Accident Man

Senza considerare le imperscrutabili ragioni per cui mia moglie si arrabbia con me (sono un santo, tutto il mondo lo riconosce tranne lei), i misteri più misteriosi nella storia dell’umanità sono solamente tre:

1. L’omicidio di John Fitzgerald Kennedy

2. La pervicacia con cui Emily Ratafikovskyi rifiuta tutti i miei inviti a cena

3. la mancata vittoria di almeno 10 premi Oscar da parte di Accident Man:

 

E di sicuro, tra tutte le inspiegabili vicende dell’umanità, la scarsa considerazione di Accident Man e il conseguente impedimento acchè sia introdotto nell’empireo dei film più belli di sempre, è l’ingiustizia più grande mai narrata dall’uomo.

Immaginate il film più tamarro che abbiate mai visto: un buzzurro con pelo sullo stomaco, catenozze in piena vista, stecchino tra i denti e mano perennemente impegnata a ravanare il basso ventre. Poi pensate al personaggio più truzzo che possa essere partorito dalla cinematografia interplanetaria, ovvero il mix letale ottenibile soltanto fondendo il Commando di Swarzy, il Rambo di Sly e il McClane di Bruce Willis. E se per un istante avete creduto che tutto ciò fosse sufficiente per lambire le croste di sporco sudicio sul fondo del cesso, sappiate che si può fare molto di più, perchè esiste una infinita teoria di topoi nel cinema di serie B da depredare e piegare al proprio piacimento: il barista amico, la ex fidanzata troia ma giusta (perchè lei sarà stata una troia, ma tu eri proprio uno stronzo…), il mentore duro ma buono alla Miyagi San di Karate Kid (dailacera, toglilacera), gli alleati ribelli, il complotto pluto-massonico, la figa bionda con katana come Uma Thurman, gli schizzi di sangue sull’obiettivo della cinepresa.

Mancano solo gli effetti speciali in slow-motion, alla Matrix. A no, ci sono pure quelli…

Accident Man non è solo un film: è il compendio di tutta la cinematografia d’azione degli ultimi 50 anni, solo che mentre classifica ogni elemento utilizza una tassonomia tutta sua che declina gli elementi isolandone il nucleo selvaggio che li anima per poi inocularlo con microscopica precisione in ogni singolo fotogramma del film, finché lo schermo non tracima così tanta adrenalina da riempire la stanza e affogare lo spettatore in un bagno di energia. Se fosse possibile distillare la pellicola su cui è stato girato questo film, otterreste una RedBull corretta con la Tequila… e se vi azzardaste a berla vi trovereste irrimediabilmente costretti a correre come trottole intorno casa vostra sperando che l’effetto eccitante finisca prima che vi scoppino i polmoni.

Dice il proverbio che dal diamante non nasce niente mentre dalla merda nasce il fiore: sono certo che chi l’ha inventato aveva appena finito di vedere Accident Man.

Voto: 8

Annunci

42 pensieri su “Accident Man

  1. Quest’anno sono usciti ben 2 action golden – truzzi (cit.): Accident Man e Nella tana dei lupi. Siccome non c’è 2 senza 3, ho aspettato a lungo un terzo film che potesse completare il podio dei film più tamarri e gonfi di testosterone usciti nel 2018.
    Escape Plan 2 sembrava il candidato ideale, ma per il motivo che ricorderai questo sequel si è rivelato una truffa da denuncia, quindi niente da fare.
    Ho provato allora con un altro sequel, The Equalizer 2, e stavolta è andata bene: il film è inferiore al primo capitolo, ma nel secondo tempo ha 2 trovate di sceneggiatura davvero geniali, che da sole sono valse il prezzo del biglietto.
    Nel lungo periodo in cui non ci siamo sentiti mi sono imbattuto in tanti altri film ancora migliori di questo. Te li cito nell’ordine in cui li ho visti:

    – Cronisti d’assalto;
    – Bus 657;
    – Edison City;
    – Gotti.

    Sono tutti e 4 delle bombe, ma il primo in particolare mandato in estasi dal primo all’ultimo minuto. Come hai detto tu a Zeus, fa parte di quei film che dopo 2 secondi ti hanno già conquistato, e più vanno avanti più aumenta la delizia che provi nel vederli.
    Negli ultimi tempi ho acquistato un po’ di film su ebay (se li compri in vhs sono praticamente regalati), quindi adesso ne avrei ben NOVE da vedere, eppure sono in una fase in cui la sera dopo il lavoro preferisco dedicarmi un po’ alla lettura. A questo proposito, non posso non segnalarti “The Store” di James Patterson. E’ un romanzo ambientato in un futuro distopico, in cui un sito di e- commerce si è subdolamente inserito in ogni settore della società, arrivando a controllarla sotto tutti gli aspetti. Uno scrittore si è accorto di tutto questo, ma sa che se denunciasse queste manovre senza un’esperienza diretta lo prenderebbero per un paranoico: di conseguenza si fa assumere come facchino dal sito in questione, e una volta infiltratosi dentro l’azienda comincia a raccogliere delle prove a sostegno delle sue teorie. Ad un certo punto i vertici del sito si accorgono del suo piano, ed è lì che cominciano i guai…
    Il sito in questione si chiama The Store, ma il j’accuse nei confronti di Amazon non potrebbe essere più trasparente. Vengono denunciati tutti i lati oscuri di questo colosso, dalla mania del controllo di Bezos alle condizioni disumane in cui fa lavorare i suoi dipendenti. Mi dispiace solo che Patterson non abbia avuto il coraggio di andare fino in fondo, lasciando inalterato il nome del sito. Ma forse è stata un’imposizione dell’editore.
    Adesso invece sto leggendo “L’ultimo giro della notte” di Michael Connelly. Nonostante la fama dell’autore, non avevo sentito parlare da nessuna parte dell’uscita di questo romanzo: l’ho scoperto unicamente perché il nostro amico Massimo Orsi ci ha scritto sopra un post. Ebbene, lo devo proprio ringraziare: per il momento si sta rivelando un poliziesco coi fiocchi, sembra scritto da Don Winslow.

    1. Nella tana dei lupi l’ho vistro proprio ieri ed effettivamente è un action movie coi fiocchi. In realtà è molto meno tamarro di Accident Man, tuttavia il taglio grezzo e violento lo lanciano di diritto nell’empireo della categoria da noi tanto amata.
      Poi Gerard Butler sta diventando un’icona del genere, anche perchè riesce ad essere truzzo e darsi un tono al contempo, evitando di finire marchiato a fuoco come suoi epigoni passati (penso a Steven Seagal o Chuck Norris).

      Ti ringrazio anche per avermi segnalato Cronisti d’assalto, un film datato assolutamente fuori dai miei radar ma il cast e il regista sono garanzie assolute che mi impongano la visione quanto prima.

      Passando al capitolo lettura (tra l’altro ti confesso che mi piace molto questo fatto che ultimamente chiacchiariamo molto anche di romanzi) per quanto mi riguarda ho appena termimato di leggere la saga The Dark Tower di Stephen King. Immagino che il finale abbia scontentato molti, tuttavia devo ammettere che un suo perchè. E poi, dopo una storia così lunga e complessa, trovare un finale degno era molto molto difficile.
      Tra l’altro proprio oggi ho visto il film tratto dal romanzo, che mi sento di valutare su due piani differenti.
      Da un punto di vista di film e basta, è una classica americanata, nemmeno riuscita troppo bene, il cui voto oscillerebbe tra il 5 e il 6, a seconda dell’umore cui ti appresti alla visione.
      Invece, dal punto di vista dell’opera cinematografica tratta da un romanzo, siamo di fronte a una delle peggiori trasposizioni della storia. Dei romanzi di King non c’è niente: non ci sono i personaggi (a parte i nomi, niente di loro combacia), non ci sono le immagini evocate, non ci sono le emozioni suscitate, non c’è la stessa atmosfera. Se nei titoli di coda avessero omesso di ricordare che è ispirato ai romanzi di King, avrebbero fatto un favore a tutti. Ma tant’è.

      Colgo anche la tua segnalazione su The Store (conosco poco l’autore ma mi stimola molto la sinossi) mentre su Connolly passo la mano: ho letto qualche suo romanzo e pur trovandoli discreti, nessuno di essi mi ha entusiasmato. Il tuo paragone con Winslow è molto molto generoso (per Connnolly, ovviamente).

      come mio solito, invece, dopo aver terminato una lettura disimpegnata, passo a un romanzo più “letterario”, quindi son passato da King a Tabucchi. Poi sarà il turno di un nuovo romanzo di Winslow (penso Satori, oppure Il Cartello). A proposito, proprio ieri ho letto un tweet del nostro che annunciava l’imminente pubblicazione del terzo romanzo con Art Keller protagonista (perdonami, ma non ne ricordo il titolo…)

      1. Allora ti conviene leggere Il cartello, così quando uscirà il terzo capitolo anche in Italia sarai già pronto per leggerlo.
        Del tuo commento mi ha colpito in particolare la parte in cui confronti i libri della Torre nera con il relativo film, perché hai messo in luce un elemento importante: un film può benissimo prendersi delle licenze rispetto alla fonte di partenza, ma deve mantenerne inalterato lo spirito. Se invece della fonte originale mancano l’atmosfera, le emozioni e le caratteristiche principali dei personaggi, allora è come preparare una torta senza uova, latte e zucchero: un nazivegano magari dirà “Oh mamma che buono”, ma qualsiasi persona sana di mente butterà tutto nella spazzatura già dopo il primo morso.
        Riguardo a Nella tana dei lupi, che dire, un film straordinario. E hai perfettamente ragione anche su Gerard Butler: fossi in lui ci darei un taglio con i film sentimentali, e mi focalizzerei esclusivamente su questi action che esaltano il suo talento come non mai. Se invece continuerà a fare questo ping – pong tra action truzzi e film acchiappa – casalinghe, a me andrà benissimo lo stesso! 🙂

      2. Guarda wayne, The Dark Tower è un film proprio indecoroso.
        Non so se tu abbia letto la saga di King (bella, per carità, ma sicuramente ha realizzato di molto meglio) tuttavia il film non ha niente di quei romanzi.
        La figura del pistolero è completamente stravolta, così come anche quella di Walter il Mago.
        Poi mancano personaggi cruciali come Eddie, Susannah, il bimbolo Oy, lo stesso Ted Brautigan.
        Boh, non so come King abbia potuto avallare una porcheria del genere e ignoro ancor di più come mai Idris Elba e McCounaghey abbiano accettato di prendervi parte.

        Butler, a differenza della più parte di attori negli action movie, è Attore con la A maiuscola.
        A tal proposito ti consiglio di vedere un suo film poco conosciuto, Coriolanus, adattamento dell’omonimona opera teatrale di Shakespeare.
        Il suo talento recitativo è evidente e quindi negli action movie si deve sforzare poco per risultare efficacie (un po’ come Denzel Washington o Liam Neason, ma ovviamente lui è un po’ meno bravo di questi due mostri sacri).
        Tra l’altro ho scoperto che ci sarà un terzo capitolo della saga dove interpreta la guardia del corpo del Presidente USA, anche lì saremo in zona tamarrissima.
        E ti dirò che, tra i suoi film acchiappa-casalinghe, La Dura Verità è un film riuscitissimo.

      3. Non ho letto La torre nera, perché non ho mai amato le saghe. Snobbo perfino le trilogie, figuriamoci questa che si dipana per molti più libri.
        Riguardo al film, non deve stupirti che 2 attori di grido abbiano deciso di prendervi parte: probabilmente l’idea di portare sullo schermo una saga di successo come La torre nera è stata sufficiente per farli accettare al volo, senza neanche leggere la sceneggiatura.
        Comunque credevo che come miglior film rosa di Gerard Butler mi avresti citato P.S. I love you: non l’ho visto, ma so che è stato quel film a farlo diventare il sogno erotico di molte donne dal cuore tenero! 🙂

      4. PS I love you è carino, ma troppo strappalacrime.
        Lui muore di cancro e tutta la storia è basata sui flashback della vedova che ricorda quanto si amavano.
        Un moccolone a livelli altissimi.

        La dura verità, al contrario, è una commedia romantica molto più classica: un lui e una lei che più diversi non si può ma che alla fine si innamorano.
        Tra l’altro il film è ricco di scene divertenti: te lo consiglio caldamente.

      5. E a proposito di consigli, noto con piacere che anche il nostro amico Kasabake ti ha caldeggiato la visione dell’ottimo Four Brothers, che anch’io ti avevo raccomandato ad occhi chiusi nei commenti del tuo post precedente. E’ senza dubbio uno dei film migliori che abbia visto nel 2018, e sono convinto che manderà in estasi anche te. Buone visioni, e buone letture! 🙂

      6. Oh yes! E’ uno dei tanti film che ho visto per la sola presenza di Sofia Vergara, ed è senza dubbio il miglior film che abbia mai fatto. Ti prego guardalo, è una cannonata! 🙂

      7. ah, è che pensavo fosse un film di quest’anno, invece è vecchio di oltre 10 anni, per questo mi era venuto il dubbio.
        Indubbiamente ha un cast d’eccezione, con per di più la tua adorata Vergarona a impreziosire lo schermo 😛

      8. Tra tutti i film che ho visto soltanto perché mi tirava la protagonista, questo è sicuramente uno dei più belli in assoluto. Buona notte, e Vergarona forever! 🙂

      9. Che poi, non so se te l’ho mai detto in precedenza, “vergara” è una parola molto comune qui dalle mie parti, è un termine dialettale che, nella cultura contadina, indicava la donna più importante della casa, la matrona del focolare domestico ed educatrice dei figli, dispensatrice di coccole e ceffoni, da cui dipendono tutte le attività e decisioni della famiglia (dalle più semplici alle più importanti).

        Quindi la nostra Vergarona porta un cognome molto molto importante 😀

      10. Curioso il fatto che la società marchigiana abbia un’impronta così matriarcale. Il paese natale della Vergara (la Colombia) non ha mai importato molti italiani, quindi probabilmente è soltanto una coincidenza, ma le si addice questo ritratto di donna che dispensa coccole e ceffoni: infatti, anche se rende di più quando interpreta la latina solare e spumeggiante, è risultata convincente anche quando ha incarnato dei personaggi più “duri” (come in Bent – Polizia criminale). Ma va detto che io stravedo per lei, quindi probabilmente la reputerei convincente anche se recitasse peggio di Steve Carell! 🙂

  2. Mi hai incuriosito, davvero!

    È passato moltissimo tempo dall’ultima volta che ho letto sul tuo blog una vera recensione di un film che hai visto: non un post o un articolo in cui la pellicola è in realtà soltanto il pretesto per parlare di qualcos’altro, spesso di estremamente più interessante del film stesso, come vicende personali, sentimentali o persino considerazione sui massimi sistemi, no, mi riferisco ad uno dei tuoi sempre acuti e molto personali resoconti di visione, che una volta sfornavi con maggiore frequenza e su cui, mi ricordo, ogni tanto ci accapigliavamo bonariamente!

    Eh, si, perché recensire un film come facciamo io e te (che non ci limitiamo mai a raccontare un pezzettino di trama, a parlare dell’autore ed a dire se sia fatto bene o male, ma ci soffermiamo a pontificare su considerazioni di più ampio respiro) è sempre rischioso, perché ci spinge a mettere in gioco noi stessi, esibendo le nostre passioni, le nostre debolezze e preferenze, ma è proprio questo il gioco, no? Magari in questo modo ci ritroviamo io e te in diversi momenti ad esaltare film che altri considerano delle emerite schifezze oppure a confessare che ci siamo appassionati su prodotti mediocri, come è capitato recentemente a me quando ho apprezzato a dismisura uno dei film considerati maggiormente sbagliati della storia del cinema, ovvero quel Man of Tai Chi, interpretato ma soprattutto diretto da Keanu Reeves…

    Allo stesso modo, non ho motivo di dubitare che questo Accident Man, così tanto voluto a suo tempo dal caratterista e vero campione di arti marziali Scott Adkins (praticamente specializzato nel ruolo del body guard dei villain che le prende di santa ragione in ogni film), tanto che lo scrisse e lo produsse, sia effettivamente per te quella summa di cinema action di cui parlavi e ti dirò di più, malgrado questo film non fosse assolutamente nel mio radar di visione, ora, dopo questa bellissima e sentita recensione, lo vedrò senz’altro e lo farò con lo spirito giusto, senza soffermarmi su troppi sofismi sintattici (tanto si sa che se fai un film action in Inghilterra devi per forza copiare i ralenty alla Guy Ritchie con cui presenti ogni tizio che entra in una stanza…).

    Approfitto invece di un commento dell’amico Wwayne per unirmi come voi al coro degli estimatori di Den of Thieves con il buon Butler, film action che riesce ad essere brillante ed avvincente malgrado l’abuso di cliché… Invece debbo in tutta onesta prendere le distanze dal Gotti di Kevin Connolly, regista anonimo e di certo non capace di orchestrare il set come Scorsese o Coppola, con un Travolta semplicemente imbarazzante… Ma là non siamo in zona trash o tamarra, perché l’intento era chiaramente diverso: quando però si trattano certi argomenti o si è onesti e si fanno film muscolari (come, ad esempio, per rimanere nel genere specifico, l’ottimo Four Brothers di John Singleton con il super patriota del popolo Mark Wahlberg) oppure si rischia la cazzatona presuntuosa…

    Bello tornare a chiacchierare di cinema!

    1. Mi capita sempre più spesso di entusiasmarmi per dei film non già per il loro valore assoluto (che magari ai più non è piaciuto giustamente) ma per l’atmosfera che sanno creare.
      Film semplici e schietti come Accident Man, che nemmeno provano a darsi un tono, che scopiazzano clichè come non ci fosse un domani e addirittura lo ostentatno, a me stanno simpatici per principio, perchè non prendono in giro lo spettatore e fanno capire che il loro obiettivo è intrattenere in modo semplice, quasi rudimentale.

      A un livello sicuramente più alto, che però fa trasparrire meno entusiasmo, si colloca senz’altro Nella Tana Dei Lupi. E il semplice fatto che 3 capiscer come te, wayne e me lo abbiano apprezzato, è motivo bastante per affrancarlo da qualsivoglia critica possibile.

      Su Gotti, invece, non posso che darti tristemente ragione pur senza averlo visto.
      Un film che resta in produzione per anni interi, cambia sceneggiatori come non ci fosse un domani ed è prodotto da uno come Travolta che – sia beninteso – ha indiscutibili qualità ma che a)non becca un film da diversi anni b)non ha mai beccato film “seri” tranne pochissime eccezioni c)di sicuro non si è saputo riciclare nemmeno come lungimirante produttore (a differenza di quel Walhberg da te citato a proposito), ebbene con tutte queste premesse GOTTI non può che essere una schifezza.
      E probabilmente lo vedrò anche per questo, sia chiaro.

      Per intanto, sappiate tutti che ogni mia futura attenzione cinemtografica delle prossime settimane sarà dedicata all’imminente uscita di “Disobedience” con le mie dee Weisz+McAdams affaccendate in saffiche faccende. 😛

      1. Non so se potrò vederlo al cinema.
        Sono troppo pudico per mostrarmi alla platea di una sala cinematografica con (nello stesso momento) la bava alla bocca e gli occhi a cuoricino 😀

        PS: ho riflettuto sul finale di cui discutevamo ieri. NOn è il massimo, ma ha il suo perchè. Credo che King sia stato travolto dal piacere di concludere la saga con la stessa frase usata per iniziarla: L’uomo in nero fuggì nel deserto, e il pistolero lo segui
        In tutta onesta non mi sento di biasimarlo anche se , in verità, un po’ di delusione rimane

        PPS: ho visto il rilm e, come ho scritto sopra a wayne, è la trasposizione cinematografica di un’opera letteraria più indecorosa che sia MAI stata realizzata. Un insulto, una vergogna di proporzioni immani.

      2. La mia capacità di essere regolarmente in ritardo con i tempi metereologici di aggiornamento dell’armadio è davvero imbarazzante! Non è possibile che tutti gli anni, in questo periodo, colpa anche La proverbiale abolizione delle mezze stagioni, io regolarmente mi ammalo di raffreddore e mal di gola!

        Ovviamente in famiglia cerco pateticamente di attribuire la colpa del mio essermi ammalato ad altri fattori, financo chiamando in causa mutamenti climatici imprevedibili causati da complotti internazionali che neanche un pentastellato dell’ultima ora potrebbe immaginare, Tuttavia mia moglie e mio figlio mi ascoltano in silenzio parlare, con lo sguardo di chi conosce le recidive di un inetto seriale…

        Tutto questo per dire che già normalmente ho un delay time, tra commento ricevuto e mia risposta, che rasenta l’offesa, figurarsi ora!

        In più, mi perdo per strada gli argomenti, ma anche là, si sa, è colpa del paracetamolo…

        Ad ogni modo, rispondo solo, vista l’ora e la parentesi, ai post scriptum su King…

        Si, alla fine anch’io assolvo King su un finale che a suo tempo mi deluse ma che ha comunque una sua eleganza, per via di quel chiudere un cerchio anche poeticamente, tuttavia è altresì indubbio che il protrarsi per un numero devastante di anni della stesura del ciclo completo da parte di King non lo ha reso immune da qualche caduta di creatività specie nel momento in cui ha attraversato il periodo di crisi narrativa e di ripetitività dei temi che il nostro scrittore ha palesemente avuto, come si può desumere dai penultimi romanzi, tanto che ciò che secondo me nel finale manca soprattutto è quel guizzo di genialità quasi primordiale da cui invece era scaturito il concetto del “mondo che era andato avanti”.

        Nulla invece potrebbe preparare un qualsiasi amante di narrativa, sia scritta che cinematografica, dalla violenta arroganza davvero imperdonabile e senza scrupoli con cui i detentori dei diritti dei libri hanno deciso di creare la mostruosità del film che, come hai già detto tu e come ho detto anch’io e come direbbe chiunque abbia letto anche solo una parte del ciclo romanzesco, non è semplicemente un cambiamento o un tradimento, ma un vergognoso stupro… Sono davvero convinto che ancora adesso, sia nel panorama specifico del web, sia in generale nelle chiacchiere tra amici, io e te siamo ogni volta persone estremamente aperte alla possibilità che traducendo un libro in film gli autori abbiano la libertà di tradire e cambiare per creare qualcosa di nuovo e di più adatto alla nuova forma espressiva, ma qui siamo molto, molto, molto al di là di qualsiasi adattamento.

        Ti posso assicurare che, da appassionato di manga ed anime, siamo di fronte all’identico scempio operato da Netflix quando creò la versione live Action del manga di Death Note o quando negli USA crearono il film tratto dal fumetto e dal cartone animato di Ghost in the Shell.

        Buona giornata, fratello!

      3. Le tue vicissitudini influenzali, caro Kasa, sono comprese e perfino condivise dal sottoscritto.
        Anch’io, infatti, in questo periodo dell’anno sono solito cadere malato per raffreddori, otiti, mal di gola, e chi più ne ha più ne metta. Ma laddove tu sei sbadato, io sono invece recidivo: da amante del caldo afoso e dell’estate bollente, rifuggo giubbini e maglioni fino all’estremo e persisto nell’indossare sottilissime t-shirt, come se mantenendo un abbigliamento estivo potessi posticipare l’arrivo dell’autunno.
        Come già ebbi a scrivere qualche anno fa, Ottobre è un mese di merda. E tale è ancor oggi il mio tranciante giudizio.
        Mal comune mezzo gaudio, d’altronde, quindi coccoliamo insieme i batteri e virus che infestano le nostre vie aeree e dilettiamoci su La torre nera.

        Ti confesso in tutta onestà, che considero questa maestosissima saga nelle “Terre di mezzo” della produzione Kingiana: non rientra nei tanti romanzi spazzatura che ha pubblicato (specie nelle ultime due decadi) ma neppure è ascrivibile nell’empireo delle sue meraviglie (scritte prevalentemente nelle prime due decadi della sua carriera). Sta lì, nel mezzo, nè brutta ma nemmeno bellissima, come altri romanzi del Nostro (Tommyknocker, La metà Oscura, L’Acchiappasogni, etc).
        L’avventura di Roland si dipana tra alti e bassi: resto del parere che il primo volume (L’ultimo Cavaliere) sia il più bello e affascinante (l’epilogo del romanzo, con la chiosa sullo stelo che contiene infiniti universi al suo interno, raccoglie alcune tra le pagine migliori mai scritte da King) e che pure l’ultimo (La Torre Nera) abbia un trasporto e una passione importanti. Nel mezzo ci sono fasi altelenanti, troppo spesso deludenti (almeno per un autore celebrato come lui).
        Di sicuro, comunque, il giudizio sulla trasposizione filmica non può che essere pesantemente negativo, e su questo concordiamo in maniera totale.
        Spiace, perché una tale avventura avrebbe potuto portare numerosi spunti cinematografici, che però sono stati inghiottiti dal vacuo di una sceneggiatura che non ha né capo né coda. Il peccato mortale diviene poi imperdonabile perché è stato bruciato un cast eccezionale (anche se entrambi concordammo sul fatto che la scelta di Elba come Pistolero fosse un azzardo: come detto più volte da King, il Pistolero è sempre stato Clint Eastwood e stante la vetusta età dell’attore, l’unica altra star hollywoodiana che avrebbe potuto prederne il post è il suo clone più giovane, ovvero Hugh Jackman).
        Per altro sono rarissimi i casi in cui i romanzi di King sono stati tradotti in ottimi film. Shining, Misery, Il Miglio Verde, Le ali della Libertà. Gli altri fan tutti cagare. Anche se salverei l’ultima versione di IT, che non mi è spiaciuta affatto pur superando di poco la sufficienza.
        Vabbè, ora devo prendere benagol e soffiarmi il naso, quindi ti devo salutare 😛

      4. Vorrei aprire una parentesi, che però non apro davvero per mancanza di tempo e di interfaccia di scrittura dignitosa, sui prodotti da banco, con cui più o meno tutti ci curiamo e che negli Usa vedono nei deli (abbreviazione forzata di delivery service), sorta di sulk algerino in formato urbano dove trovi cerotti ed aspirine vicino a merendine e patatine… Quante scene di film viste con quei set..

      5. io, causa emicranie frequenti da sinusite, sono moment-dipendent.
        Al signor Moment farei un monumento, darei un Nobel o non so che altro.

        W l’aspirina
        (o, per riallacciarci a quanto detto prima, astina, come dice un nostro caro amico letterario 🙂 )

      6. Che bella citazione! Si sente che sei fresco di lettura! Com’è che dice King, interpretando i pensieri di Roland? Una pillola del mondo di Jack dalle virtù magiche!

    1. Esatto,c ‘è anche Ray Stevenson.
      Ti dirò di più: ho un feticcio per questo attore da quando interpretò il protagonista nella serie ROME (ideata Bruno Heller, poi divenuto famoso con The Mentalist e Gotham) e da allora tendo a vedere i film dove c’è lui.
      Qui non è protagonista, ma nel ruolo di supporto si esalta anche di più.
      Sono curioso poi di sapere il tuo giudizio sul film: fammi sapere mi raccomando!!!

      1. Come dimenticarsi di Tito Pullo? L’ho ritrovato pure nei panni di Barbanera in Black Sails, sempre con una performance attoriale che rimane impressa, semplicemente un attore che fa sempre piacere ritrovare.

      2. A suo discapito, c’è da dire che in Roma aveva un doppiatore coi controcosi (Luca Ward) che probabilmente ha facilitato il mio apprezzamento nei suoi confronti.
        Per altro l’ho ritrovato protagonista anche un un bel film di stile gangster, Bulletproof Man, nel quale sfodare una prova attoriale inaspettata.
        https://it.wikipedia.org/wiki/Bulletproof_Man

        Tito Pullo Forever 😀

  3. Recensione perfetta. Quindi se uno vuole farsi un acultura di film d’azione di serie B basta che guarda questo film e comprende tutto. Riassumere 50 anni in un film, ottimo.

    1. Caro Amico, in Accident Man c’è veramente tutto, puoi considerarlo un Bignami dell’action-movie con tendenze tamarre.
      Ovviamente, tutto questo mescolamento può generare un po’ di spaesamento, ma fa parte del gioco 😉
      Sono certo che apprezzerai anche tu 😀

  4. complimenti per la recensione, Marzullo dovrebbe “contrattualizzarti” in veste di ospite fisso nella sua trasmissione.

    come dice l’amico Kasabake, mi hai fatto venire voglia di andare a vederlo, tutto ciò che esce dai canoni e dalle ormai stantie metonimie cinematografiche, credo meriti attenzione

    1. Il fatto che tu mi veda come perfetto consulente di Marzullo non so se considerarlo un complimento o uno sberleffo 😀 😀 😀
      (si scherza, ovviamente 😉 )

      Effettivamente è dote rara quella di saper rimescolare ingredienti triti e ritriti per trarne fuori un piatto non solo buono ma perfino originale nella sua semplicità.
      Fammi sapere poi cosa ne pensi: son curioso di conoscere il tuo giudizio 🙂

    1. corri corri, che ne vale la pena…e fammi sapere!!!
      (oddio qui siamo in zona molto tamarra e tu sei un esteta del cinema, potresti inorridire in alcune scene… ma so che capira!!!!!)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...