Halloween

E’ buio.

Sono all’erta, teso come una molla. Impugno meglio il coltello che ho arraffato dal cassetto delle posate e cerco di vedere meglio.

Ma è buio. Troppo buio.

La vista non serve a niente: devo affidarmi all’udito.

Passi, lontani ma in avvicinamento. Non sembrano affrettati, solo determinati. Ma come può essere “determinato” un passo? Lungo, svelto, magari incerto. Ma determinato? Non so come, ma questi passi lo sono. A ogni tonfo il mio cuore sale in gola e perdo un po’ di sicurezza. Ora non sembrano più passi, ma martellate decise che inchiodano il coperchio di una bara. La mia.

Passo il coltello nell’altra mano, incerto sul da farsi. Sono destro: scrivo, mangio, bevo e lavoro usando la mano destra, tuttavia ho sempre tagliato con la sinistra. Così ora sono arso dal dubbio: se (quando) dovrò vibrare una coltellata, quale mano userò? Non so scegliere, non so capire, sento solo il terrore – liquido come il piombo fuso ma freddo come vento di tramontana – insinuarsi nella mia pelle, fino alla ossa, stringendomi in una gelida morsa.

Un cigolio. Forse un porta, o magari l’assito della veranda. Di nuovo il cigolio: stavolta si mescola al tonfo dei passi. Qualcuno sta cercando di introdursi in casa, non può essere diversamente. Faccio un respiro profondo per evitare di gridare e mi appiattisco contro il muro della cucina. Cosa darei per essere invisibile adesso…

Una finestra sbatte con violenza. Il suono viene da lontano, dev’essere una camera al piano superiore. Eppure le avevo chiuse tutte! Cazzo, allora gli intrusi sono due: uno dalla veranda e uno da sopra. Già mi sentivo spacciato prima figuriamoci ora che sono in inferiorità numerica. Devo scappare. Non c’è alternativa.

Un sibilo attraversa la casa. Potrebbe essere il vento ma magari si tratta di una frecciata scoccata con inumana potenza. O il verso di qualche creatura mostruosa. Chiudo gli occhi anche se è buio e non fa alcuna differenza, quindi cerco di arginare il terrore crescente ma il cuore continua a rimbalzarmi nel petto come un pungiball.

Sospiri. Un vocio incerto, sommesso, strascicato, come se tutte le anime dannate si fossero date appuntamento nel mio soggiorno. I suoni arrivano ovattati: è chiaro che sono emessi da esseri privi di corde vocali e capaci solo di articolare rumori gutturali alzando e abbassando le fauci maligne. Il cuore accelera ancora: di questo passo morirò d’infarto prima di essere sbranato dagli esseri infernali che si sono introdotti in casa mia.

Allungo la mano libera per tastare il muro: senza rendermene conto ho raggiunto lo spigolo della cucina. Faccio mente locale per capire se ho delle vie di fuga: a non più di cinque metri davanti a me c’è la porta posteriore della veranda, quella da cui provenivano i cigolii, mentre se faccio un paio di passi alla mia destra mi troverei all’ingresso del soggiorno, quello del vocio gutturale (che però nel frattempo si è trasformato in un latrato sospirato). Ci sarebbe la scala che porta al piano superiore, non dovrebbe distare più di tre metri, sarebbe la via di fuga più sicura (da sopra ho sentito solo una finestra sbattere) ma tra me e la scala si frappone il tavolo della cucina.

Mi appiattisco ancora di più contro la parete e valuto il da farsi. Fuggire è l’unica via di salvezza, ma come? Escludo subito la scala perchè dovrei scavalcare il tavolo con un balzo ma io non sono Rambo e poco ma sicuro che mi romperei la tibia. Restano due vie: la porta posteriore della veranda si affaccia su uno sterminato campo di granturco che sarebbe perfetto per cercare una via di fuga. Ma se nascosto tra le fronde ci fosse qualcuno? O qualcosa? Un rivolo di sudore freddo mi scivola lungo la schiena e pondero l’ultima alternativa: il soggiorno. E’ vero che dovrei attraversare una stanza più grande, ma lì c’è il portone di casa che si affaccia sulla strada principale…

Ripasso il coltello sulla destra e mi costringo a respirare. Apro gli occhi anche se non fa alcuna differenza perchè il buio sembra diventato una nuova dimensione dell’esistenza, un pozzo nero che sta risucchiando tutta la vita. Valuto se sia il caso di aspettare che il cuore riprenda il ritmo regolare, ma realizzo subito che l’attesa sarebbe vana, quindi conto mentalmente fino a tre, stringo il coltello con ancora maggiore decisione e infine mi proietto verso l’ingresso del soggiorno.

Per un istante non sento niente, poi i miei occhi vengono feriti da una luce accecante. Faccio appena in tempo a scorgere teste addobbate con cappellini colorati che spuntano dagli angoli più impensabili della stanza, prima che tutti i rumori che udivo fino a poco prima vengano sovrastati da grida squillanti.

SOPRESA!!

AUGURI!!!

BUONA FESTA DI HALLOWEEN!

29 pensieri su “Halloween

  1. Ma vafangùl!!! Ehm… agli organizzatori della festa, non a te 😁🥳
    Era chiaro che qualquadra non cosava, ma insomma, così non si fa: dieci anni di vita in meno! 😀

    Credo che “a cinque mentre davanti a me” volesse essere un “a cinque metri davanti a me”.

  2. Quando sono andato a leggere gli altri commenti (inevitabile quando si va a postarne uno) ed ho visto l’incipit di quello di Celia, ho avuto un sussulto, perché la prima cosa che mi era venuta in mente, arrivato al termine della lettura a precipizio, ansiogena e trascinante, di questo tuo scherzo letterario di Halloween, era proprio stato un sonoro «Ma vaffan…!!»

    Si, perché è evidente che tu, bastardo, ti sia divertito un mondo ad imbrogliare il lettore, facendogli credere chissà quale incubo di violenza domestica stavi descrivendo (e sto trattenendo tutta la mia egocentrica e presuntuosa memoria visiva di film e fiction inerenti…)!

    Che poi, chi come me ben ti conosce sa perfettamente che quello dell’horror è un genere narrativo in cui non ti addentreresti mai, per una tua scarsa conoscenza dei classici, figlia di una scelta dettata dalla tua arcinota avversione per quello stile e quelle paure… Tuttavia, leggendo la progressione della suspense, un dubbio, per un piccolissimo istante, mi era sorto, subito ricacciato in un angolo…

    Non ho letto questo racconto la sera di Halloween, per la quale era pensato, ma oggi, venerdì 1° Novembre, giorno dei Santi, nonché momento di relax dal lavoro… Perciò auguri!

    P.S. Non posso fare a meno di notare un parallelismo di puro affetto, che lega questo tuo post, frutto di una tua creazione originale, a quello che io scrissi in occasione della medesima festività riportando un brano di Ray Bradbury, sempre al buio, sempre con bambini, ma senza l’amore che palesemente tu provi come padre.

    1. Esattamente 4 anni fa, quando tu pubblicasti il racconto di Ray Bradbury – di cui riporto di seguito il link perchè tu, da galantuomo quale sei, hai omesso https://kasabake.wordpress.com/2015/11/01/ray-bradbury-the-october-game/ – ero in coda dal dottore. Comi mi apparve la notifica di WP, mi affrettai a recuperare il post e iniziai a leggere.
      Ti confesso che in prima battuta restai alquanto deluso perchè, in tutta onestà, avrei preferito leggere un tuo articolo piuttosto che un racconto di Ray Bradbury… Però già che c’ero continuai la lettura.
      Ovviamente ne fui avvinto, non avrebbe potuto essere diversamente. Ma non fu la bellezza del racconto a ripercuotersi in maniera prepotente nella mia vita futura, bensì il fatto stesso di aver letto un racconto dal telefono.
      Come ebbi già modo di spiegarti tempo fa, proprio il quel periodo ero dibattuto circa l’opportunità di acquistare un e-book reader, ma ero recalcitrante perchè temevo che la lettura da un supporto elettronico non potesse avere la qualità di quella su carta. Ovviamente mi sbagliavo e leggendo quel racconto ebbi una fugace apparizione di quello che sarebbe potuta essere. Di li a poche settimane divenni possessore di Kindle e la mia vita culturale si arricchì notevolmente dando vita a un processo che col temo ha modificato radicalmente anche la natura di questo blog.
      Hai quindi perfettamente ragione se sottolinei il trait d’union tra quel tuo post e questo, la cui natura. Il mio blog sta cambiando natura per la terza volta in 3 anni, è un fenomeno di cui ho percepito l’esistenza solo in quest’ultimo mese, e questo racconto sopra le righe ne è una tappa essenziale, ancorchè nata in maniera estemporanea e senza preavviso.
      Buon ponte di ognissanti anche a te, fratello ermenauta!

  3. La festa di Halloween è stata reinterpretata in maniera totalmente diversa dagli italiani. Gli apprensivi genitori italici non farebbero mai uscire i loro bambini da soli di sera a suonare il campanello a dei perfetti sconosciuti: al massimo gli danno il permesso di farlo, ma con la mamma che li segue da dietro senza perderli d’occhio un secondo. Il risultato è che molti bambini, vergognandosi di farsi vedere tenuti al guinzaglio dalla mamma, rinunciano a festeggiare Halloween.
    Così questa ricorrenza, che in America è soprattutto una festa per bambini, in Italia è festeggiata soprattutto dagli adolescenti. E’ diversa anche la modalità in cui viene celebrata: i ragazzi in questione non vanno a fare dolcetto o scherzetto, ma passano insieme una serata identica ad un Sabato sera qualsiasi, con l’unica differenza che anziché vestirsi da fighetti si sono travestiti in base ai personaggi del momento.
    Così la festa di Halloween diventa anche una cartina di tornasole per capire quali personaggi sono riusciti a entrare nella cultura pop. Negli ultimi anni abbiamo avuto la Harley Quinn di Suicide Squad, il protagonista in tuta gialla di Breaking Bad, i rapinatori de La casa di carta e la new entry del 2019, il Joker di Joaquin Phoenix: ciascuno di questi personaggi è stato stracopiato durante gli ultimi Halloween, e in certi casi anche al di fuori di questa ricorrenza (ad esempio, ho visto molte ragazze indossare tutto l’anno la T – shirt con la scritta “Daddy’s Lil Monster” di Harley Quinn).
    La verità? Non mi piace. Attenzione: disapprovo non il fatto in sé di celebrare Halloween in questo modo, ma il fatto di fare la pecora e travestirsi nello stesso modo di 100 altre persone. A me sono sempre piaciute le cose particolari, non scontate, non uguali a tante altre: di conseguenza se dovessi travestirmi da Joker sceglierei quello di Jared Leto, non quello di Joaquin Phoenix o di Heath Ledger; se dovessi ispirarmi a una serie tv andrei a prendere lo sceriffo di Longmire, non il dr. White di Breaking Bad o un rapinatore de La casa di carta.
    Capii di avere questo gusto per le cose di nicchia fin da bambino. Anzi, mi ricordo perfino il momento preciso in cui acquisii questa consapevolezza: ero in un negozio di giocattoli, mio padre mi dette il permesso di prendere un giocattolo dei Biker Mice da Marte, e io anziché scegliere uno dei 3 protagonisti presi il giocattolo di uno dei cattivi. Mio padre incuriosito mi chiese perché avessi scelto proprio quello, e io risposi: “Perché gli altri ce li hanno già tutti”. Non ho mai cambiato mentalità da allora.

    1. La tua vocazione a non omologarti ti fa senz’altro onore: è infatti molto più semplice seguire la corrente conformandosi al pensiero e ai modi di fare della maggioranza, piuttosto che crearsi una propria identità, anche a costo di risultare impopolare.
      Per altro, questa caratteristica del tuo carattere si riflette perfettamente anche nel blog: raramente parli dei titoli del momento e comunque sempre da una prospettiva particolare, mai banale. Il post con la foto di Cossiga resta forse l’esempio più fulgido in tal senso.

      Riguardo Halloween, confesso che non nutro particolare interesse per la festa, dato che ero ormai troppo “grande” quando è diventata molto popolare anche qui in Italia.
      Mi permetto solo di fare due riflessioni: da un lato trovo di una stupidità sconcertante quelli che la osteggiano in quanto festa demoniaca. A mio modo di vedere sono appena un gradino sopra ai terrapiattisti e ai novax.
      D’altro canto, è una festa che ha e avrà sempre tutto il mio plauso più sentito, dal momento che in questi giorni Instagram si riempie di sgallettate in costumini sexy che vanno a festeggiare Halloween nelle feste più disparate. Quest’anno per me la vincitrice è Brie Larson, senza alcun dubbio:

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      @britneyspears 👋

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          1. Anch’io fatico a trovarne una che mi sia piaciuta di più.
            Colgo l’occasione per dirti che di Bobby Z ho visto anche il film. Si vede benissimo che è scritto da 2 sceneggiatori, perché fino a un certo punto (ovvero fin dove ha lavorato lo sceneggiatore sano di mente) il film segue il libro con grande ordine e fedeltà, poi nella seconda metà entra in azione l’altro sceneggiatore, e lì inizia il disastro: molti passaggi del libro fondamentali per la comprensione della trama sono stati saltati a piè pari, e altri sono stati fusi insieme in maniera più caotica che mai. Se non avessi letto il libro, non sarei mai riuscito a capire ciò che succedeva sullo schermo. Sembra che il secondo sceneggiatore abbia lavorato dopo essersi fatto una pista di cocaina (e visto che a Hollywood ne gira a tonnellate, non escludo che sia andata proprio così).
            Altra scelta cretina è stata quella di ridurre all’osso il personaggio più comico di tutto il libro, ovvero Senso Unico: nel romanzo era fondamentale e faceva ridere, qui appare in 2 scene una più inutile e piatta dell’altra. Tanto valeva tagliarlo del tutto.
            Per fortuna però hanno preso anche una decisione giusta: ingaggiare Olivia Wilde, che in questo film è davvero di una bellezza da infarto. Il che conferma una legge non scritta di Hollywood: quando la sceneggiatura è una merdaccia, mettici una pezza ingaggiando una stratopassera! 🙂

          2. Effettivamente a quei tempi (e in quel film in particolare) la Wilde è di una bellezza sconvolgente e senza il suo ingaggio dubito che sarei arrivato alla fine dell’opera.
            Purtroppo ho il timore che le opere di Winslow corrano lo stesso rischio di quelle di King e quindi non riescano ad esser trasposte in maniera piacevole: il fatto di essere romanzi particolarmente complessi e con personaggi molto articolati, probabilmente rende ardua l’impresa di traduzione nei miseri 90/100 minuti di un film. Forse con una serie tv l’operazione potrebbe essere più fruttoosa, ed è almeno quello che mi auguro visto che è in lavorazione proprio la serie su IL CARTELLO (anche se non è ancora chiaro quale dei 3 romanzi sarà oggetto della sceneggiatura).

            Colgo l’occasione per farti due segnalazioni.
            Ho da poco terminato la lettura di UN DRINK PRIMA DI UCCIDERE, romanzo di Dennis Lehane, autore famoso soprattutto per aver scritto LA MORTE NON DIMENTICA, romanzo da cui è tratto Mystic River. Sempre dalla sua penna sono nati SHUTTER ISLAND (da cui il bel film di Scorsese) e THE DROP (da cui il film Chi è senza colpa, che recensii molto tempo fa https://lapinsu.wordpress.com/2015/03/19/the-drop-chi-e-senza-colpa/ ). E’ un autore che ho scoperto solo di recente, ma devo ammettere che scrive molto bene e ricorda molto proprio lo stile di Winlow. Te lo consiglio.

            Altro consiglio: il nuovo film di Polanski, L’UFFICIALE e LA SPIA.
            Ho avuto il piacere di leggere il romanzo di Thomas Harris da cui è tratto (come ben sai, Harris è tra i miei autori viventi preferiti) e ho raccolto molti pareri positivi anche sul film. Racconta le vicende connesse al famigerato AFFARE DREYFUS che senz’altro conoscerai e, al di là delle tematiche politiche e razziali che quella vicenda comportò, è meravigliosamente descritta la sofferenza di chi è stato ingiustamente condannato e lotta con tutte le sue forze per ottenere giustizia.
            Se ti capita, dagli una chance, per lo meno al romanzo.

          3. Dennis Lehane è conosciuto come uno dei più grandi scrittori noir in circolazione. Forse l’unico, dato che questo genere (sia in letteratura che al cinema) è decaduto ormai da decenni.
            Nonostante sia un grande fan del noir non ho mai letto un suo libro, perché ogni volta che stavo per farlo mi rendevo conto che me l’ero già “bruciato” guardando il film (a proposito, tra i tanti ottimi film tratti dalle sue opere citerei anche La legge della notte).
            Nel caso di Un drink prima di uccidere però questo problema non si pone, perché nella sua pagina Wikipedia non si fa riferimento a nessun film tratto da esso: ti ringrazio quindi per avermi dato finalmente l’occasione di risolvere questo conto in sospeso con Lehane, che mi trascinavo ormai da anni.
            Riguardo ai film “Kinghiani”, ho una notizia bomba: non soltanto ne stanno girando uno tratto da L’ombra dello scorpione, ma nel cast c’è nientepopodimeno che Heather Graham!!! Ho scoperto l’esistenza di questo film proprio dal suo profilo Instagram, dove sporadicamente carica delle foto scattate sul set. A questo proposito, guarda un po’ che bel vestitino strizzatette le ha fatto indossare lo scaltro costumista del film:

          4. E io da perfetto ignorante non sapevo che Lehane godesse di così tanta fama!!! Ed effettivamente, scorrendo la sua bibliografia, quasi tutti i suoi romanzi sono stati trasposti in film. Non ricordavo, ma c’è anche GONE BABY GONE, che se non erro coincise con l’esordio alla regia per BEN AFFLECK: lo vidi e lo apprezzai molto.

            Riguardo l’OMBRA DELLO SCORPIONE anche io ho scoperto di questa serie leggendo il post della Graham (la seguo su IG). Ed hai perfettamente ragione: il costumista la sa lunga perchè nella foto indossa un abito sexyssimo. Per altro lei, nonostante sia arrivata ai 50, è ancora una bellezza mozzafiato che pagata da bere a tante ragazze che potrebbero essere sue figlie. Tra l’altroi il cast de L’OMBRA DELLO SCORPIONE mi sembra molto ben fornito, dato che ci saranno anche Amber Heard e Katherine McNamara.
            Peccato solo che il ruolo di Mother Abigail sia stato dato a Whoopi Goldberg (come sai, non la reggo) e quello del mio personaggio preferito (Stu Redman) sia invece stato dato a quel carciofone di James Marsden (non so se lo sapevi, ma nell’edizione che ho io ho del romanzo – una sorta di final cut edita parecchi anni dopo la prima edizione) c’è una lunga prefazione di King in cui dichiara che per il personaggio di Stu si ispirò a Bruce Springsteen, di qui il mio amore per il personaggio…).

            Sempre restando in ambito kinghiano, hai letto Doctor Sleep? Vedrai il film? Ho letto il libro ma sono ancora indeciso sul film, che sembra più un sequel del film che non del libro…

          5. Sia Whoopi Goldberg che Heather Graham sono 2 attrici che non venivano scritturate per un film di richiamo da almeno un decennio: evidentemente il regista è un nostalgico, oppure uno che crede nel mito americano della stella che risorge dalle proprie ceneri dopo che la sua carriera sembrava essersi arrestata per sempre.
            Riguardo a Doctor Sleep, ho letto il libro, e mi è piaciuto abbastanza. Dovrei vedere il film la prossima settimana: una mia carissima amica che insegna a Piombino verrà a Firenze per trovare i suoi genitori, e abbiamo già stabilito che, essendo entrambi 2 grandi fan di King, ne approfitteremo per andare a vedere Doctor Sleep.
            La prossima settimana voglio vedere anche Motherless Brooklyn, che anche tu aspettavi con foga (l’avevi messo addirittura nella Top 20 dei film più attesi del 2019: https://lapinsu.wordpress.com/2018/12/27/i-film-da-non-perdere-nel-2019/). E’ un noir e c’è Bruce Willis, quindi ha tutto per piacermi! 🙂

          6. Caspita, con l’approssimarsi delle feste le uscite interessanti si moltiplicano 😀 😀 😀 :D.
            Purtroppo però il mio prossimo film al cinema non sarà nessuno di questi, perchè ho gà promesso signora che l’avrei accompagnata a vedere il film su Downton Abbey, epilogo della fortuna serie tv della BBC. Ho seguito il telefilm a macchie e, pur appartenendo a un genere assolutamente indigeribile per me, ne ho apprezzato la qualità. Ovvio che preferirei andarmi a vedere Norton e il suo Motherless… ma una promessa è una promessa.
            E a proposito di fenici che risorgono dalle ceneri, speriamo che questa sia la volta buona per la resurrezione artistica del nostro amato Bruce Willis, ormai in declino perenne da anni.

  4. What a pezz!Original Lapinsu non solo devi usarlo, deve diventare una collana a tutti gli effetti!
    Una sorta di “Love Death & Robot” ma invece di usare stili grafici diversi usi stili e temi diversi per i tuoi vari racconti (suspance, thriller, commedia, avventura, ora anche horror…ti destreggi egregiamente in tutti i generi amico Lap). Anzi, perché fermarsi qui? Un domani potresti dare vita al Lapinsu Universe 😀
    Non come gli eroi Marvel che si incontrano e si scontrano alla bisogna, ma più tipo Tarantino dove i personaggi sono ambientati nello stesso universo ma i riferimenti sono minimi e remoti, ciliegina sulla torta per i fan più accaniti 😀
    Ok, ora mi do una regolata…è che mi fai esaltare Lap XD
    Daje così!

    1. ahahahaha, grazie Pizza!!!!
      Tieni conto che la mia indole resta sempre un po’ cazzona… quindi alla fine la butterei in caciara tamarra come in Legends of Tomorrow (non puoi sapere cosa darei per stare un’ora nella writer’s room di quella serie….)

  5. Ah ah ah ! Mio poliedrico amico, stupendo questo quadretto orror! 😀
    Bene, adesso sai che anche questo genere letterario ti si addice come tutti gli altri 😉
    PS
    Per evitare molestatori post-prandiali nel giorno di halloween io sul citofono di casa mia ho scritto “Anna Maria Franzoni”!

    1. Da me han suonato solo qualche anno fa. Mi colsero impreparato, non avevo dolcetti in casa. Provai a cavarmela con un pacco di Macine aperto da eoni: gli feci così pena, che i bambini nemmeno mi fecero lo scherzetto…

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