover dovevano ingaggiare il regista di quel film: lui sì che sa come sfruttare le risorse umane! 🙂
    Rimanendo in tema di film “popputi”, ieri ho visto 300 – L’alba di un impero. E proprio le floride poppe di Eva Green sono forse la cosa migliore del film: per il resto si tratta di un sequel evitabile, perché è una fotocopia del primo capitolo, ma con un protagonista infinitamente meno carismatico. E’ come voler rifare Atto di forza, ma con Colin Farrell al posto di Arnold: è chiaro che ti viene una schifezza.
    Di recente ho visto anche:

    – Stato di grazia: film di mafia con un super cast, che incredibilmente non avevo mai sentito neanche nominare. L’ho beccato in tv per puro caso, e ho ringraziato Iddio per avermi fatto piovere in testa quest’autentico gioiello.

    – Overdrive: un film d’azione con qualche momento comico. Quando tenta di far ridere è pietoso, quando si concentra solo sull’azione raggiunge risultati più che buoni. Voto 7 (media perfetta tra il 3 delle scene comiche, l’8 delle scene d’azione e il 10 ad Ana De Armas). 🙂

    1. La tua categorizzazione del lavoro del regista è inappuntabile: devo dire che il secondo caso (superare le aspettative) è ahimè sempre più raro mentre il terzo (deludere le aspettative) quello che mi capita più spesso. Nel caso specifico, poi, insistere sul lato comico ignorando quello sexy è segno di totale stupidità. Cioè, se avesse avuto fra le mani attrici BRAVE oltre che belle, unitamente a una sceneggiatura decente, allora si poteva calcare di più il tasto comico. Ma se la sceneggiatura è una merdaccia e le attrici sono solo belle, non sfruttare il lato sexy è veramente incomprensibile e ingiustificabile.

      Il seguito di 300, come hai visto da te, è un esperimento veramente evitabile e, al netto delle tette di Eva (sempre siano lodate) da evitare come la peste.
      Ho visto invece anche io OVerdrive, trovandolo passabile e poco più. La Armas, effettivamente, è spaventosa.

      invece, negli ultimi giorni, ho visto due film che mi hanno sputito esattamente al contrario:
      – 15:17 Attacco al treno: mai avrei pensato che Clint realizzasse un film così moscio. L’idea di far interpretare il film ai protagonisti reali della vicenda è carina, tuttavia la struttura dell’opera è alquanto mancante e noiosa. Giusto la scena finale mi ha un po’ stuzzicato.
      – L’ora più buia: di solito i Biopic non mi piacciano ma, in questo caso specifico, il biopic è particolare perchè concentrato su i giorni successivi all’incarico di Churchill come primo ministro. il film scorre bene l’interpretazione di Oldman è una autentica meraviglia.

      Ho anche visto un bel golden-truzzo con Bruce Willis (che però ha un ruolo marginale) però nonostante il casting illusorio il film è carino e molto ben strutturato: Acts of violence. Credo ti potrebbe piacere

      1. In effetti mi ci voleva un golden – truzzo: quest’anno ne ho visti 2 da urlo (Blitz e Nella tana dei lupi), e avevo proprio bisogno di un terzo titolo che mi aiutasse a completare il podio della tamarraggine.
        Al limite avrei potuto prendere Accident Man, che tra l’altro appartiene alla seconda categoria: SEMBRA un action movie tamarro come tanti altri, ma poi supera ampiamente le aspettative degli spettatori, e raggiunge delle vette che secondo me si sognano anche tanti film Oscarizzati.
        Riguardo a “15:17 Attacco al treno”, non mi stupisce che sia noioso: lo spunto di trama era esile, e quando la sceneggiatura non ha molto da dire è difficile far miracoli anche per un bravo regista. Soprattutto se è in fase calante come Clint. Se ti ricordi voleva ritirarsi dopo Gran Torino, e in effetti ci aveva visto giusto: non soltanto perché quel film sarebbe stato un perfetto canto del cigno, ma anche perché da allora mi risulta che abbia fatto un solo film veramente bello (Di nuovo in gioco, che tra l’altro ha solo interpretato). Speriamo che ci smentisca col suo prossimo film, quello sul corriere della droga novantenne! 🙂

      2. ecco, il nuovo film di Clint mi ispira molto. Non ho capito se sarà anche regista o solo interprete, però ha basi interessanti.
        Effettivamente hai ragione dicendo che GRANTORINO è l’ultimo capolavoro filmato da Clint, tuttavia sia American Sniper che Sully sono due buonissimi film che sarebbero i picchi artistici del 99% dei registi ma invece per CLint diventano solo trascurabili

      3. Tra l’altro in Sully ha lavorato con Tom Hanks, che ha un destino simile al suo: ha girato tanti capolavori, quindi appena fa un film peggiore del solito (The Circle) subito si comincia a parlare di flop artistico e di carriera in declino. Sono come quei calciatori che hanno abituato male i tifosi facendo 20 gol a stagione, e quindi appena ne fanno 15 subito cominciano a prendere qualche fischio.
        Io per fortuna non rientro tra questi cinefili dal fischio facile: come sai, prima di dire che un film è pessimo ci penso mille volte. E infatti dei 123 film che ho visto quest’anno solo uno l’ho definito pessimo (5 bambole per la luna d’Agosto). Sono riuscito a trovare qualcosa di salvabile perfino nell’ultimo film di Terrence Malick, e t’ho detto tutto! 🙂
        P.S.: Meno 3 giorni all’uscita di 2 film totalmente diversi ma ugualmente imperdibili: Tuo, Simon e La truffa dei Logan. Il primo in particolare ha un sapore di “Noi siamo infinito” che mi fa impazzire.

      4. Tuo Simon è prodotto dal Greg Berlanti della §Arrowverse. Da quel che ho capito dovrebbe essere un film romantico,di ambientazione teen, che però ha l’omosessualità come punto centrale della storia. SOno molto curioso, in effetti.

        Tom Hanks l’ho visto pochi giorni fa in “The post”: il film ha toni molto epici (troppo forse, ma in fondo è Spielberg…) però lui giganteggia e rivaleggia in bravura con Meryl Streep: opera trascurabile eppure imperdibile al contempo.

      5. Il filone dei film “giornalistici” ha 2 estremi: da una parte quella gran rottura di coglioni che è “Il caso Spotlight”, dall’altro il ritmo tesissimo e incalzante di “Tutti gli uomini del presidente.” The Post si colloca nel mezzo: non ha l’adrenalina del mitico film sul Watergate, ma non è neanche moscio come Il caso Spotlight.
        Comunque film come questo sono sempre i benvenuti, perché riecheggiano un periodo d’oro: quello del cinema di impegno civile, che negli anni 70 ha partorito tanti ottimi film (Serpico, … e giustizia per tutti, lo stesso Tutti gli uomini del presidente eccetera). C’è sempre bisogno di film che aiutino a riscoprire questi valori, e se li fanno dei registi come Spielberg meglio ancora! 🙂

  5. Standing ovation per questo processo, anche se la Difesa poteva sforzarsi un pò di più (forse è stata messa in soggezione dai 4 solidi argomenti presentati dall’Accusa). Penso che l’imputato non ricorrerà in appello, vista le prove a suo carico. Continuo a non capacitarmi di come io non abbia colto in nuce le potenzialità daddariesche in Percy Jackson e Gli Dei dell’Olimpo: avrà avuto uno sviluppo improvviso o ero troppo preso dalla trama del film?

    1. cosa vuoi difendere, l’imputato era senza appello!😝😝😝

      Effettivamente neppure io così le sue potenzialità allora, solo quando la vidi esplodere in True detective

      Comunque da allora Ho recuperato la mia mancanza a Mirandola in tutti i suoi film, anche quelli meno significativi come questo

  6. Ha ha ha ha 😀 (peccato che non ci siano gli emoticon di whatsUp, mi stavo sganasciando dalle risate nel leggere il resoconto del processo a William H. Macy !!!!
    Discutete pure di film e cinema (beati voi che trovate ancora il tempo, io sono incasinato come un’anguilla sulle Alpi), io sto sempre aspettando un tuo romanzo umoristico! 😉

    1. Ti confesso che l’immagine di un’anguilla che sguazza sulle alpi mi ha un po’ lasciato sgomento 😀

      A parte gli scherzi, ale, è sempre un piacere leggerti da queste parti. E ovviamente grazie per le tue parole, sempre gentili!!!!!

  7. Qui non ce l’ho ancora fatta a leggere tutti i commenti, perché sono subito andato a ordinare il blue-ray di questo film, o forse dovrei rinnovare l’abbonamento a certi siti… 😀

    1. Le due cose non si escludono a vicenda:

      Il film mortifica gli ormoni mentre certi siti li stuzzica

      Comunque la libido non fa né per l’uno né per gli altri 😂

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