Le serie tv più belle del 2020

La porta dell’ufficio di San Pietro si apre cigolando. Il rumore è impercettibile, tuttavia il santo lo avverte nitido e altrettanto nitidi risuonano nelle sue orecchie i passi leggeri dell’angelo Angelo mentre entra nella stanza. “Buongiorno eccellenza, mi aveva fatto chiamare?”, esclama l’angelo con un filo di voce: essere al cospetto del primo Papa lo mette sempre a disagio.

Il Responsabile supremo degli accessi ai piani celesti ignora Angelo e resta di spalle accanto all’ampia finestra, concentrato a spuntare minuscole foglioline del bonsai poggiato sul davanzale. Dopo qualche minuto di minuzioso lavoro fa mezzo passo indietro, piega le labbra in una smorfia soddisfatta, quindi prende un vaporizzatore e spruzza un po’ d’acqua sulla piantina. Mentre torna alla sua scrivania sembra quasi sorridere. Si accomoda sulla poltrona e raccoglie alcuni fogli dal ripiano pareggiandoli con colpetti decisi su ogni lato. “Il lavoro che ti avevo commissionato è ultimato?”, chiede infine il santo senza degnare l’angelo di uno sguardo.

“Confermo, signore”, annuisce Angelo.

“E hai seguito le mie indicazioni alla lettera?”.

“Ovviamente. Pennesi non capirà mai che ci siamo noi dietro quel film”.

San Pietro si massaggia il mento: l’idea di punire Pennesi con un film polacco e di usare la figlia come esca è semplicemente perfetta. Mentre assapora il gusto dolce della vendetta per lo sgarbo subito l’anno precedente, torna a concentrarsi sugli ultimi dettagli del suo piano celeste. “Hai portato con te l’anima dello scienziato che ti ho indicato?”.

“Si, eccellenza. Sta aspettando qui fuori”.

“Perfetto, fallo entrare”, sospira il santo rilassando la schiena sulla spalliera della sedia e accavallando le gambe.

Angelo esce con passetti rapidi dall’ufficio e vi rientra dopo pochi istanti seguito da un uomo barbuto che cammina impettito. San Pietro punta i suoi occhi nocciola sull’uomo e lo osserva con attenzione: la folta e lunga barba bianca, la fronte alta, le spalle un po’ incurvate dagli anni e dalla vita sedentaria, le dita sottili intrecciate davanti al ventre. E infine gli occhi: scuri, intelligenti, penetranti, incapaci di nascondere una fiamma potente, forse persino pericolosa.

“Galileo, è un onore averti qui”, esclama San Pietro con ossequio.

“Onore una sega”, protesta Galileo Galilei.

Il volto di Angelo diventa se possibile ancor più pallido mentre San Pietro inorridisce: in oltre duemila anni nessuna aveva mai osato tanto nel suo ufficio.

“Me ne stavo tanto tranquillo per i fatti miei”, prosegue lo scienziato incurante delle reazioni dei suoi interlocutori, “per la precisione stavo giocando a briscola con Leonardo, Pico della Mirandola e Michelangelo. Stavamo due pari quindi dovevamo fare la bella: di solito vinco facile perché ho più culo degli altri ma oggi facevo coppia con Pico che non si ricorda una carta nemmeno a prenderlo a schiaffi… e niente, stavamo lì aspettando Michelangelo che mescolava le carte, lui ci mette tanto perché ha un po’ d’artrite alle mani a forza di sbattere con gli scalpelli. Glielo dicevo io… fatti furbo Michela’, trovati un passatempo più tranquillo che c’hai un’età… ma lui niente testardo come un mulo… dicevo? Ah si, che stavo tanto bene a giocare a carte con i miei amici quand’è arrivato questo qui, questo angelo che si chiama Angelo. Che per carità, io me ne devo stare zitto perché al mi’ babbo gliene ho dette tante: tra tanti nomi me ne doveva dare proprio uno uguale cognome? A scuola mi pigliavano tutti per il culo… Ma a sto porèllo è andata pure peggio… Angelo Angelo… la su’ mamma mi sa che lavorava in qualche marciapiede perché sennò non si spiega…”.

L’angelo Angelo accusa i sintomi dello svenimento mentre San Pietro avverte un leggero tremolio alla palpebra sinistra: non gli capitava da almeno trecento anni, quando fu costretto a partecipare a uno scambio culturale con i dannati del settimo girone infernale. Impiega qualche secondo per ricomporsi e recuperare la calma. In condizioni normali avrebbe già incenerito l’anima di Galileo, che in fondo resta sempre un eretico giustamente condannato e inspiegabilmente riabilitato da un suo stesso successore, Giovanni Paolo II. Ma ora ha bisogno delle sue competenze astronomiche e deve fare buon viso a cattiva sorte. “Mi spiace che sia stato interrotto mentre giocava con gli amici”, disse infine alzandosi dalla sedia e avvicinandosi allo scienziato, “tuttavia le sue facoltà sono richieste con urgenza per evitare una catastrofe”.

“Mi sa che non ci siamo capiti. Qua l’unica catastrofe è se non torno in tempo per la bella e perdo la partita a carte. Dopo mica lo sopporti te a Leonardo… Son settant’anni che non mi frega… quello non vede l’ora di battermi… sapessi quant’è orgoglioso…”.

“Capisco la gravità della situazione, Galileo, tuttavia qui è una questione di vita o di morte”, esclama il santo con pazienza.

Lo scienziato sbuffa con energia tanto da arricciare per qualche istante i ciuffi della barba, poi sembra calmarsi. “Dai, già che son qui tanto vale che vi aiuto… Magari Michelangelo starà ancora mescolando quelle carte… con l’artrite che si ritrova è peggio di un bradipo… vabbè, ci sto. Te, non mi ricordo come ti chiami, spiegami cosa dovrei fare, in fretta però, mi raccomando”.

“Io mi chiamo San Pietro”, sospira il primo Papa roteando gli occhi.

Galileo Galilei scoppia a ridere come un folle. “Ah ah ah ah ah ah ah ah ah“. L’attacco di ridarella è così forte che perde il fiato e si piega in due sulla pancia. “Ah ah ah ah ah ah ah ah ah“. Galileo è costretto a reggersi sulla spalla dell’angelo che nel frattempo si è avvicinato per sincerarsi della situazione, altrimenti sarebbe già caduto. “Ah ah ah ah ah ah ah ah ah“.

Gli occhi di Pietro si incupiscono. Galileo ha passato il segno: queste continue mancanze di rispetto non possono essere ulteriormente tollerate. Ma prima che riesca ad aprire bocca, lo scienziato riesce a ricomporsi.

“Cioè, fammi capire bene, tu ti chiami Pietro San?”, mormora Galileo prima di scoppiare di nuovo a ridere. “E pensare che credevo di essere io lo sfigato che mi chiamavo Galileo Galilei… ma tu, ragazzo mio, stai messo proprio peggio ahahahahha… sembra la marca di un adesivo per dentiere ahahahahhaha”.

San Pietro diventa verde. “Io non mi chiamo Pietro San”, sibila a denti stretti, livido di rabbia.

Galileo assume un’aria sbalordita, anche se la ridarella non è del tutto scemata. “Come non ti chiami Pietro San? Me l’hai detto tu poco fa – Io sono San Pietro – tutto burocratico come un impiegato dell’ufficio anagrafe al comune di Pisa. Mancava solo che mi dicevi pure il codice fiscale… a proposito, ma con un cognome di sole tre lettere come funziona? Si mette pure la vocale?”.

San Pietro sgrana gli occhi: lo stupore ha preso rapidamente il posto della rabbia. Non sa cosa pensare dell’uomo in piedi innanzi a lui, con le lacrime agli occhi per il troppo ridere e ancora scosso da qualche sporadico singulto. Scuote la testa e si domanda se abbia fatto bene a scegliere lui. Eppure aveva consultato con attenzione gli Almanacchi Celesti e non aveva avuto alcun dubbio: quella di Galileo è una delle intelligenze più folgoranti mai vissute sulla Terra e le sue specifiche competenze astronomiche lo rendevano la scelta migliore per il lavoro che ha in mente. Eppure, quella mente così brillante è incapace di distinguere un nome da un titolo religioso. Forse avrebbe dovuto seguire il consiglio di San Paolo e rivolgersi direttamente a Stephen Hawking…

“Galileo”, dice infine il santo cercando di dissimulare il disappunto, “il mio nome per esteso non è poi così importante in questo momento. C’è un problema urgente. Il reparto “Disastri Cosmici” ha realizzato un asteroide che tra poche ore entrerà in rotta di collisione con la Terra. Si è trattato di un errore, ovviamente, perché l’estinzione del genere umano renderebbe del tutto inutile anche la nostra esistenza”, proseguì Pietro allargando le braccia come per mostrare tutto il Paradiso. “Sarebbe quindi di fondamentale importanza che tu elaborassi qualche calcolo, giusto poche equazioni, niente di che. Bisogna far deviare l’asteroide per evitare che colpisca la Terra ma, attenzione, bisogna fare in modo che sembri una cosa naturale, che non ci sia intervento divino. Pensi che sia possibile?”.

Galileo attende qualche secondo, poi sposta il suo sguardo verso il soffitto. Le lacrime di poco prima si sono asciugate, il suo volto non è più contorto dalla ridarella e quando incrocia di nuovo i suoi occhi, Pietro vede finalmente quello che aveva cercato fin dall’inizio: uno degli scienziati più brillanti di ogni tempo.

“Certo che si può fare. Ce l’hai una penna? E un foglio di carta? Ah, ecco, perfetto”. Galileo si china sulla scrivania di San Pietro e inizia a scrivere rapidamente delle formule. In breve il foglio bianco è piano di numeri e segni matematici. Gli bastano meno di cinque minuti per finire i calcoli.

“Tieni! E il prossimo di voi a dirmi che la Terra è piatta lo prendo a schiaffi”, esclama sbattendo il foglio di carta sul petto di San Pietro. “Ora posso andare?”.

“Si, Galileo. Puoi andare”.

“Finalmente, forse faccio il tempo a tornare per finire la partita. Ma cosa gli dico agli altri tre? Sapete, ci stanno Galileo Galilei, Angelo Angelo e Pietro San…, sembra una barzelletta figurati se Leonardo ci crede così permaloso com’è…”.

Quando Galileo è finalmente uscito dall’ufficio, si odono ancora i borbottii e le lamentele reiterate, San Pietro però non presta la minima attenzione a tutto questo. Affida il foglio con i calcoli ad Angelo e gli dice: “Ora va, corri, porta subito questi calcoli al reparto Disastri Cosmici!”, poi si sfrega le mani soddisfatto e osserva l’angelo scappare via veloce come una nuvola. Ormai è tutto pronto: il cerchio della vendetta si sta stringendo attorno a Pennesi.


Come andrà a finire? Se morite dalla voglia di scoprirlo, cercate di sopravvivere ancora una settimana!

NOTA:
Vi ricordo che anche questo racconto introduttivo è parte di un lungo percorso, iniziato ormai un anno fa, e del contributo altrettanto originale e narrativa dell’amico Kasabake. Quest’anno sono poi seguite altre due parti, pubblicate come introduzioni alle classifiche dei Film più belli del 2020 e dei Film più brutti del 2020.
Per comodità ho raccolto tutti e quattro i racconti insieme.

 

 

 

 


10. Hanna (stagione 2)

10. Hanna (stagione 2)

Creatore: David Farr
Cast: Esme Creed-Miles, Mireille Enos, Joel Kinnaman
Genere: Action, Drama
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt6932244/

Azione fatta bene, thrilling quanto basta, personaggi affascinanti. Non manca niente.


9. The Stranger

9. The Stranger

Creatore: Harlan Coben
Cast: Richard Armitage, Shaun Dooley, Hannah John-Kamen
Genere: Crime, Drama, Mystery
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt9698480/

Un giallo molto british, dove la suspense non cala mai neppure per un istante.


8. The Last Dance

8. The Last Dance

Creatore: Michael Tollin
Cast: Phil Jackson, Michael Jordan,
Genere: Documentary, Biography, History
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt8420184/

Una delle serie più glamour del 2020: il soggetto si prestava molto, ma il risultato è veramente ottimo.


7. In difesa di Jacob

7. In difesa di Jacob

Creatore: Mark Bomback
Cast: Chris Evans, Michelle Dockery, Jaeden Martell
Genere: Crime, Drama, Mystery
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt2304589/

Una delle poche cose fatte bene di Apple+. Prodotto adulto nei toni e nei contenuti, con un Chris Evans che una volta smesso lo scudo di Capitan America, dimostra il suo valore.


6. La Regina di Scacchi

6. La Regina di Scacchi

Creatore: Scott Frank, Allan Scott
Cast: Anya Taylor-Joy, Chloe Pirrie, Bill Camp
Genere: Drama
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt10048342/

Mi è piaciuta, ma francamente ho trovato eccessiva l’eco mediatica e il successo travolgente che ha riscosso.


5. Bosch (stagione 6)

5. Bosch (stagione 6)

Creatore: Eric Ellis Overmyer
Cast: Titus Welliver, Jamie Hector, Amy Aquino
Genere: Crime, Drama
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt3502248/

Vedrei Bosch pure alla 80esima stagione… un giallo dal taglio britannico realizzato a Hollywood: mix eccezionale!


4. The Umbrella Academy (stagione 2)

4. The Umbrella Academy (stagione 2)

Creatore: Steve Blackman, Jeremy Slater
Cast: Elliot Page, Tom Hopper, David Castañeda
Genere: Action, Adventure, Comedy
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt1312171/

Sono tra i pochi che ha preferito (seppur di poco) la prima stagione degli “Umbrellers”, tuttavia anche qui non si perde un colpo: risate, azione, disincanto cinico.


3. Dark (stagione 3)

3. Dark (stagione 3)

Creatore: Baran bo Odar, Jantje Friese
Cast: Louis Hofmann, Karoline Eichhorn, Lisa Vicari
Genere: Crime, Drama, Mystery
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt5753856/

Degna conclusione per una serie tv coinvolgente: non mi era mai capitato di vedere una storia impostata come un classico poliziesco, diventare poi uno dei prodotti sci-fi più rivoluzionari del suo tempo.


2. The Boys (stagione 2)

2. The Boys (stagione 2)

Creatore: Eric Kripke
Cast: Karl Urban, Jack Quaid, Antony Starr
Genere: Action, Comedy, Crime
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt1190634/

I ragazzacci di Kripke colpiscono ancora: sanno mescolare l’azione, lo humour e un tono adulto mai visto in una serie tv ispirata a un fumetto (forse solo Legion). Una meraviglia assoluta.


1. Ozark (stagione 3)

1. Ozark (stagione 3)

Creatore: Bill Dubuque, Mark Williams
Cast: Jason Bateman, Laura Linney, Julia Garner
Genere: Crime, Drama, Thriller
Scheda: https://www.imdb.com/title/tt5071412/

Da cultore dei gangster movie e da nostalgico de I SOPRANO e BREAKING BAD, non ho potuto non amare Ozark, serie tv apparentemente banale che però si evolve e migliora, puntata dopo puntata.

36 pensieri su “Le serie tv più belle del 2020

    1. Grazie Celia!!!
      Ho sempre il terrore che non le legga nessuno perchè scorrono tutti direttamente alla classifica… Se anche l’avessi letto solo mi basterebbe, significa che lo sforzo non è vano, per di più se t’è piaciuto!!!!!!

      PS: prox settimana episodio finale (forse a chiusura aperta….)

      1. Per essere precisa: In difesa di Jacob ce l’ho da parte, ma ancora non l’ho vista.
        Poi, non so se siano di quest’anno o meno, ma mi hanno passato due brevi serie che ho trovato molto valide: A very English scandal, sulla vicenda di Jeremy Thorpe, e Truth seekers, fantasmagorica e divertentissima per quanto mi riguarda 🙂

        1. In difesa di Jacob è bella, poi è una miniserie autoconclusiva, quelle che preferisco di solito. Oltre a Evans c’è la tipa di Downton Abbey, veramente un’attrice bravissima.
          Di tutto il mazzo te ne consiglio solo una: DARK. E’ fisica, metafisica e fantascientifica, oltre che la serie tv più complicata (ma lo dico come se fosse una virtù) che abbia mai visto.

          Riguardo le altre due che hai indicato, confesso non solo di non averle viste, ma neppu re di averle mai sentite nominare. Truth Seekers però mi intriga, perchè Nick Frost e Simon Pegg mi fanno andar di matti dalle risate!

          1. Ottimo… segno Dark (ne parlerò col mio spacciatore) e rinnovo il mio invito a vederti TS, che è ben fatta ma anche adatta a rilassarsi alla grande 😉

  1. Mai come quest’anno le serie tv sono entrate nelle nostre vite e nelle nostre giornate prendendo prepotentemente spazio nelle ore che prima sfruttavamo per uscire fuori a fare una passeggiata, per mangiare al ristorante, andare in palestra o *inserire attività che non possiamo più fare causa covid vuttanalamiseria.
    Forse l’unica nota positiva di questo 2020 è stato quello di permettermi di mettermi in pari o recuperare serie da sempre in lista o da sempre consigliatemi da altri…eppure ce ne sono anora centinaia da recuperare XD
    Ma quante cazzo ne escono all’anno?! Serie come BOSCH o OZARK sono ancora lì, in attesa di essere viste in quel limbo infinito chiamato wathclist a cui si sono aggiunti titoli come THE LAST DANCE e THE QUEEN’S GAMBIT…Una vita non basta amico Lap, ua vita non basta…

    Tra quelle da te nominate ho visto solo UMBRELLA (ho preferito di gran lunga la prima stagione…ma di tanto) e THE BOYS che, mi perdonerari ma non riesco a glorificare come il 99,9% della popolazione mondiale. Bella, la guardo più che volentieri, con gusto ed emozione…eppure per me è una serie che non va oltre il 7 (ma 7 tondo, non un punticino virgolettato di più). È anche vero che nell’immondezaio che sono diventati i canali di streaming un bel 7 non è qualcosa di cui vergognarsi, ma ci sono anche così tante perle in giro che non so…la serie dell’anno? Molti l’hanno detto, questo pizzacanide dal basso della sua ignoraza rimane perplesso (è anche vero che mi guardo porcate come THE FLASH e SUPERGIRL quindi il mio parere conta quanto quello di un sasso miope) 😀

    Come per i film, mi risulta difficile fare una classifica (tante delle serie che ho visto non sono datate 2020), se dovessi dire qualche nome direi:
    – THE MANDALORIAN: lo so, critico tanto THE BOYS e poi mi unisco al pecoraio che glorifica la serie Disney+…però cazzo se mi è piaciuta! E te lo dice uno che di Star Wars ormai non ne sentiva più il sapore (e non è mai stato nemmeno grande fan). Questa serie mi ha fatto riscoprire il gusto dell’universo di Lucas che da tempo stava diventando insipida e insapore. Quindi per me pollice su!
    – WATCHMEN: che non so se conta come 2020 (solo l’ultimo episodio è arrivato da noi nel 2020…dici che conta?) ma l’ho trovata un’opera sublime, profonda, il perfetto mix tra un LOST (quando ancora aveva senso) e un cinecomics DC (quando hanno senso), rispettosa del materiale originale e allo stesso tempo abbastanza coraggiosa da camminare con le sue gambe, trattando temi ormai stra abusati, ma con una tale profondità e umanità che…wow. Per una serie con dei tizi in maschera mi viene solo da dire WOW.
    – DOOM PATROL: il cugino sfigato (solo perché Prime e non Netflix) di UMBRELLA ACADEMY e per me una serie che gli piscia tranquillamente in testa, scusa il francesismo. Trame e personaggi sono diversi, ma sempre di una famiglia disadattata si tratta…ma quando mi è piaciuta di pù rispetto agli ombrellini! Una serie che fa del BIZZARRO il suo punto forte e della “fragilità umana” il suo cuore. Ogni episodio non sai mai come inzia e tanto meno come andrà a finire: ho visto cacciatori di barbe, ghostbusters del sesso, culi cannibali, una strada gender queer senziente e altre cose che non credevo avrei mai potuto voler vedere sullo schermo.
    Non sarà la serie dell’anno e di sicuro non è una serie per tutti…ma è una delle poche che riesco veramente ad amare in questa ONDATA di nuove serie tv.

    A presto amico Lap, aspetto trepidante il tuo prossimo pezzo 😉

    1. Caro Pizza, che bel commento che hai lasciato!!!!!!!
      Parto da una frase buttata là, che però è il succo di queste classifiche, ossia il vano tentativo di razionalizzare il tempo dedicato a questo meraviglioso passatempo.

      Una vita non basta amico Lap, ua vita non basta…

      La cosa più difficile con tutte le serie tv e i film che vorremmo vedere è proprio SCEGLIERE.
      Ad esempio, nonostante abbia buttato (errore che non ripeterò) i soldi per l’abbonamento annuale a Disney, non ho nemmeno visto l’unica produzione originale degna di attenzione che hanno rilasciato, ovvero quel MANDALORIAN che a te è piaciuto tanto. Scelta, appunto, perchè avevo sempre cose più urgenti da vedere (perfino l’immondezzaio che sta diventando il Berlantiverse, di cui ormai si salvo solo l’annuale crossover).
      E sempre per scelta mi manca ancora l’ultima stagione di DOOM PATROL… ma avevo adorato la prima e prima o poi incastrerò la visione anche della seconda perchè le ragioni che hai elencato tu, sono tutte giustissime: è uno show bellissimo e sottovalutato.

      Nota a Latere: Watchmen avrebbe giganteggiato in questa classifica, ma hai detto bene, è una serie tv dell’anno precedente…

  2. Di tutte queste serie l’unica che ho visto è La regina degli scacchi, e come sai sei stato proprio tu a convincermi a vederla con i tuoi votoni su imdb. A mio giudizio invece il suo successo è pienamente meritato, e ha avuto anche il merito di rilanciare un gioco come gli scacchi, che ritengo uno dei migliori mai inventati dall’uomo: infatti aiuta a sviluppare l’intelligenza e le proprie capacità strategiche, e quindi è solo un bene se è diventato “pop” (dopo essere sempre stato il gioco “da secchioni” per eccellenza).
    Riguardo a Bosch, non l’ho mai vista, ma se ha un taglio britannico vuol dire che ha falsato totalmente la fonte di partenza: infatti i libri di Michael Connelly hanno sempre abbinato alla trama gialla una componente action e adrenalinica tipicamente americana, e molto diversa dall’atmosfera compassata dei gialli britannici. Ad ogni modo, anche in questo caso si tratta di una serie benemerita a prescindere dai suoi contenuti, perché ha contribuito a gonfiare le tasche e la popolarità di uno scrittore eccezionale. Come sai mi sono allontanato da lui perché i suoi libri mi stavano creando dipendenza, ma la mia stima nei suoi confronti resta intatta.
    Casomai l’unico difetto che posso imputargli è che i suoi libri sono troppo “Bosch – centrici”: i comprimari dell’universo Bosch sono pochi, scompaiono dopo pochi libri e nessuno di loro è particolarmente interessante. Ad esempio, Bosch ha avuto tanti partner nei vari libri in cui è protagonista, ma non ricordo neanche il nome di nessuno di loro. Va detto comunque che di recente Connelly ha posto rimedio a questa pecca: infatti negli ultimi 2 libri Bosch ha lavorato in coppia con un ottimo personaggio come la detective Renée Ballard. Speriamo che questa collaborazione duri più a lungo delle precedenti.
    Riguardo a The Boys, sono affezionato a Karl Urban da quando l’ho visto in Bent – Polizia criminale, che è uno dei miei polizieschi preferiti in assoluto. Quel film è stato uno dei tanti flop di un attore che sembrava destinato a non esplodere più; invece contro ogni previsione ha trovato il ruolo della vita a 47 anni, e adesso si sta godendo un meritato successo. Sono affezionato anche al fumetto da cui è tratto The Boys, perché riesce ad essere politicamente scorretto senza mai diventare futilmente e fastidiosamente provocatorio: dal tuo giudizio mi viene da pensare che anche la serie riesca a mantenere questo difficile equilibrio.
    Colgo l’occasione per dirti che ho avuto l’opportunità di vedere un film che entrambi aspettavamo con ansia, perché sancisce il debutto negli action movies del figlio di Arnold: Echo Boomers. Ebbene, devo confessarti che l’ho mollato dopo 8 minuti. Ho deciso così perché il figlio di Arnold interpreta il classico bravo ragazzo che finisce nei guai per aver frequentato delle cattive compagnie: questo canovaccio per me è insopportabile (un po’ perché è già stato usato in mille altri film, un po’ perché mi riporta alla mente dei cattivi ricordi), quindi ho interrotto la visione senza alcun rimpianto. Può darsi che se avessi resistito il film mi avrebbe soddisfatto, ma onestamente non credo: mi è sembrato il classico B – movie che tenta di rendersi interessante con un nome di richiamo nel cast (peraltro in questo caso è un nome farlocco, perché c’è uno Schwarzenegger ma è quello sbagliato).
    Altra nota off topic: complimenti per la campagna acquisti del tuo Milan. Era lampante che vi servisse un rinforzo per reparto, ma il rifiuto di sganciare il grano da parte di Gazidis sembrava aver condannato Maldini a poter comprare un solo giocatore; invece il vostro ds ha fatto uno sforzo di creatività, e ha trovato il modo di comprarne addirittura 3 senza spendere neanche un euro. Certo, su ognuno dei 3 si può questionare (Tomori faceva tribuna nel Chelsea e non conosce il campionato, Meité è un giocatore da salvezza e Mandzukic è un ex calciatore), ma resta il fatto che Maldini non si è arreso alla mancanza di soldi e ha trovato un modo per rinforzare comunque ogni reparto della vostra rosa: per questo a mio giudizio merita solo applausi.
    Il mio ds invece meriterebbe un bello schiaffone, perché ha pensato bene di risolvere i nostri problemi in attacco comprando un centravanti russo (Kokorin). L’acquisto è sbagliato a prescindere, perché a Gennaio servono giocatori “pronti”, non delle incognite totali che hanno bisogno di un lungo periodo di ambientamento. In più aggiungiamoci che questo Kokorin è anche una testa calda (qui puoi leggere tutte le sue prodezze, tra cui un anno di galera: https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/talento-e-pistole-gol-e-carcere-chi-e-kokorin-il-i-bad-boy-i-vicino-alla-fiorentina-1485056), e questo rende ancora più assurda la decisione di puntare su di lui.
    A questo punto l’unica speranza è che le squadre sotto di noi continuino a fare schifo. A questo proposito, ti dirò che mentre scrivo questo commento ogni tanto butto un occhio alla partita del Torino: ritengo vergognoso che dobbiamo sperare in un regalino del Benevento per salvarci (casomai dovrebbe avvenire il contrario), ma intanto Super Pippa Inzaghi ci sta facendo il favore di battere i granata, e per noi è grasso che cola.
    P.S.: Complimenti per la tua perfetta imitazione del dialetto toscano nelle battute di Galileo! 🙂

    1. Doverosa precisazione su “taglio britannico” di Bosch: con quella frase ho sintetizzato (forse troppo) una osservazione fatta eoni fa insieme a Kasa, col quale rilevavamo che la serie tv tratta dalla serie di romanzi di Connelly fosse dal taglio molto simile a LUTHER, stupenda serie TV della BBC con Idris Elba protagonista. Le similarità sono notevoli, soprattutto perchè in entrambe le narrazioni non è mai centrale il twist con cui il protagonista svela il mistero, bensì la tecnica investigativa vera e propria, fatta anche di passaggi noiosi.
      Ti assicuro che la trasposizione di Bosch non perde niente della carica adrenalinica dei romanzi ed è una trasposizione tutto sommato fedele, fatti salvi i necessari aggiustamenti cronologici (i romanzi su Bosch partano dai primi anni 90 e lui infatti è un reduce del Vietnan, mentre la serie tv è ambientata ai giorni nostri e lui è un reduce della guerra nel Golfo).
      Nella serie inoltre viene mostrato il grande sodalizio con il suo partner, Jerry Edgar. Li unisce qualcosa di profondo, più tendente alla fiducia cieca che all’affetto. Non ho letto moltissimi libri di Bosch, quindi non so se questa sia una parte inventata oppure no.

      Chiudo con due note sul calcio:
      MILAN: il mercato è stato eccellente, considerato che non avevamo fondi disponibili. Mandzukic porta esperienza, Meitè è un onesto tappabuchi a centrocampo (di sicuro non è più scarso di Krunic) mentre da Tomori mi aspetto sorprese: in fondo anche Theo era panchinaro al Real Madrid…
      FIORENTINA: non sapevo la storia tormentata del vostro nuovo attaccante russo. Mi dà l’idea di essere il classico genio e sregolatezza: speriamo che in viola sia più il primo che il secondo. Di sicuro avrebbe fornito materiale a pacchi per MAI DIRE GOL 😀

      1. Nei libri Bosch e Jerry Edgar hanno un rapporto completamente diverso, per un motivo molto semplice: Bosch vive il suo mestiere come una vera e propria missione, e quindi non sopporta il fatto che Jerry Edgar si impegni il minimo indispensabile. Non a caso, quando il suo partner passa a lavorare nella vigilanza privata, Bosch accoglie la notizia con grande sollievo.
        Anche con un altro partner Bosch ha avuto lo stesso problema, ma in quel caso lo giudicava in maniera meno severa, perché il partner in questione aveva 2 figli piccoli, e quindi era comprensibile che non vivesse il lavoro in maniera totalizzante e ossessiva come Bosch.
        Riguardo alla mia Fiorentina, mancano ancora 12 ore alla partita, eppure già adesso mi scorre nelle vene un’adrenalina pazzesca per lo spareggio – salvezza di stasera con il Crotone. Non solo perché qualsiasi risultato diverso dalla vittoria sarebbe una sciagura per la classifica, ma anche perché dopo il 6 – 0 subito dal Napoli si parla di un imminente esonero di Prandelli, e dato che non sono circolati nomi di possibili sostituti ho una paura folle che venga richiamato Iachini: allora sì che sarebbe B sicura! 🙂

        1. La scelta narrativa dietro il cambiamento della natura del personaggio di Jerry Edgar è ovvia: in ogni poliziesco che si rispetti, il protagonista deve avere una spalla fidata. Da Sherlock Holmes con Watson in poi è sempre stato così. Ammetto che la cosa a me non dispiace: il rapporto tra i due detective è ben sviluppato e ogni tanto danno anche vita a qualche gag divertente (sempre sorrisi accennati, ovviamente, perchè Bosch è uno molto serioso…).
          Nella serie è molto bello anche il rapporto con la figlia. Ha alti e bassi poi, dopo la morte della ex moglie, riesce infine a decollare.
          Inoltre, forse non era mai capitato nel discorso, ma ho iniziato ad appassionarmi di musica jazz proprio guardando questa serie: la colonna sonora è quasi esclusivamente composta da musiche di Coltrane (che è anche il nome del cane) e così ho iniziato a farci l’orecchio. Quando poi con il lockdown sono stato costetto a lavorare da casa e cercavao musica strumentale da ascoltare durante il lavoro (se ci sono anche le liriche, poi mi distraggo) è stato inevitabile scovare qualche playlist di musica jazz e devo ammettere che gradisco assai. Coltrane e Rollins sono i miei preferiti.

          Riguardo la tua Fiorentina, ho visto il primo tempo col Napoli. I 4 gol di passivo erano assolutamente immeritati perchè voi avevate avuto le vostre ghiotte occasioni. La differenza l’ha fatta l’attenzione dei difensori: massima quelli del Napoli (come spesso capita alle squadre di Gattuso), praticamente nulla quella dei viola. Purtroppo per voi temo che Prandelli non solo sia una minestra riscaldata, ma che sia proprio cotto come allenatore. Dopo la figuraccia ai mondiali in Brasile ha collezionato solo figuracce ancora peggiori in tutte le squadre dove è stato:
          GALATASARAY: si dimise su richiesta dei tifosi inferociti, dopo che aveva perso 8 partite su 16
          VALENCIA: si dimise dopo 3 mesi appena, con la squadra diciassettesima e riuscendo a partere anche qui il 50% delle partite (4 sconfitte in 8 partite).
          AL NASR: è riuscito a farsi esonerare anche da un club degli emirati…
          GENOA: si salvò all’ultima giornata per la miglior classifica avulsa
          Insomma, mi sembra evidente che abbia imbroccato da tempo il viale del tramonto. Mi auguro per voi che abbia un moto d’orgoglio e sappia trovare qualche coniglio del cilindro. Tuttavia, pur comprendendo benissimo la tua ansia di tifosi, voglio anche invitarti a mantenere la calma, perchè la salvezza è un traguardo ampiamente alla vostra portata. Siete 14°, a pari punti con lo Spezia e avete collezionato 18 punti, il che significa che viaggiate con la media di 1 punto a partita. Se la menteneste chiudereste a 38 punti, bottino che nelle ultime stagioni ha sempre garantito la salvezza.

          1. Hai ragione, con il Napoli la nostra difesa è stata impresentabile. Lo si vede in particolare sul secondo gol: i nostri avversari si sono riversati tutti in attacco come una marea, e nessuno (dico nessuno) dei nostri difensori ha fatto il minimo tentativo di contrastarli. E’ soprattutto quest’arrendevolezza e mancanza di grinta a preoccuparmi, oltre al fatto che facciamo una fatica bestiale a metterla dentro.
            Riguardo alla salvezza di Prandelli con il Genoa, me la ricordo benissimo, perché avvenne in un contesto drammatico. All’ultima giornata era in programma uno scontro diretto tra loro e la mia Fiorentina: se l’Empoli avesse perso a San Siro con l’Inter il pareggio sarebbe bastato ad entrambe, ma in quel periodo l’Empoli era in forma strepitosa, e quindi non era affatto scontato che l’Inter sarebbe riuscito a batterlo. Alla fine si è messo tutto per il verso giusto, ma è stata una delle partite più tese che io abbia mai vissuto da tifoso della Fiorentina. In compenso il finale fu davvero lietissimo per me, perché oltre alla Viola si salvò anche il Genoa, una squadra che ho nel cuore perché è tifata da una mia carissima amica (Valeria). Se anche quest’anno Fiorentina e Genoa si salvassero entrambe, sarei davvero felicissimo. Se poi oltre a questa doppia salvezza ci fosse anche un mancato scudetto della Juve, allora mi ubriacherei proprio! 🙂

          2. La giornata di ieri ci ha visto provare emozioni molto diverse.
            La tua Fiorentina ha colto tre punti preziosi sia perchè rende più tranquilla la vostra classifica, sia perchè certificano un fatto non scontato, ossia che la squadra segue l’allenatore. Ieri sarebbe bastato poco per far fuori Prandelli, ma i giocatori hanno disputato la gara col coltello tra i denti centrando la vittoria.
            Il mio Milan, ahimè, ha giocato la peggior partita degli ultimi 10 mesi. Di contro, l’Atalanta ha giocato la sua migliore partita della stagione: non so com’è, ma gli capita sempre contro di noi, da anni. Tra l’altro trovo Gasperini di una antipatia rara, secondo solo a Conte nella mia personale hit parade degli allenatori più antipatici. Mi sforzo però di vedere il bicchiero mezzo pieno, cercando di individuare le note positive:
            1) in virtù del pareggio dell’Inter, abbiamo comunque vinto il girone d’andata. Non conta niente, ma significa molto
            2) con gli acquisti delle ultime settimane, abbiamo qualche alternativa in più in panchina
            3) voglio sperare che il calo atletico (evidente) di queste ultime settimane, quando paradossalmente abbiamo avuto un calendario meno fitto e più tempo per riposare, sia dovuto al fatto che la squadra abbia fatto il famigerato “richiamo della preparazione”, per essere quindi in forma da febbraio in poi, quando ricomincerà la coppa uefa e, soprattutto, avremo il derby di ritorno, snodo cruciale per il nostro torneo.

          3. A mio giudizio il calo atletico del Milan è dovuto soprattutto al fatto che nelle ultime settimane Pioli non ha potuto fare neanche un briciolo di turnover. Adesso che invece i ricambi ci sono in ogni reparto, la situazione dovrebbe migliorare.
            Riguardo alla mia Fiorentina, ho capito che avremmo vinto appena ho visto le formazioni ufficiali. Il divario era davvero troppo netto, noi eravamo letteralmente di un’altra categoria. Poi certo, le partite vanno vinte sul campo, ma bastava confrontare i nomi per capire che poteva finire in un solo modo.
            Della partita di ieri mi è rimasto impresso soprattutto il gol di Bonaventura. Prima ha fatto uno stop perfetto, poi un pallonetto delizioso a scavalcare il portiere: per noi tifosi viola è raro vedere dei giocatori che eseguono dei gesti tecnici così perfetti, quindi se già prima lo apprezzavo adesso lo adoro proprio.
            Perché ti sta sul culo Gasperini?

          4. Gasperini è gobbo dentro (ha lavorato per molti anni nella juve di Moggi come allenatore della primavera) e purtroppo quello è un marchio indelebile.
            Poi non sopporto la sua falsa modestia, vizio in cui rivaleggia con Spalletti, che però almeno ha la parlantina toscana che lo aiuta.
            Infine sostengo da anni che questa Atalanta andrebbe studiata, ma non nel senso buono. Casualmente ha lo stesso preparatore della Juve ai tempi di Agricola e, sempre casualmente, i giocatori bergamaschi corrono sistematicamente il triplo degli altri. La cosa più assurda, poi, è che finchè giocano lì son tutti campioni, quando poi vengono ceduti si rivelano quasi sempre delle pippe o comunque non mantengono le aspettative. Noi abbiamo avuto molti esempi da questo punto di vista: Conti, Caldara e lo stesso Kessiè (che ha impiegato 3 anni per fare il salto di qualità e comunque ancora non ha dimostrato niente di definitivo, per me). Ma poi ce ne sono molti altri: Mancini e Spinazzola alla Roma, Gagliardini all’Inter.
            Prendi poi ad esempio i loro 3 giocatori più rappresentativi: Zapata ha fatto più gol negli ultimi 2 anni che in tutta la carriera, Ilicic ha sempre giocato da fermo ora va come un treno per 90 minuti, il Papu Gomez non ne parliamo.
            Boh,io qualche sospetto ce l’ho e da molto tempo.

          5. A mio giudizio non è un caso se Kessié ha fatto il salto di qualità quando avete cominciato a giocare a porte chiuse. Si tratta di un giocatore mentalmente fragile, e quindi quando il pubblico di San Siro lo fischiava non ne imbroccava una, quando invece ha potuto giocare nel silenzio allora è tornato quello di Bergamo. Ma se non sai fregartene dei fischi allora non puoi giocare in una grande squadra, perché i tifosi delle big ti fischiano pure se ti metti male la pettorina per il riscaldamento pre – partita.
            Riguardo allo strapotere fisico dell’Atalanta, non sei il primo a confidarmi dei sospetti di questo tipo, ma tendenzialmente sono un garantista, e quindi finché non saltano fuori delle prove concrete preferisco non esprimermi.
            Riguardo a Conti, ero terrorizzato all’idea che venisse a giocare nella Fiorentina, perché nonostante la giovane età lo ritengo un giocatore fisicamente e mentalmente finito. Per fortuna ha preferito andare al Parma: se ci facesse il favore di farlo retrocedere a suon di cappellate, allora la goduria sarebbe doppia! 🙂

          6. Il problema di Kessiè era lo stesso di molti altri giocatori e sicuramente i primi mesi questo fattore è stato determinante per acquisire sicurezza. Mi auguro che tutto ciò che di buono fatto dopo il lockdown abbia cementato così bene le sicurezze dei rossoneri da poter continuare a fornire prestazioni eccellenti anche quando gli stadi riapriranno.
            Qui non è tanto una questione di garantismo quando di risposte diverse alla stesse domande: com’è possibile che corrano così tanto? com’è possibile che giocano bene solo lì mentre prima e dopo non si esprimono più a quei livelli di eccellenza? O si pensa che la realtà provinciale e senza pressioni di Bergamo unita all’impianto di gioco esalti tutti i giocatori che passano di lì, oppure si pensa che ci sia qualche “aiutino”, tertium non datur. O meglio, si, ce n’è una terza di possibilità ed è quella a cui credo io: che i due fattori messi insieme siano la risposta alla domande di cui sopra.

            Comunque fai bene a esultare per Conti, l’avete scampata. Intendiamoci: il ragazzo è serio, il giocatore valido. Il problema è che si rompe con una facilità disarmante e quindi è un calciatore inaffidabile come pochi.

          7. Cambio totalmente argomento per dirti che stasera ho seguito un tuo vecchissimo consiglio cinematografico (pensa che avevo messo questo film in watchlist OTTO ANNI FA, dopo che ne avevi parlato benissimo in questo post: https://lapinsu.wordpress.com/2013/04/18/oblivion/). Il film in questione è L’ultimo samurai.
            Ebbene, come spesso succede mi sono dato dello stupido per aver aspettato tanto a seguire il tuo consiglio, perché come hai scritto tu in quel vecchio post L’ultimo samurai è davvero un film straordinario. C’è tutto ciò che spero di trovare in un film: bellezza estetica ai massimi livelli, atmosfera epica, ritmo trascinante dal primo all’ultimo minuto. Siamo solo a Gennaio, ma sono convinto al 100% che finirà nella mia Top 10 di fine anno. E ancora una volta è tutto merito tuo.

          8. Caro Wayne mi fa proprio piacere che abbia gradito questo film.
            Non che ne avessi dubbi: da un lato è un film bello punto e basta (e le ragioni le hai enumerate perfettamente nel tuo commento), mentre dall’altro è un film ricco di buoni sentimenti nel quale il personaggio del protagonista (Cruise) evolve sempre in meglio (da soldato ubriacone a eroe). Dal momento che ho imparato a conoscere (e apprezzare) la tua predilezione per i film che mostrano personaggi coì validi che riesconoa riscattarsi, ecco spiegato perchè ero certo che ti sarebbe piaciuto.
            Per altro quegli anni sono “l’epoca d’ordo di Cruise, giacchè riuscì a inanellare in poco tempo alcuni film uno più bello dell’altro:
            Minority Report, regia di Steven Spielberg (2002)
            L’ultimo samurai (The Last Samurai), regia di Edward Zwick (2003)
            Collateral, regia di Michael Mann (2004)
            La guerra dei mondi (War of the Worlds), regia di Steven Spielberg (2005)

            Generi molti diversi: fantascienza il primo, dramma il secondo, thriller il terzo e azione l’ultimo eppure il buon Tom spicca sempre per bravura. In Collateral tra l’altro si cimentò per la prima volta nel ruolo del “villain” e lo fece egregiamente. Fu in quel periodo che iniziai ad apprezzarlo come attore e da lì è diventato uno dei miei preferiti.
            Hai visto questi altri film che ti ho indicato? In caso contario, recuperali perchè valgono veramente la pena di essere visti.

          9. Di tutti i film che hai elencato ho visto solo Collateral, e me lo ricordo pochissimo. Va detto però che l’ho visto moltissimi anni fa (addirittura prima che cominciassi a tenere una lista dei film visti, e ho cominciato a farlo nel 2009).
            Noto con piacere dal tuo profilo imdb che anche tu hai apprezzato l’ottimo Varsity Blues. Di quel film ho adorato in particolare l’equilibrio che riesce a mantenere tra le vicende sportive e quelle sentimentali del protagonista, e più in generale il buon cuore dimostrato da questo personaggio: ad esempio, la scena in cui gli si presenta davanti la ragazza con la panna sulle tette e lui rinuncia ad andarci a letto per non tradire il suo amico (peraltro non era neanche un amico stretto) mi ha folgorato. Come forse ricorderai un mio alunno si è trovato in una situazione simile, e anche lui ebbe la forza di rifiutare: forse è per questo che la scena mi è rimasta così impressa.

          10. Il film è stato un tuffo nel passato… gli anni 90 sono quelli della mia adolescienza e vedere quelle scene e sentire quelle canzoni mi ha dato un effetto amarcord clamoroso.
            Anche gli attori son tutti quelli della mia adolescienza: Van Der Beek che era il protagonista di Dawson Creek (col senno di poi una serie tv che ha lanciato fior di attori, a parte Van Der Beek beninteso), Paul Walker (che di lì a poco sarebbe diventato una star con Fast and Furious), le belle Amy Smart e Ali Larter che ricordo in decine di film per adolescienti di quel periodo (da Butterfly Effect a Final Destination). Insomma, come avrai capito mi ha fatto molto piacere vedere questo film, è stato un po’ come rincontrare vecchi amici dopo molti anni.
            Ah, e come dimenticare un gigantesco John Voight nei panni dell’allenatore stronzo?

            La scena che hai menzionatu è deliziosa e francamente, per come si era mostrato fino a quel punto, mi sarei stupito se il protagonista si sarebbe comportato diversamente!!! Il motivo è semplice: ho sempre provato repulsione profonda nei confronti degli uomini che non sanno trattenere i propri appetiti sessuali quando questo comporterebbe il tradimento di un amico o di un partner.

          11. Hai detto bene: il cast di Varsity Blues è un vero e proprio All Stars Team, e include tutti gli attori che hanno furoreggiato nei film e nelle serie tv per adolescenti degli anni 90. E infatti l’ho visto solo perché il protagonista era James Van der Beek, che in Dawson’s Creek interpretava un personaggio praticamente identico.
            Varsity Blues ritrae con grande efficacia non soltanto le dinamiche del mondo giovanile, ma anche quelle del mondo sportivo. Ad esempio, è profondamente vero che attorno agli sportivi gravita un gran numero di donnine che gliela mettono in mano spudoratamente, un po’ perché si sentono gratificate all’idea di stare insieme ad un campione, un po’ perché sperano che in futuro quel campione possa diventare un Bancomat umano al quale attingere ogni volta che vogliono darsi allo shopping selvaggio. Il puttanone che si spalma la panna sulle tette incarna perfettamente questo tipo di profittatrice: infatti finché il suo ragazzo è la stella della squadra gli resta accanto, poi quando i riflettori si spostano su un suo compagno di squadra lei si precipita a salire sul carro del nuovo vincitore, senza farsi nessuno scrupolo. Per fortuna però gli scrupoli se li è fatti lui, e le ha dato un bel 2 di picche: quando è andato via da casa sua senza neanche toccarla ho esultato come a un gol della Fiorentina! 🙂

          12. Che attorno agli sportivi famosi girino sempre tante ragazze è un dato di fatto.

            Ricordo che un mio compagno delle medie giocò un anno proprio con la primavera della tua Fiorentina (parliamo di oltre 20 anni fa) e una volta mi raccontò l’enorme differenza tra quando usciva in borghese e quando usciva con la tuta della squadra. Nel secondo caso, doveva proprio allontanare le ragazze (lui era anche un bel tipo, il che semplificava il fenomeno…)

            Nel caso specifico del film, tra l’altro, il personaggio interpretato da Ali Larter supera ogni limite di sfacciataggine: mentre il suo ragazzo è ancora sotto i ferri, già ci prova con il nuovo campione emergente, tanto da spogliarsi nella sua macchina…

            Anche io ho esultato quando Van Der Beek gli ha dato picche: per una volta è stato sfatato un altro tipico luogo comune, ovvero che i maschi ragionano con l’uccello (il che è vero di solito, ma non sempre)

      2. A mio giudizio ragionare con l’uccello non è sbagliato in sé per sé, ma può diventarlo a seconda delle situazioni.
        Ad esempio, ammetto che quando ho deciso di mettermi con la mia ultima fidanzata l’ho fatto soprattutto per motivi ormonali, ma eravamo entrambi single, e quindi non abbiamo fatto male a nessuno.
        Quando invece uno dei 2 è impegnato, a quel punto i principi morali dovrebbero prevalere sull’attrazione sessuale, e indurti a rinunciare alla relazione prima ancora di cominciarla. A maggior ragione se l’altra persona è impegnata con un tuo amico, perché questo renderebbe la tresca doppiamente sbagliata. Ma come dicevo nel commento precedente, è una questione di scrupoli: alcuni ce li hanno e non si ficcano in questi intrallazzi, altri se ne fregano e in queste situazioni ci si buttano a capofitto. Io ringrazio Iddio di far parte della prima categoria: non solo perché mi aiuta a mantenere la coscienza pulita, ma anche perché probabilmente mi sono risparmiato un sacco di guai.

  3. Complimenti come sempre per il racconto introduttivo: tu e Kasabake siete i migliori. Detto questo concordo su The Stranger e Bosch, così come su La Regina degli scacchi, anche se ritengo che il suo successo mediatico sia dovuto dal fatto che lei è proprio una gran figa: ha fregato anche me…

    1. caro barman, quanto hai ragione… d’altronde il vecchio detto “tira più un pelo…“. Figurati che io ne faccio motivo di vanto: ne feci pure una classifica dove inserii tutti i film che ho visto solo perchè mi tirava l’attrice protagonista (grossomodo il 50% di quelli che vedo:D 😀 ).
      Anya Taylor Joy è proprio bella, di una bellezza inconvenzionale, con quegli occhioni la vedrei bene in un film di Tim Burton, e mi stupì molto quando lessi una sua intervista che la sua carriera di attrice non era mai decollata perchè non lei non sarebbe abbastanza bella. Le cose son due: o non sa valutare il proprio aspetto esteriore o non sa valutare le proprie capacità artistiche.

      The Stranger è una serie tv particolare nonostante sia un classico thriller di stampo praticamente poliziesco. Figurati che la scoprii soltanto leggende un tweet di Stephen King (il quale la incensava) e quando poi ho visto che la Kamen era una dei protagonisti, sono subito andato di play!!!!!

      Infine mi fapiacere che anche questa volta tu abbia gradito l’intro!! La prossima settimana si chiuderà il cerchio con l’ultimo post!!!!!

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