Il nostro Cristiano Ronaldo (Guest Post)

Ognuno ha il Cristiano Ronaldo che si merita… e in attesa di vedere l’esordio di CR7 nel nostro campionato (ovviamente auguriamo a lui di fare tanti gol e alla Juve di arrivare seconda in ogni competizione…) il mio amico wwayne ha deciso di deliziare i miei sparuti lettori con questo romantico post su un altro Cristiano che vestì la maglia della Fiorentina molti anni fa. Se tra un tuffo in mare e un falò sulla spiaggia trovate il tempo di leggerlo, ne resterete affascinati come è capitato a me. 


Nell’Estate 2009 la Fiorentina cominciò a prepararsi per giocare la Champions’ League. Il problema è che la maggior parte dei calciatori viola non era affatto abituata a disputare delle partite così importanti: anche i giocatori più esperti della rosa avevano passato quasi tutta la loro carriera sui campacci di periferia, e in Champions’ League avevano accumulato soltanto una manciata di presenze. Insomma, non eravamo mentalmente pronti per quelle partite da dentro o fuori che rendono quella competizione così difficile e così affascinante.

Consapevole di questo, il nostro direttore sportivo comprò un giocatore che invece di esperienza in Champions’ League ne aveva da vendere: Cristiano Zanetti. Noi tifosi viola non capimmo subito la logica di quell’acquisto: al contrario, arrivammo perfino a storcere il naso, perché quel giocatore aveva la tendenza ad infortunarsi con estrema facilità.

Poi arrivarono le partite di Champions’, e lì accadde il miracolo. Mentre tutti i calciatori viola giocavano la palla con timore o con frenesia, Cristiano Zanetti invece manteneva una tranquillità assoluta, la tensione che si percepiva nell’aria sembrava non sfiorarlo nemmeno. Ovviamente i suoi compagni se ne accorsero, e quindi cominciarono a passare la palla sempre e soltanto a lui: era appena arrivato a Firenze, ma era già diventato un punto di riferimento per tutti loro.

Anche noi tifosi maturammo una vera e propria venerazione per Cristiano Zanetti. Ogni volta che lo vedevamo spuntare sul terreno di gioco, subito tiravamo un sospiro di sollievo, perché sapevamo che con lui in campo difficilmente avremmo perso. A renderlo così decisivo non era soltanto il suo talento, ma anche la sua calma, la sua capacità di infondere serenità in tutti quelli che gli stavano attorno. Lui era un po’ come quell’amico che, quando sei preoccupato per qualcosa, ti dà una pacca sulla spalla e ti dice di non preoccuparti, ché tanto tutto andrà bene. E te lo dice con una faccia così tranquilla che tu gli credi senza neanche un motivo particolare.

Purtroppo Cristiano Zanetti era fortissimo mentalmente, ma altrettanto fragile fisicamente. Così, pochi giorni prima di Natale, dei problemi al ginocchio gli impedirono di prendere parte alle ultime partite prima della sosta invernale. Speravamo che a Gennaio sarebbe tornato a giocare, ma purtroppo il suo calvario fu infinitamente più lungo: tornò in campo addirittura a fine Febbraio, dopo quasi 3 mesi dall’ultima partita.

Non c’è bisogno che ve lo dica: in quei 3 mesi la Fiorentina era andata totalmente allo sbando. Cristiano Zanetti era il fulcro attorno a cui ruotava tutta la nostra squadra, e quindi in sua assenza gli altri giocatori erano come smarriti, erano tornati preda di quella paura che lui riusciva a scacciare con la sua sola presenza. Quando lui tornò le cose ricominciarono a girare per il verso giusto, ma era troppo tardi: la Fiorentina venne eliminata dalla Champions’ League, e in campionato aveva perso così tante partite che chiuse addirittura all’undicesimo posto.

 

A quel punto accadde l’impensabile: una parte dei tifosi, amareggiata per com’era andata la stagione, se la prese proprio con Cristiano Zanetti. Tra di noi cominciò a serpeggiare l’idea che fosse stato un errore costruire la squadra attorno ad un calciatore che riusciva a giocare una partita sì e due no, e quindi sarebbe stato meglio sostituirlo con un giocatore fisicamente più affidabile. Il nostro direttore sportivo era dello stesso avviso, e quindi un anno dopo il suo arrivo comprò un calciatore che giocava nel suo stesso ruolo: Gaetano D’Agostino.

D’Agostino non valeva una scureggia di Cristiano Zanetti, ma a differenza sua non si infortunava mai: di conseguenza, il nostro ex beniamino dovette subire l’umiliazione di passare mesi e mesi in panchina, a fare da riserva ad un giocatore infinitamente più debole di lui. Alla fine non ce la fece più a sopportare quella situazione, e quindi decise di andare a giocare altrove.

Come potete vedere, la storia d’amore tra Cristiano Zanetti e la Fiorentina è stata fulminea: nel giro di un anno noi tifosi passammo dal venerarlo come un dio al considerarlo un acquisto sbagliato, e quando se ne andò accogliemmo la notizia con sostanziale indifferenza. Ricordo che allo stadio ci fu perfino chi ironizzò sul suo trasferimento, dicendo che si era infortunato al dito mentre firmava il contratto con il Brescia.

Soltanto in seguito ci siamo accorti di cosa avevamo perso. Sono passati più di 7 anni dall’addio di Cristiano Zanetti, e ancora non abbiamo trovato un erede alla sua altezza. Sì, abbiamo avuto altri centrocampisti in grado di costruire gioco, ma nessuno di loro aveva la sua capacità di prendere per mano la squadra e far sparire d’un colpo tutti i suoi timori, facendo sembrare a portata di mano anche l’impresa più impossibile. Ma forse è anche giusto che non ci sia un suo erede, perché altrimenti sbiadirebbe il ricordo di quell’amore così breve eppure così intenso.

A breve farà il suo esordio in serie A Cristiano Ronaldo: come nel nostro caso, ai tifosi juventini è bastata la sua sola presenza per acquisire una fiducia e un’autostima più forti che mai. Il suo debutto sarà un evento, e resterà nella storia della serie A. L’altro Cristiano invece non è riuscito a lasciare un’impronta così indelebile: il suo esordio non se lo ricorda nessuno, e in tutta la sua carriera non ha vinto un decimo del suo omonimo. Ma a Firenze il suo nome viene ancora pronunciato con dolcezza, perché ci riporta ad un’epoca in cui la Fiorentina andava a giocare negli stadi più importanti d’Europa, e riusciva a battere in scioltezza anche degli squadroni come Liverpool e Bayern Monaco. A Firenze c’è solo un Cristiano, e l’affetto con cui lo ricordiamo vale più di 5 Palloni d’oro.

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18 pensieri su “Il nostro Cristiano Ronaldo (Guest Post)

    1. Zanetti mi è sempre piaciuto, nonostante abbia vestito le maglie delle principali rivali del Milan di quegli anni. E’ stato solo molto sfortunato perchè purtroppo tutta la sua carriera è stata costellata dagli infortuni che gli hanno impedito di raggiungere i livelli di eccellenza che le sue doti, senz’altro, gli avrebbero garantito.
      Un vero peccato.

      1. Purtroppo anche quest’anno Cristiano Zanetti resterà senza un erede: per questa stagione il nostro play – maker sarà Norgaard, uno sconosciuto che a 24 anni ha ancora zero presenze nella nazionale danese. Per carità, aspetto di vederlo giocare per giudicarlo, ma queste premesse non sono incoraggianti. Per rimpiazzare Badelj ci voleva un acquisto di ben altro spessore.
        Se poi consideri che abbiamo sostituito il compianto Astori con un giocatore retrocesso (Ceccherini del Crotone), capisci bene che in questo mercato estivo ci siamo indeboliti tantissimo.
        E non è finita qui: Corvino potrebbe perfino cedere all’estero l’unico centravanti di riserva che abbiamo (Thereau), costringendoci a pregare che a Simeone non venga neanche un raffreddore per tutto l’anno.
        Insomma, ci aspetta una stagione di pura sofferenza, ma per fortuna abbiamo dei giocatori come Biraghi e Benassi, che oltre ad essere molto forti sono anche degli esperti della lotta salvezza. Se ci sarà da combattere per raggiungere i 40 punti, loro sapranno perfettamente come fare.
        Ti segnalo quest’articolo: https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/tebas-boom-cr7-juve-grazie-al-fisco-inter-e-psg-barano-1147065. Leggendo la parte finale non ho potuto fare a meno di pensare a Galliani e alla sua leggendaria scusa della fiscalità spagnola: come puoi vedere, Tebas l’ha ricopiata pari pari, cambiando soltanto l’ordine degli addendi! 🙂

      2. Onestamente ho seguito poco il mercato viola, anche perchè durante l’estate le mie attenzioni sono state fagocitate dalle turbolenti vicende societarie rossonere, che grazie al cielo si sono risolte nel migliore dei modi regalandoci una campagna di rafforzamento impensabile solo 1 mese fa. Leonardo e Maldini hanno fatto un autentico miracolo: in 3 settimane e senza il briciolo di 1€ da spendere, hanno trovato il modo di rinforzare la squadra e regalarle ciò che più mancava, ovvero la punta che vede la porta.
        Peccato solo non aver potuto inserire un centrocampista coi piedi buoni… ma per quello ci sarà tempo, ne sono certo.

        Per quanto riguarda Tebas credo abbia proprio pisciato fuori dalla tazza: per anni i campioni andavano tutti in Spagna per via della Legge Beckam, quindi avrebbe dovuto avere il buon gusto di tacere.

      3. L’unico errore è stata la cessione di Locatelli, peraltro senza recompra: vendere una riserva per oltre 10 milioni in linea generale è un’ottima mossa, ma in questo caso no, perché quella riserva poteva essere il Pirlo del futuro e amava la maglia rossonera come nessuno.
        Riguardo al vostro sprint finale di mercato, SKY ha messo in luce un elemento che anche secondo me è stato decisivo: il fattore Maldini. Se a chiamarti per venire nella sua squadra è un Corvino qualsiasi tu rifiuti senza alcun problema, se invece la telefonata viene da una leggenda del calcio come Maldini ti viene da accettare soltanto perché te lo sta chiedendo lui.

      4. Anche a me la cessione di Locatelli ha lasciato perplesso. Non è sta inserita neppure una clausola che ci garantisca di poterlo ricompare qualora esplodesse…
        Boh, fosse stato Galliani o Mirabelli a fare una cosa del genere, mi sarei incatenato a Milanello. Il fatto che però sia Leo che Maldini abbiano avallato l’operazione, mi fa credere che forse questo ragazzo – benchè bravo e volenteroso – non sia all’altezza di vestire la maglia rossonera.
        Comunque ti confesso che lo seguirò al Sassuolo con interesse e un pizzico di terrore: qualora esplodesse, sono più che certo che Squinzi lo venderebbe alla Juventus, di cui il Sassuolo è a tutti gli effetti una succursale…

    2. Il fatto che sia ricordato con affetto anche dai tifosi bianconeri (che di campioni ne hanno visti a bizzeffe) la dice lunga sul suo spessore tecnico. Anche se, come ho cercato di far capire anche nell’articolo, più che i piedi era la testa a fare di Cristiano Zanetti un giocatore unico.
      In fondo si può fare lo stesso discorso anche per Cristiano Ronaldo: se contasse solo la tecnica sarebbe stato condannato a restare l’eterno secondo di Messi, ma il suo perfezionismo e la sua professionalità l’hanno portato a diventare il numero 1. Grazie per aver commentato il mio articolo! 🙂

      1. Sono molti i giocatori che seppur non dotati tecnicamente hanno avuto la capacità di diventare autentici assi.
        Nel mio Milan ne ricordo tanti, tutti con estremo piacere:
        – COSTACURTA: aveva un decimo delle abilità tecniche di Maldini e Baresi, eppure seppe “rubare” a entrambi i trucchi del mestiere fino a diventare uno dei migliori difensori della sua epoca
        – GATTUSO: ha piedi da campionato nazionale dilettanti, però ha saputo sviluppare un’intelligenza tattica senza pari fino a diventare il miglior mediano del mondo.

        Nel calcio attuale, mi vengono in mente altri calciatori che hanno avuto un percorso simile:
        – CHIELLINI
        – GIACCHERINI
        – BONAVENTURA
        – LULIC

        e molti altri ancora

      2. La maturazione calcistica di Chiellini l’ho vista avvenire sotto i miei occhi, dato che le prime partite in serie A le ha fatte proprio con la maglia viola. Questo dovrebbe indurmi a ricordarlo con affetto, invece non lo posso vedere: lui e il suo compare Bonucci hanno sempre avuto un atteggiamento aggressivo nei confronti dell’arbitro che non riesco a sopportare. Oddio, in realtà sono gli juventini in generale a comportarsi così (forse perché non sono abituati alle decisioni sgradite), ma loro due ci danno dentro ben oltre il normale. Giocassero con la maglia giallo canarino del Frosinone verrebbero espulsi per proteste 5 volte a campionato.
        Riguardo a Giaccherini, come sai lo ritengo un ottimo gregario, e infatti mi dispiace che l’anno scorso non sia venuto alla Fiorentina: un centrocampo con lui come portatore d’acqua + Benassi e Veretout a costruire gioco sarebbe stato una sicurezza. E invece a giocare con Benassi e Veretout ci sarà questo Norgaard. Che Dio ce la mandi buona…

      3. Il fatto che vestire una maglia con particolari colori sia una tutela per certi giocatori è un dato di fatto, basta confrontare la percentuale di gialli e rossi che Chiellini si becca nella Serie A con quella delle partite di Champions League.
        Un gesto come quello che fece la scorsa stagione quando l’arbitro assegnò un nettissimo rigore al Real (“You Pay”, rivolto agli avversari, mimando pure il gesto) è di uno squallore senza limite. Quindi onore al giocatore, che comunque si è dimostrato di grande levatura, ma biasimo per lo sportivo, veramente di bassa lega.
        Bonucci è sulla stessa falsa riga: il modo ignominioso in cui se ne è andato dal Milan, rinnegando la fascia che aveva preteso lo scorso anno, è un insulto alla tifoseria e alla storia dei nostri colori.
        Se non altro quel suo folle gesto ci ha permesso di arrivare a Caldare e Higuain, quindi a rigor di logica ci ha fatto un enorme piacere e lo perdono solo per questo.
        Ora, tra le amiche mura bianconere potrà tornare a fare quel che gli pare in campo, sicuro di restare sempre impunito (si è beccato più giornate di squalifica col milan – 5 – che in tutti i campionati con la Juve).

        Sai che sia Benassi che Veretout sono stati accostati al Milan? In tutta franchezza li conosco poco e non mi entusiasmano, tuttavia piuttosto che ritrovarmi ancora con Montolivo o Bertolacci titolari anche solo per una partita di Coppa Italia, avrei fatto carte false per vederli in rossonero 😀

      4. Montolivo probabilmente non farà neanche la Coppa Italia, visto che si è opposto a qualsiasi ipotesi di cessione o rescissione anche dopo che Gattuso non l’ha convocato per la tournée negli States. Del resto, c’è da capirlo: in rossonero guadagna 3,5 milioni, e al Bologna (unica squadra realmente interessata) immagino che gli potessero dare al massimo 500.000 euro. Dato che dal punto di vista sportivo la sua carriera è già stata un fallimento, l’unica soddisfazione che si può togliere è quella di ricavarci più soldi possibili.
        Riguardo a Benassi e Veretout, sono due giocatori con pregi diversi. Il primo è importante soprattutto per il suo contributo morale: ha dei buoni piedi, ma è soprattutto il suo temperamento da leader a renderlo un giocatore da serie A. Il secondo invece è proprio un fenomeno: è il classico giocatore box to box, abilissimo sia a rubare palla che ad impostare l’azione. Sai bene che non ho grande simpatia per Corvino, ma su Veretout ha avuto un’intuizione da 10 e lode. E’ un giocatore destinato a squadre più importanti (così come Chiesa), ma finché dura ce lo godiamo tutto! 🙂

      5. Io questa cosa non la capisco e non la giustifico nemmeno: sei un privilegiato, giochi in serie A da oltre 15 anni, hai guadagnato così tanti milioni che nè tu nè i tuoi figli nè i tuoi nipoti riuscireste a spenderli nemmeno volendo, eppure preferisci marcire un anno in tribuna, piuttosto che giocare togliendoti le ultime soddisfazioni sportive rinunciando a qualche briciola del tuo sterminato patrimonio.
        Boh, forse sarò troppo romantico io, ma non capisco questo attaccamento spasmodico al denaro, soprattutto se ne hai già tanto.

        Ti ringrazio per le dritte su Vereteout e Benassi: soprattutto il primo non avrei mai immaginato che fosse così forte come dici tu. Ogni tanto Corvino ne azzecca una, questo è innegabile, quindi godetevelo finchè dura.
        Della Viola mi è sempre piaciuto molto Chiesa: sarà perchè mi ricorda tantissimo suo padre (ne ero un suo fan e ho sempre sperato che lo comprasse il Milan), sarà perchè effettivamente ha doti tecniche e balistiche non comuni, sarà perchè mi dà l’idea di essere un giovane con la testa sulle spalle (merce rara nel cacio d’oggi, dove per ogni “Chiesa” ci sono 100 “Donnarumma”), comunque è un giocatore che ammiro tantissimo.
        Mia personalissima opinione tecnica: secondo me dovrebbe imparare a fare il terzino perchè segna troppo poco per giocare in attacco, seppur largo nel tridente. In questo mi ricorda molto Zambrotta: finchè non ebbe l’umiltà di abbassarsi nel ruolo di terzino, non trovò il modo di imporsi come uno dei migliori del suo ruolo.
        Tu che lo hai visto giocare spesso, cosa ne pensi? Può sfondare come attaccante esterno? O sarebbe meglio se retrocedesse un po’ così da sfruttare le sue doti di corsa e resistenza in modo più completo?

      6. A mio giudizio non può fare il terzino per un motivo “posturale”. Cerco di spiegarmi meglio.
        Chiesa si muove come una sorta di torello: corre a testa bassa, incassando la testa tra le spalle, e soltanto quando sente di essere vicino alla porta alza lo sguardo per capire se deve tirare o crossare. Per fare il terzino invece bisogna stare sempre a testa alta, per vedere chi sta passando nella tua zona: se hai campo libero vai in avanti, altrimenti resti a presidiare la zona.
        Poi certo, il giocatore è talmente giovane e talmente forte che può imparare a fare qualsiasi cosa, ma istintivamente gli viene da muoversi in quel modo, e quindi secondo me non può fare la fase difensiva.
        Riguardo a Montolivo, il suo è un caso abbastanza tipico: spesso le grandi squadre offrono stipendi altissimi ai loro giocatori, e non capiscono che così facendo poi non riescono a venderli, perché le eventuali società interessate non possono garantire lo stesso ingaggio. Tra l’altro nel caso di giocatori come Montolivo (ovvero provenienti da una provinciale) non è neanche necessario offrire uno stipendio da favola: per loro è una favola il solo fatto di arrivare al Milan, e ci giocherebbero anche gratis.
        Comunque, se ti può consolare, anche noi viola abbiamo avuto dei giocatori di una tirchieria unica. Ad esempio, negli anni 90 in curva Fiesole si raccontavano tanti aneddoti sulla tirchieria di Batistuta. Un benzinaio disse che una volta si fermarono da lui Batistuta e Rui Costa: il primo alla guida, il secondo sul sedile del passeggero. Quando Batistuta girò la chiave per riaccendere la macchina senza aver pagato, Rui Costa gli chiese: “Ma non paghi?” E Batigol rispose: “Se vuoi paga tu, io no di certo!” Ovviamente il benzinaio potrebbe essersi inventato tutto, e lo stesso vale per gli altri curvaioli che raccontavano episodi analoghi, ma di norma se c’è fumo c’è anche arrosto! 🙂

      7. HAHHAHAHAH; Batigol così taccagno non l’avrei mai immaginato :D. Fortuna Rui Costa, che è sempre stato un gran signore.
        Vedi, la differenza con Montolivo, lui se ne andò in punta di piedi e senza esorbitanti pretese econimiche pur di tornare a giocare un’ultima stagione col suo Benfica: lo stile da una parte (Rui Costa) l’arraffoneria più bieca dall’altra (Montolivo). Se non altro è al suo ultimo anno di contratto, quindi mal che vada a giugno ce lo leveremo dalle scatole, per la gioia di tutti i tifosi.

        Non avevo mai notato, invece, questa particolare tendenza posturale di Chiesa ed effettivamente, ora che mi ci hai fatto pensare tu, è verissimo.
        Tuttavia, come hai giustamente rilevato, il tuo talento e la giovane età sono dalla sua parte e avrebbe tutto il tempo di poter imparare un nuovo ruolo. Tuttavia credo che per riuscire nell’impresa avrebbe bisogno di un grande maestro di calcio, non necessariamente un alleanatore importante o vincente, ma uno che sappia proprio insegnare calcio, penso a gente come Sarri, oppure Zeman o magari addirittura Donadoni. Di sicuro non Pioli, che invece mi pare il classico tecnico “gestore” che cerca di cavare il sangue dalle rape ma è incapace di far fare il salto di qualità a se stesso, alla sua squadra o ai suoi calciatori.

      8. Io di Pioli non sopporto soprattutto un altro aspetto: il rifiuto assoluto di fare turn – over. Allena come si faceva negli anni 60, quando non c’erano le sostituzioni: sceglie il suo 11 titolare già nel ritiro estivo, e non lo cambia di una virgola neanche se gli spari.
        Tuttavia, un allenatore “normale” come lui era quello che ci serviva dopo un allenatore “cervellotico” come Paulo Sousa. Il portoghese era bravo, per carità, ma aveva la tendenza a snaturare tatticamente i giocatori, schierandoli sistematicamente fuori ruolo: Bernardeschi era trequartista e gli faceva fare l’ala, Carlos Sanchez era mediano e gli faceva fare il difensore centrale, Mati Fernandez era trequartista e gli faceva fare il mediano… il bello è che questi esperimenti tattici li faceva anche tutti insieme nella stessa partita, il che ovviamente creava una confusione pazzesca nei giocatori.
        Pioli invece, come hai detto tu, è soprattutto un “gestore”: non ha questa smania di intervenire pesantemente sulla partita, e per me questo è un pregio.

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