Il Confine – Don Winslow

Qui c’è sempre puzza di merda, di fica e di polvere da sparo.

Qui le donne sono tutte puttane mentre gli uomini giocano a fare i poliziotti o i criminali. Spesso entrambi allo stesso tempo.

Qui puoi scopare, piangere o morire nella stessa notte perchè in fondo non c’è molta differenza.

C’era un tizio, una volta, che mentre si sbatteva una escort pagata con lo stipendio di due mesi, piangeva dalla gioia come un bambino, solo che poi gli prese un infarto e ci rimasse secco con le braghe calate e l’uccello di fuori. E’ una morte di merda, ma c’è a chi va peggio, molto peggio, tipo quello sbirro coi capelli rossi come il ketchup che lavorava giù in periferia. Siccome soffriva d’ittero e aveva sempre la pelle un po’ gialla, tutti lo chiamavano Patatina McDonald. Girava voce che stesse d’accordo con il pappone del quartiere: prendeva qualche bustarella e in cambio teneva la polizia lontana dalle strade dove lavoravano le sue battone. Una volta però pisciò fuori dal vaso: aveva bevuto e probabilmente tirato anche un po’ di coca, si sentiva su di giri e prese a dar fastidio a un paio di ragazze del boss, disse che lui era del giro, che si meritava un pompino gratis ma quando quelle si rifiutarono lui le prese a schiaffi e poi a calci. La più giovane finì in ospedale con le costole incrinate, allora il pappone s’incazzò di brutto: mandò a prelevare lo sbirro che ancora stava sul letto a smaltire la sbornia, lo fece portare in un magazzino abbandonato e poi legare a un gancio sospeso, totalmente ignudo, infine prese a percuoterlo con un bastone. L’idea era di rompergli qualche osso senza ammazzarlo, magari spappolargli la milza, ma poi ci prese gusto: il rumore sordo della mazza quando si abbatteva sulla pelle molliccia gli ricordava il rumore del materasso quando da bambino ci saltava sopra per gioco. Dopo una mezz’ora di mazzate al pappone cominciarono a dolere le braccia e allora se ne andò a bere un drink senza accorgersi che il poliziotto era svenuto per il dolore. Quando tornò era morto: pisciava sangue dal buco del culo.

Ora vi è chiaro che ci vogliono palle d’acciaio per venire qui, perchè le cose belle sono poche e comunque celano sempre qualcosa di pericoloso che a sua volta nasconde qualcosa di male. Una matrioska di merda, insomma. Poi l’aria è viziata e ti corrompe l’anima prima ancora che te ne accorga fino a farti diventare uno stronzo andato a male. Sangue, sudore e saliva sono la benzina di questo mondo e se anche per un solo istante penserai di averne versata abbastanza, allora sei proprio un coglione perchè le nostre bollette non scadono mai e si pagano sempre. Qui “abbastanza” non è mai abbastanza.

Il sangue non è mai abbastanza.

La disillusione non è mai abbastanza.

La sofferenza non è mai abbastanza.

Il male non è mai abbastanza.

Perchè il fetore della disperazione si declina e si rinnova ogni sera scoprendo nuovi meandri dove infilare i propri tentacoli appiccicosi e maleodoranti: la disperazione di chi muore; la disperazione di chi sopravvive; la disperazione di chi resiste suo malgrado; la disperazione di chi ha tutto senza apprezzare nulla; la disperazione di chi ha perso ogni cosa, perfino la dignità; la disperazione di chi ha compreso che non c’è salvezza perchè non c’è più speranza: se le cose sono andate storte ieri e continuano ad andare storte anche oggi, allora andranno senz’altro storte anche domani.

Pertanto, se volete entrare in uno dei miei libri, fatelo. Però io vi avverto: la mia parola ama essere potente e icastica, non le piacciono le mezze misure e non ha paura di sporcarsi le mani. Alla mia parola piace raccontare le cose così come stanno, senza edulcorazioni o sofismi letterati, quindi se c’è una merda vi dirò che c’è una merda, mica che c’è un mucchietto di escrementi maleodoranti… E ne IL CONFINE di merda ne racconto veramente tanta e a ogni livello: merda polverosa e violenta ma anche merda raffinata ed elegante, perchè gli stronzi possono andare vestiti di stracci a stuprare bambine ma possono anche indossare completi da tremila dollari e rovinare la vita di migliaia di famiglie mentre fanno il brunch o giocano a golf.

Mi piace sperare che nei miei romanzi significante e significato si fondano dando forma ed espressione a un modo di fare letteratura che oscilla sempre tra il “nuovo” e “l’alternativo”, incapace di risolversi e forse, proprio per questo, ancora più espressivo. Ma poi ricordo che nelle mie storie non c’è pace e forse neppure ricerca di vendetta, ma solo mutua rassegnazione, quella trasversale sconfitta che attraversa tutti i personaggi, contenitori spesso vuoti e incapaci di ribellarsi a un destino meschino che li ha costretti a perdere sempre. I miei sono racconti di sopravvissuti alla morte o ai propri demoni, non ci sono eroi ma solo uomini rassegnati che si accontentano di vincere qualche battaglia pur sapendo di perdere la guerra.

Se tutto ciò non vi spaventa, allora buona lettura.

Altrimenti andatevene affanculo.

Cordialità,
Don Winslow

130 pensieri su “Il Confine – Don Winslow

  1. Questo è senza dubbio uno dei post più belli e più creativi che tu abbia mai scritto. Tra l’altro è perfetto come recensione di un libro di Don Winslow, perché riprende almeno 2 delle sue ossessioni: la tortura (gli piace così tanto che ne Il confine ha creato un personaggio ad hoc, Belinda) e il gusto per l’aneddoto, per il fatterello che va poi ad incastonarsi in un quadro generale infinitamente più ampio.
    Colgo l’occasione per dirti che ho finito Freddo a Luglio: ti ringrazio per avermelo consigliato, perché era davvero bello come dicevi. È un libro nettamente diviso in 3 parti: all’inizio è lento e malinconico, poi l’ingresso di Jim Bob avvia la parte comica, e infine la scoperta della videocassetta fa capire che da quel momento in poi non c’è proprio niente da ridere, c’è solo da sparare, ammazzare e menare le mani. Ovviamente la prima è la più debole, e questo mi ha stupito molto: di norma è proprio all’inizio che lo scrittore cerca di dare il meglio per spingere il lettore ad andare avanti, qua invece è successo l’esatto opposto.
    Avevi ragione nel dire che Jim Bob è di gran lunga il personaggio più divertente, ma in realtà tutti i personaggi sono ben definiti: Russel sembra solo un violento psicopatico e invece si rivela essere un uomo molto più complesso, perfino nobile per certi aspetti; Price sembra un uomo elegante e comprensivo, oltre che un poliziotto buono al 100%, e invece si rivela essere molto più marcio di Russel; Ann è una donna semplicemente adorabile, che accetta suo marito per quello che è (comprese le parti di lui che odia con tutta se stessa) e lo supporta in tutto e per tutto. Paradossalmente è proprio il protagonista il personaggio meno interessante: se escludiamo il suo senso dell’onore, non c’è nulla che lo definisca particolarmente. È come se Lansdale avesse voluto relegarlo il più possibile ad un ruolo di mera voce narrante, lasciando che ad agire fossero soprattutto Jim Bob e Russel: probabilmente lui stesso si era accorto che questi comprimari erano più riusciti del protagonista.
    Ho scoperto soltanto dopo averlo finito che da questo libro hanno tratto un film, e che la parte di Ann l’hanno affidata alla dolcissima Vinessa Shaw: una scelta di casting semplicemente perfetta. Russel invece me l’ero immaginato con la faccia di Robert Duvall, perché quest’attore è esattamente come lui: nonostante la sua vecchiaia, dà un’impressione di forza fisica e mentale così solida che finisce per metterti in soggezione più di un ventenne palestrato.

    1. Poiché sei stato tu a consigliamo il primo libro della saga (il potere del cane) e sempre tu sei non solo un grande amante dei romanzi di Winslow ma anche un fervido lettore di cui tengo in massima considerazione il giudizio, sono lietissimo che tu abbia apprezzato questo mio sforzo critico ma soprattutto narrativo, nel quale ho cercato di imitare (ma più che altro scimmiottare) lo stile di Don Winslow.
      Sono altrettanto lieto – ma meno stupito perché non poteva essere diversamente – che ti sia piaciuto Freddo a Luglio. Si tratta di un romanzo semplicemente elettrizzante, nonostante un avvio abbastanza stanco, effettivamente. Ti confesso che avevo anche pensato di interromperlo, ma non tanto per la lentezza delle prime pagine quanto perché ad un certo punto il protagonista spiega che lui e sua moglie avevano perso una figlia quando lei era all’ottavo mese di gravidanza, che è esattamente ciò che è successo qualche anno fa a me e mia moglie, tuttavia ho trovato la forza di andare avanti perché sarebbe stato un comportamento troppo arrendevole smettere di leggere un libro solo perché ha riportato a galla uno degli episodi più dolorosi (se non il più doloroso in assoluto) della mia vita. E devo dire che ne è valsa la pena.
      Come molti dei romanzi d’azione o di narrativa più leggera (ma non per questo meno nobili di altri, sia chiaro) anche in Freddo a Luglio la differenza la fanno i personaggi perché è la loro statura e la loro complessità nonché la loro capacità di stabilire un rapporto empatico con il lettore a determinare la buona riuscita di una storia. Pensa a questo caso: senza un personaggio magnetico e trascinante come Jim Bob sarebbe stato nettamente più brutto e noioso.
      Riguardo al film sono molto curioso di vederlo. Soprattutto perché temo che Don Johnson non possa proprio funzionare come Jim Bob perché quella era una parte fatta e finita per John Travolta, punto. Esattamente come quella di Russel era fatta e finita per Kurt Russell (che già s’era portato avanti con il cognome…). Con loro due al timone, il film sarebbe stato un autentico portento. Sicuramente anche Duvall sarebbe andato bene, ma temo sia ormai troppo vecchio per un ruolo del genere….

      1. Anch’io ho storto il naso nel vedere che avevano scelto Don Johnson, ma per un altro motivo: quest’attore sprizza glamour da tutti i pori, praticamente c’ha Hollywood scritto in fronte, e quindi non ce lo vedrei mai a gestire un allevamento di maiali. Anzi, lui è il tipo che quando va a fare colazione al bar ordina le uova senza pancetta, perché è vegetariano o perché ha letto che la carne suina fa male all’organismo.
        Tra l’altro io ci sono stato in un allevamento di maiali, ed è un’esperienza che non ripeterei per nulla al mondo: di norma la puzza non mi dà noia, ma in quel caso l’odore era davvero insopportabile. Purtroppo dovetti anche rimanere a pranzo lì, ma in mezzo a quel fetore non riuscii a godermi una sola portata.
        Io invece mi ero immaginato Jim Bob con la faccia di un attore del sottobosco televisivo americano, Jeremy Ratchford. Gli avevo affidato anche la parte del protagonista di Corruzione di Don Winslow. Non so dirti perché abbia questa tendenza ad affidargli dei ruoli importanti, perché non è un attore al quale sono particolarmente affezionato.
        La ciliegina sulla torta sarebbe stato un cameo di Danny Trejo nel ruolo del messicano amico di Freddy: lui è uno dei pochi attori che quando deve interpretare un brutto ceffo non deve passare neanche un secondo dal truccatore! 🙂

        1. Effettivamente il figo di Miami Vice non può fare Jim Bob in nessuna dimensione conosciuta.
          Onestamente non conosco l’attore che hai menzionato, Jeremy Ratchford, comunque sia mi fido pienamente del tuo giudizio.
          Ne IL CONFINE Danni Trejo sarebbe stato perfetto nel ruolo di EL MASTIN, mentre farei fatica a trovare una ragazza adatta al ruolo di Belinda… la sanguinaria sicaria de LOS HIJOS… Le stratopassere adatte a un ruolo del genere (pazza e violenta) sono veramente pochissime, forse quasi inesistenti. Qualche idea?

  2. Non ho letto il romanzo di Don Winslow Il Confine ed anzi aggiungo che mi sono avvicinato a questo autore da pochissimo, spinto soltanto dalle tue parole e non dalla notorietà che comunque egli ha sviluppato nel web, in un pubblico selezionato di estimatori: il mio è un avvicinarsi tiepido, perché questo è un tipo di letteratura (non parlo di stile narrativo, sia ben chiaro, ma di soggetti) che normalmente non ricerco nella carta stampata, ma che invece non disdegno assolutamente al cinema, anzi.

    Può sembrare una contraddizione, ma non lo è affatto: per quanto abbiano innumerevoli punti di contatto, cinema e letteratura sono infatti due media completamente diversi ed è quindi normale che una persona come me, come te e come il nostro amico Wwayne si avvicini ad essi cercando stimoli differenti (a riprova di questo valga anche il momento della giornata o i momenti che tutti e tre dedichiamo alla lettura di un libro o alla visione di un film).

    Insomma, si può amare una storia noir o poliziesca, dai toni pulp e sanguigni, addirittura efferati, ma non necessariamente in modo indistinto quando essa è narrata in un libro, piuttosto che al cinema o in televisione e questo è quanto avevo da dire sull’argomento…

    Tuttavia io sono qui non per commentare il libro di Winslow, ma per compiacermi della tua recensione, che questa volta non è una di quelle che io definisco normalmente “non-recension”, ma al contrario è la Regina di tutte le recensioni ovvero quella che io spero sempre di poter trovare quando mi informo su un autore o un libro e che regolarmente non trovo mai.

    Voglio puntualizzare ed insistere, perché nessuno possa pensare si tratti di patetica ed inutile adulazione fatta da un amico al lavoro di un altro: ciò che intendo e che normalmente le persone incapaci di fare recensioni si limitano a raccontare pezzi della trama o a fare descrizioni che non fanno davvero capire lo stile del romanziere e questo perché quasi sempre, ma non in questo caso, chi recensisce non è uno scrittore.

    Ecco, leggere il tuo pezzo è come per un amante di cinema leggere un articolo di Gianni Canova, critico che ha la rara capacità di immergere i suoi lettori in una visione cinematografica fatta di parole e che, senza bisogno di raccontare nulla del film, fa capire perfettamente come è stato girato e non parlo solo di tecnicismi, che lui comunque sottolinea e conosce, ma parlo del modo, del ritmo, del cuore che pulsa dietro le scene, in una parola delle emozioni che trasmette.

    Continuando con gli esempi, la tua recensione permette di vedere e sentire il romanzo di Wislow come potrebbe fare un grande pittore a cui si chiedesse come fossero le opere di quel tal artista che lui è andato a conoscere in una città straniera, le cui opere però non ha potuto alcun modo fotografare: immagina, amico mio che, per ovviare a questa mancanza, il pittore interrogato prendesse un pennello e dei colori e cominciasse a tratteggiare degli schizzi fatti con lo stile dell’artista di cui lui vuole riportare la sensazione e l’emozione, perché questo è esattamente quello che hai fatto tu.

    Pensa che meraviglia per un lettore poter avere sempre a disposizione un artista per conoscere a fondo un’opera che non ha mai visto o un libro che non ha mai letto: io questa fortuna ce l’ho, almeno per i libri che tu leggi, sempre che tu voglia anche in futuro continuare a fare ogni recensione con questo modo tutto personale e mimetico di rendere viva la pagina scritta.

    Bravissimo.

    1. Ti confesso che mai come in questo caso fremevo e al contempo temevo di leggere il tuo commento.
      Questo doppio sentimento è solo apparentemente contraddittorio, perché infatti se da un lato ero in fervida attesa di leggere il tuo parere sul mio post (e sul romanzo di Winslow, che immaginavo erroneamente tu avessi già letto) perché i tuoi commenti sono sempre fonte di grande arricchimento personale indipendentemente dalla piega e dalla direzione che essi prendono, dall’altro lato temevo che il mio sforzo (più narrativo che critico, in verità) fosse stato poco incisivo se non perfino deludente. Lo stile di Winslow, infatti, è molto ben riconoscibile ma indubbiamente difficile da replicare, e siccome ti conosco come amico sincero, che quando c’è da fare una critica (ovviamente sempre intelligente e costruttiva) la fa senza paura di offendere o avvilire, sapevo che se avessi (per usare una metafora tanto cara al nostro) pisciato fuori dal vaso me l’avresti fatto notare con precisione di dettagli. E avendo investito tanto su questo pezzo, ecco la delusione personale sarebbe stata pesante.
      Mi rallegro, quindi, di aver suscitato – almeno in te – un apprezzamento completo.
      Ma basta parlare di me e del mio per certi aspetti patetico tentativo di riflettere l’abilità del signor Don Winslow, autore che ho scoperto di recente proprio grazie a Wayne.
      Pensavo tu lo conoscessi direttamente, ma il ragionamento che hai fatto in apertura di commento spiega in maniera esauriente e inappuntabile la tua scelta, anche perché alla fine ognuno di noi vede\legge\sente quello che gli pare. Winslow è un autore crudo sia nel lessico che nei dettagli del racconto, ma è principalmente un abile creatore di personaggi incisivi che poi sa far muovere con abilità. Una sua dote poco riconosciuta, però, è la grande capacità di costruire realtà complesse nelle quali miriade di dettagli accuratamente studiati tendono a creare un mondo autosussistente. A mio avviso sarebbe un abilissimo romanziere storico, anche se ormai credo che non lascerà più filone noir\poliziesco che lo ha reso famoso (e molto molto ricco…).
      Visto che ci piace parlare molto di cinema, mi permetto di citare un film che secondo me, più di ogni altro e forse anche più di quelli tratte da sue opere, può far intuire lo stile di Don Winslow. Il titolo in questione è SICARIO, del nostro amatissimo Denis Villeneuve. La scelta ha un doppio valore, perché da un lato l’ambientazione tra USA e MESSICO e il tema del narcotraffico sono elementi carissimi e ricorsivi nella narrazione di Winslow, d’altro canto però lo stile crudo e coinvolgente scelto da Villeveuve per mettere in scena una delle sue opere più riuscite ricordano tantissimo l’approccio che l’autore americano ha con le sue storie.
      Visto che hai manifestato più interesse a fruire storie di questo genere al cinema piuttosto che sulla carta stampata, e volendo comunque io concludere questo lungo commento con un consiglio letterario, mi permetto di suggerirti una lettura particolare, si tratta del romanzo “Niente caffè per Spinoza” dell’autrice Alice Cappagli. Ironia della sorte l’ho letto subito dopo il Confine ed è una della carezze letterarie più gradevoli che mi siano capitate per le mani negli ultimi anni. E, per inciso, il vecchio professore protagonista della storia, sarebbe un perfetto ermenauta!!!
      Ora ti saluto, ho ammorbato abbastanza.
      Buona serata e grazie ancora per aver saputo trovare qualche virtù in questo rischioso esercizio in cui mi sono cimentato!

      1. Non ho letto nulla di Winslow – ma ho il forte sospetto che mi piacerebbe.
        Concordo con quanto detto da Kasabake sul fatto che cinema e letteratura hanno cose diverse da offrire (senza entrare nel discorso sulle trasposizioni, che c’entra solo di striscio).
        Pensavo già di chiedertelo/chiedervelo l’altroieri, poi mi son scordata: ho appena visto Le belve, diretto da Stone (ci sono idee che mi son piaciute, ma per qualche motivo non riesco ad andare oltre l’aggettivo “carino”, che forse non intenzionalmente suona già come un’offesa… per altro se non erro Winslow stesso ha collaborato alla sceneggiatura).
        L’avete visto? Che ne pensate?
        (E, nel caso, che scarto c’è tra film e libro in termini di incisività?).

        1. Le belve rientra nella parte più “giocosa” della bibliografia di Winslow: anche lì parla di droga a tutto spiano, ma il suo stile è ironico anziché duro. Inoltre, in quel libro racconta la storia dal punto di vista degli spacciatori anziché dei poliziotti. Tra l’altro questo non è l’unico libro di Winslow da cui hanno tratto un film, perché c’è anche “Bobby Z – Il signore della droga”: confesso di non aver visto nessuno dei 2, e di Bobby Z non ho neanche letto il libro.
          Tra l’altro dalla pagina imdb di Don Winslow ho scoperto 2 dati interessanti:

          – Nel 2002 ha scritto la sceneggiatura di un film sportivo, genere che non credevo fosse nelle sue corde (anche se in 2 suoi libri ha un ruolo importante un ex giocatore di football, Crazy Eddie);
          – E’ in cantiere una serie tv tratta da “Il cartello”. Il problema è che quel libro è il sequel de “Il potere del cane”, e le loro trame sono legate troppo strettamente per far iniziare la serie tv dal secondo romanzo. Peraltro “Il cartello” è molto più debole rispetto a “Il potere del cane”, quindi anche dal punto di vista qualitativo non ha alcun senso tagliare tutto ciò che succede nel primo libro.

          Rimanendo in tema di cinema, ti segnalo questo gioiellino (è un poliziesco da urlo, come tutti i film di Bobby Moresco):

          1. Grazie! Sempre esaustivo 🙂
            Chissà che da qui non mi nasca una nuova passione, toh.
            Per ora buona giornata.

          2. Riguardo FULL RIDE, il film sportivo che ha sceneggiato nel 2002, credo che siamo veramente in zona “film da serie z”. Pensa che su IMDB (al di là del poco lusinghiero 5.5 di voto medio) è stato valutato soltanto da 260 utenti. Sono un assiduo frequentatore del portale, come ben sai, e ti assicuro che in tanti anni non mi è mai capitato di vedere un film americano con così poche valutazioni, ergo deve trattarsi di un’opera talmente brutta che non l’ha vista nessuno.

            Riguardo invece alla serie tv IL CARTELLO ho il sospetto che il titolo possa essere fuorviante. Da quel che avevo capito leggendo tempo fa la notizia di questa produzione, la serie racconterà i fatti di tutta la trilogia dedicata ad ART KELLER e quindi sarebbe stato scelto il titolo del secondo romanzo della serie solo per accattivare di più il pubblico. Però ci sono ancora poco notizie accertate, quindi credo bisognerà aspettare un po’ per capire di cosa si tratta e di sicuro se hai straragione che non avrebbe il minimo senso fare una serie su IL CARTELLO quando IL POTERE DEL CANE è nettamente meglio…

            Chiudo con una riflessione su BOBBY Z: ho letto il romanzo e, pur non essendo tra le sue opere migliori, è sicuramente gradevole. E sono proprio curioso di trovare il film, anche perchè il cast non mi sembra niente male: Paul Walker, Laurence FIshburn e soprattutto Olivia Wilde (sempresialodata). E poi il registo è lo stesso di ESCAPE PLAN 3 e 15 minuti – Follia omicida a New York, quindi ci sono le premesse per vedere un thriller ben strutturato!!!!

          3. 15 minuti – Follia omicida a New York è un film attorno al quale ronzo da oltre 10 anni, senza mai decidermi a vederlo. Adesso che ho saputo che il suo regista è lo stesso del discreto Escape Plan 3 potrei anche decidermi a vederlo.
            Colgo l’occasione per dirti che ho visto un film che avevi messo tra i più attesi del 2019 (https://lapinsu.wordpress.com/2018/12/27/i-film-da-non-perdere-nel-2019/), Men in Black: International. In pratica Chris Hemsworth e Liam Neeson riprendono pari pari i personaggi di Will Smith e Tommy Lee Jones, con 2 differenze:

            – Will Smith era perfetto per interpretare il Man in Black ironico e scanzonato, Chris Hemsworth invece no, perché ha un talento comico pari a zero (e le gag pietose che gli hanno fornito certo non aiutano);
            – Qua il vecchio saggio che fa da mentore al Man in Black più giovane ha un minutaggio risicato, perché hanno scelto di affiancare a Chris Hemsworth un Man in Black donna. Ed è stata una scelta asinina, perché quel personaggio è insipido, e l’unico motivo per apprezzarlo è che ad interpretarlo è quella strafiga di Tessa Thompson.

            Nonostante questi difetti, il film presenta 2 belle scene e 2 colpi di scena assolutamente imprevedibili, quindi un 7 su imdb gliel’ho dato. Ma non posso scordarmi che il primo Men in Black di belle scene ne aveva almeno 10, altro che 2…

          4. 15 minuti – Follia omicida a New York è un film gradevole, tuttavia confesso che me lo aspettavo un po’ migliore…
            Riguardo invece l’ultimo Men in Black, il tuo commento è il primo positivo che trovo perchè finora me l’hanno stroncato tutti, perfino kasabake che è un grande estimatore della saga.
            Onestamente dubito che lo vedrò…. già la coppia di protagonista mi piace poco (Hemsworth è un carciofone e la Thompson non mi tira neanche un po’…) e poi i commenti poco lusinghieri hanno fatto il resto. E’ più probabile che riveda il primo film, quello si un autentico capolavoro di azione e comicità.

          5. Tra l’altro la prima parte di Men in Black: International è strapiena di citazioni dal primo film: probabilmente il regista pensava che in questo modo i fan della saga sarebbero andati in brodo di giuggiole, e invece tutte quelle citazioni servono solo a sottolineare ancora di più l’abisso che separa le 2 opere.
            Colgo l’occasione per dirti che noi tifosi viola abbiamo accolto con grande sconcerto la notizia della cessione di Cutrone al Wolverhampton. A Firenze abbiamo sempre creduto che lo scambio con Veretout fosse sfumato per una questione di cifre, perché Pradé aveva detto che il Milan valutava Cutrone 25 milioni: adesso veniamo a sapere che Pradé ha mentito, perché Cutrone è passato al Wolverhampton per gli stessi soldi che ci ha dato la Roma per Veretout. Ergo, lo scambio si poteva fare. Noi tifosi viola adesso ci sentiamo presi per il culo, e vogliamo sapere da Pradé il vero motivo per cui lo scambio Veretout – Cutrone non è andato in porto. Dubito che sia andata così perché i giocatori si sono messi di traverso: il Milan è una società più prestigiosa della Roma, e la Fiorentina ha margini di crescita maggiori rispetto al Wolverhampton. La trattativa può essere saltata solo per l’incompetenza di Pradé: lui, consapevole di averla fatta grossa, ha tentato di nascondere la cosa sotto al tappeto con quella bugia dei 25 milioni. Evidentemente la mamma non gli ha insegnato che le bugie hanno le gambe corte…

          6. Ci potrebbe essere un’altro aspetto, però.
            Da quel che ho capito, il Milan voleva assolutamente inserire Biglia nella trattativa ma essendo il giocatore ormai mezzo rotto, la Fiorentina si è ben guardata di accollarsi il suo oneroso stipendio.
            Comunque Cutrone sarebbe stato perfetto per voi, secondo me. Non è un campione, ma è un ragazzo serio e con grande voglia di imparare, e poi Montella lo conosce bene avendolo lanciato lui per primo nel calcio dei grandi.
            Oltre al danno di non aver preso Cutrone, poi la beffa di aver ceduto alla Roma in prestito con obbligo di riscatto, così i soldi della sua cessione nemmeno potete investirli subito per trovare un sostituto.
            Ho seguito poco la campagna acqusti della Viola, ma finora mi pare che l’unica mossa giusta fatta da Commisso sia stata quella di bloccare a tutti i costi Chiesa impedendone la cessione.
            Al di là di questo, tu sei soddisfatto? Fossi un fiorentino sarei preoccupato…

          7. Con il riscatto di Muriel avremmo finalmente risolto il problema del centravanti che ci portiamo dietro da tempo: Pradé ha commesso la follia di non riscattarlo senza avere in mano un sostituto, e il risultato è che al 2 di Agosto siamo ancora con un solo centravanti (che peraltro è quel cesso di Simeone).
            Come se non bastasse, Pradé ha passato l’Estate ad inseguire un sacco di teste calde e per di più bollite: Balotelli, Nainggolan, Boateng… alla fine è riuscito a prendere soltanto quest’ultimo, e giusto perché il Sassuolo gliel’ha praticamente regalato. Non sono questi gli acquisti che possono farci svoltare, perché in campo non hanno più nulla da dare e fuori dal campo rompono i coglioni un giorno sì e l’altro pure.
            Riguardo a Chiesa, a mio giudizio Commisso non ha ancora capito come funziona il calcio italiano. Qui da noi se un calciatore resta controvoglia difficilmente sarà così professionale da giocare comunque con impegno e voglia: nel migliore dei casi giocherà scoglionato, e nel peggiore fingerà un infortunio dietro l’altro per ripicca. Chiesa sembra un bravo ragazzo, quindi forse quest’ultimo colpo basso se lo risparmierà, ma scordiamoci di rivedere il giocatore spumeggiante che ci siamo goduti fino a pochi mesi fa…

          8. Non sapevo di Boateng. Sostituire Muriel con lui è una vera sciagura. Teoricamente sarebbe anche bravo, ma è chiaro che gli piace di più la vita mondana e la Satta rispetto ad allenarsi seriamente e giocare a 100 all’ora.
            Come biasimarlo, però?

            Riguardo Chiesa credo che il discorso sia un po’ più complicato. Sicuramente il tuo ragionamento non fa una piega, però immagina se l’avesse venduto adesso: Commisso sarebbe stato ricordato come il presidente che vende Chiesa un mese dopo aver comprato la Fiorentina e ciò lo avrebbe marchiato per sempre. Per cui capisco il suo desiderio di trattenere il giocatore. La sua giovane età unita alla sua serietà, poi, secondo me possono salvarvi: non credo che il ragazzo avrà voglia di sbracare perchè a)potrebbe avere meno pretendenti il prossimo anno b) rischierebbe di giocarsi un posto agli europei che si giocheranno il prossimo giugno (non che abbia molta concorrenza, ma non si sa mai…)

          9. Non avevo riflettuto sul “fattore Europei”: effettivamente la consapevolezza di dover convincere Mancini a inserirlo nella rosa dei 23 può indurre Chiesa a giocare comunque con impegno.
            Noto che hai dato 8 ad ogni singola puntata di The Boys: non mi stupisce, perché quella serie tv è tratta da un fumetto politicamente scorretto al massimo, che prende in giro in maniera deliziosamente graffiante il mondo dei supereroi e tutti i suoi stereotipi. Magari in queste 2 settimane che mi separano dalle ferie me la guardo anch’io! 🙂

          10. THE BOYS è una serie tv fenomenale.
            Il plot è divino, le interpretazioni sono mostruose (è bravo perfino Karl Urban) e le singole puntate sprizzano genialità ad ogni fotogramma.
            Insieme a THE UMBRELLA ACADEMY e GOOD OMENS è la miglior serie tv che ho visto quest’anno.
            E poi il modo in cui irride lo star-system dei cinecomic è favoloso.
            Visto che conosci perfino il fumetto, devi assolutamente recuperare questa serie-tv: sono certo che non te ne pentirai!

          11. Ne sono certo anch’io. Se riuscirò a guardarla prima di partire per le vacanze, ti farò sapere come l’ho trovata! 🙂

          12. Prima mi faccio un po’ di montagna con i miei genitori, poi torno in Liguria per riallacciare i rapporti con tutte le persone che ho conosciuto quando insegnavo lì.
            Subito dopo il mio ritorno dalla Liguria partiranno gli esami di recupero del debito, quindi possiamo dire che dalla seconda metà di Agosto in poi sarò molto indaffarato.
            Ti segnalo anche questo post sui migliori film del decennio: https://gramonhill.wordpress.com/2019/07/29/i-migliori-film-del-decennio-prima-parte/. Di norma io e GramonHill ci troviamo d’accordo, ma in questo caso no: soltanto “La battaglia di Hacksaw Ridge” e “Il cavaliere oscuro – Il ritorno” potrebbero figurare anche nella mia classifica, e certamente non ai primi posti. Tu hai trovato altri titoli su cui si può concordare?

          13. Mare e montagna, il top.
            Io da quando è nata mia figlia ho preferito fare solo mare (quest’anno son stato in Puglia) ma prima o poi tornerò ad alternare come in passato.

            Riguardo la lista che mi hai suggerito, sicuramente di primo acchito inserirei gli stessi titoli che hai citato tu.
            Ci sono altri film molto belli come DUNKIRK, THE JUDGE e soprattutto PRISONERS, tuttavia non so se li inserirei in una classifica così ambiziosa.
            Poi, dato che si tratta di una prima parte, aspetterò di leggere la seconda per verificare le ingiustificabili assenze di ARRIVAL, LOGAN e THE WOLF OF WALL STREET.

          14. Io The Wolf of Wall Street non sono riuscito a farmelo piacere fino in fondo, soprattutto per un motivo in fondo stupido: la scena iniziale in cui Di Caprio appallottola le banconote e le lancia nel cestino. Sarà che ho vissuto in Liguria e ne sono rimasto condizionato, ma per i soldi nutro un rispetto troppo grande per poter accettare una scena del genere. La reputo molto più grave di tutte quelle in cui sniffa, perché almeno quelle non sono uno schiaffo in faccia a tutti coloro che con quelle banconote avrebbero potuto fare 2 pasti al giorno anziché uno o saldare uno dei tanti affitti arretrati.
            Riguardo a The Judge, stavo per vederlo per sbaglio: al multisala avevo comprato il biglietto per Sin City 2, ma poi mi infilai nella sala sbagliata e finii per vedere anche i primi minuti di The Judge. Non mi era parso granché, ma da quello che mi dici avrei fatto meglio a restare dov’ero e guardare The Judge anziché quel cesso di Sin City 2. Per fortuna sono sempre in tempo a rimediare! 🙂

          15. non so se tu abbia avuto modo di vedere la serie tv Narcos, prodotta da Netflix. Io ho seguito le prime due stagioni, quelle che raccontano l’asceda e caduta di Pablo Escobar. La serie ha un taglio particolare perchè le scene normali vengono intervallate da lunghe sequenze con una voce narrante nella quale vengono mostrate reali immagini dell’epoca, insomma come un documentario. Questo stratagemma è stato scelto, tra le altre ragioni, anche per testimoniare la fedeltà con cui gli autori hanno raccontato i fatti realmente accaduta.
            Ebbeme, c’è una scena molto particolare nella quale si vede il protagonista in fuga con la famiglia mentre dà fuoco a intere valigioni colmi di dollari per scaldare la figlia, bruciando letteralmente qualche milione di dollari.
            Per Escobar la perdita fu minima (guadagna milioni al minuto…) ma sicuramente è una scena di grande impatto al confronto della quale la scena da te citata impallidisce.
            Questo inutile pippone per dirti che senz’altro hai ragione, scene del genere sono assolutamente deplorevoli dal punto di vista etico e sociale, tuttavia vanno prese per quel che sono, ovvero artifizi narrativi con cui il regista vuole descrivere le caratteristiche del personaggio utilizzando meno fotogrammi possibili.

            Riguardo invece The Judge, si tratta di un film bello, non un capolavoro, ma bello. Descrive molto bene un rapporto padre(Robert Duvall) \ Figlio (Robert Downey jr) conflittuale e irrisolte, nel quale rancori e lutti si intersecano in maniera tragica. Mi sento di consigliartelo caldamente.

            PS: è vero che Sin City 2 è una schifezza, ma almeno ti sei gustato le tette di Eva Green (sempre siano lodate) nel maxischermo del cinema….

          16. Quanto cazzo hai ragione! Le tettone fanno sempre la loro porca figura, ma sul grande schermo sono proprio il massimo! 🙂

          17. ammetto con un filino di vergogna che un po’ invidio i due mesi di ferie di cui stai (giustamente) godendo in questi giorni!

          18. In realtà negli anni in cui riesco ad evitare gli esami di maturità (com’è avvenuto quest’anno) diventano addirittura 3. Di norma li sfrutto per preparare lezioni a tutto spiano, così poi quando rientro a scuola il pomeriggio posso dormire anziché mettermi a lavorare sugli argomenti che devo spiegare il giorno dopo.
            Prima hai definito Full Ride un film di serie Z: ebbene, non so se te l’ho già segnalato, ma da qualche tempo ho scoperto un blogger che ha grande talento nel prendere in giro i film di serie Z. Ed è anche molto gentile quando si tratta di rispondere ai commenti, il che non guasta e non è scontato. Ti lascio il link del suo divertentissimo blog: https://ilzinefilo.wordpress.com/

        2. Ciao Clelia
          ha già risposto wayne in maniera perfetta quindi posso aggiungere ben poco.
          Vidi questo film circa 5 anni fa e lo recensii brevemente (https://lapinsu.wordpress.com/2013/04/04/visioni-pasquali-1/) (non stupirti del tipo di post, all’epoca ero l’equivalente di un bambino qui su wordpress e il mio stile, per così dire, si è un po’ evoluto nel frattempo…).
          Il film è carino e, cosa strana, all’epoca nemmeno sapevo fosse tratto da un romanzo di Winslow che per altro non ho mai letto, neppure dopo essermi appassionato allo scrittore americano. Raramente ho letto un romanzo dopo averne visto il film da cui è tratto. Andando a memoria mi viene in mente solo IL SIGNORE DEGLI ANELLI e STORIA DELLA MIA VITA (di cui parlammo tempo fa nel tuo blog).
          Così come wayne, sono anche io curioso di vedere cosa potrà venir fuori dai film o serietv che saranno tratti dai romanzi di Winslow, anche se in realtà ho il sospetto che le sue storia corrano il rischio di soffrire della stessa malattia di quelle del Re (Stephen King), che a fronte di decine di trasposizioni cinematografiche si contano film decenti solo sulle dita di una mano, mentre per lo più ci sono film orrendi.

          Se vuoi avvicinarti alle opere di Winslow, sicuramente la trilogia iniziata con IL POTERE DEL CANE è quella più importante e il primo romanzo sicuramente il suo più bello. Tuttavia sono libri complessi e difficili da digerire per la crudezza con cui sono raccontati.
          Ci sonoaltre 2 serie di romanzi (i primi editi addirittura negli anni 90) che sono più leggeri più ugualmente digeribili e fanno capo entrambi a due investigatori privati sui generis: il surfer BOONE DANIELS (La pattuglia dell’alba, L’ora dei gentiluomini) e il letterato Neal Carey (China Girl, London Underground, Nevada Connection).
          In realtà però se proprio devo consigliarti un romanzo suo, ti consiglierei CORRUZIONE (titolo originale THE FORCE), ambientato a New York (strano, perchè la quasi totalità dei suoi romanzi è ambientata in California o comunque negli Stati Uniti del Sud).
          Comunque, in linea generale, dove peschi peschi bene, a patto che ti piaccia il suo genere sempre a metà strada tra il noir e il poliziesco.
          Io faccio poco testo, perchè leggo un po’ di tutto, però capisco che certi generi possano risultare indigesti.

          1. Grazie infinite.
            Tanta carne al fuoco, ed è un fuoco ad alta temperatura.
            Innanzitutto vorrei poterti smentire sui film tratti da King, ma ovviamente non posso nemmeno nei miei sogni più arditi.
            Su dieci prodotti se ne contano uno o al massimo due fatti bene, gli altri son ciofeche (leggevo tra l’altro ieri di un film non solo tratto da un racconto di King ma addirittura girato da lui, e che tuttavia è talmente trash da meritarsi un post, qui:
            https://ilgiornodeglizombi.wordpress.com/2019/07/31/ciclo-zia-tibia-2019-brivido/

            In realtà il noir (ancor più del poliziesco, che ha un’abbondanza tale di titoli e variabili da far girare la testa) è uno dei miei generi preferiti, nonostante debba ammettere – come mi capita spesso ahimè di dover fare – che lo trascuro tantissimo.
            Sicuramente la linea “dura” mi interessa di più, ma sapere che Le belve non rientra in essa mi consola del fatto che il film mi sia sembrato così light.
            Direi quindi che il primo passo ora è creare un nuovo “scaffale” nella mia biblioteca di roba da leggere, e poi scegliere seguendo le indicazioni. Dopo l’ennesimo Foster Wallace ed il Bat-Lansdale, che sono gli unici titoli rimastimi in lettura, direi che posso buttarmi su Winslow. quale modo migliore di terminare l’estate afosa che condirla con litrate di sangue e spurghi fognari – oops, scusa, volevo dire merda.

          2. Innanzitutto grazie per il link al blog, è tostissimo!!!! Lo inserisco subito tra i miei preferiti!!!!
            Riguardo il Re, la cosa che mi ha fatto sempre sorridere è che, con ogni probabilità, le migliori trasposizioni tratte dai suoi romanzi sono quelle su storie non-horror, che è invece il genere prediletto del nostro. Penso a LE ALI DELLA LIBERTA’, oppure STAND BY ME o ancora IL MIGLIO VERDE. MISERY NON DEVE MORIRE forse è la migliore trasposizione di un romanzo horror (ci sarebbe SHINING, starai penando, ma è una trasposizione sui generis, quindi lo metto a parte). Non mi è spiaciuto l’ultimo IT, ma il resto ho visto solo autentiche schifezze. Poco male, mi son gustato i romanzi e forse è meglio così.
            A me ora ha preso una smania da gialli italiani… complice la scomparsa di Camilleri ho ripreso in mano Montalbano, proprio ieri ho iniziato un romanzo di Lucarelli (Carta Bianca) e poi vorrei leggere un po’ di Malvaldi, perchè mi manca.
            Devo dire che alla fine della fiera è sempre il genere GIALLO a intrigarmi più di tutti gli altri, fin da quando ancora bambino scoprii sua maestà Conan Doyle…

          3. Se l’IT di Muschietti non ti è dispiaciuto, è abbastanza per me per arrischiarmi a vederlo.
            In genere, proprio perché amo King, tendo ad evitarli. Magari prima mi rivedo il buon vecchio Pennywised’epoca.
            (Ci sarebbero anche i vari Pet Sematary, dal libro che ho letto questo mese, ma tempo al tempo).

            Gialli italiani, sullo “stile” Sellerio… non so se ti può garbare, ma ti consiglio di dare un occhio anche a Robecchi – il protagonista è un maneggione della tv, ma amabile, e naturalmente nella vita vera finisce a fare il detective.
            Camilleri ho provato a masticarlo, con con tutto che amo il dialetto reso nella serie con Zingaretti ed ho imparato ogni espressione, trovarmelo ad inzuppare le pagine di un intero libro mi fa sentire indigesta dopo dieci pagine… purtroppo.
            (Lessi però un paio di cose altre, tipo La concessione del telefono, da non perdere secondo me).

            Il giallo classico è meno nelle mie corde – giusto la Christie, della quale tuttavia non vedo l’ora di leggere, piuttosto, l’autobiografia.
            Da anni mi attende!
            Se mai volessi recuperare qualcosa, temo non potrà essere Conan Doyle, giusto perché ormai ho perso il candore dell’infanzia e non riuscirei ad immaginare Holmes secondo visualizzare tutt’intorno a lui un cerchio di fate… a buon intenditor…
            … mi piacciono invece molto le due serie tv principali, quella con Cumberbatch naturalmente ma, ancora di più, Elementary.

          4. Celia, non aver letto neppure uno dei 4 romanzi o dei 56 racconti del cosiddetto Canone, ossia quelli scritti di suo pugno da Sir Arthur Conan Doyle, non depone a tuo favore 😀
            Al di là degli scherzi, l’opera di Doyle e i racconti con protagonista Sherlock Holmes sono a mio parere tra le opere più essenziali della narrativa moderna cui sono in larga misura debitrici la maggior parte delle produzioni letterarie di genere dell’ultimo secolo, nonchè una teoria sconfinata di film, seriet tv e sceneggiati televisi. Gli echi di Holmes vanno dalla Signora in Giallo al Dottor House, per capirci.
            La narrativa moderna è piena di topos letterari creati proprio da Conan Doyle e se ancora oggi vedi in tv un inseguimento in macchina è perchè lui per primo si invento questo topos con un inseguimento di motoscafi sul Tamigi… E come diceva qualcuno più istruito di me, qui siamo in zona CLASSICO e la bellezza dei classici è che hanno sempre qualcosa di nuovo da dire o insegnare, quindi vai tranquilla che questa lettura specifica ti suonerebbe attuale ancor adesso!
            Ovviamente, come avrai dedotto (verbo usato non a caso…) parla uno di parte, ho letto ciascuno dei racconti almeno una decina di volte (e la mia stima è senz’altro arrotondata per difetto). Se giri per il mio blog o cerchi il tag holmes, trovi sicuramente qualche post dedicato all’argomento (anni fa scrissi un pippone chilometrico sul mio amore per il personaggio ideato da Doyle).

            In somma sintesi, qualcosa di Holmes devi leggerlo. Anzi, facciamo meglio ancora. Interrompi qualunque cosa tu stia leggendo al momento e recupera uno dei suoi romanzi (ti consiglierei Il segno dei 4 o Il Mastino dei Baskerville) o una delle sue raccolte di racconti (I racconti di Sherlock Holmes andrebbe benissimo).
            Poi tra qualche giorno ti interrogo 😀

          5. Se ti dico che ho letto Il mastino dei Baskerville, ma in versione per ragazzi, non ti ammoribidisco vero? No eh?
            Ehm. Non posso che fare resistenza, perché sono di indole ribelle, ma di solito, poi, cedo.
            Amo le maniere forti ❤ 😉

          6. meglio che niente… ma non mi intenerisco
            quando si tratta di indottrinare su Sherlock Holmes divento tipo la signorina Rottermeier…
            Ti aspetto al varco, ribelle oppure no, leggi Sherlock Holmes e vedrai che mi ringrazierai 🙂

          7. Aggiornamento flash:
            il Mastino l’ho ordinato (tante traduzioni ed edizioni: ho optato per quella tradotta da Maria Buitoni Duca, illustrazioni di Sidney Paget, e soprattutto introduzione di Fruttero&Lucentini).
            Non ci speravo (sulle serie tv siamo un po’ carenti…), ma ho trovato il cofanetto con TUTTE le stagioni di Dexter.
            Più ancora che di questo però m’hai fatto venire voglia di Luther, e mo’ scommetto che mi tirano il pacco. Andiamo a vedere… (ho letto che nel 2012 non avevi ancora visto The Wire. L’hai recuperata, vero? ❤ )

          8. Procedo per gradi:
            Baskerville: brava brava brava. Secondo la critica è, in assoluto, la miglior storia di Sherlock Holmes. Io sono di parere diverso, tuttavia è un gran bel romanzo, un giallo dai tratti gotici orchestrato in maniera divina.

            DEXTER: se esiste una versione con solo le prime 4 stagioni, prendi quella. Fino a Trinity (che sarebbe il villain della quarta, che poi villain in una serie tv dove il protagonista è un serial killer assume un’accezione un po’ particolare e forse sarebbe meglio l’italianissimo ANTAGONISTA) la serie va che è una meraviglia, poi diventa una merdaccia sempre più schifosa, fino all’ultima pessima ottava stagione. Veramente, evitala e regalati solo le prime 4.

            LUTHER: serie tv pazzesca, cerebrale e bella come poche. Non se hai visto la serie BOSCH, che è un po’ il suo cugino d’oltreceano anche se il livello è un po’ più basso (english do it better…). Qui prendi pure tutte le serie, son tutte meravigliose

            THE WIRE: in verità non l’ho più recuperata. Ora l’ho trovata pure su primevideo ma non mi risolvo mai a cominciarla… perchè alla fine l’attenzione è sempre rubata dalla nuova uscita di turno (ieri è stata THE BOYS, domani sarà senz’altro MINDHUNHTER)

          9. TheWireTheWireTheWireTheWireVEEEEEDILAAAAA!
            Per Dexter, okay. Tanto devo procedere 8 dvd alla volta, e ora so dove fermarmi.
            Di Luther, porca paletta, ho controllato e ci sono soltanto le prime due stagioni. Ma non finisce qui. Ho un paio di carte da giocarmi.
            (Bosch l’ho sbirciato, ma non mi ha attirato molto. Forse, anche qui, perché sono un’aficionada dei romanzi e se non corrisponde a come me lo figuro, faccio fatica – per inciso, me lo immagino simile a Connelly stesso… che in Castle giocava regolarmente a carte con King, Patterson ecc. Monumentale).

          10. LUTHER: se hai netflix, li trovi tutte le stagioni 😉
            THE WIRE: prima o poi ci arrivo, promesso!!!
            BOSCH: ho letto solo un paio di romanzi, quindi faccio poco testo, comunque la serie tv è atta molto bene e supervisionata dallo stesso Connelly, quindi su quel fronte stai tranquilla 😉

            PS: le partite a poker su Castle mi facevano sempre spanciare 😀

          11. Nein, nein, kein Netflix. So traurig… 😦
            (Se non l’avessi ancora capito, io funziono a carbonella. Sto scrivendo a lume di candela da una grotta. E sì, ci sono MOLTI pipistrelli. in realtà sono loro che hanno internet, io lo scrocco).

            L’Occhio di Sauron ti vede (è imboscato proprio dietro la tua tivvù).
            Regolati… 😁

            Bosch non è che non mi piacesse, eh, ma aveva qualcosa che non andava.
            Ma solo per me.

            [Ripasso di qui alle 2.00 di notte perché ho beccato in seconda serata La cosa. Un po’ come incontrare per caso il tuo primo fidanzatino dopo vent’anni: mica potevo ignorarlo.
            Ma la faccenda peggiore è che sono reduce da Batman v Superman (blu-ray, visto subito prima).
            Reduce e orfana.
            Devo farmi vedere da uno bravo – ma prima in qualche modo recupero l’extended – perché io manco li guardavo, prima, i COSI di supereroi, e adesso invece sì e poi Superman mi faceva SCHIFO, e mo’ invece c’ho il cuoricino in frantumi.
            Vi odio tutti, per questo.
            Ma vi voglio anche bene.
            E’ proprio ora che vada a farmi vedere – prima però l’extended, e soprattutto devo mettermi del mastice negli occhi per smettere di piangere)
            (‘sto film è roba da femmine, comunque.
            E’ tutto guarda come sono fico / guarda come sono umile + violenza / muscoli da svenimento + facciamo la pace amico alieno & ti amo Lo pucci pucci. Indecente proprio].

          12. ahahahhaha, spettacolo Celia!!!!
            Ora ho l’immagine di te in una grotta con incisioni preistoriche alle pareti e pipistrelli nerd che pendono dal soffitto con sguardo indignato perchè gli sgami sempre la pw del wifi e scrocchi a più non posso, il tutto mentre vedi per Bat v Sup con i popcorn in una mano e i kleenex nell’altra.

            A proposito, io ho adorato questo film e l’ho rivisto pure io in versione extended. E’ stato l’ultimo tentativo della DC di fare qualcosa di diverso rispetto alla Marvelo, poi alla fine anche loro si sono omologati alla stile caciarone e superficiale del MCU. Peccato.
            Ma Bat v Sup resta un gioiellino, nonostante i suoi difetti.

          13. No, fantastico tu: hai preso il mio bozzetto buttato lì alla cieca (la candela s’era spenta…) e l’hai trasformato in un’immagine iconica.
            Ora NON POSSO CHE METTERLA DAVVERO SU CARTA ❤ 🙂

            Justice League ce l’avrò in disponibilità da fine settembre.
            Vedremo.
            Ho tutto il tempo di scrivere quattro cazzate piene di feels su BvS, prima.

            Buon fine settimana, Lap!

          14. Justice League mi ha lasciato l’amaro in bocca… la resa DC al canone dettato dalla Marvel.
            Un vero peccato.

          15. Diciamo che tra i 2 film passa la stessa differenza che c’è tra una birra alla spina e una in lattina, ecco.
            Poi ovviamente son gusti…

          16. Tanto io la birra non la bevo, la uso solo per far la pastella e friggerci le melanzane… ricordi? 😀
            Il mio palato è così spartano che chissà, magari non mi accorgerò della differenza!
            (Basta che ci sia tanto ammmore).

          17. Noooooo
            Una vita senza birra è una vita triste
            Vorrà dire che stasera farò il “sacrificio” e ne stappero’ una in più anche per te

          18. (E comunque i miei coinquilini alati stanno sibilando che la birra è roba loro, e se mi voglio fare le melanzane me la devo comprare… io posso bere il latte dal biberon se voglio, quello che gli propinano i volontari animalisti.
            Ma ti pare normale una cosa del genere?!).

          19. Ti confesso che mi resta molto più facile (nonchè meno disturbante) immaginare un pipistrello che stappa una Guinness e la tracanna tutta d’un fiato, piuttosto che un volontario lentigginoso fondamentanimalista che lo tiene in grembo e gli fa ciucciuare il biberon (ma solo dopo aver verificato che il latte non sia troppo caldo spruzzandone una goccia sul dorso della mano)

          20. Oh, Gesù! “Fondamentanimalista” è superbo – ma, dai, non sono tutti fanatici… su su.
            E poi che faresti con le pipistrelle femmine astemie, tipo Batricia di Vita da giungla? Eh? 😉

            Comunque, in tema di pipistrelli, ho appena finito di scrivere un post (facciamo un libro, va’) di oltre 3600 parole su BvS.
            Dunque è decisamente ora che vada ad appendermi ad una stalattite e dorma.
            Saluti etilici, e buona giornata!

          21. Non son saran tutti Fondamentanimalisti, ma tendenzialmente tendo a dubitare di tutti gli “-ismi”, di qualunque tipo e colore, perchè nascondono sempre un pensiero radicale che, nella maggior parte dei casi, tende a estremizzarsi.
            PS: Caspita, a suo tempo m’era sembrato lungo il mio perchè contava un migliaio di parole…. non vedo l’ora di leggere il tuo post su BvS 🙂

          22. Comprensibile.
            Bats above me say “ya right guy”.

            Eh, di solito son prolissa ma mica a ‘sto livello 😁😁😁
            Si vede che doveva nascere così, punto. Avevo un tot di idee da rimasticare, che contavo di spezzettare nei prossimi giorni, ma poi ho tirato fuori ‘sta bestia tutta insieme.
            Non so quando lo pubblico, ma sicuramente in settimana. Tempo di formattare ecc.
            Se avrai voglia di leggerlo per intero, anche prendendoti tempo, mi farà davvero molto piacere sapere che ne pensi. Come al solito, la mia è una (non) recensione…

            … I flap goodbye 🙂

          23. p.s.: se mi vedi girovagare sul tuo blog considerati “like-ato”, anche se non riesco a piazzare i like se non dal Reader.

      2. Mi dispiace di essere poco presente in questo periodo su WordPress perché ancora una volta la tua risposta al mio commento contiene succosi elementi di discussione riguardo il cinema e non solo (soltanto la figura del filosofo olandese razionalista ed i suoi tentativi di conciliare res cogitans e res extensa sarebbe bastante del discussioni ermeneutiche quasi infinite!)…

        Mi limiterò quindi soltanto agli “spiccioli”, soprattutto riguardo agli aspetti cinematografici e lo faccio con due punti…

        Il primo è la constatazione della straordinaria potenza narrativa di un uomo di cinema poliedrico, nelle sue tante realtà tra attore e regista e scrittore, ma che alla fin dei conti va rimarcato soprattutto per avere scritto una trilogia senza eroi, che è anche uno spaccato straordinario della società contemporanea americana di confine ovvero quel Taylor Sheridan che ha scritto soggetto e sceneggiatura del meraviglioso Sicario del nostro amato Villeneuve, del discutibile ma potente Hell or High Water di produzione Netflixiana e soprattutto del recente e luminoso Wind River, da lui persino diretto (opera di grande bellezza quasi minimalista, se non fosse per una crudeltà di vita quotidiana che necessita quasi di estasi per essere accolta).
        Il secondo è invece una domanda che rivolgo a te e che mi permette di riportare la discussione all’interno del topic del tuo stesso post: come giudichi le traduzioni cinematografiche fino ad oggi fatte delle opere di Wislow?

        1. Taylor Sheridan non può non aver letto Winslow prima di scrivere Sicario o Soldado, su questo non ho particolari dubbi. E ti confesso che secondo me sceneggerebbe meglio lui i romanzi di Winslow, che Winslow stesso (storicamente, son rarissimi i casi di romanzieri bravi anche come sceneggiatori). Tra l’altro sono molto curioso di vedere la prossima opera da lui scritta, FAST, la quale sarà diretta da Gavin O’Connor , regista di cui abbiamo parlato forse poco, ma che gode della mia stima imperitura da quando mi regalò quel gioiello assoluto chiamato WARRIOR con Hardy e Edgerton.
          Riguardo poi I segreti di Wind River è anche riuscito nel miracolo di farmi piacere Jeremy Renner, che altrimenti detesto, ed è un film talmente bello che ne ho in cantiere una recensione da mesi ma che prima o poi vedrà senz’altro la luce perchè si tratta di un’opera tra le più potenti dal punto di vista emotivo tra quelle viste nell’ultimo anno.

          Riguardo invece la tua ultima domanda, purtroppo non posso darti una risposta esaustiva.
          Come scrivevo negli commenti con Celia e wayne, ho visto solo un film tratto da un suo romanzo LE BELVE, ma non ho letto il romanzo. Sto invece cercando il film BOBBY Z, anche se comunque ci troviamo di fronte a un’opera che, quand’anche fosse gradevole, non potrebbe mai essere inserita in una lista di produzioni importanti. Ho estrema curiosità, per altro, di vedere cosa farà la rete FX che ha messo in cantiere la trasposizione della trilogia del POTERE DEL CANE.
          In termini assoluti, poi, Winslow è un autore ancora poco cinematografico, nonostante le sue storie e soprattutto i suoi personggi si prestino benissimo alla causa.
          Io e wayne giochiamo da anni a fare i casting per i film tratti dai suoi romanzi, chissà se prima o poi ci azzeccheremo 😀

          1. Grazie a te sto imparando cose su Wislow e sulla sua influenza esercitata sugli scrittori di cinema e televisione, ottimo!

            Sto allargando l’orizzonte e sto pensando ai film di un altro cineasta abituato a trattare storie di confine (inteso sia geograficamente che spiritualmente): Scott Cooper.

            Dei suoi film come regista, quelli ad oggi da lui scritti e diretti sono tutti ottimi film e se di certo non era di facile presa (nemmeno su di me!) la storia del cantante country di Crazy Heart con Jeff Bridges, ho trovato straordinari i due film interpretati da Christian Bale ovvero Out of the Furnace (Il fuoco della vendetta) e Hostiles

            Ciò che intendo è che Cooper come scrittore sembra uno Sheridan, ma più elegiaco, ma potrebbero benissimo scambiarsi i rispettivi personaggi…

            Che ne pensi, in qualità tu di scrittore e non di spettatore?

          2. Il diavolo si nasconde nei dettagli, diceva qualcuno, e tu sicuramente sei una qualche sorta di demone concupiscente… perchè il tuo commento è perfetto, in pieno stile Kasabake, perchè accogli con entusiasmo consigli e pareri altrui, ma poi trovi sempre lo spunto giusto per allargare la discussione, senza essere mai banale o meno che brillante.
            Ma è nell’ultima frase che si nasconde l’amo opportunamente occultato per far si che il povero pesce, ovvero io, venga beccato senza possibilità di liberarsi, nonostante i tantativi scalmanati.
            Perchè per esprimere un giudizio in qualità di scrittore, dovrei esserlo ma non posso considerarmi tale… perchè peccherei di presunzione nonchè di negazione della realtà.
            Detto ciò, non posso esimermi completamente dal gioco, perchè sarebbe una mancanza di rispetto verso Cooper (autore che ammiro) e soprattutto verso di te. Quindi risponderò alla tua domanda in qualità di “spettatore con disattese velleità da scrittore”, che mi sembra un titolo più appropriato alla mia persona.
            Dopo la doverosa ancorchè inutile premessa, ti confesso di non aver visto Crazy Heart e ti mentirei se ti dicessi che ce l’ho in watchlist perchè semplicemente avevo dimenticato l’esistenza di questo film (immaginala detta come da Rutger Hauer così ha un po’ più di spessore…)
            Ho visto invece Out of Furnace, dove secondo me funzionano meglio i personaggi che la storia, mentre Hostiles è assolutamente un gioiello sotto tutti i punti di vista.
            Quindi, dando voce alla parte più democristiana della mia anima, ti rispondo dice che Cooper e e Sheridan funzionerebbero benissimo insieme e il top sarebbe che il secondo sceneggiasse un plot del primo. Ecco, l’ho detto.

          1. Hai evitato spoiler, bravissimo! Ne sono lieto perché anche tu avrai certo notato che altri leggono i nostri commenti…

            Visto quanto sta accadendo a livello economico in casa Netflix e considerando anche l’inevitabile piattezza di contenuti creativi a cui la Disney costringerà giocoforza il suo canale streaming, alla fine Prime Video potrebbe risultare quello con i contenuti migliori a livello televisivo…

            Sul discorso cinema invece non saprei, visto che sto ancora tremando per l’emozione che mi ha procurato il trailer del film di Scorsese fatto per Netflix…

          2. l’ho visto ieri in inglese!!!
            Non li guardo mai, ma all’irlandese non ho potuto resistere.
            Mi ha detto poco perchè era tutto giocato sulle battute e io ci capivo poco o niente, ma ero emozionato!!!!! 3 TITANI COME AL PACINO DENIRO E PESCI INSIEME
            MADRE DE DIOS
            Ora, finita la parantesi bimbominkia, debbo dirti che ho qualche perplessità su questo film. Da un lato una sensazione: tutti i protagonisti hanno inziato la china discendente della propria carriera da anni e nessuno dei 3 realizza un film o interpreta un personaggio all’altezza della loro fama da un sacco di tempo, ergo c’è il grosso rischio che Scorsese si sia affidato a 3 cavalli ormai sfiatati e in grado di tenere botta.
            L’altro motivo è più prosaico: il film è in lavorazione da anni e aspetta di essere distribuito da un sacco di tempo. Da quel che ho capito Netflix l’ha praticamente salvato, perchè rischiava di non arrivare mai alle sale. Ora, se un film firmato Scorsese (mica Coteca…) fa una tale fatica a trovare spazio, ho il fondato sospetto che faccia un po’ cagare… ma un po’ tanto…
            Comunque non ci voglio pensare, me lo voglio godere e poi commentare con te e wayne (che non può non vederlo). E poi non voglio e non posso credere che quel titano che risponde al nome di Steven Zaillian possa aver scritto qualcosa di meno che eccellente.
            Punto.

            Riguardo invece THE BOYS e PRIMEVIDEO in generale, hai sicuramente ragione. Amazona ha preferito non giocare sullo stesso piano di Netflix e cercare di produrre poche serie tv, ma tutte di grandissimo livello. Solo quest’anno ha sfornato due primizie assolute come GOOD OMENS e THE BOYS, poi ci sono ormai le “vecchie” MASIEL e THE MAN IN THE HIGH CASTLE. Speriamo mantengano questa linea, perchè in tutta onesta la preferisco

            PS: a proposito di serie tv di qualità, ho visto ieri che questo mese esce la seconda stagione di Mindhunter, che forse è la serie tv Netflix più intelligente dell’ultimi anni

          3. Mindhunter è un gioiello!!! Ne parlammo a suo tempo e ribadisco il mio plauso e sottoscrivo il tuo!!!
            Comunque, tornando ad Amazon, oltre alle perle da te citate, a me non sono dispiaciute nemmeno la serializzazione di Hanna ed anche la prima stagione di Jack Ryan, nonché il sempre dignitoso Bosch

          4. Non ho visto Hanna, ma le altre si. Sono entrambe gradevoli e piacevolissime, tuttavia a un livello più basso secondo me, più piacione e meno intellettuali, pur matenendo un livello alto.

          5. Si, infatti, sono più piacione, sottoscrivo la scelta dell’attributo, ma come dicevi anche tu sono sempre la conferma di un buon livello medio…
            Ho parecchie aspettative anche per Carnival Row: con il tempo ho superato un iniziale disprezzo per la Delevingne (merito soprattutto di Luc Besson), che ora non mi dispiace, mentre mantengo il mio giudizio di attore profondamente inutile su Orlando Bloom, ma la storia è molto intrigante…

          6. la Delivigne c’ha quello sguardo da “sono l’unica vagina del mondo e non dovete rompermi le palle” che è la sua maggior virtù ma anche il suo peggior difetto.
            Un po’ troppo magra e spigolosa per i miei gusti, però indubbiamente gnocca.
            Dopo questa doverosa parentesi estetica, passo alla filosofia: come attrice fa abbastanza pena, almeno secondo il mio personale giudizio. L’ho vista solo in 3 pellicole:
            – VALERIAN: mi è piaciuto poco il film e meno ancora lei, la qual cosa ha doppio valore negativo perchè solitamente i personaggi femminili dei film di Besson sfondano lo schermo e ti trapanano cuore e cervello
            – SUICIDE SQUAD: ha un ruolo marginale ma comunque è poco convincente
            – LONDON FIELDS: ha poco più di un cameo e comunque impallidisce nel confronto con Amber Heard

            Tutta questa premessa per dire che questa serie tv mi intriga poco, anche perchè come te amo poco Orlando Bloom. L’unica cosa che potrebbe spingermi a vederla è il plot (che ignoro, ma mi documenterò).

          7. Su The Irishmen ho amato l’omaggio al film gangsteristico e nostalgico di Sergio Leone, con quello squillare del telefono, che è palesemente una chiamata del destino, con un senso di ineluttabilità che solo un attore al suo crepuscolo poteva incarnare… La cosa buffa e che gli stessi esatti motivi che ti fanno temere per un brutto film sono gli stessi che invece a me fanno sperare in un capolavoro ovvero in un’opera talmente personale e nostalgica che non avrebbe potuto trovare distribuzione nei cinema tradizionali, come è accaduto per il film di Cuaron…

          8. Incrociamo le dita.
            Alla fine la garanzia più grossa di tutto il progetto è proprio Scorsese.
            E’ forse il regista più longevo – da un punto di vista qualitativo – che ci sia in giro e uno dei pochi (se non l’unico) a poter vantare almeno un capolavoro in ogni decennio in cui abbia lavorato:
            ’70= Taxi Driver
            ’80= Toro Scatenato
            ’90= Godfellas
            ’00= Gangs of NY
            ’10= The Wolf of Wall Street

            Tra le altre cose, voglio ben sperare che non dovremo aspettare chissà quanto per vederlo anche su NETFLIX ITA… io ho dato per scontato che verrà rilasciato in autunno anche qua… spero di non essermi sbagliato perchè ulteriore attesa mi dilanierebbe

          9. Ti giuro che quello che sto per scrivere non è motivato da un mio voler essere bastian contrario a tutti i costi… Tuttavia, sono fermamente convinto che Martin Scorsese, con il passare degli anni, a differenza di tanti altri suoi colleghi, sia andato costantemente migliorando, tanto che dopo i capolavori degli anni 70 e 80, ad ogni decennio i suoi film imperdibili sono aumentati: personalmente considero tra le perle più luminose della settima arte film come The Age of Innocence, Casino, Bringing Out the Dead, The Aviator e Silence… Tutti film che cito spesso e volentieri…

            Insomma, invece di adagiarsi sugli allori e replicare lo stesso film, Scorsese continua a sperimentare nuove strade, nuovi soggetti e nuovi stili di direzione, ma quando vedi la sua telecamera planare dall’alto, non con un drone ma con la gru di un Dolly, con quella sua caratteristica discesa a curva, come uno spirito che plana sopra la folla, in questo caso di un’aula di tribunale speciale organizzato dal governo, come si vede nel trailer, i peli delle mie braccia si drizzano come gli aghi di un porcospino e penso solo “cazzo, si!

            Sulla distribuzione del film su Netflix Italia, sembra che non ci saranno ritardi di alcun tipo…

          10. Non sei assolutamente bastian contrario, al contrario avvalori la mia premessa perfino ampliandola nel senso che hai dimostrato che non solo ha fatto almeno un capolavoro per decennio, ma addirittura in alcune decadi ha sfornato anche 3-4 capolavori.
            Scorrendo la tua lista, tra l’altro, mi accorgo (ma sarebbe più preciso dire RICORDO) che ci sono alcuni film Scorsese che, colpevolmente, non ho visto e che da anni mi riprometto di recuperare. I titoli in questione sono l’età dell’innocenza e The Aviator.
            Dato che sono entrato in una spirale nostalgica che mi porta – contrariamente a quanto avveniva fino a poco tempo fa – a predilegere il recupero di vecchi film piuttosto che la visione di ultime uscite (te ne parlavo proprio qalche giorno fa raccontandoti il mio proposito di recuperare alcune vecchie opere di Lumet), credo sia giunto finalmente il momento di colmare queste vergognose lacune, ancor più ingiustificabili dal fatto che semplicemente adori questo regista da quando, circa 15 anni fa, vidi per la prima volta QUEI BRAVI RAGAZZI.

          11. Spero che Kasabake mi perdoni, ma a mio giudizio puoi, anzi devi saltarli entrambi a piè pari: L’età dell’innocenza è di una lentezza esasperante (l’ho mollato dopo 47 minuti di NULLA ASSOLUTO), The Aviator è proprio un cesso. L’ho perfino inserito nella classifica dei peggiori film che abbia mai visto: https://wwayne.wordpress.com/2008/08/23/errori/

          12. Caspiterina, addirittura!!!!
            Quando usci Aviator ero ancora in fase ODIO DI CAPRIO (in fondo era passato circa un lustro da Titanic e i più lo consideravano solo un ragazzino belloccio senza arte nè parte, me compreso, e tutti ci sbagliavamo…) quindi non lo vidi, poi col tempo ho maturato l’idea di recuperarlo sia perchè ho rivalutato Di Caprio sia perchè, come ogni cinefilo con un briciolo di intelligenza, adoro Scorsese.
            Paradossalmente, il tuo giudizio negativo mi incuriosisce ancora di più! Avrai presto notizie del mio parere su questo film!!!

          13. Ma non ci posso credere… sono anni che provo a farti vedere senza successo dei filmoni come Lo stato contro Fritz Bauer, poi piscio sopra The Aviator apposta per non fartelo vedere e paradossalmente è proprio così che ti convinco… tieni il Biochetasi a portata di mano, perché solo così si può arrivare in fondo a quello scempio! 🙂

          14. ahahhaha, il solito effetto contrario… una cosa proibita stuzzica più interesse delle cose lecite 😀
            Comunque ho in cann anche Lo stato contro Fritz Bauer, se ancora non l’ho visto è perchè presumo sia un film che richieda grande attenzione e partecipazione, qualità che in questo periodo non riesco a dedicare ai film, per cui vedo opere meno cerebrali insomma. Ma non appena “sarò in vena”, allora lo vedrò sicuramente!

          15. Assolutamente sì! E a proposito di film su cui siamo in disaccordo, ti segnalo che qui sopra ho trovato qualcosa da salvare perfino in Men in Black: International, a riprova del fatto che sono uno spettatore più indulgente che mai! 🙂

          16. Aspetta, io non l’ho massacrato, ma semplicemente mi ha deluso nel confronto non con uno ma con tutti e tre i primi capitoli… Quello che ho detto a Lapinsu è che mi ha ricordato il confronto tra il Quarto capitolo di Indiana Jones ed i primi tre film…

          17. A massacrarlo ci ha pensato il pubblico: gli incassi sono stati dignitosi (250 milioni contro 110 di budget), ma se tieni di conto che i precedenti 3 capitoli avevano incassato rispettivamente 589, 441 e 624 milioni allora è legittimo definirlo comunque un flop.
            A proposito di quel film, ma quante volte hanno inquadrato il viso di Tessa Thompson in primissimo piano? Ce ne accorgevamo lo stesso che è una strafiga, eh! 🙂

          18. A me sembra un po’ acidella, ma la adoro anch’io. Evidentemente il regista di Men in Black: International la ama più di noi 2 messi insieme: scommetto che si è fatto fare un dvd con tutti i primissimi piani che le ha dedicato, e se lo riguarda ogni volta che ha bisogno di rifarsi gli occhi! 🙂

          19. Sapeva che era la sua arma vincente, perché l’alchimia di coppia della struttura da buddy movie della trilogia precedente se la sogna!

          20. In effetti ha dimostrato di aver appreso una delle regole d’oro del cinema: quando il film fa cagare, punta sulla fregna! 🙂

          21. Ecco, mi hai dato l’idea di una classifica, forse LA CLASSIFICA DEFINITIVA, ovvero quella dei film di merda salvati solo da una protagonista stratopassera 😀

          22. il confronto tra il Quarto capitolo di Indiana Jones ed i primi tre film…
            considerata la bruttezza del Tempio di Cristallo, considero questa frase una delle critiche più severe che si possa fare ad un film 😀
            Di qui ho dedotto la tua stroncatura, che invece mi par di capire sia solo parziale e relativa, giusto?

          23. Si, perché preso da solo il film di Indiana Jones e il teschio di cristallo per me non è poi così brutto e nemmeno così assurdo… Ma se poi lo devo confrontare con i primi tre film allora scompare…

          24. Boh, a me ha fatto cagare in termini assoluti e in termini relativi.
            Già allora Ford mi sembrava troppo attempato per un ruolo così “action” come è sempre stato quello di Indiana e già tremo al pensiero di cosa potrà essere il 5 😦
            Poi c’erano delle trovate di sceneggiatura francamente discutibili, su tutti il disco volante nel finale… non c’azzeccava una beata mazza 😦

          25. L’età dell’innocenza è la risposta di Scorsese all’eleganza britannica usata nel ritrarre la nobiltà, che qui viene invece rappresentata da una borghesia ricchissima, che finge di essere europea e che, in una New York in continuo complesso d’inferiorità, diventa più realista del re, creando un tessuto di convenienza e regole assolutamente superficiali ed ipocrite; inoltre è il trionfo dell’arte della scenografia, grazie al mastodontico lavoro del premio Oscar Dante Ferretti, che ha curato ogni stanza, ogni corridoio, ogni vestibolo, arredando, costruendo, adornando di tappeti e suppellettili, ricostruendo un passato in bilico tra il nulla dei campi brulli e la metropoli futura; sopra tutto questo, Scorsese insegue sguardi, silenzi, commenta pensieri, dando modo a tre attori pazzeschi di mettere in scena un moderno Gattopardo.

          26. Se non ti conoscessi penserei che questo commento sia stato copiato da qualche manuale di cinema.
            Chapeau.
            (e intanto il film guadagna posizioni nella Watchlist…)

          27. Ecco, l’ho fatto. Quando aprii il blog di wordpress mi ero ripromesso di non bullarmi mai e di non vantarmi ed invece l’ho appena fatto… Cancella il mio commento per favore

          28. dici sul serio?
            cioè, io non lo farei mai, perchè non vedo assolutamente vanagloria nel tuo commento, se è un tuo desiderio, provvedo senza esitazioni

          29. non faccio fatica a immaginarlo
            se la ritrovassi in uno dei bauli che ciascuno di noi possiede e nel quale raccoglie ricordi preziosi e piacevoli, mi farebbe piacere leggerla.

          30. Voglio tenere fuori da WordPress il mio stile accademico… Perché si, già scrivo normalmente in modo pesante, ma sapevo fare anche “di peggio”…

          31. finchè non ti vedrò usare la congiunzione “imperocchè” non considererò mai un tuo scritto “pesante” 😀

          32. Silence è uno dei film più intensi che abbia mai visto. Non più belli, più intensi. Il merito è soprattutto degli attori: è come se Scorsese avesse infuso dentro di loro tutta la passione che aveva per questo progetto, da lui inseguito per 19 lunghi anni. E quanto ne è valsa la pena di insistere così a lungo.

          33. L’ho iniziato almeno 3 volte, senza mai risolvermi a terminarlo. Prima o poi però lo farò di sicuro, perchè la costanza con cui ne tessi le lodi ha ormai fatto breccia nel mio cuore.

          34. Probabilmente non eri nello stato d’animo giusto. Ci sono film così leggeri che puoi vederli in qualsiasi momento (ad esempio i film demenziali che faceva Peter Farrelly prima di Green Book), e ce ne sono altri che invece puoi apprezzare solo se sei adeguatamente predisposto. Per te non è ancora arrivato quel momento, tutto qua.

          35. Santa verità. È raro trovare un’artista che sappia donare tutto se stesso in un’opera che in ogni caso nemmeno il più cinico o ottuso dei suoi detrattori potrebbe mai definire ruffiana o opportunista o anche solo alla ricerca di un un facile incasso e nemmeno, aggiungo, di ovvia accoglienza critica.

          36. Infatti se non ricordo male SILENCE ricevette critiche tiepide se non addirittura negative e al botteghino andò miseramente.
            Ma ormai Scorsese si è guadagnato il diritto di fare il cavolo che gli pare, perchè il suo talento artistico è talmente immenso che riuscirebbe a rendere interessante anche le riprese di servizio della telecamera di un’ascensore in un condominio di pensionati.

          37. A tal proposito, va sottolineato che Sky replica spessissimo uno dei suoi primissimi lavori, quel Mean Streets da cui tutto il cinema ambientazione Italo americana ebbe inizio, girato l’anno successivo di The Godfather e di fatto sua versione da bassifondi.

            Senza Mean Streets non esisterebbe neppure Goodfellas… E con esso nemmeno metà del cinema americano poliziesco contemporaneo…

            Bye

          38. mi appunto pure questo… di sto passo mi farò un cultura di cinema anni 70 che mi è sempre mancata
            grazie ragazzi!

  3. Dopo tanti commenti che trasudavano cultura e notevoli doti intellettuali non ti nascondo che questa volta non osavo commentare, ma dopo aver intravisto qualche commento sulle “tettone” mi son fatto coraggio! 😀
    Recensione MA-GI-STRA-LE!
    E’ sempre un piacere leggerti, imparare e scoprire nuovi autori.
    Grazie Lap 😉

    1. amo mescolare sacro e profana, Ale!!!!
      Son contento che abbia apprezzato questa recensione particolare, giacchè non scrivo quasi niente sui libri che leggo.
      Ma Winslow è un autore particolare e la sua trilogia con Art Keller protagonista un vero gioiello. Te la consiglio caldamente, anche se ti avviso subito: non si tratta di letture propriamente facili (lo è lo stile di Winslow, molto scorrevole e brillante, ma di sicurono non lo sono le tematiche trattate e la crudezza con cui sono mostrate).
      Buona lettura!!!

  4. Non ho letto ne il romanzo Il confine ne (e mi duole dirlo) nessun altro libro di Don Winslow nonostante lo conosca per la sua fama con i polizieschi. Il tuo articolo però mi ha molto incuriosito, molto di più di quanto lo farebbe una recensione normale e con questo penso proprio che inizierò a leggerlo e partirò proprio con Il Confine. Grazie mille per il consiglio!

    1. Sono lieto di averti incuriosito!!!!!
      Già che ci sto mi permetto di darti un altro consiglio: IL CONFINE è l’ultimo romanzo di una trilogia che inizia con IL POTERE DEL CANE. La lettura funziona anche se non hai letto i romanzi precedenti, tuttavia sarebbe preferibile iniziare dall’inizio…
      In termini assoluti, inoltre, i 3 romanzi di questa trilogia sono i più complessi nella bibliografia di Winslow, quindi se non conosci l’autore potrebbero restarti un po’ indigesti proprio per la loro complessità e lunghezza. Per intenderci, è come se da totale ignorante della bibiliografia di Stephen King, iniziassi da L’OMBRA DELLO SCORPIONE o da IT… Molto meglio cominciare da SHINING o SALEMS LOT, non trovi?
      Come già detto all’amica CELIA, forse il romanzo migliore per iniziare a scoprire Winslow potrebbe essere il suo penultimo – CORRUZIONE – oppure LONDON UNDERGROUND e FRANKIE MACHINE

      Comunque vedi te, se ti piace il genere poliziesco-thriller con Winslow fai sempre tombola 🙂

          1. Troppo bello quando da un blogger partono queste “diramazioni”, e intendo letteralmente, cioè consigli che si espandono ad albero 🙂
            Abbiamo:
            Wwayne > Lapinsù > Celia + Butcher > …

          2. Tieni poi conto che la dritta Wayne me la diede circa 5 anni fa, tant’è che comprai IL POTERE DEL CANE in edizione cartacea giacchè ancora non avevo il Kindle…
            Quindi siamo praticamente innanzi alla casistica della farfalle che batte le ali a Tokio e poco dopo scoppia un uragano Los Angeles…

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