L’amore bugiardo – Gone Girl

Il thriller è il film più difficile.

Per funzionare deve fare tante cose, tutte insieme e tutte bene: coinvolgere, insospettire, spiazzare, interessare, sbigottire, inquietare, affascinare, angosciare, meravigliare. In una parola: avvincere. Tanti fili, troppi fili. Ed è difficile tenerli tutti in una mano, annodarli e slacciarli alla bisogna, lasciarli cadere al momento giusto o serrarli intorno alla bocca dello stomaco senza ritardo. In fondo lo spettatore del thriller è come la pallina di un flipper sbattuta qua e là: se il regista è bravo e sa usare le leve con sapienza lo manderà nei punti giusti e otterrà il massimo punteggio; in caso contrario il percorso della pallina sarà casuale e incontrollabile finchè non cadrà, inutile e sconfitta.

Per nostra fortuna David Fincher non è bravo. David Fincher è un maestro.

GoneGirl3

In L’amore bugiardo – Gone Girl i fili sono tanti, tantissimi, aggrovigliati e stratificati su una realtà melliflua e ingannevole. L’amore, il sesso, il tradimento. I soldi, la casa, il matrimonio. I mass-media, la comunità, la famiglia. La vita, l’inganno, la morte. Tutto si confonde e muta forma, come ombre disegnate sul muro da mani esperte, abili e precise, ombre che vivono in una metamorfosi effimera e perpetua prima di svanire nella luce. O nel buio. Un tetro teatro dove niente è come sembra ma tutto è come appare.

Fincher ci disorienta senza mai farci perdere la bussola. Ci trascina e ci sballotta dove lui vuole, dove lui sa che i sensi e i pensieri si confondono in un’alchimia di ancestrale complicità. La narrazione è serrata e implacabile; ogni volta che credi di aver trovato un punto di equilibrio, lui ti capovolge l’universo di riferimento e tutto finisce a testa in giù. Nelle sue mani siamo come le palline natalizie di vetro che se le agiti si riempiono di neve che scende stanca e indolente. Ti sballotta una volta, e pensi “diomiochefigata“. Ti sballotta una seconda volta e non ci credi “macomecaspitaglièvenutoinmente?“. E quando pensi che non ci sia più spazio per un altro sballottam….

taaaaaac

Ti ha sballottato un’altra volta. L’ultima, quella definitiva, quella che “e rimani così intontito a guardare qualche cosa che forse non potrai raccontare” (cit.).

L’amore bugiardo è la raffinata ricerca del momento di thrilling perfetto, quell’unicum cinematografico che sappia avvincere lo spettatore in maniera totale. Definitiva. E David Fincher lo trova. Perchè lui può. Perchè lui è un maestro.

Voto: 9
(era 8)

PS: si lo so, avrei dovuto spendere qualche parola su Rosamund Pike, qui veramente fantastica – da Oscar secondo il mio modesto parere. Sarebbe stato carino elogiare pure Ben Affleck perchè vuoi vedere che forse dietro a quel mascellone si nasconde un bravo attore oltre che un bravo regista? E non avrebbe stonato nemmeno qualche accenno alla trama.  Lo so, avete ragione. Lo so. Ma certi film non si raccontano con le immagini e con i personaggi, certi film si raccontano con le sensazioni che ti suscitano dentro, quelle sensazioni che continuano per giorni e giorni a tormentarti o coccolarti. O magari entrambe le cose insieme.

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38 pensieri su “L’amore bugiardo – Gone Girl

  1. Del tuo post mi ha colpito in particolare questo passo:
    “Lo spettatore del thriller è come la pallina di un flipper sbattuta qua e là: se il regista è bravo e sa usare le leve con sapienza lo manderà nei punti giusti e otterrà il massimo punteggio; in caso contrario il percorso della pallina sarà casuale e incontrollabile finchè non cadrà, inutile e sconfitta.”
    Mi hai fatto venire in mente uno dei miei thriller preferiti: Il verdetto. Quel film infatti si apre proprio con una scena in cui l’avvocato gioca a flipper.
    A mio giudizio il messaggio sotteso a quella scena è che la vita è imprevedibile come una partita a flipper: non puoi mai sapere dove andrà la pallina, puoi solo cercare di indirizzarla dove vuoi tu. Senza sapere se la vita seguirà la direzione che tu hai voluto darle, o se invece si ribellerà al tuo volere e traccerà una traiettoria completamente diversa.
    Ovviamente concordo in pieno con il tuo giudizio su David Fincher. Di lui ti consiglio, se non l’hai già visto, Zodiac: è meno celebrato rispetto ad altri suoi film come Seven o Fight Club, ma a me è piaciuto davvero tanto.
    6 anni fa lessi che Fincher avrebbe adattato il mio fumetto preferito, “Black Hole” di Charles Burns: evidentemente non se ne è fatto di nulla, e mi dispiace tanto, perché sarebbe stata una scelta perfetta.

    1. Il verdetto mi manca. Ne scopro ora la sua esistenza, mea culpa. Ma mi basta vedere chi il regista (Lumet) e chi è il protagonista (paul Newman) per decidere di vederlo quanto prima. Grazie per la dritta.

      Ho visto tutti i film di Fincher tranne Millennium – Uomini che odiano le donne (avevo già visto l’originale svedese, quindi mi sembrava pleonastico vedere il remake).
      L’unico che non ho gradito è Benjamin Button, come sai, gli altri li ho amati tutti.
      Citi Zodiac: gran bel film, ha una carica di tensione allucinante.
      L’amore Bugiardo però gli è nettamente superiore però. Con questo film secondo me ha rinnovato le vette di eccellenza già toccate in precedenza solo con Seven e, in minor misura, con Fight Club. Insieme formano una trilogia-del-thriller che dovrebbe essere usata come imperituro paradigma del genere.

      1. In effetti Fincher è un maestro del thriller. Questo genere è nato con i noir anni 40, ha raggiunto le massime vette con Hitchcock, poi c’è stato Di Palma e adesso lui.
        Adesso che Di Palma è in ribasso, il solo Fincher tiene alta la bandiera del genere. Quasi tutti gli altri registi non mi piacciono, perché nei loro thriller si punta di più sull’effetto truculento che sullo spessore della trama. Fino ai casi estremi come la saga di Saw – L’enigmista, dove la trama è un mero pretesto per far scorrere più sangue possibile.
        In questo periodo sono molto impegnato, ma se riesco ad andare a vedere Gone Girl ti farò sapere. : )

      2. E’ un film imperdibile. Cerca di andare a vederlo se puoi.
        Sto già preparando la top film 2014 e di sicuro finirà sul podio 🙂

  2. Mamma mia Lap, un’altra recensione scritta così ed io mi ritiro!
    Perfetta, coinvolgente, “avvincente”! Descrivi le emozioni così bene che riesci a farle provare anche al lettore, bravissimo!!!
    Io non amo particolarmente i thriller, ma dopo la tua recensione non me lo perderò!!! 😉

  3. D’accordo su tutto, con Fincher si va sempre a colpo sicuro, e anche stavolta ha fatto quello che sa fare meglio, ovvero come dici tu, giocare con lo spettatore.
    Nel corso dei mesi mi sono imbattuto in post vari, tra gente che spoilera, troll, mentre tentanvo sempre di evitare di scoprire il twist principale, tanto che ad un certo punto pensavo di essermi rovinato la sorpresa. Ho provato a dimenticarlo, a farmi altre idee, congetture sulle altre possibilità, ma mai mi sarei aspettato la vera ragione della scomparsa di Amy, anche perchè dai trailer davo per scontato – -SPOILER che Amy fosse di fatto morta SPOILER — quindi, meglio di così non poteva andare, preso in giro, e felice di essere caduto nella trappola di Fincher e sceneggiatrice..Per la cronaca, ottima recensione! Vedo con piacere che come me hai rispetto per chi il film non l’ha visto, non lasciandoti andare a rivelazioni pericolose, anzi, invogliando ancora di più alla visione del film stesso!

    1. Ho evitato recensioni e commenti su Gone Girl come la peste: un thriller spoilerato perde completamente di senso e non mi andava di rovinarmi la visione di un film che, come era facile prevedere, sarebbe stato stupendo.
      Una degli aspetti più belli del film è che ti rivolta più di una volt, a metà film, prima della fine e nella fine stessa.
      Lo stesso finale, poi, si lascia andare a più interpretazioni: SPOILER ALERT: Nick resta con Amy perchè lei incinta o perchè, infondo, la ama ancora come insinua sua sorela? SPOILER ALERT

      Insomma, un vero filmone.

      1. E’ stato lo stesso per me, capita raramente, con i grandi film è così. Anche Zodiac mi fece una grande impressione la prima volta che lo vidi, ero così preso nella storia da non sentire le 2 ore e mezza, volevo solo scoprire chi era l’assassino =)

    1. In realtà ho potuto vederlo a casa e per giunta in ottima definizione. E’ una storia lunga che non sto qui a scrivere.
      Comunque sia, anche non l’avessi recuperato così, sarei di sicuro andato al cinema: questo titolo figurava di diritto nella categoria IMPERDIBILI 😀

    1. Ciao e benvenuto nel blog.
      E’ facile trovarsi d’accordo quando c’è di mezzo Fincher: un regista talmente abile da appianare qualunque divergenza.
      Quando poi si cimenta nel thriller – genere nel quale è il maestro indiscusso – possono solo piovere applausi, come nel caso di Gone-Girl

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