Io e Bruce #1: a love story

Conobbi Bruce Springsteen nel 1994. O meglio: da sempre sapevo chi fosse, da sempre sapevo borbottare il ritornello di Born in the USA, ma lo conobbi sul serio soltanto durante le vacanze natalizie del 1994.

All’epoca frequentavo il liceo, quinto ginnasio. Non esisteva Youtube, mp3 al massimo era l’acronimo di qualche missione segreta della Guerra Fredda e l’inventore di Spotify ancora mangiava col bavaglino. Perciò quando desideravi scoprire un nuovo cantante o ascoltare musica diversa dal solito avevi tre opzioni: il ricco andava al negozio di dischi, il povero si doveva accontentare della radio mentre il fortunato aveva un’amico che gli prestava un’audiocassetta.

Human Touch Io fui un ragazzo più che fortunato, perchè durante le prime settimane dell’anno scolastico, tra una versione di latino e una coniugazione di verbi greci, un compagno di classe mi prestò addirittura un CD (merce rara a quei tempi) sulla cui copertina troneggiavano una mano, una chitarra elettrica e la scritta rossa “Human Touch – Bruce Springsteen“. Lo copiai distrattamente su una cassetta da 60 minuti e, ancora più distrattamente, la ascoltai una sola volta prima di riporla nel mucchio a prendere polvere insieme a tutte le altre.

Poi vennero le vacanze di Natale: due settimane per cazzeggiare (quanti rimpianti…).

In un paio di giorni sbrigai tutti i compiti (ero un tremendo secchione) e quindi mi rimase un sacco di tempo per giocare col mio paleolitico PC1 Olivetti: in quel periodo stavo in fissa con un giochino sull’NBA favoloso e potevo restare incollato alla tastiera ore intere senza alzarmi mai. Siccome l’audio dei videogiochi faceva schifo, lo mettevo al minimo e ascoltavo musica da un vecchio mangiacassette, di quelli che non avevano manco l’autoreverse e quando finiva un lato bisognava girare la cassetta a mano.

Mangiacassette samsung
Il mio vecchio mangiacassette Samsung senza autoreverse…

Non ricordo perchè scelsi la cassetta di Human Touch. Forse la presi per sbaglio ma a me piace pensare che fu il Destino a guidare la mia mano, perchè quella scelta cambiò la mia vita per sempre: mi bastò ascoltare Human Touch un paio di volte per innamorarmi perdutamente della musica del Boss. Mi piaceva un sacco la title track del disco, Human Touch appunto, ma anche Glory’s eyes e  Real Man. In breve quella cassetta divenne un totem: la ascoltavo quando facevo la doccia, nel walk-man che portavo a scuola e ovviamente quando giocavo col PC1 Olivetti. Vi confesso una cosa: ho sempre trovato bizzarro che il mio amore per la musica di Springsteen sia sbocciato ascoltando quello che è unanimemente considerato il suo disco più brutto…

Eppure per due mesi non ascoltai altro. Poi il Destino mi diede un’altra spallata nella giusta direzione.

Ricordo ancora che stavo cenando da mia zia, c’era un sacco di parenti e tanta confusione. La TV era sintonizzata sul  TG1 ma nessuno la guardava. Il giornalista introdusse un servizio e nonostante il baccano udii distintamente una parola: springstin. Attraversai d’un balzo la stanza e col naso a meno di dieci centimetri dal televisore venni a sapere che il Boss aveva deciso di riunire la sua mitica band e che per l’occasione avrebbe pubblicato una raccolta con i suoi più grandi successi. Fu quella la prima volta in cui sentii un nome poi divenuto familiare: E Street Band.

Greatest Hits 75-95 Il 27 febbraio uscì “Greatest-Hits 75/95” e la sera stessa lo comprai con i soldi risparmiati faticosamente dalle paghette settimanali. Trentaquattromilalire, tanto costò il mio primo CD originale di Springsteen. Tornai a casa alla svelta, lo misi sul piatto del mio sgangherato lettore CD Samsung (ora è difficile crederlo, ma nei primi anni 90 la Samsung era una squallida sottomarca) e iniziai l’ascolto.

Le note di Born to run perforarono la mia pelle, il mio cuore e il mio cervello, lasciandomi stordito, attonito ed estasiato. E quando Big Man attaccò il suo assolo di sax ero perso, perso, perso. E irrimediabilmente innamorato. Può una canzone essere così potente e così dolce al contempo?, mi chiedevo. E poi Thunder Road, Badlands, The River. THE RIVER. Mio Dio… ero come un bambino finito nel paese dei balocchi.

Quel CD restò sul piatto dello stereo mesi interi. Passavano i giorni ed io continuavo ad ascoltare imperterrito quelle stesse favolose 18 canzoni. Una dietro l’altra. L’intero album dura 76 minuti e 45 secondi, ancora lo ricordo perfettamente. Tornavo a casa da scuola, mangiucchiavo frettolosamente e poi correvo subito in camera mia per ascoltare il Greatest-Hits 75/95 prima di fare i compiti. Anche se non capivo un cavolo perchè non avevo mai studiato l’inglese, tenevo sempre il libretto in mano per seguire i testi: quella lingua a me ignota trasmetteva un mistico messaggio che non veniva appreso dal cervello ma assorbito direttamente dalla pelle. Ovviamente mi rimettevo all’ascolto non appena finiti i compiti: dopo un paio di settimane sapevo cantare a memoria tutte le canzoni anche se non avevo la più pallida idea di cosa dicessero…

In quel periodo trasmisero anche uno speciale su Springsteen, sempre su Rai1. Durava un’ora e sostanzialmente era un’intervista dove Bruce parlava un po’ di tutto: musica, politica, famiglia. All’epoca aveva questa smania di sembrare a tutti i costi intellettuale: si era fatto crescere il pizzo e pareva un professore. L’intervista tutto sommato era divertente, ma per me il piatto forte erano gli intermezzi tra una domanda e l’altra, nei quali venivano proposte immagini di repertorio con gli spezzoni dei suoi concerti. Registrai il programma su una VHS e spesso, prima di coricarmi, lo rivedevo cercando di immaginare quanto potesse essere bello partecipare ad un concerto del Boss, peccato che all’epoca non ci fossero tante speranze di poter realizzare questo sogno…

Nei primi anni 90, infatti, Springsteen era caduto nel dimenticatoio. I due album del 1992 – realizzati senza la E Street Band – erano mosci, lontanissimi dagli antichi splendori. Ed i suoi show, seppur belli, non avevano più niente di leggendario come prima. Solo il singolo “Streets of Philandelphia” e il conseguente Oscar gli avevano dato un po’ di visibilità, ma nel complesso la sua stella era in caduta libera. Tant’è che molti (credo a ragione) ravvisarono nella reunion con la E Street Band un tentativo per ravvivare la carriera. Ma di tutto questo non me ne importava un fico secco: io volevo solo ascoltare le sue canzoni.

Avevo bisogno di ascoltarle.

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Io e Bruce: a love story

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14 pensieri su “Io e Bruce #1: a love story

  1. QUEL greatest hits è anche per me uno dei dischi più belli mai prodotti.
    Attendo le prossime puntate, finirà probabilmente che ci siamo incrociati a Firenze – dopo The Rising – o a Bologna con la Seeger Sessions Band, o a San Siro.

    1. Al greatest-hits sono particolarmente affezionato. E’ stato il suo primo disco originale, quello che sicuramente ho ascoltato di più e quello che mi ha fatto innamorare della musica del Boss. Ormai il libretto è consumato eheheheh
      Probabilmente ci siamo beccati a sansiro allora. Ci sono stato 3 volte: 2003-2008-2013. Concerti memorabili. Il resoconto del concerto del 2013 lo trovi già online (lo scrissi il giorno dopo), mentre per quelli del 2003 e del 2013 dovrai attendere qualche giorno… ma già oggi pomeriggio c’è la seconda parte del mio racconto. Spero la gradirai!!
      Ciao e grazie per il commento.

  2. Human touch è stata anche per me la prima canzone di Springsteen ascoltata. Rimarrà sempre stampata nella mia mente… Che ricordi! Chissà che un giorno Bruce la canti in mia presenza, magari insieme a Streets of Philadelphia! Complimenti per il blog!

    1. ciao pennadiparte e benvenuto nel blog!!!

      Born to run… quanti pensieri, quanti ricordi.
      L’mtv unplugged invece mi è stato sempre un po’ sulle scatole. Sarà che Bruce senza la e-street band non lo concepisco proprio (se non in versione acustica) e la masnada di musicisti che lo attorniavano in quel periodo (Porcaro, Jackson e compagnia bella) proprio non li sopporto….

    2. azzz… mi è partito l’invio…

      Comunque a quel disco debbo il primo ascolto di Atlatic City full band, quindi gli sono comunque debitore!!
      Guarda, già che ci siamo, vado pure a risentirla che male non fa!!!!

      Tramps like usa, baby we were born to run!!!!

  3. Ultimamente sono nel periodo Human touch e Lucky town. HT sarà pure considerato il più brutto ma a me piace. Cerro se lo paragoni agli album precedenti ne esce sconfitto ma se lo valuti per quel che è non è male. Io personalmente adoro Man’s Job.

    1. Effettivamente HT e LT sono album da riconsiderare in quanto hanno una loro proprio bellezza relativa.
      Come giustamente sottolinei, se confrontati con gli altri album del Boss (sia quelli dell’epoca d’oro 75/85, sia quelli immediatamente successivi (Tom Joad e The Rising) escono sconfitti e con le ossa rotte.
      Tuttavia, se presi a se stante, hanno un loro perchè e delle loro gemme.
      Come scrivevo in qualche altro commento, il loro difetto maggio è quello di essere usciti insieme: pensa se il Nostro avesse riunito in un solo disco le gemme di questi due album: Man’s job (anche io la doro), Human Touch, I wish I were blind, Roll of the dice, Lucky Town, Leap of faith, If I should fall behind, Souls of departed + un altro paio. Il risultato sarebbe stato OTTIMO e pur senza toccare le vette della produzione precedente ci sarbebe andato molto vicino.
      Invece Bruce optò per 2 dischi anche se è evidente che non ci fosse materiale all’altezza. Probabilmente ebbe non poca voce in capitolo la Sony, dato che Springsteen non sfornava dischi inediti dal 87 e 5 anni nell’industria cinematografica sono pari a un’era geologica…
      Buon ascolto di Human Touch, allora. Io faccio un po’ riposare il cd con le outtakes di The River e metto sul piatto Lucky Town: ho un’inspiegabile di The Big Muddy 😀

      1. Dato che mi sembri piuttosto ferrato sul periodo, ti faccio una domanda un po’ insolita. Come ben saprai HT e LT nelle charts americane si piazzarono rispettivamente secondo e terzo. Sai chi c’era al primo posto?

      2. caspita che domandona!!!!!
        Ti confesso che mi cogli completamente impreparato…
        Potrei googlare la risposta però preferisco tirare a indovinare: visto il periodo io butto là un Nirvana (ma non chiedermi con quale disco, perchè non ne ricordo il titolo di nessuno…)

      3. Io li conosco solo di nome. So che in paio di loro pezzi sono nella colonna sonora di Rock of ages. Andrò ad ascoltarmi qualcosa per scoprire cos’avevano di così forte da privare Bruce del primo posto 🙂

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