Un Eroe di Provincia (guest post)

Forse mosso a pietà dalla parsimonia (eufemismo) con cui ultimamente pubblico nuovi articoli sul blog, il mio amico wayne mi ha fatto dono di questo post che sono lieto di condividere con i miei sparuti lettori.
Tra l’altro ho sempre creduto che le coincidenze nascondano sempre un po’ di magia e mentre leggevo la bozza inviatami dal mio amico un sorriso compiaciuto è affiorato alle mie labbra perchè, senza nemmeno saperlo, aveva deciso di celebrare le gesta di un mio conterraneo, Federico Melchiorri. Se chiedete di lui qui in città nessuno, come prima risposta, vi dirà che è un calciatore professionista. No. Tutti diranno che è “Un bravo ragazzo”. Ed è forse per questo che è diventato un perfetto eroe di provincia!


5 anni fa guardai una partita tra Inter e Cagliari. Voi direte: avrà vinto l’Inter. No, vinse il Cagliari. In parte perché l’Inter era in piena crisi post – Mourinho (in quella partita giocò titolare Joao Mario, e questo la dice lunga su come stavano messi), in parte perché quel giorno i sardi potevano contare su una vera e propria ira di Dio: Federico Melchiorri.
Non avevo mai visto giocare quest’attaccante (in verità non l’avevo mai sentito neanche nominare), ma mi bastarono quei 90 minuti per capire che si trattava di un campione assoluto. Il Cagliari vinse 2 – 1, ed entrambi i gol furono merito suo. Il primo lo realizzò personalmente, e fu un vero tocco di classe: agganciò col tacco un pallone volante, se lo sistemò sul piede migliore e lo spinse in rete. Il secondo invece fu un capolavoro di astuzia: buttò il pallone addosso al portiere, nella consapevolezza che gli sarebbe rimbalzato sulla pancia e poi sarebbe finito in porta. Andò esattamente così, e grazie a queste 2 invenzioni di Melchiorri il Cagliari ottenne una vittoria sulla quale non avrebbe scommesso neanche il più ottimista dei tifosi sardi.
Dopo aver visto quella partita mi informai sulla storia di questo giocatore, e mi resi conto che era una vera e propria favola. Aveva esordito in serie A giovanissimo, ma 3 anni dopo gli fu diagnosticato un cavernoma: in pratica i vasi sanguigni del suo cranio si erano attorcigliati tra loro, mettendo a rischio non solo la sua carriera, ma la sua stessa vita. Alla fine riuscì a sopravvivere, ma nel frattempo il suo contratto era scaduto, e dopo 7 mesi di inattività nessuna squadra professionistica era disposta a scommettere su di lui.
A quel punto Melchiorri fu costretto a ripartire addirittura dai dilettanti. Comunque era ancora giovane e ancora fortissimo, quindi dopo aver toccato il fondo cominciò a risalire un gradino alla volta, dall’Eccellenza alla D, dalla D alla B. Peraltro, in serie B non l’aveva ingaggiato una squadretta qualsiasi: era stato acquistato dal Cagliari, che in cadetteria ci era finito per caso e si apprestava a fare il suo ritorno trionfale in serie A. Insomma, la scalata di Melchiorri era quasi completata, doveva fare solo l’ultimo gradino.
Tuttavia, proprio a un passo dal traguardo la sfortuna tornò a perseguitarlo: un mese prima che finisse la stagione Melchiorri si ruppe il crociato (forse l’infortunio più grave che possa capitare ad un calciatore), e quindi era probabile che non riuscisse a giocare quella serie A che si era conquistato sul campo. Anche perché nell’Estate successiva il Cagliari lo sostituì con Borriello, un giocatore con il quale obiettivamente non avrebbe potuto competere neanche da sano.
Ma Melchiorri superò anche quest’ostacolo. Tornò a calcare un campo di serie A dopo 10 anni, 2 gravi infortuni e un’ascesa irresistibile dai dilettanti ai massimi livelli. E in quel pomeriggio a San Siro dimostrò che in serie A poteva starci benissimo, non era venuto lì solo per fare la controfigura di Borriello.
Il guaio è che Melchiorri era voluto tornare in campo troppo presto. Il suo ginocchio non era ancora pronto, e così dopo sole 10 partite il crociato si ruppe di nuovo. Chi mastica un po’ di calcio sa che per un giocatore è difficile tornare ai suoi livelli anche dopo una sola rottura del crociato, figuriamoci 2 ed entrambe allo stesso ginocchio.
Ma Melchiorri non è mai stato un giocatore qualunque, e quindi riuscì a rialzarsi ancora una volta. Ok, dovette ripartire dalla serie B, ma in passato aveva giocato anche nei dilettanti, quindi figuriamoci se sarebbe stato un problema per lui. E poi giocava in serie B per modo di dire, perché ancora una volta era stato ingaggiato da una delle squadre più prestigiose della categoria (il Perugia).
Il guaio è che l’allenatore del Perugia era Massimo Oddo, un autentico collezionista di esoneri, figuracce e record di sconfitte consecutive. Con Melchiorri si comportò malissimo: anziché criticarlo in privato, buttò fango su di lui davanti ai giornalisti, dicendo che “Con il Pisa ha giocato 30 minuti ed era stravolto come se ne avesse giocati 250”. Non avendo la fiducia del suo allenatore Melchiorri giocò una brutta stagione, e anche il Perugia fece la fine che fanno abitualmente le squadre di Massimo Oddo: retrocesse.
Adesso Melchiorri gioca ancora nel Perugia. La sua squadra ha appena ottenuto la promozione in serie B, e ovviamente il suo contributo è stato determinante. Il suo contratto scade nel 2022, quindi il prossim’anno lo aspetta un’altra stagione di battaglie continue sui campi della serie cadetta. Ma per lui non sarà un problema: un calciatore che ha superato un cavernoma, 2 crociati rotti, una caduta nei dilettanti e una stagione con Massimo Oddo non si farà certo scomporre da una partita di serie B. Io gli faccio un grandissimo in bocca al lupo, e anche tanti complimenti per una carriera piena di aneddoti da ricordare. Io di sicuro li ricorderò per sempre.

16 pensieri su “Un Eroe di Provincia (guest post)

  1. Non mi interesso per niente di calcio e soprattutto non conoscevo la sua storia, ma dopo questo tuo articolo che elogia questo calciatore non solo come atleta ma soprattutto come uomo sono andato anch’io a informarmi di più su di lui. Hai fatto un lavoro veramente eccellente e capisco assolutamente la tua ammirazione nei suoi confronti.

    1. Le belle parole che hai speso per me mi lusingano profondamente, anche perché vengono da un blogger che stimo moltissimo a mia volta.
      Riguardo a Melchiorri, hai usato proprio la parola giusta: lo ammiro sotto tutti i punti di vista. Ho cominciato a scrivere questo post quando è diventato chiaro che il suo Perugia sarebbe arrivato come minimo ai play – off: allora era impossibile prevedere che avrebbe addirittura vinto il campionato, ma grazie a un filotto di 5 vittorie consecutive questo traguardo è diventato realtà. In 2 di quelle 5 partite Melchiorri indossava la fascia di capitano: del resto, uno con la sua tenacia era perfetto per guidare il gruppo verso l’obiettivo. Grazie mille per i complimenti e per il commento! 🙂

  2. Davvero un bel post, la professione penso che sia irrilevante, avrebbe agito nello stesso modo qualsiasi lavoro avesse fatto, l’ammirazione è per la persone! Buon pomeriggio.

    1. Hai centrato il punto: con questo post intendevo esaltare non il calciatore, ma l’uomo Federico Melchiorri. La determinazione con cui si è rialzato dopo ogni batosta che la vita gli ha inflitto è davvero commovente, ed è stata di esempio per me ogni volta che mi sono avvilito per problemi infinitamente più piccoli di quelli che ha affrontato lui. Grazie per il commento, e buon pomeriggio anche a te! 🙂

  3. Ricordo benissimo quella partita, di cui vidi solo gli highlights ma mi bastarono per ammirare Melchiorri e farmi venire la curiosità di informarmi sulla sua carriera tribolata. Non conoscevo però il seguito, e sono doppiamente lieto che Wwayne abbia voluto raccontarlo e girarlo a te affinché lo postassi sul tuo blog. Perché è un bellissimo pezzo, e perché mi ha dato così lo spunto per passare a salutarti sotto un post che (come direbbe il maestro Ortolani) profuma ancora di tappetini nuovi 😀
    Curiosa coincidenza, poi, che questo articolo rechi la data di pubblicazione di ieri, cioè del 4 maggio, parlando fra le altre cose dell’Inter scassata del post-Mourinho proprio nel giorno in cui, con grande sorpresa non solo mia ma del mondo calcistico intero, il nostro semi-nuovo presidente texano che per hobby colleziona e pilota aerei della Seconda Guerra Mondiale (compreso lo Spitfire che compare nel finale di Dunkirk, è lui a pilotare nei campi lunghi, almeno così raccontano le cronache) spiazza tutti annunciando proprio lo Special Once Upon a Time come nostro tecnico per le prossime tre stagioni.
    Confesso che il personaggio pur odioso un po’ mi intriga, immaginandolo calato nell’ambiente romano. Però nutro qualche perplessità per la scelta. Più di qualcuna in verità.
    Consoliamoci con la bella favola di Melchiorri, che riconcilia con le cose belle del calcio.
    Buona serata, e a presto!

    1. A mio giudizio proprio l’ambiente romano rischia di essere un grande ostacolo per Mourinho. Quest’uomo ha addosso un nervosismo disumano anche quando lavora in un contesto normale, quindi in una piazza caldissima come quella romana rischia seriamente di andare fuori di testa.
      Disapprovo anche la scelta di fargli un contratto triennale, perché è un tecnico che notoriamente “spreme” moltissimo i suoi giocatori, quindi di norma le sue squadre dopo il secondo anno hanno già finito la benzina. Ma forse Mourinho non avrebbe accettato un contratto più corto.
      Poi c’è il problema che hai detto tu: il vostro nuovo allenatore è diventato Special Once Upon a Time, perché ha intrapreso da un bel pezzo una precocissima parabola discendente. Forse a furia di spremere i suoi giocatori ha spremuto anche se stesso.
      Detto questo, sono vent’anni esatti che lo scudetto non va ad una squadra diversa da Juve, Milan e Inter, quindi non mi dispiacerebbe affatto se Mourinho riuscisse a spezzare la monotonia portandovi al primo posto. Per questo motivo, faccio un grandissimo in bocca al lupo anche a voi. Grazie a te per i complimenti e per il commento, e buona serata anche a te! 🙂

  4. Hai detto bene, sono 20 anni da che lo vincemmo noi. Mamma mia, una vita fa! Ho ricordi ancora vivissimi di quel giorno in particolare, vissuto incredibilmente allo stadio da abbonato, eppure da allora è trascorsa quasi metà della mia vita. Spero che si rivinca qualcosa prima che passi ancora troppo tempo, ma nutro qualche dubbio che sarà Mourinho a portarci di nuovo lassù, anche se ovviamente me lo auguro. Vent’anni fa al timone c’era un mastino come Capello, l’uomo giusto al posto giusto già dal ’99, però al secondo anno gli comprarono Bati, Samuel, Emerson e a gennaio Nakata. La vedo difficile replicare un mercato di quella portata. Tutta questa euforia che colgo da ieri pomeriggio nell’ambiente giallorosso mi sembra un po’ eccessivo. Ma aspettiamo e vediamo, sarò lieto se il tempo mi dimostrerà di aver assistito a questa specie di avvento con atteggiamento troppo prudente e controllato 🙂
    Grazie a te, e a presto!

    P.S. Ti saluta la mia compagna, che sta tollerando che me ne stia a letto col PC sulle ginocchia solo perché le ho fatto vedere che sto rispondendo a te 😀
    Sta cercando di corrompermi perché chiuda WordPress e le faccia vedere un’altra puntata di The Mandalorian, o in alternativa che apra Amazon per prenderle un peluche di Grogu. Ho creato un mostro XD

    1. Accontentala, in fondo le sue richieste sono più che ragionevoli! 🙂 Comunque hai ragione, se non fai parte del trittico Juve – Milan – Inter dei giocatori come quelli che hai nominato sono davvero difficili da prendere (figuriamoci tutti insieme poi). E’ per questo che da mesi prego affinché Ribery rinnovi il contratto con noi: perché so che la Fiorentina non riuscirebbe mai a trovare un sostituto altrettanto forte, quindi se lui se ne andasse torneremmo ai tempi in cui facevamo giocare come trequartista un giocatore normalissimo come Mati Fernandez o mediocre come Saponara. Anche perché quest’ultimo è ancora sotto contratto con noi… tremo al solo pensiero che possa essere lui l’erede di Ribery: allora sì che sarebbe serie B sicura. Incrociamo le dita per i nostri rispettivi calciomercati amico mio! 🙂

      1. Saponara mi pare il classico giocatore di talento medio che eccelle nelle squadre di provincia perché ha giusto quei decimali in più rispetto ai propri compagni. La Viola ha una tradizione di trequartisti di ben altro spessore, da Antognoni, che giocava ancora quando ho iniziato a seguire il calcio, per arrivare a un certo Roby Baggio. Bei tempi. Ma torneranno, lo auguro ad entrambi per le rispettive squadre 🙂
        Quanto alla mia compagna, hai ragione a dire che le sue richieste sono ragionevoli e anche divertenti, ma stasera le tocca guardare la Roma 😀 (cosa che sinceramente pensavo di evitarmi, dopo la scoppola della settimana scorsa, ma ora sono curioso di vedere l’effetto Mourinho sui giocatori).

        1. Io spero che sulla nostra panchina arrivi Juric (stando a quanto dice una televisione locale, Gattuso e De Zerbi avrebbero già risposto picche). Il suo gioco super difensivo non mi entusiasma, ma a Verona ha dimostrato di saper cavare il sangue dalle rape, quindi è esattamente il tipo di allenatore di cui abbiamo bisogno.
          Intendiamoci: non sto dicendo che i miei giocatori sono delle teste di rapa. Al contrario, ritengo che il nostro 11 titolare sia di tutto rispetto. Il guaio è che (tranne Pulgar) non abbiamo una sola riserva degna di questo nome: il sostituto di Biraghi è Barreca, quello di Ribery è Kouamé, quello di Vlahovic è Kokorin. Di conseguenza, se siamo arrivati a un passo dalla salvezza è solo perché fortunatamente nessun titolare si è rotto durante l’anno: speriamo che la fortuna continui a sostenerci per altri 20 giorni ancora. In bocca al lupo per la partita di stasera! 🙂

          1. Grazie! Sempre viva il lupo 🙂
            La partita tutto sommato è andata meglio del previsto, e si stavano anche per realizzare degli sviluppi clamorosi, ma la dea bendata ci ha detto male e forse è giusto così. Mi accontento di un’uscita di scena più che dignitosa.
            Ecco, Vlahovic ad esempio è uno che mi piace molto, sotto certi aspetti mi ricorda Voeller. Chissà se piace anche a Mourinho, e nel caso se il nostro presidente aviatore sia disposto a mettere sul piatto i 40 milioni che leggo essere la valutazione del ragazzo 🙂

          2. A inizio stagione Vlahovic mi lasciava perplesso, perché era troppo discontinuo: alternava buone partite ad altre in cui era un vero e proprio fantasma. Nel girone di ritorno invece non ha mai giocato male, ma è troppo presto per capire se ha definitivamente superato questo suo difetto o se invece sta solo attraversando un buon periodo di forma.
            Riguardo alla sua valutazione, in situazioni normali un 21enne che ha fatto 19 gol varrebbe molto più di 40 milioni, ma il suo contratto scade nel 2023, e questo ci obbligherà a cederlo ad un prezzo inferiore al suo reale valore. Come hai detto tu, è il caso di approfittarne! 🙂

          3. Caspiterina… adirittura Rudi Voeller… che gran giocatore… posso solo augurare a Vlahovic di essere bravo quanto il baffuto tedescone e di vincere quello che ha vinto lui…
            Ti confesso che a me le sue movenze ricordano molto quelle di Luca Toni (ma qui forse mi condiziona il colore della maglia) o di Casiraghi.
            Pensavo anche che non fosse un gran finalizzatore (un suo errore clamoroso nella partita a San Siro contro l’Inter mi ha portato fuori strada) ma mi piacevolmente ricreduto.
            Nelle ultime settimane è stato accostato a molte squadre e ti confesso che non mi spiacerebbe affatto se arrivasse al Milan: Ibra è un fuoriclasse ma riesce a giocare meno della metà delle partite… Vlaohivic sarebbe perfetto. Molto dipenderà da domenica sera, comunque. Perchè senza Champions mi sa che la riserva di Ibra sarà il rientrante Colombo dal prestito in serie B…

          4. Le movenze del Tedesco Volante erano uniche, un marchio di fabbrica, correva a gomiti alti come a farsi largo e a voler spiccare il volo. Non a caso è il giocatore che ho amato di più prima dell’avvento di Checco da San Giovanni 🙂
            Vlahovic me lo ricorda non per come si muove (e qui sono d’accordo con te, somiglia molto a Luca Toni) ma per il tipo di giocatore che è, prestante e forte fisicamente ma non privo di una propria eleganza, veemente, generoso, determinato a buttarla dentro fosse anche con la punta del naso. Faccia da schiaffi da cadetto di nobiltà e cattiveria da bomber di razza.
            Penso anch’io che sarebbe il sostituto ideale di Ibra, e di sicuro il Milan ha (ora come sempre) molto più appeal della Roma. Però in questi giorni mi permetto di sognare un po’, sia perché sono mesi che si accosta il nome di Vlahovic al mercato giallorosso, sia perché se ingaggi un Mourinho a 7 testoni l’anno più bonus (e si è già ridimensionato, a Londra ne prendeva 16!!) poi gli devi anche acquistare tre o quattro giocatori forti e già pronti, sennò che te lo prendi a fare.

          5. Mi piange il cuore a sentirti rassegnato a una Fiorentina che lotta per salvarsi…
            Sono cresciuto con la Fiorentina di Antognoni, poi Dunga e Batistuta. La Fiorentina di Cecchi Gori che ambiva perfino allo scudetto.
            Questa dimensione minore spiace a me e non oso immaginare quanto possa spiacere ai tifosi viola. Confidavo che Commisso potesse contribuire a rinverdire i fasti di un tempo, ma evidentemente i risultati sportivi sono l’ultimo dei suoi interessi (nessun presidente ambizioso metterebbe mai sotto contratto un totale incapace come Iachini)

          6. I primi atti della presidenza Commisso furono la conferma di Chiesa e l’acquisto di Ribery, e questo lasciava presupporre che l’ambizione ce l’avesse eccome. Tutte le sue mosse successive hanno clamorosamente smentito quest’impressione, e hanno rivelato che in realtà Commisso si accontenta di vivacchiare. In tal caso ha scelto la piazza sbagliata, perché noi tifosi viola abbiamo delle manie di grandezza spropositate, e quindi non possiamo tollerare a lungo di lottare per la salvezza (peraltro non una salvezza tranquilla, ma soffertissima fino alle ultime giornate).
            Riguardo a Vlahovic, anche secondo me il Milan farebbe benissimo a comprarlo, perché è in tutto e per tutto l’alter ego di Ibrahimovic, e infatti ha più volte dichiarato di ispirarsi a lui. Immagino che avrebbe molto piacere a giocare con il suo idolo, quindi se provaste a prenderlo avreste delle ottime chances di riuscita! 🙂

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