White Bird in a Blizzard

L’episteme è un termine di origine greca riconducibile alla filosofia platoniana che “indica la conoscenza certa e incontrovertibile delle cause e degli effetti del divenire, ovvero quel sapere che si stabilisce su fondamenta certe, al di sopra di ogni possibilità di dubbio attorno alle ragioni degli accadimenti” (fonte wikipedia).

La realtà certa e inconfutabile di ogni episteme, dunque, genera assiomatiche fondamenta che come i monoliti di kubrikiana memoria reggono le sorti dell’intero universo:

  • se mia moglie comanda, obbedisco
  • se il Boss fa un concerto, ci vado
  • se ho sete, bevo una birra
  • se c’è un film con Eva Green, lei caccia le tette

E tra tutte le Verità, quest’ultima è quella con più prove empiriche a favore.

Dal suo esordio filmato Bertolucci, la munifica attrice francese non si è mai lesinata e sempre ha deliziato il pubblico ostentando con orgoglio le tette (sempre-siano-lodate). E l’encomiabile prodigalità con cui Eva Green ha cacciato le tette (sempre-siano-lodate) anche in pellicole dove non ne avrebbe vista la necessità neppure un pervertito come me (penso all’oscura opera dal ritmo gotico e dal titolo sinistro Franklyn) rappresenta la prova provata che nel mondo esiste una qualche forma di giustizia protesa alla felicità.

eva-green-topless

Alla luce di tutto ciò, vi confesso che sono stato colto dal più profondo smarrimento quando mi sono imbattuto in un film nel quale Eva Green non caccia le tette (comunque sempre da lodare).

La terra ha tremato. Il cielo si è increspato. Il sole si è oscurato. La luna è fuggita. Le stelle si sono spente all’unisono. L’aria si è rarefatta.

Eva Green è vestita!!!

Vestita… insomma… lei è fatta un po’ così, forse soffre di qualche allergia quindi il tessuto a contatto con la pelle le causa eritemi, perchè appena può toglie tutto… comunque rispetto ai suoi standard in White Bird in a Blizzard Eva Green è copertissima.

evagreen-white-bird-in-a-blizzard

Tuttavia, superato lo sgomento iniziale, l’eccezione all’Episteme Green (Eva + Film = Tette al vento) mi ha permesso di valutare compiutamente il film, senza farmi influenzare dalle altrimenti onnipresenti tette di Eva (sempre-siano-lodate).

Scevro di ostentate nudità ma arricchito da una pulsione erotica che lo attraversa trasversalmente, White Bird in a Blizzard è un film che funziona perchè sa giocare con le emozioni perchè dapprima suggerisce sentimenti banali, quasi infantili, ma poi stupisce cambiando registro e mettendo al centro della scena sentimenti nuovi, più complessi e profondi, addirittura drammatici, che assomigliano a pesciolini impauriti nascosti nel fondo di un acquario ed incapaci di trovare la via della superficie e della luce. E così l’educazione sentimentale della protagonista (interpretata da una convincente Shailene Woodley) è solo un pretesto usato per affrescare un mondo pastellato che dietro i colori tenui e delicati nasconde i tratti duri e tenebrosi della tragedia messa in scena in un palcoscenico dove non c’è spazio per amore e sicurezza ma solo per un lacerante inganno.

Insomma, immaginavo di gustare le tette di Eva, poi ho temuto di dovermi sorbire un teen-sentimentalone poco convincente ma alla fine mi son ritrovato fra le mani un bel dramma familiare spigoloso e spiazzante.

L’Episteme Green è stato violato ma ancora una volta l’eccezione conferma la regola: il cinema migliore è quello che sa stupire, anche quando utilizza ingredienti poco originali.

Voto: 7

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57 pensieri su “White Bird in a Blizzard

  1. Sempre-siano-lodate… anche se, e qua mi è scesa la lacrima, in Miss Peregrine non c’era neanche l’idea delle sempre-siano-lodate.
    Due film due in cui ha deciso di coprirsi e non far vedere il ben di Zeus.

    Tornando cinoamatori (perché io guardo film da cani) posso dire che concordo al 100% con la tua recensione. Non aggiungo altro, perché è raro, per me, essere d’accordo con le recensioni altrui. Sono rompiballe di natura 😀

    1. Miss Peregrine non l’ho visto (non ho un buon rapporto con Burton e avendo sentito dire che la Eva stava sempre coperta era venuto meno l’unico motivo valido per vedere il film).

      Concordo anche sul cinoamatori: entrambi guardiamo fieramente film da cani. Il problema è che la nostra razza mi sa che è in via di estinzione…

      1. Non è malaccio il film, devo ammetterlo. Una fiaba alla Burton e dico tutto.
        Devo fare la recensione di un film canino che ho visto poco tempo fa. Una cosa che mi ha fatto lacrimare sangue.

      2. uno Zeus che lacrima sangue è un’immagine abbastanza lugubre… alle Madonne ci sono abituato ma gli Zeus? non è che mentre lacrimano sangue partono saette così, a caso, e magari seccano qualcosa? oppure partisticono altre figlie dai polpacci?????

      3. Ehehehehe.
        Lo so, ma non so se ti è capito di guardare Why Him? Se no, aspetta la recensione prima di vedere ‘sta cosa ignobile.
        Un film che vede uno dei miei attori più odiati (Bryan Cranston) e una serie di nefandezze da urlo.

        Partorisco saette!

      4. Why him ce l’ho in w a t c h l i s t !!
        Puzza di boiata già solo dalla locandina e lo vedrò proprio per questo!!!!
        Sarà un piacere leggere la tua recensione: più lo stroncherai e più lo guarderò con gusto perverso!!!!

      5. Se ti manca l’ispirazione per recensire Why Him ti consiglio di vedere il trailer di Baywatch: poi le parole verranno da sole, manco ti accorgerai di aver finito il post!!!

      6. Io VOGLIO vedere Baywatch.
        Il film dell’anno. Ignorante e con topa fumante. Oltre a The Rock… grosso e buzzurro come pochi! 😀

      7. vedere Baywatch non è solo una questione di “volere”.
        E’ una questione di DOVERE MORALE.
        Sarà per distacco la pellicola più deliziosamente trash mai realizzata e, come scrivevo più sotto a mchan, potrebbe ridefinire i canoni del genere al punto da sostituire i Razzie Awards in Baywatch Awards!!!!!

      8. Stupendo. Vero, è un dovere morale. Non puoi non andare a vederlo, rubarlo dal panettiere, rigattiere, scaricarlo, girarlo te stesso.
        Baywatch sarà il film che contribuirà a farti dire: mai più. E per sempre.

      9. ma l’hai vista l’ultima locandina? trovi il link più sotto, l’ho inserito in una risposta.
        Per me è la locandina DEFINITIVA: mai più si potrà fare meglio.

      10. Le locadine sono qualcosa di eccelso. Tutte intendo… soprattutto quelle del Summer Is Coming e quella generale è, forse, l’apice, lo zenit, il top dei top… 😀

  2. Capita a volte di ascoltare (non dico di “comprare”, perché oggi, con la disponibiltà di supporti musicali gratuiti in circolazione, l’acquisto vero e proprio lo si riserva solo alla musica che si desidera ascoltare in vera alta fedeltà, magari persino in vinile o se in digitale in formati lossless come ALAC, APE, FLAC e non certo con patetici CD…) il nuovo album di un gruppo che si conosce e si ama e trovarsi di fronte a qualcosa di completamente diverso… non brutto o peggiore, ma semplicemente diverso, con sonorità e partiture nelle quali, pur riconoscendo alcuni motivi ricorrenti, si nota un diverso modo di esporsi.

    Lo stupore e la sorpresa sono quasi sempre legati al rapporto intermittente che si ha con quello gruppo di musicisti, perché nessun artista arriva al concept di un nuovo album così di colpo, senza aver rilasciato prima segnali di cambiamento in concerti o performaces in giro per il mondo eppur lo stupore può colpire anche l’appassionato…

    Questa è una cartteristica della musica e molte volte la soluzione è legata alla figura prepotente di un produttore molto (troppo) presente che impone un suo stile in modo quasi dittatoriale ed in ogni caso, a mio avviso, non è mai caratteristica negativa… “Sasso che rotola non fa muschio“, recita uno degli adagi popolari da me preferiti…

    Discorso diverso in letteratura ed ancor meno nella pubblicistica, dove i cambiamenti repentini di stile in genere non sono frutto di crescita stilistica, ma di piaggeria ad esigenze di marketing o semplici genuflessioni verso capi-redattore dispotici…

    Quindi?

    Quindi non è così per Lapinsu, non è così per te, amico e fratello ermenàuta, nel cui sito i cambiamenti di stile sono sempre e solo la studiata e meticolosa scelta di uno chef che ha nella sua dispensa una ricca scelta di materie prime ed ingredienti di eccelenza e che decide di mettere in tavola un banchetto diverso asseconda delle situazioni: il tuo registro lessicale è forbito e colto sempre, di base, ma tu decidi di usare solo le parti che ti interessano, di volta in volta, come lo scacchista che muove i propri pezzi in base all’evoluzione della partita e se muove un pedone è perché quello è il pezzo giusto da giocare e non certo perché non ha più la Regina!

    Un lettore gira per il web, sfoglia i giornali, legge recensioni e si trova di frote non ad una sola frase ma ad un interio periodo che da solo è la perfetta e classica recensione da giornalista specializzato di cinema, praticamente indistinguibile dalla critica blasonata de Il Manifesto o l’Espresso il Corriere: “[…] Scevro di ostentate nudità ma arricchito da una pulsione erotica che lo attraversa trasversalmente, White Bird in a Blizzard è un film che funziona perchè sa giocare con le emozioni perchè dapprima suggerisce sentimenti banali, quasi infantili, ma poi stupisce cambiando registro e mettendo al centro della scena sentimenti nuovi, più complessi e profondi, addirittura drammatici, che assomigliano a pesciolini impauriti nascosti nel fondo di un acquario ed incapaci di trovare la via della superficie e della luce. E così l’educazione sentimentale della protagonista (interpretata da una convincente Shailene Woodley) è solo un pretesto usato per affrescare un mondo pastellato che dietro i colori tenui e delicati nasconde i tratti duri e tenebrosi della tragedia messa in scena in un palcoscenico dove non c’è spazio per amore e sicurezza ma solo per un lacerante inganno […]”… Questa è una RECENSIONE, punto. Il resto è altro, è letteratura, scherzo, divertissement, gioco, condivisione di piaceri personali, strizzate d’occhio ad un pubblico assiduo e fedele, ovvero il resto è la peculiarita di un disegnatore che ti dice “Oggi ho voglia di disegnare uno sgorbio, ho voglia di tagliare una tela a metà con una lama per segnare una frattura dello spazio, ho voglia di perculare un po’ il mondo dell’arte, ma se vuoi vedere se so disegnare un nudo femminile anatomicamente perfetto, sei accontetato… eccco, prendo il carboncino… un attimo ancora, eccolo qua, non è bello?” e poi ti mostra un disegno privo di difetti, da manuale, quasi fotografico…

    Insomma, le tette di Eva Green sono un topos su cui scherza un vignettista uscito dall’accademia e stanco di dipingere nature morte e ritratti e paesaggi realizza una strip umoristica con un cane che filosofeggia seduto sul tetto della propria cuccia… ed è un successo!

    1. Quando, nel lontano 1982, Bruce Springsteen pubblico Nebraska i suoi fan restarono di stucco: l’alfiere del Rock, l’erede di Elvis, l’evoluzione di Dylan aveva dato alle stampe un album interamente acustico (solo voce, armonica, chitarra) nelle cui 10 tracce non c’era traccia di quella gioiosa vitalità che aveva attraversato la sua discrografia fino ad allora, nè quell’incessante ricerca di speranza e sogni con cui alimentare la vita quotidiana e renderla un po’ migliore. Nebraska è un album cupo e triste tanto nella musica quanto, soprattutto, nelle liriche. I fan non capirono quella scelta nè il silenzio in cui si chiuse il Boss dopo quella pubblicazione: Nebraska è l’unico album della sua carriera cui non sia seguito un Tour di Concerti.
      Eppure, col senno di poi, i prodromi di Nebraska erano già presenti nel suo album precedente, il rockettaro The River: brani come Stolen Car e Wreck on the highway (titolo di cui ti ho già parlato in altri mondi…) anticipano i temi e i suoi di Nebraska.
      Purtroppo però siamo tutti affetti da presbiopia: per poter comprendere le cose abbimo bisogno di allonarci da essi e pertanto, affinchè gli eventi siano correttamente compresi è necessario che una fetta di tempo abbastanza grossa si frapponga tra noi e loro.

      Cosa c’entra tutto questo col mio post? niente.
      Cosa c’entra tutto questo col tuo commento? niente

      Però, siccome sono Ermenauta posso permettermi di scrivere e divagare come neppure Pindaro sotto acidi, allora io ho citato l’aneddoto di Nebraska perchè il tuo incipit me l’ha ricordato prepontemente insieme al proposito di scrivere, proprio su Nebraska, un post sulla stessa falsariga che usai 2 anni fa parlando della poetica di BITUSA.

      Tutto il resto è miele per le mie orecchie, non solo i complimenti (sempre generosi) e neppure l’ardito paragone con chi il critico lo fa di mestiere, ma soprattutto che la consapevolezza che qualcuno abbia rilevato la sovrapposizione di registri e temi con cui ho trattato questo film e questo post. Mi piace giocare, soprattutto qui sul blog, e rilevare che il mio “gioco” sia stato scoperto e addirittura compreso è per me la soddisfazione più grande!!!

  3. scusa, ma la velocità della tastiera non è stata preventivata molto bene….dicevo la giornata volge al meglio e non si può che rimanere contenti di ciò. Sei il numero uno ! Riesci a far spuntare il sorriso anche a chi gli girano gli zebedei per problemi di lavoro…mi segno il film, che non conoscevo e cercherò di guardarlo prima possibile anche se non ci saranno le tette della Green ( anche se vestita è sempre un bel vedere!)

    1. Ciao Massimo
      Mi riempie di gioia e orgoglio averti strappato un sorriso, soprattutto perché si trattava di una giornata no!
      Spero che diventi presto una giornata SI!

      PS: il film merita, tra le altre cose ti segnalo che pur se resta coperta la Green, si spoglia la Woodley, che non sarà la Green ma è cmq un bel vedere!

      1. La giornata volge al meglio ! E’ spuntato pure il sole ! e poi è l’ora della pausa….scherzi a parte, sei uno spasso e leggere i tuoi post è un toccasana. Grazie per la segnalazione e per la rivelazione della Woodley…. anche se preferisco le tipe di carnagione scura non faccio lo schizzinoso !!! ciao e buona giornata, Massimo

      2. Son proprio felice che la tua giornata volga al meglio! Anche qui a Macerata è finalmente ritornato il sole: la primavera fa lievitare l’umore (almeno a me) e queste giornate mi riconciliano con il creato!!!!

      3. E’ lo stesso per me , forse sono un poco meteopatico ma quando arriva la primavera e poi anche l’estate, divento un’ altra persona … sarà anche per le gentil donzelle ed i loro abiti succinti….. 😉

      4. Oh si, anche io sono un po’ meteopatico: già ieri con l’ora legale (e quindi luce fino alle 19.30) mi sentivo un’altra persona.
        E poi certo, i vestitini corti e scollacciati hanno il loro grande perchè…
        Come canta quel tizio sfigato del New Jersey: the girls in their summer clothes
        In the cool of the evening light
        The girls in their summer clothes
        Pass me by

  4. Hallo!
    Sarai orfano di nudità della Green, in compenso c’è ne sono della Woodley 😜
    Comunque oltre al dramma c’è anche un po’ di giallo/thriller. Tipo io fino all’ultimo non ci avevo capito una cippa sul possibile colpevole.
    Mchan
    Ps: no, ma lo hai visto il trailer di Baywatch? Ma è una parodia stile Scream, vero? Comunque io già rido tantissimo 😂

    1. Ciao mchan!!!!!!!
      Si, la Woodley si spoglia un po, però ti confesso che in questo film mi ha stupito per la sua bravura. In “Colpa delle stelle” è brava, si, ma interpretata un personaggio che genera tale empatia e solidarietà che è difficile giudicarla in maniera distaccata (io francamente non ci riesco). E’ brava anche in The spectacula now (film che mi pare mi consigliasti tu) però si tratta pur sempre di un film a taglio adolescenziale\giovanile che non è propriamente il genere adatto per giudicare un’attrice.
      In questo film, però, mi ha finalmente e pienamente convinto:

      PS: il trailer di Baywatch l’ho visto e già lo adoro. Questo film entrerà nella storia, già lo so!!!!!!

      PPS: ma piuttosto, tu la nuova locandina l’hai vista????

      1. Qual’è locandina???
        Quella con scritto Greetings from ( che è la più normale ) oppure quella con scritto Happy 4th of July ( che non c’entra nulla dato che il film esce a maggio e c’è pure scritto sotto) oppure quella con The Rock in mezzo alle 2 fanciulle vestite (per modo di dire ) da angioletto e diavoletto? 😇😈
        Mchan
        Ps: The spectacular Now l’hai consigliato tu a me 😉
        Ed ancora non sono riuscita a vederlo 😦
        Io lei l’avevo vista in Paradiso Amaro😊

      2. ti ho messo il link della locandina, rimanda alla mia pagina facebook (forse il lettore di wp lo nasconde, prova ad accedere alla pagina da browser). Onestamente non posso descriverla a parole, devi vederla.
        A me ha fatto piegare dalle risate ma magari a una ragazza potrebbe anche far storcere il naso…

        PS: è vero, sta anche in Paradiso Amaro, fa la figlia maggiore e un po’ cagacazzi…

      3. Sempre più simpatica del personaggio che l’ha lanciata nella serie The secret Life of An American teenager 😜
        Mchan

  5. Ok, ora l’ho vista…
    No, vabbè ma questo film è proprio nato e concepito per vincere ogni Razzie Awards disponibile, vero???
    Non può essere considerato nemmeno lontanamente un tributo serio alla mitica serie TV. E comunque meglio così. E bravo Zac che ha capito che i film seri non sono per lui 😜
    Mchan

    1. non solo farà incetta di Razzie Awards, ma farà addirittura cambiare nome alla rassegna:

      BAYWATCH AWARDS

      E, a scanso di equivoci, proprio per tutto questo non vedo l’ora di vederlo 😀

      PS: ti confesso l’incoffesabile. In questo genere di film, Zac Efron mi piace da matti. Come attore vale 0 però ha la presenza scenica giusta per queste boiate!!!!!!

  6. Bella recensione!
    Eva Green mi pare che non esca tette nemmeno in Casino Royale, che è sempre un peccato, anche se il film merita.
    Lei è una attrice molto brava, secondo me, ma quando le esce guadagna punti oltre ogni limite. Sono forse anche più brave di lei (le sue zinne, dico).

    1. Hai ragione, anche Casino Royale è una delle pochissime pellicole in cui resta vestita tutto il tempo. Tra l’altro quello di Vesper Lynd è forse il miglior personaggio cui abbia prestato volto (e curve).
      Sul fatto che siano più brave le tette che lei credo non ci siano dubbi di sorta 😀

      PS: ciao Andrea e benvenuto nel blog

  7. Quando vidi il trailer di Baywatch, cominciò ad insinuarsi dentro di me il timore che questo film potesse rivelarsi una colossale occasione sprecata. Occasione per che cosa? Ma per sfruttare al massimo le poppe della Daddario, ovviamente: in quel trailer erano praticamente invisibili, e la cosa non prometteva niente di buono.
    Poi ho visto la locandina che hai postato qui sopra, e quell’immagine ha fugato quasi del tutto i miei timori: il raffinato messaggio subliminale che essa vuole trasmettere (Baywatch ve lo farà rizzare) è più di una dichiarazione d’intenti, è una vera e propria promessa. E io non chiedevo niente di meglio.
    Tra l’altro mi ha fatto piacere che quella locandina non abbia fatto scandalo (se tu non l’avessi postata io non ne sarei neanche venuto a conoscenza): vuol dire che forse stiamo cominciando a liberarci dal finto moralismo di cui abbiamo parlato in passato, quello per cui puntare sul corpo delle attrici è inaccettabile sessismo, e fare un film dichiaratamente scollacciato è un’offesa al comune senso del pudore.
    Nota a margine: la Daddario sullo schermo è una bomba sexy, ma nella vita reale mi dà l’idea di essere davvero una ragazza molto semplice. Se vai sul suo profilo Instagram, invece delle foto in stile “Madonna quanto so’ figa”, troverai solo foto del suo cane, oppure di lei totalmente struccata e in situazioni normalissime. Questo suo essere così umile e alla mano me la fa amare ancora di più.
    Riguardo a White bird in a blizzard, ho rinunciato a vederlo appena ho saputo che ruotava attorno ad una sparizione: è un tema che detesto, perché spesso le trame di questo tipo trasmettono un’angoscia insopportabile, quella che i cari della persona scomparsa provano nel non sapere cosa sia successo. Anche se non ho mai dovuto affrontare qualcosa di così pesante, ho sperimentato sulla mia pelle che non sapere è molto peggio di qualsiasi brutta notizia. I film sulle sparizioni mi fanno rivivere quest’angoscia, e quindi non li vedrei manco pagato.
    Ho fatto un’eccezione solo per Gone girl, ma lì c’era la quasi certezza che la donna fosse morta, e quindi più che angoscia quel film trasmetteva curiosità: lo spettatore voleva scoprire se era stato davvero il marito, o se invece il colpevole era da cercare altrove.
    Poi Fincher ha tirato fuori il coniglio dal cilindro, e con un magistrale colpo di scena ci ha fatto scoprire che non era giusta né l’una né l’altra teoria. L’unico rimprovero che gli faccio è di aver scoperto le sue carte troppo presto: se quel colpo di scena fosse stato posticipato di una buona mezz’ora, avrebbe avuto un impatto ancora più forte sullo spettatore. Ma il maestro della suspense è lui, quindi mi rendo conto che volergli insegnare qualcosa sull’argomento è inaccettabile hybris.
    Riguardo ad Eva Green, sai come la penso: ha un che di luciferino che mi impedisce di rimanerne estasiato. Anche quando la vedo nuda l’inquietudine supera l’eccitazione, e quindi la smorza.
    Tuttavia, uno dei suoi film che hai nominato nel post (Franklyn) mi attira non poco: un film corale in un contesto distopico ha tutto per piacermi. L’ho prontamente aggiunto alla watchlist di imdb.

    1. Parto dal fondo, ovvero da Franklyn.
      Il film è particolare, mescola un po’ tanta roba (da Dark City fino a Watchmen) però non è malvagio, ha il suo perchè. Sono propro curioso di sapere come lo troverai.

      Gone Girl è uno dei migliori film di questa decade e secondo me con questo film Fincher ha di nuovo sfiorato quelle vette di eccellenza toccate in precedenza con Seven, Fight Club e The Game (film troppo trascurato, imho).

      Per quanto riguarda il tema della sparizione applicato a questo film, in verità la sparizione è più teorica che concreta. La storia è narrata su due binari temporali distinti (presente e passato) e quindi il personaggio in uno dei due binari c’è mentre nell’altro per stessa ammissione dei protagonisti, non manca. Ovviamente la tua idiosincrasia per questo topos è comprensibile e se proprio devi fare uno strappo alla regola e sforzarti, risparmiati per qualche altro film perchè White Bird, benchè carino, non merita una tale dimostrazione di fiducia.

      Capitolo Daddario: la seguivo su Instagram poi l’ho tolta giacchè di vedere le foto del suo cane mi son rotto le palle. Comunque hai ragione sulla immagine di sè desumibile dai social: più ragazza che diva. Indubbiamente come attrice ha delle lacune, ma ha solidi argomenti con cui farli dimenticare 😀

      Infine, last but not least, BAYWATCH: ne stiam parlando così tanto da diventare un’ossessione. Praticamente lo tiriamo fuori nei commenti ad ogni post eheheheheh. L’hype per questo film sta raggiungendo livelli mortificanti l’umana decenza ma io me ne frego: sarà l’icona postuma di noi 90ies, sarà il film più nostalgico e tamarro mai fatto. Un capolavoro.

      1. In realtà ci sono 2 film in uscita quest’anno che sto aspettando con una foga ancor maggiore.
        Il primo è The Promise: come ricorderai è stato stroncatissimo da critica e pubblico (su imdb ha uno dei voti più bassi che si siano mai visti), e quindi purtroppo comincio a temere che i distributori italiani eviteranno di comprarlo. Come è avvenuto con quell’altro gioiellino di Jane got a gun.
        Il secondo è L’eccezione alla regola. Questo film lo aspetto da circa 6 mesi, e adesso vedo la luce in fondo al tunnel: mancano solo 24 giorni. Già so che mi fionderò a vederlo il giorno stesso dell’uscita.
        Un altro mito della tv anni 90 che è stato rinfrescato per il grande schermo è quello dei Power Rangers. Negli USA il film ha debuttato benissimo questo fine settimana, e sono convinto che verrà accolto benissimo anche qui. Io fino a qualche giorno fa ero dell’idea di non vederlo, poi la mia parte infantile ha avuto il sopravvento: è troppo bello poter tornar bambini per un’ora e mezza. 🙂

      2. Powers Rangers nn è nelle mie corde, tutti gli altri invece si

        L’eccezione alla regola è pieno di patate!
        The promise ha un cast eccezionale.
        I voti di IMDb sono bassi ma chi se ne frega! Entrambi siamo accontentarci con poco!

      3. Ah, assolutamente. Per farmi schifo un film ci si deve proprio mettere d’impegno.
        Ignoravo che L’eccezione alla regola fosse un’insalata di patate: ho dato un’occhiata al cast su Wikipedia, e non ne ho trovate nessuna che io abbia presente. In compenso ho scoperto con mio grandissimo piacere che nel cast c’è anche Ed Harris: motivo in più per andarlo a vedere. 🙂

      4. La Bennet è notevolissima!

        A proposito di film di merda ora ne sto guardando uno chef promette bene:

        Z fo Zacharia

        Sono solo a metà ma l’assurdo già tracima!

      5. Immagino che questo film vada aggiunto all’interminabile elenco di quelli che hai visto solo perché speravi che la protagonista si gnudasse. Dopo Whiskey Tango Foxtrot, Tarzan e adesso Z for Zacharia, ormai Margot Robbie si sta specializzando nel far tirar su due spicci in più a dei film di merda… una garanzia di soldi per i produttori, di grazie al vento per gli spettatori: come non amarla? 🙂

      6. Oltre alla gnocca ci sarebbero spunti interessanti peccato che sia fatto proprio male.
        La Robbie è devastante anche con le camice da tagliaboschi!

      7. A me invece non attira più di tanto. E’ bona, per carità, e se me la trovassi nel letto di certo non le indicherei la porta, ma preferisco delle attrici più pettorute come January Jones ed Emily Ratajkowski. Perfino Lizzy Caplan, che di viso non è neanche la cugina brutta di Margot Robbie, è per me preferibile a quest’ultima, grazie ai due solidi argomenti che si ritrova sotto al mento. E poi, la Caplan ha anche un’aria da PORCA che la renderebbe attraente anche se avesse una verruca sul naso! 🙂

      8. La caplan merita molto, ha un fascino intrigante e malizioso che la rende unica.

        Circa la tettonica a zolle della Robbie ti invito a riconsiderare la tua posizione: non è la Rata ma sia in Focus che in Tarzan mette in mostra un decolleté niente male!

      9. Tarzan è così lontano dai miei gusti che rimango dell’idea di non vederlo anche dopo aver saputo che presenta una Margot desnuda.
        Focus invece mi intrigava già da prima, e a questo punto vederlo diventa obbligatorio. Grazie per la dritta, e a presto! 🙂

      10. Aspetta aspetta, niente nudità in Tarzan, però qualche mise succinta che mette in mostra insospettate rotondità, quello si.

        Focus prometteva bene ma si perde dopo poche scene! Uno spreco! Però Robbie è sensualissima!

  8. Ha ha ha ha ha 😀
    Non so fare le lacrime con gli emoticons ma il concetto di “Episteme” affiancato alle “tette di Eva Green” è fenomenale!!!
    Ha ha ha 😀
    Chapeau maestro! 😉

  9. anche io ho trovato il concetto di Episteme associato alla Green fantastico, come fantastiche sono le sue “argomentazioni fisiche”!
    Io la trovo bellissima sia come donna e che come attrice, non so forse perchè la guardo come donna e non mi accorgo del resto 🙂

    1. Ciao Sarino, benvenuto nel blog e grazie per il contributo!!!
      Hai indubbiamente ragioni: le arogmentazioni della Eva sono inappugnabili 😀 .
      Al di là del suo fascino mortificante, è anche una brava attrice: non sarà la Cotillard, tuttavia di disimpegna sempre bene. Forse dovrebbe solo essere più coraggiosa nella scelta dei copioni: restare fossilizzata nel ruolo della femme fatale alla lunga potrebbe stancare sia lei che i fan…

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