Io e Bruce #3: there’s a rocker’s special on tonight

Tracks Il 1998 fu l’anno del mio diploma, fu l’anno in cui mi iscrissi all’università e fu l’anno in cui Bruce pubblicò Tracks, cofanetto di 4 CD contenente 66 canzoni incise durante gli oltre 20 anni di carriera ma mai pubblicate in precedenza perchè non in sintonia con i temi e le sonorità dell’album cui stava lavorando al momento. Ricordo ancora che lo comprai dopo la mia prima lezione universitaria per la modica cifra di ottantamilalire. Mentre lo ascoltavo crebbe in me la convinzione che Springsteen fosse pazzo: tra quelle canzoni, che a tutti gli effetti erano degli scarti belli e buoni, brillavano perle assolute, brani così belli che altri cantanti ci avrebbero costruito una carriera. Lui invece le aveva scartate come bucce di noccioline. IcemanHearts of stoneWhere the bands areLoose-endsTake’em as they comeMy love will not let you downFrankieBack in your arms. Un pazzo totale, da rinchiudere subito.

Venne il 1999 e una fragorosa notizia irruppe nella mia vita:

Bruce Springsteen e la E Street Band sarebbero ritornati insieme per una tournée in tutto il mondo.

Quando appresi la notizia rischiai di svenire. Ma come mi ripresi iniziai la caccia al biglietto.

Negli anni 90 internet era ancora agli albori. Non esisteva Ticketone e quando volevi andare ad un concerto dovevi rivolgerti alle agenzie o ai negozi di dischi specializzati. E trovare i biglietti per un evento epocale come il Reunion Tour era qualcosa ai limiti dell’impossibile. Eppure io non mi arresi e con la testardaggine di un segugio scandagliai tutte le mie conoscenze per riuscire nell’impresa.

Alle 8 di un freddo e piovoso sabato di gennaio tirai giù dal letto il direttore della fanzine cui ero iscritto da 3 anni. Sulla rivista che mi inviava mensilmente c’era un numero di telefono, lo composi e mi rispose proprio lui, un ragazzo dall’accento emiliano che chiaramente aveva dormito fino a cinque secondi prima: “DovepossotrovareibigliettiperilconcertodiSpringsteenildiciassetteaprileaBologna?” gli dissi tutto d’un fiato. Lui balbettò qualcosa circa un negozio di Foligno che di solito era ben fornito di biglietti. “Comesichiama?“. Non lo sapeva. “Qualèilnumero?“. Non lo sapeva. “Occheiciaograziecomunque“. Chiamai il centralino e mi feci dare tutti i numeri di telefono dei negozi di dischi di Foligno. Dopo 3 o 4 tentativi trovai quello giusto. Il tipo, gentilissimo, mi spiegò come funzionava: non sapeva quanti biglietti avrebbe avuto, quindi bisognava mettersi in lista e aspettare il lunedì successivo. Gli lasciai il mio nome e trascorsi uno dei week-end più tormentati della mia vita.

Arrivò il lunedì pomeriggio e chiamai per avere notizie. Faceva sempre occupato. Diamine che nervoso!!!! Infine presi la linea: “CiaosonoPennesi.CisonoibigliettidiSpringsteenperme?“. Silenzio. “Aspetta che controllo“. Silenzio. “Vediamo un po’… Pennesi… Pennesi…“. Faceva un freddo boia… ma io sudavo come un maratoneta… “Eccolo qua. Pennesi. Lo sai che sei il più fortunato di tutti? Ti sei beccato gli ultimi 4 biglietti“.

Ancora non so cosa mi trattenne dal collasso, dall’infarto, dalla morte istantanea. Comunque mi ci volle qualche minuto per metabolizzare a pieno la cosa:

AVREI VISTO UN CONCERTO DI BRUCE SPRINGSTEEN AND THE E STREET BAND!!!!!!!

Nonostante la trepidante ansia, il 17 aprile arrivò in fretta. Era di sabato. La giornata mia e dei due amici che venivano con me iniziò molto presto: alle 7 di mattina prendemmo un pullman destinazione Foligno, dove ci aspettava un nuovo pullman e, soprattutto, gli agognati biglietti. Arrivammo puntuali e partimmo per Bologna in orario nonostante il maltempo. Tuttavia i biglietti non c’erano. “Verranno distribuiti all’arrivo al palasport“, precisò subito l’accompagnatore. Durante il tragitto cazzeggiai con i miei amici per tutto il tempo cercando di nascondere l’emozione.

Biglietto del Reunion Tour
Il biglietto che non ci fu mai dato…

Nel primo pomeriggio arrivammo a destinazione e l’autista ci sbolognò fuori, sotto la pioggia, perchè lui doveva dormire. Poca roba: la mia unica preoccupazione era che i biglietti ancora non si vedevano. “Ci sono problemi, ma li risolviamo subito“, precisò l’accompagnatore. Dopo un po’ si presentò un losco tizio di mezza età, cicciottello, lampadatissimo e coi capelli ossigenati. Disse che era uno dei promoter e in mano teneva un mazzo di biglietti. “E’ fatta“, pensai. Chiamò un po’ di nomi e distribuì i biglietti, ma una decina di persone rimasero senza, tra cui ovviamente io e i miei amici. “Vado a controllare“, disse. Tornò dopo una buona mezz’ora. Nel frattempo continuava a piovere. “Pazientate ancora un po’, ragazzi, tra poco vi porto i biglietti“.  In realtà la pazienza mia e di tutti gli altri sfortunati era già bella che consumata, tuttavia facemmo buon viso a cattiva sorte ed aspettammo. Quando il tizio losco tornò, sfoderò un sorriso da squalo e ci comunicò: “Sembra che la spedizione coi vostri biglietti sia andata perduta“. Panico. Terrore. Istinto omicida. “Ma non temete, ho parlato con l’organizzatore e me ne darà altri, tra poco ve li porto“, concluse e subito si dileguò per evitare brutti confronti. Tornò dopo pochi minuti, aveva qualche altro biglietto e lo distribuì, naturalmente non a me. “E noi?“, gli chiesi sull’incazzato andante. “Porta pazienza, ragazzo, ora vado a controllare. E se nel frattempo vuoi dare un’occhiata a questo volantino, tieni“. Era la pubblicità del pacchetto “pullman + biglietto” per il concerto di Lugano la settimana successiva. Non ci vidi più dalla rabbia.

Non sono un tipo iracondo e non mi piace la violenza. In vita mia non ho mai picchiato nessuno nè ho messo le mani addosso a qualcuno. Tranne che in quell’occasione. I miei amici circondarono il tizio grassottello mentre io lo afferrai per il bavero del giaccone e lo sbattei con violenza contro la ruota del pullman. “Se non ci dai i biglietti entro cinque minuti ti mettiamo a posto della ruota“, gli sibilai in faccia. Si spaventò e il sorrisetto pigliaperculistico con cui ci aveva sempre salutato scomparve dalla sua faccia da cazzo. Si allontanò con passi corti e svelti senza dire una parola. Tornò dopo pochi minuti: “Invece dei biglietti vi ho rimediato questi pass: sono anche meglio perchè potete entrare dagli ingressi per le gradinate“. Distribuì le tre tesserine, noi le infilammo al collo ed andammo a metterci in fila.

Pass concerto Bologna Springsteen
Il sudatissimo pass con cui entrai al concerto di Bologna

Fu un autentico colpo di fortuna: coi nostri biglietti saremmo dovuti entrare dai due ingressi per il parterre (7 e 8) che però erano già pieni di gente in fila, mentre gli altri essendo riservati ai posti numerati erano ancora semi deserti. Entrando da lì potevamo guadagnare un posto migliore. Andammo al più vicino e iniziammo ad aspettare. Dopo qualche minuto un tizio della sicurezza passò dietro il cancello e siccome avevo il sospetto che il tipo grassottello ci avesse rifilato una fregatura, gli mostrai il pass e gli chiesi se era valido per entrare. “Si si, è valido, però non puoi entrare da qui, devi andare all’ingresso 1“. Per cui iniziammo a girare intorno al Palamalaguti di Bologna leggendo i cartelli per trovare il fantomatico ingresso 1.

13… 12 11 10 9 8 e 7 (pieni di gente) 6 5 4 3 2… dai che ci siamo!!!!! 

Niente. Nessun cartello indicava l’ingresso 1.

Ricominciammo il giro daccapo, magari ci era sfuggito.

13 12 11 10 9 8 e 7 (ancora più pieni di prima) 6 5 4 3 2… 

NIENTE.

Fui assalito dal panico, poi ebbi l’ispirazione.

Tra l’ingresso 13 e l’ingresso 2 c’era il retro del palazzetto. L’inferriata era diversa, più alta, e dietro si vedevano decine di TIR e operai affaccendati. Stavano ancora scaricando l’attrezzatura perchè la carovana del tour aveva trovato il traforo del Brennero bloccato per il maltempo. Mi avvicinai alla transenna e mi rivolsi ad un signore della sicurezza: “Mi scusi, che ingresso è questo?“. “Ingresso 1“, rispose. Deglutii a vuoto e gli mostrai il mio pass: “Posso entrare da qui con questo pass?“. Lui si avvicinò, lo guardò meglio, poi mi mostrò il suo, che era perfettamente identico. “Direi proprio di si“, disse con un sorriso. Spiegò che non poteva ancora farci entrare perchè stavano finendo di scaricare e montare il palco e che potevamo andare a ripararci dalla pioggia nel vicino Centro Commerciale. Inoltre, se fossimo tornati lì qualche minuto prima dell’orario di apertura dei cancelli, promise che ci avrebbe fatto entrare in anticipo a patto che non ci fermassimo dietro il palco durante il concerto, perchè il nostro pass non era abilitato a quella posizione e lui avrebbe passato dei guai.

Alle parole “dietro il palco durante il concerto” il mio cervello si annebbiò… tuttavia mi fu subito chiara una cosa: se veramente ci faceva entrare in anticipo, saremmo stati in prima fila. Io e i miei due amici – Mauro e Riccardo – iniziammo ad abbracciarci e saltare come 3 deficienti. L’euforia salì alle stelle e le due ore d’attesa passarono in un battibaleno.

Alle 19.45 ci presentammo all’ingresso 1. Il signore della sicurezza fu di parola e ci fece entrare nel palazzetto 5 minuti prima che fossero aperti i cancelli. Di corsa fiancheggiammo il palco: vidi di sfuggita qualche strumentista ma non riconobbi nessuno della band. Comunque non mi attardai più di tanto, temevo che qualche guardia del corpo mi spedisse fuori a calci nel sedere. Dopo aver scavalcato un paio di barriere ci trovammo nel parterre ancora deserto fatta eccezione per una trentina di privilegiati che già stazionavano sotto il palco. Chissà com’erano entrati? Comunque guadagnammo lo stesso un posto in prima fila, solo leggermente defilato sulla sinistra: davanti a me, a meno di 2 metri, c’era un microfono e subito dietro il sax di Big Man. Lo fissai costantemente fino all’inizio del concerto: i miei occhi erano come incantenati dal luccichio dell’ottone. Vivevo tutto come fossi in un sogno….

A un tratto sentimmo un boato e una fiumana di gente si sparpagliò nel palazzetto: avevano aperto i cancelli. Fummo schiacciati sulle transenne, ma nessuno di noi osava lamentarsi: eravamo così vicini ai nostri sogni da poterli toccare con mano.

Il concerto, puntuale, iniziò alle 21. Prima entrarono alla spicciolata i membri della E Street Band: Little Steven, Nils Lofgren, Danni Federici, Max Weimberg, Gary Tallent, Roy Bittan, Patti Schialfa e Clarence Clemons. Big Man si posizionò esattamente davanti a me: era enorme. Mi fu chiaro da subito il perchè del suo soprannome… Poi entrò Lui, Bruce. Il Boss. Con un gesto della mano salutò il pubblico in visibilio, poi si avvicinò al microfono con in mano la sua fedele Fender e attaccò: “One, Two… One, Two, Three, For…

Le note di “My love will not let you down” mi arrivarono addosso come un pugno sullo stomaco, come un TIR lanciato a tutta velocità. Una violenza tale da stordirmi. Mentre iniziavo a saltare e cantare mi ripetevo “nonpuòesserevero, nonpuòesserevero, nonpuòesserevero…“.

Le prime volte nella vita di un uomo sono poche e si contano sulle dita delle mani: il primo amore, il primo bacio, la prima sbornia, la prima macchina, la prima volta che si fa all’amore, il primo viaggio, il primo lavoro. Sono eventi spartiacque che ti cambiano la vita e la segnano in maniera indelebile creando un PRIMA e un DOPO, dando forma ad un uomo nuovo, non per forza  migliore ma comunque diverso. E nel novero delle mie prime volte c’è anche quel concerto di Bruce Springsteen perchè mentre le note di My love will not let you down tuonavano intorno a me e io, estasiato, assecondavo il loro recondito messaggio di selvaggia vitalità saltando ballando e cantando in preda ad un raptus orgiastico, si faceva strada in me la consapevolezza che quando l’indomani mi sarei specchiato avrei visto un uomo diverso, sicuramente più felice, probabilmente più grande. E così fu.

Big Man e Bruce Springsteen
Bruce e Clarence duettano sul palco

Poi vennero Prove it all nightTwo hearts, DarknessThe river e tante altre. Su 10th avenue freeze-out Bruce presentò la band, lasciando ad ognuno il tempo di un piccolo assolo. Ricordo ancora che Nils si mise a suonare la chitarra coi denti… che mattacchione. E poi c’era lui, Big Man, così imponente e così meraviglioso. Le note che uscivano dal suo sax turbinavano tra le mura del palazzetto come un uragano. Ad un certo punto Bruce gli si avvicinò, si incitarono a vicenda e poi si diedero il cinque, lì proprio davanti a me. Ho questo fotogramma scolpito nella mia memoria e mi basta chiudere gli occhi per avere la sensazione di essere ancora lì, con Bruce e Clarence a cantare per me. L’unico rimpianto è che allora Bruce era molto meno gigione  di ora e non scendeva tra il pubblico a stringere mani e distribuire abbracci…

Comunque, quella sera compresi perchè gli show di Springsteen sono considerati da tutti leggendari. E compresi ancor meglio la famosa frase pronunciata da un critico musicale tanti anni fa: “Ci sono due tipi di persone: quelli che amano Springsteen e quelli che non l’hanno mai visto suonare dal vivo“. Il Boss riesce a trasmetterti la sensazione che lui stia cantando solo per te e che tu sia la persona più importante di tutta la serata.

Eseguì 25 canzoni e suonò per quasi 3 ore. Quando l’eco delle note di “Land of hope and dreams” si spense, si accesero le luci del palasport e uscimmo. Era aprile, ma fuori la temperatura non arrivava 5 gradi. Tuttavia uscii con addosso solo una T-shirt senza avvertire un brivido. Stavo così su di giri che nemmeno la sbornia più colossale mi aveva mai fatto stare così. Mi sentivo appagato, realizzato:  avevo visto Springsteen dal vivo. Con la E Street Band.

Dopo tanti concerti, se ripenso a quella serata mi rendo conto che Bruce e gli E Streetters erano un po’ arrugginiti, d’altronde non suonavano insieme da 10 anni e quella di Bologna era una delle prime tappe del Reunion Tour. Tuttavia la magia di quella prima volta, la posizione in prima fila e l’emozione dello show conservano un fascino che nessun altro concerto del Boss ha saputo trasmettermi.

Con quella serata magica vissi di rendita un sacco di tempo. Rimediai pure una VHS con la registrazione intera del concerto per tenere vivo il ricordo. Non che ce ne fosse bisogno però: ogni singolo fotogramma di quella notte è scolpito distintamente nella mia memoria pure adesso che sono passati 14 anni. E quando nel 2001 usci il live di quella tournée (sia CD che DVD) lo comprai solo per suggellare il meraviglioso evento.

Springsteen Lofgren e Big Man reunion tour 99

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Io e Bruce: a love story

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18 pensieri su “Io e Bruce #3: there’s a rocker’s special on tonight

  1. La tua ricerca spasmodica del biglietto mi ha ricordato una mia esperienza analoga che risale ad 8 anni fa. Con il mio primo amore avevamo un’ abitudine: quando dovevamo farci un regalo, invece di farcelo a sorpresa ce lo facevamo programmato, nel senso che per non sbagliare ci chiedevamo l’ un l’ altro cosa avremmo voluto ricevere.
    Una volta, appunto 8 anni fa, lei mi chiese la colonna sonora del film “Il fantasma dell’ opera” di Joel Schumacher. Ovviamente non era una cosa facile da trovare: sono pochi i negozi di cd che tengono le colonne sonore, e tra quei pochi non era affatto scontato che almeno uno avesse proprio il cd che stavo cercando.
    Dopo aver girato a vuoto qualche negozio, decisi di attaccarmi al telefono e chiamare tutti gli altri che non avevo ancora visitato, nella speranza che almeno uno ce l’ avesse. Quando alla fine lo trovai, ero così contento e incredulo che non riuscivo a parlare, così mormorai un “Grazie” e riagganciai.
    Poi, riacquistata un po’ di lucidità, guardai mio padre e gli dissi: “Porca miseria, non me lo sono fatto mettere da parte!” Lui mi rispose: “Ragiona: secondo te, quante possibilità ci sono che qualcuno entri in quel negozio e compri proprio quel cd?” Aveva ragione: era praticamente impossibile che qualcuno me lo soffiasse. Tuttavia, nella mia testa quel cd era diventato una sorta di Santo Graal, e quindi anche il minimo rischio di vedermelo sfuggire bastava per mandarmi nel panico. Era una paura irrazionale, così come era irrazionale ed esagerata la foga con cui mi ero messo a cercare quel cd.
    Alla fine ci fu il lieto fine: io comprai il cd, il regalo fu molto apprezzato e il nostro periodo d’ oro continuò. Si sarebbe interrotto l’ anno dopo, per lasciare spazio ad un periodo di crisi irreversibile che alla fine ci portò a dirci addio.
    Ci siamo rivisti l’ anno scorso, al cinema. La nostra fu una conversazione piacevole, ci aggiornammo per sommi capi sulle rispettive vite e poi entrammo in sala.
    Al termine della proiezione lei venne da me, mi chiese se mi era piaciuto il film e poi mi salutò. Apprezzai il fatto che non avesse detto qualcosa del tipo “Ci vediamo” oppure “Manteniamoci in contatto”: entrambi sappiamo benissimo che le nostre vite hanno preso delle strade diverse, quindi dire una frase del genere sarebbe stato finto e ridicolo.
    Spero che lei abbia conservato quel cd. Non perché vorrebbe dire che in un certo senso continuo a fare parte della sua vita (di questo non mi importa), ma perché quel cd é stato ottenuto a seguito di una lenta e paziente ricerca, che soltanto una persona spinta dall’ amore si sarebbe sobbarcata, e quindi é diventato un oggetto simbolico, é la prova di quanto fosse profondo il mio amore per lei. Cosa ne pensi di tutta la vicenda?

    1. L’amore ci spinge a fare cose folli, che se ci ripensiamo a mente fredda ci fanno quasi sentire stupidi.
      Capisco perfettamente l’ansia con cui cercasti quel CD: era IL REGALO che volevi dare alla tua amata, il tuo gesto per esprimere l’amore che provavi.
      Io sono una persona molto razionale, anche nei momenti di maggiore stress. Eppure ti assicuro che ci sono 2 persone che mi hanno spinto a fare gesti inconsulti, a dannarmi l’anima anche solo per una sciocchezza. Una di queste è mia moglie, l’altra è proprio Bruce….

      1. E sono convinto che presto anche Chiara si aggiungerà all’ elenco. Magari tra qualche anno ti toccherà fare il giro della città per comprarle una bambola introvabile, come Arnold in “Una promessa é una promessa”! : )

      2. Ahahahah, poco ma sicuro!!!!
        Già ieri le ho comprato il primo regalino in assoluto… non mi sono saputo trattenere….
        Come si dice dalle mie parti: “sa fija te caccia pure le mutanne…”

  2. Bellissimo! Ho vissuto sulla pelle ogni attimo. Racconti benissimo le tue emozioni! Sembra il mio diario. Meglio che vedere un film. Mi e’ sembrato di vivere tutto quello che hai vissuto per riuscire a vedere e poi vedere davvero quel tuo primo concerto di Bruce! Io non ho avuto il piacere di vedere Danny Federici dal vivo, come non mi e’ mai capitato di avere Patty sul palco. Ma mamma Adele si 🙂 (come te) a Roma nel 2009 dove c’era anche Big Man…per me la prima e ultima volta in cui l’ho visto dal vivo…Bellissimo 🙂

    1. Grazie per le belle parole, sei molto gentile!!!
      Ti confesso che la Patty mi lascia molto indifferente anzi, se non c’è è anche meglio (le coriste dell’ultimo tour son decisamente più brave).
      Danny manca molto, ma mai come Big Man: i suoi assoli erano un’iradiddio e il nipotino Jake, per quanto bravo, non potrà mai reggere il confronto…

  3. La Patty ha una voce molto particolare e per essere accanto a Bruce per cosi’ tanti anni deve essere una donna speciale, questo penso. Perche’ penso e voglio credere che lui abbia certi valori … quindi non la conosco ma la ammiro. Se lui la ama c’e’ un perche’.

    1. Indubbiamente sono una gran coppia: il fatto che abbiano 3 figli e che siano tra le poche star ad aver resistito insieme così tanto tempo denota che la loro non è solo una relazione da copertina, ma animata da sentimenti sinceri e profondi.
      La mia indifferenza per Patty è solo di tipo musicale: è un componente accessorio e per nulla indispensabile della E Street Band, tutto qui 🙂

    1. si, fu una vera epopea, un’altalena di emozioni senza pari: alle 17 ero certo di essere stato truffato e che non avrei potuto assistere al concerto. Alle 19 stavo in prima fila, spiaccicato sulle transenne a venerare il sax di BigMan.

      Se ripenso a quella giornata ho ancora la pelle d’oca, non solo per il concerto, ma anche per tutto il contorno appunto 😀

      PS: sei riuscito a comprare i biglietti per le prossime date italiane?

      1. ehm… io faccio doppietta…
        ho messo con me stesso la scusa che potrebbe essere l’ultimo giro di walzer e ho voluto esagerate.
        Il problema è che uso quest ascusa dal 2007… ormai non ci credo più manco io 😀

        Ma sai che ti dico: i concerti del Boss sono un’esperienza unica e se devo sputtanare un po’ di soldi almeno lo faccio per qualcosa che adoro 🙂

  4. Che mi ero persa! Un’avventura degna di un film. Uno di quelli con il protagonista un po’ nerd/sempliciotto che insegue il suo sogno e dopo varie peripezie riesce a farcela, magari alla fine lo incontra pure il Boss oppure lo sfiora di sfuggita (ancora più suggestivo). Che ne pensi?
    Comunque ai giorni nostri la questione non sarebbe più così suggestiva. Tipo: io due anni fa mi sono collegata subitissimo ad un sito per comprare dei biglietti appena hanno annunciato che erano usciti. A parte che metà (o meglio i posti migliori meno cari) erano già andati (mistero delle vendite) quando ho finalmente selezionato i posti che volevo e sono andata a pagare la mia carta prepagata non funzionava su quel sito. Immagina la delusione e successivamente il panico. Ora dove cavolo li andavo a prendere i biglietti che le rivendite non esistono praticamente più? Poi mi è venuto in mente che poco distante da casa mia ce ne è ancora una (veramente è un negozio di dischi, ma penso che vada avanti grazie alle vendite di biglietti di concerti/partite/teatro). Mi ci reco immediatamente ed il mio problema viene risolto nel giro di un paio di ore. Vuoi mettere con la tua avventura? Non c’è proprio paragone, il mio è stato un misero problemino tecnico 😉
    Mchan
    Ps: penso che l’unica cosa che non potrà mai cambiare sono le sensazioni che ti dà assistere dal vivo per la prima volta al concerto di un tuo artista preferito 🙂

    1. Hai ragione!!
      Sarebbe la base perfetta per una bella commedia romantica di quelle che piacciono a me, basta inserirci dentro una morosa in qualche modo!!!!

      Credo di aver capito da quale sito hai comprato i biglietti (ticketone) che è lo stesso dove ho preso quelli per il Boss quest’anno. Anche io ebbi problemi con la carta di credito prepagata: per fortuna che avevo un account paypal e con quello ho potuto concludere la transazione.

      Effettivamente il fascino della caccia ai biglietti resta impareggiabile, tuttavia è innegabile che poterli comprare comodamente seduti a casa abbia i suoi vantaggi. Ti confesso che dovessi fare tutte quelle tribolazioni adesso, probabilmente sarei costretto a desistere perchè tra lavoro e famiglia il tempo che resta per dedicare a queste cose è poco…

      1. Esatto! (il sito)
        La morosa potrebbe trovarla al concerto, oppure essere uno dei motivi dell’Odissea per il biglietto. Non facciamo partire anche questo trip filmistico 😛
        Mchan

      2. Hai ragione, fermiamoci qui che oggi è caldo abbastanza e sudare per mettere in fila sta storia è proprio improponibile 😀

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