I film più belli del decennio

La fila è sterminata. Ci vorranno ore, forse giorni, perchè sia il mio turno. Ma chi se ne importa? Ormai il tempo non è più un mio problema.

Siamo tanti, forse troppi, al punto che l’enorme spazio sembra traboccare persone da ogni angolo. Tutti vestiti di bianco, tutti in fila indiana, tutti con l’espressione di chi vorrebbe essere da un’altra parte. I più stanno a testa bassa e fissano la punta dei piedi, si limitano a fare un passo quando la fila avanza. Sono pochi quelli che si guardano intorno e io tra loro sono quello più spregiudicato, tant’è che gli addetti alla sicurezza mi hanno anche sgridato un paio di volte perchè rompevo la fila.

Ignoro quanto tempo sia stato necessario, ma finalmente è il mio turno. Oltrepasso la striscia gialla disegnata sul pavimento per garantire la privacy e mi avvicino al tavolo bianco dove siede un ragazzino che non dimostra più di 15 anni. E’ vestito di bianco e bianchi sono i capelli elegantemente pettinati all’indietro. E ovviamente sono bianche le ali che gli spuntano da dietro la schiena.

Buongiorno Gianni, mi chiamo Angelo e sono il suo Esaminatore

Ti chiami Angelo? Maddai, pensavo a un nome un po’ più biblico, tipo Emanuale, Samuele, magari Gabriele. Ma un angelo che si chiama Angelo sembra una barzelletta…

Il ragazzino fa finta di non sentirmi e da sotto il tavolo tira fuori un enorme libro che sembra appena uscito da una biblioteca medievale. Solleva la pesante copertina in pelle sulla quale è inciso il mio nome e comincia a sfogliare: ad ogni pagina si alza una nuvoletta di polvere che disegna strisce argentee quando viene attraversata dai raggi solari che filtrano dalle vetrate sul soffitto. Il ragazzino prende anche una calcolatrice con cui esegue dei conti inserendo i numeri incolonnati alla destra di ogni foglio. L’operazione va un po’ per le lunghe così mi metto a fischiettare una canzone di Springsteen per ammazzare il tempo, solo che mi becco l’ennesimo rimbrotto dagli addetti alla sicurezza.

Ci siamo, ho finito il conteggio, dice il ragazzino dopo qualche minuto. Mi spiace, signor Gianni, ma purtroppo lei non ha guadagnato un posto in Paradiso. Lei deve andare negli Inferi

Devo andare all’Inferno? Io?, trasecolo.

Si, Gianni. I numeri parlano chiaro. Guardi qua, risponde il ragazzino mostrandomi il risultato nel display della calcolatrice. –Meno Ot-tan-ta-set-te!, declama ad alta voce senza nemmeno curarsi di camuffare il disgusto e il disappunto. –Meno Ottantasette, in tanti anni di servizio non mi era mai capitato un valore così basso!

Ma deve esserci un errore… Non sono una cattiva persona…

Mi creda, Gianni, dicono tutti così…, sospira il ragazzino.

Quella volta che ho aiutato la vecchietta ad attraversare ce l’hai messa?

Le ricordo che quella vecchietta era sua madre, non conta.

E quella volta che ho dato i soldi a una bambina bisognosa e affamata?

Era sua figlia… e doveva fare merenda, ribatte scuotendo la testa.

Hai ragione… però non può essere che ho fatto meno settantasette…

Meno ottantasette, sia preciso.

SI si, vabbè, meno ottantasette… Senti, ma non puoi rifare il calcolo, magari ti sei sbagliato?

Io non sbaglio mai

Mamma mia che caratterino… Ma doveva capitare proprio a me l’unico angelo permaloso del Paradiso? Voglio parlare con un suo superiore!

Mi dispiace ma non è possibile

Io insisto

Le ricordo che lei non è nella posizione per richiedere alcunchè, signor Gianni.

Ascoltami bene, cosocometichiami, quando tu ancora la facevi nel pannolino, io ho scongiurato la fine del mondo almeno un paio di volte. La prima fu quando guardai District 9, mentre la seconda fu quando sopportai per tre ore quella schifezza di Ritorno a Cold Montain

Ma di cosa sta parlando?

Vedi che non sai come stanno le cose? Fammi parlare con un tuo superiore se non vuoi essere sbattuto a pulire i cessi del Purgatorio per il resto del tuoi giorni, che a occhio a croce dovrebbero essere alcuni millenni…

Il ragazzino è turbato e prende ad armeggiare con l’interfono agganciato sotto al tavolo. Io approfitto dell’attimo di distrazione, con un balzo scavalco il tavolo e scatto fulmineo alle sue spalle dove oltrepasso una porta bianca prima che gli addetti alla sicurezza riescano a fermarmi.

Sono nell’ufficio di San Pietro e lo capisco subito perchè il sant’uomo tiene una targhetta sopra la scrivania.

Ciao Gianni, non pensavo di vederti così presto, dice senza nemmeno alzare gli occhi dal foglio che stava leggendo.

Nemmeno io… gli rispondo raggiungendo la seggiola di fronte a lui. Gli scappa un sorriso ed è allora che mi guarda con i suoi penetranti occhi color nocciola.

Tutta l’iconografia di San Pietro andrebbe riscritta perchè non ha i capelli bianchi nè la barba, non è neppure vecchio come viene raffigurato di solito nei dipinti religiosi. Ha capelli corti e scuri, pettinati di lato con una leziosa riga impomatata, inoltre è perfettamente rasato e se al posto della immacolata tunica bianca stretta in vita da una cordicella dorata indossasse un completo scuro con cravatta regimental, sembrerebbe il family-banker della pubblicità Mediolanum.

Perchè sei qui? Cosa vuoi?, chiede infine appoggiando i gomiti sul tavolo e sporgendosi verso di me.

Voglio che rifacciate i conti. Il ragazzino di là, l’angelo Angelo o come caspita si chiama, dev’essersi sbagliato. Non può essere che io abbia totalizzato meno sessantasette!

Meno ottantasette, Gianni. Meno ottantasette.

Ah si, giusto, meno cinquantasette. Ma dev’esserci un errore, magari avete confuso qualche fascicolo…

No, Gianni, ti assicuro che il conteggio è esatto.

Non può essere. Ti ricordi quella volta di Distrinct 9?, azzardo a dire e lascio che le parole galleggino nell’aria per qualche istante.

San Pietro abbassa lo sguardo, imbarazzato: evidentemente si ricorda di District 9. All’epoca della sua uscita nelle sale, District 9 era già noto nei circoli dei cinefili più svegli perchè si diceva che non solo fosse il film più brutto mai realizzato, ma addirittura girava voce che se non fosse stato visto dallo spettatore che più lo odiava in assoluto, allora il mondo sarebbe finito all’istante. L’Apocalisse. Si dà il caso che quello spettatore fossi io, quindi mi accollai il pesante fardello e vidi District 9 in sala. Piansi sangue ad ogni fotogramma ma resistetti fino alla fine. Per salvare il mondo. Per scongiurare la venuta dell’Anticristo. Ora è giunto il momento di chiedere indietro quel favore.

Va bene, dice San Pietro col tono scocciato di chi non è abituato a farsi forzare la mano. –Dimmi cosa vuoi ma fai in fretta, che ho molto lavoro da sbrigare.

Voglio un’altra possibilità

Posso cancellare qualche voce negativa, posso darti qualche bonus, ma parti da un punteggio veramente basso… sarà impossibile renderlo positivo. Potresti cavartela con po’ di Purgatorio. Un anno, due al massimo. Parola di San Pietro.

Mi sa che non ci siamo capiti. Io voglio un’altra possibilità. Niente Inferno e niente Paradiso. Io voglio tornare sulla Terra. Vivo.

Non se ne parla nemmeno!, esclama il santo inorridito. In oltre duemila anni di storia non è mai stato fatto qualcosa del genere e non sarei certo tu che…

Ritorno a Cold Mountain, sibilo fissandolo dritto negli occhi.

San Pietro si zittisce. Le sue labbra sono così strette e contratte che faccio fatica a distinguerle. Si sta arrabbiando perchè io non gli sto semplicemente forzando la mano: lo sto ricattando. Ma l’alternativa sarebbe andare negli Inferi a spalare merda per il resto dell’eternità: vale la pena rischiare. Reggo il suo sguardo nonostante abbia la certezza che di lì a qualche secondo mi incenerirà, poi San Pietro preleva un modulo da una cartellina impolverata, ci scrive qualcosa, appone timbro e firma.

Prendi questo, vai di là e mostralo agli addetti. Ti rispediranno subito sulla Terra.

Grazie, esulto io afferrando il foglio e filandomela prima che cambi idea.

Gianni, un’ultima cosa , mi dice quando ormai sono quasi arrivato alla porta. Ora siamo pari. Mi fermo un secondo, annuisco senza voltarmi poi giro la maniglia.


Ed eccomi dunque qui, di nuovo tra i vivi. Alla fine dei conti, l’esperienza è stata positiva, perchè ho imparato che la vita è troppo breve e bisogna riempirla sempre con cose belle e piacevoli. Per cui, come prima cosa voglio sfruttare questa seconda chance che mi sono guadagnato, riguardando i film più belli del decennio da poco concluso, uno dietro l’altro!!!!!

10. Warrior

10. Warrior

Regista: Gavin O’Connor
Anno: 2011
Genere: Drama, Sport
Cast: Tom Hardy, Nick Nolte, Joel Edgerton
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt1291584/

In pochi conoscono questo film ed è un vero peccato perchè raramente, in tutta la mia vita, ho visto in una pellicola concretizzarsi sentimenti emozioni e idee così potenti come nel caso di Warrior.
Qui la mia Recensione


9. Gone Girl

9. Gone Girl

Regista: David Fincher
Anno: 2014
Genere: Drama, Mystery, Thriller
Cast: Rosamund Pike, Ben Affleck
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt2267998/

David Fincher è un maestro in senso assoluto e nel thriller in particolare non ha praticamente eguali. Il modo egregio con cui mette in scena la storia di Gone Girl andrebbe insegnato in tutte le scuole, finanche negli asili. E non ho voluto nemmeno parlare dell’interpretazione sontuosa di Rosamund Pike, sennò stavamo qui fino a Pasqua.
Qui la mia Recensione


8. About Time

8. About Time

Regista: Richard Curtis
Anno: 2013
Genere: Comedy, Drama, Fantasy, Romance, Sci-Fi
Cast: Domhnall Gleeson, Rachel McAdams, Bill Nighy
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt2194499/

About Time non è semplicemente un romanticone-moccolone-sentimentalone. E’ la quintessenza del romanticone-sentimentalone-moccolone. E poi ci sono Richard Curtis (che raramente sbaglia un colpo) e soprattutto Rachel McAdams (che quando veste i panni della ragazza della porta accanto potrebbe aprire le porte del Paradiso).
Qui la mia Recensione


7. The Wolf of Wall Street

7. The Wolf of Wall Street

Regista: Martin Scorsese
Anno: 2013
Genere: Biography, Crime, Drama
Cast: Leonardo Di Caprio, Jonah Hill, Margot Robbie
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt0993846/

L’essenza di Scorsese è racchiusa in questo film: spasso e contrappasso. Ti puoi divertire, ma c’è sempre un pezzo da pagare… E poi Di Caprio: la sua interpretazione migliore (altro che The Revenant…)


6. Mad Max: Fury Road

6. Mad Max: Fury Road

Regista: George Miller
Anno: 2015
Genere: Action, Adventure, Sci-Fi, Thriller
Cast: Tom Hardy, Charlize Theron
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt1392190/

La potenza visiva e sonora di questo film non ha eguali nella cinematografia di questo secolo. George Miller fa un film ogni 10 anni, ma quando ci si mette non ce n’è per nessuno.
Qui la mia Recensione


5. Interstellar

5. Interstellar

Regista: Christopher Nolan
Anno: 2014
Genere: Adventure, Drama, Sci-Fi
Cast: Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt0816692/

Cinque anni fa tutti lo pigliavano tutti per il culo, ma ora che escono ennemila film che mescolano fantascienza e sentimenti nessuno si ricorda più di Nolan e di questo film meraviglioso. E non voglio nemmeno ricordare quei soloni che criticavano il film per la poca verosimiglianza scientifica: l’avete vista la foto del buco nero dell’anno scorso?????
Qui la mia Recensione


4. The Irishman

4. The Irishman

Regista: Martin Scorsese
Anno: 2019
Genere: Biography, Crime, Drama
Cast: Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt1302006/

Mi ero riproposto di non inserire in classifica più di un film per regista (il che ha comportato anche alcuni dolorosi sacrifici). Ma Scorsese qui è superato ancora perchè non ha fatto solo lo Scorsese: ha fatto anche lo Scorsese che va oltre lo Scorsese e reinterpreta Scorsese. Praticamente il tesseratto di Scorsese. Godo.
Qui la mia Recensione


3. Joker

3. Joker

Regista: Todd Phillips
Anno: 2019
Genere: Crime, Drama, Thriller
Cast: Joaquin Phoenix
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt7286456/

Ci sono interpretazioni che valgono non solo un film e neppure una carriera. Ci sono interpretazioni che valgono un’intera era geologica. Se non capite il tono enfatico di questa premessa è perchè non avete visto Phoenix che veste i panni del Joker.
Qui la mia Recensione


2. Logan

2. Logan

Regista: James Mangold
Anno: 2017
Genere: Action, Drama, Sci-Fi, Thriller
Cast: Hugh Jackman
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt3315342/

Può un cinecomic far piangere come un bambino? Si. Perchè io ho pianto. Cazzo se ho pianto. E piango ancora, se ripenso al finale del film. Dopo Dark Knight, questo è il più bel cinecomic mai realizzato.


1. Arrival

1. Arrival

Regista: Denis Villeneuve
Anno: 2016
Genere: Drama, Mystery, Sci-Fi, Thriller
Cast: Amy Adams, Jeremy Renner
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt2543164/

Quando mi laureai scrissi (nonostante il parere avverso del mio professore) una tesi sulla linguistica e sul computer.
Arrival mescola la linguistica alla fantascienza: praticamente è il sogno della mia vita di intellettuale-nerd-cinefilo. In tutta onestà, non penso che potrà mai essere girato un film più “più” di questo.


MENZIONI SPECIALI

Miglior Buddy Movie – The Nice Guys

Miglior Buddy Movie - The Nice Guys

Regista: Shane Black
Anno: 2016
Genere: Action, Comedy, Crime
Cast: Russell Crowe, Ryan Gosling
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt3799694/

Solo chi è cresciuto col mito dei film di Bud Spencer e Terence Hill può capire la potenza di questo film. Che Dio preservi sempre Shane Blake e le sue sceneggiature meravigliose.
Qui la mia Recensione


Miglior Romanticone – One Day

Miglior Romanticone - One Day

Regista: Lone Scherfig
Anno: 2011
Genere: Drama, Romance
Cast: Anne Hathaway, Jim Sturgess
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt1563738/

Ricerco il sentimentalismo mieloso e diabetico come un viandante nel deserto in cerca di acqua. One Day è il film che più di tutti ha soddisfatto questo esiziale bisogno nella decade appena conclusa.
Qui la mia Recensione


Miglior Intellettuale – Ex Machina

Miglior Intellettuale - Ex Machina

Regista: Alex Garland
Anno: 2014
Genere: Drama, Mystery, Sci-Fi
Cast: Alicia Vikander, Domhnall Gleeson, Oscar Isaac
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt0470752

Ogni tanto mi piace darmi un tono. Quindi se volete vedere un film intellettuale che però non sia la solita rottura di coglioni dei film intellettuali, allora Ex Machina è il film che fa per voi.


Miglior Apocrifo – Mr. Holmes

Miglior Apocrifo - Mr. Holmes

Regista: Bill Condon
Anno: 2015
Genere: Drama, Mystery
Cast: Ian McKellen, Laura Linney
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt3168230/

Dovevo inserire questo film in classifica perchè il mio cuore non poteva tollerarne l’esclusione. Ho dovuto inventare una categoria ad hoc ma va bene così.
Qui la mia Recensione


Miglior Film Italiano – Veloce come il vento

Miglior Film Italiano - Veloce come il vento

Regista: Matteo Rovere
Anno: 2016
Genere: Drama, Sport
Cast: Stefano Accorsi, Matilda De Angelis
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt4300480/

Guardo pochissimo cinema italiano, un po’ per pregiudizio un po’ perchè (ammettiamolo) gran parte del cinema italiano fa cagare. Ma Veloce il vento è un’eccezione: un film bello, coinvolgente e trascinante. Matteo Rovere è un autore bravo, troppo bravo: mi vien quasi da pensare che non sia italiano.

51 pensieri su “I film più belli del decennio

  1. Gran bella classifica Gianni, avrei inserito altro all’ottva e alla nona posizione ma per i primi cinque conconrdo pienamente.
    Il mio San Pietro al sentire nominare COLD MUNTAIN avrebbe iniziato a mordersi le labbra, mostrando un lieve imbarazzo, scena fin troppo pasoliniana credo, ma di certo con lo stesso risultato.

  2. Della tua Top 10 ho visto tutto tranne About Time, Interstellar e Arrival. Il primo potrei anche vederlo in futuro, sugli altri 2 invece non ci faccio neanche un pensierino, perché il genere cosmico (nel caso di Interstellar) e Villeneuve (nel caso di Arrival) mi fanno sbadigliare solo a sentirli nominare.
    Riguardo ai 7 titoli che ho visto, ce ne sono 3 ai quali non darei neanche la sufficienza: The Wolf of Wall Street, Joker e Mad Max. Tuttavia, se ai primi 2 potrei concedere almeno un 5, a Mad Max invece schianto sul capo un 3 senza esitazioni. Nel genere action la trama è sempre stata un optional, ma anche in quelli di serie Z almeno uno straccio di storia ce lo puoi trovare: qua non c’è neanche quella. Inoltre, a me non sono piaciute neanche le elogiatissime scene d’azione, perché le ho trovate tutte uguali le une alle altre. Praticamente Mad Max ripete in loop sempre la stessa scena, come se si fosse attivato uno screen saver. Non ho mai capito il successo di questo film. E te lo dice uno che, essendo cresciuto tra Arnold, Sly e Ken il guerriero, ama sia i film d’azione che la fantascienza post – apocalittica.
    Gli altri 4 invece non li ho neanche presi in considerazione per la mia Top 10, ma sono piaciuti molto anche a me. Soprattutto Warrior, che considero un classico caso di “filmone involontario”, nel senso che chi l’ha realizzato sicuramente non intendeva realizzare un capolavoro, ma ci è riuscito in pieno. E proprio perché Gavin O’Connor ha sfornato un film gigantesco senza neanche sapere come, poi non è riuscito a mantenersi su quello standard di qualità. Magari ci smentirà con il suo prossimo film, che sa di ritorno ad alti livelli fin dal titolo (Tornare a vincere).
    Riguardo alle menzioni onorevoli, come film intellettuale mi è piaciuto molto anche Annientamento (guarda caso dello stesso regista di Ex machina), mentre come film italiano avrei scelto L’ultima ruota del carro. Molto bello anche Quanto basta, che considero uno dei migliori film sulla disabilità mai realizzati. Non c’è pesantezza, non c’è pietismo e non c’è neanche una stucchevole ricerca della lacrimuccia facile: al contrario, il film riesce a parlare della disabilità con un tono leggero, e a tratti perfino divertente. Davvero una piacevole sorpresa.

    1. Che tu non avessi apprezzato né JOKER né MAD MAX era cosa nota, dato che in ambo le recensioni che dedicai a questi film tu esprimesti il tuo giudizio critico. Mi lascia invece interdetto la tua disapprovazione verso THE WOLF OF WALL STREET, che considero un film semplicemente meraviglioso: ironico, arguto, splendidamente interpretato. Ovviamente si tratta sempre di opinioni personali e in quanto tali insindacabili, quindi lungi da me convincerti del contrario, tuttavia son curiosissimo di sapere perché non l’hai gradito.
      Per il resto sono assolutamente d’accordo con te, soprattutto circa la riflessione su Gavin O’Connor, che gli è uscito dal fianco un capolavoro senza volerle e non ha saputo gestire le enormi aspettative create intorno a lui, un po’ come quando il ragazzino della primavera debutta in prima squadra, fa il partitone e tutti si aspettano che faccia chissà che ad ogni partita (ogni riferimento a Federico Chiesa è puramente voluto) salvo dimenticarsi che si tratta di un ragazzino che deve ancora maturare tecnicamente e tatticamente.
      Ti confesso inoltre che per la palma di MIGLIOR FILM INTELLETTUALE, Annientamento è stato in ballottaggio fino all’ultimo con Ex Machina. Tra l’altro ho scoperto che Garland sta curando una serie TV ( DEVS : https://www.imdb.com/title/tt8134186/ ) e la trasposizione cinematografica di un videogioco (HALO): sono molto incuriosito da entrambi i progetti, sperando solo che il bravo regista e sceneggiatore non prenda pieghe troppe intellettualoidi e continui a sfornare film intelligenti ma non pallosi.
      Infine ti ringrazio per avermi citato QUANTO BASTA: si tratta di un film che era completamente sfuggito dai miei radar, ma la trama mi intriga e anche gli attori mi piacciono. Lo recupererò appena possibile.
      PS: stamattina mi son visto ANGEL HAS FALLEN, terzo capitolo della saga action con Gerard Butler che salva il presidente degli Stati Uniti. Niente di trascendentale, ma comunque è un film gradevole. E il mio apprezzamento per Butler sale sempre di più: è attore completo che sa alternare film action (il suo genere preferito, ovviamente) a film di romantici (quello con Muccino), a film strappalacrime (PS I LOVE YOU) a commedie (LA DURA VERITA’, spassosissimo veramente) e perfino a pellicole autorali come CORIOLANUS. Ovviamente quando veste i panni dell’action hero è più a suo agio. Inoltre, se non l’hai visto, ti segnalo che su questo film ha una parte una tua vecchia pupilla, protagonista di LE RAGAZZE DEL COYOTE UGLY, ovvero la sempre affascinante Piper Perabo.

      1. Piper Perabo ha l’aria di essere dolce come lo zucchero, e quindi mi fa sciogliere dalla tenerezza solo a sentirla nominare. Se poi consideri che in quel film suo padre era l’altro mio beniamino John Goodman, capisci bene perché considero Le ragazze del Coyote Ugly un film semplicemente delizioso.
        Riguardo a The Wolf of Wall Street, in realtà mi sembrava di averti già spiegato il motivo principale per cui non mi è piaciuto: la spudoratezza con cui esalta un personaggio che compie azioni di imperdonabile immoralità, come quella di gettare nel cestino le banconote appallottolate. Ricordo che, quando ti confessai il mio disgusto davanti a quella scena, tu mi dicesti che allora non dovevo vedere neanche Narcos, perché lì Escobar alle banconote gli dà addirittura fuoco.
        Riguardo a Federico Chiesa, il suo tocco di palla è qualcosa di magico, e ti fa pensare che sia davvero un talento assoluto; poi però vai a vedere le statistiche, e ti accorgi che non combina granché né coi gol né con gli assist. In questo mi ricorda altri calciatori “tutto fumo e niente arrosto” come Bojan Krkic e Stephan El Shaarawy, che tu conosci bene. E non escludo che la sua carriera possa intraprendere la loro stessa parabola discendente. Forse ci conviene monetizzare prima che questo avvenga, e lo stesso Commisso sembra essersene accorto.

        1. Caspita, hai ragione! Come ho fatto a dimenticarlo???? Evidentemente ho voluto rimuovere questo ricordo, perchè forse il mio inconscio non riesce ad accettare che tu non abbia amato questo film!!!

          Riguardo la Perabo, hai sicuramente ragionisimma perchè la sua bellezza acqua e sapone è veramente fuori dal comune. La ricordo con piacere in molti film, soprattutto su THE PRESTIGE, dove per altro muore presto: tutti gli altri protagonisti di quel film hanno fatto una carriera luminosa (da Bale alla Johansonn) mentre lei è rimasta relegata a film meno popolari e a personaggi meno iconici.

          Riguardo Chiesa, credo che il suo sia un equivoco tattico. Purtroppo ha uno scarso feeling con il gol il che, giocando di punta, lo costringerà alla mediocrità. Tuttavia ho la ferma convinzione che le sue doti siano fuori dal comune ma per esprimerle dovrebbe reinventarsi terzino, un po’ come fece Zambrotta vent’anni fa: se hai grande corsa ma tecnica non sufficiente per stare davanti, allora devi spostarti più dietro, dove puoi fare la differenza.
          Se riuscirà a fare questo bagno di umiltà e reinventarsi in un ruolo nuovo, allora forse è ancora in tempo per diventare quel campione che credo possa essere.

          1. Eccome se è ancora in tempo: Luca Toni a 28 anni giocava ancora in serie B nel Palermo, quindi in confronto Chiesa è ancora un ragazzino.
            Dimenticavo: non posso giudicare la tua scelta di One Day perché non ho visto il film, ma io come romanticone del decennio avrei scelto Sing Street.
            Tra meno di un’ora annunciano le nomination agli Oscar: incrociamo le dita per The Irishman! 🙂

          2. Il tempo è dalla sua parte, certo, però si deve sbrigare perchè se poi si crea la nomea che un “attaccante da 0-0” poi è difficile scrollarsela di dosso .
            Apro una parentesi sul vostro presidente: Commisso.
            Ieri ho visto per la prima volta una sua intervista e mi ha fatto scompisciare dalle risate. Si vede chiaramente che non è uno stupido (tutt’altro) e ha la tipica verve di chi è si è fatto da solo. Tuttavia, inutile negarlo, parla e si muove esattamente come un personaggio di un gangster movie sulla mafia italo-americana. Non avrebbe sfigurato ne I Soprano nè in Godfellas. Tra l’altro ha una vaga somiglianza con Joe Pesci…

            A proposito di Pesci, agli Oscar tifo per lui. Merita una seconda statuetta: posso sorvolare su tutte le altre, ma se non lo premiano mi dispiacerebbe proprio molto.

  3. Bene, ne ho visti pochissimi per cui è una occasione per recuperarli.
    Ovvio che questo genere di classifiche non possono avere il vaglio della obiettività…ma visto che non disdegni il genere fantascientifico mi stupisce l’assenza di Gravity..veramente spettacolare ed intenso. Mi ha sicuramente emozionato di più di Interstellar che comunque considero un buon film, ma non certo memorabile.

    1. Ciao Diz
      ti confesso che Gravity è un film che mi ha lasciato molto molto perplesso… bello, per carità, e la Bullock è deliziosa… tuttavia non mi ha minimamente emozionato e per me, che come dico sempre guardo i film con la pancia e li recensisco coi piedi, l’aspetto emotivo è fondamentale e se non instauro un minimo di empatia coi personaggi o con il film, allora il mio giudizio ne risente pesantemente.
      Comunque non posso darti torto, è senz’altro uno dei film sci-fi più interessanti del decennio!!!!
      Anzi, si potrebbe fare una classifica specifica proprio dei filim sci-fi…

  4. Siccome considero l’introduzione la parte più importante di questo tuo ultimissimo post, replicherò con due distinti commenti: nel secondo pubblicherò la mia Top Décade (come si sa, in lingua inglese “décade” significa decennio e non semplicemente una serie di dieci elementi o specificatamente di dieci giorni, come invece è in italiano) e nei limiti del possibile commenterò la tua, mentre nel primo ovvero questo che sto scrivendo mi permetterò di omaggiare a modo mio lo splendido pezzo di prosa ironica che hai scritto, materia di cui sei indubbio maestro e che mi auguro possa diventare sempre più importante nel tuo blog.

    Eccoci dunque al mio personale prologo…

    Il momento di salire

    Erano passati solo pochi istanti, da quando Gianni Pennesi aveva chiuso dietro di sé la porta dell’ufficio di San Pietro. Nel silenzio etereo di quello spazio, solo un orecchio angelico avrebbe potuto udire l’impercettibile rumore della maniglia che girava nuovamente ed infatti fu così che avvenne. A quell’impercettibile mutamento nell’aria, San Pietro alzò gli occhi di scatto verso la porta, attendendo che da essa si affacciasse Angelo.
    «Signore? Mi scusi se la disturbo, ma Pennesi è appena ripartito…»
    Il Responsabile supremo degli accessi ai piani celesti accennò un sorriso, chinando leggermente il capo verso la sua scrivania, dove aveva appoggiato i pugni, distendedndo le braccia in tensione. Fece quindi un gesto appena accennato con la mano ed alle sue spalle affiorò dal muro bianchissimo una nicchia, dove era sistemato un lavabo ed uno specchio.
    Con la calma di chi sta compiendo un rituale, San Pietro si lavò i denti, risciacquandosi a lungo la bocca con acqua benedetta. Poi si deterse lentamente le mani, ripassando con scrupolo un dito alla volta, come farebbe un ipocondriaco timoroso di qualche infezione batterica. Appena ebbe terminato di asciugarsi, la nicchia con il lavabo scomparve nel muro, così come era comparsa.
    Angelo aveva osservato immobile ed in silenzio tutta la scena, con l’apparente imperturbabilità di una guardia britannica in servizio fuori del Palazzo della Regina, finché non fu il suo stesso superiore a parlare: «Ho sempre bisogno di pulirmi attentamente dopo aver mentito, specie se in modo così smaccato…»
    «Se posso permettermi, signore» chiese timidamente Angelo, «cosa aveva in mente per la prossima volta?»
    «Qualche film russo o polacco… Devo ancora vedere… Sto aspettando un corriere dai piani bassi…»
    «Kasabake?»
    Uno sguardo di fuoco lampeggiò per un istante negli occhi nocciola del santo ed Angelo venne di colpo invaso da un terrore devastante. Poi tutto si arrestò di colpo, come se il tempo stesso si fosse congelato. Angelo vide il volto di San Pietro avvicinarsi al suo come fluttuando e quando i due nasi stavano quasi per toccarsi udì in modo distinto le seguenti parole: «Mai, per alcun motivo o necessità, dovrai pronunciare quel nome in queste stanze, sia in mia presenza che in mia assenza…»
    Passarono interminabili secondi in cui nessuno si mosse o parlò, fino al colpo secco che Pietro diede con le nocche della mano destra sul piano di legno, come a chiudere la questione, in modo simile al gesto usato spesso dal personaggio di Frank Underwood nella fiction televisiva House of Cards, di cui il nostro santo era stato un grande fan.
    «Ci sarebbe anche la questione di Anthony Minghella…» Disse timidamente Angelo.
    «Minghella?»
    «Si, il cineasta inglese che a suo tempo scrisse e diresse Cold Mountain… È dal 18 2008, giorno della sua morte, che l’abbiamo sistemato in Purgatoriom, in attesa di qualcuno che potesse intercedere per lui e direi…»
    «Sì, possiamo dire che è arrivato il momento per lui di salire in Paradiso!» Concluse San Pietro.
    Angelo fece un ampio sorriso, quindi accennò un inchino, girò sui suoi tacchi e si avviò verso l’uscita.
    Mentre la porta del grande ufficio si stava lentamente chiudendo da sola, nell’atrio si poteva udire il tono cristallino della voce del santo che stava comunicando con il piano più alto: «Si, sono Pietro… Devo comunicare un nuovo ingresso… Si, capisco… Ora è occupato, va bene, posso attendere… Come? Pochi minuti? Va bene… Sta ascoltando il discorso di Ricky Gervais ai Golden Globes? Ah, capisco… È un suo fan, va bene… Aspetto… Il tempo non è un problema…»

    Ci si rivede al secondo commento.
    Un abbraccio.

    1. Nei bar ci sono delle usanze comportamentali ben precise. Non mi riferisco alle regole di buona educazione che vigono nei “bar moderni”, dove ci si ferma di corsa per fare una rapida colazione o dove ci si attarda per un aperitivo perché non si ha voglia di tornare a casa. No, mi riferisco ai bar come venivano vissuti fino a qualche tempo fa, quand’erano un punto di ritrovo e di aggregazione per ragazzi, padri di famiglia, pensionati.
      Come sai parlo con cognizione di causa, giacchè ho lavorato per anni in un storico circolo ACLI del mio quartiere e ho sperimentato in prima persona usi e costumi di questo mondo parallelo che perennemente profumava (o puzzava, a seconda dei gusti) di Varnelli e fumo di sigaretta. E tra gli ho usi e costumi da bar che mi ha più affascinato ce n’è uno in particolare.
      Come è ovvio che sia, la clientela di un bar tende a dividersi in gruppi distinti in base ad amicizia, prossimità anagrafica, parentela o semplice conoscenza. Certo, ci sono i jolly, ovvero quelli che si uniscono a tutti ma in genere si tratta di persone che non hanno amici veri e stanno con chi capita. I più si riuniscono invece sempre insieme, seduti attorno a un tavolino (sempre lo stesso, ovviamente, e guai a occuparlo senza aver prima chiesto il permesso) a bere qualcosa (una grappa, un varnelli, un amaro). Man mano che i componenti della cricca arrivano al bar, prendono da bere e si siedono al loro tavolo finchè tutti i membri non sono arrivati, a quel punto si decide cosa fare (una partita a carte, un giro da qualche parte, magari un cinema). Ma il punto non è quello che si fa dopo, ma quello che si fa al bar perché non puoi sederti al tavolo così, appena sei arrivato. No, per sederti al tavolo devi avere un bicchiere: è come un biglietto, un lasciapassare, un’autorizzazione. Non vale accampare scuse: puoi anche esserti operato di ulcera l’altro ieri, ma per sederti deve avere almeno un limoncino in mano, altrimenti verresti sbertucciato per tutta la sera come un lebbroso.
      Ecco, mentre leggevo questo tuo delizioso sequel al mio racconto introduttivo mi è tornata in mente questa cosa della vita nel bar… perché hai fatto la stessa identica cosa: per sederti al mio tavolino ti sei armato dell’unica cosa che era richiesta (ovvero un racconto fantasioso) e l’hai fatto con garbo e grazia, qualità che ti contraddistinguono massimamente. Per altro ti confesso che mi piacerebbe da matti dare un ulteriore aggiunta al tuo pezzo, ma ora sono in altre faccende affaccendato e non riesco, tuttavia in giornata o domani… chissà…
      PS: ‘sta storia del film russo o polacco mi preoccupa non poco… lo ammetto 😀 😀 😀 😀 😀

      1. Ho scritto la mia risposta “letteraria” di getto sullo smartphone, usando WordPress non come app, ma su browser, giacché solo in quel modo posso evidenziare le righe di dialogo con i “caporali”, come ritengo sia più giusto fare e non con altri segni di interpunzione che si prestano a diversi significati… In ogni caso ci sono parecchi errori di battitura, ma va bene così, ciò che conta è lo spirito, che hai evidenziato anche tu…

        Restando in ambito letterario, infatti, prendo in prestito le parole del poeta statunitense Saint Geraud, che nel 1968 scrisse questi mirabii versi

        The only response
        to a child’s grave is
        to lie down before it and play dead

        L’unica risposta
        alla tomba di un bambino è
        stendersi lì accanto e giocare al morto

        In questo caso l’argomento in oggetto è alto ed ovviamente toccante, ma la filosofia è la stessa anche in casi più prosaici ovvero empatizzare ed usare lo stesso linguaggio e le stesse fenomenologie di chi ci chiede di giocare con lui.

    2. ah, dimenticavo, dato che nel racconto hai menzionato il compianto Antony Minghella sono andato a scorrere la sua pagina IMDB ed ho avuto una epifania!
      Ovvio che non abbia gradito Ritorno a Cold Mountain!
      Ignoravo infatti che Minghella è stato il regista de IL PAZIENTE INGLESE, uno dei film più pallosi e macinatesticoli che abbia mai avuto la sfortuna di vedere…
      Altro che guadagnare un posto in paradiso… la visione in loop di questo film dovrebbe essere una delle pene inflitte ai dannati dei gironi più terrificanti…

      1. Solo la sua morte, avvenuta ancora troppo giovane, per colpa di un cancro alla gola, mi spinge a non infierire troppo su un cineasta che davvero non ho mai digerito per la sua melensaggine… E tieni conto che, a mio avviso, Cold Mountain è probabilmente il suo capolavoro, nonché la migliore interpretazione di quel broccolo della Zellweger (attrice che non ho mai apprezzato del tutto e per la quale nutro la stessa simpatia che ho per le zanzare) con all’interno immagini di rara bellezza… Oltretutto, questo melò, mezzo western, mezzo guerra civile, è da sempre adorato da mia moglie e come tale esente da critiche manifeste di qualsiasi tipo…

        1. Ritorno a Cold Mountain fu la penultima volta in cui mia moglie ebbe diritto di parola allorchè andiamo al cinema.
          Tra l’altro la visione del film (avvenuta la sera di San Valentino del 2004) coincise con la tragica e prematura scomparsa di Marco Pantani (uno dei miei più grandi idoli sportivi) e quindi il ricordo del film è doppiamente doloroso.
          Ricordo ancora che mentre eravamo in coda alla biglietteria, indecisi su cosa vedere, Romina (all’epoca ancora solo fidanzata) iniziaò ad insistere per vedere questo film perchè “la Kidman è sempre brava” (ma il mio sospetto è che voleva andarci perchè il protagonista era Jude Law: ovviamente però non posso biasimarla per questo, dato che io ho visto migliaia di film solo perchè mi tirava la protagonista femminile…)
          Comunque sia fu uno strazio.
          L’ultima occasione in cui ebbe diritto di parola e di scelta fu per IL CACCIATORE DI AQUILONI di cui aveva letto anche il libro. Mi feci circuire, entrai in sala e desiderai scappare via di corsa dal primo all’ultimo fotogramma.
          Da allora, in maniera molto democratica, le ho detto: dato che di cinema non capisci un’acca e inoltre ti ho visto più di una volta guardare i film di Rosamund Pilcher al pomeriggio su canale 5, d’ora in avanti se vieni al cinema con me il film lo scelgo io. Per vedere le porcherie che piacciono a te ci vai con le tue amiche.
          Da allora sono rimasto fermo su questa posizione e solo una volta le ho fatto credere di aver ceduto, quando andammo a vedere VICTORIA E ABDUL: il film interessava anche me perchè adoro Judy Dench e ne avevo letto ottimi pareri in rete.
          E con questo è tutto.

          1. Vado completamente OT e ribadisco che a mio avviso, con le dovute cautele di tipo coniugale (meglio chiarire subito i confini del lecito e del non lecito, di ciò che deve restare privato per le e di ciò su cui invece ti sarebbe consetito ricamare), quella di una serie di micro-racconti di vita quotidiana coniugale di un cinefilo ibrido (molto più interessante di un appassionato di musica incompreso o peggio di sport, di cui sono già piene le pagine), scritti da te come le strip di una serie o come le puntate di una sit-com, avrebbero un certo successo sul web, se ovviamente veicolate in una cornice di supporto (il tuo sito che parla ora di cinema) che ne diventi il trampolino, fingendo di essere la ragion d’essere, per poi invece mostrarsi solo come sfondo per la tua vera attività parallela ovvero quella di scrittore…

          2. ribaldo d’un kasabake…
            ti confesso una cosa: scrivere la prosa umoristica è, tra le cose che scrivo, quella che mi piace meno fare… Le ragioni sono molteplici: oltre ad un mio gusto personale (mi piacciono di più altre mie composizioni) è che pezzi come quello di questo post mi vengono di getto, li scrivo in 5 minuti e non riesco più a correggerli, modificarli, migliorarli. Sono come parti esterne che di me non hanno niente.
            Comunque avrai presto mie notizie per quel discorso di cui ti dicevo…

            PS: io sto ancora aspettando la tua chart dei film della “dècade” (rigorosamente in inglese 😀 ) 😉

          3. Ho scritto il mio commento pensando esattamente a quanto ci eravamo detti via WhatsApp… Mettersi alla prova e sperimentare non debbono necessariamente passare attraverso una trasformazione radicale dell’aspetto del tuo sito, giacché si possono ottenere ottimi risultati semplicemente dando forma, struttura e cadenza regolare a qualcosa a che ora viene esclusivamente dettato dall’impeto… Una volta presa una decisione personale, infatti, non si deve temere che le vecchie abitudini abbiano il sopravvento e si può tranquillamente tenere la barra dritta del timone anche viaggiando attraverso l’apparente banalità di strade più familiari per i nostri lettori…

            Io non sono il tuo editor, ma se mai ce ne fosse uno costui potrebbe consigliarti di insistere in composizioni in cui tu non pensi di trovarti a tuo agio, perché magari sono quelle che ti permetterebbero di fare dopo anche altro…

            Basta parlare in codice adesso: ti saluto e cercherò di mandarti il prima possibile la mia classifica, che oltretutto, contrariamente a quanto da me immaginato e deciso, mi sta spingendo a fare un post apposito, che però non cancellerà il mio commento sotto alla tua!!

          4. Saresti un editor coi controfiocchi, anzi: già lo sei. E credo che in questo mestiere saresti troppo bravo per me… nel senso che se mai tu fossi il mio editor, saresti sprecato…

            Ora però son curioso di leggere il tuo post\commento sui film!

            Per il resto ci sentiremo 😉

  5. Te la sei guadagnata, la tua seconda vita, umano.
    Ma io che son gatta rido sotto i baffi, ‘ché ne ho addirittura nove e senza penali cinematografiche da pagare 😁
    (E i gamberoni, quante ne avranno?).

      1. 😁 Io, personalmente, al momento del Giudizio farei una telefonatina ai fratelli Winchester. Attorno a loro la gente pare non morire mai in modo davvero definitivo… infatti io sto aspettando in grazia che torni Crowley (se non deve accadere, ti prego di non dirmi nulla e fare lo gnorri: soffrirei troppo).

        1. Questo è un commento ad alto contenuto criptico… nel senso che nell’ordine:
          a) citi i fratelli Winchester: non ho mai seguito la serie, ma credo che tu ti stia riferendo a Supernatural, giusto?

          b) parli di Crowley e anche qui temo di essere in difetto e in ignoranza, a meno che questo “crowley” non sia il demone interpretato da David Tennant in Good Omens (senz’altro una delle serie tv più interessanti dell’anno appena passato): in questo caso sul suo ritorno o meno la risposta è presto fatta, ma non sarò certo io a dartela. Se sei una abituale fruitrice di IMDB ti basterà raggiungere questa pagina e lo capirai al volo https://www.imdb.com/title/tt1869454/

          1. Sì, parlo di Supernatural – e anche il “mio” ❤ Crowley è quello della serie: il demone ex-Re dell'Inferno pacioccoso e bonaccione 🙂
            Purtroppo non ho avuto modo di vedere Good Omens, ma non sai quanto vorrei: ho amato alla follia il libro, dunque è destino che prima o poi la recuperi.

          2. Good Omens si inserisce nel solco tracciato e perseguito ormaid a tempo da parte di PrimeVideo, ovvero la produzione di serie di grandissima qualità.
            Indipendentemente dal tono, dal genere e dai protagonisti, sempre la qualità è alta realizzando prodotti mai banali.
            In tutta sincerità, fino ad ora tra tutte le serie PrimeVideo che ho visto la sola PATRIOT non mi è piaciuta: le altre state tutte bellissime, compresa per l’appunto Good Omens.
            Quest’ultima, tra l’altro, si avvale di una coppia di protagonisti di una bravura assolutamente fuori dal comune: perchè David Tennant è già un titano mentre il più famoso Michael Sheen non gli è da meno.

  6. Intanto creo un po’ di suspense…

    Ho terminato di redarre una mia Top 20, divisa in due blocchi da 10 Secondi Posti ex-aequo ed altrettanti Primi Posti, nonché 1 Menzione Speciale: appena possibile, completerò l’inserimento delle immagini e poi la pubblicherò online sul mio sito…

    Ci sono dei punti di contatto tra la mia Ventina e la tua Decina (una lista onestamente stupenda, con titoli davvero bellissimi), che ti segnalo subito:

    Arrival (nella Decina dei miei Primi Posti)
    Joker (nella Decina dei miei Secondi Posti)
    The Irishman (nella Decina dei miei Primi Posti)
    Interstellar (nella Decina dei miei Primi Posti)

    Gli altri 16 film non sono in comune, ma sull’arco del decennio parliamo, amico mio, davvero di questione di gusti…

    Vorrei ora invece spendere due parole sulle tue Menzioni Speciali, che sottoscrivo in pieno: Mr. Holmes è per me il più bel film con soggetto Sherlock Holmes che non sia stato tratto da un racconto originale di Sir Arthur Conand Doyle, mentre il film di Matteo Rovere è un vero gioiello, troppo sottovalutato e schiacciato a livello mediatico dai tanti film più tradizionali e giornalisticamente sponsorizzati di Sorrentino, Amelio, Moretti e Garrone, ma che, assieme a Lo chiamavano Jeeg Robot di Mainetti costituisce il futuro del nostro cinema.

    To be continued…

    1. Partodal fondo e procedo a passo di gambero.
      ROVERE:Bravissimo e sottovalutato, e in veloce come il vento ha avuto il merito di uscire dai classici clichè del cinema italiano.

      MR. HOLMES: confesso che non so stabilire se sia migliore come apocrifo o a livellointerpretativo (McKellen è sontuoso e non mi aspettavo niente di meno, sia chiaro). Per altro devo dire che Holmes è un personaggio che si presta meglio alla TV che al Cinema e non è un caso che (parere mio) le migliori interpretazioni siano quelle di Brett e Cumberbatch (Rathbone è troppo indietro nel tempo per classificarlo…). Le trasposizioni cinematografiche soffrono o tradiscono troppo il personaggio originale (i 2 film con Downey Jr firmati da Ritchie, seppur godibili, di Sherlock Holmes non hanno praticamente niente). Invece Mr.Holmes è il primo connubbio Sherlock-Cinema che mi abbia convinto pienamente.

      Riguardo infine la tua personale chart, già il fatto di aver 4 titoli in comune mi entusiasma: un cinefilo colto e raffinato come te da un lato, un rozzo adoratore di stratopassere, ovvero io, dall’altro.

      Ora son troppo curioso di leggere gli altri 16 titoli!!!!

      1. A proposito di stratopassere, ho un aneddoto da raccontarti.
        Come sai, adoro infinitamente Sofia Vergara. Pur di vederla mi sono sorbito dei film che altrimenti non avrei neanche preso in considerazione, come La truffa è servita o Fuga in tacchi a spillo. Di conseguenza aspettavo a gloria fin dal 2018 il suo ultimo film, Bottom of the 9th. Il problema è che, a distanza di 6 mesi dall’uscita americana, nessuno si è ancora attivato per la distribuzione in Italia. A questo punto è probabile che il film rimarrà inedito nel nostro paese.
        Se la protagonista del film fosse stata una stratopassera qualunque (che so, Olivia Wilde), mi sarei rassegnato all’idea di non vederlo mai. Ma la Vergara no, lei non posso perdermela. Per lei valeva la pena di scervellarsi alla ricerca di una soluzione alternativa. Alla fine l’ho trovata: ho comprato su Amazon il dvd americano. Ovviamente non ha i sottotitoli in italiano, quindi dovrò fare affidamento sulla mia (comunque buona) conoscenza dell’inglese per capire i dialoghi. Ma in fondo che importa cosa si dicono gli attori? C’è la Vergarona, e tanto basta. Mancano 6 giorni alla consegna, e ovviamente sto fremendo già adesso! 🙂

        1. Caro amico, questa batte anche io che mi vidi PASSION di De Palma in francese sottotitolato italiano (malissimo per altro) perchè c’erano le scene saffiche di Rachel McAdams (per altro molto più caste di quelle che avrebbe fatto anni dopo in DISOBEDIENCE insieme alla mia Rachel Weisz…)

          Meriti quindi un plauso triplo.
          E soprattutto fammi sapere se ne è valsa la pena (anche se credo di conoscere già la tua risposta…)

          PS: ieri mi dicevi che l’ultimo di Clint è stato un fiasco al botteghino. Non avevo saputo questa cosa e mi dispiace. Io comunque lo vedrò, anche perchè come sai capita spesso che i film stroncati dai più poi piacciano a me o a te.
          Incrociamo le dita!

          1. In America Richard Jewell è stato un fiasco così colossale che è riuscito ad andare in perdita nonostante un budget abbastanza ridotto: è costato 45 milioni e ne ha incassati 26. Tuttavia, l’inaspettata nomination all’Oscar potrebbe fruttargli qualche soldino in più negli stati in cui il film non è ancora uscito (Italia compresa). Come hai detto tu, incrociamo le dita! 🙂

          2. Attrice non protagonista. Tra l’altro con questa nomination Kathy Bates ha scalzato Jennifer Lopez, la cui candidatura era data per certa. Probabilmente la sua interpretazione ha suscitato troppo scandalo: ne Le ragazze di Wall Street J – Lo si lascia andare a spogliarelli, lap dance e scene lesbo a tutto spiano, e capisco che qualche membro dell’Academy un po’ attempato e bigotto abbia preferito candidare un’interpretazione più innocua e rassicurante come quella di Kathy Bates. Ebbe lo stesso problema Di Caprio quando perse l’Oscar per The Wolf of Wall Street. Perché Hollywood è piena di mignotte, ma per ogni mignotta ci sono 10 puritani. 🙂

          3. Fammi capire bene
            J Lo co va giù di spogliarelli , lap dance e lesbicate e non ho ancora visto il film?
            Che io sia dannato se nn lo trovo entro la fine della settimana 😀

          4. Hollywood è piena di mignotte, ma per ogni mignotta ci sono 10 puritani… Tu lo sai, amico, che questa va diretta nel mio archivio delle frasi celebri di Wwayne, vero?

          5. Non ho mai amato gli aforismi, le citazioni e le frasi a effetto. Sono sempre stato convinto che per esprimere un concetto profondo sia necessario spiegarlo in maniera articolata; se invece cerchi di condensarlo in 2 parole e via, il risultato è quasi sempre uno stucchevole esempio di filosofia spicciola. Tutto questo per dirti che, se ho tirato fuori una frase a effetto, l’ho fatto in maniera assolutamente involontaria. Ma se ti è piaciuta, sono lieto di averlo fatto! 🙂
            Riprendendo la conversazione che stavo facendo con Lapinsù, tu l’hai visto Le ragazze di Wall Street? Se manca anche a te devi assolutamente recuperarlo, è un filmone più spumeggiante che mai! 🙂

          6. È già nella mia lista di cose da vedere! Tra l’altro la Lopez mi è sempre piaciuta, anche come attrice: come ti raccontai a suo tempo, fu per me una scoperta vederla recitate davvero bene a fianco di Clooney nel noir “Out of Sight” ma poi là alla regia c’era quel genialoide di Soderbergh…

          7. Io invece ho scoperto che sapeva recitare guardando una sua serie tv, Shades of Blue. Ne Le ragazze di Wall Street conferma di avere talento, perché il suo è un personaggio molto complesso e sfaccettato: per certi versi è una bastarda, per altri un’amica fantastica. E infatti la sua migliore amica (che è anche la protagonista del film) ad un certo punto dice che prova disgusto per le sue azioni, ma non può negare che con lei e grazie a lei ha trascorso gli anni più belli della sua vita. Non ti dico altro perché rischierei di fare spoiler. Buona visione! 🙂

          8. Sia tu che Lapinsù mi ringrazierete dopo aver visto Le ragazze di Wall Street, ne sono certo. Buona serata anche a te! 🙂

  7. Maestro, chapeau! Sono sempr in sala d’attesa del mefico e ogni tanto non riesco a trattenere una risatina! Troppo forte la tua andata in paradiso! Eh eh La gente mi guarda come se fossi scemo ma non sanno cosa si stanno perdendo!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...