Io sono il Boss! (Springsteen live al Circo Massimo Roma 2016)

Mi sono svegliato stanco: la testa stretta nella morsa di un cerchio fastidioso, la schiena bloccata, le gambe pesanti, i piedi doloranti, pure la cervicale mi faceva male.

Sono andato in bagno per una doccia – chè magari così mi rimetto in sesto – ma allo specchio ho visto un uomo più che stanco, un uomo a cui non sarebbe bastata una doccia ma a cui servirebbe qualche anno di meno. Forse qualche decina d’anni di meno.

Come faccio? Stasera c’è il concerto… stavolta non ci riesco

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Sto invecchiando. Lo sento nella ossa, lo sento nei muscoli, talvolta lo sento perfino nella voce.

Mia moglie mi dice sempre che dovrei lasciar perdere, che alla mia età dovrei smetterla con queste cose da ragazzino, che farei bene a prendermi cura di lei, della casa, della nostra famiglia. Ma mia moglie non mi capisce, lei non mi ha mai capito, lei non sa che nell’intervallo tra un concerto e l’altro faccio fatica a riprendere fiato e che questa asfissiante apnea termina quando parte musica. Solo allora comincio a respirare. Solo allora torno a vivere.

Esco dalla doccia e con le mani pulisco il vapore dallo specchio: voglio radermi, voglio tirarmi un po’ su, voglio sentirmi in forma

So che non posso tirarmi indietro, ormai è tutto organizzato. E comunque non lo farei per niente al mondo: io vivo per serate come questa. Io SONO NATO per serate come questa. Non sarà un po’ di mal di schiena a fermarmi, nulla mi impediarà di fare l’unica cosa che mi renda veramente felice.

Io sono il Boss. Io sono Bruce Springsteen. E stasera canterò per i miei fan che a migliai già affolano il Circo Massimo, accalcati sotto il sole, fradici di sudore, stanchi per la lunga fila, impolverati, ma sempre innamorati della mia musica. Si, stasera canterò per loro. Fosse l’ultima cosa che faccio

Appena arrivato nel backstage capisco di aver preso la scelta giusta: sbirciando da dietro il palco vedo un tappeto sterminato di gente e con la complicità del sole ancora alto non posso riuscire a scorgere fin dove arrivino gli spettatori assiepati. La consapevolezza che tutte quelle persone sono lì per me mi è sempre arrivata addosso all’improvviso, come un pugno sullo stomaco. E stasera è ancora peggio (meglio…) perchè nell’aria si respira un profumo particolare, un aroma che mescola l’epica e la favola, la meraviglia e la felicità. Non sarà una serata come tante altre, deve essere una serata memorabile. Lo devo a me stesso, lo devo a questo popolo intero che è qui per me.

SpringsteenCircoMassimoSpettatori

Io sono il loro Boss. Devo guidarli dall’altra parte del fiume, là dove ancora sopravvive la speranza di una vita giusta, forse addirittura felice.

Immobile, rimango a guardare quella folla sterminata a lungo. Dopo qualche minuto inizio a vedere la loro passione predere forma, come se uno spirito benevolo aleggiasse nel cielo romano: il loro amore diviene sostanza e in qualche modo mi nutre di una forza potente che come un demone si impossessa di me, delle mie mani, della mia voce..

D’un tratto la schiena smette di farmi male, sento i muscoli sciogliersi e pure il mal di testa scompare. Ora sono pronto. Salgo sul palo e mi sento bene, così bene che meglio non potrei stare. Davanti a me vedo ragazzi, ragazze, bambini, signore e anche qualche nonno dai capelli bianchi. Tutti alzano le mani al cielo e gridano il mio nome BRUCE BRUCE BRUCE BRUCE ed io mi carico come una molla. Incrocio i loro sguardi e vedo una luce meravigliosa splendere dentro i loro occhi: passione, amore, gioia, perfino gratitudine. Si, loro mi ringraziano sempre: dicono che la mia musica li aiuta, li rende migliori, li fa stare bene, che ha salvato la loro vita.

No, amici miei, qui l’unico ad essere salvato dal gorgo tenebroso nel quale turbina vorticoso tutto il male di vivere che sempre mi attanaglia, quell’uomo sono io. Siete la mia cura, la mia medicina, la mia ragione di vita. Ed è per questo che sono io a ringraziare voi: vedervi qui, stanchi ma estasiati, mi fa sentire vivo e cantare per voi mi rende felice. D’altronde è l’unica cosa che mi abbia mai reso felice, l’unica emozione in grado di purificarmi e spingermi avanti, fino all’altra sponda del fiume, dove troverò l’amore e la fortuna. Per me. Per noi tutti.

Per voi potrei spaccare il mondo ma stasera farò di più: lo renderò un posto migliore. Almeno fino al prossimo concerto.

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SETLIST:

Inizio show: 20:22

  1. New York City Serenade
  2. Badlands
  3. Summertime Blues (Eddie Cochran cover) (richiesta del pubblico)
  4. The Ties That Bind
  5. Sherry Darling
  6. Jackson Cage
  7. Two Hearts
  8. Independence Day
  9. Hungry Heart
  10. Out in the Street
  11. Boom Boom
  12. Detroit Medley
  13. You Can Look (But You Better Not Touch)
  14. Death to My Hometown
  15. The Ghost of Tom Joad
  16. The River
  17. Point Blank
  18. The Promised Land
  19. Working on the Highway
  20. Darlington County
  21. Bobby Jean
  22. Tougher Than the Rest
  23. Drive All Night
  24. Because the Night
  25. The Rising
  26. Land of Hope and Dreams
  27. Jungleland
  28. Born in the U.S.A.
  29. Born to Run
  30. Ramrod
  31. Dancing in the Dark
  32. Tenth Avenue Freeze-Out
  33. Shout
  34. Thunder Road

Fine show: 00:12

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44 pensieri su “Io sono il Boss! (Springsteen live al Circo Massimo Roma 2016)

    1. Scaletta sontuosa. Con NYCS non ci ha mai aperto e i concerti dove ha eseguito sia NYCS che Drive all night che Jungleland sono pochissimi, forse addirittura solo quello dell’altra sera.

      L’unico neo, per me, è che la scaletta è stata molto simile a quella del 3 luglio a san siro… speravo variasse di più, ma vabbè… poco male: lui era carichissimo e il Circo Massimo ha dato all’evento un’aura magica indescrivibile!!!!

      1. Non ho visto la scaletta di Milano… strano che ha tenuto quasi la stessa setlist, forse per il tour di celebrazione dell’album.
        Non saprei.
        Ma direi che è una minuzia 😀

      2. Assolutamente una minuzia.
        Che poi la setlist di sabato (come quella del 3 a Milano) è semplicemente fantastica. E’ l’averla ripetuta ad avermi un po’ spiazzato (e deluso).
        Comunque, facendo due rapidi conti, nei due concerti che ho visto ha suonato ha suonato per 7h 45 minuti e suonato un totale di 69 brani, di cui 42 diversi.
        Forse sto diventando troppo esigente io ahahahahahah

      3. Secondo me stai diventando esigente come tutti i fan di lunga data. Dopo che lo vedi diverse volte e sai che cambia e che è solito stupirti (parlo dell’artista in generale), una ripetizione (mettiamo le virgolette? eheh) diventa una cosa strana e quasi “sgradita”… una cosa normale.

      4. Si, penso sia un fenomeno normale.
        In fondo l’ho visto 10 volte (di cui 9 con la E Street Band).
        Tutte le volte stai lì a sperare che faccia quel brano lì, oppure quell’altro là… è che di canzoni belle ce ne sono così tante che un concerto dovrebbe durare 10 ore di fila…

        Sai che ti dico: se non altro mi ha fornito su un piatto d’argento la scusa per tornarlo a vedere il prima possibile 😛

      5. 10 volte? Orco… volevo andare anche io, ma i soldi sono stati tiranni!
        Spero di riuscirci ad andare prossimo anno, quest’anno avevo i Sabbath come appuntamento principale e non potevo farli entrambi.
        Io sono un novellino del Boss dal vivo (1 volta, ahimé) ma ho una scimmia di rivederlo che non ti dico.

      6. eh si, sono entrato in doppia cifra…
        e ti confesso che in questi ultimi 17 anni (tanto infatti dista nel tempo il mio primo concerto) ogni data che ha fatto in Italia ed a cui non sono potuto andare è per me un cruccio e un rimpianto.
        Ormai ho raggiunto la conclusione che tutti i prossimi concerti che farà in Italia io sarò presente. Punto.
        Devo comunque convenire che il costo dei biglietti è diventato assurdo: per i due biglietti di Roma e Milano, tra prevendite, tasse e spedizioni, ho speso 210€ totali… un salasso.
        Riconosco di essere “privilegiato” ad aver potuto spendere tutti questi soldi e capisco benissimo chi ha deciso di passare la mano anche perchè in passato (quando ancora frequentavo l’università) spesso mi sono ritrovato nella stessa identica situazione.
        Ricordo che nel 2005 non potei andare alle date italiane del devils-and-dust tour e bestemmiai pure in aramaico ma purtroppo mi ero appena laureato, stavo cercando lavoro e il portafoglio non solo era vuoto, proprio non esisteva…

        Dai, però la prossima volta devi venire!!!!!

        PS curiosità: a quale concerto sei stato? Forse ci siamo pure incrociati ehehehe
        PPS: forse già ti ho fatto questa domanda e mi hai pure risposto, ma sono smemorato… chiedo venire 😀

      7. In effetti i prezzi sono fuori dalla norma. Ormai l’università l’ho lasciata da un po’ ehehe… e, a volte, ho degli accrediti come stampa per il mio “lavoro” di recensore sui siti. Ma la questione era proprio di temporalità: due concerti così grossi in un periodo dell’anno difficile (maggio/giugno/luglio sono la manna dal cielo per tasse e affini).
        Ho dovuto scegliere una cosa o l’altra. E ho scelto i Sabbath visto che, in formazione quasi originale, non li avevo mai visti… e questo evento lo aspettavo da circa 20 anni (l’ultima volta che sono venuti in formazione originale non sono andato).
        Ps: a Padova un paio d’anni fa.
        PPS: non preoccuparti, io ho una memoria di un colibrì misto pesce rosso.

      8. a padova non c’ero… fece born to run full album, se non ricordo male…
        indi per cui c’era pure Backstreets… beato te 😀

    1. Si, ho fatto il 3 a san siro e il 5. Come dicevo anche a Zeus, le scalette sono state molto simile (un po’ troppo in verità) ma va bene lo stesso, anche perchè sono state scalette meravigliose con canzoni mozzafiato: ascoltare NYCS con il sole che tramonta dietro il Circo Massimo è un’esperienza che ti segna la vita.

      Tu invece sei stato il 5 a sansiro.. azz… un po’ ti invidio sai? Io mi sto mordendo sotto i gomiti da 13 giorni per non essere venuto pure il 5: la setlist quella sera fu impressionante: The price you pay, Something in the night, Streets of fire. Pure backstreets e prove it all night.
      Praticamente ha suonato più Darkness che The River e per me che considero Darkness il più bel disco di sempre quel concerto sarebbe stato il paradiso.

      Non vedo l’ora che esca il live ufficiale per scaricarlo.

      Devo dire che Bruce comincia ad accusare un po’ il passare degli anni (più ora che 3 anni fa) ma con la carica sopperisci all’invecchiamento senza perdere un colpo. Anzi, ora sembra anche più carico di qualche anno fa!!!!!

      A sto punto speriamo solo che non sia l’ultimo giro 🙂

  1. Sono anni che per un motivo o per l’altro ho rinunciato ai concerti di Bruce non senza un certo rammarico, ma sto bene così con gli otto concerti visti in passato, senza alcun moto d’invidia in quanto sapevo da subito che lui è e resterà il più grande performer di sempre, ora ho bisogno di altro (già da qualche anno la penso così) e prediligo i concerti più raccolti, con un pubblico poco numeroso ma di artisti altrettanto grandi (anche se non ai livelli di Bruce…) sono contento per tutti quelli che hanno assistito ai suoi concerti in quanto vince la musica (e di gran qualità) e quando vince la musica si può soltanto gioire !!!!

    1. Ciao Massimo, senz’altro tu hai goduto di Bruce nel suo massimo splendore e i concerti che hai visto tu avevano sicuramente uno spessore artistico maggiore di quelli proposti nell’ultimo quinquennio.
      Io stesso, che ne ho visti 10 di cui il primo nel lontano 99, debbo riconosce che la sua voce ha perso un po’ della vecchia potenza.

      Tuttavia la sua energia è rimasta inalterata e, complice un’incredibile forma fisica per i suoi quasi 67 anni, riesce a coinvolgere il pubblico in un orgia di emozioni liberatorie. E in questo nulla è cambiato nonostante gli anni.
      Quando poi il contesto – come quello del Circo Massimo – lo carica ancor di più, allora non ci sono più limiti.
      Lode al Boss, quindi.

      La tua ricerca di spettacoli più intimi, meno roboanti e più riflessivi, potrebbe magari a breve essere soddisfatta dal nostro. Se, come annunciato mesi fa ad un radio, il suo prossimo album sarà solista e quindi senza la E Street Band, magari potrebbe seguire una tournè acustica come già fatto con Tom Joad e Devils and dust. Benchè non sia il Bruce che preferisco, ti confesso che muoio dalla voglia di vederlo solo con armonica e chitarra…

      1. Ho sentito la notizia del suo prossimo disco senza la E-Street band, ma non lo preferisco neppure io in solitario chitarra ed armonica, nè su disco, nè in tour…il mio sogno è poterlo vedere a capo di un combo (contrabbasso,batteria,piano/fisa e chitarra) che propone un set di canzoni che non sono l’ennesima versione di “Thunder Road” o “Born To Run”,che deve per forza suonare ad ogni concerto (presumo che si sia un poco rotto di suonarle pure lui…..) magari pezzi nuovi e tante cover. Non chiedermi il perchè ma sono anni che non ascolto un disco di Bruce per intero, il cofanetto di The River l’ho comprato ma il DVD l’ho visto solo due volte mentre il CD di inediti ascoltaato una sola volta; il resto è ancora al suo posto nel box set. Vent’anni fa l’avrei divorato, mi sarei cibato di quelle immagini e quelle note, adattavo il mio stile di vita alla sua musica, al suo modo di essere, era uno stato mentale. Ora mi sono staccato, noto purtroppo una certa ripetitività,troppi clichè, stanchezza (non fisica, ma fisiologica) e voglia di passare ad altro, già vissuto dopo il tour della consacrazione mondiale di BITU. Bruce rimane un grande autore, cantante e performer , forse il più grande (non spetta certo a me dirlo) ma ora, a quasi 67 anni suppongo voglia cambiare registro e provare ancora una volta a fare altro ( e suppongo che non veda l’ora di terminare questo tour, nonostante dia sempre il massimo come di consueto). Lo dico con grande rammarico ma Bruce non mi trasmette più la carica emotiva, e tutto il resto che non si può spiegare con semplici parole, forse perchè mi ha dato tanto, troppo nel passato. Ma sono contento così, forse un giorno tornerò sui miei passi e (spero senza piangermi addosso) ricomincerò da capo. Dal capo…..

      2. Ciao Massimo,
        è molto bella la descrizione del rapporto che hai (avuto) con Bruce in particolare e con la musica tutta in generale.
        Si capisce subito che esiste un legame viscerale tra te e le 7 note, che per te ascoltare un brano musicale non racchiude semplicemente la ricerca di un’emozione, ma addirittura l’ispirazione per trasformare la propria esistenza in qualcosa di più perfetto.
        Poter vivere un’esperienza artistica in questo modo è un dono, un dono di cui devi sempre andare fiero.

        Non so se Bruce si sia stufato di questi bagni di folla, di suonare BITUSA e Born to run.
        Però di una cosa sono convinto: lui ha bisogno di vivere esperienze come quella di sabato sera, di sentirsi circondato da persone che lo acclamano e che cantano con lui le sue canzoni. Come già ebbi modo di approfondire nell’analisi lirica di BITUSA (https://lapinsu.wordpress.com/2015/06/29/la-poetica-di-bruce-springsteen-born-in-the-u-s-a/), ho l’impressione che Bruce sia un uomo che soffre molto di solitudine, che spesso si senta incompreso, incapace di relazionarsi. Non è una cosa insolita negli artisti (siano essi musicisti, pittori o scrittori) e credo sia una sorta di “prezzo da pagare” per il dono artistico che hanno. Per poter tradurre in arte certe emozioni, infatti, bisogna essere dotati di una sensibilità no comune che permetta di scendere nelle pieghe dei sentimenti, scandagliarne la luce come l’oscurità, per poi tradurla in arte ed offrirla ad un pubblico desideroso inconsapevolmente solo di catarsi.
        Non credo sia facile essere Bruce Springsteen, ed in fondo è questa idea che mi ha ispirato per questa non-recensione del concerto, questo racconto immaginario di come lui, il Boss, abbia più bisogno dei fan di quanto i fan abbiano bisogno di lui.
        Questi tour oceanici che richiamano sotto al suo palco milioni di fan sono a mio parere (e in quanto tale opinabilissimo) la sua valvola di sfogo, l’unico modo che ha per sentirsi vivo e normale. Se così non fosse i suoi show non avrebbero ancora quella spontaneità che, nonostante tutto, ancora hanno. Sono una liturgia che si rinnova, per noi ma soprattutto per lui.

        Dopo questo pippone probabilmente inutile, ti confesso che io sono uno di quelli che Bruce senza la E Street Band proprio non ce lo vedono… Quando nel 2006 lo vidi a Perugia con la Seeger Session Band rimasi un po’ deluso: mancava l’energia, mancava la passione, mancava la magia. Venisse in tour acustico probabilmente andrei a vederlo, con una session tipo quella da te ipotizzata lo andrei a vedere anche più volentieri. Ma per essere felice sul serio dovrei vederlo di nuovo con la E Street Band…
        Per ciascuno di noi lui e la sua musica rappresentano qualcosa di speciale. Io l’ho raccontato qui: ti metto il link così ti risparmio un’altra noiosa lettura e poi questo commento è già troppo lungo… ma è che quando parlo del Boss mi si scioglie la lingua e il cuore…

        https://lapinsu.wordpress.com/2013/10/04/io-e-bruce-9-stay-hard-stay-hungry-stay-alive/

      3. Ho letto con estremo piacere il tuo racconto inserito nel link ed ho ritrovato molto di me stesso, di quello che Bruce e la sua musica ha significato (e significa tuttora nonostante tutto, il passato non si cancella ne si rinnega) per me e mi hai fatto tornare la voglia di riascoltarlo…..complimenti a te, sei una persona che merita il meglio.ciao, Massimo

      4. Mi lusinghi, Massimo. E mi fai anche un po’ arrossire.
        Stasera ti lascio con il titolo di una canzone che amo molto, scritta dal quel ragazzotto baffuto che campeggia nel tuo avatar, autore mirabile che ci ha lasciato troppo presto: I Must Be Dreaming

  2. Mi sono identificato moltissimo in questo post, perché anch’io so bene la carica che può darti il pubblico. Cerco di spiegarmi meglio.
    Come sai, sono un professore. Il mio lavoro mi obbliga a svegliarmi ad orari da lupo mannaro ogni santo giorno: il guaio è che raramente riesco ad andare a letto presto, e quindi le sensazioni che hai descritto all’inizio del post (stanchezza, gambe pesanti, faccia sbattutissima davanti allo specchio) io le ho provate almeno 3 o 4 volte al mese.
    Appena entro in classe, tuttavia, tutta questa negatività svanisce di colpo. Soprattutto quando faccio lezione nelle classi con cui ho più feeling: il sorriso con cui mi accolgono, l’attenzione con cui mi seguono, le risate con cui reagiscono alle mie battute mi infondono un benessere che nemmeno un threesome con Penelope Cruz e Scarlett Johansson.
    Certo, c’è anche il rovescio della medaglia. Ad esempio, quando una classe ti identifica come un prof simpatico, a quel punto tu hai l’obbligo di tirar fuori almeno una battuta a lezione. Questo ti mette addosso una pressione pazzesca: non è facile inventarsi qualcosa di divertente a getto continuo, soprattutto nei periodi in cui ti manca l’ispirazione o hai il morale a terra.
    Il nostro comune amico Massimo Orsi fa benissimo a dire che il Boss è un grandissimo performer, e non un grandissimo cantante: tra le due cose c’è una differenza sostanziale. Come dice la mia amica fan di Ligabue, il performer rende alla grande sia su disco che dal vivo, il cantante invece dal vivo sparisce.
    Vale lo stesso anche per i comici: ad esempio, Lorenzo Baglioni quando fa i video su Facebook fa spanciare dalle risate, ma quando sono andato a vederlo dal vivo mi ha fatto così pena che sono tornato a casa dopo mezz’ora.
    Nota off topic: sto guardando la seconda stagione di Daredevil (ho visto i primi 4 episodi), e ti dirò che finora mi sta un po’ deludendo. La prima stagione era un perfetto equilibrio di cazzotti e di storia; in questa seconda stagione invece i cazzotti seppelliscono la storia. Di più: la storia sembra soltanto un pretesto per far scoppiare qualche combattimento.
    E quando la serie prova ad essere un po’ più raffinata, lo fa nel modo sbagliato: ad esempio, l’interminabile dialogo sui tetti tra Daredevil e il Punisher è di una pallosità che neanche una lezione sul peptide pancreatico. Speriamo che con i prossimi episodi la serie torni sui livelli della prima stagione.

    1. Hai ragionissima quando sottolinei la differenza tra performer e cantante.
      Ricordo che tanti anni fa andai a vedere un concerto di De Gregori: l’esperienza fu piacevoli (le canzoni sono molto belle) tuttavia lui non solo è di una rara antipatia personale (suonava con l’atteggiamento di chi stesse lì per fare un favore al pubblico) ma per di più non interagiva minimamente con gli spettatori, nè un sorriso, nè un “grazie” nè un gesto di saluto. Sembrava stesse incidendo un disco.

      Per quanto riguarda Daredevil, la serie cresce nel finale, stai tranquillo. Paradossalmente ho avuto l’impressione che fosse il Punisher a inchiodarla un po’, perchè character troppo forte e totalizzante. Poi, ovviamente, è sempre un fatto di gusti 🙂

      Mi permetto però di dissentire alla tua affermazione nella quale sostenevi che l’apprezzamento degli studenti alle tue battute ti infonde “un benessere che nemmeno un threesome con Penelope Cruz e Scarlett Johansson”. Perdonami, amico mio, ma non riesco a darti ragione su questo punto. Ho pensato a un sacco di cose belle che mi potrebbero capitare e poi le ho paragonate con l’immagine di me tra Scarlett e Penelope e tutte queste cose, dalla prima all’ultima, non hanno retto il confronto 😛

      1. Mettiamola così: un giorno di lezione lo baratterei volentieri con quel threesome, ma non rinuncerei mai al mio lavoro in cambio di una notte d’amore con queste due gentil donzelle. E probabilmente, dopo aver rifiutato questo scambio, passerei il resto della vita a chiedermi se ho fatto la cosa giusta. 🙂

    1. E mi son rammaricato per aver fatto tripletta… anche perchè la scaletta del secondo concerto di San Siro è stata mirabolante….
      Comunque la prossima volta che torna mi faccio tutte le date, tanto ormai a casa sono talmente rassegnati che mia moglie si era stupita che non avessi preso i biglietti pure per il 5 eheheheheheh

      1. ha fatto meno The River e + Darkness.
        Ha eseguito pezzi rarissimi come Racing in the streets, Streets of fire, Something in the night.
        Ha fatto Prove it all night (che è sempre un piacere) e pure Backstreets, pezzo che adoro e che ho avuto la fortuna di ascoltare dal vivo solo una volta, al mio primo concerto del 1999.
        Insomma, la scaletta è stata insolita per questo tour e molto molto molto bella. Tant’è che sto pensando di scaricarne il live ufficiale sul suo sito non appena sarà disponibile…
        PS: ti metto il link con tutti i brani, così ti fai un’idea 😉
        https://pinkcadillacmusic.wordpress.com/2016/07/07/bruce-springsteen-the-e-street-band-2016-07-05-san-siro-stadium-milan-italy/

  3. Confesso che avrei preferito leggere le tue impressioni ben dettagliate, tuttavia mi ha molto divertito questo cambio di prospettiva. Ad ogni modo per le tue impressioni c’è spazio nei commenti. Io me lo sentivo che sarebbe stata una seratona, ma volendo essere pignoli la scaletta non ha riservato enormi sorprese (nel 2013 Roulette e Stand on it valevano il biglietto). Bello aprire con NYCS ma l’avevi già fatta tre anni prima, sempre a Roma tra l’altro. Sumnertime blues e Detroit Medley sono sempre una bomba ma ricordano Milano 2008, e la prima l’aveva già fatta sempre a Roma tre anni fa. Troppo pignolo lo so. Però speravo in qualche chicca più sorprendente.

    1. Ciao Gramon,
      in passato ho spesso provato a raccontare le emozioni dei suoi concerti, talvolta ci sono anche riuscito discretamente (tipo nella rece del concerto a sansiro del 2013 che trovi nel blog), ma comunque erano sempre pallide copie di un sentimento potente che non sa essere tradotto in parole (o forse sono solo io troppo imbranato per farlo)
      E così ho provato a raccontare i due concerti visti quest’anno in maniera alternativa, passionale per sansiro, fantasiosa per Circo Massimo.

      Entrando nel merito dei due concerti: effettivamente la scaletta molto simile è una nota dolente (ma solo per lui, perchè in realtà per tutti gli altri cantanti sarebbe la regola fare due setlist uguali…ma vabbè…) tuttavia sono pur sempre “duescalettedellamadonna”.
      Quella di Roma poi, è semplicemente sontuosa: NYCS in apertura, poi addirittura JUNGLELAND e DRIVE ALL NIGHT. Non so quante volte abbia eseguito queste tre canzoni nello stesso concerto. Credo mai.
      RIspetto a Milano poi, lui era addirittura più carico: ha cercato costantemente il supporto del pubblico, in ogni canzone, in ogna ola, in ogni coro. Sembrava in estasi, dico davvero.
      Per cui posso tranquillamente soprassedere alla scaletta troppo simile: alla fine ho sbagliato io a saltare la seconda serata di Milano (con scaletta per fan duri e puri)…

  4. Quello del Circo Massimo è stato il mio 25 concerto di Bruce…vidi il primo nel lontano 1985 il primo a San Siro. Ero a Milano il 3 luglio, scaletta molto simile a Roma ma con un acustica non ottimale.
    Nyc Serenade vale il prezzo del biglietto ma concordo con chi è rimasto un po’ deluso dalla scaletta. Certo la scaletta del 5 fa paura..il punto è che non capisco sinceramente chi espone richieste tipo Summertime blues o Boom boom….direi che c’è di molto meglio da chiedere.
    Rimane comunque una certezza….non esiste un performer come Bruce e non credo esisterà mai.
    God save the Boss!!!

    1. Ciao Loris, benvenuto nel blog e complimenti per aver potuto assistere al mitico concerto dell’85.
      Ahimè all’epoca avevo appena 6 anni… quindi non avrei capito niente della magia di quella serata 😀

      Sulle richieste hai perfettamente ragione: a me francamente stanno sul cavolo, perchè spesso richiedono canzoni del caxxo o cover di cui si potrebbe fare a meno. Quando poi vedo gente con su cartelli inneggianti Hungry Heart (tanto la fa comunque….) allora mi arrabbio proprio.
      Nel 2013 preparai uno striscione e lo appesi al secondo anello di San Siro. C’era scritta una sola parola: BACKSTREETS. Ma non la fece purtroppo 😦

      Concordo anche sulla migliore acustica di Roma, e comunque ho fatto 4 concerti del Boss a San Siro e l’acustica ha fatto sempre schifo.

      Tra l’altro, complice la magia della location, lui a Roma mi è sembrato ancora più carico e partecipe. Anche tu hai avuto quest’impressione?

    1. Un metro di giudizio per capire la meraviglia di un concerto di Springsteen è portarci qualcuno che non ci è mai stato prima e guardare la luce nuova e brillante che illuminerà il suo sguardo quando lo show sarà finito.
      Non ho dubbi che i tuoi amici l’abbiano trovato straordinario perchè, molto semplicemente, lo è stato 🙂

      PS: potevi unirti a loro però…

  5. Due tappe, due concerti due articoli ed il secondo è l’evoluzione del primo, perché di fatto, senza l’audio, la descrizione di un concerto, anche fenomenale, una volta esauriti gli aggettivi conosciuti ed i superlativi diventa ripetizione, se le si è già fatto e tu sapientemente non sei caduto nella trappola.
    E’ indiscutibile, che chi non è fan sfegatato di Bruce non potrà mai provare vere emozioni leggendo solo la sua descrizione eppure tu ci sei riuscito ugualmente la prima volta, ma farlo di nuovo, ripetendo quanto fosse stato bello ed emozionante e trascinante e fenomenale, beh, non poteva funzionare ed allora hai fatto ciò che ti rende prezioso ed hai volato alto: hai preso il tuo cuore di fan ed hai espresso in parole il sogno di chi ama Bruce e sei diventato lui, ti sei visto sul backstage e sul palco e noi eravamo là a guardare te ed anch’io mi sono emozionato e mi sarebbe capitato anche se l’artista fosse stato un altro, perché era la potenza della tua penna a farlo.

    Ho letto le scalette delle canzoni come si legge una formula magica di cui non si conoscono gli ingredienti, mentre invece gli adepti si entusiasmano (ed è sempre così, in qualsiasi esoterismo), ma il contenuto for fans only è solo nei commenti, dove è giusto che sia, dove ci sono le tifoserie accanite, dove le sciarpe ed i gagliardetti vengono sventolati allo spasimo.
    Io resto nel post, in quelle pagine che oramai hanno un sapore kinghiano fortissimo che invade la stanza ogni volta che ti leggo e ti assicuro che è una sensazione stupenda.

    1. Devo riconoscere che questi raccontare questi due concerti è stato solo un pretesto per poter dar libero sfogo alla mia fantasia, cosa che per altro accade raramente quando scrivo nel blog.
      Ho sperato che l’emozione da me vissuta potesse essere in qualche modo trasmessa a chi leggeva e sono lieto di essere riuscito almeno in parte nell’intento.
      Non si tratta di “convertire” qualcuno perchè diventi fan di Springsteen come me, bensì di condividere un’emozione positiva insieme ad altri amici per spronarli a ricercare anch’essi quell’emozione andando al concerto del loro artista preferito (foss’anche AlBano…), o al cinema o al campo sportivo o a teatro o i poltrona per leggere un libro.
      La fruizione di un’esperienza artistica è qualcosa di divino e dobbiamo accogliere questi momenti a cuore aperto, senza remore e paure.
      Sai, sabato sera spesso mi son ritrovato ad ascoltare ad occhi chiusi la musica, pian piano scomparivano i rumori delle persone attorno a me, non avvertivo più il peso della calca, non sentivo più la stanchezza delle gambe e si annullava la distanza tra me e il palco. Tutto assumeva dimensioni innaturali e restava solo il flusso di energia che collegava me alla musica di Bruce che tramite la sua voce roca riempiva tutto lo spazio travalicando la dimensione sonora e facendosi sostanza, una crema viscosa e delicata che ancora mi sento appiccicata addosso e che non vorrei mai andasse via.
      Auguro a te, amico mio, di sentire presto sulla pelle questa sensazione: è una delle cose migliori che possa capitare nella vita, almeno così credo 🙂

      PS. a proposito di King, ho da poco finito 11.22.63 (notevolissimo) e quindi mi posso presto buttare nella visione della serie tv con James Franco.
      Sempre a suo proposito: hai visto le prime immagini di Elba nei panni di Roland e Matthew in quelli dell’uomo nero? Forse che le nostre remore iniziali debbano scemare??? Di sicuro è ora che io prenda in mano la saga e riparta da quel primo meraviglioso paragrafo: L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì

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