I film da non perdere nel 2021

Quando, un anno fa, redassi una lista analoga a questa, il mio dubbio verteva soltanto attorno a una domanda: quale dei seguenti film riuscirò a vedere (al cinema)?

Purtroppo, dei titoli appuntati lo scorso anno, oltre la metà non ha ancora visto la luce, come per altro la maggior parte dei film che avrei voluto vedere e che sono rimasti sepolti sotto le macerie di desolazione che si lascia dietro questo funesto 2020.

Pertanto, della lista dei film da me più attesi nell’anno prossimo venturo, non mi preoccupa più quanti ne riuscirò a vedere (al cinema) bensì quanti usciranno effettivamente, dal momento che la curva epidemiologica è variabile tanto quanto una presa di posizione di Salvini e quindi potremmo restare tutti segregati in casa per mesi interi o, Pfizer permettendo, tornare a una parvenza di normalità.

C’è lo streaming, ovviamente, ma non mi piace. Più precisamente: sono un fruitore vorace di Netflix, PrimeVideo e qualunque piattaforma analoga, tuttavia sono un romantico e la magia della sala cinematografica ha un sapore mistico ed esoterico al contempo, un piacere sottile ma pervasivo cui non potrei mai rinunciare, come tutte quelle cose belle che gustiamo di rado e che, in virtù della loro bellezza e della loro infrequenza, sono insostituibili.

Se il 2021 mi permetterà di vedere almeno la metà di questi film in sala non sarà stato semplicemente un anno bello: sarà stato un anno da ricordare!

Buone feste a tutti, sparuti lettori!!!!

 

 

20. The Suicide Squad – Missione suicida

20. The Suicide Squad - Missione suicida

Regista: James Gunn
Genere: Action, Adventure, Fantasy
Cast: Margot Robbie, Taika Waititi, Sylvester Stallone, Idris Elba
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt6334354/

Basterebbe Margot, sia chiaro. Ma poi c’è Gunn (regista coi controcosi, quando vuole), poi cè Idris Elba (Luther sia sempre lodato) e perfino Stallone finalmente partecipe attivo di un cinecomic (lui che in pratica faceva cinecomic prima che il termine fosse coniato). Come potrei non vedere questo film?


19. The Man from Toronto

19. The Man from Toronto

Regista: Patrick Hughes
Genere: Action, Comedy
Cast: Kaley Cuoco, Woody Harrelson, Kevin Hart
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt11671006/

Nuovo action-comedy dell’autore di “Hitman’s Bodyguard”. Devo aggiungere altro?


18. Supernova 

18. Supernova 

Regista: Harry Macqueen
Genere: Drama, Romance
Cast: Colin Firth, Stanley Tucci, Pippa Haywood
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt11169050/

Due titani come Firth e Tucci che duettano: non me li perderei nemmeno per sogno.


17. Mission: Impossible 7 

17. Mission: Impossible 7 

Regista: Christopher McQuarrie
Genere: Action, Adventure, Thriller
Cast: Vanessa Kirby, Tom Cruise, Rebecca Ferguson, Hayley Atwell, Simon Pegg, Pom Klementieff
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt9603212/

Il franchise di Mission Impossible è assurto ai ranghi dell’imperdibilità. Ethan Hunt non è il nuovo James Bond ma ne è la versione fracassona e tamarra che tutti noi sogniamo di notte quando, rigirandoci tra le coperte, ci chiediamo perchè Tom Cruise sia ancora più figo di noi, nonostante potrebbe essere nostro padre,


16. Minamata 

16. Minamata 

Regista: Andrew Levitas
Genere: Drama
Cast: Johnny Depp, Bill Nighy, Hiroyuki Sanada
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt9179096/

Il diavolo e l’acqua santa, ovvero Johnny Depp e Bill Nighy. Stabilite voi chi dei due sia il diavolo e chi il santo… comunque son due interpreti mostruosi il cui duetto mi incuriosice non poco.


15. The Power of the Dog

15. The Power of the Dog

Regista: Jane Campion
Genere: Drama
Cast: Benedict Cumberbatch, Kirsten Dunst, Thomasin McKenzie
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt10293406/

Capita a tutti di scegliere un film solo perchè ci piace il titolo ed è questo il mio caso. Jane Campion non è un’autrice troppo affine alle mie corde, tuttavia il fatto che abbia intitolato la sua opera come uno dei romanzi più belli di questo secolo (pur non essendone la trasposizione), vale l’inclusione nella lista.


14. Babylon 

14. Babylon 

Regista: Damien Chazelle
Genere: Drama
Cast: Margot Robbie, Brad Pitt, Tobey Maguire
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt10640346/

Da molti mesi provo a scrivere una recensione di THE FIRST MAN, l’ultima opera di Chazelle, e il fatto che miseramente mi impantani sempre dopo pochi capoversi , io, il principe della logorrea, paradossalmente parla a favore di Chazelle. Nonostante abbia già realizzato tanti film, ancora devo trovare il modo di imbrigliarlo con il mio eloquio, ragion per cui non posso perdermi neppure un fotogramma di un suo nuovo film.


13. Uncharted 

13. Uncharted 

Regista: Ruben Fleischer
Genere: Action, Adventure
Cast: Tom Holland, Mark Wahlberg, Sophia Ali
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt1464335/

Promo e plot fanno pensare a un nuovo Indiana Jones. Probabilmente sarà una ciofeca: motivo in più per vederlo..


12. Morbius 

12. Morbius 

Regista: Daniel Espinosa
Genere: Action, Adventure, Drama
Cast: Matt Smith, Adria Arjona, Jared Leto
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt5108870/

Lo misi in watchlist immaginando che fosse una roba tipo L’Alchimista, ambientato in tetri laboratori medievali. In realtà il film è tutt’altro, ma mi intriga comunque.


11. Good Joe Bell

11. Good Joe Bell

Regista: Reinaldo Marcus Green
Genere: Biography, Drama
Cast: Mark Wahlberg, Connie Britton, Gary Sinise
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt4651466/

Mark Wahlberg è un artista incompreso: come attore è bravo, come produttore ha il fiuto di un cane da tartufi. Ho imparato ad apprezzarlo proprio così: se mette qualche soldo in un film, quel film merita da matti. E neppure in questo caso ho grossi dubbi..


10. Chaos Walking

10. Chaos Walking

Regista: Doug Liman
Genere: Adventure, Sci-Fi
Cast: Tom Holland, Daisy Ridley, Mads Mikkelsen
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt2076822/

Tempo fa mi fu consigliato il romanzo distopico da cui è tratto il film ma siccome non mi fa di leggerlo allora mi accontento della trasposizione!


9. Our Friend

9. Our Friend

Regista: Gabriela Cowperthwaite
Genere: Drama
Cast: Dakota Johnson, Casey Affleck, Jason Segel
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt9608818/

I film con Casey Affleck di solito fanno piangere: non perchè sono brutti, ma perchè mostrano sempre drammi atroci. Pertanto OUR FRIEND me lo lascierò per una sera in cui avrò voglia di asciugare qualche lacrimuccia.


8. Ironbark

8. Ironbark

Regista: Dominic Cooke
Genere: Thriller
Cast: Benedict Cumberbatch, Merab Ninidze, Rachel Brosnahan
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt8368512/

Considero Cumberbatch uno dei migliori attori viventi e vederlo cimentarsi in uno spy movie mi intriga non poco.


7. Last Night in Soho 

7. Last Night in Soho 

Regista: Edgar Wright
Genere: Drama, Horror, Thriller
Cast: Anya Taylor-Joy, Matt Smith, Thomasin McKenzie
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt9639470/

Edgar Wright è uno degli autori più inconvenzionali e brillanti in circolazione, guarderei un suo film anche se fosse un biopic su Rigoberta Menchù.


6. Wrath of Man

6. Wrath of Man

Regista: Guy Ritchie
Genere: Action, Thriller
Cast: Jason Statham, Jeffrey Donovan, Scott Eastwood
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt11083552/

Jason Statham si ricongiunge con colui che lo rese famoso, ovvero Guy Ritchie. Non so se sia ripetibile il successo di “Lock & Stock – Pazzi scatenati”, però nel dubbio io me lo guardo!


5. The Father

5. The Father

Regista: Florian Zeller
Genere: Drama
Cast: Olivia Colman, Anthony Hopkins, Mark Gatiss
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt10272386/

Al solo pensiero di vedere nella stessa scena Hopkins e la Colman mi si riempie il cuore di gratitudine.


4. The Mauritanian

4. The Mauritanian

Regista: Kevin Macdonald
Genere: Thriller
Cast: Benedict Cumberbatch, Shailene Woodley, Zachary Levi, Jodie Foster
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt4761112/

Kevin Macdonald nasce documentarista ma ha saputo fare anche ottimi film come State Of Play e The Eagle. Son curioso di vedere se riuscirà ad addomesticare un cast ricchissimo come questo.


3. Free Guy – Eroe per gioco

3. Free Guy - Eroe per gioco

Regista: Shawn Levy
Genere: Action, Adventure, Comedy
Cast: Taika Waititi, Ryan Reynolds, Jodie Comer
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt6264654/

Ryan Reynolds in un cinecomic di taglio action-comedy. Non è Deadpool ma magari gli esce bene lo stesso!


2. Reminiscence

2. Reminiscence

Regista: Lisa Joy
Genere: Romance, Sci-Fi, Thriller
Cast: Rebecca Ferguson, Thandie Newton, Hugh Jackman
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt3272066/

Si potrebbe pensare che abbia inserito addirittura al secondo posto questo film per via del cast ricchissimo, dove si mescolano due attrici di bellezza superba a un attore bravo e carismatico come pochi. In realtà ho scelto questo film solo per via dell’autrice, ovvero Lisa Joy, ovvero la moglie di Jonathan Nolan e creatrice insieme al marito di perle assolute come Westworld.


1. Killers of the Flower Moon

1. Killers of the Flower Moon

Regista: Martin Scorsese
Genere: Crime, Drama, History 
Cast: Leonardo DiCaprio, Robert De Niro
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt5537002/

Scorsese che dirige Di Caprio e De Niro. Un po’ come avere Ancelotti che allena Maradona e Pelè.

25 pensieri su “I film da non perdere nel 2021

  1. Mi interessano Minamata (ha a che fare col morbo?), Chazelle e naturalmente il tuo number one.
    E che (il) Dio (del cinema) ce la mandi buona… già che ci sono: buon Natale, ragazzo!

  2. Una quantità di film veramente interessanti. Sono curioso per Edgar Wright ma mi incuriosiscono molto anche Our Friend ma in particolar modo la nuova opera di Scorsese. Spero vivamente di poterli vedere al cinema.

    1. Sarà proprio questa la discriminante: al cinema temo ne vedremo molto pochi, forse ci sarà una parvenza di normalità nel prossimo autunno, non prima.
      E soprattutto speriamo che escano tutti… io sto ancora aspettando molti film del 2020 😦

      Buon Natale!!!!

  3. In un tuo vecchio post (https://lapinsu.wordpress.com/2019/12/17/i-film-da-non-perdere-nel-2020/) scrissi che i miei film più attesi del 2020 erano:

    American Night
    Capone
    Harriet
    Legionnaire’s Trail
    The Little Things
    Wander
    Zeroville

    Da un lato sono stato fortunato, perché nonostante il coronavirus solo 2 di questi film sono stati rimandati al 2021 (American Night e The Little Things); dall’altro ho avuto una sfiga nera, perché molti di questi film si sono rivelati un’inqualificabile porcheria. Capone e Zeroville non li ho neanche finiti per quanto mi facevano schifo; Wander invece l’ho finito, ma mi ha lasciato l’amaro in bocca per aver sprecato un copione con delle ottime potenzialità. E anche per aver mostrato una Heather Graham sempre vestita: questo è uno spreco ancora più imperdonabile. 🙂
    Non posso dire ancora nulla su Legionnaire’s Trail, perché ho comprato il dvd in inglese ma non mi è ancora arrivato. ebay dice che dovrei riceverlo al massimo il 4 di Gennaio: magari lo sceglierò per inaugurare il mio 2021 cinematografico.
    I miei film più attesi del 2021 invece sono:

    The Big Ugly: Vinnie Jones è una garanzia: se c’è lui, puoi stare certo che si tratta di un action super tamarro. Se poi compaiono anche 2 facce da cinema come Ron Perlman e Malcolm McDowell, allora il film diventa davvero imperdibile.
    Deep Water: dalla sinossi di imdb sembra un clone de L’amore bugiardo (c’è perfino Ben Affleck in un ruolo identico): quel film mi è piaciuto, quindi un suo clone con Ana de Armas nel cast lo guarderei molto volentieri.
    Diabolik, per ovvi motivi;
    Echo Boomers: perché sembra essere il primo action movie del figlio di Arnold, e sono troppo curioso di scoprire se può ripercorrere le orme del padre.
    Lansky: un gangster movie con Minka Kelly a fare la donna del boss: per me basta e avanza.
    The Last Son: un western con Heather Graham: non posso chiedere di meglio. Se poi le fanno fare la puttana del saloon, allora si vola! 🙂
    Operation Mincemeat: i film ambientati durante la seconda guerra mondiale li guardo tutti per principio.
    The Tax Collector: David Ayer è il regista action più pataccone che ci sia. I suoi film mi mandano in uno stato di estasi tamarra che persiste anche per diversi giorni dopo la visione, e spero proprio che questa sua ultima fatica mi faccia lo stesso effetto.
    Zone 414: i gialli ambientati in un contesto fantascientifico mi intrigano da morire.

    Riguardo ai film che hai nominato tu, guarderò di sicuro:

    The Suicide Squad
    Babylon
    Chaos Walking
    Last Night in Soho
    Killers of the Flower Moon

    Mi intriga in particolare Babylon: non solo perché adoro i film di cinema nel cinema, ma anche perché riporterà sullo schermo Tobey Maguire, che si era precocemente ritirato da ben 6 anni. Se ha deciso di tornare in pista per questo film, vuol dire che il copione è una vera bomba.

    1. Parto dal fondo, ovvero da Tobey Maguire. Non sapevo si fosse ritirato dalle scene ed effettivamente l’ultima sua apparizione è quella in cui interpreta Bobby Fischer (il famoso scacchista) in un film del 2014. C’è da da dire che da qualche anno sembra più dedito alla produzione (ha firmato numerosi film in questo senso), tuttavia l’ho sempre ritenuto un attore bravissimo cui col tempo ha un po’ pesato la faccina da bravo ragazzo. Se non l’hai mai visto, ti consiglio di vedere BROTHERS, di gran lunga la sua migliore interpretazione.

      Riguardo invece i film che avrei voluto vedere, stante la mia analoga classifica di 1 anno fa, oltre la metà non sono neppure usciti al cinema.
      Tra quelli che sono usciti, ci sono diverse categorie:

      – QUELLI BELLI E BASTA: The Gentlemen, Bad Boys For Life,
      – QUELLI BELLI MA MI ASPETTAVO MEGLIO: Mank, Tenet, Enola Holmes, On the rocks
      – QUELLI BRUTTI: Birds of prey

      E voglio spende una parola per Bad Boys For Life.
      Fu l’ultimo film che riuscii a vedere al cinema prima del lockdown della scorsa primavera e forse è per questo che ne servo un ricordo così bello, tuttavia è un film che mi ha intrigato, per certi versi meglio addirittura dell’originale.
      Ha saputo adattarsi al ventesimo secolo, lasciando però intatti i pilastri su cui deve reggersi un action-buddy-movie: non prendersi sul serio, l’amicizia tra i protagonisti e, ovviamente, l’azione. Se posso permettermi un altro consiglio è proprio questo film: ti piacerà da matti.

      Ora mi appunto anche la tua lista per il prossimo anno anche perchè alcuni titoli proprio mi erano scappati: ECHO BOOMERS e LANSKY.
      Non faccio fatica a immaginare le ragioni per cui tu decida di guardare un film con Minka Kelly (a occhio e croce, immagino siano le mie stesse ragioni…) quindi permettimi di darti l’ultimo consiglio, ovvero la serie tv TITANS (disponibile su Netflix) di cui lei è una delle protagoniste.

      Colgo l’occasione anche per farti i migliori auguri per stasera: non posso che sperare in un bel risultato della Fiorentina che per me sarebbe doppiamente lieto: da un lato saprei che un mio amico è felice, dall’altro vedrei una concorrente per il titolo percere punti preziosi!!!

      Buona serata, wayne!!!

      1. Parto dal fondo anch’io: ovviamente sono rimasto estasiato dalla partita di stasera. E’ l’ennesima conferma del fatto che esonerare Iachini è stata una decisione benedetta, perché con lui questo risultato non sarebbe mai stato possibile: il nostro ex allenatore aveva paura anche delle squadrette come il Brescia, figuriamoci se sarebbe andato a Torino per vincere.
        Il giocatore che mi ha convinto di più è stato Caceres: perfetto in chiusura, insidioso nei cross e perfino goleador nel finale. Dopo un pessimo inizio di stagione, sembra tornato il giocatore strepitoso dello scorso anno.
        Un percorso simile l’ha fatto Amrabat: la sua avventura in viola era cominciata malissimo, ma le ultime 3 partite le ha giocate divinamente.
        Poi ovviamente è stato bravo anche Ribery, che giocherà pure da fermo, ma stasera senza muoversi di un centimetro ha fatto l’assist per il primo gol e avviato l’azione del terzo.
        Insomma, avevamo un giocatore in stato di grazia per ogni reparto, e con questi presupposti fare 3 punti a Torino è diventato un compito alla nostra portata.
        Riguardo a Titans, ho in programma da tempo di guardare questa serie tv, perché ci sono alcuni supereroi che nei fumetti sono davvero superlativi: su tutti Dick Grayson (il primo Robin), ma anche i mitici Hawk & Dove (che io ADORO). Tra l’altro Dove è interpretata proprio da Minka Kelly, e quindi doppia libidine. Chiudo il commento con una foto che illustra perfettamente il motivo del suo successo:

        1. Non ho visto Juve-Fiorentina per diversi motivo, il più importante dei quali è che tendo a “portar bene” ai gobbi, nel senso che quando li vedo io vincono sempre, quando invece non posso vederli capita che perdano.
          Credo di non conoscere nessuno più razionale di me (una volta un mio amico mi disse che ero uno stoico…) eppure sul calcio sono molto scaramantico: ho una tazzina del Milan che uso solo per prendere il primo caffè del mattino nelle giornate in cui gioca il Milan, mi siedo sempre sullo stesso posto del divano per vedere le partite, bevo solo un tipo di birra e solo se la partita è dopo cena. Insomma, sono un po’ malato su ‘ste cose. E quindi non puoi capire il godimento quando ho consultato il telefono alle 23 constatando la sconfitta dei bianconeri!!!!!
          Per altro, la libidine è stata tripla:
          1) perchè la Juve ha perso, il chè è un bene a prescindere
          2) perchè quest’anno è una diretta concorrente del Milan
          3) perchè le decisioni arbitrali l’hanno sfavorita (evento più unico che raro)

          Le idee che avevamo a inizio campionato, ovvero che la Juve fosse con l’acqua alla gola a livello finanziario e per questo aveva ripiegato su un allenatore poco pretenzioso come Pirlo sono ampiamente confermato da quanto visto fin’ora: una squadra sicuramente forte ma con molte lacune in ruoli nevralgici: ha un solo centravanti di ruolo e tre soli terzini, inoltre in mezzo al campo ci sono pochi giocatori dotati di pieni buoni. A differenza delle scorse annate, avere il calciatore più forte del torneo (Ronaldo) potrebbe non bastare per vincere.
          Per altro, la revoca del 3-0 a tavolino sul Napoli ha compromesso ancor di più la loro classifica
          Ti confesso però che la sentenza di ieri mi ha lasciato interdetto: è stato creato un precedente pericoloso e mi auguro che non ci siano altre squadre che cercano di essere “Furbette” come lo è stato De Laurentis (personaggio verso il quale nutro la massima disistima).

          Passando ora a Titans: serie tv notevolissima e, tolto il Daredevil targato Netflix, la serie tv ispirata a un supereroe migliore che abbia visto. Ha un taglio molto adulto (credo sia VM14 o qualcosa del genere) è questo giova perchè toni e contenuti sono molto violenti, ma la crudezza non è mai fine a se stessa. La tua beniamina Minka Kelly ha un ruolo si supporto, tuttavia incanta con la sua bellezza. Devo però ammettere che il primato di beltà di Titans spetta all’attrice che presta le sue fattezze a Donna Troy, ovvero l’allieva di Wonder Woman. Sto parlando i Conor Leslie che, se ricordo bene, ti segnali tempo fa.

          Non ti resta che goderti questa bella serie!
          Io intanto inizio a prepararmi psicologicamente alla durissima partita di stasera!!!

          1. Già l’anno scorso c’erano stati dei segnali evidenti del fatto che alla Juve stava finendo un ciclo: alla fine i bianconeri hanno agguantato lo scudetto, ma giocando con affanno dalla prima all’ultima giornata, senza mai dare l’impressione di aver vinto la partita in partenza come succedeva con Allegri.
            Quest’anno l’affanno è ancor maggiore, perché la Juve non è riuscita a portare a casa i 3 punti neanche contro avversari debolissimi come Benevento e Crotone. A mio giudizio i pareggi con queste squadrette sono più gravi della sconfitta di ieri sera: infatti noi qualche buona individualità (per quanto stravecchia) ce l’abbiamo, loro invece hanno una rosa da serie B (e nel caso del Benevento anche un allenatore da serie C).
            Io avrei esonerato Pirlo già ieri. E non per la partita, ma per ciò che ha dichiarato dopo: “Le favorite per lo scudetto sono Inter e Milan”. Questa dichiarazione è grave per 2 motivi:

            – Un allenatore vincente non tira i remi in barca già a Natale con frasi arrendevoli come questa;
            – Se alleni una squadra che viene da 9 scudetti consecutivi, è inaccettabile dire che non ti ritieni il favorito per lo scudetto. Significa sminuire non soltanto te stesso, ma anche i tuoi giocatori e la società per cui lavori, e quindi una tirata d’orecchi non basta: ci vuole proprio l’esonero.

            Tuttavia ritengo che Pirlo resterà ancora un po’ sulla panchina bianconera, per il motivo che hai detto tu: qualsiasi sostituto pretenderebbe un mercato di rilievo, lui invece si sente già fortunato ad allenare la Juve e quindi ad Agnelli non chiederà di comprare neanche un pacchetto di liquirizie.
            A mio giudizio un campione sempre affamato di vittore come Cristiano Ronaldo non accetterà questo ridimensionamento con la stessa placida rassegnazione di Pirlo, e quindi a fine stagione andrà in uno dei pochi club che possono permettersi il suo stipendio. Probabilmente la Juve lo sostituirà con una mezza tacca, un po’ come Galliani quando rimpiazzò Thiago Silva con Zapata e Ibrahimovic con Pazzini. Allora sì che il declino della Juve sarà ancora più marcato. Sto sognando ad occhi aperti, lo so, ma non credo di essere troppo lontano dalla realtà! 🙂

          2. Ho letto anche io le dichiarazioni di Pirlo e le ho trovate spudoratamente inadeguate.

            Ormai anche la stampa amica fa fatica a difenderlo anche se, questo va riconosciuto, la rosa della Juve è lacunosa e anche un mago nell’arte del cavar il sangue dalle rape come Allegri farebbe fatica a mettere una squadra decente con questa rosa qui.

            I problemi della Juventus, a mio parere, hanno radici lontane, ovvero da quando decisero di investire i soldi venuti dalla cessione di Pogba per prendere Higuain, pagando oltre 100mln un giocatore quasi 30enne che avrebbe giocato ancora a buoni livelli al massimo 2 o 3 anni.

            Il tutto è stato poi aggravato dalla decisione di prendere CR7: 100mln di cartellino + 30mln netti ogni anno per l’ingaggio. Il giocatore è il più forte di tutti nonostante l’età, tuttavia finanziariamente è stato un errore enorme, tant’è che Marotta se ne andò subito dopo sbattendo la porta.

            Queste due operazioni, unite alla incapacità di vendere le cariatidi di cui ormai la rosa è infestata (Matuidi, Khedira, Chiellini, Buffon, Bonucci, etc) ha portato il bilancio Juventino in un rosso pericoloso.

            Il covid ha poi dato il colpo di grazia, mettendo la società sull’orlo del baratro finanziario.

             

            La scelta di prendere Pirlo mi ha ricordato molto quando il Milan scelse Inzaghi: un totale neofita che non avrebbe preteso niente sul mercato e che si sarebbe accontentato di un ingaggio modesto.

            Agnelli sapeva benissimo che il mercato juventino di quest’anno sarebbe stato povero e quindi ha dovuto fare di necessità virtù: Pirlo resterà lì finchè il bilancio non sarà risanato e la società non potrà permettersi un allenatore e un relativo mercato di eccellenza.

             

            Nel frattempo, il margine di vantaggio accumulato negli anni passati si è assottigliato, se non scomparso: a mio parere, ad esempio, la rosa dell’Inter è superiore per completezza e profondità. E i risultati sono evidenti.

            Anche io sto sognando ad occhi aperti anche perché quando vedo la Juve di questi mesi mi sembra di rivedere il crepuscolare Milan di Berlusconi e Galliani: zero investimenti, zero prospettive, solo gloria passata. Non posso che sperare che questo trend continuii: se quest’anno non riuscissero a entrare tra le prime 4, senza i soldi della champions Agnelli potrebbe essere costretto a vendere i pochi giocatori che fanno ancora gola alle grandi d’Europa. Incrociamo le dita tutti insieme, perché ogni batosta della Juve equivale a un gran sorriso per tutto il calcio italiano, infestato da anni dal parassita bianconero

      2. Rimanendo in tema di calcio, la vittoria del tuo Milan con la Lazio ha confermato una legge non scritta di questo sport: per raggiungere dei grandi traguardi, devi avere un giocatore che si carica sulle spalle la squadra e fa svoltare le partite altrimenti avviate verso il pareggio o addirittura la sconfitta. Fino ad ora questo ruolo di trascinatore l’aveva ricoperto soprattutto Ibrahimovic, ma nelle ultime partite (soprattutto quelle col Parma e con la Lazio) a mettere le cose a posto è stato Theo Hernandez. La cosa non stupisce comunque: già all’inizio della scorsa stagione, quando il Milan andava malissimo e tutti gli altri si erano lasciati andare, Theo Hernandez era l’unico a giocare con assoluta tranquillità, come se i fischi assordanti di San Siro non lo sfiorassero nemmeno. Un giocatore così ha tutto ciò che serve per diventare la colonna portante di un nuovo grande Milan.
        La Lazio invece conferma di essere in crisi nera, una crisi dovuta certamente alla delusione per aver visto sfumare uno scudetto che prima del lockdown sembrava a portata di mano. Onestamente non riesco ad essere dispiaciuto per come sono andate le cose lo scorso anno, perché odio la Juve, ma odio ancora di più Lotito.
        Riguardo alla rosa dell’Inter, a mio giudizio le manca una pedina fondamentale per vincere lo scudetto: una vera punta di riserva. In teoria ne avrebbe 2, in pratica non ne ha nessuna, perché Sanchez è sempre rotto e Pinamonti è una sega immonda (l’ho visto giocare in Lecce – Genoa dello scorso anno, e ti assicuro che gli mancano perfino i fondamentali: il suo tocco di palla è indegno di un giocatore di serie A).
        Lo stesso discorso vale per i difensori centrali del Milan: in teoria siete copertissimi (perché dietro a Kjaer e Romagnoli ci sono Gabbia, Kalulu, Duarte e Musacchio), in pratica se si fanno male i 2 titolari siete costretti ad affidarvi a degli scappati di casa. Dato che i difensori centrali bravi abbondano in un campionato catenacciaro come quello italiano, non ci vorrebbe molto per scovarne uno a poco prezzo: se fate questo piccolo sforzo e vi fate eliminare presto dall’Europa League, lo scudetto è ampiamente alla vostra portata.

        1. Theo Hernandez è una forza della natura. Quest’anno è perfino migliorato nella fase difensiva e il suo apporto è semplicemente impressionante. E’ sicuramente un leader tecnico, prova ne è che nelle ultime partite si è preso come giustamente hai sottolineato tu la squadra sulle spalle, segnando gol e fornendo assist decisivi.
          Confesso che la vittoria di ieri mi ha esaltato, perchè eravamo rimaneggiatissimi e dopo il loro pareggio ho temuto il peggio.
          Oggi però, a mente più lucida, devo ammettere che la strada per il titolo nonostante sia alla nostra portata, è molto molto dura. E il problema è proprio la panchina.
          L’Inter è lacunosa solo in attacco (effettivamente il solo Sanchez come riserva è troppo poco), mentre noi siamo lacunosi praticamente in tutti i ruoli. Giocare 38 partite senza ricambi adeguati è impresa molto ardua, soprattutto avendo pure le coppe, e nnon può andar sempre bene come nelle ultime partite.
          Maldini sa benissimo che per puntare al primo posto finale servono 3 giocatori: un difensore centrale, un mediano e un attaccante. Il problema sarà convincere Gazidis ad aprire i cordoni della borsa… e infatti dalle indiscrezioni che trapelano sembra che verrà comprato solo il difensore.
          Incrocio le dita, però, perchè ormai sto sognando e non voglio smettere. Anche perchè uno scudetto dell’Inter allenata da Conte per me equivale al male assoluto…

          1. Anche Conte rischia di diventare un ostacolo sulla strada tra l’Inter e lo scudetto: la sua storia dice che finisce per rompere sempre con lo spogliatoio e con l’ambiente in generale, e se questo succedesse nel bel mezzo della lotta scudetto sarebbe un problema non da poco per l’Inter. Anzi, ci sta che sia già successo, perché come ti dicevo nei commenti del mio ultimo post Conte ha trattato Eriksen così male che secondo me si è messo contro tutta la squadra, non soltanto il danese.
            Riguardo al Milan, a mio giudizio la difesa va rinforzata anche sulle fasce: la riserva di Calabria è Conti (che non ha mai convinto in rossonero e infatti è a zero minuti in campionato), quella di Theo Hernandez è Dalot (che oltre ad essere molto più debole è anche un adattato, dato che il suo ruolo naturale è quello di terzino destro). Due ricambi assolutamente non all’altezza.
            Se davvero Gazidis autorizzerà l’acquisto di un solo giocatore, a questo punto l’ideale sarebbe un jolly in grado di ricoprire tutti i ruoli della difesa.
            Ad ogni modo, quali che siano le scelte del Milan riguardo al mercato di riparazione, il solo fatto di essere arrivati a Natale soli in testa è un segno di rinascita dopo anni in cui il quarto posto veniva indicato come il massimo traguardo possibile. Godiamoci questo momento sportivamente ottimo per entrambe le nostre squadre, e al resto ci penseremo più avanti. Buon Natale amico mio! 🙂

          2. Il problema di Gazidis è che con ogni probabilità ha ascendenze Genovesi, altrimenti non si spiegherebbe la sua tirchieria 😀
            In questa situazione puntellare la squadra con l’obiettivo di vincere il torneo è fondamentale, anche perchè temo sia l’unico modo per evitare che i nostri campioncini vadano via resistendo alle lusinghe che tanti club sicuramente avanzeranno la prossima estate.
            Il 2020 è stato un anno di merda sotto tanti profili, ma di sicuro non sotto quello calcistico. Speriamo che il 2021 porti ulteriori gioie!!!
            Auguri anche a te!!!!

  4. Non che ci sia molto da aggiungere ad una lista così impressionante, ma a me nel 2021 basterebbe vedere il Dune di Villeneuve…

    1. Ciao Davide e benvenuto nel blog!!!
      Hai proprio ragione, DUNE è un film che non vedo l’ora di gustare. L’avevo inserito nella lista dei film da vedere del 2020 ma, come molti altri, è scivolato a non si sa quando. Incrociamo le dita e speriamo bene!!!!!!

  5. Normalmente quando si commenta un qualsiasi post contenente una classifica, si tende a parlare solo dei nomi nelle varie posizioni, dell’opportunità o originalità dei titoli scelti, delle esclusioni che disturbano il nostro lato da fan, stando ovvero al gioco di conflittualità dolce che ogni selezione comporta, ma così non è mai per me quando a redigere la classifica sei stato tu, amico mio, che metti sempre il pezzo forte del tuo discorso, nonché la portata più succosa del pasto che hai offerto, immancabilmente nell’introduzione (come per altro hai fatto anche nel tuo ultimo post sui film Più Belli del 2020)

    I film da te citati nella classifica sono assolutamente condivisibili e personalmente mi interessano praticamente tutti, ma è proprio il possibile discorso sull’interfaccia o la piattaforma dove vederli (e persino sulla modalità di ripresa e salvataggio delle immagini) che rende tutto più affascinante ed anche molto complicato.

    Infatti, per godere appieno di un’opera d’arte, ma anche di un semplice prodotto di intrattenimento culturale, sarebbe buona norma cercare di fruirlo con la modalità di rappresentazione prevista degli autori: quindi una pittura rupestre andrebbe vista nella penombra di un locale illuminato da torce o luci naturali, così come un affresco realizzato per una chiesa nel Medioevo o nel Rinascimento; parimenti una piece teatrale andrebbe vista ed ascoltata in un teatro, possibilmente di quelli immaginati dall’autore (un emiciclo all’aperto per le tragedie greche o una struttura di legno circolare al chiuso con il pubblico tutto attorno al palco per le opere di Shakespeare e suoi contemporanei e persino il binario in disuso di una metropolitana urbana, quasi al buio, per certi monologhi newyorkesi in stile off broadway; più semplice il discorso letterario, perché, con eccezione della tradizione orale di ascendenza omerica o delle fiabe educative (quelle che dovevano un tempo terrorizzare i bambini per convincerli a non allontanarsi mai dalla strada maestra e dalla custodia dei tutori), immaginate per essere raccontate a viva voce, tutta la letteratura di oggi e di ieri prevede soltanto l’uso di un testo scritto, letto ad alta voce o in silenzio e di certo la strumentazione elettronica oggi a disposizione non ha modificato questa caratteristica; solo per il cinema la cosa si fa davvero complessa, per la natura stessa della settima arte, nata come prodigio tecnologico ed illusorio e come tale legata a fil doppio alla tecnica di proiezione.

    Senza bisogno di ripercorre tediosamente la storia del cinema, è evidente tuttavia che fino all’avvento dei canali televisivi tematici e delle pay-tv (sviluppatesi parallelamente alla diffusione dell’home-theatre inteso proprio come intrattenimento domestico su schermi e pannelli sempre più grandi e definiti) un film venisse immaginato e realizzato per essere fruito in una proiezione collettiva e questo non perché la moltitudine di persone che assistono sia essenziale (anzi, sono quasi sempre perniciose e fastidiose ed una visione a sala vuota è da preferirsi nella quasi totalità dei casi), ma perché il cinema nasce come surrogato del circo e dello spettacolo teatrale e come tale con pubblico pagante: il grande schermo era funzionale ad una grande sala e quindi a numerosi posti a sedere e biglietti venduti e da questa necessità discese ogni innovazione tecnica.

    In un’altra sede ed in un altro momento potremmo parlare della scelta delle ottiche di ripresa che un regista ed un direttore della fotografia, quando realizzano un film, debbono fare (fondamentalmente tra lenti anamorfiche e lenti sferiche, con effetto finale incisivamente diverso sullo spettatore), ma limitiamoci a constatare come l’aspect ratio di un film un tempo marcava la necessità o meno del grande schermo, mentre non è più così per uno spettatore contemporaneo: ad esempio, malgrado fossero realizzati appositamente per divertire o affascinare una platea numerosa dentro un locale teatro, i film realizzati agli albori fino all’inizio degli anni ‘50 del secolo scorso, che usavano quindi pellicole 35 mm ed un aspect ratio di 1,37: 1 (ovvero il leggendario Academy Ratio tanto amato da Charlie Chaplin anche quando erano già disponibili pellicole più grandi), oggi sono paradossalmente perfette per una proiezione da cineclub (quindi in una sala piccola, con pochi posti e schermo contenuto) o da schermo televisivo domestico e persino da computer, perché la datazione di queste vecchie pellicole determina sempre una visione più intima e raccolta, in cui il fattore di apprezzamento artistico ed estetico viaggia in parallelo con esigenze di studio storico; al contrario l’aspect ratio 2,76: 1, offerto dalle pellicole da 70 mm (quelle create a suo tempo per il film Ben-Hur ed oggi amatissime da registi come Christopher Nolan, Paul Thomas Anderson e Quentin Tarantino), necessitano anche oggi di uno schermo il più grande possibile per essere apprezzate in tutta la loro efficacia, cosa in genere possibile solo in una sala cinematografica dedicata (nemmeno tutti i multiplex o multisala spesso hanno una sala abbastanza spaziosa), ma la moderna tecnologia sta correndo ai ripari, giocando con le distanze tra lo spettatore e lo schermo.

    Per farla breve, infatti, vedere un film, realizzato da uno dei registi sopra citati, in casa propria, su un televisore con un pannello più piccolo di 60/55 pollici o peggio ancora sullo schermo di un computer è una netta derubricazione dell’intento dell’artista che lo ha realizzato, difficilmente rimediabile (e solo in parte) avvicinando in modo sensibile il punto di seduta dello spettatore ed azzerando l’inquinamento visivo esterno allo schermo creando buio e silenzio, cose non semplici in casa se non si è da soli, ma abbiamo ancora una scelta?
    Il punto è proprio questo: vedere un film pensato per il grande schermo al cinema è decisamente più bello e giusto (sempre con la compagnia ovvero senza quei rompicoglioni che usano lo smartphone, fanno scrocchiare le patatine, stappano lattine, parlano con altri e chiedono persino informazioni su cosa sta accadendo sullo schermo e che Dio li strafulmini tutti!), ma forse non è più negli interessi delle majors che mettono i soldi per fare i film: c’è chi sostiene che ci sia in atto un’immensa speculazione immobiliare e finanziaria per fare fallire tutte le sale indipendenti e creare un mercato di multisale in mano a gestori monopolisti (Amazon, Disney, etc.), per cui adesso spediscono i loro film direttamente in streaming e poi, una volta conquistato il mercato, si inventeranno il “rinascimento della sala cinematografica”; c’è chi ha già abdicato ed è passato ad un digitale più friendly (con aspect ratio classico televisivo da 16:9) magari in 8k (come le nuove telecamere a mano della Red costruite apposta per il film di rapina con zombie di Zack Snyder in uscita a breve) pensato per le piattaforme di streaming; c’è chi sostiene in modo ecumenico che l’importante è la storia che si racconta e non su che schermo la si vede (nulla di più falso! Vallo a dire ad un pittore come Monet, che realizzava quadri larghi 6 metri ed alti 2 non certo per essere apprezzati su un libro di Storia dell’Arte del LIceo!) ) e c’è infine chi spera che le major continueranno a produrre film magari più autoriali (quindi meno costosi) per i cinema e film blockbuster e tamarri per il mercato televisivo di lusso (quello degli 8k da 85 pollici).

    E noi? Cosa speriamo?

    1. Innanzi a un commento del genere non posso che plaudire, plaudire, plaudire e ancora plaudire.
      Perchè la gioia immediata che ho provato leggendo la mail che notificava un tuo nuovo commento è immenso, ma quella che ho provato leggendolo lo è ancora di più. Infatti, ancora una volta, il tuo intervento è foriero di così tanti spunti di riflessione da poter restar qui fino a notte fonda!!

      Mentre ti leggevo mi tornavano in mente le suppliche di Scorsese quando, poco più di un anno fa, scongiurava gli utenti di Netflix affinchè non vedessero il suo ultimo capolavoro dal telefono o dal tablet, ma che almeno lo fruissero dal televisore. La natura elefantiaca di quel film (THE IRISHMAN) unita al tema trattato (il gangster movie di quel tipo è un genere decadente) ne hanno reso impossibile la distribuzione nelle sale (ricordo quando anni fa, con wayne, ironizzavamo sulle continue posticipazioni alla sua uscita temendo che fosse una schifezza: per fortuna ci sbagliammo entrambi!) e ricordo ancora che mentre scorrevano i fotogrammi davanti ai miei occhi (lo vidi in salotto, con serrande abbassate e telefono spento perchè non volevo la minima rottura di palle) e mi inebriavo per la bellezza del film, ogni tanto scuotevo impercettibilmente il capo pensando che mi era stata privata la gioia di vedere una tale opera d’arte in una sala cinematografica.
      Se non ricordo male tu avesti la fortuna di ammirarlo in piazza Maggiore, in una sorta di cinema all’aperto: non sai quanto ti ho invidiato, amico mio!!!!
      Il senso di questo pippone è molto semplice: ribadire che la magia del cinema è tutta in quella parola, cinema appunto, laddove per “cinema” si intende non già un prodotto o una forma di intrattenimento bensì un LUOGO, un luogo della mente e un luogo del cuore, perchè entrambe le nostre nature – quella razionale e quella emotiva – trovano un nutrimento unico proprio nella sala cinematografica.
      Al cinema ognuno ha i suoi riti: io ad esempio non prendo mai nulla da mangiare (non vorrei disturbare i vicini) ma solo da bere e la bevanda cambia a seconda del film (coca 0 per un blockbuster, birra per un bel film d’azione, acqua gassata per tutti gli altri) e una volta accomodato ho la pessima abitudine di sfilare anche la scarpe (ma questo non lo dite al proprietario del cinema…) perchè tanto se che non mi alzerò finchè il film non è finito (anche a costo di farmi scoppiare la vescica).

      In tutta sincerità, kasa, ho profondi timori sulle evoluzioni che la pandemia avrà sul mondo del cinema, perchè tutti i cambiamenti che erano già in atto hanno subito una brusca accelerata (non solo sul cinema, sia chiaro, ma su tutti gli elementi che costituiscono l’odierna vita civile) e la possibilità che tante piccole realtà di produzione cinematografica possono scomparire è ahimè molto alta. Discorso diverso per le sale cinematografiche: non credo che moriranno ma è inevitabile che cambieranno, se in meglio o in peggio non so. Quella italiana è una cultura conservatrice che tende a considerare il cambiamento negativo di per sè. Per quanto posso, cerco sempre di svincolarmi da questa visione ristretta e sforzarmi di cogliere ciò che di positivo c’è nel cambiamento.

      Cosa spero,quindi? Solo una cosa: che il cambiamento che verrà ci regali qualcosa di meglio rispetto a prima.
      E tu, cosa speri? Non ci lasciare col dubbio!!!!!

      A presto e un abbraccio, amico mio!

      1. Riguardo The Irishman (che se ricordi io misi addirittura tra i 20 film più belli del decennio!) preciso che, come ti dissi a suo tempo, ero riuscito a vederlo in lingua originale in uno dei cinema che a Bologna avevano avuto la possibilità di proiettarlo, in accordo con Netflix, ma non nel maxi-schermo all’aperto di Piazza Maggiore (magari!) dove invece gustai la director’s cut di Apocalypse Now (pellicola che non avrei problemi ad inserire in una Top 20 del Cinema di tutti i tempi) presentata dalla stesso Coppola (il che è davvero tanta roba!)…
        Detto questo ed avendo già detto nel mio commento che il vero problema è la distanza tra la modalità di visione desiderata dai suoi creatori (non sempre il cinema) e quella in cui invece lo si fruisce, vado adesso a risponderti…

        Una certa agiografia racconta che un giorno Lenin avrebbe affermato che per fare una frittata bisogna prima rompere le uova: io non so se fu effettivamente lui ad affermarlo, ma di certo, aldilà del cinico e spietato cinismo, con cui un teorico della rivoluzione socialista di fatto considerava il sacrificio di molti innocenti come indispensabile per raggiungere lo scopo ultimo (cosa che rende ogni vero stratega politico un’entità politica amorale), resta di quella frase un concetto anche visivo che mi ha sempre affascinato ed ovvero che quando forze conservatrici potentissime lottano contro il cambiamento o addirittura spingono per un totale appiattimento della possibile vitalità creativa (le majors hollywoodiane, il governo cinese ed i finanziatori in genere), rendendo utopistico e velleitario qualsiasi rinascimento, può essere utile un ribaltamento del tavolo, qualcosa che, come questa pandemia, non ha semplicemente rimescolato le carte, ma dato un vero calcio al sistema, perciò il mio augurio è che nulla torni come prima, ma che le stesse forze che lottavano inermi per il cambiamento creativo (nuove idee, nuovi media, nuova espressività) approfittino della lentezza inista nei pachidermi per organizzare qualcosa che lasci un segno nel pubblico, creando nuovi cliché, nuovi topoi, nuovi standard con cui poi i potentati monopolisti dovranno fare i conti per vendere.
        Questo è quello che mi auguro, per me, per noi e per i nostri figli.

        1. Che belle parole, Kasa, fanno onore a te oltre che al messaggio che rappresentano. Sparigliare il tavolo può essere il modo più rapido per dar vita a quel rinascimento artistico di cui il cinema ha indubbiamente bisogno. Restiamo vigili e aspettiamo. Magari tra vent’anni saremo ancora qui a chiacchiarera sul tema con bastone e dentiera 😀

          1. Essendo noi due ermenàuti abbiamo il potere di scorgere oltre l’orizzone e poi di continuare a stare seduti al tavolo di un’osteria a giocare a carte.

          2. Di questi tempi il problema sarebbe la sanificazione del tavolo, dell’osteria e finanche delle carte. I vecchietti del mio quartiere hanno organizzato un circolo abusivo nei giardinetti e giocano a carte su tavoli di legno improvvisati. Hanno già beccato un paio di multe dai vigili, ma persistono. L’orizzonte è dietro l’angolo o in un’altra dimensione, a seconda di dove caschi l’occhio 😀

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