Le serie TV più belle del decennio

SACERDOTE
Fratelli, siamo qui riuniti per porgere l’ultimo ed estremo saluto a Gianni. La sua vita è stata breve ma intensa, votata al bello quanto al brutto, dando forma a una sintesi sinestetica della sinossi esistenziale.

I fedeli si scambiano sguardi perplessi

SACERDOTE
Ora, se c’è qualcuno tra voi che vuole proclamare qualche parola commemorativa per il defunto, ha facoltà di parlare.

Kasabake si alza prontamente dalla panca in prima fila, raggiunge il podio, sistema il microfono, spiega sul leggio un numero imprecisato di fogli, poi inizia a parlare

KASABAKE
Ho conosciuto Gianni solo in via virtuale, su quel WEB tanto vituperato eppure tanto ricco e fertile se solo usato con intelligenza. Nonostante di lui conosca solo la foto qui esposta e le parole vergate su WordPress, lo considero come un fratello. Ricordo ancora il primo commento che scrisse sul mio blog, circa cinque anni fa…

Segue monologo di circa tre ore nelle quali Kasabake ricorda ogni singolo commento lasciato da Gianni nel suo blog, e parliamo di non meno di 1000 inutili messaggi

KASABAKE
… E con questo è tutto

ASSEMBLEA
Alleluja!!!

Non appena Kasabake si siede al suo posto, titubante si alza Wayne. Raggiunge il podio, si guarda intorno spaesato poi inizia a parlare a braccio, senza consultare nessun appunto

WWAYNE
Gianni era una persona eccezionale. Eccetto me, nessuno amava le tette come lui

Mormorii di sdegno si sollevano tra la folla

WAYNE
Abbiamo discettato per ore e ore cercando di stabilire se fosse migliore il davanzale di Sofia Vergara o quello di Heather Graham e alla fine abbiamo concluso che vanno bene entrambi. Viva le tette, viva le stratopassere, viva Gianni! Mi mancherai fratello!

Un timido applauso si alza dalle file più arretrate, ma gran parte dell’assemblea si limita a scambiare sguardi sdegnati mentre Wayne recupera il proprio posto. Dopo alcuni minuti, una donna vestita a lutto si avvicina al podio. Solleva il velo nero che le copre volto mostrando i lineamenti regali e splendidi della femmina più bella mai vissuta sulla terra. Prima di iniziare a parlare asciuga una lacrima che scivola ruvida a lato degli occhi

RACHEL WEISZ
Ho avuto tanti amanti, ma come lui nessuno…

Il singhiozzo prende il sopravvento. Prova parlare ma un nodo le serra la gola ed è costretta a fermarsi. Aspetta qualche secondo, ma ormai è totalmente afona, distrutta dal dolore e da un senso di vuoto che teme non le passerà mai. Infine si allontana dal podio e mentre scende con attenzione i gradini dell’altare per evitare di incespicare sui lunghi tacchi delle scarpe nere, incrocia un arzillo vecchietto che prontamente agguanta il microfono con movimenti esperti

BRUCE SPRINGSTEEN
Ho milioni di fans in tutto il mondo, ma Gianni è il numero uno!

Si concede un attimo di pausa per soffiare il nasco e asciugare le lacrime copiose

BRUCE SPRINGSTEEN
Ricordo ancora il mio primo concerto con lui, oltre 20 anni fa: vederlo saltare e cantare mi fece tornare di nuovo ragazzino. Se ancora scrivo canzoni e giro il mondo con i miei show, è solo per merito suo!

Il Boss fa una breve pausa, sembra che voglia aggiungere qualcosa, poi desiste e scende dal podio per raggiungere il suo posto vicino agli altri membri della E Street Band che lo accolgono con abbracci e pacche sulle spalle. Trascorrono alcuni lunghi minuti, infine il sacerdote si avvicina di nuovo al podio per porre fine alla commemorazione funebre in onore di Gianni.

SACERDOTE
Fratelli, il dado è tratto, i saluti sono stati porti, le mezze stagioni non esistono più. E’ tempo di salutarci. Ma prima di farlo è mio dovere effondere su di voi la benedizione…

TUM TUM … TUM TUM TUM

Qualcuno sta bussando. I fedeli si guardano intorno cercando di capire da dove provenga il rumore.

SACERDOTE
Stavo dicendo, che è mio dovere effondere su di voi la benedizione di Nostro Signore. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirit…

TUM TUM … TUM TUM TUM

Alcuni mormorii si sollevano dall’assemblea. I fedeli si guardano intorno con espressioni perplesse

SACERDOTE
Nel nome del Padre, del Figl

TUM TUM … TUM TUM TUM

Inizia a serpeggiare il panico. Qualcuno grida, anche il sacerdote sembra perplesso.

TUM TUM … TUM TUM TUM

La bara si muove.

TUM TUM … TUM TUM TUM

Le urla crescono di intensità.

TUM TUM … TUM TUM TUM

La bara cade dal catafalco e Rachel Weisz sviene, sostenuta dalle sue ancelle.

TUM TUM …  TUM TUM TUM TUM TUM TUM TUM TUM TUM

Il coperchio della bara si apre e Gianni scatta fuori, come punto da una vespa.

GIANNI
Chi è che mi ha fatto il nodo della cravatta così stretto?

Mentre armeggia per allentarlo, Gianni si guarda intorno perplesso.

GIANNI:
Cosa sono quei musi lunghi? Mica sono morto.

 


NOTA: la classifica si divide in tre sezioni:

  1. Le migliori miniserie
  2. Le migliori serie tv parziali (ovvero che sono ancora in corso o hanno alcune stagioni meritevoli e poi diventano inguardabili)
  3. Le migliori serie tv, ovvero quelle iniziate e finite in questo decennio (il che esclude eventuali serie iniziate nella decade precedente e finite in quella appena conclusa, come ad esempio Breaking Bad)

LE MIGLIORI MINISERIE TV

 

3. Sharp Objects

3. Sharp Objects

Creatore: Marti Noxon
Anno: 2018
Genere: Crime, Drama, Mystery, Thriller
Cast: Amy Adams, Patricia Clarkson
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt2649356/

La potenza interpretativa delle due protagoniste della serie (Amy e Patricia) è qualcosa di inaudito, qualcosa che andrebbe studiato perfino nei corsi di teologia.


2. Chernobyl

2. Chernobyl

Creatore: Craig Mazin
Anno: 2019
Genere: Drama, History, Thriller
Cast: Jessie Buckley, Jared Harris, Stellan Skarsgard
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt7366338/

Prendi un fatto vero.
Recluta attori bravissimi.
Trova il modo di raccontarlo in maniera non solo coinvolgente, ma perfino accattivante.
Il gioco è fatto.


1. True Detective (prima stagione)

1. True Detective

Creatore: Nic Pizzolatto
Anno: 2014
Genere: Crime, Drama, Mystery, Thriller
Cast: Matthew McConaughey, Woody Harrelson
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt2356777/

Nella moderna serialità televisiva i personaggi contano più della storia. A chiunque lo neghi potete mostrare il capolavoro messo in scena da Matthew McConaughey nella prima stagione di True Detective.


LE MIGLIORI SERIE TV PARZIALI

 

5. The Affair (Stagioni 1-2)

5. The Affair

Creatore: Hagai Levi, Sarah Treem
Anno: 2014-2019
Genere: Drama
Cast: Dominic West, Ruth Wilson, Maura Tierney
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt2699110/

Raramente mi è capitato di vedere una narrazione esposta in termini innovativi e alternativi come quelli delle prime due stagioni di The Affair. Se poi metti sul piatto un carico da novanta come Ruth Wilson (attrice semplicemente meravigliosa) tutto diventa più facile.


4. Dark (in corso)

4. Dark

Creatore: Baran bo Odar, Jantje Friese
Anno: 2017 –
Genere: Crime, Drama, Mystery, Sci-Fi, Thriller
Cast: Karoline Eichhorn, Louis Hofmann, Jordis Triebel
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt5753856/

La miglior serie tv sui viaggi del tempo mai realizzata. Punto.


3. Mindhunter (in corso)

3. Mindhunter

Creatore: Joe Penhall
Anno: 2017 –
Genere: Crime, Drama, Thriller
Cast: Jonathan Groff, Holt McCallany, Anna Torv
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt5290382/

Riuscire a trasmettere orrore, paura e malvagità senza mostrare una goccia di sangue: in pratica una forma di moderno espressionismo del non visto, ovvero una meraviglia.


2. Westworld (in corso)

2. Westworld

Creatore: Lisa Joy, Jonathan Nolan
Anno: 2016 –
Genere: Drama, Mystery, Sci-Fi, Western
Cast: Evan Rachel Wood, Jeffrey Wright, Ed Harris, Thandie Newton
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt0475784/

Ogni tanto mi capita di svergliarmi, in piena notte, pensando ai plot twist di Westworld. E ci sto male. Diamine se ci sto male.


1. House of Cards (Stagioni 1-2)

1. House of Cards

Creatore: Beau Willimon
Anno: 2013 – 2019
Genere: Drama
Cast: Kevin Spacey, Robin Wright
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt1856010/

Se solo si fossero fermati alla seconda stagione, alla scena in cui Frank Underwood arriva infine allo studio ovale, avrebbero firmato la più bella serie tv mai realizzata (e forse mai realizzabile).


LE MIGLIORI SERIE TV

 

5. The Americans

5. The Americans

Creatore: Joseph Weisberg
Anno: 2013-2019
Genere: Crime, Drama, Mystery, Thriller
Cast: Keri Russell, Matthew Rhys, Noah Emmerich
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt2149175/

Ci sono cose belle subito, ma che sciupano presto. Poi ci sono le cose belle subito e belle ancora di più col tempo che passa. Come The Americans.


4. Luther

4. Luther

Creatore: Neil Cross
Anno: 2010 – 2019
Genere: Crime, Drama, Mystery, Thriller
Cast: Idris Elba
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt1474684/

Luther è come quel whisky forte, quello che ti piace tanto ma che sai che ti metterà KO; quel whisky che prendi solo le sere in cui vuoi spegnere il cervello.
Luther assomiglia aquegli amici che vedi di rado, ma che ogni volta che li incontri c’è una tale familiarità da sembrare che siate stati sempre insieme.
Luther ti mette addosso una calda malinconia, la stessa che ti dà quel vecchio maglione che nemmeno ricordavi di avere, finché una sera non spunta fuori dal fondo dell’armadio quasi da solo.
Luther sembra proprio uguale a quella vecchia fiamma del liceo, quella stronza che ti ha trattato di merda ma che tu, in fondo in fondo, non riesci proprio ad odiare.


3. Game of Thrones

3. Game of Thrones

Creatore: David Benioff, D.B. Weiss
Anno: 2011 – 2019
Genere: Action, Adventure, Drama, Fantasy, Romance
Cast: Emilia Clarke, Peter Dinklage, Kit Harington
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt0944947/

Esistono due tipi di persone: quelle che amano Il trono di spade e quelle che non hanno mai visto Il trono di spade.


2. Daredevil

2. Daredevil

Creatore: Drew Goddard
Anno: 2015 – 2018
Genere: Action, Crime, Drama, Fantasy, Sci-Fi, Thriller
Cast: Charlie Cox, Vincent D’Onofrio, Deborah Ann Woll
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt3322312/

Talvolta la fantasia si sublima dando l’impressione di essere una dea multiforme… no dai inutile sprecare parole, perchè Daredevil è una serie splendida giocata bilanciando perfettamente l’azione (ci sono i combattimenti meglio coreografati di sempre) e la profondità di personaggi mai banali. Un autentico gioiellino.


1. Sherlock

1. Sherlock

Creatore: Mark Gatiss, Steven Moffat
Anno: 2010 – 2018
Genere: Crime, Drama, Mystery, Thriller
Cast: Benedict Cumberbatch, Martin Freeman
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt1475582/

Ogni didascalia sarebbe superflua.

42 pensieri su “Le serie TV più belle del decennio

  1. Premetto che una brutta sindrome influenzale mi ha tenuto con il corpo ed il cervello (che poi fa sempre parte del corpo, ma penso che ci siamo capiti…) bloccati ed un po’ lo sta facendo ancora, tanto che avevo pensato di non commentare subito questo tuo post. amico mio: trattasi infatti di una classifica molto ricca, piena di titoli che ho amato particolarmente e che, oltrettutto, così come ha imposto a te delle scelte importanti, tali le imporrebbe anche a me per risponderti (vuoi che io non ti dica quali sono per le migliori serie televisuve del decennio? Sia mai che io ti privi di questa informazione!).

    Pertanto ti anticipo che tornerò su questo post, per fornire il mio commento sui titoli, ma per ora voglio limitarmi a parlare della straordinaria coincidenza che mi ha colpito leggendo il tuo prologo…

    Prima che l’influenza mi arrestasse e prima di ricevere da un amico una doppia mail contentenente un gustosissimo racconto che ho inziato a leggere con piacere crescente (su cui non voglio anticipare nulla a nessuno), avevo cominciato a scrivere una lunga recensione della miniserie Dracula, scritta da Moffat e Gatiss per BBC One e da noi trasmessa sulla piattaforma Netflix.

    Fin qui nulla di strano, se non fosse che l’incipit del mio pezzo inizia con queste esatte parole: «Undead, non-morti, esseri umani deceduti ma che continuano a comportarsi come se fossero ancora vivi, muovendosi sotto forma di fantasmi incorporei oppure, in modo molto più doloroso e tragico, come esseri disgraziati che dopo il decesso continuano ad agitarsi dentro le tombe, urlando senza poter essere sentiti dai viventi, che grattano il coperchio delle loro bare per poterne uscire e che, se per caso il loro cadavere viene cremato, provano un dolore infinito, restando coscienti per tutto il tempo finché l’ultima cellula del loro corpo non sia stata arsa…»

    Puoi bene immaginare, fratello, lo sgomento che ho provato leggendo la parte inziale del tuo articolo, quella squisitamente letteraria, in cui ti descrivi chiuso vivo dentro la bara, con tanto di colpi sul cofano per farti aprire e rivelazione finale…

    Come sempre, la parte migliore dei tuoi articoli è quella narrativa e non perché le tue scelte in campo di fiction televisive non siano belle, anzi, lo sono eccome, ma di quello avremo modo di parlare quando tornerò qui, su questo spazio commenti: per ora solo tantissimi applausi per il tuo funerale affrettato e per il bellissimo delirio onirico delle straordinarie personalità presenti alla cerimonia… È tutto così cinematografico e scandito in modo esemplare, tanto che penso non lascerà nemmeno troppo interdetti i tuoi lettori più tradizionalisti.

    1. Nulla è casuale. Il Verbo (nella sua accezione greca del termine, ossia di logos) si sostanzia in mille modi e trova nell’ermenautica il proprio viatico migliore per trascendere la sua essenza eterea e farsi elemento tangibile della realtà. Non posso dunque non ravvedere un segno inequivocabile della sua manifestazione questo parallelismo tra l’incipit del tuo articolo ancora da terminare e il prologo alla mia classifica delle serie tv più belle del decennio, nel quale mi son fatto il funerale da solo. E che funerale…
      Per altro che proprio l’altro ieri sono rimasto costernato quando il commento di un utente, per altro distintosi sempre per intelligenza e apprezzamento dei miei post (la qual cosa può essere giustamente considerata un ossimoro…) confermava un sospetto che, latente, coltivavo da tempo: quando c’è una classifica scorrono tutti direttamente a leggere la lista saltando a pie’ pari l’incipit (capita smesso anche a me di farlo, lo ammetto…).
      Lo sospettavo, ovviamente (non foss’altro perché pochissimi commenti portavano riferimento all’incipit), ma la franca ammissione di Diz mi ha depresso come un gol subito dal Milan nei minuti finali.
      Ovviamente non mi do per vinto: ho già una bella idea (una bella idea STRONZA) per fregare i miei cari lettori con le prossime classifiche.
      Non mi resta che augurarti di rimetterti presto: ogni volta che prendo l’influenza temo sempre di finire nell’al di là, quindi posso immaginare il dolore che attraversa il tuo corpo straziandolo. Hai tutta la mia solidarietà, fratello!
      Ma soprattutto non mi resta che aspettare (con ansia) di leggere il tuo post su Dracula, serie che come ti dissi recupererò ma, prestando massima fede a un tuo consiglio, non prima di aver recuperato il film di Coppola dedicato al celebre conte della Transilvania…

      1. Grazie della fiducia, amico e si, concordo sul potere dell’ermenàutica che trascende la linearità dello spazio e del tempo…
        A presto, con il commentarium sulle serie da te scelte…

  2. “Chi è che mi ha fatto il nodo della cravatta così stretto?”

    Ma sei un mito!!!!!!!!
    Racconto stupendo!!!!!

    Le serie mi sono piaciute(tranne Chernobyl che …io mha’,ma pure loro bho’ eh?) tutte anche se ancora devo vederne alcune tipo GOT e Dark , sto’ finendo Mindhunter e Helix ma vabbè ho i miei tempi.
    E bravo Lap. 😊 👏

  3. Giusto per creare polemica e suspense, mancano le due fiction più belle in senso assoluto… Ma ovviamente non dirò quali sono… Così tanto per creare zizzania…

      1. Cazzo! Mi hai scoperto…

        Sai che pensavo?
        Volevo rubare al blogger “Serenate Cinematografiche”, che mi ha fatto conoscere Wwayne (per altro con quel grande spirito di obiettività che contraddistingue il nostro amico, visto che spesso i loro giudizi differiscono parecchio), la definizione che egli ha dato dei cinepanettoni, chiamandoli “Il Quinto Cavaliere dell’Apocalisse”…
        Mi piacerebbe fare mia questa definizione, non tanto per i film, quanto per la pletora di serie televisive procedural statunitensi fatte con lo stesso squallido stampo, che ammorbano il mercato televisivo generalista, con trame che si ripresentano ciclicamente identiche non solo su serie diverse ma persino sulla stessa…

        Ecco, una bella classifica della merda che ha girato in televisione, spesso con notevole dispendio di soldi ed attori, sarebbe affascinante…
        Proporrei 9.1.1. ed anche The Resident, tanto per cominciare…

        1. La definizione sarebbe perfetta!
          E in assoluto una classifica con le serie tv più merdose di questo decennio sarebbe sicuramente utilissima.
          A discolpa di questo genere (del quale alcune manifestazioni ho anche guardato e guardo tuttora) posso solo dire che ha il merito importante di dare opportunità di lavoro a ragazze meritevoli ma che altrimenti sarebbero costrette ad aspettare con ansia il reddito di cittadinanza.

  4. Il 2020 per me sarà anche l’anno di House of Cards, che pregusto da un po’.
    Con Dexter ho saputo ascoltare i vostri consigli e fermarmi alla quarta stagione, perciò se mi dici che in questo caso l’ideale è vedere le prime due e stop, ti do retta.
    Vorrei tanto, invece, vedermi Daredevil, e il fatto che tu l’abbia collocata così in alto in classifica e ci abbia speso parole così buone peggiora la mia malinconia, perché so che sarà dura.
    E comunque… ciao! Ben svegliato! Non avevo fatto tanto caso a te, dopo che la Dea mi è crollata fra le braccia. Sì, ho dovuto condividerla, ma sai che emozione?!

    1. Il discorso per HoC è complicato
      La terza e la quarta non sono brutte in senso assoluto (come ad esempio le ultime stagioni di Dexter) sono brutte confrontate con l’inizio dello show, puzzano di appiccicaticcio perchè era chiaro che il plot si chiudeva con la seconda. E comunque il mio parere non è molto condiviso: pensa che ci sono anche loschi figuri che hanno perfino gradito l’ultima stagione (quella senza Kevin e solo con Robin Wright). Questi loschi figuri hanno il nick che comincia con Kasa e finisce con bake, ma non prestare troppa attenzione alle fesserie che scrivono…

  5. Sherlock è per me nel podio delle tre fiction più belle non solo del decennio (sarà Oro? No. Allora Argento o Bronzo? Chissà…), ma persino del ventennio (sembro un troll a postare così ed in effetti quando mi tolgo la mascherina dell’aerosol lo ricordo…).

    1. Da quando ti so influenzato, non riesco a immaginarti se non come Palpatine durante la resurrezione in Episodio IX.
      E’ più forte di me.

      PS: Anche io metto tranquillamente Sherlock nel mio podio del ventennio, insieme a Breaking Bad e, ovviamente, i Soprano.

  6. Sono d’accordo su molte di queste. The Affair per me è stato un caso strano. La prima stagione mi è sembrata veramente interessante per l’idea di raccontare la stessa cosa da differenti punti di vista. Poi però con il passare delle stagioni diventava sempre più una telenovela ai livelli delle peggiori di rete4. Poi… l’ultima stagione (penso la 5, finita da non molto), incredibilmente, era molto bella, tanto che mi ha riconciliato con tutto. Alla fine la ricorderò con piacere.

    1. Ciao Paolo e benvenuto.
      Non posso che essere d’accordo con te. Pensa che io nemmeno sono riuscito a terminare di vedere la terza, tale era lo scempio….
      Un vero peccato, perchè le prime stagioni di The Affair sono molto alternative.

  7. La prima stagione di Westworld si è mantenuta su livelli altissimi dalla prima all’ultima puntata. Poi è arrivata la seconda, che purtroppo è infinitamente peggiore: salvo solo l’ottavo episodio (quello che ha l’indiano come protagonista), tutto il resto è un aborto.
    Peraltro questa tendenza a peggiorare dopo un esordio folgorante è un vizio di famiglia, perché Jonathan Nolan non ha saputo confermarsi dopo la prima stagione di Westworld, e il fratello Christopher si è perso quando ha provato a fare il passaggio dal cinema d’intrattenimento al cinema d’autore (producendo quell’altro escremento di proporzioni bovine chiamato Dunkirk). Non possiamo neanche sperare che si riprenda con il suo prossimo film, perché basta vedere il trailer di Tenet per capire che è un pastrocchio senza capo né coda.
    Delle serie che hai nominato ho visto anche Daredevil, anche se non totalmente: la terza stagione manca ancora all’appello. Anche in questo caso ho notato un peggioramento dalla prima alla seconda stagione, ma non fragoroso quanto quello di Westworld. E poi Daredevil è il mio supereroe preferito da quand’ero bambino, quindi per me un fumetto o una serie tv con lui dentro non potrà mai essere brutto. Questo personaggio mi piace così tanto che ho adorato perfino il criticatissimo film in cui era interpretato da Ben Affleck.
    Mi dispiace moltissimo che tu non abbia citato Shades of Blue. Un po’ di successo questa serie l’ha avuto, altrimenti non sarebbe andata avanti per 3 stagioni, ma ho sempre avuto la sensazione che fosse molto meno apprezzata di quel che meritava. Forse ha pagato il fatto di far parte di un filone già saturo (le serie poliziesche) e di basarsi su uno stereotipo anch’esso già visto mille volte (i poliziotti corrotti). Ma nonostante la scarsa originalità, questa serie ha un merito che perfino le più celebrate Westworld e Daredevil non possono vantare: non ha mai avuto un calo di qualità. Se ripenso alle ore passate dietro a Shades of Blue, mi rendo conto che non c’è mai stato un solo episodio noioso o comunque peggiore degli altri: sono magnifici tutti e 36, e nessuno di essi mi ha mai deluso.
    Facendo un discorso più generale, è evidente che lo scorso decennio ha visto un enorme incremento di qualità delle serie tv: prima erano considerate un prodotto di serie B (e infatti gli attori vedevano il passaggio dal cinema alla tv come una sorta di morte professionale), adesso hanno ottenuto una dignità pari a quella dei film (e rispetto ad essi hanno anche un pubblico più vasto, cosa inimmaginabile fino a pochi anni fa). Gli attori l’hanno capito, e infatti adesso anche le star di Hollywood non disdegnano l’idea di recitare per la tv: il tuo post lo prova in modo molto chiaro, perché cita delle serie in cui hanno lavorato attori del calibro di Amy Adams, Ed Harris e Matthew McConaughey. Se vogliamo questo miglioramento delle serie tv era cominciato già negli anni zero, ma negli anni 10 l’ascesa di Netflix ha costituito una vera e propria svolta in questo senso.
    Nonostante il livello delle serie tv si sia alzato esponenzialmente negli ultimi anni, per me la migliore in assoluto resterà sempre Beverly Hills 90210. Sono cresciuto con questa serie, quindi l’affetto che provo nei suoi confronti potrebbe aver offuscato il mio giudizio, ma onestamente non credo che sia così: al di là del legame emotivo che ho con Beverly Hills 90210, io sono lucidamente e razionalmente convinto che nessuna serie tv abbia mai raggiunto i suoi picchi di qualità. O almeno nessuna serie che io abbia visto.
    Riguardo alla divertentissima introduzione del tuo post, in effetti il quesito in essa contenuto (sono migliori le tette di Sofia Vergara o quelle di Heather Graham?) è un nodo gordiano di difficilissima soluzione. Se Shakespeare le avesse conosciute, il dubbio di Amleto non sarebbe stato tra essere o non essere, ma tra Sofia Vergara o Heather Graham. Ci ho riflettuto per tutta la mattina e metà del pomeriggio, e alla fine mi sono reso conto che preferisco la prima. Il motivo è molto semplice: di Sofia Vergara sono andato a comprarmi anche un film inedito in Italia, per Heather Graham questo sforzo non l’ho fatto. E sì che avrei potuto, dato che è rimasto inedito in Italia anche il suo primo film da regista (Half Magic).
    Detto questo, per me le attrici migliori non sono quelle che hanno le tettone, ma quelle che hanno le tettone E LE MOSTRANO. E’ inutile che un’attrice abbia un fisico da paura, se poi lo tiene più abbottonato di Adria Arjona: deve fare come Eva Green, ed esibirlo a tutto spiano anche nei film dove potrebbe tranquillamente farne a meno.
    Colgo l’occasione per dirti che ieri ho visto Richard Jewell. Di norma i film sul giornalismo tendono a santificare i reporter, e a raffigurarli come degli eroi che combattono coraggiosamente contro dei nemici cento volte più potenti di loro pur di far conoscere la verità al mondo; Clint Eastwood ha deciso di andare nella direzione opposta, focalizzandosi su quei giornalisti che invece inseguono il successo personale a tutti i costi, e pur di mettere le mani su uno scoop non si fanno alcuno scrupolo a raccontare falsità e a rovinare la vita delle persone. Il pubblico è rimasto spiazzato da questo nuovo modo di raccontare il giornalismo al cinema, non l’ha apprezzato e quindi Richard Jewell è stato un insuccesso al botteghino. Ma io ritengo che sia un ottimo film, e che Clint Eastwood sia solo da ammirare per la volontà di esplorare strade nuove anche adesso che ha 90 anni suonati. Hollywood è piena di registi che all’anagrafe hanno la metà dei suoi anni, ma dal punto di vista cinematografico sono vecchi il doppio di lui.

    1. Parto dall’epilogo del tuo commento, perché le parole che hai speso per Clint (Hollywood è piena di registi che all’anagrafe hanno la metà dei suoi anni, ma dal punto di vista cinematografico sono vecchi il doppio di lui) sono tra le più vere che ho letto recentemente sul mostro sacro che entrambi amiamo. Vedo la piattezza e la mancanza di verve di autori che potrebbero essere suoi nipoti e mi chiedo qualche rito woodoo bisogna fare per mantenere questo arzillo vecchietto in piena saluto per almeno altri due decenni.
      Io ancora non ho visto Richar Jewell, tuttavia i parere positivi che ho raccolto da cinefili fidati (come te) mi stanno mettendo veramente l’acquolina in bocca, anche perché temevo che THE MULE fosse un po’ il suo testamento artistico e invece no, l’uomo con gli occhi di ghiaccio sa ancora stupire. BENE COSI’.

      Riguardo invece il tuo discorso sulle serie – tv, ero certo che avresti tirato in ballo Beverly Hills, perché so quanto ami questa serie e ogni volta che si parla di telefilm, in un modo o nell’altro, butti la tua serie preferita nella mischia. Non posso certo biasimarti, perché anche io provo qualcosa di molto simile a questo tuo sentimento per una serie tv appena più recente di Beverly Hills. Sto parlando di Smallville.
      Quando circa 20 anni fa arrivò sugli schermi questa serie che racconta le avventure del giovane Clark Kent prima che indossasse il mantello di Superman, nessuno si filava si supereroi. Il Marvel Cinematic Universe era ancora di là da venire e probabilmente neppure pensato dalla Disney. Certo, c’era qualche film buttato là e talvolta anche bello (X-Men, il primo Spider Man di Raimi) ma si trattava di pellicole occasionali, niente di che. E nessuno quindi mi toglie dalla testa che (in parte) il successo avuto dai cinecomic negli ultimi anni sia dovuto anche a Smalville.

      Comunque, nel tuo ricco commento, la verità più vera che hai scritto è però la seguente:
      le attrici migliori non sono quelle che hanno le tettone, ma quelle che hanno le tettone E LE MOSTRANO
      Non c’è infatti spreco più brutto di quello compiuto da attrici stratopassere (hai giustamente citato la Arjona, ma ce ne sono molte altre, ad esempio: Jessica Biel, Jessica Chastain, Emma Stone, etc) che si vestono sempre come suore orsoline. Vergogna, vergogna, vergogna.
      Riguardo invece l’amletica scelta tra la Vergarona e la Graham (non avevo dubbi che avresti scelto la prima) ti confesso che io preferisco la seconda, perché sa dare forma a un connubio molto raro, in quanto ha il corpo di una bomba sexy e il visino da ragazza della porta accanto. Queste strane mescolanze mi annebbiano il cervello, lo ammetto…

      1. Di Richard Jewell ho apprezzato anche un’altra scelta in controtendenza, che adesso cerco di spiegarti.
        Se ci fai caso, di norma nei film americani i personaggi buoni sono interpretati da dei divi belli come il sole, quelli cattivi invece toccano a degli attori brutti come il peccato: in pratica, Hollywood ha rispolverato il vecchio principio del kalòs kài agathòs che noi classicisti conosciamo benissimo.
        Ebbene, Clint Eastwood si è divertito a ribaltare questo stereotipo: infatti in Richard Jewell i personaggi positivi sono brutti, grassi e sgraziati, quelli negativi invece sono interpretati da dei belloni come Olivia Wilde e Jon Hamm. Penso che questa scelta sia funzionale a lanciare il messaggio che non dobbiamo lasciarci ingannare dalle apparenze, un messaggio che ritroviamo in maniera più evidente anche in altri film Clintiani (Un mondo perfetto e Gran Torino).
        Non avevo mai riflettuto sul fatto che Smallville possa aver fatto da apripista al genere dei cinecomics. Di certo ha fatto da apripista a tutti quei film e serie tv che trattano l’universo dei supereroi in maniera collaterale, nel senso che sono ambientati in quel mondo ma paradossalmente non mostrano mai un eroe in calzamaglia: è il caso di film come Joker e di serie tv come Powers, Powerless e Gotham.
        Prima ho dimenticato di citare un’altra serie tv dello scorso decennio che mi è piaciuta: Blood Drive. Quando fai qualcosa di volutamente tamarro e trash è molto difficile risultare divertenti, e molto facile risultare sgradevoli: il creatore di questa serie ha quindi dimostrato un grande coraggio a buttarsi in quest’avventura, e anche se il pubblico non l’ha ripagato ritengo che abbia fatto davvero un ottimo lavoro.
        Riguardo alle stratopassere che si coprono come suore orsoline, le più odiose sono quelle che si spogliano a inizio carriera (quando sono ancora delle sconosciute e farebbero di tutto per diventare famose), ma appena raggiunto il successo rinnegano il loro passato osé e non concedono più neanche una piccola scollatura. Un classico esempio è Alexandra Daddario, che a inizio carriera fece vedere tutto in True Detective, ma da quando è diventata moderatamente famosa non ha più mostrato le tette, neanche in dei film dove farlo era praticamente obbligatorio (vedi Baywatch). Tra l’altro noto dal suo profilo imdb che proprio Baywatch è stato l’ultimo film di richiamo a cui ha partecipato. La cosa non mi stupisce: Hollywood le aveva spalancato le porte in virtù delle sue tette, non certo per il suo talento recitativo, quindi era ovvio che coprendole si sarebbe condannata a finire nel dimenticatoio. Attrici come Heather Graham, Eva Green, Rosario Dawson e Kirsten Dunst invece sono state più sagge, hanno giustamente continuato a spogliarsi senza vergogna per tutta la loro carriera, e Hollywood le ha ricompensate facendole durare ben più della Daddario. Spero che quest’ultima abbia messo da parte i soldi guadagnati negli anni d’oro, perché altrimenti tra poco le toccherà pubblicizzare i beveroni su Instagram! 🙂

        1. La “calocagatia” (che non è una parolaccia) è un immortale topos letterario o meglio ancora narrativo, con il quale non solo Hollywood ma tutta la moderna industria dell’intrattenimento ha fatto i conti, piegandolo ai propri bisogno.
          Se infatti in epoca classica il principio del “kalos kai agathos” era innervato da una profonda ingenuità, ora viene usato in maniera scientificamente studiata dagli autori dei programmi TV, delle fiction televisive o cinematografiche per far leva sul fascino della bellezza e conquistare così gli spettatori.
          Ogni volta che ammetto di vedere un film solo perchè mi tira la protagonista mi rendo partecipe di questo circolo vizioso.
          Ovviamente non voglio però essere ipocrita o bigotto: l’estetica ha un ruolo fondamentale ed è ovvio che si cerchi sempre di mostrare “il bello” a discapito del brutto. Trovo quindi profondamente stucchevoli tutte le polemiche che (ciclicamente) si sollevano perchè nello star system vengano preferite le belle alle brutte, accusando quindi tutto il sistema di sessismo: come se per i maschi non fosse la stessa cosa…
          Quel che voglio dire è che negare il ruolo esercitato dalla bellezza e dall’estetica nella formulazione di (pre) giudizi è ridicolo ancor prima che scorretto. Meglio essere consapevoli del fenomeno piuttosto che osteggiarlo con vuote frasi ad effetto.
          Ed è per questo che il film di Clint merita un doppio plauso, perchè andare controtendenza su una questione del genere, indica coraggio e intelligenza.

          La conclusione della mia risposta è pero riservata alla disamina sulla carriera della Daddario. Come ebbi già modo di spiegare nella mia vecchia recensione “processuale” di THE LAYOVER, l’annichilimento della sua sfera sexy sarà la pietra tombale della sua carriera. Alexandra è tanto gnocca quanto inetta e se continua a mortificare la sua sensualità rischia di far la fine di tante altre attrici gnocche che per darsi un tono hanno nascosto la propria bellezza per finire poi nel dimenticatoio.
          O sei gnocca e pure brava (grazie al cielo ci sono tanti esempi in tal senso: Theron, Hathaway, Winslet, Weisz e potrei proseguire ore e ore), oppure te ne fai una ragione e sfrutti la tua sensualità.
          In questo senso, il mio idolo assoluto è Eva Green: lei le tette le caccia sempre, anche quando non serve, anche quando potrebbe farne a meno, il che dimostra una encomiabile devozione alla causa. Brava Eva!!!!!

          PS: la chiusa con “le toccherà pubblicizzare i beveroni su instagram” mi ha fatto cappottare… grazie amico mio 😀

  8. In dieci anni, di episodi di serie televisive ne abbiamo tutti davvero vista una valanga, a volte incuriositi da novità che poi abbandoniamo ed altre invece seguendo pigramente il procedural di turno (che siano le avventure di un Don Matteo di turno o una qualsiasi delle decine di squadre di investigatori di variegata composizione etnica e corporatura, in ordine di composizione sociale (ariana, afroamericana, messicana, irlandese, inglese, italiana, a seguire i gruppi etnici sotto al 5%) oppure cercando la spensieratezza in una commedia che si guarda anche con un occhio solo (la mia sit-com preferita di questo genere era According to Jim, con uno spassoso Belushi che si muoveva con brio dentro cliché triti e ritriti), senza dimenticare le repliche che ogni tanto fanno riaffiorare ricordi di vecchie serie molto gradite: tutta questa per me è la televisione usa&getta ovvero l’intrattenimento più o meno evoluto assolutamente paragonabile ad uno show del sabato sera, piacevole ma senza alcuna vera gratificazione culturale o emotiva.

    Poi ci sono le belle serie e le belle storie ed in questo gruppo (per altro molto vasto) io inserisco anche serie televisive che hanno grosse mancanze artistiche (di recitazione, di regia, di scenografia) ma che hanno sempre ottime storie: oltre a fiction che ho già citato tante volte sul mio blog, aggiungo ad esempio a questo gruppone anche serial televisivi minimalisti, come la franco-britannica Death in Paradise – Delitti in Paradiso (che ha verosimilmente dei costi di produzione simili a quelli di una recita scolastica, rabberciata alla meglio, ma ogni episodio è un racconto giallo con i fiocchi, senza eccezioni) o come la gradevole The Good Doctor (assolutamente edulocorata e sensazionalistica nel trattatare l’autismo, ma anche inifinitamente meno arrogante e supponente di zozzerie medico-fantascientifiche come l’inguardabile e costosissima The Resident) e tante altre si aggiungerebbero a questo gruppo, anche salendo di livello, come certo fantasy superoistico (Titans e Doom Patrol su tutti, ma anche qualche frammento del Marvel Universe come The Gifted della Fox o tutto il poker prodotto a suo tempo da Netflix ed ora pensionato) o qualche dramma più o meno verosimile (non riesco a capire il successo travolgente di critica di Succession, che ho seguito ma che non mi è sembrato migliore di altre serie di pari livello concettuale ma più simpatiche, come ad esempio Billions); infine, pur apprezzando moltissimo le storie ambientate in un’universo immaginario (sia leggendario o fantascientifico) non reggo il  cosiddetto high fantasy (quello alla Tolkien, tanto per capirci, dove vengono declinate le figure eroiche classiche ma in un’ambientazione simile al nostro medio-evo europeo e con in più la magia).

    Insomma, è proprio da questo enorme gruppo di belle serie e di belle storie che ho estratto, con non poca fatica le 30 per me migliori fiction televisive del decennio: sono tutte opere che consiglierei ad occhi chiusi e contegono al loro interno delle vere meraviglie, che saranno poi il frutto della Top 10 finale ed è per questo che le ho messe ora in rigoroso ordine alfabetico:

    Breaking Bad (SONY 2008 – 2013)
    Black Mirror (ENDEMOL 2011 – in corso)
    Chernobyl (HBO 2019)
    Dark (NETFLIX 2017 – in corso)
    Downton Abbey (ITV 2010 – 2015)
    Euphoria (HBO 2019 – in corso)
    Fleabag (BBC 2016 – 2019)
    Fargo (FX, 2014 – present)
    Game of Thrones (HBO 2011 – 2019)
    Hannibal (NBC, 2013 – 2015)
    House of Cards (NETFLIX 2013 – 2018)
    Jessica Jones (NETFLIX 2015 – 2019)
    Killing Eve (BBC 2018 – in corso)
    Legion (FX 2017 – 2019)
    Mindhunter (NETFLIX 2017 – in corso)
    Mr. Robot (NBC 2015 – 2019)
    Penny Dreadful (SHOWTIME 2014 – 2016)
    Sense8 (NETFLIX 2015 – 2018)
    Sharp Objects (HBO 2018)
    Sherlock (BBC 2010 – 2017)
    The Americans (FX, 2013-2018)
    The Boys (AMAZON 2018 – in corso)
    The Handmaid’s Tale (MGM 2017 – in corso)
    The Leftovers (HBO, 2014-2017)
    The Marvelous Mrs. Maisel (AMAZON 2017 – in corso)
    True Detective (HBO, 2014 – 2019)
    The Haunting of Hill House (NETFLIX 2018 – in corso)
    Twin Peaks The Return (SHOWTIME 2017)
    Watchmen (HBO 2019)
    Westworld (HBO 2017 – in corso)

    Estrarre da questo gruppo una decina non mi è stato molto difficile, specie per le pime tre posizioni… E sai come mai, amico mio? Perché mentre mi era chiaro da subito, già nel momento della prima visione, quali fossero i veri gioielli ed è stat una fortuna…

    Insomma, con anche un notevole distacco dalle altre, ecco la mia Top Ten del Decennio o se vogliamo fare i fighi la mia Best TV Shows of Dècade, oltretutto, in via del tutto eccezionale, in ordine crescente di goduria!!

    10° – House of Cards (NETFLIX 2013 – 2018)
    9° – Mindhunter (NETFLIX 2017 – in corso)
    8° – Fargo (FX, 2014 – present)
    7° – True Detective (HBO, 2014 – 2019)
    6° – Westworld (HBO 2017 – in corso)
    5 – Euphoria (HBO 2019 – in corso)
    4° – Legion (FX 2017 – 2019)
    3° – Watchmen (HBO 2019)
    2° – Sherlock (BBC 2010 – 2017)
    1° – Twin Peaks The Return (SHOWTIME 2017)

    Questo è tutto.

    1. Leggendo il tuo prodigioso commento, mi son reso conto che preso dalla fretta di enumerare le serie tv che ho preferito in senso assoluto, nel mio post ho gravemente ignorato tutta una batteria di sere tv di qualità non eccelsa che però hanno l’indiscusso merito di avermi piacevolmente intrattenuto, ancorchè incapaci di “lasciare” qualcosa al mio intelletto.
      Sicuramente si può pescare nel Berlantiverse: le prime due stagioni di Arrow, la prima stagione di Supergirl, la seconda stagione di Flash, la terza stagione delle Leggende. Poi ci sono i Titans (sto guardando con piacere la seconda stagione).
      Poi ci sono cose notevoli come The Umbrella Academy o prodotti cult come Coliandro.
      Come dimenticare poi il Chicagoverse, che seguo trepidante insieme alla consorte?
      Poi c’è l’universo Primevideo, che sforna sempre serie tv di ottima fattura: le prime due stagioni de THE MAN IN THE HIGH CASTL, la prima stagione di Sneaky Pete, La Fantastica signora Masiel e anche Bosch. Ah, dimenticavo THE BOYS
      Insomma, ci sarebbe tanto tanto da scrivere, anche perché abbiamo la fortuna di vedere il genere in questione nascere ed evolversi: la serialità televisiva moderna nasce alla fine del secolo scorso ed è molto giovane, il che lascia spazio ancora a grandi innovazioni e cambiamenti.
      Di contro si sarebbe\potrebbe fare anche una classifica di gradimento dei network, dove francamente il gioco è molto facile:
      1. HBO
      2. BBC
      3. PRIMEVIDEO
      Ma ora passo a commentare le tue scelte. Analogamente a quanto fatto per i film del decennio, non mi permetto neppure di commentare le ragioni sottese alle scelte o finanche le posizioni attribuite, bensì mi concentrerò su qualche commento in merito alle serie tv da te indicate e da me non viste:
      Killing Eve: nutro una idiosincrasia profonda nei confronti di Sandra Oh che, a suo tempo, mi impedi la visione. A mente lucida potrei anche recuperarla… ma il tempo è quel che è…
      Penny Dreadful: non amo molto il genere e non ho mai preso in considerazione l’idea di guardarla. Certo che però la presenza di Eva “tettesempredifuori” Green grida vendetta!
      Sense8 : so che quanto sto per scrivere ti farà soffrire ma non posso esimermi dall’affermare che la verve creativa delle sorelle Wachosky è alla deriva da oltre 20 anni. Hanno imbroccato talmente tante schifezze da farmi sospettare che la genialità di Matrix sia stata casuale. E la scelta di fare un quarto capitolo conferma il mio sospetto che non abbiano più nulla (di interessate) da dire.
      The Leftovers: Lindelof va preso a piccole dosi. Preferisco inocularmi Watchmen piuttosto che Leftovers
      The Haunting of Hill House : dove c’è l’horror non ci sono io
      Twin Peaks The Return: L’ho snobbata perché la ritengo troppo impegnativa, anche perché sarei costretto a riguardare anche le serie originali, perché ormai chi se le ricorda più?
      Watchmen: appena ho finito un paio di recuperoni, mi faccio un bel ripasso col film e poi mi vedo questa anche questa!!!!

    2. Su House of Cards, mi farebbe comodo il tuo parere, opportunamente motivato – ma questo è scontato -: quali sono le migliori stagioni?
      Il buon Lap ritiene quelle successive alla seconda un menare in lungo, tu cosa ne dici? Considerata la mia (scarsa) costanza, e la trafila che alcune biblioteche m’han fatto fare con Dexter, sarei propensa a fermarmi alle prime due.

      1. Mi chiedi molto, cara Jest, perché per me la sola idea di vedere una parte di una serie televisiva a trama orizzontale ed oltretutto conclusa è quasi una bestemmia…

        Ad ogni modo, per House of Cards, vale lo stesso giudizio critico ed estetico che si potrebbe dare anche per Lost ovvero una serie televisiva che ha detto tutto quello che doveva dire nelle prime due stagioni (in questo senso concordo con l’amico Lapinsu) e che gli autori hanno deciso di allungare solo per l’enorme successo di pubblico.

        Nello specifico di House of Cards, poi, persino la trama raggiungeva un punto nodale essenziale con l’ultimo episodio della seconda stagione e la partenza della terza presentava soltanto un’ennesima complicazione nella vita dei personaggi che necessitava ovviamente degli ennesimi stratagemmi per poterla risolvere… E così via, con un accanimento terapeutico su un cadavere narrativo, che si è protratto anche per la quarta stagione, per poi risalire di qualità con la quinta, finché…

        Finché accade nella vita reale il noto licenziamento da parte di Netflix dell’attore che ricopriva il ruolo di protagonista maschile: essendo oltretutto un ruolo chiave, attorno al quale ruotava l’intera fiction, la condanna a morte di tutta la serie rra inevitabile…

        Eppure, con un colpo di reni e di orgoglio insospettabile, gli autori hanno tirato fuori una sesta ed ultima stagione che io nel mio post a suo tempo ho definito la migliore elaborazione del lutto che si fosse mai vista in una serie televisiva.

        Purtroppo, anche se mi piacerebbe molto farlo, non posso consigliarti di leggere quel mio specifico post, perché se è vero che là parlo della sesta stagione senza svelarne nulla, ma è anche altrettanto vero che per farlo do per scontato che tutti i miei lettori conoscano le vicende delle prime due stagioni, ma nel tuo caso (incredibilmente) non è così.

        Quindi, riassumendo, se vuoi fare solo un assaggio di una serie che a suo tempo ha cambiato la serialità televisiva, va bene guardare solo le prime 2 stagioni e fermarsi nel momento in Frank Underwood bussa con le nocche sullo scrivania, per sottolineare a se stesso di aver raggiunto il suo obiettivo.

        1. Grazie per le indicazioni e, nondimeno, per lo sforzo (il monitor trasuda sangue!) di dare una risposta univoca e concisa (nei limiti del possibile!) ad una richiesta che potrebbe dare adito, e fra te e Lap l’ha già sicuramente fatto, a un dibattito che le elezioni politiche se lo sognano 😉
          Più per praticità e stanchezza che altro, come ti dicevo, sono sicuramente più propensa all’assaggio. E poi adoro le conclusioni “pulite”, rifinite, senza sbavature, smagliature e piedi pesanti (insomma: nel fiore della giovinezza).
          Devo dire poi che se è bello condividere un avvenimento televisivo in tempo reale, o comunque nel momento della prima messa in onda, a me non dispiace nemmeno godermi la scoperta più avanti e con meno condizionamenti, quando altri hanno elaborato per bene e tirato le fila del discorso. Il che è un vantaggio, considerato che in molti casi non è nemmeno una scelta.
          Dell’affaire Spacey poi non parlo, posso solo dirmi disgustata (oggi come ieri). Discorso vecchio e disperante.
          (Dopo?)domani, post filmettaro.
          Ma per ora, buonanotte.

  9. Peccato, sulle serie mini e maxi non posso seguirti, causa naturale diffidenza causata dalle orribili serie televisive Rai e Mediaset e la mancanza di tempo non le seguo, ne potrei farlo resistendo alle tentazioni di netflix, sky, e compagnia cantante. Mi sono riservato di farlo quando andrò in pensione (se ci arriverò). Intanto continuo a godere delle sale cinematografiche! 😉

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