Blinded By The Light

Lei non mi caga di striscio. Cerco sempre il suo sguardo durante la ricreazione ma non lo incrocio mai: lei ride con le amiche mentre io me ne sto in un angolino a sorseggiare un succo di frutta aspettando che accada qualcosa, un qualche evento catastrofico o soprannaturale grazie al quale lei si accorga che io esisto. Ma non succede mai niente: meteoriti e terremoti se ne infischiano di me e mi lasciano solo alla disperata ricerca di un senso per questa esistenza che solo di rado trovo tollerabile.

Tutto scorre, ma non io: guardo la vita passarmi davanti senza che sappia coglierla o almeno capirla.

Talvolta, mentre faccio i compiti, immagino come sarebbe bello se fossi diverso, se avessi il coraggio di esprimerle i miei sentimenti, ma mi ostino a vivere nell’attesa vana che lei intuisca quello che provo. Resterò intrappolato nella prigione inespugnabile che ho costruito alimentando timori e debolezze, così sarò sempre solo, schiavo delle insicurezze e della congenita incapacità di trovare il mio ruolo in questo mondo strano, dove le persone si misurano con un metro che non ho mai saputo capire.

Mi sembra di vivere in uno di quei film romanticoni dove il protagonista è uno sfigato che si innamora di una ragazza troppo carina e alla fine, non si sa come, riesce a conquistarla. Ma la mia vita non è un film e io sono solo uno sfigato senza speranza che resterà tutta la vita in un angolo a sorseggiare il succo di frutta sperando che Lei si accorga di me, che i suoi sterminati occhi azzurri incrocino i miei anche solo per un secondo, che i suoi morbidi capelli castani possano….

DRRRIIIINNNNNNN, la ricreazione è finita

Mi desto, ma ancora non riesco a capire se si tratti di un sogno, di un film o della mia vita.

Vorrei vedere, vorrei capire, vorrei sapere, ma ne sono incapace. Grufolo per la maggior parte del tempo quando in realtà vorrei solo un paio di ali e volare via lontano perchè sono stufo di queste pastoie che mi lasciano sempre stanco, vuoto e incazzato. Dev’esserci, lo sento, un modo o un posto dove tutto questo abbia un senso, dove il grigiore di un’esistenza senza soddisfazioni possa trovare il proprio riscatto.

Ma cos’è che riscatta una vita mediocre?
Una poesia? Un panorama? Un cataclisma? Una canzone?

Talk about a dream
Try to make it real
You wake up in the night
With a fear so real
Spend your life waiting
For a moment that just don’t come
Well, don’t waste your time waiting

(Parlare di un sogno | Cercare di renderlo reale | Ti svegli nel cuore della notte | Con una paura così reale | Di dover passare la tua vita ad aspettare | Un momento che non arriva | Bene, non perdere il tuo tempo ad aspettare)

Il pugno è potente e mi colpisce lì, proprio alla bocca dello stomaco, lasciandomi senza fiato e con lo sguardo incredulo di chi si accorge di aver dormito per tutta la vita.

(non perdere il tuo tempo ad aspettare)

Mando indietro la cassetta che mi ha prestato un compagno di scuola e ascolto di nuovo la canzone.

(non perdere il tuo tempo ad aspettare)

Mi lascio schiaffeggiare dalle parole di Bruce Springsteen, lo sento urlare dalle cuffie e il suo grido arriva direttamente al cervello come una scarica elettrica che mi rianima o forse addirittura mi fa rinascere.

(non perdere il tuo tempo ad aspettare)

Per la prima volta le mie emozioni prendono forma e riesco a vederle: non sono brutte nè sbagliate, sono soltanto mie. E’ una sensazione liberatoria sentirsi vivi, forse perfino normali.

(non perdere il tuo tempo ad aspettare)

Anche se sono strano, anche se sono diverso, anche se sono sfigato, forse c’è un posto per me in questo mondo dove possa sentirmi a casa, senza paura di essere giudicato o emarginato. Forse se corro abbastanza veloce potrò raggiungerlo in tempo, prima che la magia di una melodia svanisca nell’aria lasciandosi dietro una scia di puntini luminosi che trapuntano di luce le ombre della mia stanza.

Non voglio più perdere il mio tempo aspettando qualcosa che non accade mai.

Può una canzone cambiarti la vita? Può un disco salvarti l’anima?

Si, ma solo se sei fortunato.

Ho incontrato le canzoni di Bruce Springsteen per caso ma le ho fatte diventare parte della mia vita per scelta. Arranco da sempre rincorrendo fantasmi di velluto che non si fanno mai acchiappare, ma ora so chi sono e so cosa voglio.

So che non ho più paura. E so che voglio te, Eliza.

Vieni da me, adesso, e lascia che il vento tiri indietro i tuoi capelli, chè tanto la notte è tutta per noi e possiamo andare ovunque vogliamo. E’ la nostra ultima possibilità per realizzare i nostri sogni, quindi scambiamo le nostre effimere ali con delle più pratiche ruote e partiamo senza voltarci indietro: il Paradiso ci aspetta lungo il percorso. Le strade intorno a noi sono intasate da eroi sopraffatti che cercano un’ultima possibilità di riscatto e in fondo scappiamo tutti da qualcosa anche se non c’è più nessun posto dove nascondersi. Ma io e te insieme, Eliza, potremo sopportare il dolore e lasciarcelo alle spalle. Sarò un ciclone che abbatterà tutto quello non sa restare saldo in piedi e spazzerò via tutti gli incubi che ti svegliano la notte e i sogni che ti spezzano il cuore, scaccerò via tutte le bugie che ti fanno sentire abbandonata e il mio amore non ti deluderà mai, neppure per un istante. Dammi un po’ di fiducia, c’è magia in questa notte. Non sono più un ragazzo, ora sono un uomo e ho imparato a custodire i sogni anche quando il tempo e le delusioni suggerivano di lasciarli indietro, perchè soffrire è sempre meglio che rimpiangere. Ti amerò di un amore folle ma sincero e un giorno, te lo prometto, raggiungeremo quel posto dove vogliamo realmente stare e potremo camminare mano nella mano sotto il sole.

Ma fino ad allora gli innamorati come noi sono nati per correre.

Voto: 8½

NOTA: l’ultimo paragrafo è la traduzione\parafrasi di alcuni versi tratti da numerose canzoni di Bruce Springsteen e assemblati secondo il mio insindacabile (almeno in questo caso) piacimento.

33 pensieri su “Blinded By The Light

  1. Aspettavo con trepidazione questo tuo post, di cui avevi annunciato l’imminente pubblicazione e di cui si percepiva nell’aria il crepitio elettrico delle emozioni che la visione del film ti aveva suscitato, chiaramente in sinergia con la passione che hai per Bruce Springsteen ed ancora una volta la tua lettura mi ha lasciato completamente appagato.

    Sia chiaro, il mio spirito un po’ accademico e saggistico sarebbe stato ancora più soddisfatto se, al termine del tuo coinvolgente racconto in prima persona, avessi aggiunto, in una specie di post scriptum allo stile letterario, uno o due paragrafi più didascalici, dedicati specificatamente
    al film in questione (che tu ne parli, infatti, lo si arguisce solo dal titolo e dalla tag), dove avresti potuto raccontare che questo è un film uscito da pochissimo, spendendo magari due parole anche sul bravissimo attore protagonista maschile e facendo capire, a noi lettori più ignoranti sul versante della poetica del boss, se questa pellicola rispetti lo spirito poetico e musicale del boss… Ma come si fa ad imporre uno scrittore uno stile? E soprattutto, quanto sbagliato sarebbe il farlo?

    Uno dei blogger di maggior successo su WordPress, quale è il nostro comune amico Wwayne, è ancora più sintetico di te e quando recensisce un film non solo ne parla quasi mai davvero, ma a volte nemmeno la foto di copertina lo concerne… Eppure i suoi post sono splendidi…

    Inoltre, a ben leggere il tuo brano (tale è, perché tu non sei più da tempo un recensore e nemmeno un pubblicista di cinema, ma sei uno scrittore vero), dentro c’è tutto, compreso il film: il tuo giudizio molto positivo su di esso, l’empatia instauratasi con il protagonista, tutto… Basta solo lasciarsi trasportare dai refrain musicali delle tue parole e smettere di fare il rompiciloglioni come faccio io, perché tu quando scrivi sei come Van Gogh in pittura o David Lynch al cinema o Noah Hawley in TV ossia te ne freghi delle regole e delle aspettative e dipingi in libertà bellissimi affreschi ed allegorie, senza mai essere banale o inutile o grigio in modo dimenticabile.

    Resta così e se puoi insisti laddove temi di insistere.

    1. Il verso finale di una canzone poco nota ma molto bella (This Hard Land, una outtake di BITUSA finita poi nel greatest hits del 1995) che recita più o meno così: “stay hard stay hungry stay alive, if you can |and meet me in a dream on this hard land”.
      Ecco, la chiusa del tuo commento me l’ha fatto sovvenire in maniera potente, giacchè la valenza di un messaggio talvolta travalica le parole scritte perché queste – in casi rari per i più, ma frequentemente per te – assumono accezioni metatestuali, come se fossero circondate da una nuova di pulviscolo magico che regala significati ulteriori alle semplici parole.
      Se qualcuno pensasse che questa sviolinata sia un modo vanesio per omaggiare le belle (e temo ingiustificate) parole che hai speso per il post e per me, ovviamente costui non conosce me e soprattutto ignora la potente passione per l’espressione artistica che anima ogni tuo commento qui su WP.
      Bando alle ciance, però, e torniamo in topic, perché tu hai sollevato una giustissima obiezione al mio post– ovvero la totale assenza del film – ma ovviamente questo era voluto, perché per parlare del resto c’era tutta l’area dei commenti, che come ben sai spesso amo più della stesso post.
      Pertanto esprimo subito alcuni concetti basilari per capire questo film e il mio giubilante gradimento.
      Ovviamente, va da sé, il voto finale e il giudizio sono inevitabilmente inficiati non solo dal fatto che la pellicola è ricca di canzoni di Springsteen, ma anche dal fatto che la mia empatia col protagonista è stata semplicemente TOTALE. Anche io conobbi la musica del Boss ai tempi delle superiori e anche per me i messaggi cantati da Springsteen furono potenti insegnamenti che mi aiutarono a trovare il mio posto nel mondo nel difficile periodo dell’adolescenza, per me complicato dall’assenza di una figura paterna (e quindi maschile) di riferimento. Ho confessato più volte anche a te, d’altronde, che spesso ho ascoltato le canzoni di Bruce cercando proprio quelle parole che avrei voluto sentirmi dire da mio padre.
      In un contesto del genere, la mia immedesimazione è stata quasi trascendentale e quindi il giudizio ne risente notevolmente.
      Premesso questo, che cos’è BLINDED BY THE LIGHT?
      Fondamentalmente è una commedia per metà romantica e per metà musicale, un racconto di formazione e affermazione, un grido di speranza e rivalsa, una rappresentazione canonica (ma mai stereotipata) dell’adolescenza. Il tono è leggero, tuttavia non teme di affrontare tematiche delicate, come il rapporto conflittuale padri\figli, le tensioni razziali e il dramma della disoccupazione. Ovviamente la narrazione è sempre tesa verso l’inevitabile happy-ending, ma d’altronde qui si sta facendo cinema di intrattenimento e non cinema di riflessione, quindi non deve essere visto come un difetto.
      Sai, mentre riflettevo sul film, mi son reso conto che rientra a pieno titolo nella categoria dei “Romanticoni – Sentimentaloni – Moccoloni”, di cui enunciai le caratteristiche in un post vecchissimo ( https://lapinsu.wordpress.com/2014/11/13/a-case-of-you/ ) con in più la musica di Springsteen. Considerato che i romanticoni sono forse il mio guilty pleasure per eccellenza, ci troviamo di fronte a un film che sembra scritto apposta per me 😀
      Hai citato il protagonista, invero bravissimo, e mi chiedo se il tuo giudizio su Viveik Kalra sia figlio della visione di questo film o da altre pellicole (perché ti confesso io non l’ho mai visto prima).
      L’unico vero appunto che mi sento di fare al film è stata la gestione dei sottotitoli. Nel film viene dato grande risalto ai testi delle canzoni di Springsteen e talvolta i versi nel boss compaiono scritti sullo schermo (nel muro, nel pavimento, nei vetri delle finestre) per dare particolare evidenza a un passaggio specifico. Tuttavia, ogni volta che viene fatto ascoltare un brano di Springsteen esso è sempre in simbiosi con quello che sta capitando sullo schermo, e salvo che lo spettatore non conosca perfettamente le canzoni del Boss o non sia un anglofono provetto, perde molti significati metatestuali che però colorano la pellicola in maniera molto più brillante. Fosse dipeso da me, avrei quindi inserito i testi con le traduzioni ogni volta che veniva riproposta una canzone del Boss.
      Mi permetto di chiudere con una specie di richiesta proprio per te. C’è una scena, più o meno alla metà del film, in cui il protagonista si dichiara alla sua bella cantando Thunder Road al mercato cittadino, con tutti i passanti che si mettono a cantare e ballare con lui. Ora, l’idea di creare una commistione tra la musica di Springsteen e i musical di Bollywood è semplicemente folle, eppure la scena è riuscitissima. Pensa te che mi son commosso e ho dovuto simulare un attacco di tosse per non farmi scoprire da mia moglie (a proposito, nonostante non ami molto Springsteen, il film è piaciuto anche a lei). Ebbene, appena è terminata questa scena mi son detto: sarebbe perfetta per un Kazashot di kasabake…

      1. Complice il periodo estivo appena trascorso, nonché le notizie roboanti sul Festival di Venezia appena concluso, nonché le uscite di film chiacchieratissimi come It Volume 2, sta di fatto che sto leggendo quasi nulla su Blinded By The Light, (anche la sala del cinema del centro città era semi-deserta, quando l’ho visto con moglie, alla quale il film è piaciuto molto più di me) quel poco che ho letto a livello di recensione tradizionale è assolutamente inferiore (sia nel fornire informazioni, sia nel trasmettere la tipologia di spettacolo) alle poche righe di testo che tu hai inserito nella risposta!! Un’idea meravigliosa quella delle due anime di una stessa recensione, come un Giano bifronte o una poesia con note di parafrasi accluse… Fantastica, da copiare!
        Nel commento precedente non ho detto nulla sulla pellicola in sé, un po’ per non rubare spazio alla tua disamina ed un po’ perché il tono letterario del tuo pezzo era assolutamente lontano da qualsiasi recensione didascalica… Tuttavia, dopo questa tua risposta le cose sono cambiate e posso dirti che il film è godibilissimo, anzi, considerando che appartiene di diritto a quella categoria da te stesso identificata nel post e che normalmente disprezzo non poco, mi ha persino stupito: la colonna sonora di Springsteen non è assolutamente la giustificazione per un videoclip non richiesto, ma è il contraltare poetico di una commedia adolescenziale di grande energia cosmopolita ed in pratica di spirito anti brexit!

        La scena che tu hai citato è assolutamente splendida ed anche se non farà mai parte di un un mio personale Kasa Shot (sarei ipocrita a dire il contrario, visto che ho già una fila lunghissima di sequenze a me particolarmente care tra cui devo ancora scegliere), ti dico già che il film nel suo complesso sarà uno di quelli che citerò ad esempio nel mio imminente nuovo post… Su sotto-genere cinematografico sottostimato (no, non quello romantico-sdolcinato-cariogeno, di cui parlerò si ma più avanti)…

        1. Mi fa piacere che tu abbia apprezzato il film, anche perchè conoscendo come i film romanticoni siano fondamentalmente incapaci di stuzzicarti, temevo la tua stroncatura, perchè apprezzare qualcosa insieme è sempre meglio che apprezzarla da solo!!!
          Anche quando l’ho visto io in sala non c’era nessuno, a parte io, mia moglie e un allegro sessantenne che indossava la maglietta del tour di BITUSA (e probabilmente non la lavava da allora…).
          Paradossalmente, temo che in paesi come l’Italia il fatto che il film fosse incentrato sulla musica del Boss, abbia determinato una minor afflusso di pubblico. Può sembrar paradossale, ma in realtà il film è stato percepito come un fan-tribute (anche se non lo è, o almeno non lo è troppo) e quindi alla fine ci vanno soltanto quelli che amano la musica di Springsteen, mentre tutti quelli che lo conoscono poco o niente snobbano il film.
          Vabbè, pazienza, alla fine non l’ho prodotto coi soldi miei 😀

          Tornando al film, quando hai scritto il contraltare poetico di una commedia adolescenziale di grande energia cosmopolita hai colto consapevolmente nel segno.
          L’abilità della regista (ma anche di chi ha sceneggiato il romanzo da cui è tratto) è stata quella di racchiudere nell’opera tutte le tematiche affrontate da Springsteen nei suoi album:
          – l’amore, ovviamente, che nel film è stato tratteggiato con alcune canzoni molto preziose come Born to Run e Thunder Road
          – i disordini dovuti a scontri razziali o etnici (nel film sono accompagnati dalle note di Jungleland, che sono perfette, ma a cui io avrei preferito quelle di My Hometown, canzone che per altro sarebbe stata perfetta per descrivere la città di Luton e la crisi che la attraversa)
          – la difficoltà del rapporto padre\figlio. Springsteen ha dedicato molte canzoni al tormentato rapporto col padre, la mia preferita è ADAM RAISED A CAIN, ma qui le è stata preferita INDIPENDENCE DAY e credo sia la scelta giusta, perchè più attinente il rapporto tra il ragazzo e suo padre
          – l’amicizia con l’amico che suona brit-pop

          Insomma, la musica di Springsteen ha sempre cercato di veicolare dei valori, e la stessa cosa è stata fatta con questo film. Un omaggio nell’omaggio.

          Ora sono solo curioso di sapere dove e come citerai Blinded By The Light 😀

    2. Grazie mille per i complimenti Kasabake! In effetti hai ragione, il titolo e la foto dei miei post non lasciano quasi mai intuire di cosa voglio parlare. Inoltre, talvolta rivelo solo nelle ultime righe il titolo del film, nella speranza che questo contribuisca a tenere il lettore incollato allo schermo.
      Tra l’altro ho notato che la foto di copertina è davvero fondamentale per il successo di un post: se ritrae una bella figa, è molto più probabile che il post faccia il botto. Ad esempio:

      – in quello di Giugno ho messo la foto di una giovane e bellissima Jane Fonda, e ho fatto ad oggi 2.838 visualizzazioni;
      – in quello di Luglio ho messo la foto di Emily Ratajkowski, e ho fatto 3.724 visualizzazioni;
      – in quello di Agosto ho messo la foto di Cossiga, e ho fatto 482 visualizzazioni.

      Coincidenze? Io non credo! 🙂
      Riguardo a Blinded by the light, non avevo in programma di guardarlo al cinema, per il motivo che ha detto lo stesso Lapinsù nel risponderti: ha un finale annunciato, e quindi sarebbe come leggere un giallo di cui conosco già l’assassino. Tuttavia, il fatto che lui l’abbia descritto come una commedia per metà romantica e per metà musicale mi fa supporre che sia simile a Sing Street, uno dei film più belli che abbia visto negli ultimi anni: questo mi fa pensare che, mentre aspetto il prossimo film di Tarantino, potrei tranquillamente ingannare l’attesa facendo un salto a vedere Blinded by the light.
      Colgo l’occasione per segnalare ad entrambi l’unico film che ho visto in questo mese di Settembre: Repo Men. L’ho adorato per lo stesso motivo per cui ho adorato Serenity: un colpo di scena finale che ribalta tutto ciò che lo spettatore aveva creduto fino a quel momento. Non dico altro, perché il rischio spoiler è davvero altissimo! 🙂

      1. Parto dal fondo, ovvero da REPO MEN.
        Avevo notato nella tua lista che l’avevi visto da poco e ti confesso che il lusinghiero 7 con cui l’avevi salutato, mi ha lasciato perplesso.
        Vidi questo film molti anni fa ma ne fui totalmente disgustato. Effettivamente il colpo di scena finale un po’ li riabilita, ma non bastano 5 minuti a salvare il numma dell’ora sprecata prima. Ricordavo di avergli dato un votaccio e per curiosità sono andato a verificare su IMDB: sono stato severissimo, forse troppo, perchè 3 è un voto che assegno veramente di rado. Forse ora potrei essere più magnanimo (col tempo sono diventato più indulgente verso un certo tipo di cinema) tuttavia il mio giudizio non può che restare ampiamente negativo

        Riguardo la gnocca in copertina, non ho mai fatto una statistica precisa come la tua e potrei anche farla. Tuttavia temo che i risultati sarebbero sulla stessa riga dei tuoi. D’altronde, come recita il titolo dei uno dei miei post di maggior successo, “Tira più un pelo nel film che un carro di buoi…”

        Chiudo invece con Blinded By The Light.
        Si tratta chiaramente di un film per certi aspetti telefonato e tieni anche conto che si rivolge a un pubblico estremamente giovane, non a caso ha vinto l’ultima edizione del Giffoni Film Festival.
        Tuttavia, la similitudine che hai tracciato con Sing Street è senz’altro valida, sia per i temi trattati sia per l’ambientazione britannica.
        E poi è un film così ricco di buoni sentimenti, che non potrai non amarlo!!!

        PS: pochi giorni fa ho visto un autentico gioiellino che mancava al mio album personale, mi sto riferendo a THE LIFE OF DAVID GALE, con uno strepitoso Kevin Spacey. Se ancora non l’hai visto, recuperalo prima che puoi

      2. Tempo fuor di sesto lo lessi in una vecchissima edizione della mia biblioteca: conservava ancora il primo titolo con cui fu tradotto in Italia, “L’uomo dei giochi a premio”. Anche secondo me Andrew Niccol si è sicuramente ispirato a quest’ottimo romanzo per la sceneggiatura di The Truman Show, che comunque è costruita in massima parte sui suoi colpi di genio.
        Quinto potere l’ho registrato su SKY proprio dopo aver visto che gli avevi dato 8 su imdb. Il fatto che sia diretto da Lumet è un’ulteriore garanzia, quindi credo proprio che lo vedrò presto.
        Riguardo a Kate Winslet, io invece dal punto di vista estetico non sono mai riuscito a farmela piacere. Già ai tempi del Titanic pensavo: “Ma come hanno fatto a metterla accanto a Di Caprio? Ma vi pare credibile che uno come lui si innamori di una come lei?”. Riconosco che avevo torto, perché tra loro 2 si instaurò un feeling così profondo che sono diventati amici anche nella vita reale. I più romanticoni sognano che finiscano per diventare una vera e propria coppia, ma già così la loro è davvero una bellissima storia.
        Tra l’altro entrambi sono arrivati all’Oscar attraverso un percorso accidentato, fatto di tante nomination andate in fumo e di porte sbattute in faccia anche quando la vittoria sembrava a portata di mano. Conosco bene quella sensazione, quindi ammetto di aver accolto la vittoria di entrambi con grandissimo sollievo. Se poi si mettessero anche insieme sarebbe la ciliegina sulla torta, ma forse certe cose succedono per davvero solo nei film! 🙂

        1. Sulla coppia DiCaprio\Winslet favoleggiano tutti da anni…
          Non so se tu l’abbia visto, ma c’è un film di Sam Mendes in cui sono tornati a fare coppia, Revolutionary Road. Si tratta di una pellicola amara, ma molto bella, impreziosita da due interpretazioni al solito eccellenti.
          Tuttavia, da buon esperto e ammiratore della Winslet, permettimi di consigliarti 3 film forse meno famosi tuttavia ottimi, nei quali lei brilla per bravura e bellezza:
          -Un giorno come tanti (2013)
          -The Dressmaker – Il diavolo è tornato (2015)
          -Tutti gli uomini del re (2006)
          -Il domani tra di noi (2017)

          Il primo di questi è sicuramente il migliore, comunque meritano tutti.
          Sono invece in attesa di recuperare Little Children e Romance & Cigarette, sempre con lei come protagonista. Soprattutto mi intriga quest’ultimo perché è stato scritto e diretto da Turturro e c’è il mio mito James Gandolfini nel cast principale!!!!

    3. Non mi stupisce che il tuo post “Tira più un pelo nel film che un carro di buoi…” abbia avuto un grande successo: lì hai messo non una, ma addirittura 20 foto di belle fighe, e quindi hai attirato tutti gli allupati possibili e immaginabili.
      Rimanendo in tema, scrivere un post su Sofia Vergara (https://wwayne.wordpress.com/2018/09/01/unatmosfera-perfetta/) è stata una decisione davvero azzeccatissima. Lei ha una fanbase immensa (su Instagram ha più o meno gli stessi followers della Ferragni), e quindi il post che le ho dedicato è diventato in tempi rapidissimi il più cliccato di sempre del mio blog, con 10.168 visualizzazioni. Per farti capire quant’è straordinaria questa cifra, il secondo post più visualizzato di sempre ha fatto 5.399 visualizzazioni (praticamente la metà), e di norma è già tanto se un mio articolo arriva a racimolarne 1.000.
      Nota off topic: hai visto che il film del Joker ha vinto il Leone d’oro a Venezia? Dopo la candidatura all’Oscar principale per Black Panther, questa è l’ennesima prova del fatto che il mondo del cinema è sempre meno snob nei confronti dei cinecomic. Se Nolan avesse fatto la trilogia di Batman solo qualche anno più tardi, allora sì che avrebbe ottenuto la pioggia di Oscar che meritava… ma del resto, è stato proprio lui a dimostrare che i film di supereroi potevano essere qualcosa di più di una fracassonata in stile Michael Bay: senza di lui, non ci sarebbero stati tutti gli ottimi cinecomic che sono venuti dopo.

      1. Ho esultato alla vittoria di Joker e, te lo dico sinceramente, un po’ me l’aspettavo.
        Un mio amico cinefilo che era a Venezia l’ha visto e me ha parlato con toni entusiasti: tutti in sala erano estasiati. E il fatto che abbia vinto in un festival solitamente autoriale, dimostra due cose:
        1) si tratta di un film immenso
        2) anche i festival con la puza sotto il naso hanno capito che anche un cinecomic può essere un film capolavoro

        I primi a capirlo, stranamente, sono stati i vegliardi dell’Academy: nell’ultimo lustro non solo hanno inserito Black Panther nel lotto dei 10 migliori film, ma addirittura hanno premiato 2 cinecomic: La forma dell’acqua e prima ancora Birdman.
        Nolan c’è rimasto fregato e gli è capitata la stessa cosa con Interstellar: dopo di lui giù tutti a fare sci-fi sentimentali. Prima o poi qualche film meno meritevole vincerà la statuetta, puoi scommetterci.

        PS: non mi hai detto se conosci il film che ti ho citato, The life of David Gale. Sono curioso di sapere il tuo parere, se l’hai visto ovviamente 🙂

        1. Non l’ho visto, ma da quel che ho letto su imdb (trama e voto altissimo) direi che ha tutto per piacermi: lo aggiungo subito alla watchlist.
          Su imdb ho visto anche che nel cast c’è la tua pupilla Rhona Mitra: non è che anche questo l’hai visto perché ti tirava un’attrice del cast? 🙂

          1. Sei libero di non credermi, ma ti giuro che nemmeno sapevo della sua presenza. Ho visto il film perchè mi è stato consigliato e quando ho letto che era un film che condannava la pena di morte, mi sono subito fiondato a vederlo.
            Per altro la Mitra ci sta per poche scene, sempre vestita in maniera discintissima, il che non guasta, tuttavia non c’entra niente col film, nel senso che il suo personaggio serve solo a tratteggiare meglio la personalità del protagonista.
            Per altro, da un punto di vista squisitamente estetico, in questo film mi ha colpito di più Kate Winslet (all’epoca aveva veramente un fascino sovrumano, che per altro cogli anni non è minimamente scemato) e soprattutto Laura Linney, che ho conosciuto solo nella versione attempata, ma da giovane era veramente bellissima.
            Tra l’altro, sono due attrici bravissime, di una tale bravura da oscurare quasi la loro bellezza (nessuna di loro è stata mai considerata un sex symbol, pur avendone tutti gli attributi)

          2. Concordo sul talento di Laura Linney: in The Truman Show è stata davvero perfetta. Anche se in quel film Natasha McElhone le era superiore in tutto (bellezza, bravura, minutaggio), lei riuscì comunque a ritagliarsi un suo spazietto.
            Peraltro quel film spicca non solo per la bravura di tutti i suoi attori, ma anche per la lungimiranza con cui seppe prevedere la direzione che avrebbe preso la televisione negli anni successivi, orientandosi sempre di più verso i reality. Se ci pensi, oggi anche i programmi che non sono propriamente dei reality vanno comunque a scavare nella vita privata della gente con lo stesso atteggiamento invadente e ficcanaso di quel genere di trasmissioni.
            Gli stessi personaggi pubblici si sono adeguati di conseguenza: un tempo sarebbe stato ridicolo se un’attrice o un politico avesse fatto la foto a un piatto per annunciare al mondo che cosa stava mangiando, oggi invece è perfettamente normale, perché in pratica ogni personaggio pubblico si fa il suo reality, condividendo ogni dettaglio della propria vita sui suoi profili social.
            Il talento di Kate Winslet invece ho imparato ad apprezzarlo paradossalmente in uno dei suoi film più leggeri, L’amore non va in vacanza: il modo in cui si strugge per il suo amore non corrisposto è reso in maniera più credibile che mai, al punto da farmi pensare che probabilmente lei ha vissuto una situazione simile anche nella vita reale. Se così fosse, mi immagino quanto si starà mordendo le mani l’uomo che l’ha rimbalzata! 🙂

          3. La tua riflessione su THE TRUMAN SHOW è condivisibile in ogni suo aspetto.
            Quel film, a suo modo, ha anticipato tutto un modo di fare televisione che sarebbe venuto di lì a pochi anni con il successo clamoroso delle prime edizioni del Grande Fratello. Poi è diventato tutto reality, anche i programmi di cucina…
            A tal riguardo di segnalo due opere (che probabilmente conoscerai) le quali furono le vere antesignane di THE TRUMAN SHOW e della televisione spazzatura degli ultimi 20 anni.
            La prima è un film di Sideny Lumet intitolato QUINTI POTERE: un film avveniristico e lungimirante con alcune scene tra le più belle che abbia mai visto in una pellicola.
            Il secondo invece è un romanzo di Philip Dick, TEMPO FUOR DI SESTO, di cui Truman Show è per certi aspetti una trasposizione cinematografica involontaria.
            Mi sento di consigliarteli entrambi.

            Riguardo Kate Winslet, hai citato uno dei suoi film che preferisco. Si tratta di una commedia romantica tra le mie preferite in assoluto e ricordo con grande piacere le scene in cui proprio Kate duettava con il vecchietto interpretato da Eli Wallace (il cattivo di Leone…), personaggio quest’ultimo ispitato a Billy Wilder.
            Un film tenerissimo in cui lei brilla per bravura e anche per bellezza oscurando perfino Cameron Diaz che, pur essendo molto più bella di Kate, non ha la sua stessa quantità di fascino.
            Ti confesso anche che, sommando il gradimento estetico e l’apprezzamento artistico, Kate Winslet è una delle mie attrici preferite in assoluto, subito dietro l’inarrivabile Rachel Weisz, ovviamente.

          4. SPOILER WARNING
            Tutti gli uomini del re lo vidi per la presenza di 2 attori che non mi deludono quasi mai: Anthony Hopkins e Mark Ruffalo. E infatti il film mi piacque, anche perché entrambi fanno una mossa a sorpresa (il suicidio per Anthony Hopkins, l’omicidio per Mark Ruffalo) che neanche lo spettatore più acuto avrebbe mai potuto prevedere.
            Riguardo a Romance & Cigarettes, ho letto la trama su imdb: John Turturro dev’essere un vero sporcaccione, perché anche un altro film scritto&diretto da lui (Gigolò per caso) si basava su un triangolo amoroso dai toni marcatamente erotici. Aggiungo anche questo alla watchlist! 🙂

          5. La mia watchlist ormai ha qualche problema… bazzica costantemente oltre i 400 titoli…
            Un tempo inserivo solo le prossime uscite, ora invece mi capita sempre più di frequente di aggiungere vecchi titoli di film che non avevo mai recuperato.
            Ad esempio, proprio oggi sono riuscito a mettere le mani su una versione (spero decente) di LA LEGGENDA DI BOBBY Z, film tratto dall’omonimo romanzo di Don Winslow.
            Sta di fatto che dovrò darmi una regolata, perchè di questo ritmo supererò i 500 titoli prima che sia finito l’anno…
            https://www.imdb.com/user/ur23766059/watchlist

          6. Io quel libro l’ho preso in prestito in biblioteca l’ultima volta che ci sono andato, basandomi proprio su un tuo consiglio: per questo motivo, quando l’avrò letto sarai il primo a saperlo! 🙂

          7. Oh, Bobby Z è carino.
            Non è tra i migliori di Winslow, però ha il suo perchè. Debbo dire che ad oggi non ho ancora letto un suo romanzo che non mi sia piaciuto 🙂
            Non ne resterai deluso.

    4. Concordo pienamente con quanto dice in modo, peraltro garbatissimo, Kasabaki. Capisco che le recensioni possano essere un grande esercizio di stile, ma il povero lettore che è alla ricerca disperata di una scintilla che lo porti in sala rimane un po’ sconcertato. In questo modo le sue bellissime parole si possono apprezzare appieno solo DOPO la eventuale visione del film.;-)

      P.S. Nota Kasabaki che il nostro amico non ha messo David Lynch nella sua Best list…

      1. Ciao Diz e benvenuto nel blog!!!!
        Ammetto senza alcuna vergogna che se questo mio pezzo ti ha un po’ sconcertato, ebbene ne sono lieto perchè è proprio questo che ricercavo!!!

        Vedi, io amo specificare sempre che io di cinema – inteso come arte complessa fatta di intuizioni, virtuosismi e tecnicismi – non capisco un’acca. Io i film li guardo con il cuore e con la pancia e poi li recensisco con i piedi.
        Non potrei (nè in fondo vorrei) fare una recensione classica da un lato perchè non ne sono letteralmente capace, dall’altro lato perchè mi piace prendere un’emozione del film e trasmetterla al lettore e se questo implica non parlare mai, nemmeno per una riga, del film, per me va bene lo stesso.

        Di sicuro puoi trovare in rete centinaia di recensioni più dettagliate e interessanti di quella che avrei potuto scrivere io se avessi cercato di dar corpo ai pensieri che ho poi enucleato nell’aria commenti.

        Sono felice di aver letto questo tuo commento e sarò lieto di leggerne molti altri!!

        PS: con Lynch giochi una battaglia persa… il povero kasabake sono anni che prova a concinvermi a vedere un altro film di Lynch 😀 😀 😀

      2. La mancanza del nome di David Lynch è una manifestazione di eresia di cui il nostro padrone di casa è persino orgoglioso!!
        Scherzi a parte, Lapinsu è scrittore prima ancora che recensore, perciò il piacere di leggerlo è proprio nell’assenza di notizie precise, ma risiede tutto nelle emozioni che trasmette: per descrivere un brano musicale, invece di darti il nome ti canta una canzone che evoca le stesse sensazioni…

        1. Tra l’altro, scorrendo la filmografia di quello li che vi piace tanto,ho scoperto che in questo scorcio di secolo (nemmeno tanto scorcio, in realtà, perchè son già passati 19 anni) ha realizzato solo 2 film (Mullholand Drive e Inland Empire), di cui l’ultimo ormai oltre 13 anni fa, unitamente a una teoria sconfinata di corti, più ovviamente il reboot di Twin Peeks.
          Ma si è ritirato dalle scene?

          1. Per lo più dipinge.
            Comunque Twin Peaks The Return lo ha assorbito moltissimo: 18 episodi che ha scritto, diretto, prodotto in prima persona e di cui ha curato anche il sound design… Non poco per uno che ha suonato i 73 anni…

          2. Posso immaginare. Conosco comunque troppo poco sua filmografia da impedirmi perfino di buttar là qualche battuta sulla sua senilità 😀

    1. Ma sai che mi son dimenticato di dirti che infine ho poi visto (insieme alla signora) The Lunchbox.
      Madò che film carino!!!
      Ringraziamo sentitamente entrambi per la dritta!!!!

  2. Aaaaaaah, lo vedi che non sono il solo a dirti che ormai sei uno scrittore maturo e piacevole di cui il mondo letterario avrebbe tanto bisogno e non più solo un recensore di film?
    Mi accodo ai bellissimi complimenti di kasabake! 😉
    A presto Lap

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