Il Trono di Spade – Finale

Stare insieme è finita
abbiamo capito
ma dirselo è dura…

Immaginate di conoscere una ragazza e di innamorarvi perdutamente di lei. Immaginate di inebriarvi dei suoi occhi azzurri come il cielo di una mattina di maggio. Immaginate di trasalire a ogni suo sorriso, quando il naso un po’ le si arriccia riuscendo ad essere buffo e sensuale allo stesso tempo. Immaginate di guardare le minuscole goccioline d’acqua che le scivolano lungo la schiena mentre si distende per prendere il sole slacciando con un gesto raffinato il pezzo sopra del bikini. Immaginate di abbracciarla mentre guardate un tramonto fiammeggiante che dipinge l’orizzonte di colori impossibili. Immaginate la sua testa che si appoggia alla vostra spalla pochi istanti dopo che è cominciato il film. Immaginate i suoi sospiri mentre fate l’amore e realizzate di essere una cosa sola, un unico cuore pulsante che vibra all’unisono con il Creato.

Immaginate ora di sapere che tutto questo finirà, di conoscere perfino la data esatta in cui non vi amerete più: 20 maggio 2019.

Tutto finisce, è la regola, ma averlo stampato in fronte vanifica la poesia dell’esistenza, quell’imprevedibile afflato che rende la vita così impareggiabilmente gloriosa. Nulla è eterno ma l’illusione dell’infinito è un piacevolissimo palliativo contro il grigiore dell’inevitabile epilogo, perchè in fondo, una volta eliminato il fascino misterioso dell’Ignoto, cosa ci resta se non la consapevolezza di una fine prevedibile e tediosa?

L’amore non può avere una scadenza.

Certe etichette vanno bene per le merendine del supermercato, ma quando ci sono di mezzo le emozioni bisogna fare attenzione e usare la sensibilità come bussola per i propri movimenti.

E’ per questo che l’amore non dovrebbe finire mai.

E neppure le serie tv.

Specialmente quelle belle.

Da settimane non faccio altro che leggere critiche al finale de Il Trono di Spade. Evidentemente gli italiani, oltre ad essere un popolo di poeti, santi e navigatori, nonchè alla bisogna pure allenatori della nazionale, immunologi, psicologi, criminologi, biologi, statistici e ingegneri, sono anche raffinati sceneggiatori. Ed è a questi infaticabili intellettuali della narrazione che chiedo, di grazia, quale sarebbe stato il perfetto epilogo dell’epica contesa per il trono di Westeros, ammesso e non concesso che fosse possibile scriverne uno.

Perchè la vera domanda è: siamo tutti incazzati per come è finito Il Trono di Spade, oppure perchè il Trono di Spade non ci sarà più?

Ho il fondato sospetto, infatti, che tutti avremmo avuto da ridire qualunque fosse stato l’epilogo, perchè chiudere il cerchio sviluppatosi durante sette vitalissime stagioni nelle quali i toni epici e drammatici si sono alternati a un lirismo più visivo che narrativo, mantenendo però costantemente una rotta precisa mirante a fondere l’intrigo con la poesia e permettendo che, immacolato, il baluginante cuore creativo della messa in scena continuasse a produrre scelte coraggiose con le quali venivano sacrificati senza alcuna remora nomi, volti e luoghi al solo scopo di aumentare la potenza espressiva di ogni singolo fotogramma ripudiando ogni possibile sciatteria e banalità narrative benchè più comode e remunerative, sarebbe stato probabilmente impossibile.

Il finale de Il Trono di Spade forse è difettoso, ma quale addio in fondo non lo è?

Voto: è poi così importante?

Certi amori non finiscono
Fanno dei giri immensi e poi ritornano

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24 pensieri su “Il Trono di Spade – Finale

  1. Amico mio, hai scritto il post che io non avevo il coraggio di scrivere, per via di una terribile ed inquietante similitudine tra la Season Finale di Got ed Avengers Endgame: quasi impossibile, ossia, parlarne senza incorrere in spoiler grandi come una casa, giacché, volente o nolente, piaccia o non piaccia, con l’Ottava Stagione quasi tutto viene portato a conclusione e per spiegare i motivi di un gradimento o di un disprezzo per alcune scelte narrative bisognerebbe sbobinare la storia, metterla su un tavolino ed alla fine ucciderla…

    Ma ho detto «quasi impossibile» perché tu ci sei riuscito, con il tuo solito stile pieno di emozioni e le tue splendide metafore sentimentali, così come ho scritto «quasi tutto viene portato a conclusione», perché il finale è di fatto un inizio e da qui il discorso si fa davvero complicato…

    Prima di partire con la tangente e sciorinare fiumi di parole da fan sfegatato (Sabato pomeriggio, in un negozio specializzato in prodotti alimentari d’importazione stratunitense, sono stato indeciso fino all’ultimo se acquistare una confezione dei biscotti Oreo in Limited Edition Game of Thrones… Mi piacciano gli Oreo ed adoro Got, ma il costo era davvero sproporzionato per un’agglomerato di grassi vegetali e saporanti chimici che avrei bruciato in poche ore di ingordigia barbiturica!), su ciò che è stato bello e brutto, rispondendo persino a domande mai postemi o prevenendo osservazioni stizzose, preferisco per rispetto tuo restare in tema (solo per ora!), anzi “in topic” e replicare all’unica domanda importante del tuo post: «siamo tutti incazzati per come è finito Il Trono di Spade, oppure perchè il Trono di Spade non ci sarà più?»

    Ti risponderò per ora in modo un po’ circolare, ma tutto sommato penso anche in modo esaustivo: Game of Thrones è stata senza dubbio una delle serie televisive più belle ed importanti mai prodotte e scritte, ma non è finita come pensano quasi tutti; Got ha deluso e fatto incazzare soprattutto coloro che bovinamente volevano dalla fiction la trasposizione della serie romanzesca e che pertanto hanno condannato non tanto le specifiche scelte narrative di Weiss e Benioff (potrei ribattere quasi punto per punto ad ogni osservazione critica), quanto il fatto che ad un certo punto, su decisione a tavolino presa con la HBO, essi si sono affrancati dal padre putativo della storia ed hanno cominciato a narrare una storia diversa, modificando i personaggi, riscrivendone persino il background (persone sposate che venivano trattate come single, etc.), arrivando infine a costruire vari percorsi di narrazione e storytelling assolutamente originali ed inediti e tutto questo non perché avessero fretta (patetica accusa fatta da molti), ma perché il luogo dove gli autori volevano arrivare era un altro ovvero (corentemente a quel concetto di abolizione della parola fine anche nelle fiction serialized) un nuovo inizio, una nuova guerra ed alcuni clamorosi ritorni, perché è ora che tutti coloro che hanno visto le ultime tre stagioni con i paraocchi ed anche tutti coloro che si sono adagiati nell’insofferenza di non vedere più la trasposizione in video delle proprie letture (come se davvero la tv ed il cinema fossero alle dipendenza della letteratura scritta e non molto spesso il contrario!), è ora, dicevo, che tutti costori sappiano che chi è morto non tornerà, ma tutti coloro se ne sono semplicemente andati li ritroveremo protagonisti delle nuove avventure, come è avvenuto alla fine del primo Avengers, di cui mi permetto non a caso di riportare (in lingua italiana) il dialogo conclusivo tra i personaggi di Nick Fury e Maria Hill, mentre osservano gli Anveegrs che si allontano dalla battaglia conclusasi:

    Maria Hill: Signore, adesso come funziona? Ognuno ha ripreso la sua strada. Alcuni andranno molto lontano. Se dovesse ripresentarsi una situazione del genere, cosa succederà?
    Nick Fury: Torneranno.
    Maria Hill: Ne è sicuro di questo?
    Nick Fury: Sì.
    Maria Hill: Perché?
    Nick Fury: Perché avremo bisogno di loro.

    Ecco, immagina il futuro prossimo dei progranni televisivi HBO, immagina la possibilità che i loro manager abbandonino una miniera d’oro come questa, immagina il traino che vertrà portato dall’imminente saga prequel già in produzione (totalmente inedita e slegata dai romanzi di Martin) in cui verrà fatto un imponente lavoro di retcon (retroactive continuity, continuità retroattiva) e tira le somme.

    Ehi, sono riuscito a non fare nemmeno uno spoiler!

    1. PREMESSA: a differenza del post, dove mi son guardato da dare anticipazioni o suggerimenti di alcun tipo, l’area commenti è da considerarsi totalmente libera, quindi spoilerate pure come vi pare. Anzi, comincio direttamente io!!!!!!
      Tempo fa, quando mi cimentai nell’ardimentoso recuperone di tutte le prime sette stagione di GoT, ti manifestai il mio ambizioso proposito di aspettare che fossero visibili tutti i 6 episodi dell’ultima stagione per poi spararmeli nel giro di un giorno o due.
      Purtroppo non mi è stato possibile prestar fede al mio impegno giacchè, come tu mi avvisasti, il rischio spoiler era veramente eccessivo e già la settimana di differenza tra la messa in onda negli USA e quella in ITA metteva a dura prova la capacità di evitare anticipazioni indesiderate.
      Pensa che nonostante mi sia cimentato come un abile slalomista evitando tutti le buche disseminate lungo il percorso, mi son beccato due spoler clamorosissimi sulle ultime due puntate attraverso un insospettabile account instagram, quello di Fotografie Segnanti…
      Alla fine, benchè elementi della trama centrali (la distruzione di Approdo del Re e la nomina di Fran come nuovo sovrano) mi fossero stati suggeriti, ciò non ha variato di una virgola il mio piacere e la mia soddisfazione finale.

      Confesso altresì che, a differenza tua, ignoro totalmente tutto l’universo ruotante attorno GoT: non conosco le future serie (spinoff o prequel) messe in cantiere né il fatto che a un certo punto la storia abbia preso una tangente rispetto ai romanzi di Martin. A tal proposito ti chiedo cortesemente di togliermi un dubbio: a quale punto della narrazione romanzi e serie tv si separano?

      Tornando a bomba, ho sempre apprezzato tantissimo le scelte narrative della storia. Come spiegavo nella chiusa del post, gli autori hanno avuto (e reiterato) un inusuale coraggio uccidendo persone e luoghi senza curarsi del fatto che fossero beniamini, personaggi centrali e amatissimi dal pubblico: da Ned Stark (assoluto protagonista della prima stagione) fino a Danaerys, passando per Robb Stark e mille altri. Raramente ho visto una cosa del genere nelle serie tv e solo per questo meritano un plauso, anche se i motivi sono ovviamente molti altri e neppure il finale, che in alcuni passaggi ha avuto dei difetti perché negarlo sarebbe malefede, riesce a scalfire il gradimento e l’apprezzamento finali.
      A proposito di piacere e gradimento, ho visto THE UMBELLA ACADEMY ed a mi parere è….. te lo dico nel prossimo commento (perdona il cliffangher ahhahahahahahha)

      1. Se già risultava difficile nelle precedenti sette stagioni aspettare che fossero usciti tutti gli episodi di una serie di GoT per vederli assieme, uno dietro l’altro, per questa Ottava e conclusiva l’impresa era assolutamente impossibile, tanta era la mole degli spoiler legati al destino di quello o di quell’altro personaggio e questo, mi permetto di insistere, è un’altra cosa che aumenta la similitudine che ho fatto tra questa Sesaon Finale di Got ed Endgame: entrambi prodotti su cui si è creato un senso di attesa spasmodico e che di conseguenza hanno partorito quella miriade di discussioni sul web e sui social, in cui gli spettatori hanno persino (delirio dei deliri) pensato di promuovere una petizione per far rigirare tutta la serie!

        Non è l’imbecillità di chi ha aderito a tale petizione (chi l’ha promossa forse cercava solo pubblcità, trovando terreno fertile negli idioti) che deve far riflettere, quanto il fatto che tale movimento popolare sia il segnale di come quella narrazione fosse completamente uscita dai normali binari di una storia, per diventare una sorta di bene condiviso e questo con un unico veicolo di tasmissione (sia di pulsioni che di idee) ovvero il modo di intendere il web attualmente in uso nella nostra società…

        Qualcosa di simile è accaduto anche alla narrazione prequel ad Harry Potter che la Rowlings sta scrivendo per il cinema e di cui sono già usciti i primi due capitoli della pentalogia di Fantastic Beasts, ma non è nulla se paragonato a Game of Thrones, sia per l’epicità adulta della saga, sia per la furba contrapposizione tra mondo letterario tradizionale ed industria televisiva d’intrattenimento culturale.

        Rispondo anche al tuo quesito restando in tema: Martin è noto nel campo letterario per la sua leggendaria lentezza nello scrivere (su YouTube si può trovare un filmato gustosissimo in cui King e Martin si confrontano sui rispettivi modi di scrivere romanzi ed è rimarchevole il momento in cui Martin chiede a King come possa scrivere tanti romanzi in così poco tempo, Sic!), ma di certo nessuno in HBO poteva aspettarsi che dopo 8 anni (otto!) dall’inizio della serie televisiva lo scrittore non fosse ancora riuscito a consegnare alle stampe un suo nuovo romanzo della saga!

        Infatti devi sapere che quando HBO decise di realizzare una fiction dalla monumentale saga fantasy di Martin, questi aveva scritto e pubblicato 4 volumi e quando gli sceneggiatori televisivi cominciarono a scrivere il progetto dell’opera ed i singoli episodi della prima serie, Martin stava completando il 5° romanzo del ciclo: insomma, mentre ad Aprile del 2011 era già uscita in tv la Prima Stagione, a Luglio dello stesso anni Martin usciva in libreria con A Dance with Dragons e da allora non ha editato più nulla.

        È evidente quindi come i soggetti e le sceneggiature delle ultime tre stagioni (partendo dalla Sesta Stagione, dominata sin dall’inizio dalla luciferina figura della dama in rosso e dal personaggio dell’Alto Passero, che porterà al processo a Cersei) siano stati concepiti dagli autori senza alcun romanzo di riferimento da usare per lo meno come traccia, sia per l’evoluzione della storia, sia per quella dei singoli personaggi e questo non è cosa da poco per fare capire cosa sia diventata questa fiction, ma sarei falso se non dicessi che in realtà David Benioff e D. B. Weiss sin dalla primissima stagione hanno fatto modifiche al testo originale di Martin, creando personaggi inesistenti nei romanzi e modificando caratteristiche di altri, anticipando avvenimenti nella seconda stagione che Martin racconta solo nel quarto libro e così via discorrendo, ma penso che questo rientri nella normale dialettica di ogni adattamento televisivo e cinematografico di un’opera scritta e già tante altre volte io e te abbiamo discusso su questo argomento.

        A questo punto, puoi ben immaginare amico mio, come l’orda inferocita dei lettori dei libri di Martin, già rimasti orfani dello stile narrativo dei romanzi (pensa solo che ognuno dei capitoli del quinto libro, A Dance with Dragons, è stato scritto dal romanziere in POV ovvero raccontato con il punto di vista del protagonista del singolo capitolo) e che in tutti questi anni ha fantasticato sul futuro dei singoli personaggi, abbia accolto la narrazione televisiva dei loro beneamini: non è un caso che la quasi totalità delle stroncature dell’ottava stagione (non parlo di critiche obiettive, ma proprio di urla di offesa) provenga da fedeli lettori dei 5 romanzi, mentre chi ha visto solo la fiction senza aver letto nulla di Martin in genere lamenta aspetti marginali ma accoglie come interessanti tutte le scelte drammatiche più importanti…

        Un’ultima precisazione: mentre del prequel si sta già facendo il casting, del sequel non se ne parla nemmeno in alcun sito… Sono solo io che per esperienza so per certo che torneremo a Westeros, per ascoltare e guardare le nuove minacce e le nuove sfide che Arya avrà trovata ad ovest e che la obbligheranno a far richiamare Snow dal suo eremo, mentre Sansa vedrà l’indipendenza del Nord minacciata dagli altri sei regni… E la storia continua… Forse con anche il drago…

        1. La mia ignoranza sull’opera di Martin è totale e nemmeno sapevo che avesse avuto così tanto seguito letterario.
          Parimenti se tu non avessi specificato il passaggio da trasposizione a invenzione (sesta stagione) non avrei saputo individuarlo, il che fondamentalmente gioca a favore degli autori che hanno mantenuto una coerenza narrativa pregnante durante tutto l’arco narrativo.

          Dici bene quando sottolinei il fatto che GoT sia diventato fenomeno di costume ben oltre il suo ruolo di intrattenimento televisivo. Basti pensare alle centinaia di riferimenti ad alcune frasi emblematiche dello show, come quel “winter is coming” scimmiottati da tanti, non ultima da una squadra di calcio di cui non ripeto il nome perchè le dita me lo impediscono che usò la frase come slogan per la sua campagna abbonamenti di un paio d’anni fa.
          Ti dirò di più: il fatto che fino a ottobre io non avessi visto nemmeno un episodio di GoT e che tuttavia sapessi benissimo chi fosse Jon Snow, che sarebbe morto e resuscitato, che sapessi benissimo che Emilia Clarke è molto più gnocca da bionda che da mora e che le uova di drago consegnatele in uno dei primi episodi si sarebbero schiuse presto o tardi, che Sean Bean sarebbe morto alla fine della prima stagion, (potrei continuare ma mi fermo qui); ebbene: se io sapevo tutto ciò senza mai aver visto un episodio della serie, credo certifichi in maniera devastante l’impatto che ha avuto lo show sul nostro mondo.

          Mi astengo dal giudizio circa l’opportunità di lasciarsi aperti numerosi scenari futurabili: ci sono almeno 4 possibili sequel\spinoff che si potrebbero mettere in piedi in quattro e quattr’otto.

          C’è una cosa che mi preme sottolineare: la potenza dei personaggi ideati da Martin e sviluppati dai 2 showrunner della serie: sono loro, al di là di tutto, i motori potenti della serie.

          Chiudo con il giudizio lasciato in sospeso dal precedente commento: THE UMBRELLA ACADEMY è una figata pazzesca, punto. Ora che ci penso forse sapevi già del mio giudizio se hai visto il post su FB di qualche giorno fa, comunque poco importa, non cambia il senso del grandissimo godimento che ho avuto vedendo lo show, nonostante la protagonista (Ellen Page) sia una delle facce che più maldigerisco…. Grazie quindi della dritta!!!!

          1. Avendo già detto tanto, assieme a te, sulla genesi di GoT e trovandoci di fatto d’accordo su tutto, mi soffermo solo sulla tua chiusura…

            Avevi scritto un post su Facebook a proposito di “Umbrella Academy”? Non l’ho visto… Né allora quando lo hai pubblicato né ora che l’ho cercato… Che strano… Avrei voluto leggerlo….

            Ad ogni modo, lietissimo ti sia piaciuto!!

          2. L’ho pubblicato sulla ormai poco utilizzata pagina FB del blog…

            Il significato comunque è semplice: una serie tv sui supereroi che sa ancora combinare qualità e originalità: merce rarissima al giorno d’oggi!!!

          3. Mea culpa, la visitò troppo poco! Facebook ha un algoritmo davvero stronzo… Praticamente non mi appariva mai, mentre la tua personale sempre! Mah!

          4. Oramai il mio rapporto con FB è palesemente conflittuale.
            Da qualche mese ho perfino disistallato l’app dal telefono e uso FB solo da computer, quindi raramente.
            Nella pagina personale pubblico solo i post del blog, mentre nella pagina del blog pubblico anche brevi commenti sulle ultime visioni.
            Purtroppo la totale vacuità della piattaforma e di chi la popola me l’ha fatta andare a noia mortale, così come Twitter.
            L’unico social media che utilizzo da qualche tempo è Instagram, e anche lui mi ha abbastanza stufato….
            Tutto questo per dirti che non è colpa tua, ma mia, che pubblico così di rado da vanificare anche le buone intenzioni (ammesso e non concesso che ci siano…) degli algoritmi del sign. Zuckemberg 😀

  2. “siamo tutti incazzati per come è finito Il Trono di Spade, oppure perchè il Trono di Spade non ci sarà più?” LA SECONDA!!!
    urlando al cielo proprio perchè è finita, al di là del finale, che soggettivamente mi trova concorde, proprio per il modo da te così sapientemente esposto.
    Non mi dilungo oltre, anche perchè mi posso limitare solo alla versione “filmica” non avendo letto niente di Martin.
    Posso solo dire che è stato innamoramento a prima vista, dal primo all’ultimo episodio, una serie “diversa”, costantemente fuori dai soliti cliché -almeno per quanto mi riguarda- e pervasa da una sorte di onirica immedesimazione.
    Per Danaerys anche qualcosa in più, ah quanto avei voluto essere Drogo 🙂
    ciao bello

    1. Emilia Clarke è bella sempre, ma quando veste i panni di Danaerys (specie nelle prime stagioni, quando era meno coperta 😛 ) diventa una cosa allucinante. Quindi non posso che concordare con te circa l’innamoramento.
      Anche se, va detto, in quanto a gnocca su GoT caschi sempre bene. Io ad esempio andavo pazzo per la bionda che sposò uno dei figli di Cersei, Natalie Dormer.

      Al di là del faceto, GoT è una serie potentissima che merita di stare nell’olimpo delle serie TV. Il merito, come quasi sempre accade in questi casi, va ascritto a personaggi di una eccezionale vitalità e complessita, assolutamente fuori dal comune. Anche quello secondario ha il suo perchè, tipo Brienne of Tarth o Sandor o Bronn, giusto per citare i primi che mi vengono in mente.

      Lunga vita alla madre dei draghi, comunque!!!!

      1. rimanendo sul faceto (ma nemmeno tanto 🙂 , vogliamo parlare di Missandei?
        A parte questo credo anche io che GoT sia una di quelle serie che merita di stare nell’olimpo (ma vogliamo veramente definirla serie? potremmo anche identificarla come una perturbazione stagionale di eventi emozionali -minchia che cosa mi è uscito 🙂 )
        A parte tutto, per restare in “serie” -più sitcom, peraltro- solo un’altra mi ha affascinato non poco, agli antipodi come storia, protagonisti, atmosfere da GoT, mi riferisco a Friends.
        Ciao

        1. Hai l’occhio arguto: MIssandei è una grande patata. Per carità, io faccio poco testo giacchè mi sarei volentieri spupazzato pure tutte le signore Stark: non solo (ovviamente…) Sansa, ma pure Arya e anche la defunta moglie di Ned… Non faccio testo!!!!

          Comunque hai ragione, è una serie tv totalizzante, che ingloba passioni e sentimenti traducendoli in forme impensabili.
          Devo ammettere che non potrei metterla nel mi pantheon personale, dove restano intoccabili I Soprano, Sherlock e Breaking Bad, ma di sicuro è subito sotto!!!!!

  3. Non ho mai visto il Trono di spade. Innanzitutto è una serie tv, e già questo mi scoraggia moltissimo; in più appartiene al fantasy, genere indigeribile per uno spettatore come me, amante delle trame verosimili o meglio ancora tratte da storie vere.
    Con gli anni poi si aggiunto anche un terzo motivo: è diventato troppo di moda. Quando un film, una serie tv o un programma ha troppo successo, guardarlo diventa quasi un obbligo, e io, da spirito libero quale sono, a quel punto mi ribello e non lo guardo per principio. Per lo stesso motivo non ho visto Avatar, Il signore degli anelli, Harry Potter, Benvenuti al Sud eccetera.
    Posso comunque capire il senso di vuoto che provate voi fan adesso che il Trono di spade è finito, perché provai la stessa sensazione quando finii di vedere l’ultima puntata di Beverly Hills 90210. Ricordo che già prima di allora, quando mi mancavano solo 7 puntate, mi era presa una malinconia che nemmeno l’ultimo giorno di vacanza al mare.
    Due note off topic:
    1) Ho visto che hai messo nella tua watchlist “Il traditore”. E’ un prodotto atipico per il festival di Cannes, nel senso che quello è il ritrovo del cinema d’autore per eccellenza, e questo film invece di autorale non ha proprio nulla. E’ un film di mafia molto scorrevole, perfettamente apprezzabile anche dal grande pubblico, senza alcuna stramberia fine a se stessa.
    L’unico difetto che posso imputargli è quello di non aver trattato adeguatamente il personaggio di Falcone: capisco che Bellocchio voleva focalizzarsi di più su Buscetta, ma se decidi di includere nella sceneggiatura un personaggio così grandioso e così eroico non puoi ridurlo ad un comprimario senza spessore che appare in 2 scene e via. A quel punto sarebbe stato più rispettoso tagliarlo del tutto.
    2) Da qualche tempo si legge che Gazidis vuole cambiare totalmente il Milan, trasformandolo in una sorta di “squadra Primavera” in cui allevare futuri campioni per poi rivenderli a cifre stellari. In pratica vuole farvi diventare l’Udinese. L’ingaggio di Giampaolo andrebbe in questa direzione, perché alla Sampdoria ha fatto da maestro di calcio a tanti campioncini in erba che poi hanno spiccato il volo verso squadre più blasonate.
    Gazidis tuttavia non ha capito che il suo progetto è inapplicabile, per una ragione molto semplice: San Siro. A Udine o Genova un giovane può crescere senza problemi, perché se sbaglia una partita o 2 il pubblico lo aspetta senza battere ciglio; il tifo milanista invece è più esigente che mai, e comincia a subissare di fischi un giocatore non alla seconda partita, ma alla seconda palla giocata male. Non è assolutamente la piazza giusta per una politica come quella di Gazidis, e quindi questo dirigente va incontro ad un fallimento sicuro al 100%.
    Leonardo e Gattuso, conoscendo meglio di lui l’ambiente milanista, hanno capito benissimo che il suo progetto non sarebbe decollato, e infatti appena hanno capito le sue intenzioni si sono precipitati a rassegnare le dimissioni. Vi auguro di cuore che Giampaolo non faccia rimpiangere Ringhio, ma se gli daranno in mano una squadra di soli giovani temo proprio che non potrà fare miracoli.

    1. Nemmeno io amo molto il genere Fantasy, anzi lo schifo massimamente. Ma nel caso di GoT la valenza dell’ambientazione è proprio marginale perchè il vero cuore pulsante della serie sono le caratteristiche dei tanti personaggi principali e gli intrighi che mettono in piedi. Lo show, per dire, avrebbe potuto funzionare benissimo pure se ambientato nell’antica Grecia o alla corte dei Medici nel XV secolo.
      So che sei riottoso nei confronti delle serie tv, ma se facessi una deroga, so che apprezzeresti 🙂

      Riguardo il Milan che vuole mettere in piedi Gazidis, aspetto i fatti per giudicare. Fermo restando che le tue considerazioni sono ineccepibili e che quel modello (giovani da crescere) non può funzionare in una società come il Milan, stiamo parlando quasi esclusivamente di chiacchiere riportate da giornalisti. Allo stato attuale, le uniche dichiarazioni di Gazidis rilasciate qualche giorno fa alla Gazzetta dicono più o meno così: non possiamo permetterci i campioni già fatti, per cui dobbiamo costruirceli in casa per tornare a vincere. Ora, può piacere o no, ma allo stato attuale non vedo altre vie per recuperare competitività visto che il FPF impedisce investimenti massicci e la proprietà probabilmente nemmeno sarebbe disposta a farli.
      In quest’ottica, per me sarà centrale la decisione di Maldini: di sicuro una bandiera come lui non accetterebbe mai di fare il DT in una società tipo l’Udinese o il Sassuolo, se quindi accetterà è perchè avrà avuto garanzie precise.
      Discorso diverso per quanto concerne l’allenatore: voglio sperare che le voci su Gianpaolo siano presto smentite perchè è un profilo assolutamente inadatto. Sarà pure un bravo tecnico, ma non ha esperienze nè la mentalità per allenare una squadra blasonata come la nostra e finirebbe stritolato nel giro di poche settimane. Sono sicuro che se venisse veramente ad allenare il Milan farebbe la fine di quando allenava il Brescia e finì su CHI L’HA VISTO
      https://www.linkiesta.it/it/article/2016/10/21/chi-lha-visto-quando-marco-giampaolo-spari-nel-nulla/32145/
      Sono da tempo convinto che,stante l’impossibilità di comprare top player da schierare in campo, l’unico modo per recuperare in fretta competitività sia quella di acquistare un top player come allenatore. Ci sono liberi Spalletti, Allegri e forse Sarri: io punterei su uno di questi.

      1. Tu vuoi Maldini e non vuoi Giampaolo, ma purtroppo i loro destini sono intrecciati: è proprio Maldini che ha preso un’inspiegabile cotta calcistica per quest’allenatore, e sta facendo di tutto per portarlo a Milanello. Leggo che è andato lui stesso a corteggiarlo fino in Puglia, dove Giampaolo sta trascorrendo le vacanze (https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/milan/milan-maldini-e-giampaolo-si-sono-detti-si-a-rodi-garganico_1278889-201902a.shtml). Se fosse vero, sarebbe una situazione grottesca quasi quanto la famosa citofonata a Destro da parte di Galliani.
        Riguardo a Spalletti, qua a Firenze si dice che Commisso stia virando proprio su di lui dopo il rifiuto di Gattuso. Lui direbbe di sì al volo, perché è un tifoso viola da sempre.
        Anch’io lo stimo come allenatore, ma non come persona: non posso dimenticare la sua difficile convivenza con Totti, durante la quale Spalletti gli fece tanti dispetti meschini e indegni di un allenatore di serie A.
        Chi gestisce un potere deve prendere le sue decisioni ragionando nel modo più oggettivo possibile, senza farsi condizionare da simpatie o antipatie: Spalletti non riesce a fare questo, e quindi non riuscirei a stimarlo più di tanto neanche se ci riportasse in Champions’ League. Mille volte meglio un signore come Ranieri, che infatti è ricordato con grande affetto a Firenze e in tutte le altre piazze in cui ha lavorato. Fossi stato in Maldini sarei andato a corteggiare lui, altro che Giampaolo…

        1. Non mi rassegno a questa mediocrità e non voglio credere che addirittura uno come Giamapaolo vada inseguito fino a casa sua per essere convinto a venire da noi. Al contrario, sarebbe lui a doversi inginocchiare per strappare l’ingaggio del Milan.
          Non voglio credere, mi ripeto, che Maldini compia come sua prima scelta assoluta la nomina di Giampaolo come allenatore del Milan. E’ una scelta così tranchant che se fosse vero le possibilità sono due: o Maldini non capisce un cazzo come dirigente e dimostra subito la sua inettitudine, oppure Maldini è un genio che manco Braida e ha già capito quello che la totalità dei tifosi non capirebbe mai, ossia che Giampaolo è un genio incompreso che ha bisogno di San Siro per sbocciare.
          Che Dio ce la mandi buona…

          PS: per voi Spalletti sarebbe grasso che cola…e se Commisso si presentasse con un tecnico del genere, tanto di cappello!!!!

  4. Ci si sente molto soli quando finisce una bella serie tv. Mi è successo tante volte. Colgo l’occasione per avvisarti che ti ho taggato nel mio ultimo post. È una catena che vorrei diffondere. Non so se ti è arrivata la notifica…

  5. Mi dispiace non poter condividere il tuo dispiacere per la fine della tua serie preferita, ma sino ad oggi sono riuscito ad evitarle perchè odio dovere aspettare le puntate successive, è uno stillicidio. Per me un’opera cinematografica deve iniziare e finire (almeno tendenzialmente) nel giro di un’unica seduta, per quanto lunga possa essere.
    Tuttavia ho notato che spesso sono proprio i finali di una storia ad essere i più difficili!
    Se ci pensi è il finale a decretare il sapore che un’opera d’arte ti lascerà in bocca, anche per giorni e giorni, per cui decidere come chiudere un racconto è importante ed arduo quanto svilupparlo.
    Per quanto concerne l’elaborazione del lutto, dopo che hai letto la mia “vibrante protesta” per la fine degli Avengers, sai che ti sono vicino nel profondo! 😉
    Un caro abbraccio Lap, coraggio, dietro l’angolo di una fine di solito c’è sempre un nuovo inizio, almeno finché non si esaurirà la fantasia.

    1. oh, mi sono subito consolato, sai, sparandomi due serie Netflix abbastanza godibili: THE UMBRELLA ACADEMY (rivisitazione cinica del genere supereroistico) e THE ALIENIST (un bel giallo\thriller ambientato nella New York di fine 800).
      Seguo molte serie tv alternando binge watching clamorosi a periodi di stanca nella quale recupero i film persi nel frattempo…
      Diciamo che amo ambo i generi, senza distinzioni. Il fim è forse il cugino più nobile perchè deve avere il dono della sintesi, qualità di cui invece le serie possono fare tranquillamente a meno).

  6. Ci sarebbe così tanto da dire su questa serie televisiva, sull’importanza che ha avuto in questi ultimi anni e sul calo delle ultime due stagioni, ma non credo che finirei e non voglio neanche discuterne visto che un sacco di persone hanno detto di tutto e di più. Comunque sia per me è stato un viaggio interessante e mi resterà nel cuore per sempre nonostante il modo in cui è finita. Bellissimo articolo mi è veramente piaciuto.

    1. Grazie Butcher!!!
      Hai colto proprio nel segno: GOT è stato un bellissimo viaggio indipendentemente da come è finito e da quanto ci sia piaciuto questo finale. Ha saputo diventare un fenomeno di costume incredibile, anche oltre i suoi meriti estetici veri e propri, e questo testimonia una insolita potenza espressiva sia dei personaggi che della narrazione.
      Lode e gloria, quindi!!!!

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