Once Upon A Time In Hollywood #2

Vedo il suo volto ovunque. Mi perseguita.

Eppure l’ho scorto solo per pochi secondi quando si è affacciata dal portone di casa.

Dio se è bella!

Sto qui immobile davanti allo specchio da dieci minuti ma invece di guardare la mia faccia non faccio altro che pensare a lei, ai suoi occhi chiari, ai suoi capelli biondi che le accarezzano la schiena quando cammina e si agitano ad ogni folata di vento. Penso a lei e resto impalato come un cazzo di gatto accecato dai fari di una macchina, incapace perfino di asciugarmi dopo la doccia, reso impotente da una bellezza splendente e forse addirittura pericolosa.

Chiudo gli occhi e la vedo ancora meglio: le labbra rosse, tumide, piene, che evocano sorrisi, baci, sussurri, sensualità sopita. E poi i suoi occhi, così belli, così pr…

Ehi, hai finito di farti la doccia? Quanto cazzo di tempo ti ci vuole? Devo venire in bagno!

Che palle, fatemi finire, non interrompete il filo dei miei pensieri!

Ecco, se chiudo gli occhi la vedo di nuovo: non voglio dimenticare mai questa immagine perchè il suo sorriso è l’alba di una nuova era.

Non c’è pericolo comunque: come cazzo faccio a dimenticare una roba così perfetta? Come faccio? Sono fortunato ad averla vista, anche solo per pochi minuti. Ma forse è più una maledizione che una fortuna. Lei non potrà mai essere mia. Suo marito, quello si che è fortunato, che la può vedere tutti i giorni, che la può scopare quando gli pare e guardarla urlare e godere. Magari gli fa pure i filmini delle tette e della fica, quello stronzo. Che fortuna sfacciata! Io invece posso solo fantasticare sulla fugace visione di una ragazza troppo bella per me. Spero proprio che a quel registello del cazzocomesichiama non gli rizzi nemmeno: non merita di scopare una così, perchè se non lo merito io allora non lo può meritare nessun altro. Cazzo.

Non è giusto.

Non è giusto che lei esista e io non la possa nemmeno toccare, che debba restare chiuso in un questo cazzo di bagno immaginandola nuda nella doccia. Non posso accett…

Hai finito di farti le seghe? Mi fai entrare in questo cazzo di bagno????

Aaahhhhh, questo mondo io non lo reggo più. E non reggo più le persone, chè mi rompono tutti le palle.

Tutti.

Le.

Palle.

BASTA.

Chiudo gli occhi. Li riapro.

Vedo di lei.

Di nuovo.

Meno male.

Che cazzo di spettacolo. Quel culo, quelle gambe, pure le dita delle sue mani sono sensuali: le leccherei le unghie fino a consumarmi le papille gustative. La vedo muoversi, cammina ma sembra danzare immersa in una musica incantata che arriva solo alle sue orecchie.

Immagino di sfiorarla con la punta della dita, accarezzo i lineamenti del suo viso e li seguo sotto al mento, sopra le labbra, dietro gli orecchie. Poi penso di leccarle la faccia, prima il mento poi il naso e anche gli occhi. Lei è più potente di qualsiasi droga abbia mai assunto e crea una dipendenza ancora più subdola e pericolosa. Mi vedo morderle le orecchie e leccarla di nuovo, come un animale, poi mi sforzo di pensare alla sua pelle dorata, al reticolo di tendini e muscoli che scorrono subito sotto e poi alle ossa, segmenti fragili che potrei spezzare con un pugno. Fuori è il sole, ma dentro è la morte che attende paziente di vincere una guerra già segnata: i seni si avvizziranno, le rughe si allungheranno, i capelli cadranno, finché anche lei tornerà polvere.

Se dio esistesse, impedirebbe tutto ciò. Farebbe in modo che non possa invecchiare, che viva per sempre così, perfetta.

Ma dio non esiste.

Sono io Dio. Solo io posso scongiurare questo scempio. Non posso avere la sua carne, ma almeno posso cristallizzare la sua perfezione, renderla immortale. Sovrappongo l’immagine del teschio a quella del viso di lei: le ossa sporgenti, le orbite vuote, i denti marciti, la mandibola cascante a disegnare un ghigno di orrore.

Devo uccidere Sharon Tate.

Lascerò che resti sempre perfetta, magnifica, inarrivabile. Sarò l’angelo custode della sua bellezza, lo strenuo difensore del suo splendore. Io farò morire Sharon Tate. E la renderò immortale.

Apro la porta ed esco dal bagno rinfrancato.

Finalmente ce l’hai fatta, Charlie. Dai spostati, che sto per farmela addosso!

Sbrigati però, che dobbiamo parlare: mi è venuta un’idea carina carina…

35 pensieri su “Once Upon A Time In Hollywood #2

  1. Molto, molto affascinante questa tua personalissima interpretazione del pensiero di quel demonio di Manson, più diavolo tentatore, forse, che non vero crudele assassino (per lo meno come ci viene tramandato dalla cronaca nera del periodo e come appare nella sontuosa versione narrata nella meravigliosa seconda stagione di Mindhunter): in questo post sei assolutamente uscito da qualsiasi territorio critico, anche solo contiguo allo stretto ambito delle recensioni (spazio che da molto tempo, forse da sempre, non ti è più sufficiente), per entrare in quello più creativo della fiction letteraria, con una prosa dura, sporca, maniacale, che puzza di perversione da serial killer ed a suo modo di lirica del delirio di onnipotenza.

    Un pezzo il tuo che parla come un prequel dei fatti criminosi di Cielo Drive e suona come una solenne marcia funebre: applauso.

    1. Mindhunter… sapevo che avessi colto il richiamo.
      Proprio quella mirabile scena della seconda stagione di Mindhunter è infatto il cuore pulsante di questo post. Tra l’altro, proprio quel racconto mi permise di approfondire bene la storia di Charles Manson, della sua “family” e dell’eccidio di Cielo Drive, altrimenti neppure avrei saputo cogliere molte sfumature del film di Tarantiino.
      Tra l’altro, proprio vedendo Mindhunter scoprii che in realtà Manson non uccise nessuno di suo pugno, ma “si limitò” a istigare i suoi adepti.
      Di tutto questo nel film non si parla, lo stesso Manson non solo si vede appena nell’innocente scena in cui sbaglia (o almeno così fa credere) a suonare il campanello, ma addirittura viene evocato poco (giusto un paio di battute nella lunga sequenza del Ranch).
      Ecco, con questo post ho voluto colmare una delle lacune del film e dare il giusto spazio alla mente folle di Manson. Ovviamente starai pensando che sono un presuntuoso se mi arrogo il diritto di completare una narrazione scritta da Tarantino, e ovviamente hai ragione. Tuttavia la ragion stessa di questa recensione una e trina è proprio l’ipertrofia e la sfrontatezza, quindi va bene così!!!!!

      1. Sai bene che non potrei mai accusarti di presunzione per aver colmato una lacuna lasciata nella storia di Tarantino, perché almeno tu l’hai definita appunto tale ovvero una mancanza!
        Praticamente in tutte le recensioni, gli estimatori hanno fatto fronte comune per piangere la morte di Sharon Tate, con una dovizia di articoli di cronaca e foto d’epoca, fingendo (si, fingendo) che fosse una storia nota a tutti… Qui la vera presunzione ovvero il pensare che una tragedia come quella di Cielo Drive (fino a poche settimane quasi nessuno sapeva cosa cazzo fosse Cielo Drive!) sia parte della memoria di tutti e così Manson e tutta la sua combriccola di scoppiati di merda…

        1. Guarda, è stato uno dei pensieri che più ha disturbato non appena sono uscito dalla sala e confabulavo con i miei amici circa i vizi e le virtù del film. Ero l’unico ad aver visto Mindhunter e quindi ero l’unico che un po’ conosceva la storia vera, gli altri sapevano si e no che Sharon Tate in realtà fu uccisa.
          Immagino che negli States questo problema non si ponga, ma è innegabile che viene narrata – per altro in modo molto laterale e omettendo la quasi totalità dei fatti – un episodio di cronaca che il solo pensare sia di dominio pubblico, indica che si è cretini come quegli strafattoni che davano ascolto alle follie di Manson.

          Tra l’altro, nel mio delirio ermenautico, mi sono anche chiesto se la conoscenza anche solo approssimativa dei fatti di Cielo Drive potesse in qualche modo condizionare il giudizio del film, un po’ come viene realizzato un film tratto da un libro e chi ha visto solo il film dice che è bellissimo mentre chi ha letto il libro dice invariabilmente che è meglio il romanzo.
          Poi mi son detto che non conta un cavolo, visto che Tarantino se ne frega della storia originale, non tanto perchè la cambia, ma perchè proprio la presenta di striscio che più striscio non si può.

          Piccola annotazione (che già so attirerà l’attenzione di Wayne) questo film mi ha confermato le potenzialità enormi di una stratopassera in fieri, scoperta un paio di anni fa in The Nice Guys e qui finalmente esplosa in tutta la sua sensualità. Sto parlando ovviamente di Margaret Qualley, modella, ballerina e ora attrice, nonchè figlia di un’altra grande stratopassera del passato, ovvero Andie MacDowell. Bonazza e pure bravazza, devo dire. E poi ha fatto la gioia di tutti i feticisti di questo mondo quando Tarantino le ha fatto girare questa scena: i suoi piedi ne trarranno gloria sempinterna.

          1. Era il lontano Luglio del 2015, quando io, scrivendo uno dei miei Kasa Shots dedicato alla fiction televisiva Leftovers, dissi che la bravissima e bellissima Margaret Qualley era uno dei motivi per cui la serie TV di Damon Lindelof andasse vista!
            So bene quindi di cosa parli…
            La Qualley fu l’unica carezza che ho ricevuto durante la fustigazione dell’intelletto che ho ricevuto guardando quella porcheria del live action Yankee di Death Note!

  2. Alla fine degli anni 60 Charles Manson conobbe un produttore discografico (Terry Melcher). Quest’ultimo si era accorto al volo che Manson non aveva il talento per sfondare come cantante, ma anziché spezzare brutalmente i suoi sogni decise di lasciargli una fiammella di speranza, dicendo che lo avrebbe ricontattato per fare qualcosa insieme. Probabilmente credeva che Manson con il passare del tempo avrebbe capito da solo che quella telefonata non sarebbe mai arrivata e se ne sarebbe fatto una ragione.
    Purtroppo Melcher aveva fatto male i suoi conti, perché Manson si era aggrappato a quel “ti farò sapere” con tutte le sue forze, e aveva riposto in quella mezza promessa tutte le sue speranze di diventare una star della musica. Così, quando capì che Melcher non aveva intenzione di lanciarlo nello showbiz, la delusione fu così atroce da fargli maturare il desiderio di vendicarsi nella maniera più sanguinosa possibile. Voleva mandare qualcuno dei suoi schiavetti a casa di Melcher, e far tonnina di lui e di chiunque si fosse trovato lì in quel momento.
    Il guaio è che nel frattempo Melcher aveva venduto quella casa a Sharon Tate e Roman Polanski. Manson era venuto a saperlo, quindi se fosse stato una persona sana di mente avrebbe dovuto lasciare in pace i nuovi inquilini, e cercare di scoprire il nuovo domicilio di Melcher; purtroppo però sano di mente non era, e quindi decise che il massacro sarebbe comunque avvenuto in quella casa, anche se adesso ci abitava qualcuno che con il suo fallimento artistico non aveva niente a che vedere.
    Insomma, Sharon Tate si è semplicemente trovata al posto sbagliato nel momento sbagliato. E questo discorso vale con forza ancora maggiore per le persone che aveva invitato a farle compagnia quella sera. L’assurdità del loro destino è molto difficile da accettare anche per noi che osserviamo la vicenda dall’esterno, quindi mi immagino quanto sia stata pesante per i familiari delle vittime. A maggior ragione se teniamo conto del fatto che Sharon Tate era in avanzato stato di gravidanza, quindi in una fase che dovrebbe essere la più bella nella vita di una donna, e che invece per lei è diventata la più tragica. Tu questo l’hai messo in rilievo con grande efficacia nella terza parte della tua recensione.
    Ho scelto di scrivere il mio commento nella seconda perché è lì che mi hai chiamato in causa, prevedendo (a ragione) che mi sarei accorto del tuo inno a Margaret Qualley. Non sapevo assolutamente che fosse la figlia di Andie McDowell, anche perché non le somiglia per niente: sono entrambe delle stratopassere, ma con dei tratti somatici profondamente diversi. Evidentemente era un figo anche il padre.
    Pur riconoscendo la bellezza dell’attrice in questione, non riesco proprio a farmela piacere. Il motivo è molto semplice: è piatta quanto una tavola. Per me una donna senza seno è come una fetta di pane senz’olio, una tazza di latte senza i Pan di Stelle, un cielo senza sole e anzi strapieno di nuvoloni neri carichi di pioggia: come fa a piacermi?
    Intendiamoci: se incontrassi una ragazza intelligente, simpatica, profonda e dolce come lo zucchero, la corteggerei al volo anche se fosse piatta. Non sono materialista fino a quel punto. Ma dato che non conoscerò mai Margaret Qualley abbastanza bene da poter capire se possiede queste qualità, io la valuto soprattutto sotto l’aspetto estetico, e da quel punto di vista lei non mi entusiasma.
    Riguardo alla prima parte del tuo post, sono totalmente d’accordo con te: C’era una volta a… Hollywood è un film senz’anima. E anche senza trama. E anche senza emozioni, a parte gli ultimi 5 minuti. In pratica manca tutto.
    Hai ragione anche quando dici che Tarantino ha badato soprattutto a compiacere se stesso: come tutti i geni è pieno di sé, e come tutte le persone piene di sé è convinto che, se una cosa piace a lui, piacerà anche agli altri. Magari se questo film avesse fatto flop al botteghino Quentin avrebbe fatto un bagno di umiltà, e avrebbe capito che invece il suo film non è piaciuto per niente; invece C’era una volta a… Hollywood ha incassato 4 volte tanto il suo budget (360 milioni contro un costo di 90), e quindi temo proprio che Tarantino non si renderà mai conto della mezza ciofeca che ha partorito.
    Io invece sono più obiettivo, e capisco benissimo che alcune delle mie passioni non potranno mai essere condivise dagli altri. Ad esempio, ritengo “Anime sporche” uno dei film più belli che abbia visto negli ultimi anni, ma non lo proporrei mai come film da vedere in una serata tra amici, perché alcuni di loro, dopo aver realizzato che è un film in bianco e nero di 57 anni fa, penserebbero automaticamente che sia una noia colossale e sbufferebbero per tutto il tempo. Come è successo a me quando ho visto C’era una volta a… Hollywood.
    Nota off topic: leggo un po’ ovunque che il Milan sta per esonerare Giampaolo. Dato che quest’allenatore è palesemente venuto a noia ai suoi giocatori per la sua supponenza, per la successione spero che sceglierete un tecnico umile, che gioca senza fronzoli e senza darsi arie da maestro di calcio. E magari che sia anche bravo a cavar fuori il sangue dalle rape, perché la rosa milanista non è pessima come qualche anno fa, ma non è neanche da quarto posto. Un identikit che corrisponde in pieno a Ranieri, persona perbene, molto alla mano e così abile a far le nozze con i fichi secchi che ha vinto uno scudetto col Leicester. So bene che quest’ipotesi non ti entusiasma, ma in questo momento mi sembra lui il sostituto ideale di Giampaolo, e infatti il suo nome è circolato più volte la scorsa settimana. Se questo matrimonio verrà celebrato, sono convinto che il Milan non se ne pentirà.
    Tra l’altro ho letto di un retroscena per cui in realtà il Milan accarezza l’idea di esonerare Giampaolo già dalla scorsa Estate, perché irritato dal fatto che avesse messo il veto sulla cessione di Suso alla Roma per 30 milioni. Come avrai capito, Giampaolo mi sta molto antipatico, ma sotto quest’aspetto aveva sfacciatamente ragione lui: cedere il giocatore di maggior fantasia sarebbe stata una follia dal punto di vista tecnico. A maggior ragione se consideriamo che sarebbe andato ad una diretta concorrente, e che il Milan ci avrebbe ricavato soltanto 30 milioni. Insomma, è un bene che stiate per liberarvi di Giampaolo, ma almeno una cosa buona l’ha fatta. Anzi, ne ha fatte 2: infatti Petrachi dopo aver perso Suso ha virato su Mkhitarian, portando in Italia un giocatore che adoro. Me ne innamorai dopo aver visto questo suo gol:

    1. Ti rispondo in due commenti diversi, per separare gli argomenti (Cinema e Milan)
      Partiamo dalla Qualley, perché a parlare di belle ragazze non si sbaglia mai.
      Come detto la scoprii con The Nice Guys e lì mi pareva abbastanza popputa. Anche alcune foto viste all’epoca mi avevano suggerito che pur non essendo giunonica fosse comunque ben dotata. Ho visto che successivamente è molto dimagrita e questo potrebbe aver inciso sulle sue qualità tettoniche, o magari a suo tempo aveva sfruttato al massimo il push-up. Al di là di tutto, resta comunque molto bella e, cosa non indifferente, anche piuttosto dotata sotto il profilo del talento recitativo (è stata anche nominata agli Emmys per la sua interpretazione in Fosse\Verdon).
      Sul film di Tarantino, inutile aggiungere altro: siamo assolutamente sintonizzati sulla stessa linea. È un vero peccato che Quentin si stia avvitando su stesso, ma forse il suo è un declino naturale: dopo aver sfornato capolavori per 20 anni, ha perso il tocco magico. Capita quasi a tutti (forse Clint e Scorsese sono le uniche eccezioni).

    2. Riguardo al Milan:
      innanzitutto non sapevo di questa cosa di Giampaolo che avrebbe posto il veto alla cessione di Suso. Se già la mia stima di lui era bassa, ora rasenta lo 0. Eh si, perché Suso è forse il giocatore più inviso alla tifoseria rossonera, nonostante sia indubbiamente dotato di classe e fantasia. I problemi di Suso sono molteplici: innanzitutto obbliga la squadra a giocare sempre con il 433 perché lui sa fare solo l’attaccante esterno nel 433. Inoltre tende a fare sempre gli stessi movimenti, il che rende molto prevedibile. Aggiungo poi che negli anni non è migliorato e ormai ha un’età tale da render difficile credere che possa crescere ulteriormente. Infine è un giocatore con scarsissimo carattere e infatti nei momenti difficili scompare sistematicamente. Suso è bravo, ma può giocare solo in squadre di provincia: San Siro è uno stadio troppo esigente per lui, quindi ogni tifoso rossonero plaudirebbe la sua cessione.

      Riguardo la scelta del nuovo tecnico, mi auguro che Maldini e Boban optino per Spalletti: bisogna prendere un allenatore che da un lato non sia un traghettatore (storicamente al Milan i traghettatori fanno più danni di chi li ha preceduti) e dall’altro lato non possa essere un alibi per i giocatori. Mi spiego meglio: se prendi un allenatore che ha avuto una carriera mediocre o che ormai è agli sgoccioli della carriera, se poi la squadra va male puoi sempre pensare che sia colpa dell’allenatore. Se invece prendi un allenatore che è ancora al top e che negli ultimi 10 anni ha sistematicamente raggiunto l’obiettivo per cui era stato scelto, allora se poi le cose vanno male va da sé che la responsabilità è dei giocatori. Questo aiuterebbe a capire chi è veramente da Milan e chi no. È per tutte queste ragioni che spero il nostro nuovo allenatore sia Spalletti. Non è un genio, però è un allenatore concreto che sa tirar fuori il meglio dai proprio giocatori (soprattutto a centrocampo e in attacco, i due reparti dove siamo più in sofferenza tecnica).

      1. Il 4 – 3 – 3 non piace neanche a me, perché ritengo che 3 giocatori siano troppo pochi per coprire tutto il centrocampo. Inoltre, perché una squadra possa schierare 3 giocatori in attacco senza sbilanciarsi deve avere una difesa fortissima, e oggi sono pochissime le squadre così, perfino in un campionato storicamente catenacciaro come quello italiano.
        Ho capito perfettamente il discorso dell’alibi, e lo condivido in pieno: per questo motivo, ritengo che anche Spalletti sarebbe una buona opzione. Lo detesto come persona (non scorderò mai come trattò Totti nel suo ultimo anno da giocatore), ma nel calcio contano i risultati: come hai detto tu lui li ha sempre fatti, e quindi viva Spalletti.
        Inoltre, anche lui è bravo a fare le nozze con i fichi secchi: ricordiamoci che l’anno scorso ha giocato l’intero girone di ritorno senza centravanti e con il caso Icardi a turbare lo spogliatoio, eppure è riuscito a fare in modo che l’ambiente interista (da sempre incline a sbracare in queste situazioni) rimanesse sempre attaccato al treno della Champions’.
        Ad ogni modo, che venga Ranieri, Spalletti o l’ennesimo allenatore improvvisato (Shevchenko), è proprio il caso di dire che comunque vada sarà un successo: chiunque saprebbe fare meglio di Giampaolo! 🙂

        1. Pare che Spalletti sia sfumato per ragioni economiche (non si è messo d’accordo con l’inter per la buonuscita) e ora in pole ci sarebbe Pioli.
          Uso il condizionale perchè in queste fasi è sempre tutto molto volatile.
          Se fosse vero, rimarremmo fregati due volte: primo perchè Spalletti sarebbe venuto da noi per ragioni venali e di rivalsa contro l’inter perchè lo ha scaricato in malo modo; secondo perchè ci ritroveremmo con allenatore dal pedigree del tutto simile a quello di Giampaolo, solo con più esperienza.
          Ritengo Pioli una scelta assurda e chiaramente dettata dalla disperazione: col suo ingaggio non solo mandiamo definitivamente a puttane questa stagione, ma anche la prossima.
          Posso solo sperare che nelle prossime ore ci siano novità che escludano la venuta di Pioli

          1. Come ti dicevo ieri, in questo momento la priorità è trovare un allenatore che stia simpatico alla squadra. Sotto quest’aspetto Pioli ha già dimostrato di saper stabilire un ottimo rapporto con i suoi uomini: infatti se l’anno scorso la Fiorentina è precipitata sul finale di stagione è proprio perché i nostri giocatori senza di lui si sentivano smarriti, era come se avessero perso un secondo padre.
            Sotto l’aspetto tecnico invece è un allenatore normalissimo, e infatti non mi spiego come abbia fatto ad ottenere per ben 2 volte la panchina di una grande squadra.
            Inoltre, il suo ingaggio è un danno anche a livello di immagine. Cerco di spiegarmi meglio.
            Prima che il Milan pensasse a lui, Pioli se lo contendevano 2 squadre in fondo alla classifica (ovvero le genovesi): se il Milan si mette a cercare allenatori di questo tipo, ovvero da lotta salvezza o poco più, finisce per sottolineare ancora di più la propria condizione di nobile decaduta. Una grande squadra deve ingaggiare allenatori che abbiano assaggiato la Champions’, che abbiano vinto almeno un campionato e che abbiano almeno un trofeo internazionale nel palmarès. Certo, nulla vieta che una grande squadra possa scommettere su uno sconosciuto e fare il colpaccio (come avvenne con Arrigo Sacchi), ma queste intuizioni si rivelano esatte una volta su 100: in tutti gli altri casi ti ritrovi un Giampaolo ficcato su per il culo.
            Insomma, ritengo che a differenza di chi l’ha preceduto Pioli riuscirà a farsi seguire dalla squadra, e quindi a fare meglio di Giampaolo; tuttavia, per una questione di valore tecnico e di immagine rimango convinto che Ranieri sarebbe stata la scelta migliore. Così non è stato, e quindi non mi resta che fare l’in bocca al lupo a Pioli. E anche a te, ovviamente. 🙂

          2. Caro amico mio, sono sconcertato.
            Ingaggiare Pioli significa certificare la mediocrità della squadra non solo per queste stagioni, ma anche per le successive. Da quel che ho capito la rinuncia a Spalletti (che non è un genio, ma ha sempre raggiunto gli obiettivi e qualificato le squadre in champions) è stata per motivi economici (il toscano voleva troppi soldi.
            Ora, da un lato Elliott non vuole spendere i soldi per un allenatore bravo ma che di certo non è un asso e guadagna meno della metà dei suoi colleghi più blasonati e continua ad insistere su allenatori di fascia bassa che non possono garantire il salto di qualità della rosa. Dall’altro lato acquistiamo solo giovani promettenti che però, per esplodere, hanno bisogno non solo di un tecnico bravo ma anche di un personaggio carismatico e di personalità che sappia proteggerli perché giocare nel Milan non come giocare nelle classiche fucine di giovani talenti come Atalanta e Udinese.
            Questo mix (allenatori mediocri + giovani talenti) porta solo disastri e stagioni negative, che effettivamente si susseguono ormai da quasi una decade.
            Sono anni che ripeto la necessità di ingaggiare un allenatore bravo e carismatico, magari anche un po’ stronzo, il quale sappia proteggere e pungolare i giocatori affinchè diano il 110%, invece le varie proprietà che si sono alternate hanno sempre puntato su allenatori non adeguati. Dopo Allegri è stato un pianto continuo:
            – Seedorf, che era addirittura all’esordio come allenatore
            – Inzaghi, che vantava solo 2 campionati primavera
            – Mihajolovic, che vantava onesti campionati in zona retrocessione
            – Brocchi, anch’egli proveniente dalla primavera e ora scomparso dai radar (mi pare sia finito in Cina)
            – Montella, che dopo un buon biennio a Firenze era scivolato nel limbo di Genova
            – Gattuso, il cui curriculum vantava una retrocessione in serie C col Pisa
            – Giampaolo, che dopo una decina di esoneri collezionati qua e là era riuscito a imbroccare un paio di stagioni decenti con la Samp, senza per altro arrivare mai oltre il nono posto
            – Pioli, anch’egli gran collezionatore di esoneri e a parte un anno buono alla Lazio ha fatto sempre cagare (non ultima l’esperienza all’inter, dove fu cacciato a fine campionato).
            Messi così in fila e leggere questa litania di nomi mi fa piangere il cuore.
            Il fatto che Paolo e Zvone abbiano avallato prima la scelta di Giampaolo (che era prevedibilmente inadeguato) e ora di Pioli (che certifica la mediocrità della squadra) mi ha deluso tantissimo. Onestamente credo che non siano dirigenti migliori di Fassone e Mirabelli.

          3. Anch’io credo che Fassone e Mirabelli vadano rivalutati. E non solo perché i loro successori sono stati un flop, ma anche perché almeno loro l’ambizione di far tornare grande il Milan ce l’avevano. E infatti nell’Estate 2017 compravano un giocatore di grido al giorno, puntellando minuziosamente ogni reparto: il salto di qualità rispetto a Galliani, che comprava solo parametri zero, solo in attacco e solo a fine Agosto, era davvero evidente.
            Il guaio è che Fassone e Mirabelli sbagliarono la scelta dell’attaccante: anziché spendere 63 milioni per Aubameyang, preferirono investire la stessa cifra su Kalinic e André Silva. A causa di quell’unico, fatale errore la squadra di Montella non faceva gol neanche a pagarla oro, e quindi fallì l’aggancio al quarto posto. Da allora l’ambiente è entrato in una spirale negativa dalla quale non è più uscito.
            Comunque, a mio giudizio sbagli a dire che con l’ingaggio di Pioli il Milan si è fregato addirittura per anni: è chiaro come il sole che lui è solo un traghettatore, e che a Giugno cercherete un vero allenatore da Milan. Insomma, il presente è quello che è, ma è più che legittimo sperare in un domani migliore, anche a breve termine.

          4. Fassone e Mirabelli però ci hanno riempito di pippe: Rodriguez, Calhanoglu, Silva, Kalinic, Musacchio e alcuni di questi ancora appestano la rosa.
            Sbagliarono molto, ma almeno ci provarono: su questo però hai proprio ragione. E forse solo un attaccante decente invece di due mezze seghe, avremmo svoltato. Ma col senno di poi siam tutti scenziati…

            Riguardo all’immediato futuro, non nego che la rabbia e la frustrazione del momento mi possano indurre a vedere tutto nero, però faccio anche una riflessione.
            Il prossimo giugno avremo a contratto sia Giampaolo che Pioli (entrambi hanno un contratto biennale, quindi fino al 2021). Elliott non mi pare intenzionato a investire anche per un TERZO allenatore, quindi a meno che non abbiamo culo e Pioli e Giampy si accasano nel frattempo, uno dei due ce lo ritroviamo in panchina pure l’anno prossimo, il che significherà giocoforza continuare a lottare per il sesto\settimo posto.
            E dopo un decennio di mediocrità mi sarei anche rotto le palle di lottare per posizioni di rincalzo…

          5. Elliott ha così tanti soldi che si è potuto permettere di spendere 70 milioni solo nel mercato di riparazione (35 per Piatek e altrettanti per Paquetà). Di conseguenza, sarebbe paradossale se si mettesse a lesinare sugli stipendi degli allenatori, che nel bilancio di una società hanno un peso irrisorio. Questi ragionamenti li fanno soltanto le provinciali (anzi, neanche loro, perché ormai anche squadre come Genoa e Udinese cambiano 3 allenatori all’anno senza pensarci troppo). Non preoccuparti amico mio, Pioli e Giampaolo sono solo un brutto sogno, dal quale vi risveglierete già a Giugno! 🙂

          6. Il problema è che l’incubo si protrae da oltre 6 anni… nemmeno in un romanzo ben riuscito di Stephen King avrei immaginato di vedere tutto l’orrore che ho dovuto sopportare io 😀

          7. che giocatore indegno… e pensare che ero contento del suo acquisto quando arrivò: una pippa colossale che fa fatica a trovare squadra e si accasa solo con chi ha chiaramente voglia di retrocedere.

            Ora resta solo un dubbio: Montolivo troverà mai una squadra? 😀 😀 😀

          8. E soprattutto, la starà cercando? Perché la mia impressione è che Montolivo ci abbia proprio preso gusto a cullarsi nel dolce far niente, e sbuffi al solo pensiero di tornare a correre dietro a un pallone. Oddio, correre… diciamo pure trotterellare! 🙂

          9. Pensa che io la scoprii molto prima che diventasse la fidanzata di Montolivo: infatti faceva la valletta in un programma comico di RTV38, la rete locale più seguita in Toscana. Poi ha incontrato Montolivo, e ha capito che poteva limitarsi a fare la donna del calciatore. Un motivo in più per odiarlo, dato che quando faceva tv sua moglie non lesinava certo sulle scollature! 🙂

          10. Maledetto
            Già lo odiavo per 1000 motivi, ora ne ho uno in più

            Tra l’altro è il classico esempio di giocatore cesso con moglie stratopassera….

            Mi auguro che almeno gli puzzi l’alito…

  3. Dio mio Lap. Ma cosa sei?
    Lo so che tendo sempre a parlare per assoluti ma, dio mio Lap, questa è roba pesante. Questa è roba che non si legge tutti i giorni, questa è roba che è difficile leggere ma per il senso di inadeguatezza che ci da entrare nella testa di una persona che consideriamo non-umana, immedesimarci in un individuo che facciamo fatica a conoscere figuriamoci a comprendere. Ma chi vorrebbe comprenderlo? Nessuno mai, perché ci sentiamo a disagio…e andare oltre questo muro, oltre questa sensazione di nausea, oltre questo disagio morale e scrivere un pezzo come il tuo bè…tanto di cappello. E, se lo leggesse, il cappello secondo me se lo toglierebbe anche Tarantello visto che non solo il tuo pezzo è formidabile, ma riesce anche a oscurare il suo ultimo blandissimo film.

    1. Voglio sperare che i postumi dei bagordi per i festeggiamenti del tuo compleanno si facciano ancora sentire, perchè questo giochino (perchè tale resta questo post) non può minimamente oscurare un film di Tarantino, seppur in tono minore.
      Diciamo che siccome c’ero rimasto male che Quentin non avesse dato a Charles Manson lo spazio che speravo (fremevo all’idea di Quentin che mette le parola in bocca al più famoso serial killer dell’ultimo secolo) allora ho deciso di farlo parlare io…
      Lieto comunque che ti sia piaciuto!!!

      PS: la visione di Mindhunter è stata fondamentale per scrivere questa roba….

      1. In effetti l’intero progetto era nato come “Tarantino che fa un film sulla famiglia Manson” o almeno così è come lo avevano pubblicizzato quando era ancora in stato embrionale. Probabilmente è cambiato in corso d’opera (o magari siti e giornali hanno sparato minchiate fin dall’inizio XD) perché di fatto sto Charlie rischi quasi di perderlo nel film, tanto è fuggiasca la sua apparizione :/

        Mindhunter purtroppo non sono mai riuscito a concludere la prima stagione :/
        Il fatto è che 1) non si stava rivelando quello che speravo e 2) avevo iniziato a vederlo con la ragazza che di lì a poco sarebbe diventata la mia ex XD e visto che era una serie che stavamo seguendo insieme (una di quelle che non potevi andare avanti se non c’era anche l’altro) e che comunque non mi stava prendendo…bè, è rimasta lì, incompleta.
        Pensa che anche Stranger Things ha fatto quella fine (la terza non l’ho mai vista e non è in cima alla mia watchlist).
        Sono pessimo lo so XD

        A proposito di bagordi, pensa che dopo i 4 giorni di festeggiamenti (quest’anno sono andato lungo XD) ho concluso il week end con la seconda visione di Far From Home e devo dire di averlo mooolto rivaluato! Non è sicuramente il mio spider-movie preferito e ancora non ho capito se l’ho apprezzato più o meno di Homecoming, però ho visto cose che prima non avevo colto 😀
        Prima o poi arriverà la terza visione, stavola in lingua originale (più che altro per Gyllenhaal che me lo voglio godere in originale) e poi ti saprò dare il giudizio definitivo XD

        1. Procedo per gradi:

          Anche io avevo intuito che il film sarebbe stato più incentrato su Manson, poi in realtà è qualcosa di molto diverso e ci può anche stare, per carità, ma il giudizio resta comunque un po’ così, perchè da Tarantino uno si aspetta sempre il massimo e qui cade proprio nel pilastro (almeno per me) di tutte le sue opere, ovvero una sceneggiatura deliziosa e sopra le righe. Ma vabbè, consoliamoci con la speranza che il suo prossimo film (Star Trek) sappia riconsegnarci il Tarantino che tutti amiamo.

          MINDHUNTER è una serie pensante, soprattutto i primi episodi. Io stesso avrei mollato se il buon Kasabake non mi avesse detto di tener duro almeno fino al 4 episodio. Comunque capisco che le tue motivazioni personali. A me è capitato qualcosa del genere con OK COMPUTER dei Radiohead: iniziai ad ascoltarlo con una tipa che filavo ai tempi del Liceo e una volta che mi ha mollato lei non sono più riuscito a sentirlo (ancor oggi, se becco per caso Paranoid Android o Karma Police alla radio, mi sbrigo a cambiare stazione…)

          PS: Stranger Things 3 non l’ho vista manco io… carina la prima, dimenticabile la seconda, la terza proprio me la risparmio…

          PPS: curiosissimo di conoscere il tuo giudizio finale su Spiderman Far From Home post terza visione, in quanto ti considero luminare del genere la attendo con trepidazione!

          1. Pensa che mi sono fermato proprio alla terza puntata (di Mindhunter) XD
            Chissà, magari prima o poi la riprenderò in mano, per ora resta lì, insieme a Stranger Things 😀

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