Buone letture dal 2019

Visto che ormai ‘sta cosa delle classifiche mi ha preso la mano, voglio farne una un po’ anomala con la quale buttare nella mischia qualche consiglio letterario. In pratica va considerata più come una lista che come una classifica. Comunque se volete considerarla una classifica anzichè una lista mi va bene lo stesso, anche perchè nella lista delle classifiche che ho letto di recente c’è una carinissima classifica che mette in lista tutte le classifiche delle liste. E che liste, ragazzi… da farci almeno tre classifiche. In fondo lo diceva anche Agatha Christie: tre classifiche fanno una lista. O erano tre liste che fanno una classifica? Mo’ mi viene il dubbio e non mi va proprio di inciampare su ‘sta cosa delle classifiche e delle liste, è una cosa importante, quasi essenziale. Voglio dire, c’è gente che ha dato la vita per questo, non si può essere così superficiali.

Dicevamo? Ah la classifica.. anzi no, la lista. O forse era un elenco?

Boh.

Fate un po’ come cavolo di pare.

PS: buone letture!


M. Il figlio del secolo

Autore: Antonio Scurati
Anno: 2018
Genere: Romanzo storico
Editore: Bompiani
Codice ISBN: 8845298132

Lettura faticosa, a tratti anche fastidiosa, eppure essenziale soprattutto in questi anni strani e pervasi da una fitta nebbia di oscurantismo quasi medievale. Ricordare e comprendere: ecco due buone ragioni per impegnarsi in questa lettura.


 

Niente caffè per Spinoza

Autore: Alice Cappagli
Anno: 2019
Genere: Narrativa
Editore: Einaudi
Codice ISBN: 880624003X

Se fossi un bravo pittore, per spiegare la bellezza di questo romanzo disegnerei una ragazza che sorseggia un caffè seduta al tavolino di un bar sulla spiaggia, con il vento che le scompiglia e i capelli e gabbiani che tagliano il cielo azzurro. Ma siccome sono un barbosissimo blogger, allora mi limito a dirvi che quando sentite qualcuno affermare che la filosofia non serve a niente nella vita di tutti i giorni, allora avete il diritto di sbattergli questo libro in faccia (o sulla testa, se preferite).


 

L’inverno di Frankie Machine

Autore: Don Winslow
Anno: 2006
Genere: Thriller
Editore: Einaudi
Codice ISBN: 8806222236

Quando lessi questo libro pensai che ne sarebbe potuta venire una sceneggiatura perfetta per un film diretto da Scorsese e interpretato da De Niro. Ebbene, tempo fa ho letto un’intervista a quest’ultimo nella quale diceva che lui e Scorsese avevano iniziato a lavorare proprio a questo progetto, salvo poi abbandonarlo in favore di The Irishman… Nella prossima vita farò il produttore di Hollywood, promesso!


 

Imperium – Conspirata – Dictator
(La trilogia di Cicerone)

Autore: Robert Harris
Anno: 2017 (i singoli romanzi sono stati editi nel 2006 – 2009 – 2015)
Genere: Romanzo Storico
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
Codice ISBN: 8804681268

Raramente nel corso della storia si sono concentrati personaggi così rilevanti e memorabili come nella Roma del I secolo avanti Cristo. L’affresco dipinto da Harris è formidabile e ne emerge un personaggio complesso, politico, avvocato, padre premuroso ma soprattutto uno studioso arso da una sete di conoscenza potente e mai sazia.


 

Conclave

Autore: Roberto Pazzi
Anno: 2001
Genere: Narrativa
Editore: Frassinelli
Codice ISBN: 8845284050

Raramente mi è capitato di leggere una prosa così colta eppure così leggera. La storia va quasi in secondo piano: leggerei Roberto Pazzi pure se scrivesse un libro sulle tecniche migliori per le piantagioni di granoturco.


 

Freddo a Luglio

Autore: Joe R. Lansdale
Anno: 1989
Genere: Thriller
Editore: Fanucci
Codice ISBN: 8845284050

Ho scoperto Lansdale con questo romanzo potente, divertente e trascinante, nel quale si mescolano generi (thriller, umoristico, action) e soprattutto personaggi meravigliosi. Ad ogni battuta di Jim Bob ridevo come un cretino!


 

Tempo fuor di sesto

Autore: Philip K. Dick
Anno: 1959
Genere: Fantascienza, distopia
Editore: Fanucci
Codice ISBN: 8834734270

Rimpiango solo di aver letto tardi questo romanzo, perchè c’è una teoria sterminata di narrativa (sia letteraria che cinematografica) in debito con quest’opera di Dick, meno famosa di altre eppure forse anche più bella e potente.

17 pensieri su “Buone letture dal 2019

  1. Adoro e ti ringrazio.
    Altra pappa da aggiungere alle mie liste. O elenchi. O liste di elenchi di classifiche.
    Insomma, ci siamo capiti.
    Manco a farlo apposta, per altro, giusto ieri ho prenotato Vertigine della lista di Eco 😉

    1. Vertigine della lista di Eco mi manca.
      Lo metto subito in listifica, che non è una parolaccia bensì la crasi di “lista” + “classifica”.
      Anche se a ben vedere sarebbe più bello classista, perchè oltre che crasi di “classifica” +”lista” può anche essere nel senso proprio della parola “classista”.
      Resta il fatto che scrivo una marea di sciocchezze.
      Primo o poi dovrò farne un elenco.

  2. 10 anni fa lessi “Il ballo tondo” di Carmine Abate. L’avevo comprato senza alcuna aspettativa, semplicemente perché ad un giro in libreria mi era sembrato l’unico libro promettente: di conseguenza, ero assolutamente impreparato all’immensa bellezza che mi avrebbe travolto di lì a poco. Dopo averlo terminato pensai subito che fosse il miglior libro che avessi mai letto (esclusi ovviamente i classiconi come l’Odissea), e a distanza di 10 anni confermo con convinzione il mio giudizio di allora.
    In questi 10 anni, ogni volta che mi è capitato per le mani un libro di Carmine Abate, ho sempre esitato a lungo prima di decidermi a leggerlo: era troppa la paura che non mi piacesse, e quindi che finisse per rovinare parzialmente lo splendido ricordo che ho di questo scrittore. Nel 2019 tuttavia ho superato questa mia paura, e ho letto “La moto di Scanderbeg”: è stata un’ottima decisione, perché non è bello quanto “Il ballo tondo”, ma ha confermato l’ottima opinione che ho del suo autore.
    Un’altra lettura notevole del mio 2019 è stata “Tu che sei di me la miglior parte” di Enrico Brizzi. Come ho scritto nel post che gli ho dedicato, mi sono identificato profondamente nel protagonista, e questo ha senza dubbio influenzato la mia opinione super positiva su questo romanzo; tuttavia,”Tu che sei di me la miglior parte” è di una qualità così alta che probabilmente lo avrei adorato anche se fossi stato totalmente diverso dal ragazzo descritto nel libro.
    Il 2020 è iniziato da poco, ma mi ha già regalato anch’esso una grande soddisfazione dal punto di vista letterario: alludo al libro che ti avevo già consigliato via Whatsapp, ovvero “L’amore ai tempi degli 883” di Marco Iurato.
    I 4 libri che ho menzionato confermano ciò che ho sempre pensato: nella letteratura, nel cinema e nell’arte in generale gli italiani riescono bene quando fanno le cose SEMPLICI. Se invece cercano di darsi un tono e di fare un libro o un film intellettualoide, il risultato sarà quasi sempre un cesso nauseabondo.
    Prendiamo per esempio i film di Sorrentino: sono pieni di scene di cattivo gusto e palesemente senza senso, che però vengono scambiate dai critici e da alcuni spettatori per scene foriere di chissà quali significati nascosti, e quindi anziché giudicarle come i cessi che sono arrivano perfino a gridare al capolavoro. Io invece alla finta profondità dei suoi escrementi cinematografici preferisco dei film come Quanto basta, che nella loro semplicità riescono a dire tanto e ad essere molto più profondi di tanti presunti autori come Sorrentino.
    Tornando alla letteratura, in realtà l’anno scorso ho letto anche un altro romanzo che mi è piaciuto: “L’ultimo dei Santi” di Marisa Salabelle. Per gli altri 4 libri non saprei indicarti un preciso genere di appartenenza, perché come tutti i grandi romanzi qualsiasi definizione sarebbe riduttiva; questo invece lo si può tranquillamente classificare come un giallo, e per gli amanti del genere è una vera goduria.
    Riguardo al tuo post, ho letto solo gli ultimi 2 libri che hai menzionato (Freddo a Luglio dietro tuo consiglio), e li ho apprezzati molto anch’io. Hai ragione nel dire che Tempo fuor di sesto ha avuto una certa influenza culturale, perché The Truman Show è palesemente ispirato ad esso; tuttavia, mi ha stupito la tua roboante affermazione per cui addirittura “una teoria sterminata di narrativa (sia letteraria che cinematografica)” ha scopiazzato Dick. A quali libri e film ti riferisci?

    1. Innanzitutto chiedo venia per il ritardo con cui rispondo al tuo ricco e sempre stimolante commento.

      Replico partendo dal fondo, ovvero da Tempo fuor di sesto.
      Il mio commento era volutamente roboante e prosaico per stuzzicare il lettore, tuttavia sempre valido.
      Magari il mio è un parallilismo forzato e non addirittura sbagliato, però ci sono tantissimi film in cui il protagonista crede di vivere una realtà per poi scoprire che ne sta vivendo un’altra completamente diversa.
      Il cinema di Fincher ne è pieno: Fight Club ma soprattutto The game (sia opera molto sottovalutata) e per certi aspetti anche L’amore bugiardo. Vale lo stesso concetto per Inceptiondi Nolan ma anche per Moon, il brillantissimo sci-fi magistralmente interpretato da Sam Rockwell.
      Per quantor riguarda la letteratura mi viene in mente il romanzo sci-fi Storie della tua vita di Ted Chiang, poi La Svastica Sul Sole e Ma gli androidi sognano pecore elettriche sempre di Dick.
      Ma ci sono anche interessanti thriller che giocano su questo capovolgimento della realtà, come “La ragazza sul treno” di Paula Hawkins, o Il suggeritore di Donato Carrisi (autore che comunque considero sopravvalutato: nel genere noir gli preferisco di gran lunga il meno blasonato Eraldo Baldini, di cui ti ho parlato tempo fa).

      Dei romanzi che mi hai consigliato, due li ho già recuperati perchè me ne parlasti tempo fa e mi metto subito alla ricerca degli altri due perchè non avevo mai sentito nominare “Il ballo tondo” di Carmine Abate nè “L’ultimo dei Santi” di Marisa Salabelle. Il tuo giudizio lusinghierò su entrambi mi ha molto incuriosito.

      Riguardo Sorrentino sono abbastanza d’accordo con te. Le sue prime opere (dove ancora si sforzava di fare un cinema più semplice e meno metaforico) mi sono anche piaciute, come ad esempio “Le conseguenze dell’amore”.
      A proposito di cinema italiano, proprio oggi visto un film del 2015 diretto dallo sconosciuto Claudio Caligari e interpretato magnificamente da Alessandro Borghi e Luca Marinelli: NON ESSERE CATTIVO. Te lo consiglio caldissimamente!

      1. Non ho visto il film in questione, ma non dubito che entrambi gli attori da te nominati abbiano spaccato, perché li ho apprezzati anch’io in altre pellicole (Borghi in Suburra e Marinelli in Lo chiamavano Jeeg Robot).
        Nota off topic: ieri sera ho visto Milan – Torino, e sono rimasto esterrefatto dall’incompetenza di Pioli. Il suo collega Mazzarri, avendo visto Conti in difficoltà, aveva ordinato ai suoi uomini di attaccare sempre nella sua zona: di conseguenza, Pioli avrebbe dovuto correre ai ripari sostituendo Conti o facendo arretrare qualcuno per aiutarlo. E invece nulla, Pioli ha lasciato che il Torino distruggesse Conti per tutta la partita senza muovere un dito.
        In compenso, mi fa molto piacere che la partita di ieri abbia sancito l’ennesima rinascita di Calhanoglu, un calciatore che mi è sempre piaciuto, ma la cui stella ha sempre brillato a intermittenza. Non sarà mai un giocatore continuo (praticamente è il Recoba rossonero), ma rimarrà sempre uno dei miei calciatori preferiti.

        1. Pioli è un allenatore modesto, come per altro è modesto il Milan attuale.
          Non è uno scellerato come Giampaolo e almeno schiera i giocatori nel proprio ruolo senza inventarsi soluzioni fuori logica, comunque più di questo non è.
          Mi ha fatto piacere che abbia piegato le sue idee alla presenza del solo fuoriclasse in rosa, ancorchè vecchissimo, abdicando il suo cavallo di battaglia (433) in favore di un più logico 442. Ma ovviamente i limiti rimangono, sia suoi che della squadra.
          Un mio amico mi ha fatto notare che abbiam giocato cinque partite senza Suso e le abbiam vinte tutte. Un caso? Forse, ma non troppo secondo me.
          Grazie a Dio pare che sia ormai venduto al Siviglia.
          Se riuscissimo a liberarci pure di Rodriguez (nessuno lo vuole…) sarebbe un mercato in uscita sontuoso.
          La partita di ieri sera è stata molto emozionante, non mi capitava da tempo: le squadre lunghe e la nullità dell’altro tecnico in campo ieri (Mazzarri) hanno permesso al pubblico di divertirsi nell’ultima parte di gara, dove sono fioccate occasioni e gol. Ora esultiamo, ma tanto dura poco: questo Milan è così poca roba che anche le riserve della Juve ci asfalteranno in semifinale.
          Riguardo il tuo pupillo Chalanoglu, è senz’altro un giocatore con qualità balistiche fuori dal comune ma almeno Recoba segnava su punizione… questo qui in 3 anni ha fatto la miseria di un gol su calcio da fermo.
          Purtroppo è un giocatore tatticamente scarso (gioca con noi da 3 anni e ancora non ho capito se è una mezzala, un regist,a un trequartista o una punta esterna…) e che fisicamente fa fatica (non è un caso che ieri abbia inciso entrando a gara in corso, quando molti avversari erano sulle ginocchia).,
          Se non altro non lesina mai impegno e sacrificio, qualità ammirevoli che denotano l’umiltà di chi conscio di non essere un fuoriclasse cerca di contribuire come può.
          Di tutta la nidiata di pippe comprata da Mirabelli, forse Calha è il meno peggio in assoluto.

          1. E infatti è uno dei pochi a essere ancora lì. Forse l’emblema del fallimento tecnico di Mirabelli è Caldara: non è colpa di nessuno se quel giocatore si è rotto il crociato, ma resta il fatto che 2 anni fa è stato scambiato con Bonucci, adesso è stato scambiato con Kjaer.
            Tornando al cinema, guarda chi compie 50 anni oggi:

          2. Senza ombra di dubbio la Graham è una delle cinquantenni più gnocche che ci siano. Nemmno Sharon Stone era così bella a quell’età (nel computo non metto ovviamente quelle che si sono rifatte pure i lobi degli orecchi…)

  3. Della tua lista, non ho letto quasi nulla: né il libro di Scurati (da tempo ho rotto ogni rapporto con i premi Strega ed il loro stile di scrittura, a differenza di mia moglie, che invece li ricerca, li acquista e li legge, come questo da te menzionato, che ho in casa ma che non leggerò), né quello della Cappagli (di cui invece ho sentito dire solo bene e che penso leggerò) né quello di Harris (è un maestro in un genere che purtroppo non digerisco e di cui abbiamo avuto modo qualche volta di discutere brevemente), né infine quello di Don Winslow, ma questo so già che lo leggerò, lo so per certo, perché grazie a te ho cominciato il recupero di questo autore ed anch’io ho letto dell’interesse di Scorsese.

    Mi resta una manciata di titoli che invece ho letto, in tempi e momenti diversissimi: sono solo tre titoli, ma incredibilmente rappresentano molto bene tutti e tre una parte di ciò che normalmente cerco in libreria ovvero Le Novità, Le Certezze ed i Grandi Classici… Certo, da questo tris resta fuori una buona fetta delle cose che cerco regolarmente, ma i tre autori che tu hai inserito in lista sono simbolici del mio immaginario…

    Parto dal basso, in tutti i sensi, con il bel ibro di Pazzi, che mi fu regalato a suo tempo e quindi vado a frugare nelle mie memorie perché parliamo di quasi 20 anni or sono: un libro che ho apprezzato anch’io per la grande prosa assolutamente non provinciale ed italiota, sempre sibillina, colta e paradossale, con un grossissimo debito nei confronti del modo di fare narrativa di autori come Saramago, ma laddove il nostro portoghese è un maestro, Pazzi stenta a creare una struttura letteraria che vada troppo oltre l’aspetto formale; un romanzo che è comunque una novità gradita, perché non si adagia a narrare vicende di montagne alpine o di fatti di cronaca romanzati avvenuti lungo le rive del Po o ambientati in una Sicilia da favola o rimasticando un ventennio fascista davvero troppo familiare per gli italiani di una certa generazione, ma prova a spingersi in territori di respiro più ampio e più internazionale (come la fiction di Tarantino, piaccia o non piaccia).

    Salgo poi di alcuni gradini con il libro di Lansdale, perché di questo autore tutto è bello, anche le cose minori e di certo questo Freddo a Luglio è persino tra le sue cose più belle… Che poi è quasi impossibile circoscrivere Lansdale in uno stile ben preciso, talmente tante sono le cose che scrive ed i generi che va a toccare (basti pensare al lungo ciclo noir di Hap & Leonard, che si beve di corsa, come una birra fresca d’estate), perciò davvero, si puà dire che ogni suo libro vale un altro!

    Infine il romanzo totemico di Philip Dick, Time Out of Joint – Tempo fuor di sesto, di cui penso io e te abbiamo già parlato: un volume leggendario, una storia che è vergognoso non aver mai letto, un romanzo che ha dato ispirazione ad eserciti di sceneggiatori e scrittori, nonché un testo che verosimilmente è sempre stato anche ermenàutico ancor prima che l’ermenàutica venisse creata, uno di quei romanzi che devono sempre stare in una libreria degna di questo nome, non tanto per la sua prosa (invero non impeccabile ed a tratti ostica), ma per l’idea e la scansione degli avvenimenti narrati.

    1. Se tu parli dei romanzi che conosci, io insisto nel tratteggiarti quelli che non hai letto e che, stando alle tue affermazioni, neppure leggerai, ovvero quello di Scurati e la trilogia di Harris.
      Parto dal più complesso, Scurati. Effettivamente è una lettura arcigna, complessa, impegnativa, per lunghi tratti anche noiosa. La pedanteria con cui sono affrontati alcuni passaggi è poi quasi snervante. Tuttavia la considero una lettura essenziale nella misura in cui destruttura e ricompone la lenta ascesa del Fascismo al fine di renderla paradigmatica e quindi utilizzabile come cartina di tornasole non soltanto per analizzare analoghi fenomeni avvenuti in Europa (e non solo) nel secolo scorso, ma anche per analizzare eventi più attuali che, seppur marginalmente, hanno tratti di somiglianza l’avvento del Fascismo. Per me, che affrontai marginalmente il fenomeno durante gli studi (l’arco temporale tra la marcia su Roma e l’omicidio Matteotti è spesso trattato nei libri di testo con pochi sintetici paragrafi) approfondire quel periodo era un punto d’onore che ho smarcato con soddisfazione.
      Passiamo invece a Robert Harris, autore che come sai è tra i miei preferiti in assoluto tra la letteratura più leggera o di intrattenimento. La trilogia su Cicerone è senz’altro il suo progetto più ambizioso e raguardevole, tuttavia pur essendo un affezionato del romanzo storico, ha spesso spaziato tra generi ed epoche. In realtà la fama mondiale gli fu donata da un romanzo distopico che senz’altro conosci e che spero tu abbia letto, FATHERLAND (lascia perdere l’obbrobbriosa trasposizione filmica con Rutger Hauer) che è senz’altro la sua opera meglio riuscita.
      Ti sconsiglio soltanto la lettura del suo ultimo romanzo (IL SONNO DEL MATTINO) perché si tratta di uno scivolone cui spero sappia porre presto rimedio, ma il resto della sua bibliografia è eccezionale, sia le ricostruzioni storiche (L’ufficila e la spia da cui è tratto il film di Polanski, sia MUNICH che racconta la famosa conferenza di Monaco che illuse l’Europa che la guerra fosse scongiurata mentre in realtà era stata soltanto rimandata di un anno) che i thriller di ambientazione contemporanea (Ghostwriter, da cui è tratto il film smepre di Polanski, ma anche CONCLAVE e L’INDICE DELLA PAURA). Insomma, io sono di parte perché lo adoro, però se fossi in te una chance gliela darei, almeno per il suo esordio FATHERLAND.
      A proposito di letture, colgo l’occasione per consigliarti caldamente la lettura dell’ultimo romanzo firmato da Dennis Lehane: TUTTI I MIEI ERRORI. Al di là del fatto che ho poco dubbi che ne sarà tratto un gangster movie coi fiocchi, il romanzo è una bomba assoluta: coinvolgente, appassionato, disincantato, perfino amaro.
      Buona lettura, fratello, e buona serata!!!

  4. Che bel regalo!
    Originale nel tuo blog e graditissimo, grazie Gianni! 🙂
    Ho messo nella mia personalissima lista:
    Niente caffè per Spinoza e Freddo a Luglio.
    PS
    come te la passi in questi strani giorni di quarantena? Non ho più avuto il piacere di scorgere tuoi nuovi post…
    (Un Alessandro preoccupato)

    1. Ciao Ale, tutto bene, a parte il senso di straniamento dovuto a una esistenza completamente rimodellata dalle tragiche contingenze. Però si tiene botta!! E spero che la stessa cosa valga anche per te!!!!!

      Vedrai che i due libri ti piaceranno entrambi, seppur in modo diverso sono entrambi meritevolissimi!!!!

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