Esercizi di stile: il cattivo pene

Rick Johnson, un carismatico donnaiolo, riceve la meritata punizione quando il suo pene si separa misteriosamente dal proprio corpo e assume le sembianze umane di RP (Rick Penis). La situazione peggiora notevolmente nel momento in cui RP decide di trasferirsi nell’appartamento di Rick, costringendolo a vivere con una versione sgradita del proprio alter ego.

Vi giuro sul biglietto del mio primo concerto del Boss che quanto avete appena letto è la sinossi fedele del film Bad Johnson: il cattivo pene, senza alcuna enfasi o esagerazione. Devo riconoscere che ci vuole tanto fegato e anche un po’ di follia per scrivere una sceneggiatura basata su un plot così assurdo. Sono quindi stato lungamente tormentato dalla consapevolezza di aver buttato via un paio d’ore della mia vita per guardare una tale nefandezza, finchè un giorno non mi sono accorto di essere in nutritissima compagnia.

Il primo a confessarmi di aver visto Bad Johnson: il cattivo pene è stato Bruno, il barista del caffè dove mi fermo a fare colazione.

Si si, quel film lì l’ho visto qualche sera fa. Non è male, insomma m’ha fatto ridere ahahahahahah. Insomma, racconta la storia di un tizio ossessionato dalla figa, insomma uno malato proprio, di quelli che “basta che respira”. Insomma, questo stronzo una mattina si sveglia e scopre che il suo uccello gli si è staccato ahahahahahah ed è diventato una persona ahahahahahahah. Che cazzata clamorosa ahahahahah. E poi il suo uccello-persona è molto più stronzo di lui e gliene combina di tutte i colori. Insomma, ‘sto film è la storia di come nasce una testa di cazzo ahahahahahah, nel senso letterale della parola ahahahahahah!

A pensarci bene, che Bruno abbia visto questo film è del tutto logico: i suoi film preferiti sono”American Pie” e “Eurotrip“. Ma mi ha lasciato di stucco sapere che perfino Assunta, la signora anziana che abita al piano di sotto,  abbia visto Bad Johnson: il cattivo pene. Dovete sapere che Assunta è una suora laica francescana, crede che quando nella Bibbia di parla della “mela” si intenda proprio il frutto del melo e, secondo i maligni del quartiere, non ha mai avuto un orgasmo in vita sua.

Oh caro ragazzo, che il Signore sia con te. Confesso di aver visto quel film ed ho concluso che è sicuramente stato ispirato dal Diavolo in persona (si fa il segno della croce). Narra le vicende di un giovane ragazzo con l’insana ossessione per la Scodella del Demonio. Dopo aver vissuto nel peccato della fornicazione per anni, viene punito da NostroSignoreDioOnnipotente che lo separa dal suo strumento di peccato e lo costringe a vivere rinnegando i malsani piaceri della carne (si fa il segno della croce). Un film osceno, ovviamente, col quale tuttavia NostroSignoreDioOnnipotente riesce a trasmettere il Suo Divino Insegnamento perchè dimostra ancora una volta come le vie del Signore sono infinite mentre quelle del peccato conducono solo alla sofferenza. Alleluja, alleluja (si fa il segno della croce).

Anche mio cugino Marcello, un appuntato dei carabinieri in un paesino qui vicino, mi ha rivelato di aver visto Bad Johnson: il cattivo pene. La confessione è venuta durante un pranzo col parentado e credo che le due bottiglie vuote di vino davanti al suo piatto lo abbiano aiutato a sciogliere la lingua.

Avevo visto questo film, me lo ricordavo proprio bene. Raccontava la storia del signor Johnson Rick, nato a New York addì 15 luglio 1990. Il signor Johnson Rick veniva contattato dalla C. O. Carabinieri di New York su segnalazione pervenuta dal vicino di casa – signor Smith John, nato a New York addì 9 settembre 1958 – il quale aveva riferito insistenti schiamazzi provenienti dall’abitazione del signor Johnson Rick. I due agenti addivenivano all’appartamento e suonavano il campanello, il signor Johnson Rick rispondeva e spiegava che non era lui a schiamazzare ma il suo pene trasformatosi in persona. I due agenti prelevavano allora il suddetto signor Johnson Rick e lo portavano al Comando per le verifiche di rito. Ricordavo che mi era piaciuto, o almeno così pensavo.
Riletto, confermato e sottoscritto in luogo e data di cui sopra.

Mi ero rassegnato che il pubblico di Bad Johnson: il cattivo pene fosse strampalato ma mai avrei creduto che perfino mia moglie potesse vederlo.

Gianni, non ci crederai, ma l’altra sera ho visto il film più brutto della storia. Il protagonista della storia è un latin-lover impenitente che un giorno si sveglia con il suo pene antropomorfizzato. A quel punto scopre quello che noi donne sappiamo da sempre, ovvero che voi maschi pensate col pisello e che quindi ragionare con voi è impresa impossibile. Poi il pene muore e il film finisce. Fa veramente schifo, ma così schifo che potrebbe perfino piacerti. Dovresti vederlo insieme a quei tuoi amici del blog, che fate tanto gli espertoni che capite di cinema ma poi vi guardate queste cagate.

Voto: 3

 

 

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34 pensieri su “Esercizi di stile: il cattivo pene

  1. Reazione 1

    No, davvero, basta, falla finita Lapinsu! E che cazzo!!
    Con questo tuo ultimo post hai definitivamente sancito il concetto di coitus interrupts letterario!
    Non puoi sedurre il lettore in questo modo e poi abbandonarlo sul più bello… E tieni conto che mi sto trattenendo in modo inverosimile dell’usare tutte le metafore dell’atto sessuale che qui sarebbero invece calzate a pennello!
    Ho letteralmente divorato questo tuo post, divertendomi ad ogni riga, ad ogni frase, in quella alternanza tra riflessione e dichiarazione, tra citazione e nota, finché poi, alla fine, ho provato a cercare più giù il seguito del post, ma niente, c’era solo lo scarno e brutale voto finale, che troncava questa bellissima esperienza di lettura… Non si fa così! È davvero una cattiveria.

    Reazione 2

    Sia perché ne apprezzo moltissimo lo stile, a metà tra il colto ed il faceto, sempre ironico, ma con una cultura sottotraccia nascosta tra le pieghe di continue strizzate d’occhio alla letteratura popolare, sia perché mi piacerebbe prima o poi scrivere un post sulle differenze di linguaggio e di sintassi narrativa tra i suoi testi originali e gli adattamenti televisivi, sta di fatto comunque che sono appena reduce da una cavalcata di recupero e di aggiornamento dei romanzi di Marco Malvaldi, autore che consiglierei a chiunque abbia voglia di leggere buona letteratura ed assieme divertente.

    Racconto questo perché ti posso giurare su ciò che anch’io ho di più sacro, amico mio, che questo tuo ultimo post (per quanto così indecorosamente striminzito ed offensivamente troncato come detto sopra) potrebbe tranquillamente essere spacciato dall’editore Sellerio per un editoriale del citato Malvaldi: nella tua personalissima commedia umana, hai questa volta alzato al rango di protagonisti alcune maschere anonime della tua vita quotidiana, che tuttavia si stagliano come i personaggi di un racconto corale di provincia, creando una leggerissima e piacevolissima scrittura, oltretutto senza nemmeno abbandonare del tutto quella parte da situation comedy gestita con la tua signora (mirabile la frase fate tanto gli espertoni che capite di cinema ma poi vi guardate queste cagate con cui etichetta la vera qualità della maggioranza delle nostre visioni!).

    Un post fantastico, davvero da applauso.

    1. La generosità del tuo commento è per me quasi imbarazzante.
      Essere accostato a Malvaldi, autore che non conosco direttamente (ancora per poco, però, perché ho appena recuperato il suo ultimo romanzo “La misura dell’uomo”) ma del quale ho sentito parlare solo che bene, mi fa non poco arrossire. La mia penna è molto distante dalla sua come da quella di qualsiasi altro scrittore professionista, ma aver sfiorato vette d’eccellenza anche solo per pochi paragrafi (in fondo anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno…) è per me motivo di grande orgoglio in quanto, come sai, tengo in massima considerazione il tuo giudizio che (e lo dico senza vergogna) considero più attendibile perfino del mio.
      Ti confesso che questo post è stato forse uno di quelli più artificiosi che abbia mai scritto, come una sorta di figlio nato in provetta (ma non per questo meno meritevole di affetto di altri, sia chiaro). Mi imbattei nella sinossi di questo film quasi per caso e mi immaginai subito il post che ne avrei scritto, quindi Bad Johnson è stato il primo film che abbia mai visto con l’idea e l’intento di scriverci un post subito dopo.
      Ti sei lamentato della brevità, ah…. Se solo sapessi amico mio.
      Inizialmente avevo pensato di scrivere 99 varianti di quella singolare sinossi, in questo modo lo scimmiottamento dell’opera suprema cui mi sono indegnamente ispirato sarebbe stato più corretto, tuttavia la mia incapacità di gestire 99 diversi registri linguistici unita alla necessità di realizzare qualcosa di fruibile sul blog e che quindi non fosse troppo lungo mi hanno indotto a ridurre solo a 4 (5 contando l’incipit) variazioni linguistiche.

      1. Non ti ho assolutamente sopravvalutato, sappilo: penso davvero che la tua penna ssomigli moltissimo a quella di Malvaldi e nemmeno quella tutto sommato discutibile dei suoi “approcci storici” (come quello con il Leonrado rinascimentale del libro che hai appena comprato o quello precedente del giallo con protagonista il mitico storiografo della cucina Artusi), dove non si esprime secondo me al suo meglio, ma il Malvaldi migliore, più equilibrato ovvero quello della serie de I Delitti del Bar Lume (ognuno dei cui libri è superiore al suo ultimo romanzo, tra l’altro).

        L’unica differenza è che lui scrive per mestiere (tutto il suo tempo è dedicato a quell’attività), mentre tu lo fai per diletto e nei ritagli di tempo…

        P.S. Ah, come vorrei aver letto una tua director’s cut del post originale!

        P.P.S. Malvaldi è un ermenàuta senza saperlo, come ne è riprova il suo saggio sull’umorismo in letteratura Per ridere aggiungere acqua, che parte dal linguaggio dei computer (secondo la regola adamoevica degli ermenàuti applicata ogni volta che si tocca un argomento).

        P.P.P.S. La tua citazione dell’opera di Queneau non è casuale, giusto? Hai amato quel libro? Io lo considero uno dei pilastri su cui si regge tutta la mia cultura personale!

        1. Parto dal fondo.
          Quel nome non lo scrivo perchè stonerebbe in questa pagina, però hai colto nel segno e ho voluto esplicitare il mio tributo già nel titolo del post, inserendo quel “Esercizi di stile” che poteva suonare ambiguo (immagino che i più lo abbiano associato al poco “stile” di chi fa un film incentrato su un pene) mentre per me aveva una valenza letteraria ben precisa.

          Ovviamente ho adorato quel libro, che tra l’altro è uno dei più ermenautici mai scritti nella storia. Il mio unico cruccio è aver letto solo la versione di Eco (non parlo di traduzione, giacchè come sai il grande semiologo di fatto riscrisse da capo i 99 pezzi originali in quanto erano sostanzialmente intraducibili visti i continui giochi linguistici e letterari con la lingua francese) e non quella originale poichè il mio francese meno che scolastico mi impedirebbe di coglierne le sfumature di bellezza di cui è farcito come una gustosissima torta alla crema.

          Passiamo ora a Malvaldi. Dietro tuo consiglio ho provato a vedere con la mia signora qualche episodio della serie TV prodotta da Sky ma con scarso successo: nè io nè lei siamo rimasti affascinati e abbiamo abbandonato preso.
          Avevo quindi bollato come poco interessante anche la lettura dei romanzi della serie BarLume tuttavia, essendo incuriosito dall’autore, ho recuperato il suo ultimo romanzo storico. Leggere da te che in realtà la serie sul BarLuma è la sua opera meglio riuscita, mi ispira quindi a recuperare anche le altre.
          Ormai la mia biblioteca di Calibre (software meraviglioso per la gestione della biblioteca digitale) trabocca letteralmente e mi occorrerebbero 3 vite per leggere tutto il materiale che ho accumulato. In piena bulimia letterariam, pensa che mi son scaricato l’app di kindle sul telefono così sto portando avanti la lettura di due romanzi in contemporanea: sul Kindle vero e proprio mi sto sollazzando con Doctor Sleep di King mentre sul telefono sto leggendo il primo romanzo della Allevi, L’allieva, da cui è stata tratta quella pietosa serie tv con la Mastronardi).

          1. Sono già in autobus, quindi le mie risposte si fanno sempre più rarefatte e mal scritte ma mi piaceva comunque condividere con te la lettura del romanzo di king, vero sequel del mitico Shining ed a mio avviso un gran bel romanzo.

          2. Sono a metà della via… alcune cose mi hanno convinto (il Danny grande e alcolizzato) altre un po’ meno (Il Vero Nodo). Tuttavia è ancora presto per giudicare…

          3. Considerando tutta la storia bibliografica di ing, Direi che questo libro qualitativamente si situa a metà, Ma dalla sua a, secondo me, la particolarità di essere davvero stato scritto da King e non da un ghost writer suo dipendente, come si vocifera accada un po’ troppo spesso.

          4. Pare abbia attraversato un lungo periodo di crisi legato a problemi familiari, all’alcool e ad alcuni farmaci e durante tale periodo per non sospendere l’attività di scrittore dicono che si sia avvalso dell’aiuto di alcuni collaboratori, ma non c’è nulla di dimostrato

          5. Difficile stabilire il confine tra realtà e pettegolezzo. Probabilmente tutto è nato dal calo di qualità che ha avuto la sua produzione dell’ultimo decennio (ad essere benevoli) o ventennio (ad essere sinceri).
            E’ pur vero, però che un calo di qualità sia fisiologico soprattutto se ci si ostina a mantenere un ritmo produttivo serrato, come ha fatto King nel corso del tempo.
            Vabbè, poco male. Io intanto Doctor Sleep me lo gusto con piacere, chi l’ha scritto fa poca differenza

  2. Anche a me capita talvolta di provare un’inspiegabile attrazione per i film demenziali: ad esempio, proprio uno dei bloggers che hanno commentato prima di me (Serenate Cinematografiche) ha stroncato Pupazzi senza gloria in modo così divertente da convincermi a vederlo.
    Ebbene, le sue battute sono di gran lunga migliori di quelle presenti nel film, perché Pupazzi senza gloria non mi ha strappato nemmeno un sorriso: mi è sembrato un tentativo mal riuscito di scopiazzare la comicità di Deadpool. Ispirarsi a quel modello è stata una scelta a dir poco asinina, perché i film politicamente scorretti sono tra i più difficili in assoluto da girare: infatti si muovono sulla sottile linea che separa il trash divertente da quello irritante e disgustoso, e basta veramente poco per inciampare e cadere dalla parte sbagliata. Pupazzi senza gloria non ci è caduto, ci è proprio sprofondato.
    Se la parte comica di quel film è un cesso, è al contrario riuscitissima la parte “gialla”: infatti la trama presenta 2 colpi di scena da urlo, che da soli sarebbero bastati per tirar fuori un noir più che decente. E infatti ritengo che Pupazzi senza gloria avrebbe avuto delle ottime potenzialità, se avessero tagliato i pupazzi e lo avessero impostato come un noir anziché come un film comico. Che è un po’ come dire: se le togli tutta la plastica, tutti i tatuaggi e 10 anni di età, Nina Moric è una gran figa. 🙂
    Passando al tuo post (strepitoso come sempre), non ci crederai, ma anch’io ho visto e adorato Eurotrip. Come Deadpool, si tratta di un film comico semplicemente perfetto, che riesce a nuotare nel trash in tutti i modi possibili senza mai affogarci dentro: al contrario, più vai avanti a vederlo e più ti fa male la pancia per il troppo ridere. E infatti alcune parti di quel film, come quella con gli hooligans inglesi o quella dei mille pastrocchi combinati in Vaticano, tuttora mi fanno ridere fino alle lacrime se ci ripenso.
    Stasera forse andrò a vedere un film che invece non fa ridere per niente: Widows – Eredità criminale. Di norma odio i registi futilmente estremi come Steve McQueen, ma ho letto su Mymovies che questo film è pieno di scene da antologia e girate benissimo, quindi ho deciso di dargli una chance.
    Senza dubbio anche la presenza di Liam Neeson ha aiutato: non è una garanzia (e infatti ha preso parte a una cagata come Un milioni di modi per morire nel West, rimanendo in tema di film demenziali), ma se c’è lui puoi essere quasi certo che vedrai un buon film.
    Chiudo il mio commento con questa gustosissima scena:

    1. Non solo non ho visto Pupazzi senza gloria, ma nemmeno sapevo esistesse…. ‘nnamo bene 😀
      A parte gli scherzi, il tuo commento mi ha incuriosito anche se ammetto che faccio fatica a metterlo in watchlist, dato che ultimamente è molto ingolfata .
      Mi incuriosisce di più, invece, la tua scelta di andare a vedere Widows: McQueen è un regista, ancorchè bravissimo, fastidioso perché le sue pellicole sono innervate da una crudezza spesso spiazzante. Conoscendo i tuoi gusti e interessi, mi ha quindi stupito questa tua scelta. E ora sono molto curioso di scoprire come ti sembrerà quest’opera, che invece io non vedo l’ora di ammirare (anche a me McQueen infastidisce, però non posso non apprezzare la bellezza dei suoi film).
      Con un volo pindarico che più pindarico non si può, ti volevo invece chiedere che voci girano nella curva Fiesole dopo questo primo scorcio di campionato: la Viola era partita bene, mentre ora ha un po’ inchiodato, l ‘attacco stenta molto e il sonoro 0-3 casalingo contro gli odiati rivali di sempre avrà sicuramente pizzicato i nervi già scoperti della tifoseria.
      C’è da dire che Pioli ha una squadra costruita con 2 soldi e alcuni giocatori si tengono in piedi con lo scotch, però è legittimo aspettarsi qualcosa di più, soprattutto dai prospetti migliori come Chiesa e Simeone. Tu cosa ne pensi?

      1. Appena ho messo il naso fuori di casa, una ventata d’aria gelida mi ha intirizzito fino alle ossa: di conseguenza rinuncio ad uscire per vedere Widows, e aspetterò che diventi disponibile per altre vie.
        Riguardo a Pupazzo senza gloria, ti consiglio di andare contro le tue abitudini, e di guardarne il trailer: fa capire in maniera molto chiara quanto sia spudoratamente trash questo a suo modo indimenticabile film.
        Riguardo alla Fiorentina, è vero che la tifoseria è in subbuglio, ma la nostra rabbia è rivolta contro una sola persona: Simeone. Ogni partita gli servono su un piatto d’argento almeno 3 nitide palle – gol, e lui le spreca tutte con una puntualità che farebbe invidia al buon vecchio Calloni. Ci sta facendo rimpiangere Kalinic, ed è davvero tutto dire.
        Ovviamente Corvino è corso ai ripari trattando per Gennaio gli attaccanti di mezza serie A, ma i nomi che sono circolati finora sono tutti centravanti ancora più in crisi di Simeone: il nome più allettante è Destro, e anche questo è davvero tutto dire.
        Capisco che a Gennaio è difficile trovare una punta da 20 gol (a maggior ragione se fai il ds di una squadra come la Fiorentina), ma se ti passa anche solo per l’anticamera del cervello di trattare Destro allora vuol dire che hai perso completamente la trebisonda.
        Insomma, l’unica è sperare che Simeone si riprenda, e ritorni ad essere il discreto centravanti che era al Genoa. Se invece continuerà a mangiarsi 3 gol a partita da qui a Giugno, la Fiorentina concluderà il campionato con un anonimo piazzamento a metà classifica: a me starebbe anche bene, il tifo viola invece mugugnerebbe non poco…

        1. Se posso essere del tutto franco con te, a me Simeone è sempre parso un miracolato sopravvalutato. Aiutato da un cognome importante, ha visto spalancarsi porte che altri nemmeno se le sognano. I suoi numeri e le sue qualità non giustificano minimamente l’attenzione e il clamore ad ogni suo (per altro sporadico) gol. Non mi stupisce quindi l’imbolsimento di cui si è fatto protagonista negli ultimi mesi. Suo malgrado non ha neppure un compagno di reparto esperto che possa aiutarlo a migliorare e ovviamente questo ipotetico compagno non potrebbe essere Destro, che è ancora più scarso di lui.
          Capisco che Corvino faccia fatica a trovare una punta degna, io per non sbagliare prenderei uno forte fisicamente e bravo di testa: è un tipo di attaccante poco prolifico ma che in genere fa segnare molto gli altri. Resta il fatto che senza un cambio repentino di rotta lottare per un posto in Europa sarà dura per voi…

          1. Se anche riuscissimo a tornare in corsa per le coppe, il massimo che potremmo ottenere sarebbe una qualificazione all’inutilissima Europa League. Per questo ti dicevo che preferisco un anonimo campionato di metà classifica: la sola idea che la Fiorentina torni a giocare delle partite avvilenti contro squadre ridicole come l’Apollon Limassol mi fa venire il voltastomaco.
            Sdrammatizzo un po’ segnalandoti questo botta e risposta su Twitter:

          2. ahhahahaha, chicca meraviglioso.
            ultimamente non frequento quasi ai Twitter, ormai l’unico social che reggo è Instagram: solo immagini e zero commenti idioti degli utenti.
            Però queste chicce mi mancano, come anche le battute di Lercio.it, la pagina migliore in assoluto secondo me.

          3. In realtà io bazzico Twitter proprio per farmi 2 risate con i commenti idioti degli utenti.
            Instagram invece lo uso per guardare foto porcelle, perché lì è pieno di scostumate davvero allucinanti. Di immagini come questa, per dire, ne trovo almeno 10 al giorno:

          4. Come avrai intuito, a me piacciono 2 tipi di bellezza agli antipodi: da un lato le sex bomb esageratissime, dall’altro le donne eleganti e raffinate. Questa ragazza mi sembra avere tutti i numeri per diventare una donna di quest’ultima categoria, quindi la terrò d’occhio con molto interesse.
            Tra l’altro ci sono stato al Mart di Rovereto, e quella visita mi è rimasta impressa per un motivo in fondo stupido: al bar di quel museo mangiai il cornetto più buono di tutta la mia vita. Me lo ricordo ancora a distanza di 11 anni, e questo la dice lunga su quanto fosse galattico.
            In realtà conservo un ottimo ricordo di Rovereto in generale: è davvero un paesino incantevole. Se non l’hai mai visitato, te lo raccomando ad occhi chiusi! 🙂

          5. Mai stato a Rovereto ma a quanto mi par di capire si mangia divinamente e le ragazze sono bellissime.
            Prima o poi dovrò farci un salto 😀

  3. simpaticissimo questo tuo post, e soprattutto dimostra di come si possa fare la recensione di un film, probabilmente assurdo (purtroppo o per fortuna non l’ho visto, ma penso che si possa accomunare a “Nei panni di una bionda” per esempio – questo si, ammetto, l’ho visto), ma nello stesso tempo stroncarlo con un sorriso. Mi hai fatto venire in mente quel tale, il quale parlando di poesia, diceva che bisognava fare un ode al melo e alla mela, al pero e alla pera, al fico e alla… (sua signora potremmo aggiungere); così come al pane, ecc. ecc.
    Io penso che scrivere per divertirsi e far divertire gli altri, è una dote non comune fra queste latitudini, di conseguenza, meriti un applauso (!!!!!!!!), anche se prima devo sentire cosa ne pensa il mio, di pene… 🙂

    1. ahahahha, caro barman il tuo commento mi ha lusingato e divertito 🙂
      Ammetto che quando si parla di peni il rischio della battuta o, viceversa, dello scivolone, è sempre dietro l’angolo (ed è forse per questo che nessuna ragazza abbia osato commentare questo post 😀 ).

      Comunque hai colto nel segno: mi piace cercare una nota positiva (che è poi è anche un modo per giustificare se stessi e non dolersi per l’aver perso tempo) in ogni cosa che vedo, anche le più brutte. E per legittimare quest’ultimo l’unica soluzione è un post che sappia strappare un sorriso.
      Forse sto invecchiando, perchè ultimamente ne scrivo di meno su questo tono…. mi devo impegnare di più 🙂

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